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stato di calamità

Gallipoli – Nove giorni con le pompe idrovore in azione per tutte le 24 ore; effetti delle straordinarie piogge del 26 febbraio fino al 10 marzo sera, quando sono finite le operazioni di aspirazione delle acque; attivazione del Centro operativo comunale con ordinanza del Sindaco per garantire incolumità pubblica; elevate situazioni di criticità idrogeologica rilevate dalla Protezione civile Cir di Gallipoli e quella di Alezio; danni pesanti ai beni immobili pubblici e privati: questi gli elementi essenziali su cui il Comune di Gallipoli ha basato la sua richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale. La Giunta comunale presieduta dal Sindaco Stefano Minerva ha inviato l’istanza al presidente della Regione puglia che a sua volta la indirizzerà al presidente del Consiglio dei ministri.

L’eventuale riconoscimento dello stato di calamità naturale aprirebbe le porte “all’attivazione degli interventi strutturali atti a rimuovere in futuro il verificarsi di problematiche ed emergenze similari”. Come si ricorderà, il protrarsi piuttosto consistente degli allagamenti ha prodotto conseguenze pesanti alle abitazioni, non solo nei locali seminterrati ma anche ai pianoterra. Le duecento persone residenti a Baia verde hanno avuto grosse difficoltà sia nel raggiungere la propria abitazione, sia nell’allontanarsi da essa. Primi interventi urgenti di ripristino di tratti viari sono stati necessari dopo la piena pluviale; la completa riparazione di questi danni “non è sopportabile per i costi dal bilancio comunale”, si legge nella delibera. Ci sono voluti gli interventi anche dei carabinieri forestali e dei vigili urbani anche per disciplinare gli accessi al quartiere dalla Statale 274 (bloccati per alcuni giorni) sua dalla litoranea sud.

La quantificazione dei danni è ancora in corso, informano dal Comune. Nell’atto della Giunta si richiamano infine “le criticità croniche in cui versa la marina, anche a causa di decennali scelte edilizie ed urbanistiche poco ponderate che causano ciclicamente simili problematiche in caso di precipitazioni appena sopra la media”. Da qui l’obiettivo principale: lavori strutturali che consentano il deflusso delle acque senza intoppi e in modo controllato e veloce.

XYLEFA_22Grande soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di procedere alla dichiarazione dello stato di calamità naturale per gli ulivi salentini. Lo comunica in una nota l’onorevole Salvatore Capone, che riconosce il grande impegno con cui il Ministro Martina ha seguito in questi mesi l’intera vicenda Xylella. La decisione del Consiglio giunge al termine dell’istruttoria tecnica che ha avuto come protagonisti insieme alla Presidenza del Consiglio, il Ministero delle politiche agricole e la Regione Puglia. “Adesso, finalmente, e in attesa di conoscere il nome del Commissario straordinario, si può immaginare di entrare, ancora più concretamente, nel vivo di quanto già previste nel Piano concordato con la Regione e con le associazioni di categoria per sconfiggere il batterio sostenendo le aziende, implementando le azioni di studio e ricerca quanto mai necessarie, salvaguardando il paesaggio”, fa sapere Capone, che ha chiesto nei giorni scorsi al Ministro Martina la disponibilità ad una visita nel Salento: “Mi auguro che si concretizzi perché il Ministro possa conoscere da vicino l’eccellenza del nostro olio e delle nostre aziende e la bellezza, nonostante la xylella, del nostro territorio”. Il passo avanti compiuto grazie a quanto deciso oggi permette di poter aprire un confronto con le associazioni di categoria, gli olivicoltori, per avviare la grande azione di ricerca sul campo che associazioni e imprese ritengono imprescindibile.

ulivi-malati-zona-li-sauli-taviano-foto-LUIGI-REHO-(2)Gallipoli. Nella prossima settimana il Consiglio dei ministri dovrebbe emanare il decreto di riconoscimento dello stato di calamità per le zone della Puglia colpite dal batterio Xylella e subito dopo la nomina del commissario di Protezione civile con ampi poteri: lo comunica l’on. Salvatore Capone che ieri ha incontrato il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina. Potrebbe essere quella in arrivo una settimana decisiva, da molti attesa a cominciare dagli olivicoltori, che finora non hanno visto niente di concreto muoversi sul territorio salentino infettato, e dei vivaisti, presente in buon numero in quest’area i cui commerci sono stati di fatto bloccati. Si deve ripartire, in concreto, dagli interventi inseriti nel decreto ministeriale dell’ottobre scorso e rimasti sulla carta.

Intanto arrivano nuovi allarmi: alcune decine di segnalazioni di focolai sono arrivate agli organi di monitoraggio della Regione. Adesso si aggiunge il Sindaco di Acquarica del Capo Francesco Ferraro, che è anche agronomo: “Due-tre mesi c’è qualcosa in questo territorio ma in forma sporadica; adesso lo si nota dappertutto, lingo la costa, fino a Leuca. L’infezione ha raggiunto un alto livello”. Per il 14 febbraio Ferraro sta organizzando un altro convegno con Sindaci ed esperti: “I sistemi di contrasto ci sono, esistono tecniche agronomiche che vanno applicate a tappeto. Bisogna creare le sentinelle sul territorio e soprattutto coinvolgere i Sindaci per il monitoraggio, l’informazione e dare loro i poteri sostituvi: chi si sottrae agli interventi da fare viene sostituito dal Comune, che li effettua e gli presenta il conto, bloccandogli anche i contributi Ue”.

 

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