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Sindaco

Giurdignano – Ultime battute della campagna elettorale che vedrà domenica prossima concludersi la competizione tra due donne in questo paese da pochi chilometri da Maglie. Cerca la riconferma per il secondo mandato l’avvocato Monica Gravante con “Sempre insieme verso il futuro “ in chiara continuità con lo slogan della campagna elettorale e della lista di cinque anni fa “Insieme verso il futuro”.  Le si contrappone, Giovanna Accoto, già consigliera comunale all’opposizione nella passata legislatura, con  la lista “Giurdignano, Impegno e condivisione”.

Cose già fatte e da fare per Monica Gravante  Sulla continuità, come è naturale per chi ha già amministrato nel quinquennio precedente, si fonda il programma elettorale  di Monica Gravante: un elenco analitico di quanto realizzato nel quinquennio precedente e le proposte di quanto si propone di realizzare in futuro in caso di riconferma.  Tra le cose fatte ci sarà certamente una di cui va particolarmente fiera?  Non ha esitazioni  il sindaco uscente a sottolineare un’opera simbolo: «L’opera di cui vado più fiera – dice – è la Casa comunale quale simbolo primo dell’unità del paese; struttura completamente efficientata, con domotica all’avanguardia e con un parco giochi nel piazzale antistante». E tra quelle che si propone di realizzare? Anche qui lo sguardo è rivolto al futuro, alla formazione dei cittadini di domani, quindi attenzione alla scuola per permettere ai bambini e ai ragazzi di vivere con serenità l’esperienza educativa: «L’opera futura a cui più tengo – sottolinea – è l’efficientamento e la messa a norma antisismica degli istituti scolastici, scuola dell’infanzia, elementare e media, già oggetto di finanziamenti per cui sono stati già appaltati i lavori».

 

Sostegno alle famiglie al primo posto per Giovanna Accoto    Lo slogan della seconda lista, “Impegno e condivisione” immette subito nel cuore del programma: «Sin da subito – dice la candidata sindaco – ci occuperemo del sostegno concreto alle famiglie. Tante sono le situazioni di disagio, tanti i bisogni che richiedono attenzione e risorse; così nascono i nostri progetti, a supporto di chi ha bisogno, come la creazione di uno sportello ad hoc che curerà relazioni continue tra istituzioni e cittadini, offrirà aiuto nella ricerca lavorativa grazie all’ interazione con le agenzie del territorio. Particolare attenzione verrà rivolta all’ integrazione sociale delle persone diversamente abili. Vogliamo costruire una  “Giurdignano per tutti” abbattendo non solo le barriere architettoniche ma tutto ciò che limita l’accesso ai diversi ambiti della vita». Uno sguardo anche alle opere pubbliche e al rilancio turistico. Per quanto riguarda le opere pubbliche  – aggiunge l’Accoto  –  la priorità è  “dare soluzione  alle criticità quotidiane riguardanti i sistemi di drenaggio urbano e sistemazione strade”.  «I nostri riflettori – conclude – sono puntati anche al settore turistico che necessita di un urgente avvio di una politica di rilancio,  migliorando i servizi attraverso interventi di valorizzazione del patrimonio culturale incentivando la partecipazione attiva degli operatori del settore».

Presicce – Non si preoccupino troppo i cittadini di Presicce se non trovano più al loro posto le fontane pubbliche dell’Acquedotto pugliese, appena quattro quelle rimaste al loro posto ormai. Quei manufatti in ghisa – altezza 128 cm., base circolare 38 cm, di forma conica, corredata di cappello e vaschetta di recupero delle acque – frutto dell’ingegno di coloro che hanno fatto l’Acquedotto pugliese, ancora oggi a produzione artigianale, sono in restauro. Le storiche fontane che tante piazze della Puglia e del Meridione, icona indiscussa di una epocale conquista sociale che ha inizio nel 1902, torneranno presto al loro posto rimesse a nuovo dopo un accurato restyling. Sono state momentaneamente per questo rimosse e presto ritorneranno nel loro splendore.

Ad offrire il servizio è stata l’Associazione presiccesi nel mondo con i fondi (circa 5.700 euro) raccolti del loro cinque per mille: hanno voluto donarli al Comune per realizzare un’opera pubblica. Il Sindaco Riccardo Monsellato ha proposto il recupero delle fontane e l’associazione ha accettato con grande disponibilità. I lavori sono partiti già da due settimane e verranno terminati verso la metà del mese prossimo. “Ce n’è sfuggita una, per la verità, quella in via Zara – dice Monsellato – ma verrà recuperata quanto prima. La particolarità è che verranno restaurate con i pezzi originali. Una volta installate ospiteremo anche la bella ed interessante mostra itinerante dell’Acquedotto pugliese, riguardante proprio le fontane pubbliche e la loro storia, e la allestiremo intorno a metà luglio, in concomitanza con la festa della Madonna del Carmine, presso l’atrio del palazzo comunale”.

 

Santa Cesarea Terme – Si chiama “Insieme con responsabilità” la lista capeggiata dal sindaco uscente Pasquale Bleve, medico, 45 anni, che scende in campo per il secondo mandato. Maria Corvaglia, avvocato, 43 anni, già consigliere di amministrazione della società Terme spa, guida la seconda lista “Costruiamo insieme il futuro”.

Ecco la squadra del sindaco uscente: Giovanni Baldassarre, Annalisa Ciullo, Fedele (detto Lele) Corsano, Massimiliano (detto Massi) Cristiano, Salvatore Damiano, Giovanni De Paolis, Simone De Rinaldis, Antonio Giunco, Lucio Guida, Giuseppe (detto Pino) Maggio, Stefano Maiorano, Cristopher Mariano. Una sola donna,nella maggior parte candidati nati negli anni Settanta.

L’avvocato Maria Corvaglia, madre di tre bambine, è la candidata sindaco che guida la seconda lista. I candidati: Raffale Mangia, Raffaele Bleve, Carolina Cretì, Franco Cretì, Rosario Rizzello, Francesco Elia, Loredana Galati, Antonio De Santis, Ivan Raffaele Maschio, Anna Rita Cursano, Sergio Antonio De Notarpietro, Salvatore Giovanni Galati.

Cinque anni fa, nella tornata elettorale del 26-27 maggio 2013, Pasquale Bleve ottenne un grande successo contro lo sfidante, il sindaco uscente Daniele Cretì. La distanza fu netta: Bleve ottenne 1.292 voti (il 62,71%) con la lista “Cambiare si può” contro i 768 voti di Cretì, il 37,28% con la lista “Continuità e sviluppo”. Anche l’affluenza fu alta, il 79,93%.

Gallipoli – Fosche nubi, in questo scorcio anticipato di estate, sulla festa di Santa Cristina, tradizionale e storico appuntamento di luglio. “Il comitato per la Festa di Santa Cristina rinuncia, suo malgrado, all’organizzazione dell’ edizione 2018 per tempi tecnici ristretti”, si legge in una nota affidata a Piazzasalento dal presidente Benito Carrozza, da Alberto Greco e dagli altri animatori di una festa che l’anno scorso (nella foto di Franco Mantegani), con le loro cure, ha raggiunto i livelli delle migliori edizioni edizioni degli ultimi decenni.

