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stato di calamità

XYLEFA_22Grande soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di procedere alla dichiarazione dello stato di calamità naturale per gli ulivi salentini. Lo comunica in una nota l’onorevole Salvatore Capone, che riconosce il grande impegno con cui il Ministro Martina ha seguito in questi mesi l’intera vicenda Xylella. La decisione del Consiglio giunge al termine dell’istruttoria tecnica che ha avuto come protagonisti insieme alla Presidenza del Consiglio, il Ministero delle politiche agricole e la Regione Puglia. “Adesso, finalmente, e in attesa di conoscere il nome del Commissario straordinario, si può immaginare di entrare, ancora più concretamente, nel vivo di quanto già previste nel Piano concordato con la Regione e con le associazioni di categoria per sconfiggere il batterio sostenendo le aziende, implementando le azioni di studio e ricerca quanto mai necessarie, salvaguardando il paesaggio”, fa sapere Capone, che ha chiesto nei giorni scorsi al Ministro Martina la disponibilità ad una visita nel Salento: “Mi auguro che si concretizzi perché il Ministro possa conoscere da vicino l’eccellenza del nostro olio e delle nostre aziende e la bellezza, nonostante la xylella, del nostro territorio”. Il passo avanti compiuto grazie a quanto deciso oggi permette di poter aprire un confronto con le associazioni di categoria, gli olivicoltori, per avviare la grande azione di ricerca sul campo che associazioni e imprese ritengono imprescindibile.

ulivi-malati-zona-li-sauli-taviano-foto-LUIGI-REHO-(2)Gallipoli. Nella prossima settimana il Consiglio dei ministri dovrebbe emanare il decreto di riconoscimento dello stato di calamità per le zone della Puglia colpite dal batterio Xylella e subito dopo la nomina del commissario di Protezione civile con ampi poteri: lo comunica l’on. Salvatore Capone che ieri ha incontrato il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina. Potrebbe essere quella in arrivo una settimana decisiva, da molti attesa a cominciare dagli olivicoltori, che finora non hanno visto niente di concreto muoversi sul territorio salentino infettato, e dei vivaisti, presente in buon numero in quest’area i cui commerci sono stati di fatto bloccati. Si deve ripartire, in concreto, dagli interventi inseriti nel decreto ministeriale dell’ottobre scorso e rimasti sulla carta.

Intanto arrivano nuovi allarmi: alcune decine di segnalazioni di focolai sono arrivate agli organi di monitoraggio della Regione. Adesso si aggiunge il Sindaco di Acquarica del Capo Francesco Ferraro, che è anche agronomo: “Due-tre mesi c’è qualcosa in questo territorio ma in forma sporadica; adesso lo si nota dappertutto, lingo la costa, fino a Leuca. L’infezione ha raggiunto un alto livello”. Per il 14 febbraio Ferraro sta organizzando un altro convegno con Sindaci ed esperti: “I sistemi di contrasto ci sono, esistono tecniche agronomiche che vanno applicate a tappeto. Bisogna creare le sentinelle sul territorio e soprattutto coinvolgere i Sindaci per il monitoraggio, l’informazione e dare loro i poteri sostituvi: chi si sottrae agli interventi da fare viene sostituito dal Comune, che li effettua e gli presenta il conto, bloccandogli anche i contributi Ue”.

 

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