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Rapina

Alliste – Rapina il supermercato armato di una pistola scacciacani ma viene ben presto rintracciato e arrestato dai carabinieri. Protagonista, ad Alliste, il 27enne del posto Giglio Salvatore Alfarano che, armato di pistola e con il volto travisato da un passamontagna, ha fatto irruzione nel supermercato di generi alimentari surgelati di via Carducci facendosi consegnare l’incasso di giornata contenuto nel registratore di cassa. nella sua fuga, tra l’altro, il giovane è stato pure ostacolato dal titolare dell’esercizio commerciale che lo ha spintonato facendolo cadere a terra. La breve fuga è stata vanificata dai carabinieri della Stazione di Racale che hanno arrestato il 27enne, già noto per alcuni suoi precedenti, per il reato di rapina aggravata. I militari hanno pure ritrovato il passamontagna e la pistola, marca Rohm e priva di tappo rosso, usata per il colpo. Dopo le formalità di prassi in caserma, è stato condotto nel carcere leccese di Borgo San Nicola.

 

Nardò – Recuperata la moto con cui hanno agito, rubata a San Vito dei Normanni, in località Apani dopo aver rotto il bloccasterzo; recuperato l’orecchino con diamante strappato alla titolare che si era rifiutata di aprire la cassaforte; bloccati due uomini ora accusati di rapina aggravata in concorso tra loro e ricettazione:è finita così, in un clima di diffuso allarme, l’azione criminale che ha avuto per teatro il centralissimo corso Galliano e la gioielleria Amplo Rella, gioiellieri storici di Gallipoli.

Un poliziotto in riposo ha dato l’allarme A mettere in moto tutta l’operazione è stato un poliziotto che si trovava nelle vicinanze durante il suo giorno di riposo. All’uomo non è sfuggito il particolare di questa moto con due uomini a bordo di una grossa moto, una Suzuki 400. I due, dopo aver fatto un giro dell’isolato, si fermavano proprio davanti al negozio di preziosi: mentre uno vi entrava, l’altro restava seduto sulla moto la cui targa, all’occhio peserto del poliziotto, risultava confraffatta. La telefonata in commissariato, non molto distante dal corso, ha fatto arrivare sul posto una squadra di polizia giudiziaria, che era proprio in giro per un servizio antirapine. I poliziotti scorgevano dapprima un giovane in fuga sull’adiacente via Genova che, dopo un breve inseguimento, è stato bloccato. L’altro rimasto a fare da “palo” e non accortosi di nulla, è stato preso subito dopo.

Giovanissimi gli autori Identificati, gli autori della rapina sono un brindisino – Francesco Margherito di 21 anni e incensurato – e un 18enne di origini russe ma anche’egli residente a Brindisi, il 21enne Daniel Altavilla. I due sono stati poi trasportati al carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

Ferita la titolare: dieci giorni di prognosi Gli agenti hanno poi potuto ricostruire quanto accaduto nella gioielleria. A cercare di raggiungere la cassaforte era stato l’Altavilla, che ha afferrato la titolare e l’ha scaraventata a terra per cercare di indurla ad aprire il forziere. Davanti alle resistenze della donna. il 18enne le prendeva con violenza l’orecchino con un diamante prima di fuggire via. La donna ha dovuto ricorrere alle cure del locale pronto soccorso; ne avrà per dieci giorni a causa di una contusione alla spalla sinistra. Del piano d’assalto, andato in frantumi dall’arrivo della polizia, faceva parte anche l’immobilizzazione della vittima: addosso al rapinatore sono state trovare infatti due fascette di plastica del tipo manette.

Presicce – Rapina-lampo ieri mattina, intorno alle 6, all’apertura della Lopes Caffetteria, nello spazio in cui sorgono altri negozi alla periferia di Presicce. La proprietaria del bar stava aprendo la sua attività quando è stata raggiunta alle spalle da due uomini alti, completamente coperti in volto. Hanno intimato la donna con una pistola, le hanno sfilato la borsa e sono scappati dietro il locale, dove avevano già forzato la recinzione. Grazie ad una scala improvvisata realizzata con dei mattoni messi uno sopra l’altro sono riusciti a scendere nel canale retrostante l’edificio e si sono diretti verso la stradina alle spalle dei negozi e poi probabilmente hanno imboccato indisturbati la Leuca-Gallipoli, a quell’ora ancora poco trafficata, facendo perdere le loro tracce.