La “resa”, sicuramente dolorosa da parte dei realizzatori materiali dell’avvenimento sul versante civile, ha – a detta di Carrozza e soci – queste motivazioni: “Ad oggi, dopo mesi e mesi di richieste di un tavolo tecnico, istanze anche a mezzo protocollo oltre che verbali e in forma privata rivolte all’ Amministrazione comunale, al vicesindaco e al Sindaco, nella quale si paventava anche l’ abbandono dell’ organizzazione della festa patronale, senza ricevere risposte esaurienti, dobbiamo comunicare che non siamo più in grado di sostenere la Festa a causa di lacune enormi nella progettazione”. C’è il delicato nodo delle misure di sicurezza (trascinate la scorsa edizione fino alle ore immediatamente precedenti i festeggiamenti. Ci sono i problemi relativi a viale Bari e via Foggia, per tre giorni invase da chioschi e baracche di ogni tipo, con relative proteste dei residenti. Ma non solo.

Aggiunge il presidente: “Non abbiamo alcuna certezza, nessuna risposta ufficiale, ancora peggio gli appuntamenti vengono rimandati in continuazione dal 2017, tutto questo va a discapito della pianificazione pratica della festa, per i contratti con le ditte di allestimento delle luminarie, con nomi rinomati che abbiamo perso per mancata risposta in tempi utili”. Sembra che alcune ditte di primaria importanza nel settore proprio delle luminarie non siano più disponibili perché impegnate altrove. Inoltre, il comitato avrebbe in animo di organizzare quest’anno un appuntamento saltato nell’edizione dell’anno scorso, cioè lo Street food: “Come si può facilmente immaginare, senza alcuna certezza non ci è possibile contrattare con i professionisti del settore senza evitare probabilissime magre figure, screditando la serietà dell’ evento”. “Sono sinceramente rammaricato – conclude Carrozza – per lo scarso interesse che la festa suscita all’ interno della programmazione comunale, quando probabilmente dovrebbe essere il primo pensiero riguardo le manifestazioni estive. Resta il fatto che ad oggi, quindi ad  appena due mesi dalla festa, il nostro comitato organizzatore non ha nessuna base solida da cui partire e le incertezze sono decisamente maggiori rispetto alle reali possibilità”.

Gallipoli – Nessun dissequestro, neanche parziale, per la sola area concerti: la situazione urbanistico-edilizia è tanto complicata da rendere “arduo” un passo simile, pure compiuto l’estate scorsa – a sequestro vigente – dal 3 maggio per consentire l’attività del luogo d’intrattenimento tra i più famosi d’Italia ed anche fuori: il Parco Gondar. Non sono bastate le 55 pagine ed i 13 allegati presentati il 17 scorso al Tribunale che sta esaminando la presunta lottizzazione abusiva operata nella zona. Agli avvocati Michele Bonsegna, Sabrina Conte, Ladislao Massari e Carlo Viva i magistrati hanno risposto, sostanzialmente, ribadendo la linea già tracciata da un giudice per l’udienza preliminare e da quelli del tribunale del Riesame. Dello stesso parere anche la Procura della Repubblica.

Mentre si guarda già al 29 maggio – prossima udienza – si leggono e si rileggono le stesse motivazioni quindi, che allontanano ancora di più una eventuale apertura del “Gondar”, dati anche i tempi sempre più corti per programmare una stagione degna di questo nome e delle stagioni precedenti. Ci si chiede, a questo punto, quale peso potrà avere l’attività amministrativa svolta dal Comune (Sindaco e Uffici tecnici: da non dimenticare che nel processo figurano anche alcuni dipendenti comunali) con attestazioni di concessioni demaniali e con documenti che certificano che non vi è stato nessun incremento del carico urbanistico circa la viabilità e le infrastrutture, per cui potrebbe cadere l’ipotesi di reato di lottizzazione illegittima.

Con i titolari del “Gondar” restano in attesa anche le decine di addetti che nella struttura operano ogni anno, numerose strutture ricettive e di ristorazione, i servizi  collegate al notevole giro di presenze che l’attività del Parco Gondar garantisce. O, per meglio dire, garantiva.

 

Gallipoli – Sarà stata una situazione definita “di stallo” o l’inconsistenza dei risultati del famoso Tavolo tecnico (l’ultima riunione sarebbe stata annullata per troppe assenze) o ancora il tempo che stringe, certo è che commercianti, operatori turistici, balneatori, imprenditori, hanno deciso di prendere l’iniziativa tutti insieme. Due le mosse per attirare l’attenzione ed avere risposte “che dal tavolo tecnico, che ormai viene riunito sempre di meno dal’assessore Emanuele Piccinno (foto), non sono mai state ufficializzate e concretizzate”. La prima iniziativa riguarda la richiesta di istituire una commissione temporanea speciale, come previsto dal Regolamento comunale, sulla falsariga di quella che si occupata di recente del traffico e della Ztl nel centro storico.

Una “commissione temporanea speciale” come quella per il traffico nel centro storico L’istanza è stata elaborata a fine marzo scorso, protocollata il 3 aprile ed inviata al presidente del Consiglio comunale, al Sindaco, all’assessore al Turismo, ai presidenti delle commissioni consiliari Urbanistica, Lavori Pubblici, Traffico urbano; Sviluppo economico; Ambiente, Tutela del territorio e Servizi pubblici; una copia per conoscenza – ma non solo, visto che si fa riferimento al famoso Patto per la sicurezza e lo sviluppo di due anni fa e alla lotta all’abusivismo commerciale e ricettivo – anche al Prefetto di Lecce. Firmataria della missiva la neonata associazione temporanea di scopo “Consulta Gallipoli Turismo Cgt”, che raggruppa praticamente tutte le associazione che hanno a che fare con questo settore manca all’appello solo quella dei B&b del centro storico). Matteo Spada (foto accanto), presidente dell’associazione commercianti e imprenditori, è anche il portavoce dei sodalizi Silb – Fipe (locali da ballo), Federbalneari Salento, Cna Puglia e Cna Balneatori, operatori turistici, imprenditori turistici della Città bella, Case vacanza Puglia.

