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Raffele Fitto

Maglie – Mai come in queste elezioni i numeri hanno acquistato un valore così assoluto: sembra siano venuti fuori da soli, staccati e dai programmi e, in alcuni casi, anche  dalle singole personalità dei candidati. Una campagna elettorale brevissima dominata dal vento di contestazione contro tutto quello che veniva considerato “kasta”. Ma a Maglie, a parte la crescita dei pentastellati già preannunciata dai risultati del 2013 ma non sufficiente per avere il primo posto, gli equilibri non sono stati rivoluzionati. La città, infatti, esclusa  una brevissima parentesi negli anni  Novanta che vide nelle Amministrative la vittoria di una lista civica in cui erano presenti candidati di sinistra, da sempre è stato un feudo del centrodestra. La presenza e la fiducia di cui godeva Salvatore Fitto prima (Sindaco e poi presidente della Regione Puglia, scomparso nell’89 tragicamente), l’impegno e i successi politici del figlio Raffaele Regione, Europa, Governo) hanno costituito quello che si chiama uno “zoccolo duro” e davvero consolidato. La sinistra ha avuto sempre difficoltà ad affermarsi. Non meraviglia più di tanto, quindi, l’attuale debacle del Pd, preannunciata anche da lacerazioni interne. Il partito raggiunge il 14,8%, cinque punti in meno di cinque anni fa. Generosa la campagna di Sergio Blasi alla Camera e di Teresa Bellanova al Senato ma i consensi si fermano per il primo al  18,62%, per la seconda al 17,42 (si “consola” col 40% della vicina Melpignano) Il Pd crolla al 14,74 alla Camera (19,84% nel 2013), al 14,80 al Senato (21,41 nel 2013).

Per il centrodestra confermati i consensi di cinque anni fa delle politiche del 2013.  Complessivamente la coalizione allora guidata da Silvio Berlusconi prese al Senato il 34,46%, alla camera il 33,85%. Nello specifico il Popolo delle libertà,  di cui faceva parte Raffaele Fitto, raggiunse al Senato il 30,93 e alla Camera il 30,57%. Ininfluente la presenza della Lega Nord (alla Camera lo 0,04%, al Senato lo 0,09%). Cinque anni dopo la coalizione di centrodestra ha preso alla Camera il 39,99% però con qualche variazione nelle liste: Fitto, staccatosi da Forza Italia (che ha preso il 9,07%), ha raggiunto il 22,41, una delusione per tanti sostenitori che speravano nell’effetto Maglie città natale. La Lega ha fatto un balzo fino al 5,62. Al Senato Luciano Cariddi di Otranto, candidato per Noi con l’Italia-Udc (Fitto quindi) ha raggiunto il 39% ed è risultato primo, con Forza Italia il 10,77, la Lega il 6,04 e Nci-Udc 18,66. Complessivamente il neonato partito Noi con l’Italia e Udc deve registrare un risultato negativo: “Partiano dai 4 deputati e quattro senatori – ha commentato il numero 1 magliese – per proseguire sulla linea scelta e dare il nostro contributo alla coalizione di centrodestra, che ne è uscita più forte”.

E veniamo a quello che è risultato il primo partito, il Movimento 5 Stelle. Nel 2013 al Senato Grillo ottenne il 23.79%, alla Camera il 25.23%.  Ora alla Camera ha raggiunto il 37,45, al Senato il 39,40. Barbara Lezzi, pentastellata, ha dovuto cedere però la leadership cittadina a Cariddi, essendosi fermata al 37,2%. Un caso raro in provincia e altrove.

 

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