Chi ha rapinato conosceva benissimo l’abitudine della signora di mettere in borsa tutti i gratta e vinci da vendere. Ogni sera la proprietaria chiude cassa e porta con sé i biglietti non venduti, per poi riportarli nel bar il giorno dopo. E così anche per i soldi delle slot. I ladri, infatti, si sono limitati a prendere la borsa, non sono entrati nel bar. La signora, spaventata e priva di cellulare ha lasciato tutto per andare a cercare aiuto in paese. Sul posto sono poi intervenuti i carabinieri della stazione locale coadiuvati dai colleghi della compagnia di Tricase, che hanno acquisito i video delle telecamere di sorveglianza. Le indagini sono in corso.

Lido Marini (Salve) – Rapina fulminea quella condotta nella tarda serata di domenica 7 gennaio ai danni del bar pasticceria Martinucci di Lido Marini, località marina di Salve. In azione sono entrati due individui con il volto coperto da un passamontagna: uno di loro era pure armato. I due sono giunti sul posto (lungo la litoranea per Leuca) a bordo di una Volkswagen Polo di color scuro, stessa auto utilizzata per la loro fuga. Fulminea è stata l’azione che ha permesso, sotto la minaccia della pistola, di impossessarsi del registratore di cassa collocato nelle immediate vicinanze dell’ingresso. Il colpo è stato portato a termine senza danni a persone o cose. Le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Maglie e dai colleghi della Stazione di Presicce puntano a dare un nome e un volto agli autori della rapina anche grazie alle immagini dell’impianto di videosorveglianza dello stesso esercizio commerciale.

Matino – Sono in corso le indagini dei carabinieri della Stazione di Matino per risalire agli autori della spaccata ai danni della Farmacia Monastero di Matino. Il colpo è stato portato a termine intorno alle 5 del mattino di domenica 7 gennaio. Al vaglio degli investigatori le immagini dell’impianto di videosorveglianza della farmacia, sita in via Roma 292, e della zona. I ladri sono entrati in azione forzando con un cacciavite la porta d’ingresso e spaccando la stessa porta andandoci a sbattere deliberatamente con un’Opel Corsa, autovettura risultata rubata a Taviano appena il giorno prima. Oltre ai danni materiali, in corso di quantificazione, dal registratore di cassa i ladri sono riusciti a portar via appena 300 euro.

GALATINA – Azione congiunta di Polizia e Carabinieri per sgominare la banda capace di seminare il terrore, tra maggio e giugno, a Galatina, Soleto e Muro Leccese. Determinati, violenti ma anche ingenui  gli uomini che agivano a volto coperto e armati di fucile a canne mozze e pistola. Sei le rapite attribuite alla banda, tutte compiute tra il 31 maggio ed il 25 giugno.  Ad aiutare gli inquirenti sono state le immagini degli impianti di videosorveglianza (confrontate dagli inquirenti con le foto postate dei sospetti sui social network) ed il fatto che, spesso, i rapinatori entravano in azione con gli stessi abiti dei colpi precedenti. È stato pure appurato che gli stessi, oltre a farsi vedere “in borghese” negli esercizi da rapinare prima di entrare in azione, tornavano pure ad “incassare” le vincite dei biglietti gratta e vinci rubati.

Personale della Squadra mobile, agenti del Commissariato di Galatina e militari della Compagnia carabinieri di Maglie questa mattina hanno arrestato, in esecuzione delle ordinanze emesse dal Gip di Lecce, il 23enne di Galatina Alessio Viti ed il 31enne di Cutrofiano Luigi Antonio Arena. Con loro altre due indagati in stato di libertà, il 28enne senegalese Mamadou Sakho e l’albanese Josel Aliu.

