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Casarano – Arrivano i voucher sociali per sport e cultura. Con l’iniziativa, l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Casarano “intende promuovere interventi sociali ed assistenziali che garantiscano aiuti concreti alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di svantaggio socio-economiche e culturali”, come afferma l’assessore Daniele Gatto. I contributi economici sono rivolti a ragazzi d’età tra i sei e i 18 anni residenti nel Comune di Casarano, cittadini europei o familiari di cittadini non europei, e ragazzi stranieri con permesso di soggiorno,  appartenenti a nuclei familiari con Isee non superiore a 6.000 euro. I voucher, dai 100 ai 200 euro maggiorati di 50 euro per ogni minore presente nel nucleo familiare oltre al primo, saranno erogati per il tramite della “Welfare Company srl”.

Due progetti da 16mila euro Sono disponibili 8.000 euro per attività sportive riabilitative- educative, presso piscine e palestre convenzionate, per il progetto “Che bello fare sport!” ed altri 8.000 euro per l’acquisto di materiale didattico- culturale nelle cartolerie e librerie convenzionate per il progetto “gemello” “Evviva la cultura…comincia l’avventura!”. Le istanze potranno essere presentate dal 27 agosto al 28 settembre, insieme alla documentazione richiesta, e saranno accolte nel rispetto del progressivo del protocollo di ricezione e soddisfatte fino alla totale concorrenza delle somme disponibili. Per garantire il totale utilizzo delle risorse stanziate l’A.C. ha inoltre disposto che l’eventuale economia che si verifichi in una delle due iniziative potrà essere utilizzata per il pieno soddisfacimento dell’iniziativa maggiormente richiesta.

Nociglia – Si chiama “Rural Revolution” il progetto presentato dai Comuni dell’Unione delle Terre di Mezzo (Botrugno, Giuggianello, Nociglia, Sanarica, San Cassiano, Supersano, Surano) che con un attimo quinto posto su 83 concorrenti della graduatoria regionale ed un  primo posto tra le aggregazioni di piccoli Comuni con abitanti compresi tra i 15mila e i 30mila, ha ottenuto un finanziamento di 3 milioni di euro. La fonte è il bando regionale sulla Rigenerazione urbana, destinato alle aree con particolari condizioni di marginalità sociale ed economica, finalizzato a favorire i processi di contrasto alla povertà e di inclusione sociale delle fasce disagiate della popolazione residente. In questo caso le risorse in arrivo sono un importante traguardo per i paesi del Parco Paduli, per un lavoro iniziato 15 anni fa, e che ancora una volta, ha dato ragione a chi da tempo ha deciso di agire come territorio e non come singole entità: «Quando si lavora in sinergia – commenta infatti il Sindaco di Nociglia e presidente di turno dell’Unione, Massimo Martella (foto) – i risultati arrivano. Il recupero dei nostri beni è fondamentale per dare ancora più lustro alle nostre comunità.»

Un lavoro durato 15 anni. Protagonisti di questo complesso e lungo lavoro sono stati cittadini, associazioni, consorzi del Piano sociale di zona, dipartimenti universitari, Arca-Sud e imprese che, insieme alle amministrazioni comunali “hanno condiviso una strategia capace di coniugare il carattere rurale di questi piccoli centri con un’idea di smart-land, ossia un sistema di servizi intelligente, in grado di migliorare la qualità della vita nei centri urbani, renderli più sostenibili e ecologici, recuperare gli edifici dismessi per potenziare e innovare l’offerta e la qualità dei servizi per i cittadini ed essere più vicini alle esigenze delle fasce di popolazione più disagiate e marginali”, come si sottolinea in un comunicato. Nello specifico questi i progetti da realizzare.

I progetti approvati paese per paese.Nociglia, Comune capofila, mediante il recupero di un edificio dismesso di proprietà pubblica, sarà realizzato un frantoio di comunità, uno spazio destinato agli abitanti – contadini e consumatori del Parco, ma anche una scuola di “social rural innovation”, luogo del confronto e della divulgazione di pratiche agricole sostenibili. Grazie all’accordo di partenariato con l’Ambito sociale di Poggiardo, saranno coinvolti i cittadini titolari di reddito di dignità. A Botrugno la riqualificazione e pedonalizzazione degli spazi di connessione tra la chiesa Madre e la “Congrega” completerà il processo di pedonalizzazione di una parte della rete viaria del centro urbano realizzando un percorso in sicurezza che collegherà vari servizi di natura sociale (asilo d’infanzia, casa di riposo, futuro centro diurno per persone affette da Alzheimer e il centro culturale previsto nel palazzo marchesale Ignazio Guarini). L’intervento di riqualificazione consentirebbe di mettere in sicurezza la mobilità veicolare e ciclopedonale oltre a recuperare l’utilizzo parziale di alcuni edifici che saranno acquisiti dal Comune come sede dei servizi sociali da adibire a case-parcheggio. A Giuggianello la “Foresteria dei Bambini” sarà uno spazio di accoglienza di gruppi di scolari, insieme ai loro accompagnatori, in visita al Parco dei Paduli. La foresteria, oltre ad aprire a nuove prospettive occupazionali, diventa l’occasione per il potenziamento del “servizio integrato per gli affidi e le adozioni”: infatti ospiterà una scuola di Genitorialità, con finalità di sostegno alle famiglie e contrasto della caduta demografica. A Sanarica la riqualificazione di edifici di proprietà comunale, oggi dismessi consentirà la realizzazione della “Casa del Pellegrino” una struttura a vocazione sociale-religiosa, che ospiterà i fedeli che si recano ogni anno in pellegrinaggio, al Santuario della Madonna delle Grazie. In parte dell’edificio troverà spazio la sede dei servizi sociali e casa parcheggio. A San Cassiano sarà realizzata una piazza di comunità: attraverso un laboratorio di cohousing, a cui prederanno parte gli abitanti delle case ex-iacp e Arca Sud Salento, saranno rigenerati edifici e spazi pubblici, avviando la sperimentazione del primo modello di autogestione e manutenzione ordinaria degli spazi e dei fabbricati collettivi in cambio di una calmierazione del costo dell’affitto. A Supersano la “Casa degli animali terapeutici” sarà un parco ha vocazione multifunzionale, poiché è destinata non soltanto alla prevenzione del randagismo e alla tutela delle condizioni psico-fisiche degli animali, ma anche all’organizzazione e promozione dell’adozione dei cani, all’offerta di servizi di dog-sitting, all’organizzazione di attività educative e ricreative per bambini e ragazzi di età scolare. In particolare la struttura sarà destinata in accordo con il Consorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare dell’ambito di Poggiardo e Casarano, al servizio di pet-therapy. A Surano sarà realizzata la Casa della Comunità. Si tratta di recupero e ristrutturazione di un edificio di proprietà comunale e la sua trasformazione in complesso destinato a sede di un poliambulatorio sociale, dei servizi assistenziali domiciliari, dell’anagrafe cittadina, del comando di Polizia municipale. Si tratta di un progetto pilota di integrazione di servizi della comunità.

