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sparkle2-casaranoCASARANOSequestro conservativo da oltre 3 milioni e 659mila euro su beni immobili e conti correnti bancari appartenenti alla Sparkle. A disporlo è ora la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Puglia accogliendo la richiesta della procura regionale della stessa Corte. L’azienda produttrice di radio farmaci, con sede nelle Marche e stabilimenti a Casarano, è da tempo nell’occhio del ciclone nell’ambito  dell’inchiesta (anche penale) che avrebbe rilevato gravi irregolarità sui finanziamenti comunitari erogati dalla Regione. I sigilli erano scattati già lo scorso dicembre in seguito all’indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Lecce che dispose, per lo stesso valore, il sequestro preventivo a garanzia del recupero dei contributi “indebitamente percepiti”, anche a carico dei beni di cinque indagati: quattro tra soci e manager della stessa società e l’ex dirigente del Comune di Casarano, all’epoca dei fatti responsabile dello Sportello unico delle attività produttive che (“con sospetta celerità”) istruì la pratica di finanziamento nell’ambito del Progetto integrato territoriale (Pit 9) che faceva capo a Casarano: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico e abuso d’ufficio i reati ipotizzati dalle Fiamme gialle.

Il progetto della società mirava alla produzione del “Fluorodeossiglucosio”, medicale destinato ad essere utilizzato come liquido di contrasto per gli esami radiologicici (Pet) per malattie tumorali. Nella richiesta e gestione dei fondi erogati sarebbe stata rilevata anche l’assenza delle autorizzazioni del Ministero dello Sviluppo economico, e dei pareri di Asl, Vigili del fuoco e Comune. Con l’intento di “eludere fraudolentamente” il previsto aumento del capitale sociale quale forma prevista dal bando di cofinanziamento, sarebbero state gonfiate anche alcune fatture. Il sequestro conservativo disposto nei confronti dell’amministratore della società ha ad oggetto l’immobile sede dello stabilimento (presso la zona industriale di Casarano), la sua abitazione e i saldi presenti su sette rapporti bancari a lui riconducibili.

 

 

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sparkle2-casaranoCASARANO. Sigilli e denunce per la Sparkle, l’azienda produttrice di radiofarmaci con sede nelle Marche e stabilimenti a Casarano. L’indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Lecce ha portato al sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore di 3 milioni e 600mila euro a garanzia del recupero dei contributi “indebitamente percepiti”. Le denunce sono scattate per quattro tra soci e manager della stessa società e per la ex dirigente del Comune di Casarano, all’epoca dei fatti responsabile dello Sportello unico delle attività produttive che (“con sospetta celerità”) istruì la pratica di finanziamento nell’ambito del Progetto integrato territoriale (Pit 9) che faceva capo a Casarano. In particolare, l’iter amministrativo avviato il 20 aprile 2007 avrebbe portato alle prescritte concessioni il 24 aprile (ovvero in quattro giorni comprensivi di sabato e domenica).

Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico e abuso d’ufficio i reati ipotizzati dalle Fiamme gialle. L’indagine venne avviate alcuni anni fa su delega della Procura regionale della Corte dei conti di Bari. Sotto la lente dei giudici contabili il finanziamento concesso alla Sparkle per la produzione di “Fluorodeossiglucosio”, medicale destinato ad essere utilizzato come liquido di contrasto per gli esami radiologicici (Pet) per malattie tumorali. «Seri dubbi sorgono anche sull’effettiva produzione del farmaco», ha scritto, nel provvedimento di sequestro,  il gip Carlo Cazzella per il quale tra il 2008 ed il 2011 la Sparkle “ha subito perdite di esercizio ed i suoi impianti sono rimasti imrpoduttivi”. Le indagini avrebbero smascherato una serie di irregolarità nella richiesta e nella gestione dei fondi erogati per la realizzazione dello stabilimento, che risultava privo delle autorizzazioni del Ministero dello Sviluppo economico, e dei pareri di Asl, Vigili del fuoco e Comune. Con l’intento di “eludere fraudolentamente” il previsto aumento del capitale sociale quale forma prevista dal bando di cofinanziamento, sarebebro state gonfiate anche alcune fatture.

Di recente la Sparkle aveva siglato un accordo con una società multinazionale per produrre altri due farmaci incrementando (secondo le intenzioni della società) gli attuali dieci dipendenti con 6-7 altre unità.

sparkle2-casaranoCASARANO. «Una svolta importante al servizio della diagnostica tumorale e delle Pet presenti sul territorio pugliese»: con queste parole, i responsabili della Sparkle hanno annunciato il recente via libera, ottenuto dall’Agenzia italiana del farmaco, per la produzione di due nuovi farmaci.
Lo stabilimento casaranese, sito presso la zona industriale, della società con sede legale e operativa a Cavallino (gruppo Acom Spa di Macerata) ha ottenuto dall’Aifa l’autorizzazione per produrre il “Fluoro desossiglucosio”, utile nella diagnostica Pet, “perché in grado di evidenziare con estrema precisione la presenza di cellule tumorali”, ed il Rame 64 (nome commerciale Cuprymina), “capace di un link diretto, una volta penetrato all’interno della cellula, con il Dna”.

