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Gallipoli – Nessun dissequestro, neanche parziale, per la sola area concerti: la situazione urbanistico-edilizia è tanto complicata da rendere “arduo” un passo simile, pure compiuto l’estate scorsa – a sequestro vigente – dal 3 maggio per consentire l’attività del luogo d’intrattenimento tra i più famosi d’Italia ed anche fuori: il Parco Gondar. Non sono bastate le 55 pagine ed i 13 allegati presentati il 17 scorso al Tribunale che sta esaminando la presunta lottizzazione abusiva operata nella zona. Agli avvocati Michele Bonsegna, Sabrina Conte, Ladislao Massari e Carlo Viva i magistrati hanno risposto, sostanzialmente, ribadendo la linea già tracciata da un giudice per l’udienza preliminare e da quelli del tribunale del Riesame. Dello stesso parere anche la Procura della Repubblica.

Mentre si guarda già al 29 maggio – prossima udienza – si leggono e si rileggono le stesse motivazioni quindi, che allontanano ancora di più una eventuale apertura del “Gondar”, dati anche i tempi sempre più corti per programmare una stagione degna di questo nome e delle stagioni precedenti. Ci si chiede, a questo punto, quale peso potrà avere l’attività amministrativa svolta dal Comune (Sindaco e Uffici tecnici: da non dimenticare che nel processo figurano anche alcuni dipendenti comunali) con attestazioni di concessioni demaniali e con documenti che certificano che non vi è stato nessun incremento del carico urbanistico circa la viabilità e le infrastrutture, per cui potrebbe cadere l’ipotesi di reato di lottizzazione illegittima.

Con i titolari del “Gondar” restano in attesa anche le decine di addetti che nella struttura operano ogni anno, numerose strutture ricettive e di ristorazione, i servizi  collegate al notevole giro di presenze che l’attività del Parco Gondar garantisce. O, per meglio dire, garantiva.

 

Porto Cesareo – Due pescatori di frodo e circa 500 ricci appena pescati sono stati individuati e bloccati dai militari della Guardia costiera, ufficio locale marittimo di Torre Cesarea. I ricci erano stati pescati nella zona C di riserva parziale dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, con l’aiuto di autorespiratori. I due trasgressori, rintracciati grazie anche all’ausilio delle videocamere di sorveglianza, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria. I ricci, appena pescati, sono stati rimessi nel loro habitat naturale per favorirne anche il ripopolamento; questi siti vengono purtroppo violati di frequente da incursioni irrispettose della fauna protetta nelle riserve marine. L’ingente quantitativo dei ricercati echinodermi ha fatto sì che scattasse anche il sequestro dell’attrezzatura subacquea utilizzata per l’immersione dai due uomini.

Due giorni fa a Gallipoli invece, gli agenti della Guardia costiera hanno messo sotto sequestro circa 400 ricci messi in vendita in città senza che il venditore fosse in possesso della documentazione attestante la provenienza di questi esemplari. I ricci sono stati anche in questo caso rigettati in mare, dopo che personale dell’Asl ne ha attestato la vitalità. Al trasgressore è stata appioppata una multa di 1.500 euro.

Parabita – Forse pensavano ancora di essere in una zona franca, senza leggi né limiti,  ben protetti dallo schermo di un computer, quando nel novembre 2013 si lasciarono andare a commenti, offese, insulti ed anche semplici “mi piace” in coda a queste espressioni rabbiose. Ad accenderle era stato – anche lui ignaro o indifferente verso norme e divieti – Marco Antonio Giannelli, 34 anni e figlio dell’ergastolano Luigi Giannelli, capo della criminalità organizzata della zona. Giannelli junior si era visto sequestrare la moto perchè sprovvista di assicurazione, da un brigadiere della Compagnia di Casarano durante controlli di routine. Tornato a casa, il giovane si era lasciato andare su facebook proprio contro il milite, con foto dello stesso corredate anche da minacce.

Si era aperta così la strada a quanti avevano ritenuto di manifestare non solo “solidarietà” alla “vittima” del sequestro del mezzo da parte del tutore dell’ordine  definito “piaga sociale”, ma anche affermazioni pesanti ed auspici di “morte tra atroci sofferenze”. Alla gogna pubblica avevano partecipato – almeno secondo le individuazioni che hanno concluso le indagini – in 22 oltre al Giannelli, tutti identificati con nomi e cognomi e paesi di residenza: Parabita, Matino, Alliste, Racale, Casarano, Alezio. Diffamazione aggravata a mezzo internet l’accusa di cui dovranno rispondere nel processo fissato per novembre prossimo. L’ipotesi di reato trae spunto dalle legge che equipara internet (e quindi i vari social) ai media tradizionali e quindi sottoposto alle stesse leggi, reati a mezzo stampa compresi.