 

Nardò – “Dipendenti comunali e comparto di Polizia locale: Come fa l’attuale composizione organica del Comune di Nardò (attualmente circa 100 dipendenti a fronte dei 165 di quattro anni fa) a far fronte alle molteplici richieste che provengono da istituzioni, leggi e cittadini?». A chiederselo è la Federazione Poteri Locali della Uil leccese in una nota a firma di Eugenio Piscopiello (segretario provinciale, funzionario del Comune di Alliste) e Antonio Romeo (dirigente provinciale e Segretario territoriale per il Comune di Nardò (nella foto da sinistra). In una lunga lettera il sindacato chiede al Comune l’avvio di un tavolo tecnico per avviare un confronto sulla situazione dell’attuale dotazione “vistosamente sotto organico a fronte dei pensionamenti avvenuti, situazione che comporta notevole carico di lavoro su chi è in servizio”.

Diversi i settori finiti sotto accusa: Urbanistica, Cultura, Servizi sociali e Polizia locale.
«Lo svolgimento del carico di lavoro comporta, in capo ad alcuni dipendenti di questi settori – scrivono Piscopiello e Romeo – determinate responsabilità superiori a quelle spettanti, costituendo, così, “ipso iure e ipso facto” una diversa situazione economico-giuridica non riconosciuta a livello economico». Su uno di questi settori, quello della Polizia locale, l’organizzazione sindacale punta l’indice chiedendo al Comune “un piano di miglioramento e di rimodulazione dei servizi, anziché singoli e temporanei palliativi”.

A preoccupare la Uil sono soprattutto gli imminenti impegni della Polizia locale. «Crediamo – prosegue infatti l’appello – che per affrontare ciò che l’Amministrazione comunale ha interesse di avviare nei prossimi mesi (prevista chiusura del centro storico, piano comunale di circolazione stradale, chiusura e controllo delle marine nel periodo estivo, carico di lavoro derivante dalla presenza dei lavoratori stagionali: in termini di controllo, tutte situazioni che richiederanno uno sforzo immane sul fronte del personale), sia ormai necessaria una netta presa di posizione. Con quali forze e programmazione l’Amministrazione comunale intende agire? Ad oggi il personale della polizia locale – proseguono dalla Uil – con grossa fatica riesce a garantire i servizi minimi. A fronte di ciò non possiamo assistere impassibili a politiche strutturali improntate a tagli lineari che comportano lo svuotamento dello stesso organico, senza una seria programmazione, malgrado le organizzazioni sindacali da tempo chiedano riorganizzazione dei servizi e del personale. Nella più ampia portata le ricadute di queste dinamiche, unite alle disorganiche politiche di “organizzazione del personale”, alla cronica assenza di personale, sono risultate devastanti per il Corpo».

L’auspicio, per i sindacalisti, è che vengano adottate politiche di superamento della fase emergenziale tramite assunzione di nuovo personale e migliore impiego delle risorse umane disponibili nei diversi settori. “Gli uomini e le donne della Polizia locale – concludono Piscopiello e Romeo – subiscono scherni, insulti e diffamazioni continue. Infatti, spesso i lavoratori della polizia locale vengono tacciati di assenza totale sul territorio, senza però che il cittadino si chieda il motivo vero di ciò. All’Amministrazione comunale chiederemo un’evoluzione, in vista anche della futura contrattazione, che riguardi i diversi settori e che rispetti maggiormente le esigenze della collettività e dei dipendenti comunali, con incentivi e con l’attuazione delle progressioni orizzontali».
Stefano Manca

 

Casarano – “Nessun ritardo da parte dell’assessorato ai Servizi sociali nell’attivazione dei “Buoni servizio” della Regione”: ad intervenire della polemica che vede interessate alcune famiglie dell’Ambito territoriale sociale di Casarano è l’assessore ai Servizi sociali Daniele Gatto. La replica giunge all’indomani della nota con la quale il segretario del Pd Gabriele Caputo, citando una nota della Regione del 16 marzo indirizzata al Comune, ha ribadito la disponibilità di “ulteriori risorse” destinate agli Ambiti sociali “chiamati ad effettuare entro il 18/2 tutti i necessari scorrimenti di graduatoria al fine di dare copertura finanziaria alle domande ammesse o non finanziate”. Avendo fatto, tale nota,  riferimento all’“inerzia degli uffici comunali”, l’assessore Gatto interviene per smentire e precisare. «L’ufficio dell’Ambito territoriale di zona di Casarano in data 22-02-2018 ha tempestivamente proceduto con lo scorrimento della graduatoria degli aventi diritto attivando la funzione disponibile sul sito Sistema Puglia. Tale scorrimento – afferma Gatto – non ha comunque permesso di finanziare tutti coloro che hanno presentato domanda e che necessitano di assistenza domiciliare. Ciò nonostante l’ufficio ha proceduto a trasmettere all’ente Regione la rimodulazione del quadro economico rielaborato al fine di dare copertura a tutte le domande pervenute e ritenute ammissibili ma non finanziabili per indisponibilità di risorse. Non vi è stata, dunque – conclude l’assessore – alcuna inerzia o inottemperanza da parte degli uffici d’Ambito che hanno provveduto ad espletare le procedure di scorrimento graduatoria in maniera tempestiva e puntuale, e a trasmettere anche le restanti istanze rimaste non finanziate».