«Dopo essere stata la prima azienda nella storia italiana ad aver ottenuto la registrazione europea di un nuovo farmaco, il Rame64 appunto, e dopo averlo presentato alla comunità scientifica nazionale e internazionale nel dicembre 2013, siamo oggi nelle condizioni di avviare la produzione grazie all’autorizzazione dell’Aifa che sancisce e conferma la rilevanza della nostra ricerca e l’accuratezza delle procedure messe in atto», afferma Gian Luca Valentini, responsabile scientifico del progetto.

Una notizia ritenuta “particolarmente rilevante” per il territorio salentino, oltreché per la Puglia, “dal momento che l’Fdg è un prodotto già utilizzato negli ospedali per la diagnostica Pet e dunque avere in loco una azienda di produzione è notevolmente importante”.Proprio il “Rame64”, nel dicembre del 2013, era stato al centro della giornata scientifica svoltasi a Casarano espressamente dedicata alla “Medicina diapeutica: 64CuCl2”, ovvero quella nuova frontiera nella medicina oncologica, ritenuta dalla Sparkle “una vera e propria rivoluzione per la diagnosi e la terapia”, resa possibile dall’applicazione di una nuova tecnologia capace di consentire una fusione tra diagnosi e terapia grazie all’utilizzo di nuovi Radiofarmaci come il Rame64.

sparkle2-casaranoCASARANO. La sede di Casarano della Sparkle potrà darà il via alla produzione di farmaci per la diagnostica tumorale. Lo rende noto l’azienda del gruppo Acom in seguito all’autorizzazione dello scorso 18 marzo dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il “Fluoro desossiglucosio”, ed il Rame 64 (nome commerciale Cuprymina) i due farmaci in produzione: la prima preziosa nella diagnostica Pet, “perché in grado di evidenziare con estrema precisione la presenza di cellule tumorali”, la seconda “capace di un link diretto, una volta penetrato all’interno della cellula, con il Dna”.

«Dopo essere stata la prima azienda nella storia italiana ad aver ottenuto la registrazione europea di un nuovo farmaco, il Rame64 appunto e dopo averlo presentato alla comunità scientifica nazionale e internazionale nel dicembre 2013, siamo oggi nelle condizioni di avviare la produzione grazie all’autorizzazione dell’Aifa che sancisce e conferma la rilevanza della nostra ricerca e l’accuratezza delle procedure messe in atto», afferma Gian Luca Valentini, responsabile scientifico del progetto. Una notizia ritenuta “particolarmente rilevante” per il territorio salentino e per la Puglia “dal momento che l’Fdg è un prodotto già utilizzato negli ospedali per la diagnostica Pet e dunque avere in loco una azienda di produzione è notevolmente importante”.

La Sparkle

La Sparkle

Casarano. Si torna a discutere di radiofarmaci a Casarano. La Sparkle ha, infatti, ricevuto dall’Agenzia nazionale del farmaco l’autorizzazione all’immissione in commercio di un nuovo farmaco. Si tratta della “Cuprymina”, una molecola che, come spiegano dall’azienda, “sta suscitando il crescente interesse degli operatori economici del settore e di importanti istituzioni scientifiche”. L’autorizzazione, ottenuta con determina del 28 agosto, è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 9 settembre. «La Sparkle – fanno sapere dall’azienda – è stata la prima azienda nella storia italiana che ha effettuato la registrazione di un nuovo farmaco, la “Cuprymina”, ottenendo l’autorizzazione all’immissione in commercio dello stesso presso l’European medicines agency».

Intanto, nei giorni scorsi, Comune, vigili urbani, vigili del fuoco ed Agenzia regionale per la protezione ambientale hanno effettuato dei sopralluoghi nell’impianto industriale di contrada Calò, effettuando delle misurazioni in loco. Lo scorso aprile, l’Aifa aveva revocato alla Sparkle l’autorizzazione alla produzione. A quel punto, il blocco della produzione, l’assenza di attività in azienda e le indagini in corso da parte della Guardia di finanza avevano fatto supporre l’abbandono della struttura.I responsabili della Sparkle, invece, hanno fatto sapere che non solo la produzione riprenderà a breve, ma che è già stato predisposto un piano di ristrutturazione per il rilancio dell’azienda legato proprio alla produzione di “Cuprymina”.

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