La scia di violenza ha inizio con la rapina della notte del 31 maggio scorso alla stazione di servizio Q8 sulla Sp 362 Galatina – Lecce quando ad agire sono i due arrestati, uno armato di pistola, con il volto coperto. Portano via l’incasso pari ad 880 euro e numerosi tagliandi “gratta e vinci”, in larga parte persi nel corso della fuga. Quindici minuti prima della rapina, i due fanno pure un sopralluogo insieme a due complici (D.P. e M. F., entrambi del tarantino). Il 3 giugno sono, invece, in tre ad agire nel supermercato “Dok” di Galatina, con fucile a canne mozze e pistola, colpendo uno dei dipendenti per farsi consegnare l’incasso pari a 1300 euro. Il 19 giugno altro colpo al supermercato “Golosito”, sempre a Galatina, con il coinvolgimento del senegalese Sakho, dell’albanese Aliu e di Viti, quest’ultimo individuato a bordo della sua autovettura intorno al supermercato. Il 5 giugno la banda ritorna alla stazione “Q8” di Galatina per un colpo da 550 euro e vari biglietti di lotterie da circa 1500 euro. In tale circostanza è stato possibile attribuire agli autori del colpi alcuni degli abitati indossati nelle rapine del 3 giugno e del 31 maggio. È in questo caso, tra l’altro, che i rapinatori tornano per “incassare” pure la vincita di alcuni biglietti.

Ultimi due episodi criminosi attribuiti alla banda sono quelli del 21 giugno al bar “Link & Cofee” di Soleto, dove una ragazza riesce a sfilare il passamontagna di Arena, e del 25 giugno alla stazione Eni di Muro Leccese, dove vengono pure esplosi due colpi di fucile in aria (2700 euro l’incasso asportato insieme a gratta e vinci da 2000 euro) prima della fuga a bordo di una Citroen C3 Pluriel verde, con le targhe parzialmente coperte, risultata presa a noleggio dalla compagna di Alessio Viti.

 

MORCIANO DI LEUCA. Indagini sono in corso per risalire agli autori della rapina di mercoledì sera, intorno alle 18.40, in una tabaccheria di Morciano di Leuca. In due, arrivati a bordo di uno scooter nero modello “T-Max”, si sono fatti consegnare il contante in cassa, pari a circa 200 euro. Entrambi i rapinatori erano con il volto coperto dai caschi integrali scuri ed uno di loro era armato. Nessun danno è scaturito per persone o cose. I carabinieri della Stazione di Salve sono al lavoro anche attraverso la visione degli impianti di videosorveglianza della zona. Resta da capire se i due rapinatori sono gli stessi autori del colpo messo a segno pochi minuti prima, con simili modalità, presso un deposito di benzina sulla Ugento – Acquarica del Capo.

Acquarica del Capo – Colpo nella notte alla filiale del “Monte Paschi di Siena” in via Dante 5. Intorno all’1 di questa notte i carabinieri della stazione di Presicce sono stati chiamati per intervenire nel vicino paese, dove si erano sentiti rumori sospetti ed uno scoppio proprio nei pressi della banca. Arrivati sul posto i militi dell’Arma non hanno potuto far altro che ricostruire l’accaduto, essendo gli autori già uccel di bosco. Si è così appurato alcuni uomini avevano dapprima oscurato le telecamere in funzione vicino all’istituto di credito con vernice grigia e poi avevano forzato l’ingresso nella parte riservata ai portatori di handicap. Penetrati nella banca, avevano fatto scoppiare una bomba posta vicino allo sportello automatico per i prelievi via bancomat. Arraffato tutto il denaro – in via di quantificazione ma consistente trattandosi di un finesettimana – i ladri sono fuggiti a bordo di una Audi A6. Indagini ovviamente sono in corso.

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Scorrano – Due rapine in rapida successione si sono verificate ieri poco dopo le 19 ai danni di distributori di carburanti. Il primo, che i carabinieri hanno fissato alle 19,15, ha visto in azione due persone col volto coperto, dei quali uno armato di pistola arrivare alla stazione di servizio “Samer” sulla Statale 275; sotto la minaccia dell’arma, si sono fatti consegnare i contanti – 600 euro circa – dal dipendente di turno e poi si sono dati alla fuga senza lasciare alcuna traccia, a quanto pare. Le ricerche subito scattate, non hanno portato a nulla, Stecca dinamica e stessa modalità di approccio ci sono registrate pochi minuti dopo, sempre sulla Statale 275, ai danni questa volta della stazione di servizio Esso”. I due autori, sempre col volto coperto, sono scappati portando con sé 500 euro in contanti. Anche qui indagini infruttuose, per il momento. In entrambi i casi non ci sono stati danni alle persone.