I temi urgenti: litoranea e cantiere, parcheggi stagionali e permanenti, autorizzazioni balneari, i Distretti, l’abusivismo “Una o più commissioni consiliari , anche mediante il coinvolgimento di tecnici specializzati, sui temi urgenti della collettività e d’interesse generale” sollecitano dal raggruppamento, a cominciare dal cantiere sulla Litoranea Sud: tempi di ultimazione dei lavori, messa in sicurezza delle aree, eventuale incarico a tecnici per la revisione del progetto iniziale circa l’accesso agli stabilimenti e strutture ricettive e al demanio pubblico. Altra spina nel fianco, le Norme tecniche di attuazione del’attuale Piano regolatore generale circa le aree in cui insistono gli stabilimenti balneari (oggetto di recente di una serie di ordinanze di smantellamento con revoca della concessione) chiarendo il punto dolens sulle attività ricreative e d’intrattenimento (si propone lo strumento della conferenza dei servizi) e trovando il modo per riconfermare urbanisticamente quelle autorizzazioni. Segue, perché in parte intrecciato al precedente tema. il nodo dei parcheggi stagionali per il litorale Sud e Nord; i parcheggi permanente, compreso quello nell’area portuale, aree di prima accoglienza turistica e potenziamento della segnaletica; info point collocati in punti strategici. Torna poi la spinta per accelerare procedure e tempi per l’istituzione del Distretto turistico e Distretto urbano del commercio entrambi strumenti per perseguire adeguatamente gli obiettivi indicati” e magari anche una Ats (associazione temporanea di scopo) con dentro il Comune “per affrontare insieme alle associazioni i temi urgenti sul tappeto”.

“Tavolo tecnico morto per assenze e mancanza di atti ufficiali concreti” Va da sé che il tavolo tecnico viene ritenuto superato: “Non si riunisce da qualche mese, – dicono dalla Cgt – e l’ultima riunione è saltata per le assenze. Un esito scontato – rimarcano – considerato che ad ogni conclusione condivisa raggiunta e concordata con gli Amministratori, non ha mai fatto seguito una delibera o un atto del Comune che la realizzasse e la rendesse concreta”. Seguendo invece il percorso e l’esempio della commissione speciale sul traffico limitato del Centro storico, con i consiglieri componenti che hanno coinvolto ed ascoltato gruppi associazioni e operatori vari, si potrebbe giungere ad una conclusione “istituzionale” da portare poi all’esame del Consiglio comunale per le conseguenti decisioni. “Cambiamo il metodo, visto che il precedente non ha portato frutti – concludono i promotori del neonato raggruppamento – e tentiamo di recuperare il grave ritardo già accumulato in questa delicata fase della programmazione stagionale”. Lo hanno scritto infine anche al prefetto: da parte loro, sono disponibili a metterci consulenze, esperti e contributi concreti mirati per raggiungere gli obiettivi indicati.

Gallipoli – Chiusura del centro commerciale di Gallipoli e solo il 20% della retribuzione di gennaio da inizio d’anno: la crisi del punto Trony operante in città, che fa parte dal 1997 del gruppo Dps. Sono una cinquantina i dipendenti interessati in tutta la provincia di Lecce. Con i loro sindacati stanno cercando una difficile soluzione, coinvolgendo anche i Comuni in cui la Trony è presente. Dopo l’incontro di ieri in Comune a Casarano, oggi i lavoratori, il sindacalista Antonio Palermo (Uilts) hanno incontrato il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva.

“Il primo cittadino ha condiviso in pieno le posizioni dei  lavoratori – si legge in una nota del Comune – ed ha dato la disponibilità sua e dell’Amministrazione comunale a trovare strumenti idonei per superare lo stato di crisi o  comunque per tutelare la posizione dei lavoratori”. Il Sindaco ha quindi chiesto all’assessore  regionale al Welfare, Sebastiano Leo, un incontro per portare la  questione all’attenzione della Regione Puglia. “Ho trovato grande e pronta disponibilità da parte dell’assessore Leo,  che ringrazio – commenta il primo cittadino –  per cercare di  tutelare la posizione dei lavoratori della Trony, cui va la solidarietà  e la vicinanza dell’Amministrazione Comunale e quindi per scongiurare la  chiusura del punto vendita di Gallipoli, che ha da sempre rappresentato  un importante punto di riferimento per il settore commerciale della  città e del territorio. Faremo quanto è possibile, anche se la  situazione è oggettivamente critica, per dare sostegno e forza  all’azione dei lavoratori”.

Nardò – Nasce il Gabinetto del Sindaco Giuseppe Mellone a Palazzo Personé. Lo istituisce con decreto del 27 febbraio lo stesso primo cittadino. Avrà il compito, quale ufficio di supporto al Sindaco, di attuare indirizzi e controlli impartiti dal massimo organo esecutivo, attività istituzionali, di rappresentanza, collegamento tra le strutture interne al Comune e con enti esterni pubblici e privati. N faranno parte cinque persone, tre esterne e due prese dall’organico comunale e spostate in questo staff. I tre non in pianta organica sono già collaboratori del Sindaco fin da luglio-agosto 2016 dopo le elezioni comunali. I tre non facenti parte della pianta organica sono il portavoce Agostino Indennitate; l’addetto stampa Danilo Siciliano, il tecnico esperto in finanzia agevolata e attività di progettazione e valorizzazione di beni culturali, Massimo Albanese. Vi si aggiungono adesso i dipendenti comunali Luigi Siciliano, già categoria D (dirigenziale) al quale “può essere conferito – si legge nel decreto sindacale – l’incarico di posizione organizzativa”, e Anna De Simone, prelevata dalla Polizia municipale, che farà da segretaria particolare del Sindaco.

La notizia ha suscitato reazioni tra quanti seguono con una qualche attenzione le vicende dell’Amministrazione comunale, critici e gruppi di opposizione compresi. “Non c’è limite al ridicolo”, attacca Lucio Tarricone (foto sopra), del centro studi “Salento Nuovo”. Con decreto n.5 del 27/02/2018 il Sindaco Mellone costituisce l’Ufficio di Staff Gabinetto del Sindaco e ne nomina il responsabile, demandando alla Giunta, che ovviamente ratificherà senza fiatare, il compito di emanare relativa delibera. E così l’Ufficio di Gabinetto del Sindaco è composto da tre collaboratori esterni e due interni, uno dei quali assume assume il ruolo di Capo di Gabinetto del Sindaco, con tutto ciò che comporta anche economicamente per il Comune. Ma non era Mellone che sbraitava contro gli “staff” degli altri? Non era sempre Mellone che voleva ridurre spese e dirigenti? Ma il Capo di Gabinetto mancava proprio…”. Il polemico riferimento è alle veementi accuse mosse dagli esponenti allora all’opposizione Mellone e Gianluca Fedele,quando il Sindaco Marcello Risi nominò il suo portavoce, nell’aprile 2014, a tre anni dall’elezione: “Aveva già l’addetto stampa nominato appena eletto nel 2011, non gli bastava? A cosa serve il portavoce? E’ un inutile e costoso duplicato”, le loro critiche che oggi qualcuno ricorderà.

 

 

Tricase – Una parte della vecchia e storica Acait, l’ex manifattura nata nel 1902 per la lavorazione del tabacco e altri prodotti agricoli, è crollata ieri intorno alle 13,30. Non ci sono danni a persone e la zona è stata recintata. La parte interessata dal crollo è uno dei capannoni su cui era installato un impianto fotovoltaico. Ma si sono accese subito le reazioni. Fondata come “Consorzio agrario del Capo di Leuca” e poi diventata “Azienda cooperativa agricola industriale del Capo di Leuca” nel 1938, l’Acait è stata una delle prime imprese cooperative del Sud Italia e oggi rappresenta un’opera di archeologia industriale fortemente legata all’identità storica di Tricase. Nel 2003 il Comune decise di acquistare lo stabile contraendo un mutuo trentennale (dunque ancora in corso) di circa 3 milioni e mezzo di euro, per sottrarre la struttura all’abbandono e alla speculazione. Da allora, però, non è mai stata indicata una destinazione d’uso e l’edificio non ha subito la necessaria manutenzione, nonostante abbia ospitato eventi pubblici anche di recente (è il caso della festa di San Martino organizzata pochi mesi fa dalla Pro loco).