Gallipoli – E’ stata una domenica con i fiocchi peri l Gallipoli Football 1909: nella gara contro il Galatina nel campionato di Eccellenza, la capolista non solo ha vinto ma non ha avuto alcun problema a confezionare un “cappotto” per i calciatori ospiti, finendo per 9 a zero la partita. Grande entusiasmo per la goleada e per la riconferma della vetta in solitario. Peccato però che durante i rituali controlli prima dell’inizio del confronto calcistico i poliziotti abbiano rinvenuto nello stadio “Antonio Bianco” materiale pirotecnico di genere tassativamente proibito. La preventiva bonifica, per motivi ovviamente di sicurezza per gli spettatori, si è conclusa con il sequestro di 32 fontane pirotecniche, dieci fumogeni tipo torcia a mano, undici a barattolo, due striscioni che istigavano alla violenza accuratamente nascosti in un luogo poco accessibile. Si cerca ora di individuare i responsabili che certamente non vogliono poi tanto bene alla squadra: non è difficile immaginare conseguenze poco gradevoli nell’ambito della giustizia sportiva.

TORRE PALI (SALVE) – Era già in avanzato stato di costruzione il fabbricato sequestrato lunedì 13 novembre a Torre Pali (marina di Salve) dai carabinieri della Forestale di Tricase che hanno denunciato la 35enne S.D., nata a Casarano e residente a Ruffano. La donna, coltivatrice diretta e proprietaria del terreno, era la committente dell’opera realizzata, però, il difformità rispetto al titolo abitativo e in zona gravata da vincolo paesaggistico ambientale. Il sequestro ha riguardato il fabbricato ed il terreno.

GALLIPOLI. Oltre 250 ricci di mare sono stati sequestrato ieri mattina dai militari della Guardia Costiera di Gallipoli ad un venditore abusivo nei pressi di Lido Conchiglie. I ricci erano sprovvisti del bollo sanitario e di tutta la documentazione atta a comprovarne la provenienza. Il trasgressore è stato sanzionato con un verbale amministrativo di 4.000 euro e gli echinodermi ancora vivi sono stati reimmessi nel loro habitat naturale  I militari dell’Ufficio locale Marittimo di Torre Cesarea, inoltre, insieme a personale della Asl, hanno sequestrato inoltre 10 kg di prodotto ittico “non rintracciabile” presso un ristorante della marina cesarina. Il responsabile della struttura ricettiva è stato sanzionato con un verbale di 1.500 euro.

Guardia costiera - sequestriGALLIPOLI. Si intensificano, con la stagione estiva, le attività di monitoraggio e di controllo agli esercizi commerciali dediti alla vendita o somministrazione di prodotti ittici. Recenti verifiche svolte dai militari della Guardia costiera di Gallipoli presso ristoranti e pescherie della provincia hanno portato al sequestro, nella cucina di un ristorante di San Cataldo, di circa dieci chilogrammi tra mitili, seppie e gamberi conservati in assenza di documenti od etichette in grado di attestare la provenienza del pescato. I militari hanno, inoltre, sottoposto a sequestro circa 500 grammi di polpa di riccio di mare, specie ancora sottoposta a regime di fermo biologico, sanzionandto il titolare dell’attività commerciale.

 