Lucio Pedaci e Giovanna Nisco

ALEZIO. Rapina a mano armata nell’abitazione del dottor Lucio Pedaci, il medico ora in pensione più noto di Alezio, e di sua moglie Giovanna Nisco, già Sindaco del paese. I ladri – quattro – sono riusciti a scappare all’arrivo dell’agente della Velialpol e subito dopo dei carabinieri, ma l’esperienza vissuta in quei 10 minuti circa non verrà facilmente dimenticata.

È l’1,48 della notte scorsa quando la signora Nisco viene svegliata da alcuni rumori e dall’attivazione del sistema di allarme anti intrusioni. Si alza, va verso la centralina dell’impianto di vigilanza e si trova davanti quattro persone,  col volto coperto e con tute. Lo choc è stato terribile ma la donna, di tempra piuttosto combattiva, non si è lasciata trascinare dalla paura: davanti a colui che impartiva gli ordini – dall’accento molto vicino alla lingua rumena – perché disattivasse subito l’allarme, ha cercato di tergiversare. Con la speranza che fuggissero, li ha avvisati che di lì a poco sarebbero arrivati carabinieri e polizia privata. Non le hanno creduto. Una volta fuori uso la suoneria, i quattro per “convincerla” con i loro modi ad indicare dov’era la cassaforte, l’hanno ferita con un cacciavite mentre il dottor Pedaci ha rimediato un colpo sferrato al capo col calcio di una pistola.

Ma i minuti trascorsi dall’avvio dell’allarme hanno alla fine giocato a favore delle vittime. Mentre la donna, per evitare guai peggiori a sé ed al congiunto li stava portando verso la cassaforte, cercando sempre di convincerli ad abbandonare l’”impresa” (“Non sapete in che guaio vi state mettendo”, ha ripetuto loro), nel giardino della casa di via Garibaldi è giunto l’agente della Velialpol. I ladri lo hanno visto e hanno dovuto decidere: continuare nell’operazione criminale, sistemando in qualche modo il poliziotto privato, oppure scappare. Sono usciti in giardino pure loro minacciando l’agente se non fosse andato subito via. L’arrivo della pattuglia dei carabinieri li ha convinti che era meglio desistere e se la sono data a gambe.

La banda in queste ore è ricercata in tutta la provincia. Dal racconto dei testimoni ai carabinieri, confermata la nazionalità estera del “capo”, gli altri pare fossero di nazionalità italiana.

“E’ stato terribile vederseli di fronte all’improvviso – ha raccontato poco dopo la signora Nisco, che in cuor suo aveva sperato che l’allarme fosse scattato per un errore – quando hanno minacciato di passare alle maniere forti, ferendoci e facendoci sanguinare ( i due coniugi assumono talvolta medicinali per la circolazione, ndr) abbiamo temuto il peggio. Poi per fortuna sono scappati per evitare di finire in trappola”.

 

Aradeo – Aveva fatto il colpo il 30 luglio scorso, arraffando in una casa gioielli e orologi. Vistosi scoperto dal fratello della vittima, lo aveva pure aggredito sbattendolo contro il muro. Stamattina il panettiere con il vizietto, Antonio Filieri, 52 anni, è stato arrestato dai carabinieri che hanno ricostruito con testimoni l’accaduto ed hanno presentato al magistrato di turno un quadro tale da decidere l’arresto dell’uomo nel carcere di borgo San Nicola di Lecce.

LECCE. È finita male la trasferta criminale di tre neretini in quel di Lecce. M.G.C., classe 1980, è stato colto in flagranza di reato dai carabinieri nella notte tra ieri e oggi mentre cercava di forzare la porta di un call-center. Sono stati fermati anche i suoi due complici, M.A e F.P. di 21 e 18 anni. All’accusa di tentata rapina si aggiunge anche una denuncia per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti. Durante la perquisizione della loro automobile, infatti, sono stati trovati 13 grammi di marijuana, insieme a un piede di porco e uno scalda collo “riadatto” come passamontagna. Come se non bastasse, al momento dell’identificazione, M.G.C. ha fornito generalità false in modo da evitare i controlli, che però sono riusciti a documentare che questa sua “uscita” per delinquere violava anche l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, cioè Nardò.