Il finanziamento della Regione Lo stanziamento pari a circa 333mila euro da parte della Giunta regionale, grazie a disponibilità residue nella rimodulazione dei progetti attuativi della seconda annualità 2017-2018, ha lo scopo di dare “prioritariamente scorrimento alla graduatoria della prima finestra temporale in riferimento agli utenti “ammessi ma non finanziabili” e in subordine- di attivare le successive finestre temporali. Tale contributo, serve a soddisfare le esigenze assistenziali per l’intera annualità dei soggetti ammessi”.

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annamaria erricoRACALE. Si chiama Taxi sociale o di Comunità ed è uno strumento che si propone di aiutare chi non ha un mezzo di locomozione o chi non si può muovere da casa.
L’idea nasce da un’intuizione dell’assessore ai Servizi sociali Anna Maria Errico (foto): destinare gli introiti derivanti dal nuovo contratto per la raccolta stradale, pari a circa quattromila euro, al finanziamento di questo originale servizio.
Scrive il sindaco Donato Metallo: «Si tratta di un mezzo di welfare leggero: accompagneremo le nostre nonne a fare la spesa, compreremo farmaci o pagheremo le bollette per chi non può uscire da casa, per chi non ha l’auto o perché, dopo anni di lavoro, ha le gambe stanche. L’idea dell’assessore Errico è di una semplicità e bellezza disarmante: si ricicla e si finanzia, a costo zero, un servizio che sarà utile a tanti. Anche questo è sentirsi una comunità».
Nei prossimi giorni sarà pubblicato un avviso per la ricerca di un’associazione che possa collaborare per la gestione del Taxi di Comunità.
Il servizio potrebbe già essere operativo nelle prossime settimane. Al progetto dovrebbero collaborare anche i ragazzi del Servizio civile nazionale che già prestano servizio presso il Comune.

servizi sociali - nuova sede presso tribunale - casarano  (2)matilde macchitella - casaranoCASARANO. Affido, adozione, genitorialità, educazione non formale, contrasto alla violenza di genere. Sono solo alcuni dei settori nei quali l’Ambito sociale territoriale di Casarano è impegnato con profitto.
Questi i numeri forniti dall’aggregazione intercomunale per esplicare l’impegno del triennio 2011-2013. Sono stati affidati circa 80 bambini ed erogati contributi in favore delle famiglie affidatarie pari a 131mila euro. Nel 2014, i minori in affido sono stati 32 e i contributi erogati pari a 63mila euro e nel solo primo semestre del 2015 gli affidi sono stati 35 e i contributi già erogati pari a 32mila euro.
Tutto ciò è possibile grazie all’equipe integrata “Affido e adozione”, che non a caso, lo scorso 28 ottobre, ha partecipato al 12° meeting dal titolo “La sfida della cultura dello scarto: accogliere e aver cura di ogni essere umano”, svoltosi a Latiano.
«Siamo stati invitati – spiega l’assessore alle Politiche sociali del comune di Casarano, capofila di Ambito, Matilde Macchitella (foto) – perché la nostra equipe rappresenta un modello virtuoso grazie ai significativi risultati conseguiti. La nostra equipe è stata una delle prime a partire in Puglia ed è attualmente una delle poche operative in Regione. Il nostro modello organizzativo e di comunicazione si è rivelato funzionale ed efficiente, motivo questo per cui siamo stati chiamati a presentarlo al meeting di Latiano». L’equipe opera nella sede dell’Ambito (foto), in viale Stazione 42, il lunedì dalle 9 alle 13 e il giovedì dalle 16 alle 18. Il 13 e il 14 ottobre, l’Ambito (che con Casarano coinvolge anche Parabita, Matino, Supersano, Ruffano, Taurisano e Collepasso) ha poi promosso il corso di formazione “Si Fa! – perché l’educazione non-formale non si spiega, si fa” che vede coinvolti operatori dell’Ambito, delle scuole e dell’Asl, allo scopo di condividere la metodologia di lavoro dei progetti di educazione alla salute proposti nell’anno scolastico in corso: “Ragazzi in gioco” e “Benessere adolescente”.

baby-gang-repCASARANO. Il giudice del tribunale ha disposto un apposito “programma rieducativo” per i cinque minori di Casarano ritenuti responsabili di un pestaggio nei confronti di un coetaneo.
L’episodio è quello del 24 luglio 2013 quando i cinque (tutti tra i 15 e i 17 anni) presero di mira, in via Messina (nel quartiere Stadio), un ragazzo al quale avevano chiesto una sigaretta. Da tale richiesta nacque  una rissa (sedata solo dal sopraggiungere di alcuni passanti) con calci e pugni ai danni del malcapitato, un 14enne originario di Casarano che stava trascorrendo le vacanze estive dai nonni. Oltre a ciò anche alcune minacce («Tu non devi passare più da questa strada») e la minaccia di usare la fiocina che uno dei bulli aveva con se. Ma gli screzi tra il “branco” e il ragazzo c’erano stati anche in precedenza, anche se non si poteva immaginare l’aggressione finale.
I sanitari del 118 intervenuti per prestare i primi soccorsi trovarono la vittima con il viso gonfio e sanguinante. Per lui furono necessari cinque giorni di ricovero in ospedale. Gli altri (uno con il sopracciglio gonfio ed escoriato), ben presto individuati dai carabinieri, affermarono di essere stati provocati. Il programma rieducativo elaborato per loro dal dipartimento dei Servizi sociali della giustizia minorile sarà illustrato nel corso dell’udienza del prossimo 18 gennaio.