pesce-sequestrato-GALLIPOLI. Circa mezzo quintale di pesce di incerta provenienza o comunque mal conservato è stato sequestrato tra ieri e oggi dalla Guardia costiera di Gallipoli. L’operazione ha portato ad elevare sanzioni per complessivi 1.500 euro. Le irregolarità sono state riscontrate sulla rintracciabilità e sullo stato di conservazione del pescato. Nelle celle frigo di un ristorante di Gallipoli, in particolare, la Guardia costiera ha accertato la presenza di circa dodici chilogrammi di polpo congelato e di circa dieci chilogrammi di polpa di riccio privi di qualsiasi documento od etichetta in grado di attestare la provenienza. A Porto Cesareo, invece, le attività di verifica hanno portato al sequestro di circa venti chilogrammi di totani individuati dai militari in ambito portuale. Il prodotto ittico, contenuto in retine da pesca agganciate a degli anelli destinati all’ormeggio di imbarcazioni, era immerso nelle acque del porto, in evidente stato di cattiva conservazione, violazione per la quale sono previste sanzioni di natura penale. I militari, congiuntamente al medico veterinario della Asl chiamato ad intervenire per gli accertamenti di competenza, hanno proceduto al sequestro del pescato, riferendo in merito a quanto accertato alla competente Autorità giudiziaria. La Guardia costiera rinnova il proprio invito ai consumatori ad acquistare i prodotti ittici presso esercizi commerciali autorizzati in grado di garantire, per legge, le norme igieniche e le informazioni previste dalla normativa comunitaria e nazionale di settore.

PORTO CESAREO. Opere realizzate in assenza di autorizzazione e per giunta in area sottoposta a vincolo. Questo quanto riscontrato dai militari della Guardia costiera di Gallipoli che, insieme ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce ed all’ufficio locale marittimo di Porto Cesareo, questa mattina hanno sequestrato la struttura turistica ricreativa “Lo scoglio”. “Assenza di permesso a costruire, assenza di autorizzazione paesaggistica e demaniale in area sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico ricadente in area parco”, sono alcuni dei reati contestati al legale rappresentante di una società cui fa capo la struttura. Le opere finite sotto la lente degli investigatori vanno dalla piscina all’impianto di illuminazione, sino a strutture ombreggianti e vani prefabbricati, ringhiere e strutture metalliche. L’apposizione dei sigilli segue di appena una settimana l’altro sequestro  messo in atto a Porto Cesareo nel locale “Le Dune”, sempre nell’area marina protetta.

 

sequestro ricciNARDÒ. La lotta della Guardia costiera nella repressione degli illeciti perpetrati lungo la filiera ittica continua a produrre i suoi risultati. Negli ultimi giorni, i militari hanno elevato un verbale da 10mila euro a carico di un ristorante di Lecce presso cui venivano somministrati ai clienti molluschi e crostacei in assenza del riconoscimento comunitario noto come “pacchetto igiene”. In aggiunta alla sanzione amministrativa i militari, congiuntamente al medico veterinario dell’Asl chiamato ad intervenire sul posto, hanno proceduto a sequestrare i circa 20 chilogrammi di prodotti ittici detenuti in stato vitale nelle vasche d’acqua situate nel locale commerciale. Quest’oggi, invece, alle prime luci dell’alba, dopo un’attenta attività di sorveglianza dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, i militari della Guardia costiera di Gallipoli e di Porto Cesareo, con l’ausilio dei carabinieri della locale Stazione e del personale del Consorzio di gestione dell’area marina protetta, hanno colto in flagranza tre pescatori di frodo del tarantino che in zona C (di riserva generale) avevano già raccolto circa 4.000 ricci di mare (rigettati in mare dopo il sequestro in quanto riconosciuti ancora in stato vitale). I trasgressori sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per aver raccolto, in concorso di reato, specie ittiche in area sottoposta a tutela ambientale.

Ricci di mare sequestratiGALLIPOLI. Guardia costiera di Gallipoli all’opera per la tutela dei prodotti ittici e dei consumatori. Nella mattinata di ieri, all’interno dell’area marina protetta di Porto Cesareo, un pescatore sportivo è stato sorpreso dai militari (anche grazie al costante monitoraggio del sistema di video-sorveglianza) sprovvisto di qualsiasi autorizzazione mentre era intento nella raccolta di oltre 1.000 esemplari di ricci. Gli echinodermi  sono stati poi rilasciati in mare. Sotto sequestro è finita l’attrezzatura subacquea utilizzata per la raccolta dell’ingente quantitativo di ricci mentre il pescatore è stato denunciato all’autorità giudiziaria. Sempre ieri, un nucleo di militari specializzato nel controllo della filiera della pesca ha elevato un verbale di 1.000 euro al titolare di un punto vendita di prodotto ittico al dettaglio, all’interno di un centro commerciale della provincia, perché esercitava la propria attività senza aver inoltrato alla competente autorità sanitaria la segnalazione certificata di inizio attività (Scia).

