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Gallipoli – E’ stata una domenica con i fiocchi peri l Gallipoli Football 1909: nella gara contro il Galatina nel campionato di Eccellenza, la capolista non solo ha vinto ma non ha avuto alcun problema a confezionare un “cappotto” per i calciatori ospiti, finendo per 9 a zero la partita. Grande entusiasmo per la goleada e per la riconferma della vetta in solitario. Peccato però che durante i rituali controlli prima dell’inizio del confronto calcistico i poliziotti abbiano rinvenuto nello stadio “Antonio Bianco” materiale pirotecnico di genere tassativamente proibito. La preventiva bonifica, per motivi ovviamente di sicurezza per gli spettatori, si è conclusa con il sequestro di 32 fontane pirotecniche, dieci fumogeni tipo torcia a mano, undici a barattolo, due striscioni che istigavano alla violenza accuratamente nascosti in un luogo poco accessibile. Si cerca ora di individuare i responsabili che certamente non vogliono poi tanto bene alla squadra: non è difficile immaginare conseguenze poco gradevoli nell’ambito della giustizia sportiva.

Nardò – Non si fa attendere la risposta di alcuni tifosi dopo il Daspo comminato dalla Digos di Potenza a 22 tifosi granata (dai 20 ai 43 anni) per la presunta incursione, con mazze e bastoni, nella sede del Picerno lo scorso 4 ottobre in occasione di una gara calcistica di Coppa Italia di serie D. «Non capiamo questa repressione gratuita – sostiene la tifoseria – e la mano pesante dell’ingiustizia che si abbatte contro di noi». I supporter neretini ricordano come il “Divieto di assistere a manifestazioni sportive”, più volte inflitto ai tifosi granata negli ultimi anni, sia una misura di prevenzione che può arrivare indipendentemente dalla commissione di un reato. «Poi trascorrono giorni, mesi, anni – sostengono – e riesci a provare la tua innocenza ma intanto subisci la repressione». Eppure spesso, va detto, a colorare di granata gli spalti del “Giovanni Paolo II” sono donne, famiglie e bambini, che talvolta partecipano anche alle trasferte della squadra. Un’atmosfera che sembra lontanissima dalle accuse mosse da Digos e Questura di Potenza, di neretini protagonisti in terra lucana di scontri, danneggiamenti e violenze ai danni della tifoseria avversaria. «Io a Picerno quel giorno non c’ero – racconta uno sporadico frequentatore dello stadio – ma in generale posso dire che secondo me è possibile creare un bel clima di tifo appassionato e sano». Senza tralasciare l’accaduto, anche su un altro punto i tifosi sono d’accordo: «Nel corso degli anni si sono verificati episodi spiacevoli ma molto spesso non causati dalla tifoseria neretina».
Intanto ha funzionato la doppia mossa del club del presidente Fanuli di ridurre il costo dei biglietti a 5 euro e di invitare gratuitamente allo stadio i ragazzi delle scuole calcio di Nardò e della provincia: il “Giovanni Paolo II”, in occasione della gara col Potenza del 10 dicembre, è tornato ad essere luogo festoso e frequentato come da abitudine, al contrario delle ultime domeniche che hanno evidenziato una sorta di disaffezione della gente di Nardò.

(Hanno collaborato Stefano Manca e Lorenzo Falangone)

 

Taurisano si accinge a vivere una stagione musicale di notevole impatto. Al di là dei gusti di ognuno, ci sono tre appuntamenti che suscitano per certi aspetti curiosità e sentimenti evocando epoche ormai passate ma il cui ricordo è presente nella memoria collettiva. In occasione delle festività che i vari comitati stanno organizzando sul territorio taurisanese, sarà possibile gustare alcune “chicche” del panorama musicale italiano.
Il tre maggio, in occasione del Santissimo Crocefisso, c’è Fausto Leali, che a 70 anni continua ancora a calcare i palcoscenici. Nel pieno dell’estate, nella ricorrenza della festa di Santo Stefano, patrono della città, il comitato festa ha implementato un programma di tutto rispetto, il cui clou è per il 4 agosto quando in piazza Unità d’Italia ci sarà il concerto degli Stadio. Il gruppo bolognese sulla scena dal 1977 è formato da musicisti cresciuti nella scuola bolognese. Con Dalla, l’esordio ufficiale è datato 1975, quando collaborarono per la realizzazione dell’album capolavoro “Anidride solforosa”.