MATINO. È durata meno di un mese la latitanza di Sabino Vitale, 25enne di Matino ritenuto complice nella rapina all’ufficio postale di San Cassiano. Lo scorso 31 ottobre, in due fecero irruzione all’interno dell’ufficio,armati di una pistola e di un coltello, afferrando 4.300 euro in contanti. Nella fuga, il 23enne Giorgio Tarantino venne bloccato da alcuni passanti coraggiosi (uno dei quali rimase pure ferito all’addome), mentre il Vitale riuscì a far perdere le proprie tracce a bordo di una Fiat Punto intestata alla zia dell’arrestato e poi ritrovata a Casarano davanti casa del padre di Tarantino. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Maglie, coordinate dal PM Carmen Ruggiero della procura di Lecce, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti portando all’identificazione ed all’arresto anche del 25enne incensurato. Determinanti  sono stati i riconoscimenti da parte dei testimoni, gli intrecci dei tabulati delle utenze telefoniche dei due arrestati ed anche le immagini della videocamera di un distributore di benzina alle porte di San Cassiano che ha ripreso i due complici poco prima della rapina, intenti ad effettuare rifornimento, vestiti esattamente con gli stessi indumenti utilizzati per consumare il reato, così come dettagliatamente descritti dai testimoni. Le indagini hanno pure portato a ritrovare la pistola (del tipo a gas ma priva di tappo rosso), la giacca utilizzata da Tarantino e parte della refurtiva trafugata, a pochi metri una dagli altri nella campagne della zona. La  giacca verde con cappuccio, occultata sotto una pianta di fichi d’india, aveva ancora al suo interno  1.025 euro, parziale provento della rapina. Secondo gli inquirenti, la restante parte della refurtiva è stata portata via dal Vitale a seguito della fuga in auto. I due arrestati sono accusati di rapina aggravata e tentato omicidio.

     

 

MATINO. Potrebbe avere le ore contate il complice del matinese Giorgio Tarantino riuscito a fuggire dopo la rapina dello scorso 31 ottobre all’ufficio postale di San Cassiano. Tanti i testimoni dell’assalto armato, per molti versi rocambolesco, compiuto intorno alle 12 che ha portato al grave ferimento del 50enne Rosario Guercio (disoccupato), intervenuto, con altri due giovani, per inseguire i due rapinatori. A quell’ora, già di punta, nella chiesa vicina all’ufficio postale di via Risorgimento era pure in corso di svolgimento un matrimonio. Malgrado il tentativo di coprirsi con gli occhiali da sole ed i cappucci delle felpe, in molti hanno potuto vedere i due giovani fuggire verso i giardini antistanti le poste dopo aver arraffato (armati di una pistola e di un coltello) 4.300 euro dalle casse dell’ufficio. Al loro inseguimento si sono subito posti tre passanti, uno dei quali è rimasto ferito all’addome con il coltello del 23enne di Matino, già noto alle forze dell’ordine  per reati in materia di stupefacenti. I due rapinatori, vistisi inseguiti, hanno dapprima cercato rifugio all’interno della cantina del locale municipio da dove sono poi riusciti a fuggire, in seguito alla colluttazione con gli inseguitori, uno a piedi l’altro, in direzione opposta a bordo di una Fiat Punto. Le immediate ricerche condotte dai carabinieri hanno permesso di individuare in poco tempo il giovane di Matino che ha cercato rifugiatosi tra le campagne poco distanti con addosso alcune tracce di sangue ed evidenti segni legati alla fuga. Il 23enne è stato arrestato con le accuse di rapina aggravata propria e impropria in concorso e tentato omicidio. L’uomo ferito per aver cercato di bloccare la sua fuga è stato poi ricoverato d’urgenza all’ospedale di Scorrano dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico (le sue condizioni sono in miglioramento) per rimarginare alla coltellata che gli è stata inferta all’addome. L’auto utilizzata dall’altro complice per la fuga è stata poi ritrovata parcheggiata a Casarano, nei pressi dell’abitazione del padre di Tarantino, e risultata intestata alla zia dello stesso arrestato. All’interno del veicolo è stato pure rinvenuto un telefono cellulare con una sim intestata a Tarantino.