Il crollo accende le polemiche sullo stato di abbandono dei beni pubblici. Il sindaco Carlo Chiuri (foto) afferma: “Sono arrabbiatissimo, questo è il risultato di 16 anni di incuria. Dal 2002, da ogni parte politica, ci si è occupati di tutto fuorché del bene della comunità e della conservazione dei luoghi storici: oggi ne abbiamo avuto il ‘regalo’. Per fortuna il crollo ha interessato solo una porzione dello stabile, ma intanto alcune delle nostre nonne si staranno già rivoltando nella tomba per l’incapacità dei loro figli a tutelare i luoghi dove loro hanno lavorato per anni. Nell’immediato provvederemo a puntellare e a mettere in sicurezza la zona, poi continueremo a cercare fondi e recuperare lo stabile. Oggi siamo ancor più determinati a farlo”.

Anche Giovanni Carità, membro del comitato “Tricase sotterranea” e nel 2003 consigliere di maggioranza nella Giunta che si batté per l’acquisizione dell’Acait, pone l’accento sull’incuria: “Quanto accaduto oggi non è la conseguenza delle piogge di questi giorni, come qualcuno cercherà di farci credere, bensì è la naturale e scontata conseguenza di anni di abbandono”. Un abbandono che “si è concretizzato anche nella semplice mancata pulizia dei canali di scolo, che determina il ristagno dell’acqua e l’aumento di peso sulla struttura”. L’associazione “Prendi posizione Tricase” (di cui Carità è membro e Roberto Schimera referente) firma un comunicato stampa in cui definisce condivisibili le perplessità “sull’installazione di un impianto fotovoltaico su un bene architettonico già in avanzato stato d’incuria”: il peso dei pannelli potrebbe aver contribuito al crollo? Finora tutto resta nel campo del condizionale, dal momento che mancano le perizie tecniche che confermino le cause”. Quanto allo stato di abbandono in cui versa la struttura, il consigliere Nunzio Dell’Abate fa notare la presenza di una “bomba ecologica di amianto” sui tetti dell’Acait, mentre secondo altri – fra cui lo stesso Carità – la polemica non ha ragion d’essere perché l’amianto, pur non rimosso, è stato bonificato e messo in sicurezza alcuni anni fa, mediante trattamento con vernici e materiali appositi che impediscono la liberazione delle polveri.

Gallipoli – Nuova nomina in Comune per un collaboratore del Sindaco Stefano Minerva. Con la determina 194 del 31 gennaio 2018 e pubblicato sull’Albo pretorio on line del Comune di Gallipoli, si rende noto che è stato selezionato Roberto Bono, gallipolino classe 1988, come persona da assegnare all’ufficio dello Staff del Sindaco. Un anno dopo le dimissioni di Andrea Cartenì, il posto di uno dei due collaboratori di fiducia del Sindaco Minerva (l’altro è ricoperto da Eleonora Tricarico di Gallipoli), era ancora rimasto vacante ed è tornato ad essere ricoperto dal 5 febbraio. Il nuovo collaboratore è stato scelto direttamente dal capo dell’Amministrazione comunale e rientra tra i 17 partecipanti del bando di inizio della nuova consiliatura, precisamente del luglio 2016. La determina del responsabile dell’Ufficio preposto, prevede un incarico a tempo determinato (fino alla durata della consiliatura, di norma) e parziale (19 ore settimanali). Al nuovo componente lo staff sindacale verrà applicato il trattamento giuridico ed economico del personale di categoria C, posizione economica C1.

Nardò – Incompiuta da abbattere, l’annunciato “nuovo panorama entro dicembre” slitta al 2018. Il riferimento è alla struttura di via Incoronata sorta negli anni Ottanta per ospitare il nuovo municipio e mai ultimata, la cui demolizione è cominciata il 12 dicembre scorso sarebbe dovuta finire entro l’anno. Quella decisione del Sindaco Giuseppe Mellone e della Giunta di eliminare l’immobile per far posto a un parco pubblico, ha sollevato perplessità tra i suoi oppositori fuori e dentro il Consiglio comunale, i quali avrebbero preferito un recupero almeno parziale del manufatto. Il Sindaco ha comunque il 12 scorso, alla presenza di consiglieri di maggioranza, assessori e del governatore Michele Emiliano, ha visto le ruspe  “aprire le danze”. Ed è stato lo stesso Sindaco, quel giorno, a indicare la tempistica della demolizione: «Prima del 2018, probabilmente prima di Natale – aveva dichiarato – il panorama sarà libero da questa bruttura. Un paio di settimane e questo mostro di 1.400 metri quadrati sarà solo un ricordo».

Eppure a oggi la struttura è ancora lì. Dopo i primi colpi di ruspa di metà mese i lavori sembrano infatti essersi interrotti o comunque procedono a rilento rispetto al programma inizialmente presentato. Cosa è successo? Per qualcuno in rete questa sarebbe la prova del buono stato in cui versa la struttura, il cui cemento armato si starebbe dimostrando resistente ai “ceffoni” delle mani meccaniche. Lo sostiene da tempo anche l’ex Sindaco e parlamentare Gregorio Dell’Anna, che da settimane dichiara che l’immobile non è né pericolante né inutilizzabile, accusando l’attuale primo cittadino di “sperperare denaro pubblico con la compiacenza del presidente della Regione Puglia” e di “danno erariale dissennatamente voluto dall’Amministrazione comunale di Nardò”. Come si ricorderà, l’abbattimento della struttura costa al Comune poco meno di 100mila euro.

Mellone però va avanti e proprio oggi al blog “Lorasalento.it” ha fatto una nuova previsione; “L’abbattimento del rudere verrà completato nel gennaio 2018 e al suo posto, tra 2018 e 2019, sorgerà il più grande parco della città”.