RACALE. Anna Maria Errico (foto) è il nuovo assessore ai Servizi sociali. La nomina, da parte del sindaco Metallo, ha fatto seguito alle dimissioni di Maria Rita Vergari, formalizzate il 10 febbraio. La delega ai Servizi sociali era passata nelle mani del Sindaco dopo le dimissioni di Mauro Gaetani a fine 2013.  Le dimissioni di Vergari, tra l’altro, erano state richieste a gran voce dal gruppo consiliare di minoranza “X la Città nuova”, imputando all’ormai ex assessore una lunga serie di assenze in Giunta, dovute al fatto che, per molti mesi, è lontana da Racale per motivi di lavoro. «Mi sono dimessa perché sono sopraggiunte complicanze personali per la distanza – spiega Vergari – e non per le provocazioni del gruppo di Ria, alle quali non ho mai dato troppo peso. Dovevo dare conto del mio lavoro solo al Sindaco che mi aveva nominato come assessore di fiducia e, quindi, solo se lui si fosse ricreduto su di me, l’avrei fatto. Anche i cittadini di Racale mi hanno sempre confermato la fiducia, invitandomi ad andare avanti e a non dare peso alle provocazioni della minoranza. Io – conclude – continuerò ad appoggiare l’Amministrazione Metallo perche credo nella buona e sana politica che si sta facendo. Anna Maria Errico? Ottima scelta, con lei ho sempre collaborato benissimo». Stima ricambiata dalla neo-assessore: «Maria Rita ha fatto benissimo il suo lavoro, continuerò su quei binari. Tra le prossime iniziative, uno sportello gratuito d’assistenza alle famiglie, in collaborazione con gli avvocati Francone e Toma della Commissione Pari opportunità».

Il-nuovo-ingresso-del-Distretto-sanitarioGALLIPOLI. Invecchiare e mantenersi attivi, restando nella propria abitazione, anche quando subentrano oggettive difficoltà di movimento. Si può, se si è sufficientemente aiutati con l’intervento delle tecnologie domotiche che permettono anche un controllo sicuro delle applicazioni domestiche di luce, gas, acqua. Per gli ultra65enni che hanno permanenti limitazioni nella capacità autonoma di movimento nelle azioni quotidiane, ma che hanno la ferma volontà di continuare a vivere in autonomia nel contesto domestico (l’alternativa sarebbe la casa protetta), c’è ora il progetto “Ambient assisted living” (PR.A.A.L.) promosso dalla Regione Puglia che ha emanato l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse.

Questi i requisiti: età anagrafica superiore ai 65 anni; residenza in Puglia da almeno 12 mesi a partire dalla pubblicazione dell’avviso; residenza stabile presso la propria abitazione; possesso di certificazione di handicap o invalidità; reddito individuale riferito al 2013 non superiore ai 30mila euro; disponibilità di abitare nel domicilio abituale per un periodo pari o superiore a 3 anni dalla data di domanda del beneficio. Per ciascun progetto è riconosciuto un contributo massimo di 6mila euro. La compilazione dell’istanza va fatta esclusivamente on line attraverso la piattaforma informatica accessibile dal link www.sistema.puglia.it/portal/page/portal/SolidarietaSociale. Le manifestazioni di interesse devono giungere alla Regione Puglia entro il prossimo 1 marzo.

Ancora attenzione per gli anziani, in particolare per quelli che sono soli in casa, per dare loro la sicurezza di essere aiutati in caso di bisogno. Qualche giorno fa è stato pubblicato l’esito della gara d’appalto del servizio di telesoccorso, telecontrollo e telecompagnia a favore delle persone anziane, promosso dall’Ambito di zona di Gallipoli che comprende anche Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie. Dopo le operazioni di valutazione, la graduatoria vede al primo posto la Tesan spa Vicenza con un punteggio di 99,74 punti, ritenuta regolare e idonea perché in possesso di tutti i requisiti richiesti dal bando.

palestraFitnessESport_191GALLIPOLI. C’è tempo fino al 16 gennaio per iscriversi al “Corso di ginnastica dolce per anziani” attivato dal Comune di Gallipoli e rivolto a 50 ultra sessantacinquenni. Il corso, della durata di 10 mesi, partirà il 26 gennaio prossimo con due incontri settimanali per un costo di 3 euro mensili, e prevede una breve pausa estiva nei mesi di luglio e agosto. Ciascun partecipante avente i requisiti economici stabiliti dal bando potrà scegliere se versare al Comune la quota mensile oppure pagare anticipatamente l’intero servizio in un’unica soluzione pari a 30 euro, tramite bollettino postale o bonifico bancario.

Per iscriversi è necessario compilare il modulo di partecipazione scaricabile dal sito istituzionale del Comune di Gallipoli o disponibile presso l’ufficio Servizi Sociali in via Pavia, da consegnare entro le ore 13 del prossimo venerdì 16 gennaio presso il protocollo del Comune.
Per informazioni è possibile rivolgersi all’ufficio Servizi Sociali del Comune di Gallipoli o contattando i numeri telefonici 0833 275593 – 0833 275596.