 

RAPINA NARDONARDÒ. Passamontagna, guanti in lattice e pistola giocattolo: così tre malviventi, nel pomeriggio di oggi hanno rapinato il distributore di carburante “Men8” e l’annesso bar, ubicati sulla Provinciale per Lecce. Dopo essersi fatto consegnare dal benzinaio il marsupio (poi smarrito durante la fuga) e altri 730 euro dal bar, i tre si son dati alla fuga a bordo di una vettura risultata rubata a Martano pochi giorni prima. Sul posto Polizia e Carabinieri, compreso il Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gallipoli. Partite le indagini: non pochi gli elementi in possesso degli inquirenti utili a individuare i responsabili.

Andrea calamaio

Andrea calamaio

Sebastiano Zambonini

Sebastiano Zambonini

GALATONE. Costa sette anni di reclusione ciascuno ai due autori della rapina compiuta il 25 aprile del 2015 nell’abitazione di un anziano in via Pacifico Nico a Galatone. Nei giorni scorsi i giudici del Tribunale di Lecce, aumentando di un anno la richiesta del pubblico ministero, hanno inflitto tale pena sia al 41enne Andrea Calamaio (foto) che al 31enne Sebastiano Zambonini (foto), entrambi di Galatone. Il colpo fruttò 400 euro in contanti (oltre ad alcuni libretti postali) e causò una vistosa ferita al collo a Zambonini che, nel corso della stessa notte, si recò all’ospedale di Galatina sostenendo di essersi provocato il taglio nello scavalcare il muro di cinta della sua casa di campagna in contrada “Spina”. Tale giustificazione non convinse, tuttavia, i carabinieri del Nucleo operativo di Gallipoli e della Compagnia di Galatone.

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ladro euro bet gallipoliCERRATO copiaGALLIPOLI.  I ladri rischiano il linciaggio e, per evitare il peggio, chiamano i carabinieri. È accaduto questa notte intorno alle 3 e mezzo circa a Gallipoli, quando due ladri sono penetrati dentro “Eurobet”, la sala scommesse di via Lecce, ed hanno iniziato a scassinare le tre slot machine per impadronirsi degli incassi. Una persona di passaggio si è accorta di quanto stava accadendo ed ha incastrato la saracinesca chiudendoli dentro. I ladri – Gennaro Torre e Giovanni Cerrato, entrambi 25enni e di Napoli – accortisi di essere in trappola, con i loro arnesi hanno cercato di liberare l’uscita per scappare, senza però riuscirci. Nel frattempo, anche per la presenza nei paraggi di un bar, una piccola folla che ha cominciato ad inveire contro i due, che evidentemente spaventati dalla minacciosa presenza di tante persone, hanno alla fine deciso di non forzare più la saracinesca e anzi di chiamare i carabinieri per scongiurare guai maggiori.

Quando i carabinieri della Compagnia di Gallipoli sono giunti sul posto, i due malviventi hanno chiesto la volante li andasse a prendere proprio dalla soglia dell’esercizio in cui erano state svaligiate le tre macchine da gioco. Un carabiniere, davanti a questa pressante richiesta, avrebbe ribattuto ironico: “Volete per caso anche un caffè?!”. Sedati gli animi, i carabinieri hanno fatto uscire i due giovani e, su disposizione del pubblico ministero di turno, li hanno trasferiti al carcere di Lecce.

Nella foto si può notare, dietro la saracinesca ancora abbassata e alle spalle del carabiniere, uno dei due ladri con un giubbino giallo nell’atto di coprirsi il volto.

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CASTRO. Si spacciano per carabinieri, fermano e controllano due ignari turisti e alla fine finiscono in manette. Protagonisti della trovata i baresi G.P. e N.M. (rispettivamente di 29 e 27 anni), già noti alle forze dell’ordine, arrestati dai carabinieri di Spongano e di Specchia con le accuse di rapina aggravata ed usurpazione di titoli. I due, infatti, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, come fosse il copione di un film d’azione, nei pressi di una discoteca di Castro hanno bloccato due turisti 22enni chiedendo loro di farsi consegnare la droga che (senz’altro) avrebbero avuto addosso. Per fare questo hanno “accecato” i due con una potentissima torcia a led per poi strattonarli e schiaffeggiarli sino a metterli con la faccia contro il muro. Tutto ciò ha fruttato, però, solo 45 euro, quanto i due ragazzi avevano in tasca.