Ugento – “I cittadini appartenenti alle Associazioni presenti sul territorio del Comune di Ugento esprimono solidarietà e vicinanza al Sindaco, avv. Massimo Lecci (foto), per il grave atto intimidatorio subìto, condannando ogni forma di violenza fisica e psicologica. Un atto vile che deve essere respinto con forza e che richiede un intervento radicale e tempestivo da parte delle istituzioni e della comunità” questa la parte iniziale del manifesto comune elaborato e sottoscritto da 16 associazioni di volontariato, sociali, culturali e sportive. Il messaggio, forte e chiaro, sarà oggi sui muri e sulle plance del paese e delle marine con le firme di Granelli di sabbia, Io conto, Pro loco Ugento, Pro loco beach Gemini, Associazione culturale, Fidas donatori di sangue, Terraferma, Attivamente, Uxentum team, Associazione Combattenti e reduci, Officina della mente, Missionari della Pace, Associazione nazionale Carabinieri, Comitato Torre San Giovanni – Ugento, Associazione Atletica Capo di Leuca.
“Nostro intendimento è qui prendere, nel modo più netto possibile, le distanze dal gesto, condannando il suo autore e affermando che Ugento è una città civile, che promuove la cultura della legalità attraverso numerose iniziative socio- culturali atte a favorire la diffusione e lo sviluppo dei valori dell’onestà, della solidarietà e della giustizia”, prosegue il messaggio.
“Al Sindaco rinnoviamo pertanto stima e fiducia per il lavoro sinora svolto – è la conclusione – e auspichiamo che nel più breve tempo possibile sia fatta chiarezza su questo esecrabile episodio che ha gettato un’ombra sul nostro Comune, da sempre sulla trincea nella lotta all’illegalità, distinguendosi per civiltà ed equilibrio”.

 

 

Ugento – Tra ieri e oggi le numerose associazioni di Ugento si sono riunite per concordare le iniziative da prendere dopo quei sei colpi di pistola sparati sulla fiancata del’auto  comunale che molto spesso usa il Sindaco Massimo Lecci. Hanno concordatoun manifesto con tutte le loro firme (in preparazione ieri sera) ed una manifestazione pubblica.   Una analisi approfondita dei fatti è quanto ha comunicato il prefetto Claudio Palomba al primo cittadino ugentino che ieri ha ricevuto a Lecce. Per il rappresentante del governo, davanti ad atti del genere ci deve essere una risposta corale e ferma, oltre ad indagini serrate per individuare i colpevoli che, a quanto pare, sarebbero stati ripresia da una telecamere piazzata poco distante gli uffici comunali di via Acquarica, in cui il Sindaco era al lavoro con dei collaboratori.

“Quanto accaduto a danno del Sindaco rischia di far ripiombare Ugento in un clima di paura che in un paio di stagioni noi ugentini abbiamo già respirato e che abbiamo rispedito al mittente. Tuttavia, serve una presa di coscienza da parte dell’intera collettività. Dell’intera cittadinanza. Di ogni suo tessuto: amministrativo, politico, sociale, associativo, professionale e lavorativo”: lo afferma Angelo Minenna, dei promotori del gruppo “Ugento nel cuore” a proposito del grave atto intimidatorio compiuto da ignori nei confronti del Sindaco Massimo Lecci. Il groppo ha quindi scritto al presidente del Consiglio comunale affinchè tutti si stringano intorno “all’intero Consiglio comunale” e che si convochi al più presto l’assise cittadina alla presenza del prefetto e delle altre autorità del territorio su questo tema.  “Chi vi scrive e chi ve lo sta dicendo le ha subite a sua volta, durante il mio mandato di Consigliere comunale – ricorda Minenna – ed insieme a lui un intero gruppo politico di allora. Ugento non può tollerare questo”.

“Ancora un episodio grave e deprecabile che riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza degli amministratori locali e la necessità di salvaguardarne l’incolumità  fisica e istituzionale”: è la dichiarazione fatta dal presidente di Anci Puglia (l’associazione dei Comuni d’Italia), Domenico Vitto, che esprime solidarietà al primo cittadino di Ugento. Per De Vito “questi sono veri e propri attacchi alla democrazia e per questo serve fare fronte comune, da parte di cittadini e istituzioni, per respingere ogni tentativo di condizionamento dell’azione amministrativa. Confidiamo nelle forze dell’ordine affinché facciano subito luce sull’accaduto”.

 

Gallipoli – “Non è assolutamente vero che sono stato arrestato. Non è vero che avevo cacciato specie protette o in estinzione. E’ stato solo un malinteso della polizia aeroportuale che l’autorità giudiziaria ha subito chiarito”: decisamente, le vacanze di giugno scorso per una battuta di caccia in Argentina (non la prima in quelle zone) da adesso per il Sindaco cacciatore non sono più solo un ricordo non piacevole – le ispezioni alla frontiera gli hanno fatto perdere l’aereo di rientro on Italia – ma sono anche oggetto di una interrogazione parlamentare. La firma il deputato barese di Forza Italia, avv. Francesco Paolo Sisto. L’atto ufficiale rivolto al Ministro degli Affari esteri Angelo Alfano, “con risposta in commissione”, chiede chiarimenti sull’episodio ed arriva ad adombrare una ipotesi di “sospensione del Sindaco” per l’accaduto giudicato assai poco onorevole per un rappresentante delle Istituzioni.

“Il tutto si è risolto con l’archiviazione”. Anche su quest’ultimo punto Minerva replica in una nota ufficiale diffusa questo pomeriggio, con annessa copia dell’atto integrale del giudice argentino Pablo Yadarola del 20 ottobre scorso: “Il tutto si è risolto con l’archiviazione ‘perchè il fatto non costituisce reato’ e come ribadiscono i giudici argentini, i fatti oggetto dell’indagine non ledono il buon nome e l’onorabilità del sottoscritto. Questa la verità dei fatti”. Infine la conclusione con un commento: “Spiace, pertanto, che la politica si occupi di queste questioni che non hanno alcuna valenza giuridica e giudiziaria, che sottraggono inutilmente tempo ai veri problemi che riguardano ila collettività”.

Una vacanza privata tra una polemica e l’altra. Una vacanza privata iniziata con polemiche e finita allo stesso modo. Quel viaggio ad inizio giugno in Sud America, insieme ad un amico – un professionista gallipolino  appassionato come lui di caccia – era cominciata con una polemica. L’avevano attizzata su facebook gli animatori di “Gallipoli Futura”: “Ma come, sta per arrivare l’estate, c’è da lavorare per organizzare tutto al meglio e il Sindaco se ne va in Argentina?!”. Al momento del ritorno da una battuta venatoria certamente soddisfacente, come altre volte era stato da quelle parti, accade l’imprevisto. E’ il 13 giugno e al controllo in aeroporto i viaggiatori italiani attesi da Alitalia consegnano i bagagli per i controlli di routine. Sono del tutto tranquilli, come chi sa di non aver nulla da temere (atteggiamento che rimarcherà non poco il magistrato che poi si esprimerà sul caso). Invece qualcosa che non va c’è. La macchina ai raggi X segnala materiale organico: i poliziotti aprono il trolley e trovano, avvolti nel cellophane,  due anatre e  un armadillo peloso andino. Non sono specie animali che corrono il rischio di scomparire, specie l’armadillo, ma non possono essere portati fuori dall’Argentina.

L’amara sorpresa all’imbarco: la polizia blocca tutto. Minerva è sorpreso: nessuno dei compagni con cui ha cacciato ha intravisto problemi nel portare a casa i frutti dell’attività venatoria. Collabora pienamente con le autorità che glielo riconoscono: non c’è nessun segno che volesse occultare le prede. Sarebbe stato un atto di contrabbando. Gli animali sequestrati vengono consegnati al Museo naturale “Bernardino Rivadavia”. Si può tornare a casa anche se con 24 ore di ritardo sul previsto. Ma pazienza.