La terza tappa vede i Santo California, che saranno a Taurisano il 9 settembre per la festa della Madonna della Strada. Fondato ad inizio degli anni ’70, il gruppo salernitano, ha avuto l’apice del successo tra il 1975 e il 1980 con brani “mitici” quali “Tornerò” e “Un angelo”, momenti immancabili nelle scalette musicali delle allora nascenti radio libere.

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daspo ultras NOR Francavilla FontanaNARDÒ. Scontri, lancio di oggetti contundenti e petardi fuori e dentro lo stadio “Giovanni Paolo II” di Francavilla Fontana: fu così che  per sette ultrà scattò il Daspo di gruppo, il divieto cioè di partecipare a manifestazioni sportive. è la prima volta in Puglia che si applica questa misura restrittiva ad un intero gruppo di tifosi, come previsto dalle nuove norme introdotte in ottobre. I fatti risalgono al 13 novembre scorso. Prima del derby di Coppa Italia dilettanti Francavilla Fontana-Nardò, alcuni tifosi granata in trasferta danno vita a intemperanze e disordini di cui si sono occupate le cronache giornalistiche. Due giorni dopo viene individuato e arrestato un 28enne neretino, presunto “vivace” protagonista di quegli episodi.

Le indagini proseguono e, grazie anche alle immagini delle telecamere interne allo stadio, a dicembre i carabinieri di Francavilla Fontana, in collaborazione con le questure di Brindisi, Lecce e il commissariato di Nardò, identificano gli altri partecipanti alla “guerriglia” inscenata in novembre. A uno di loro è comminato il divieto di accedere a manifestazioni sportive per cinque anni, più obbligo di firma. Per altri due il divieto è di quattro anni; tre anni a testa invece agli altri tre. È la nuova norma a definire tali sanzioni: il Daspo di gruppo (introdotto appunto nell’ottobre 2014) prevede infatti pene anche per chi “sulla base di elementi di fatto, risulta avere tenuto una condotta, sia singola che di gruppo, finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza, di minaccia o di intimidazione”. Per la tifoseria granata un tutt’altro che lusinghiero primato.

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stadio-capozza-senza-erba-casaranoCasarano. «Le pessime condizioni del terreno di gioco del “Capozza” non permettono di esprimere la nostra idea di calcio». Alessandro Longo, allenatore del Casarano, lanciò così l’allarme sin dai primissimi appuntamenti della sua squadra, rivelando quello che era sotto gli occhi di tutti. Quel manto verde, considerato motivo di vanto per l’intera città, non esisteva più.

Complici le vicende, anche di natura giudiziaria, legate alla gestione dell’impianto, la situazione non sembrava potesse migliorare, sino a qualche giorno fa. I moniti degli addetti ai lavori, infatti, non sono stati ignorati e il presidente  Eugenio Filograna ha deciso di correre ai ripari, rivolgendosi alla ditta “Techno media green” di Graziano Torsello e accollandosi le spese per gli interventi necessari. Per Torsello, che sarà affiancato da Carmine Sabato, si tratta in realtà di un ritorno, viste le precedenti collaborazioni che avevano reso il manto del “Capozza”  (foto) tra i migliori dell’intera Puglia.

graziano scorrano

Graziano Scorrano

 

SANNICOLA. “Ma quale sorpresa! La società della squadra di Terza Categoria sapeva come stanno le cose perchè lunedì scorso, con le altre due società richiedenti tra cui la Juniores Casarano, è stata chiamata in Comune a firmare un documento ed a ritirare le chiavi. Mentre Sannicola 2010 e Juniores Casarano lo hanno fatto, il Sannicola di Terza Categoria non ha ritirato le chiavi in polemica sul contributo economico che non potrà essere quello dell’anno scorso”: a mettere i puntini all’indomani del campo sportivo trovato occupato dai giocatori del Sannicola che vi si erano recati per svolgere gli allenamenti, è il consigliere delegato allo Sport Graziano Scorrano.

“Stiamo completando la pratica di agibilità della struttura sportiva per poi fare le convenzioni con le società che ne faranno richiesta – aggiunge Scorrano, che è anche presidente del Consiglio comunale – e presto ci auguriamo di avere un solo interlocutore, una Polisportiva che raggruppi le varie società sportive”.