PORTO CESAREO. La Guardia costiera ha posto sequestro uno stabilimento balneare da 2000 metri quadrati a Porto Cesareo. Gli agenti sono intervenuti, al termine di un’attività d’indagine avviata ad agosto, in località Torre Castiglione. Occupazione abusiva di demanio e realizzazione di strutture in difformità ed in assenza del permesso di costruire, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, le ipotesi di reato contestate ai responsabili. Le irregolarità sono emerse dall’analisi della documentazione amministrativa esibita dal concessionario e le autorizzazioni rilasciate dal Comune. Dalle verifiche svolte presso l’Agenzia del Demanio, in particolare, i militari hanno appurato che la particella dove insiste lo stabilimento, seppur all’interno di area demaniale marittima, era stata registrata come proprietà privata. Pertanto, oltre all’apposizione dei sigilli lungo il perimetro dell’area dello stabilimento ed alla denuncia in stato di libertà del legale rappresentante della struttura e del tecnico progettista, non si escludono ulteriori responsabilità in ordine agli autori di eventuali falsi ideologici grazie ai quali sono stati concessi i titoli autorizzativi per la realizzazione dello stabilimento.

pesce spada sequestratoPORTO CESAREO. Cinque esemplari di pesce spada (xiphas gladius) al di sotto della taglia minima per un totale di circa 20 kg sono stati sequestrati alle prime luci dell’alba di oggi, da parte dei militari della Guardia Costiera di Porto Cesareo e dai carabinieri della locale stazione. Il prodotto è stato rinvenuto dai militari sulla banchina del porto, probabilmente abbandonato dai pescatori allarmati dalla presenza dei militari nelle vicinanze. La specie ittica in questione è soggetta a divieto di cattura fino al prossimo 30 novembre, in quanto messa a serio rischio dall’ingente pesca degli ultimi anni. Di qualche giorno fa il sequestro ad opera dei militari della Guardia costiera dell’ufficio locale marittimo di Torre San Giovanni, marina di Ugento, di un esemplare dal peso di 50 chilogrammi di tonno rosso (thunnus thynnus), specie protetta a livello comunitario ed internazionale e sottoposta da alcuni anni ad un piano di contingentamento delle catture proprio perché rara. Durante i controlli di oggi i militari hanno anche elevato una sanzione amministrativa a carico di un conducente di veicolo adibito al trasporto di prodotti ittici freschi privo della prevista autorizzazione sanitaria.

tonnoUGENTO. Un esemplare dal peso di 50 chilogrammi di tonno rosso (thunnus thynnus), è stato sequestrato ieri sera dai militari della Guardia costiera dell’ufficio locale marittimo di Torre San Giovanni, marina di Ugento. Ad insospettire i militari sono stati i movimenti, “alquanto anomali” di un’imbarcazione da diporto. La Guardia costiera ha provveduto al controllo dell’imbarcazione non appena questa ha fatto rientro nel porticciolo, scoprendo la pesca illecita. La specie di tonno sequestrata è, infatti, protetta a livello comunitario ed internazionale e sottoposta da alcuni anni ad un piano di contingentamento delle catture proprio perché rara. Ai trasgressori è stata comminata una sanzione amministrativa di 4mila euro. Il prodotto ittico sequestrato, ritenuto idoneo al consumo da parte del personale veterinario intervenuto, è stato donato ad un’associazione volontaria della zona.

 

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lido punta della suinaGALLIPOLI. Sequestro “preventivo” confermato per un’area da 5.000 metri quadrati a Lido Pizzo. Nella zona è compreso anche l’isolotto di Punta della Suina. Si tratta dell’ordinanza di convalida del sequestro eseguito nei giorni scorsi dai militari della Guardia costiera di Gallipoli su disposizione del Sostituto procuratore Emilio Arnesano. Il provvedimento riguarda un’area demaniale al cui interno sono state realizzate tre fosse, ritenute abusive dalla Guardia costiera, per il deposito di acque reflue da parte di uno stabilimento balneare.  La convalida del sequestro, firmata lo scorso 8 luglio dal Giudice delle indagini preliminari Antonia Martalò, ha riguardato anche numerose attrezzature per la balneazione “in quanto insistenti su aree demaniali non in concessione che, di fatto, precludevano la libera fruibilità dell’arenile e di parte della scogliera”. Già lo scorso 25 giugno i militari della Capitaneria di porto di Gallipoli avevano eseguito un sequestro apponendo i sigilli a circa 200 metri di spiaggia e dune per presunte difformità tra la situazione originaria ed interventi che avrebbero “piallato” alcuni scogli per renderli fruibili.