La brutta avventura arriva alle orecchie degli avversari. Agli occhiuti aderenti dell’associazione che ha appoggiato Flavio Fasano alle Amministrative del 2016, arriva qualche soffiata. Non gli pare vero un “regalo” così inatteso: s’informano e iniziano i messaggi in rete all’apparenza criptici ma con cui si vuole far montare  l’attenzione su “un grave fatto” che prima o poi verrà alla luce. A settembre ne esce un altro intitolato “Il Sindaco Minerva e l’armadillo”. Il testo: “Pare che le vicende di caccia argentine del Sindaco Minerva lo abbiano visto tristemente famoso proprio per questo animaletto… magari custodito in valigia? Sindaco, abbi il coraggio di ammettere quanto accaduto… prima che venga fuori tutta la verità da chi sa già tutto”. Troppi particolari: può essere tutto inventato, con rischi di querela? Il Sindaco, interpellato dal giornalista, non conferma né smentisce: “Sono fatti del tutto privati, senza conseguenza alcuna”, dice chiudendola lì.

Scoppia il caso dopo due giorni dall’uscita indenne di Fasano dal processo: coincidenza? Chi non l’ha chiusa lì e forse, secondo qualcuno, aspettava il momento buono per giocarsela (“Sappiamo già tutto…” è di settembre) potrebbero essere stati gli avversari politici. A meno che non sia stato un puro caso ma il calendario dice che entra ufficialmente in Parlamento questo fatto giusto due giorni dopo che Fasano esce  indenne da un procedimento penale.  Va ricordato che il magistrato argentino emette la sua assoluzione il 20 ottobre a Buenos Aires e i documenti – a voler continuare a dare voce ai sospetti – non impiegano più un mese per attraversare l’Atlantico. Nel caso in cui non ci siano concatenazioni ed un regista, l’atmosfera che circola sembra indicare comunque la strada che continuerà a percorrere sul piano politico “Gallipoli Futura”: sarà opposizione dura, probabilmente e ancora. Impraticabile alla fine potrebbe risultare il terreno per qualche pontiere che pure c’è nel movimento e che aspira ad un ruolo attento e meticoloso ma anche propositivo, al limite della collaborazione su alcuni temi centrali della vita cittadina. A breve si vedrà.

 

 

 

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TUGLIE – Paura ieri pomeriggio nella centralissima piazza Garibaldi di Tuglie per il sindaco Massimo Stamerra. Erano da poco passate le 17.30 quando Antonio Pezzulla, 48enne tugliese già noto alle forze dell’ordine, alla vista del Primo cittadino ha dato nuovamente in escandescenza colpendolo al viso con vari pugni. Quando il Sindaco, cercando di sottrarsi all’aggressione, è riuscito a chiudersi nel suo veicolo, Pezzulla è riuscito a comunque a raggiungerlo e ad inveire con calci e pugni sulle ruote, il parabrezza e la carrozzeria. Accompagnato subito alla stazione dei carabinieri di Sannicola, Stamerra ha ricevuto le subito le prime medicazioni prima di essere condotto al Pronto soccorso dell’ospedale di Gallipoli dove gli sono stati riconosciuti dieci giorni di prognosi per le contusioni al volto e sulla mano. Alla base della violenza ci sarebbe la  perdita del posto di lavoro dallo stesso aggressore “imputata” al Sindaco. Un motivo che ritorna malgrado il passare degli anni visto che Pezzulla, ora arrestato e condotto nel carcere leccese di Borgo San Nicola, si era già reso protagonista di simili aggressioni nei confronti del sindaco sia nel 2014 che nel 2015. Nei suoi precedenti con la giustizia non mancato denunce per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni ed altri reati contro la persona. Altre volte aveva pure mandato in frantumi il vetro del Municipio e sfondato la porta della stanza del Sindaco. Nel novembre del 2015 aveva atteso Stamerra sotto casa per aggredirlo.

sindaco baby patuPATÙ. Il 26 gennaio scorso è stato eletto il nuovo consiglio comunale dei ragazzi del Comune di Patù. Il baby sindaco è Sebastiano De Nuccio (classe 2° C, Scuola media inferiore); i consiglieri sono: Fracesco Rosafio, Gianni Rosafio, Siria Cordella, Chiara Abaterusso, Linda Brigante, Marco Corchia, Gabriella Maggio, Ernesto Abaterusso, Luigi Petracca e Vito Colaci. Tra le priorità del nuovo sindaco dei ragazzi vi è una particolare attenzione all’ambiente, alla legalità, allo sport, al disagio giovanile e alla socializzazione dei giovani. Tra i punti più importanti del suo programma: richiedere un finanziamento all’Amministrazione comunale per la realizzazione di una copertura del cortile scolastico in caso di pioggia, rendere confortevole e accogliente l’edificio scolastico con l’aggiunta di panchine, fioriere e alberi e, inoltre, sistemare il giardino botanico di Palazzo Romano e piantumare nuovi alberi.

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gallipoli minerva festa con fansGALLIPOLI. Dopo il rush finale del ballottaggio, Stefano Minerva, candidato del Pd e del centro-sinistra, chiude il cerchio e diventa il nuovo sindaco di Gallipoli. Nel turno supplementare ha staccato di 280 voti (5.810 preferenze pari al 51,23%) il candidato di Gallipoli Futura, Flavio Fasano (5.530 voti pari al 48,77%)

Allora Sindaco un lunga testa a e testa, alla fine è arrivata la vittoria.
Non posso che essere felice di questo risultato. Dopo una battaglia faticosa sono riuscito a superare Fasano di quasi 300 voti e a recuperare il lieve distacco incrementando di oltre mille preferenze rispetto al primo turno. E sono soddisfatto perché questa vittoria porterà aria nuova e fresca per la buona politica di Gallipoli. Anche Matteo Renzi e il presidente Emiliano si sono congratulati per questa vittoria e il governo nazionale e regionale saranno al nostro fianco. E vorrei dire subito una cosa: da oggi io sarò il sindaco di tutti per dimostrare anche a chi non mi ha votato di aver fatto un errore. Pronto a risvoltare questa città.