Alla fine del poco piacevole episodio, e entrati finalmente in discoteca, i due ragazzi derubati hanno chiamato i veri carabinieri al 112. Una volta raccontato il fatto e descritti i due falsi militari, i due rapinatori sono stati identificati proprio mentre erano intenti a godersi la serata in discoteca. Non si esclude che i due siano stati autori di altre “perquisizioni” del genere.

GALATONE. Sono agli arresti domiciliari i due presunti responsabili della rapina compiuta lo scorso 25 aprile nell’abitazione di un anziano in via Pacifico Nico a Galatone. La misura cautelare è stata adottata per il 40enne A.C. ed il 30enne S.Z., entrambi del posto. Ai loro nomi sono giunte le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo di Gallipoli e della Compagnia di Galatone. Il più giovane dei due, rimasto ferito nel corso della rapina, ha pure confessato, senza, però, fare il nome del complice: a quest’ultimo i militari sono risaliti grazie ad un messaggio ricevuto dal primo mentre era ancora in ospedale. Nel sentire rumori sospetti in casa, l’86enne proprietario (ex bidello di scuola) si armò di un coltello da cucina per difendersi: in seguito alla colluttazione con i due intrusi, mentre l’anziano riportò alcune contusioni (e tanta paura) proprio il 30enne riportò un profondo taglio al collo con conseguente perdita di sangue.

Questo l’importante indizio che ha permesso ai carabinieri di ritrovare, nel giro di poche ore, il giovane ricoverato presso l’ospedale di Galatina. Poco convincente era stata la sua tesi circa il fatto di essersi ferito nel tentativo di scavalcare la recinzione di campagna. Messo alle strette, e convintosi che dalle tracce di sangue ritrovate in casa i carabinieri sarebbero facilmente risaliti a lui, l’uomo ha confessato la rapina senza voler rilevare il nome del complice, venuto poi fuori grazie all’analisi del telefonino. Il colpo messo a segno frutto 400 euro ed alcuni libretti postali. Subito dopo la fuga, i due si ritrovarono davanti una pattuglia di un istituto di vigilanza privata contro la quale lanciarono pure il piede di porco utilizzato per aprire la porta dell’abitazione prima di dileguarsi a piedi nelle vie circostanti.

farmacia tundoALLISTE. Movimentato pomeriggio tra Alliste e Racale per colpa di due giovani rapinatori che, dopo aver messo a segno il secondo colpo, sono andati a schiantarsi  contro un’auto proveniente in senso opposto, consentendo ai carabinieri di arrestarli. Intorno alle 17 i due sono entrati in azione, col volto coperto da passamontagna e con fucile e pistola, nella farmacia Tundo di via Conte Nardini; hanno puntato la pistola verso una cliente ed hanno intimato al titolare di consegnargli l’incasso. Subito dopo sono giunti al bar Leonida, all’interno di una stazione di carburanti Tamoil, gestito da due fratelli. Al primo accenno di resistenza di uno dei titolari (l’altro in quel momento era in palestra), lo hanno  colpito alla testa col calcio della pistola. Poi sono fuggiti a bordo di una Fiat Punto colore bordeax. L’incidente, contro un’altra Punto, è successo poco dopo l’uscita dalla stazione di servizio, vicino ad un’officina. Mentre un gruppo di persone li stava circondando con fare minaccioso, sono sopraggiunti i carabinieri di Racale allertati dalla prima vittima e dai vigili urbani di Alliste.  Sembra che i giovani protagonisti delle rapine siano di Ugento.

Mcomune melissanoELISSANO. Tentata rapina poco prima della chiusura serale in un market di alimentari in via Cavour. Autore un giovane armato di pistola e col volto coperto da un passamontagna nero e una maschera bianca, secondo le prime testimonianze. Il rapinatore, appena entrato nel negozio, di fronte alle resistenze della donna nell’aprire la cassa, ha fatto partire un colpo di pistola, colpendo la mano della donna. A questo punto è intervenuto il figlio della titolare che era dietro al bancone del Mini market Sava; per liberarsi e fuggire l’assalitore ha colpito il giovane con la pistola, ritrovata poi vicino all’uscita. Pare che l’autore della tentata rapina sia fuggito poi a bordo di una Fiat 600 rossa. In ospedale di Casarano per accertamenti titolare e figlio.