Carlo_Falangone (Vice Sindaco - Nardo per Risi-Pd)NARDÒ. Può contare su 11 milioni di euro il nuovo Piano sociale di zona per il triennio 2014 – 2016, presentato alla Regione Puglia dall’Ambito territoriale 3, di cui Nardò è comune capofila con Copertino, Galatone, Leverano, Porto Cesareo e Seclì, dopo l’approvazione della conferenza dei servizi. Il Piano di zona, per quello che è il suo terzo triennio di attività, potrà contare su un finanziamento comprensivo delle somme impegnate per risorse umane (personale Asl, personale dei Comuni aderenti e personale di altri enti o esterni selezionati) che saranno impiegate per garantire i servizi che, soprattutto in questo periodo di persistente crisi, possono risultare persino vitali per i meno abbienti.
«Con il nuovo piano – spiega il presidente del Coordinamento istituzionale dell’Ambito, l’assessore al Welfare e vicesindaco Carlo Falangone – saranno messi a disposizione risorse finanziarie importanti, in particolare per interventi in favore di  minori, per 1 milione e 818 mila euro, in buoni vaucher per il rimborso delle rette di frequenza agli asili nido e per servizi socio educativi per la prima infanzia; a copertura della rete di pronto intervento sociale per calmierare sacche di povertà e di emergenza abitativa; per il contrasto alla povertà; per garantire percorsi di inclusione attiva per il reinserimento nel mondo del lavoro; sostegno della genitorialità; interventi per le dipendenze patologiche e per prevenire e contrastare la violenza su donne e minori; promozione della Cultura dell’accoglienza e garantire il funzionamento dello sportello Immigrati».
Con il finanziamento delle nuove annualità sarà inoltre garantita la continuità e il rafforzamento di servizi essenziali e determinanti già avviati con il precedente piano 2010-2012, come l’Assistenza domiciliare integrata per anziani e disabili gravi (636mila euro), il servizio di Assistenza domiciliare di base (258mila euro), l’abbattimento delle barriere architettoniche (100mila euro), il servizio di Conciliazione per anziani (500mila euro), il servizio di Integrazione scolastica ed extra scolastica per migliorare l’assistenza di base degli alunni  disabili, il servizio di trasporto sociale per disabili e il sostegno alle famiglie per i ricoveri nelle residenza sanitarie anziani.

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RACALE. Serviranno a contrastare fenomeni di abbandono del territorio, e soprattutto a garantire una migliore qualità di vita alle fasce deboli, i 227mila euro con cui il Gal “Serre Salentine” ha finanziato la il potenziamento dei servizi sociali nei comuni di Casarano, Racale ed Alliste. Ma ecco, nei dettagli, cosa verrà realizzato nelle tre cittadine grazie alle somme disponibili.

A Casarano, quasi 68mila euro saranno destinati al centro anziani, per l’avvio di attività come pittura, fotografia, teatro e terracotta. Ne usufruiranno anche i diversamente abili. A Racale, invece, con circa 68mila euro si attiverà uno sportello informativo presso l’ex asilo nido comunale, rivolto a disabili, anziani e alle loro famiglie. Ad Alliste, infine, poco più di 91mila euro garantiranno un servizio di pet therapy all’interno del Rifugio per animali in località “Cupe”.

Quali ricadute, positive, avrà questo finanziamento sul territorio? «Se da un lato si provvederà a realizzare vari progetti sociali  – spiega il presidente del Gal “Serre Salentine”, Salvatore D’Argento – garantendo anche dei servizi nuovi per il territorio, dall’altro si creeranno delle occasioni di lavoro rivolte a personale professionale e qualificato».

Si tratta di un investimento doppiamente buono, dunque, che darà un’opportunità a bambini, anziani e disabili, ma anche a giovani e meritevoli lavoratori.

municipio uffici taurisano (1)

TAURISANO. Arriva un’opportunità di lavoro, e di formazione, per quattro giovani con un’età compresa tra i 18 e i 28 anni: entro il 4 novembre, chi è in possesso dei requisiti richiesti può presentare la propria candidatura per il progetto di servizio civile nazionale “Balla coi lupi”.

I volontari, che verranno selezionati in seguito alla valutazione dei titoli e allo svolgimento di un colloquio, per un anno (con retribuzione mensile di 433,80 euro) si occuperanno di dare assistenza scolastica ed extrascolastica ai minori affidati ai servizi sociali. Proprio in virtù del delicato ruolo che i quattro giovani andranno a ricoprire, il Comune, che ha presentato il progetto approvato dalla Regione Puglia, fa sapere che prediligerà i candidati con un percorso di studi nell’ambito sociale o psicopedagogico. Per un solo volontario, invece, è richiesto il requisito della bassa scolarità.

Le domande possono essere presentate presso l’Ufficio servizi alla persona del Comune, tramite Pec (posta elettronica certificata) o con una raccomandata postale con ricevuta di ritorno.  Il tutto entro le ore 14 del 4 novembre.

Per maggiori informazioni, ci si può rivolgere all’Ufficio comunale sopraindicato, o consultare il sito www.comune.taurisano.le.it.

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UGENTO. Da qualche giorno è attivo presso la sede dell’ufficio Servizi sociali del Comune, situato in via Monsignor Zola 35, uno Sportello informativo e di accoglienza per gli immigrati che offre alcuni  servizi quali orientamento lavorativo e legale, informazione sull’accoglienza abitativa e socio-sanitaria, assistenza nella redazione  e nel disbrigo di pratiche burocratiche, supporto psicologico.

Ugento è una delle quattro sedi di sportelli presenti nell’Ambito territoriale di Gagliano del Capo; gli altri 3 si trovano  ad Alessano, Salve e Tricase. La gestione della struttura è affidata all’associazione Integra onlus di Lecce che da anni si occupa dei problemi degli immigrati e vanta una lunga esperienza nel settore.

Ai servizi potranno fare riferimento  gli immigrati (che nel 2010 risultavano essere circa 1400) che sono nei 15 comuni dell’Ambito di Gagliano. Lo sportello sarà anche punto di riferimento per quanti  hanno a che fare con il variegato mondo dell’immigrazione non esclusa la scuola e i datori di lavoro.

Lo sportello è aperto tutti i martedì dalle  ore 9 alle 12.

Seclì. A settembre aprirà i battenti il centro educativo diurno in quella che è stata una scuola materna. Ad annunciarlo a “Piazzasalento” è il Sindaco, Luigi Negro, che rende subito merito all’assessore ai Servizi sociali, Sport, Istruzione e Cultura, Concettina Bongiorno: «è stata lei ad avanzare la proposta all’Ambito sociale di Nardò, che per un certo periodo ci ha trascurati. Ma fra poco avremo un centro funzionante e certamente molto utile per i ragazzi in difficoltà».