GALLIPOLI. Tornano a incontrarsi in Eccellenza due tra le formazioni più blasonate della provincia: il Gallipoli, che al culmine di una serie di stagioni esaltanti ha conosciuto anche la serie B, e il Casarano che negli anni passati ai vertici dell’allora serie C, l’ha solo sfiorata. Il primo derby di quest’annata calcistica si è svolto a Gallipoli l’1 settembre allo stadio “Bianco” ed è finito 2-2, nel torneo di Coppa Italia dilettanti; il ritorno si farà al “Capozza” di Casarano . Ma giallorossi gallipolini e rossazzurri casaranesi si ritroveranno poi in campionato per altre due partite, tra andata e ritorno.

Molto accessi i cori sugli spalti: le due tifoserie sono fieramente avversarie; forse troppo, tanto da richiedere l’arrivo da Bari di rinforzi con pattuglie delle forze di polizia in assetto antisommossa per tenerle lontane nella fase prepartita e in quella dello sfollamento dallo stadio. Non sono mancati gli striscioni ironici e a sfottò: “D’Odorico è amico mio” si leggeva su di uno degli ultras casaranesi, con chiaro riferimento al fatidico passaggio di mano del club giallorosso dal patron Barba al presidente friulano che poi lo lasciò rovinosamente crollare dopo il campionato in serie B.

A parte un arrivo allo stadio molto rumoroso dei supporter rossazzurri, con fumogeni e bombe carta fatte scoppiare prima dell’ingresso al “Bianco” (un’auto ha subito danni ai vetri) e un tentativo subito abortito degli ultras jonici di forzare l’ingresso in curva sud senza biglietti, non ci sono stati grossi momenti di tensione. Dei mille spettatori circa, trecento almeno provenivano da Casarano.

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CASARANO. L’avvio della stagione sportiva 2013/2014 è ormai alle porte e il Casarano Calcio si sta preparando a viverla insieme ai suoi sempre passionali tifosi. Nei giorni scorsi, il sodalizio presieduto da Eugenio Filograna ha lanciato la campagna abbonamenti con lo slogan “Questa è la mia casa, questa è la mia maglia!”. Per il nuovo anno in Eccellenza, la società ha pensato a diversi tipi di tessere: a  costo intero, ridotto per le donne, per gli under 18 e gli over 65. Nella storica “curva nord” le donne e i minorenni potranno assistere a tutte le partite di campionato in maniera gratuita.

Negli altri casi, invece, il prezzo è fissato a 70 euro. Per la gradinata i costi previsti sono pari a 100, 70 e 50 euro, rispettivamente per l’abbonamento intero, ridotto donna e under 18, ridotto over 65.

Dovrà spendere, invece, 140 euro chi sottoscrive un abbonamento intero per le tribune laterali coperte. Per donne e minorenni, invece, il prezzo è di 100 euro, per gli anziani sopra i 65 anni, 60 euro. Costi maggiori per la tribuna centrale coperta dove l’abbonamento intero, quello riservato a donne e minorenni, anziani over 65 costeranno, rispettivamente, 200, 140 e 70 euro. Inoltre, tutti i ragazzi con meno di 14 anni potranno assistere gratuitamente alle gare casalinghe. L’abbonamento potrà essere sottoscritto entro venerdì 6 settembre alle ore 18, previa prenotazione, presso uno dei centri autorizzati tra il bar “San Paolo”, la tabaccheria “Leopizzi”, il bar “Garol” e la sede del Casarano Calcio, in via Padova.

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LA POLEMICA È SERVITA Lo striscione di protesta esposto dai tifosi

LA POLEMICA È SERVITA Lo striscione di protesta esposto dai tifosi

Casarano. Il primo impegno agonistico della stagione calcistica 2013-2014 è il “triangolare” tra “Casarano calcio”, “Virtus Casarano” e Comune la cui fase finale si disputerà non già su un campo da gioco, ma tra i banchi di un tribunale. In palio non c’è un trofeo, ma l’uso dello stadio comunale “Capozza”.

Nella prima parte del match d’esordio, il Comune passa in vantaggio con l’annullamento della delibera relativa alla fidejussione da 1milione e 350mila euro a favore della Virtus Casarano e con la revoca della convenzione che affidava la gestione dello stadio alla Virtus per un periodo di vent’anni. Nel secondo tempo, però, viene fuori la Virtus, che pareggia i conti sporgendo denuncia contro il Comune e la società sportiva Casarano Calcio per essersi vista espropriata dell’impianto sportivo con l’apposizione di lucchetti sugli ingressi dello stesso.

I tempi regolamentari si chiudono con la società presieduta dai fratelli De Masi in avanti, in virtù del ricorso al tribunale di Lecce con il quale rivendica il possesso dello stadio, in quanto la stessa convenzione stabilisce che la revoca debba essere motivata da ragioni di interesse pubblico, comporti il versamento di un non meglio quantificato indennizzo e necessiti di un preavviso di 30 giorni.