988550_898743286855033_7850521975640487343_nGALLIPOLI. Era finito l’estate scorsa sulle fiancate dei bus londinesi e su tante riviste specializzate a far bella mostra di sé “lu scoju tundu” ora più conosciuto come Punta della Suina, non solo per la bellezza dell’habitat naturale ma anche per essere stato luogo in cui si sono girati video clip e scene di film. Oggi è invece oggetto di notizia di cronaca giudiziaria, anche se il provvedimento risale a un paio di giorni fa. Circa duecento metri di spiaggia e dune sono finite nel mirino dell’autorità giudiziaria per presunte difformità tra la situazione originaria, fissata e incontestabile nel piano paesaggistico regionale, e interventi illegittimi e illegali che avrebbero “piallato” alcuni scogli e “addolcito” qualche duna per ricavare un’area maggiore in cui sistemare altre sdraio e ombrelloni. Il reato ipotizzato è deturpamento delle bellezze naturali.

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PORTO CESAREO. Sigilli da parte dei militari della Guardia costiera di Gallipoli ad una darsena in località “La Strea” del Comune di Porto Cesareo.
Il sequestro penale ha interessato 810 metri lineari di pontili appartenenti alla darsena. Il provvedimento è scattato a seguito di un sopralluogo da cui sono emerse numerose irregolarità: mancanza dell’agibilità, mancanza del permesso a costruire, del parere paesaggistico e del parere vincolante dell’Area marina protetta tenuto conto che la darsena ricade in zona classificata “C”, quindi soggetta ad un regime particolare di tutela.
Sono state anche rilevate opere di ampliamento sprovviste di qualsiasi autorizzazione e prive della certificazione degli impianti idrico ed elettrico oltre a “gravi deficienze nelle dotazioni di sicurezza necessarie per il tipo di struttura dedicata all’ormeggio di unità da diporto”.
Il sequestro disposto dalla Dottoressa Elsa Valeria Mignone della Repubblica della Repubblica di Lecce prevede lo sgombero di tutte le imbarcazioni ormeggiate entro 10 giorni dalla data odierna.

parco gondar arenaGALLIPOLI. Sequestro della struttura e due iscritti nel registro degli indagati in seguito all’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Gallipoli sul Parco Gondar. Ai responsabili del noto parco-eventi, sito in località “Arene” sulla litoranea sud di Gallipoli, vengono contestati reati per violazione della normativa in materia edilizia. Oltre ad essere stata occupata, abusivamente, una zona del demanio marittimo, parte del terreno su cui sorge la struttura avrebbe destinazione agricola e non commerciale. Intanto, in merito alle irregolarità riscontrate, il dirigente del servizio “Polizia comunale e amministrativa” del Comune ha disposto il “ripristino dello stato dei luoghi”, da effettuarsi entro 30 giorni, a carico di Ferruccio Errico e Christian Scorrano, in qualità di legali rappresentanti e amministratori delegati della società “Gondar srl”.

Su terreni di proprietà del Demanio sarebbero state realizzate una serie di opere senza concessione. Tra queste un bar-pizzeria con tettoie da circa 100 metri quadrati, un deposito esterno da 60 mq, un deposito di liquami, la centrale antincendio, cinque serbatoi metallici esterni, tre chioschi di legno per la biglietteria e un pozzo. “Irregolarità” anche all’esterno del Parco per due pozzetti d’ispezione con cavi elettrici, due fari posizionati sul muro di cinta dello stadio, un contatore dell’acquedotto attraverso tubature interrate ed un taglio trasversale di della stradina che conduce alla struttura per la lunghezza di circa sette metri.

“Precisiamo – afferma Errico – che oggi è stato posto un sequestro probatorio in attesa della conclusione delle indagini che la Procura sta facendo per assicurarsi che le attività svolte nella struttura siano a norma. Precisiamo, altresì, che non corrisponde assolutamente al vero che la struttura sorgerebbe su di un’area la cui destinazione d’uso sarebbe prettamente agricola e non commerciale. Il “Gondar”, infatti, già riconosciuto come “Struttura turistica ricettiva esistente” (S.t.r.e.) nasce laddove sin dal 1973 esisteva il parco giochi Smile. Siamo fiduciosi di poter dimostrare la totale regolarità di tutte le autorizzazioni amministrative e riteniamo che questi controlli siano uno strumento per salvaguardare le attività lecite da quelle illecite”.