L’immobile che ospiterà i minori con famiglie disagiate era stato una scuola materna fino a qualche tempo fa e si trova in via Convento. Appena ultimato, verrà messo a disposizione dell’Ambito sociale del distretto di Nardò, che comprende anche Galatone, Porto Cesareo, Leverano e Copertino. Ospiterà quindi anche gli utenti provenienti da questi paesi.

La ristrutturazione della Materna è costata circa 482mila euro; i lavori, di cui è stato liquidato in questi giorni il terzo stato di avanzamento, sotto la direzione dei tecnici Enzo Ramundo e Claudio Musardo, ingegneri, sono stati seguiti dalla ditta che ha vinto l’appalto, la “Morello srl” di Caprarica di Lecce con un ribasso del 12,60 rispetto all’importo messo a base dell’asta. Il progetto complessivo ammonta a circa 749mila euro, provenienti dal programma operativo Fesr della Regione Puglia e dell’Unione europea.

«Manca solo il completamento degli impianti e del seminterrato. Pronto infine anche il bando per gli arredi dell’immobile», conclude il Sindaco. Commenta l’assessore Bongiorno: «Così diamo una risposta ad uno dei  bisogni esistente sul territorio dell’Ambito. Rispetto a 10-15 anni fa abbiamo fatto dei passi in avanti con gli Ambiti territoriali». Dal punto di vista economico i Comuni registreranno anche un notevole risparmio potendo disporre di questa struttura pubblica al posto di case famiglia private e molto costose.

RB

Racale. Istituzioni, imprese, associazioni e cittadini non cureranno più solo il proprio orticello ma si metteranno al servizio del territorio e della collettività, lavorando fianco a fianco sotto un unico tetto, quello della “Casa della sussidiarietà e dei beni comuni” con sede nell’ex asilo nido comunale in fase di recupero. Si tratta di un progetto sperimentale nato da un patto siglato il 16 settembre 2011 tra la Regione e altri enti, coordinato  a Racale dal consigliere di maggioranza Annamaria Errico in collaborazione col Csvs (Centro servizi volontariato Salento).

Sono speciali “Case” (distribuite in rete in tutta la Puglia) senza pareti divisorie fra i vari attori della vita sociale, luoghi di confronto e condivisione da cui emerge una nuova idea di volontariato: resta fondamentale quello che agisce nell’immediato di fronte a pericoli improvvisi, ma diventa importante anche quello che opera sul lungo periodo per rispondere concretamente ai bisogni della popolazione e degli spazi in cui è inserita.

Chiunque potrà bussare alla “Casa della sussidiarietà” e ottenere aiuto nella risoluzione di problemi individuali e collettivi, oppure segnalare luoghi e beni da valorizzare e tutelare. In realtà, non saranno solo i cittadini e il territorio a beneficiare della fondazione di queste “Case”, ma tutte le parti coinvolte. Un’istituzione come il Comune, ad esempio, avrà l’occasione di condividere le proprie strategie politiche con la comunità e potersi avvalere del suo contributo in termini di suggerimenti che saranno molto più calati nella realtà rispetto ai pareri di tecnici. Ne consegue un minore spreco di risorse finanziarie ed un maggior impegno nel reperire quelle necessarie, perché le “Case” non sono semplici Urp (Uffici di relazione col pubblico) che si limitano a fare da passaparola fra istituzioni e cittadini, ma fanno i fatti.

Si applica, così, quel principio di sussidiarietà (che dà il nome alle “Case”) sancito dalla Costituzione, secondo il quale l’azione di Comuni e altri Enti superiori deve essere di sussidio, cioè di aiuto, a quella dei cittadini ed enti minori.

RR

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La sede dei Servizi sociali

Casarano. Sono 200 i pacchi viveri distribuiti dall’Ambito sociale di Casarano. Grazie alla convenzione con il Banco delle opere della carità di Alessano si possono, in tal modo, aiutare altrettante famiglie della zona per tutto il 2013.

«Abbiamo coordinato l’intervento con le parrocchie anche se l’obiettivo dell’Ambito rimane quello di agevolare l’autonomia di quanti si trovano in situazioni di difficoltà o disagio», ha affermato l’assessore comunale ai Servizi sociali, Matilde Macchitella, nel presentare il Piano di zona 2013 dell’Ambito territoriale sociale che ha Casarano come capofila insieme a Parabita, Matino, Taurisano, Collepasso, Supersano, e Ruffano.

Il Piano da 8,3 milioni di euro  prevede il nuovo Centro socio-educativo diurno appena inaugurato a Taurisano ed intitolato ad Ilenia Ciurlia, la ragazzina di 12 anni morta a Catania nel 2002 mentre giocava a calcetto. In attesa dell’avvio del telesoccorso (previsti 105mila euro), le risorse non utilizzate nel triennio 2010-13 ed altre aggiutive (“mentre il Fondo sociale nazionale è stato azzerato”, afferma l’assessore) permettono di potenziare l’assistenza domiciliare ed educativa per minori insieme al Centro antiviolenza coordinato con il Cav già attivo a  Parabita e gestito dalla cooperativa “S. Francesco” di Ugento. Per famiglie e minori già attivi anche l’Assistenza domiciliare con operatori che curano e forniscono aiuto, anche psicologico, a soggetti con patologie direttamente persso le loro abitazioni. “A breve” anche la consegna dei lavori per la struttura di via Tagliamento (da adibire a Centro diurno educativo) mentre 262mila euro sono previsti per i tirocini formativi per disabili. Attivo anche lo sportello immigrati mentre l’ultimo bando per il sostegno lavorativo in favore di soggetti svantaggiati ha avuto 600 domande (per soli 100 tirocini semestrali da 500 euro mensili) quando le domande nel 2009 erano state appena 150. Novità, infine, anche per la sede dell’Ambito sociale che, con gli uffici comunali dei Servizi sociali, ha ora sede presso il tribunale in  viale Stazione. Il trasloco appena ultimato permetterà al Comune di risparmiare 50mila euro annui di canone mensile d’affitto per la struttura finora occupata in via Padova. Si tratta della prima operazione di dismissione dei fitti passivi resasi necessaria dal Piano di riequilibrio finanziario per cercare di scongiurare il dissesto finanzario dell’Ente.