 

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TREPUZZI. Una rapina è stata messa a segno questo pomeriggio, intorno alle 17, all’ufficio postale di Trepuzzi. Ad agire tre o quattro uomini con il volto coperto che, alla presenza di alcuni clienti, hanno fatto irruzione nell’ufficio. Secondo le prime ricostruzioni, dopo aver minacciato i dipendenti, i malviventi si sono fatti consegnare il denaro (poco meno di duemila euro) che era al momento contenuto nella casse. Solo tanta agitazione nei presenti ma, per fortuna, nessun ferito. Sulla pista dei banditi, fuggiti a bordo di una Fiat Bravo, i carabinieri della Stazione di Trepuzzi e della Compagnia di Campi Salentina che hanno avviato le indagini.

La vetrina sfondata

La vetrina sfondata

Parabita. Sfondano la vetrina di una gioielleria usando un’auto come ariete e, una volta dentro, svaligiano cassaforte, preziosi e oggetti di gran valore. Il tutto in tempi da record.  Poco più di tre minuti.

È successo nella gioielleria Mael della centralissima via Ferrari a Parabita, intorno alle 2,30 di questa notte, a pochi passi dalla locale caserma dei carabinieri. Un colpo da professionisti, studiato e cronometrato nei minimi particolari. Tre o forse quattro i balordi che l’hanno messo a segno. I residenti della zona, sentito il forte boato, hanno fatto appena in tempo ad affacciarsi dalle finestre per vedere la loro auto (scura, forse un suv)  allontanarsi a tutto gas, mentre uno dei rapinatori gridava di allontanarsi in fretta in un’espressione dialettale salentina che non lascia dubbi sulla loro provenienza.

Ancora da quantificare il danno per l’esercizio commerciale, devastato dalla furia dei rapinatori. Oltre alla vetrina blindata buttata giù con l’automobile, sono andati in frantumi anche diversi espositori all’interno del locale. Giusto quelli dove c’erano gli oggetti di maggior valore, fanno notare i titolari, con la certezza che il colpo fosse premeditato da tempo.

l'arco di piazza indipendenza - casaranoCASARANO. Colpo da 300mila euro questa mattina nella filiale Unicredit di piazza Indipendenza a Casarano. Ad agire è stato un solo rapinatore che, intorno alle 9, è riuscito a farsi aprire la porta posteriore della banca (quella riservata al personale) fingendosi il tecnico incaricato delle verifiche agli estintori (con se aveva, infatti, un vistoso borsone). L’uomo (con occhiali scuri e cappellino), una volta dentro si è impossessato della cospicua somma ferendo lievemente alla mano con un taglierino un cassiere (R.R. 57 anni di Matino) che ha tentato di opporsi. Sulle tracce del rapinatore e di eventuali complici sono ora i carabinieri del Nucleo operativo ed i poliziotti del commissariato di Taurisano.

La stazione di servizio rapinata

Alezio. Alla stazione di servizio con lo scooter non per il pieno ma per una rapina. È accaduto alcune sere fa, intorno all’orario di chiusura, al distributore “Total Erg”, sulla Provinciale che collega Parabita a Gallipoli. Due giovani, a bordo di uno scooter 50, hanno puntato una pistola al titolare Armando Milauro, approfittando della penombra della sera e dell’assenza di clienti, riuscendo a portare via una cifra tra i 500 ed i 1.000 euro. Si tratta del secondo colpo messo a segno a distanza di appena sei mesi ai danni della stessa stazione di servizio. Era, infatti, il 22 marzo scorso quando sempre in due ed a bordo di uno scooter risucirono a prelevare l’incasso della giornata. Non dovrebbero, però, esserci collegamenti tra gli autori dei due colpi perchè nell’ultimo caso ad agire sarebbe stata una coppia molto giovane. Chi guidava lo scooter color scuro indossava un casco integrale mentre chi era sul sellino posteriore era coperto da una bandana.

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