Cosa vuole dire al capo dell’opposizione Flavio Fasano?
Voglio ringraziare Fasano che è stato il primo a comunicarmi la vittoria e farmi gli auguri di buon lavoro. Spero che lui e la sua compagine di “Gallipoli Futura”, rappresentata in Consiglio, possano dare un contributo in termini di opposizione costruttiva e partecipativa per lavorare tutti insieme per la crescita e per la risoluzione delle problematiche di Gallipoli.
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Il sindaco Pippi Mellone

Il sindaco Pippi Mellone

NARDÒ. A girare tra gli ambienti frequentati dai politici di Nardò, alla fine si ha netta l’impressione che Risi e i suoi siano caduti in un trappolone. Con tutte le scarpe. Certo, le urne conservano anche per i più esperti frequentatori di elezioni, sempre un qualcosa di enigmatico, per cui fra i tanti che si presentano come artefici di una manovra che ha realizzato l’impossibile – sorpassare il Sindaco uscente avanti di oltre duemila voti e dieci punti percentuali in due settimane – certamente qualcuno c’è che millanta capacità di altri. Soprattutto di Fitto, il Raffaele che da politico di vecchia scuola, respira tattica e disegna strategie a volte imperscrutabili. In questo caso al capo nazionale dei Corservatori e riformisti è riuscito di tenere insieme tutti in chiave anti Pd e renzi (non così a Gallipoli): Fi di Vitali, già con Mellone al primo turno dopo aver affondato il candidato Maglio; il grosso del Cor locale col segretario Maurizio Sanasi; l’Udc, l’ex Sindaco Vaglio, il M5S, anche se non ufficialmente. Meglio un grillino che un renziano, la linea: qui, che i grillini non erano più in gara, meglio Mellone. A costo di spaccare il partito neretino che con Mino Frasca e pochi altri (Mirella Bianco, Alessandro Presta, Lucio Calabrese) l’hanno pensata diversamente ed hanno supportato, invano, l’uscente e quasi sicuro rientrante. Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

 

Municipio di Nard palazzo Person gi Castello-AcquavivaNardò. Centro storico, piano coste, impianti sportivi, periferie, Pagani-Cenate, S. Isidoro, porto turistico, piste ciclabili, metropolitana di superficie, completamento delle opere pubbliche già avviate, reti idriche e fognarie, investimenti turistici e progettazione di nuovi interventi sul litorale: per affrontare le priorità “emerse durante l’incontro di assessori e consiglieri della maggioranza consiliare” del 16 settembre scorso, il Sindaco Marcello Riso ha revocato stamane le deleghe assessorili, azzerando di fatto la Giunta.   “E’ necessario – si legge nel decreto del sindaco – affrontare con forte slancio l’ultima fase della consiliatura. Si richiede, nell’interesse dalla comunità, un forte scatto di iniziativa e di impegno”. In realtà, quello di Risi sembra un richiamo alle responsabilità di tutti perché “la ridefinizione degli obiettivi di fine mandato richiedono una forte coesione fra tutti i gruppi consiliari della maggioranza, dovendo prevalere in questa fase un’ottica di gioco di squadra che non riveli crepe o incertezze”. Crepe e incertezze che sarebbero in effetti emerse durante l’incontro di mercoledì, in particolare sulla ricandidatura del Sindaco uscente basata sulla stessa maggioranza attuale, peraltro già diversa da quella originaria di quattro anni fa.

silvana cafaro sindaco neviano copia

Da sinistra Silvana Cafaro, Antonluca Iasi, Vincenzo Chirivì, Adriano Napoli e Daniele Stefanelli

NEVIANO. Ad un mese dalla presentazione delle liste elettorali che a maggio competeranno per governare Neviano, si comincia a delineare il quadro dei protagonisti. Sono almeno tre i candidati sindaci. Innanzitutto il primo cittadino uscente, Silvana Cafaro, che afferma: «Confermo la mia ricandidatura, come ho sempre detto di voler fare». Poi Adriano Napoli, candidato della lista “Neviano per tutti”, che alla fine correrà da sola: «Tutti i nostri tentativi di allearci con gli altri gruppi politici sono stati vani perché nessuno ha voluto fare un passo indietro sulla pretesa di indicare il candidato».
Luigi Stifani, invece, è l’uomo scelto per rappresentare la civica sostenuta anche da “5 Stelle”. «È una lista senza esponenti politici, a sostegno di un candidato che ha deciso di impegnarsi per la prima volta. La appoggiamo per alcune scelte importanti già annunciate» dice Daniele Stefanelli, portavoce di “Neviano 5 Stelle”. Cerca di capire come muoversi, invece, il Pd. «Vorremmo proporre le primarie, da relizzare entro il 22 marzo: i programmi e gli obiettivi sono condivisi, ma c’è da smussare qualche divergenza sul nome del candidato. Ci vuole un patto di coalizione per il ripristino della legalità. Soluzioni alternative favoriranno l’avversario comune» dice Vincenzo Chirivì. Cerca alleati anche il gruppo che fa capo all’ex assessore Antonluca Iasi, nel frattempo impegnato nella promozione della candidatura di Emiliano alle Regionali: «Da parte nostra – afferma – c’è apertura verso quanti puntano alla riduzione di spesa pubblica e tasse, all’aumento dell’occupazione giovanile e alla tutela dell’ambiente. Siamo favorevoli alle primarie».

SANNICOLA. Il vento delle polemiche soffia su Palazzo di città e attraversa la maggioranza di “Sannicola Cambia” che un anno e mezzo dopo la vittoria su “Il centrosinistra per Sannicola”, ora accusa le prime crepe. La contesa ha allontanato, sul piano politico ovviamente, il sindaco Mino Piccione (foto a sinistra) e il suo vice Luigi Colella (a destra), assessore al Bilancio, Rifiuti e Politiche tributarie. L’idillio tra i due avrebbe cominciato a scricchiolare qualche tempo fa, al tempo della scadenza tecnica dell’assestamento dei conti dell’Ente, proprio per divergenze sull’argomento.
Quello di Colella è uno dei nomi “forti” all’interno della lista, figlio di sindaci, un professionista “prestato” alla politica fortemente voluto in lista dallo stesso Piccione. Dal riscontro delle urne Luigi Colella con 473 preferenze personali risultò trai più eletti in “Sannicola Cambia”, secondo solo all’exploit di Ilenia Petrachi (570 voti).

Le divergenze tra la visione politico-amministrativa di Colella e l’operato del resto della giunta, si diceva, ora pare siano insanabili, al punto che Colella starebbe meditando la decisione di “rivedere” la forma e la sostanza del suo apporto politico in seno all’amministrazione-Piccione. Il vicesindaco non ha ancora espresso con atti ufficiali la sua posizione, ma c’è stato un faccia a faccia con Piccione che, secondo i più informati, non è servito a smussare gli angoli. Da “Sannicola cambia”, come si ricorderà, si è staccato nel giugno scorso il consigliere Pinuccio Monteduro, ora indipendente.

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remigio venuti PD consigliere dimissionario casaranoCASARANO. È stato condannato a quattro anni, due mesi e 20 giorni di reclusione l’imprenditore agricolo G.M. (52 anni) riconosciuto responsabile di lesioni e minacce a carico dell’ex sindaco Remigio Venuti (foto). L’uomo, tra l’agosto e il novembre del 2009, costrinse pure Venuti a consegnargli 10mila euro, cercando di ottenere poi altro denaro, preoccupato di poter perdere l’abitazione di famiglia. Il “particolare rancore” verso l’ex sindaco della città pare fosse dovuto alla mancata assegnazione di un lotto industriale richiesto dal condannato nel 2000.