Uno scorcio del Parco

Uno scorcio del Parco

UGENTO. Nonostante l’autorizzazione fosse valida solo per l’estate 2013 e permettesse di realizzare esclusivamente parcheggi generici, avrebbero continuato ad utilizzare le aree come zone di sosta per camper: 12 persone sono state indagate con l’accusa di abusivismo edilizio nell’area del parco naturale “Litorale di Ugento”. Undici parcheggi sono stati sottoposti a sequestro. Il decreto di sequestro, firmato dal gip Vincenzo Brancato, è stato notificato la scorsa settimana dagli agenti della Polizia provinciale. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Valeria Mignone e sono partite in seguito a un sopralluogo degli agenti del nucleo di polizia rurale e ambientale di Ugento. Sono seguiti i controlli della polizia provinciale, dai quali è emerso che le aree erano state utilizzate per accogliere i camper.

Tutti i terreni ricadono nell’area protetta  sulla quale insistono vincoli paesaggistici e faunistici: proprio per ciò, sostengono gli investigatori, per poter effettuare qualsiasi modifica dello stato dei luoghi erano necessarie delle precise autorizzazioni, che i proprietari o i gestori delle aree non avevano. L’unico permesso, infatti, è quello del 2013, per semplici parcheggi. Invece c’è chi aveva costruito recinzioni metalliche e in calcestruzzo, chi aveva messo in piedi strutture in legno per le docce e chi aveva scavato pozzi neri. Tutto l’occorrente, insomma, per offrire servizi ai camperisti. Nei guai sono finiti anche il proprietario e il gestore di un terreno di contrada Fontanelle sul quale era stato realizzato un parcheggio a servizio dell’attiguo ristorante. Tremila metri quadrati per i quali era stato ottenuto il permesso di posteggiare i mezzi agricoli. E che, invece, venivano utilizzati per le auto dei clienti del locale.

vongole torre cesareaTORRE CESAREA. Sequestrati questa mattina nelle acque del bacino portuale di Torre Cesarea 100 chilogrammi di vongole veraci conservate in cattivo stato di conservazione. L’operazione, condotta dai militari dell’Ufficio locale di Torre Cesarea della Guardia costiera di Gallipoli insieme al personale del locale servizio veterinario Asl Lecce, ha portato alla denuncia dei responsabili all’Autorità giudiziaria.
I molluschi si presentavano già confezionati nelle apposite retine, pur non essendo stati sottoposti a periodi di stabulazione nelle vasche di depurazione, necessari prima dell’immissione del prodotto sul mercato, in quanto contenente un’alta carica batterica e metalli pesanti nocivi per la salute umana. Il prodotto ittico, dichiarato dei medici veterinari non idoneo al consumo umano, è stato distrutto.

Tre immobili sottoposti a sequestro e sei persone deferite in stato di libertà in seguito all’operazione antiabusivismo edilizio condotta nei giorni scorsi dai carabinieri di Porto Cesareo in collaborazione con la locale polizia municipale. I reati ipotizzati sono quelli di “realizzazione di opere in assenza o difformità di permesso di costruire” e di “Costruzione in assenza di autorizzazione paesaggistica”. Tra i denunciati in 50enne di Leverano proprietario di un immobile già sequestrato lo scorso 17 gennaio in seguito ad una deflagrazione per fuga di gas che determinò gravi lesioni a due coniugi che vi domiciliavano temporaneamente. Oltre ad aver trasformato un garage in salotto, l’uomo aveva realizzato al pian terreno, in assenza di autorizzazioni e permessi, una cucina, una veranda e una scala mentre il primo piano è risultato completamente abusivo. Una 35enne di Copertino è stata, invece, denunciata per aver “redistribuito arbitrariamente gli ambienti dell’abitazione già sanata” e per aver realizzato, senza alcun titolo, un soggiorno, un bagno, un ripostiglio e due porticati. In questo caso è scattato il sequestro anche ad uno scavo dov’erano già state sistemate le armature in ferro. Deferiti, infine, anche i quattro titolari di un’azienda agricola in zona “Corti Rossi” per aver realizzato, in assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica, una recinzione in muratura di conci di tufo e una stalla costituita da pilastri in cemento armato con tettoia in acciaio.