La Giunta comunale, però, passa al contrattacco, convinta che disporre di uno stadio nel quale poter disputare il campionato di calcio è, per la città, “un’esigenza fondamentale” e che i 30 giorni di preavviso non sarebbero tassativi. Nella seconda gara del triangolare, è il “Casarano calcio” a scendere in campo.

La società di Eugenio Filograna cerca di passare subito in vantaggio chiedendo l’intervento del giudice per poter disporre dello stadio anche in assenza dell’autorizzazione della Virtus e sollecitando il Comune a perorare la sua causa. Pronta la reazione della Giunta che, per tutta risposta, ha effettivamente nominato un legale, ma solo “al fine di dichiarare preliminarmente l’estraneità del Comune al giudizio di cui trattasi”.

A decidere chi sarà ad aggiudicarsi il “triangolare” saranno i giudici, con fischio di inizio (salvo sempre possibili rinvii) alle 9 dell’11 luglio nelle aule del tribunale di Casarano.

In contemporanea, su un altro campo, si gioca l’ammissione in serie D del Casarano Calcio: la richiesta è stata presentata il 4 luglio, corredata da ben 4.042 raccolte da 45 volontari coordinati da Cosimo e Domenico Bellisario. In questo caso, a doversi pronunciare sarà il Covisod., la cui decisione è attesa per il 12 luglio. Le speranze di veder accolta la richiesta, però, non sono molte. L’unico modo per poter ammettere il Casarano nel massimo campionato dilettantistico è un provvedimento straordinario. A questo punto, non resta che attendere.

Alberto Nutricati

 

Casarano. Ammonta ad oltre 318mila euro il “debito residuo” del Comune di Casarano nei confronti del Consorzio Ato le/3 per le somme dovute alla ditta Geotec.

Il riconscimento formale dell’importo dovuto per il servizio di igiene urbana svolto dalla società dal giugno 2010 al luglio 2011 è avvenuto grazie ad una recente transazione approvata dalla Giunta comunale. Ha avuto termine, in tal modo, un’annosa questione provocata dalla cronica “crisi di liquidità” che ha impedito, negli ultimi anni, al Comune di Casarano di onorare i versamenti con la dovuta puntualità.

«La società si è vista privata di tutta la necessaria liquidità indispensabile per la sua stessa sopravvivenza avendo maturato, negli anni, crediti cospicui versi gli Enti. Nella vicenda di Casarano – afferma l’avvocato Letizia Di Mattina, legale di Geotec – decisivo è stato l’impegno assunto in concreto dal sindaco Gianni Stefàno e dal commissario dell’Ato Le 3 Francesco Ferraro». Lo schema di transazione approvato prevede quattro rate a cadenza mensile (oltre quella già maturata dello scorso 31 dicembre) da 60mila euro ciascuna (l’ultima sarà però di 78mila euro).

Mentre il Credito sportivo ha definito in 1.453.000 euro l’ammontare della fidejussione dovuta dal Comune per i lavori allo stadio (due sono le inchieste condotte in merito dalla Corte dei conti e dalla Procura della Repubblica), a tenere banco è sempre la precisa definizione del debito comunale.

Dopo la recente approvazione in Consiglio comunale (all’unanimità) di uno “squilibro di Bilancio” pari a circa sette milioni di euro, sono riprese le schermaglie tra maggioranza e opposizione sui numeri in ballo. Se l’Amministrazione comunale ha, infatti, ribadito che il debito complessivo è pari a circa 37 milioni di euro, il Pd è intervenuto nuovamente per “ridimensionare” tale esposizione, depurandola tra le altre voci, anche dai mutui contratti per le opere pubbliche, sino a far ritorno ai sette milioni approvati in Consiglio.

La differenza, non di poco conto, è tra quanto il Comune deve senza neppure una previsione di spesa (ovvero i debiti fuori bilancio) e quanto, invece, è ancora da pagare ma non lo è stato ancora fatto per mancanza di liquidità. In ogni caso, come affermato dallo stesso Stefàno anche nel confronto in piazza con i cittadini dello scorso novembre “non si tratta di buone notizie per le casse comunali”.

Casarano. Nella difficile situazione economica del Comune si inserisce anche la vicenda della fidejussione da 1milione 350.000 euro da versare al Credito sportivo per i lavori di ampliamento e ristrutturazione dello stadio comunale.