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Gallipoli. All’Ambito di zona di Gallipoli per i servizi sociali della città e di Alezio, Alliste, Melissano, Taviano, Racale, Sannicola, Tuglie, è stata approvata nei giorni scorsi la graduatoria per definire gli anziani aventi diritto al servizio di assistenza domiciliare. Dai Comuni dell’Ambito, autori del piano di zona per le politiche sociali, sono giunte 157 domande; 17 sono state escluse dalla graduatoria per questioni di incompletezza di documentazione (nove, provenienti da Gallipoli, Taviano, Alliste e Felline) e per limiti di età (sette, da Racale, Gallipoli e Alliste).

Non tutti però i 140 nominativi inseriti in graduatoria saranno beneficiari del servizio (i termini di scadenza del bando sono stati anche prorogati una volta per ampliare il più possibile la partecipazione): solo in caso di rinuncia o di decesso di qualcuno dei primi settanta classificati subentrerà l’anziano che segue immediatamente nella classifica stilata.

Le 70 persone interessate (la graduatoria completa si può scorrere sul sito dell’Ambito territoriale di Gallipoli) sono 14 di Sannicola, 9 di Alliste e Felline, 13 di Taviano, 10 di Gallipoli, 9 di Alezio, 7 di Melissano, 7 di Racale, 1 di Tuglie.

Il servizio durerà un anno e sarà svolto dalla impresa vincitrice del bando. L’aggiudicazione definitiva si è avuta il 10 luglio scorso. Se ne occuperà dunque la prima in graduatoria, cioè la cooperativa sociale “Comunità di San Francesco” di Ugento. La somma da impiegare è di 176.700 euro.

Infine, 414mila euro sono stati erogati dall’Ufficio di Piano di Gallipoli in favore dei 69 beneficiari per l’assegno di cura relativo alle annualità 2010-2012. L’Ufficio di piano, retto dal ragioniere Enzo Manco, dipendente del Comune di Alliste, ne ha informato i diretti interessati o i loro eredi.

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I volontari del centro “Amici di Nico” assieme ad alcuni bambini e genitori. Sotto, la sede

Matino. Ammontano a circa 33 milioni i finanziamenti che la Regione Puglia ha concesso, per la realizzazione d’infrastrutture sociali, finanziamenti derivanti, in parte da fondi Fesr e in parte da fondi regionali. Tra i progetti ammessi, anche quello presentato dall’associazione “Amici di Nico”, di Matino, che si occupa dell’assistenza a ragazzi autistici.

Ben 250mila euro che serviranno a completare la sede già esistente, «Il progetto –spiega la presidente Maria Antonietta Bove – s’inserisce in un contesto globale che è quello che già è stato realizzato, ovvero il centro socio educativo e riabilitativo diurno e il servizio socio educativo domiciliare, la terza fase consiste nel realizzare un’area residenziale che permetta di fornire il servizio; l’intenzione è di rendere i ragazzi capaci di vivere da soli e reinserirli poi nel contesto familiare».

Un disegno ampio che tende a coprire l’intera vita di un ragazzo autistico, il servizio domiciliare, interviene sui bambini autistici che non possono essere allontanati dalla loro casa, il centro diurno ospita i ragazzi divisi per età che grazie ad un team di operatori qualificati, imparano a rendersi autonomi nelle azioni quotidiane della vita, per la terza fase ora è davvero tutto pronto e i lavori partiranno a breve.

L’intervento è mirato su ogni singolo caso, come spiega la presidente: «E’ importante capire  che l’autismo non è un disturbo cognitivo, ma comportamentale e noi interveniamo proprio sul comportamento».Tutto questo attraverso un programma ben preciso che segue il metodo Aba (Analisi del comportamento applicata). “Amici di Nico” nasce dall’esigenza di una madre, la signora Bove, di avere vicino suo figlio, Nico: «Ho vissuto per cinque anni lontano da lui, perché non esistevano in Puglia strutture in grado di accoglierlo».

In quattro anni la signora Bove ha bruciato le tappe, costituendo dapprima l’associazione nel 2007 e poi acquistando e ristrutturando una villa che oggi accoglie 24 ragazzi provenienti da tutta la Puglia. Ciò che la signora Bove ha realizzato è molto più di un centro, Amici di Nico, è diventato punto di riferimento in un territorio vuoto da questo punto di vista, ha dato sollievo a tante famiglie che dopo la diagnosi iniziano una ricerca disperata fino a capire quanto poco si conosce di questa malattia, ha creato un opportunità a tutti questi ragazzi che possono contare su qualcuno che non vuole solo tenerli a bada, ma prendersi cura di loro.

«Ho fatto solo la madre, ogni mamma desidera solo il meglio per il proprio figlio».

Maria Antonietta Quintana

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IL CENTRO DI SOLIDARIETA’ Nella foto accanto il centro durante i lavori di ristrutturazione. La struttura compie 17 anni e da “Casa di riposo” diventa “Casa protetta”. Il centro erogherà servizi socio-assistenziali a persone con defi cit

Parabita. L’altruismo non si racconta né si descrive. Si dimostra con gesti concreti, presenza costante e profondo impegno.  E’ il caso del Centro di solidarietà “Madonna della Coltura” onlus, da anni affettuosa famiglia per tutti coloro che vi abitano e lo frequentano.

Quest’anno, in occasione del suo 17esimo compleanno, il Centro si regala una nuova sfida da affrontare: la sua trasformazione da “Casa di riposo” in “Casa protetta”. Non più solo una struttura per anziani autosufficienti ma, anche e soprattutto, un centro che erogherà servizi socio-assistenziali a persone  con gravi deficit psico-fisici. «Una svolta burocratica, legale e logistica ma – ricorda il presidente Fiorentino Seclì – soprattutto emotiva, perché resa possibile dal contributo dei tanti benefattori che negli anni hanno creduto nel progetto».