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TAVIANO. C’è già aria di campagna elettorale, anche se a Taviano si voterà nella primavera del 2016. Nel frattempo in Consiglio comunale, centro-destra al governo cittadino e sinistra all’opposizione, affilano le armi della dialettica politica. Lo si è registrato, ancora una volta, nell’ultimo Consiglio comunale del 18 dicembre, con uno scontro muro contro muro. I consiglieri comunali di opposizione hanno presentato sette interrogazioni tra cui due sul centro ricreativo polivalente e  due ancora su Salento Flowers, sui costi della stagione estiva, sui contributi alle associazioni, sulla mancata esposizione nel bilancio di previsione 2014 del mutuo per il poliambulatorio di via Bellini.

Francesco Pellegrino, del gruppo “Città aperte” esordisce con un appunto preciso: «Abbiamo appreso dal Revisore dei conti, dottor Contursi, che non gli erano state trasmesse numerose comunicazioni, interrogazioni ed istanze relative a questioni di gestione e di bilancio, indirizzategli dal nostro gruppo. Tali gravissime omissioni confermano la parzialità e l’inefficienza dell’ufficio di presidenza, che usa questi mezzi indecorosi per non affrontare questi argomenti». «Senza di noi – ha concluso  Pellegrino – la maggioranza avrebbe pagato una fattura di 5mila 200 euro, per lavori mai fatti. Infine abbiamo denunciato che un’associazione, non iscritta all’albo e facente capo alla sua portavoce, ha ricevuto in più riprese, quasi 30mila euro per attività varie». Giuseppe Tanisi, del Movimento “Insieme per la città”, ha aggiunto: «Mi trovo a difendere Taviano da una maggioranza che con arroganza continua a perseguire i propri intenti di spreco e mostrando sprezzo delle regole. Centinaia di migliaia di euro sono stati spesi in feste e manifestazioni».  «Quello che si sta scrivendo nella nostra città – ha concluso  l’ex vice sindaco –  è davvero un deprecabile ‘Romanzo comunale’ che avremmo preferito non vedere. I cittadini tavianesi vengono dimenticati dalla maggioranza».

Il sindaco Carlo Portaccio nell’affermare a gran voce che gli atti della maggioranza sono trasparenti e pubblici, ha accusato l’opposizione di scarsa preparazione e poi ha concluso: «Non fanno mai proposte costruttive per il bene pubblico e anche sul Bilancio hanno disertato il voto. Non siamo obbligati a trasmettere al revisore le mozioni dell’opposizione, se vogliono possono presentarle in tempo reale con la Pec. Continuiamo a governare per il bene di Taviano, sempre nel rispetto delle regole».

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SECLì.Come era previsto sin dalla vigilia, sarà una corsa a tre, con un esito molto incerto, a portare alla scelta del nuovo Sindaco. Come in ogni piccolo paese, dove tutti si conoscono, la politica si intreccia inevitabilmente con parentele e amicizie ed accanto alle ideologie conteranno molto anche i rapporti personali. Alla fine, infatti, su circa 1.750 elettori si contano 31 candidati (tre a sindaco e 28 a consigliere), ovvero uno ogni  56 elettori. Come più volte dichiarato, il sindaco uscente Luigi Negro non si è ricanditato per un  secondo mandato.

Per le elezioni del 25 maggio (si vota insieme alle Europee solo di domenica) la civica uscente, sulla scia di una continuità amministrativa, punta sull’attuale vicesindaco  Antonio Casarano. Insieme a lui fanno parte della lista  “Al servizio di Seclì” gli attuali assessori e consiglieri ad eccezione di Raimondo Colopi. Il programma, come evidenzia Casarano, “è orientato al perfezionamento di tutte le opere già avviate e all’inserimento di nuove che completeranno la visione generale e organica del paese”. In particolare ci sarà impegno “per la sicurezza stradale, la risoluzione definitiva del problema degli allagamenti, l’approvazione del Pug, i servizi di urbanizzazione in tutte le zone edificate, la cura degli impianti sportivi”.

“Insieme per una nuova Seclì”  punta, invece, su volti nuovi già dal leader, Sonia Giaffreda, nata ad Aradeo ma sposata e residente a Seclì da 23 anni. Come lei stessa ci tiene a sottolineare, il gruppo, tranne che per Pasquale Mighali che ha già partecipato alla precedente tornata elettorale, è costituito “da persone che scendono in campo per la prima volta con grande entusiasmo puntando ad una concretezza  negli interventi dopo anni di blanda amministrazione”. La Giaffreda vuole mettere al servizio del paese “l’entusiasmo e l’energia” perchè “l’arte del governare il paese sia orientata al bene di tutti”. Voglia di un cambiamento radicale per Anacleto Epifani, leader di “Seclì Viva”.

Per lui “c’è nel cuore la certezza che si può cambiare in meglio per superare i colori e le bandiere politiche che dividono il nostro paese”. A suo parere conta poco “la famiglia alle spalle e i suoi voti, lo stato sociale ed economico del gruppo”;  quel che è importante  è “il suo progetto”. Epifani pensa che occorra “gente nuova, con le motivazioni giuste e voglia di fare; uomini e donne senza logiche di partiti e di fantomatici comitati ed amministratori ombra da spostare nell’ultimo fine settimana di ottobre”. E ancora “aiuti alle famiglie numerose e sostegno a giovani, anziani e volontariato”.

NOTAIO---manuela-rossi---tuglieTuglie. «Di questa attività mi entusiasmano l’indipendenza e l’imparzialità, le tematiche che si affrontano, l’alto livello di approfondimento delle questioni e le vicende umane con cui si viene a contatto». Con queste parole, il giovane notaio leccese Manuela Rossi (nella foto tra il sindaco Daniele Ria, a sinistra,  il compagno Daniele Mangione e il presidente della Provincia Antonio Gabellone) parla della propria professione che l’ha portata, nelle scorse settimane, ad inaugurare il suo studio a Tuglie, nella splendida cornice di Palazzo Provenzano, in via Aldo Moro.

Succede a tre nobili figure professionali del notariato di Tuglie, quali Anna Maria Lipari, Anna Guglielmi e Annibale Arnò, si è laureata con lode all’università Luiss Guido Carli di Roma e proviene da una decennale esperienza professionale consolidata presso lo studio del padre Domenico.

«Sono cresciuta nell’ambiente notarile – continua la dottoressa Rossi – dato che da bambina mio padre mi portava spesso con sé ed ero affascinata da quello che potevo percepire dell’attività; la decisione è venuta naturale durante gli studi universitari rendendomi conto della propensione per il Diritto Civile e sentendomi caratterialmente portata per l’assunzione di una posizione imparziale. Consiglio questo percorso  a chi si senta portato verso un’attività con le caratteristiche indicate, con l’avvertenza che occorrono parecchi anni di studio molto duro, che è richiesto avere, al contempo, rigore mentale e flessibilità nella risoluzione dei casi, che non ci sono certezze perché la componente fortuna è molto rilevante: è, in definitiva, un’attività per persone tenaci e coraggiose».

Voce al Direttore

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