La “Virtus Casarano” non ha versato le prime due rate e si rende, dunque, necessario l’intervento dell’Ente per ripianare il debito. La stessa società sportiva presieduta da Paride De Masi ha avanzato tre proposte per provare a definire  la questione.

Dopo aver definito “arbitraria” la revoca della fidejussione firmata dall’ex commissario straordinario Erminia Ocello, lo stesso De Masi  riconduce a tale provvedimento il proprio disimpegno.

Paride De Masi

«La revoca ha minato l’impalcatura della concessione regolante i rapporti tra il Comune e la Virtus bloccando ogni progettualità rispetto all’utilizzo pluriennale dello stadio nonchè la validità della garanzia a sostegno del finanziamento in essere con il Credito sportivo», ha scritto De Masi in una lettera protocollata a Palazzo di Città.

Anche al fine di evitare “l’avvio di un lungo ed estenuante contezioso con il Comune”, viene proposto che lo stesso Ente “si accolli il debito e rimborsi alla Virtus 1,25 milioni di euro dei 2,6 dei costi sostenuti per ristrutturare, completare e adeguare la struttura così com’è oggi”, ovvero “che il Comune metta in vendita l’immobile e chi decida di comprarlo si accolli il finanziamento del Credito sportivo, rimborsi 1,25 milioni di euro alla Virtus e paghi al Comune l’importo (rivalutato) limitatamente al valore del bene prima dell’intervento attivatio dalla società sportiva”. In questo caso la stessa Virtus si dichiara pronta “sin da ora”, a partecipare all’eventuale bando per l’acquisto.

Ultima ipotesi, “la più innovativa e affascinante” per De Masi, quella che “il Comune e la Virtus costituiscano una società mista per gestire lo stadio avviando un’azionariato popolare aperto ai cittadini che vorranno diventare proprietari dell’impianto partecipando direttamente alla sua gestione”.

Semplice la risposta del sindaco Stefàno: «Non possiamo accogliere nessuna delle tre ipotesi formunale: l’unica soluzione è che la società paghi il debito al Credito sportivo e continui, così come previsto dalla convenzione in essere, a gestire lo stadio».

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La Curva nord ha accolto la Nazionale Under 21 con un tripudio di bandierine tricolori per gara con l’Irlanda (foto di Pasquale D’Ambra)

Casarano. Come da previsioni, nella duplice visita della nazionale italiana Under 21, lo stadio “Capozza” ha indossato il suo abito migliore, quello della grande festa.

Mostrando un entusiasmo fuori dal comune, anche per questi livelli, i malumori della piazza e i sospetti di contestazione si sono fatti da parte per tutti i 90 minuti durante i quali l’attenzione era tutta per gli Azzurrini. E così nella prima gara contro il Liechtenstein, vinta dai ragazzi di Devis Mangia con un rotondo 7-0, i tifosi giunti nell’impianto casaranese hanno subito accolto l’Italia con una coreografia da brividi: Inno di Mameli cantato a squrcia gola e Tricolore apparso per tutta la storica curva Nord, con uno striscione che recitava: «Le radici profonde non gelano mai».

Decisamente meno fortunata, invece, la seconda gara (quattro giorni dopo) con la Repubblica d’Irlanda. Dopo un inizio esaltante, con lo stadio colorato d’azzurro nella gradinata e una suggestiva moltitudine di bandierine italiane che sventolavano nelle due curve, a Casarano è sceso il buio sulla Nazionale. E non solo perché El Shaarawy e compagni sono usciti sconfitti per 4-2 con un avversario in nove uomini, ma proprio perché alcuni problemi elettrici hanno costretto il direttore di gara a sospendere la partita in due occasioni. L’inconveniente, però, non ha minato l’entusiasmo dei presenti che nel dopo gara hanno aspettato i propri beniamini nella speranza di ricevere un autografo, una maglia o solo un semplice saluto. Il messaggio lanciato dal pubblico è andato oltre l’aspetto sportivo, forse inconsapevolmente. La festa andata in scena a Casarano ha dimostrato che questa terra è viva ed affamata, non solo di calcio. È ancora presto per giudicare se si è stati capaci di sfruttare questa preziosa vetrina, ma occasioni del genere sono destinate a lasciare il segno.