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OTRANTO. Scattano i sigilli al villaggio turistico «Bravo Club» di Otranto. E’ di poche ore fa l’operazione dei militari della Guardia Costiera di Gallipoli, che ha portato al sequestro preventivo, disposto dalla Procura della Repubblica di Lecce, di aree e strutture del villaggio nei pressi della località di Serra degli Alimini del comune di Otranto. L’area sottoposta a sequestro comprende una porzione dell’impianto di depurazione delle acquee reflue provenienti dal villaggio, risultato privo di autorizzazione, tre depositi cilindrici ed una cabina di controllo, una zona demaniale di circa 5.000 metri quadri, una condotta di scarico dell’impianto di irrigazione e una fossa biologica non autorizzata, entrambe su area demaniale. L’operazione di oggi si aggiunge al precedente sequestro di circa 13.000 metri quadrati dello scorso 29 Agosto da parte dei militari della Capitaneria di porto.  Dall’analisi di tutti i documenti autorizzativi sono emerse irregolarità relative all’occupazione abusiva di porzioni di demanio marittimo ed alla realizzazione di opere in assenza o difformità del permesso a costruire in zone sottoposte a vincolo paesaggistico.

L’autorità marittima si è avvalsa del Laboratorio mobile ambientale del Corpo delle Capitanerie di porto che nel mese di ottobre ha accertato il superamento dei limiti tabellari imposti dalla normativa relativi all’immissione di acque reflue depurate, sia sul suolo che in corpi idrici superficiali. La Capitaneria di porto di Gallipoli ha elevato due verbali di sanzione amministrativa di 90mila euro.

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Due arresti e un chilo di eroina posta sotto sequestro sono il risultato dell’operazione antidroga condotta ieri dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Lecce. Le manette sono scattate ai polsi del 45enne F.M. e del 25enne P.R., entrambi leccesi e già noti per numerosi precedenti in materia di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Prima di poter arrestare i due, gli uomini delle Fiamme gialle si sono posti all’inseguimento della loro Volkswagen Golf di color nero che procedeva, ad andatura elevata, in direzione Brindisi sulla Strada statale 613. All’interno dell’autovettura, bloccata nei pressi di Cerano, c’erano anche 1.060 euro in contanti, mentre il più giovane dei due nascondeva nei pantaloni un involucro di cellophane del peso di un grammo contenente marijuana. La successiva perquisizione nelle abitazioni dei due fermati ha permesso, inoltre, il sequestro (nell’alloggio del più giovane nella zona 167/A di Lecce) di un fucile semiautomatico con matricola abrasa a canne mozze con 24 cartucce, di una pistola calibro 7.65 completa di caricatore e tre cartucce, di un pistola “softair” calibro 6 priva del tappo rosso e di un bilancino di precisione, mentre nell’altra abitazione, sita nel quartiere Aria sana del capoluogo, è stato ritrovato un involucro contenente un grammo di hashish.

Foto sequestro 29 11 2013

GALLIPOLI. Un altro caso di pesca senza regole, a danno dell’ecosistema marino, è stato accertato e punito stamattina dalla Guardia costiera della “Città Bella”. Nelle acque antistanti lungomare Marconi, i militari della Capitaneria di porto hanno sorvegliato per un’ora una piccola imbarcazione, che faceva da supporto a un pescatore subacqueo, per poi fermarla e ispezionarla: a bordo sono stati ritrovati più di quattrocento ricci di mare, una quantità di gran lunga superiore a quella consentita nella pesca sportiva, che è di 50 esemplari.

I ricci, ancora vivi, sono stati rigettati in mare, mentre il trasgressore sarà costretto a  pagare una multa da 4mila euro.

sequestro prodotto itticoTAVIANO. Una ditta operante nella grande distribuzione di prodotto ittico congelato è finita nel mirino della Guardia costiera di Gallipoli. I militari della Capitaneria di porto, dopo aver controllato le celle frigo, hanno sequestrato 56 chilogrammi di pesce di varia tipologia mancante dell’etichettatura e dell’indicazione della data di scadenza. Il titolare dell’esercizio sarà costretto a pagare, ora, una multa di mille e cinquecento euro.

Continueranno le ispezioni della Guardia costiera atte a tutelare il diritto del consumatore di essere informato sulle caratteristiche del prodotto ittico acquistato.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...