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Gallipoli – Dopo aver esplorato i mari di mezzo mondo, “Missione Relitti” arriva, o meglio, ritorna nel Salento. Il programma, ideato nel 1999 da Fabio Bove, genovese con origini pugliesi, porta i suoi telespettatori a visitare i paesaggi marini, facendogli scoprire le tante meraviglie celate dal mare: dai pesci ai fondali, non dimenticando i relitti a cui la trasmissione deve il suo nome. La troupe aveva già fatto tappa nelle nostre acque nel 2009, quando erano stati girati tre episodi tra Gallipoli, Torre Vado di Morciano di Leuca e Torre Inserraglio di Nardò, con protagonisti rispettivamente i resti dell’aereo nazista Junker Ju 88, la nave cargo turca “Tevfik Kaptain I” e quella ospedaliera britannica “Neuralia”.

Le mutate condizioni dei primi due, dovute alla convivenza con la flora e fauna marina nel frattempo, saranno al centro di questo nuovo ciclo di puntate che verrà trasmesso sul canale TV “ACQUA by YACHT&SAIL”(65 del digitale terrestre). Per la realizzazione del format, la casa di produzione “Underwaterfilm Entertainment” collaborerà sul posto con Gnu Diving Salento, Consorzio Mari d’Oriente, Pro loco Santa Maria di Leuca, Orca Diving, Oltremare Salento Diving, Cupertinum Cantina del Salento e Caroli Hotels.

Sarà tutto nuovo, invece, per Maria Teresa Ruta (foto), conduttrice del programma solo dal 2014. Con una conferenza stampa all’interno de “Villa La Meridiana” a Santa Maria di Leuca è stato presentato il servizio televisivo. “Siamo felicissimi di essere tornati in Salento – dice Luigi Ciuffoni, responsabile per le relazioni esterne -. Quella di dieci anni fa è stata una esperienza straordinaria. La vostra è una terra meravigliosa, ricca di cultura, tradizione, cucina e bellezze naturali. Ci sarebbe tanto da mostrare oltre ai relitti, e speriamo di riuscire a farlo perché siamo molto interessati alle storie che avete da raccontare”.

M.C.

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Anziani di Neviano in un fermo immagine tratto dalla video-inchiesta realizzata nel 1982 da Paolo Guidicini per la Rai

Anziani di Neviano in un fermo immagine tratto dalla video-inchiesta realizzata nel 1982 da Paolo Guidicini per la Rai

NEVIANO. Regalo inaspettato della Rai per Neviano. È stato, infatti, concesso in esclusiva all’Amministrazione comunale, grazie all’interessamento del vicesindaco Raffaele Birtele, un filmato originale delle Teche Rai girato a Neviano nel 1982. Il video, dal titolo “Le mie radici sono qui”, è realizzato dal sociologo Paolo Guidicini e racconta il fenomeno migratorio, cosiddetto “di ritorno”, che ha caratterizzato il sud nella seconda metà del secolo scorso. Neviano, in particolare, è stato il primo paese a dedicare un monumento agli emigrati, ed è proprio da qui che Guidicini è partito per raccontare il fenomeno dando voce ai protagonisti. Guardando il video si respira l’atmosfera dell’epoca: una società dallo stile vita umile e prettamente agricolo ma con una particolare speranza e fiducia nel futuro, caratteristica che a distanza di oltre trent’anni è andata per molti versi perdendosi. Anche per questo, il video sta generando una grande e comprensibile commozione in chiunque lo veda. Il filmato è postato sul gruppo Facebook “Sei di Neviano se…”, promotore dell’iniziativa di recupero.

NEVIANO. Diventa un film-documentario la storia di Catia Pellegrino, la giovane comandante della Marina militare italiana che per un anno ha guidato il pattugliatore “Libra”. Fu lei che l’11 ottobre del 2013 salvò 214 migranti da un terribile naufragio al largo di Lampedusa. Ora “Rai fiction” e il “Corriere della sera” hanno portato a termine un progetto editoriale (realizzato da H24) ispirato all’esperienza vissuta in prima persona dalla giovane donna di Neviano che comprende la docufiction “La scelta di Catia – 80 miglia a sud di Lampedusa” , in onda su Raitre lunedì alle 21.05, e una serie web che verrà diffusa dal 29 settembre sul sito Corriere.it.
“La scelta di Catia” è un racconto in presa diretta dell’operazione “Mare nostrum” che vede la Pellegrino come protagonista. Lei (oggi 37enne) è stata la prima donna nella storia delle Forze armate italiane al comando di una nave della Marina militare. Ha frequentato l’Accademia navale dal 2000 al 2005 e si è laureata in Scienze politiche all’Università di Firenze. Nella drammatica circostanza del naufragio (pochi giorni dopo la tragedia di Lampedusa nella quale morirono circa 380 persone), condusse le operazioni con fermezza e l’esperienza di un comandante di lungo corso, ricevendo unanimi apprezzamenti per aver saputo conciliare il protocollo imposto dalla legge con la necessità primaria di salvare quante più vite possibile.
Per fare questo fece partire in volo un elicottero in grado di lanciare ai naufraghi quattro zattere autogonfiabili ed alcuni giubotti di salvataggio.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...