Lucio Protopapa

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Casarano. Era il 15 novembre 2011 quando, per la prima volta nella storia di Casarano, lo stadio “Capozza” ospitò la formazione azzurra Under 21. Allora i ragazzi guidati da Ciro Ferrara giocarono contro i pari età dell’Ungheria, vincendo per 2-0. Dopo poco meno di un anno, Casarano e il suo stadio si coloreranno nuovamente di azzurro accogliendo nuovamente, giovedì 6 e lunedì 10 settembre, l’Under 21 ora allenata da Devis Mangia.
Liechtenstein e la Repubblica d’Irlanda, rispettivamente, gli avversari da affrontare nei due incontri validi per la qualificazione al campionato Europeo di categoria in programma in Israele nel 2013. In questo momento l’Italia è al primo posto nel girone 7, con 16 punti in sei gare disputate (cinque vittorie e un pareggio). Terzo e quinto (ultimo) posto, invece, per Irlanda e Liechtenstein che non sembrano poter mettere in difficoltà degli “Azzurrini”, virtualmente già qualificati.
Intanto è in corso la vendita dei biglietti per Italia-Liechtenstein (in programma alle ore 17) ed Italia-Irlanda (alle 18.30). I tagliandi possono essere acquistati on line sul sito www.ticketone.it (per un  numero massimo di quattro) e a Casarano presso la tabaccheria di via Dante Alighieri.
I prezzi dei biglietti, ai quali vanno aggiunti i diritti di prevendita, sono di dieci euro per la tribuna est e di cinque euro per le curve. Il pericolo di una contestazione, paventato da alcuni tifosi in seguito alla decisione della federazione di assegnare al Casarano la partecipazione al campionato di Prima Categoria, sembra essere scampato visto l’alto numero delle prevendite acquistate sinora. «Posso capire l’amarezza dei tifosi – ha dichiarato il sindaco Gianni Stefàno – ma penso che la visita della Nazionale sia per tutta la città una vetrina importantissima e credo che creare disagio in queste situazioni sia totalmente fuori luogo».

Lucio Protopapa

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Taviano. Da campo sportivo negli anni ’80 e ’90 ad una vera e propria area polifunzionale dove troveranno posto zone destinate alle sagre estive, a mercato alimentare, ad uffici comunali ed altro.
Potrebbe cambiare così, in questo primo scorcio del Terzo millennio, la destinazione d’uso del campo sportivo alla marina di Mancaversa.

«Ormai sono cambiate le abitudini dei giovani – afferma Giuseppe Tanisi, assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica – e a calcio non gioca più nessuno. Negli anni ’80 e ’90 d’estate si svolgevano dei tornei calcistici molto seguiti anche agonisticamente. Su questo campo molte squadre locali di calcio hanno fatto il ritiro e la preparazione precampionato. Poi è calato il silenzio e negli ultimi vent’anni la struttura è rimasta inutilizzata. Adesso abbiamo voluto riprendere l’argomento del cambio di destinazione d’uso del campo sportivo, argomento discusso nella passata Amministrazione, riapprovando il progetto definitivo e inserendolo in una procedura negoziata chiamata “La città policentrica”».

In sostanza il Progetto definitivo “Città policentrica” entra nella procedura negoziata del Fers 2007-2013 – asse VII Piani Integrati di sviluppo urbano, costituita da una serie di comuni vicini con capofila il comune di Sannicola e che raggruppa oltre Taviano, anche Gallipoli, Alezio, Tuglie, Racale, Melissano, Alliste, Matino e Parabita.

Rielaborato il progetto dell’opera da un importo di 500mila euro, è lievitato a 725 mila euro con un cofinanziamento del comune di Taviano pari a euro 15mila. Il progetto è al vaglio della Regione Puglia e se dovesse essere finanziato partirebbe a breve per entrare in funzione fra due o tre anni.

Un bel successo per l’attuale Amministrazione che da poco si è insediata a palazzo di città. «Per noi sarebbe un grande successo poter disporre di un’area da adibire a molti usi –si compiace il neo sindaco Carlo Portaccio – e che vedrebbe raggruppati molti servizi. Insomma lo sviluppo di una vera città policentrica, naturalmente in piccolo ma in linea con quelli che sono i canoni edilizi e le linee di programmazione dello sviluppo urbano nel terzo millennio».

Per la marina di Mancaversa sarebbe un sogno che si realizza su un territorio che si apre sul mare Jonio e che vedrebbe raggruppati tanti servizi che attualmente sono nei punti più disparati della spiaggia. Ben venga, dunque, la realizzazione del progetto che vedrà lo svolgimento, su questo campo sportivo di sagre e spettacoli, del mercato settimanale, e di altro ancora.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...