E i sostenitori sono davvero tanti. Grazie ai contributi del 2010/2011 è stato possibile installare le docce in ogni camera dell’edificio per un costo totale di 20mila euro. Con la sottoscrizione del “5 per mille” degli anni 2008/2009, invece, il centro si era dotato di un mezzo di trasporto per persone invalide e diversamente abili.

E il legame degli affezionati va anche oltre il tempo: l’intera comunità ricorda e ringrazia la signora Maria Costantini che, dopo aver sostenuto le spese per l’installazione dell’impianto di condizionamento, nel suo testamento aveva previsto un’ulteriore donazione, con la quale sono stati realizzati i lavori di abbattimento di una scala interna e di installazione del monta lettighe, costato 50mila euro.

Sembra lontano quel 7 gennaio 1988, data in cui la diocesi affidò in comodato d’uso gratuito ad un’associazione di volontari un vecchio edificio della Comunità domenicana, in via Coltura.

Con il tempo quel rudere che in stato di abbandono è diventato un “monumento della solidarietà evangelica”, come la definì Monsignor Aldo Garzia, una comunità esemplarmente radicata sul territorio. «Il centro di solidarietà, che da anni collabora con l’ufficio Politiche sociali, è una risorsa importante per la nostra cittadina», ha confermato l’assistente sociale comunale, Rosaria Baldari. Proprio lo scorso settembre la struttura ha sottoscritto un nuovo protocollo d’intesa con il Comune, con l’iniziativa “Avevo fame e ho incontrato te”, per un intervento sulle emergenze sociali locali, in particolare anziani e disabili soli.                                   

DP

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Gallipoli. L’inchiesta di questo giornale sui gravissimi, straordinari, colpevoli  ritardi nell’applicazione del piano di aiuti sociali del distretto di Gallipoli (link 1link 2) sembra aver dato una accelerata all’affannosa ricerca di vie d’uscita degli otto Comuni che ne fanno parte.

Aver speso dal 2006  appena 900mila euro ed averne accantonati di fatto 6 milioni, davanti ad una popolazione di 75mila persone con un numero crescente di bisognosi reali, se non è scandaloso poco ci manca.  Ne sono benconsapevoli ormai anche gli amministratori dei Comuni di Gallipoli (di nuovo senza governo e con un nuovo commissario), Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie, che compongono il distretto sociosanitario. Alcuni di loro, per la verità, considerata la pesante incidenza sul buon funzionamento del piano sociale da parte della instabilità del Comune capofila, da tempo avevano avanzato l’idea di affidare la gestione del programma contro il disagio e la povertà ad un’altra struttura; si è parlato di consorzio, di aossciazioni tra enti locali…

«Alla fine – dice Roberto Falconieri, sindaco di Melissano – ci siamo orientati sull’Union e dei Comuni, che ha suoi organismi e non è soggetta alla crisi di questa o quella amministrazione». Si cambia passo, dunque, almeno sulla carta: «Il tempo perduto non si recupera più, è evidente – ammette Falconieri – per colpa delle nostre impreparazioni, del peso dei campanili, di altri elementi di debolezza, ma entro novembre tutti i Comuni dovranno aver approvato lo statuto della nascente Unione, per poi procedere subito alla nomina degli organismi e mettersi al lavoro».

In questa fase di passaggio sarà ancora il dottor De Magistris, segretario generale del Comune di Gallipoli, a tenere le fila di quanto c’è da fare, almeno fino al 31 marzo 2012: «E’ indispensabile in questo momento uno con la memoria storica della complicata materia», spiega il sindaco di Melissano.  E probabilmente il fatto che Gallipoli (capofila) sia retta adesso da un commissario stroardinario e non da un esponente politico, faciliterà il superamento del nodo-presidenza dell’Unione dei Comuni: si farà a rotazione, come è di regola in questi concessi.

Come si ricorderà, ci sono “impegnate” sulla carta e non spese somme per un totale di 6.278.805 di euro, destinate a varie forme di assistenza e di sostegno, dalle madri sole all’assistenza domiciliare integrata, dal segretariato sociale alla Educativa a famiglie e minori, dai disabili psichici a quelli fisici; e poi centri diurni, prevenzioni primarie e secondarie, affido familiare, sportello immigrazione, servizi ai tossicodipendenti, prima dote per i neonati, sostegni sociolavorativi. Insomma, è come immaginare una enorme ondata di sollievi ai più sfortunati e talvolta disperati, bloccata da una diga infame.

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La sede del Comune

Tuglie. Il Comune di Tuglie offre un contributo, per i soggiorni climatici di 13 giorni, in favore dei cittadini anziani, residenti in Tuglie, il cui nucleo non abbia risorse economiche superiori al valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) pari a 15mila 500 euro.

Il contributo è pari a: 206,58 euro per i cittadini anziani aventi i requisiti economici richiesti nel bando, o riconosciuti invalidi del lavoro, o ppure cittadini anziani appartenenti ad un nucleo familiare il cui Isee, indipendentemente dalla composizione, non sia superiore a € 5mila 200 euro; è di 77,47 euro per i cittadini anziani non rientranti nelle categorie precedenti, ma che abbiano il limite Isee insuperabile di 15mila 500 euro.

La domanda di contributo, deve essere compilata esclusivamente sugli appositi modelli disponibili presso il Comune, inoltre deve essere rpesentata l’attestazione Isee del proprio nucleo familiare.

Ciascun interessato può inoltrare la richiesta entro il 30 settembre. Verranno considderate nulle le domande pervenute oltre il limite di tempo.

I contributi saranno erogati secondo le prescrizioni contenute nella deliberazione della Giunta comunale n. 131 del 22/7/2011.

La modulistica è a disposizione sul sito internet del Comune www.comune.tuglie.le.it alla sezione Prestazioni Sociali – Anziani e presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico che resta comunque a disposizione per la distribuzione dei modelli e per eventuali chiarimenti.

 

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...