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raffaele fitto

Giuseppe Colafati

Gallipoli – A poco più di 24 ore dalla presentazione delle candidature per il voto che si terrà a Palazzo dei celestini il 31 ottobre, il centrodestra salentino dimostra difficoltà nel presentarsi come coalizione competitiva. Il sorgere e il repentino tramontare dell’ultimo candidato, che sembrava  quello giusto per scendere in campo, la dice lunga. In un turbinio di note e toni accessi e sempre più aspri, il nome di Giuseppe Colafati, Sindaco di Poggiardo, sembra già storia passata, dopo meno di 24 ore dall’annuncio da cui traspariva una convergenza ampia e l’attesa per il “sì” del prescelto.

Invece, proprio da coloro che lo avevano indicato come candidato di largo consenso, Colafati è stato messo da parte uscitando le ire di qualche alleato. In particolare di Luigi Mazzei (Puglia

Giuseppe Mellone

popolare) che ha parlato “di operazione pilatesca” rivolto a Raffaele Fitto ed ai suoi, poiché proprio a Fitto faceva riferimento il Sindaco appena giubilato. Parole di fuoco che lambiscono anche il più rappresentativo esponente di Direzione Italia nel Salento, Antonio Gabellone, apparso in un primo momento convergente su Colafati. Mazzei ha rincarato la dose tacciando di ambiguità il partito di Fitto, che propone e poi ritira i suoi Sindaci, rilanciando l’idea originaria presentata da Gabellone di un “candidato di transizione”. L’ex candidato presidente in una breve nota odierna aveva affermato di “rimettere alla mia parte politica ogni opportuna valutazione”. Che è arrivata intorno alle 14.

La durezza dello scontro tra Puglia popolare e fittiani potrebbe preludere ad un abbandono del tavolo del centrodestra da parte dei primi. I quali, dato non trascurabile, sia pure da poco con il loro capo regionale Cassano sono entrati nell’orbita di Michele Emiliano e nella sua Giunta. Il passo per loro verso la candidatura di Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, potrebbe rivelarsi davvero breve. A meno che in queste ore di telefonini spenti e di mancate risposte, non maturi qualcosa di straordinario da far tornare al tavolo delle trattative le varie anime. Magari compreso Giuseppe Mellone, Sindaco di Nardò.

Operazione alquanto difficile ricucire col neretino che per primo era sceso in campo sfidando partiti e partitini. Gia ieri il suo movimento Andare oltre, col coordinatore provinciale Giancarlo Erroi, nel sottolineare che il tavolo si era rivelato “il sesto inutile tavolo”, annunciava di aver abbandonato il centrodestra, ricordando che Ao aveva portato come possibili candidati Mellone, Massimo Martella (Lega) e Guido Stefanelli (Direzione Italia). “Data l’evidente incapacità del centrodestra di individuare un nome rappresentativo e in grado di vincere, il movimento Andare Oltre ringrazia Fratelli d’Italia e Area popolare” e annuncia la linea che – salvo ripensamenti – seguirà: “Il movimento, una volta ufficializzate le candidature, deciderà chi sostenere, sentiti tutti gli amministratori, i dirigenti e i militanti”. Conoscendo il feeling tra Mellone ed Emiliano, che ha sostenuto Minerva, qualcuno già scommette su come andrà a finire.

 

 

Gallipoli – Un dato che poco circola ma che è reale è che proprio qui, in queste zone del Gallipolino fino ad AlezioTaviano, Racale, Melissano, Alliste e Ugento, dove per prima ha colpito la Xylella fastidiosa quattro anni fa circa, lasciando dietro di sé un deserto grigiastro, le quattro irrorazioni con insetticidi che dovrebbero essere fatte entro dicembre – come indicato da Direttive Ue e rilanciato dal ministero e dalla Regione – non si faranno poiché gli insetti vettori, dove tutto è secco, semplicemente non ci sono.

Nelle zone secche trattamenti inutili ormai. Il problema dei patentini L’altro dato è che per attuare questi interventi con i componenti chimici indicati (acetamiprid, neonicotinoide, e deltametrina, piretroide) i contadini devono essere “abilitati” da un patentino che conseguono dopo un corso specifico: quanti ce ne sono operativi e disposti ad eseguire gli obblighi ormai in vigore? I patentini, già prima della comparsa del batterio venuto dal Centro America, erano conseguiti proprio perchè quelle sostanze, unite ad altre, vengono utilizzate come da routine per combattere in agricoltura comuni parassiti, come ad esempio la mosca dell’ulivo e la tignola, oltre che per disinfestazioni urbane (per esempio, quelle anti larvali contro le zanzare). “Decreto ministeriale e deliberazione regionale sembrano fatti apposta per far vedere alla Commissione europea che l’Italia sta facendo quanto dovuto”: c’è chi lo dice a mezza voce, considerando  comunque che le sostanze da impiegare nei trattamenti sono state valutate e approvate dall’Efsa, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, anche se su alcuni di questi vi è una discussione in corso che potrebbe portare ad un eventuale blocco dell’utilizzo nel prossimo anno. Ad oggi l’Efsa, anche sul temuto principio attivo denominato glifosate, si è espressa classificandolo come non carcerogeno (contraria la Svezia). Naturalmente se ci si limita nelle dosi e dei tempi consentiti: da qui l’esigenza, rilevata da più parti, di continui controlli e monitoraggi.

In campo gli europarlamentari Fitto e De Castro Nel frattempo anche questa volta come in precedenza in altri momenti topici (l’esistenza o meno della Xylella, il piani per eradicazioni mirate) è tutto uno scontro in cui, troppo spesso, il punto centrale – bloccare almeno gli insetti vettori – si smarrisce nel polverone delle polemiche settarie. Provano a introdurre qualche elemento di auspicato equilibrio due europarlamentari che, fin dagli inizi, hanno portato in seno all’Unione europea una linea mediana e unitaria; Raffaele Fitto (Conservatori e riformisti europei) e Paolo De Castro (Socialisti e democratici, nella foto). “Basta “santoni” nell’agricoltura pugliese, molti dei quali sono gli stessi che hanno impedito di mettere in atto il piano di eradicazione degli ulivi infettati dalla xyella o presenti nella zona cuscinetto e che oggi hanno iniziato una nuova crociata contro l’uso dei fitofarmaci previsti nel decreto del Ministero dell’Agricoltura proprio come “misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione della xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica italiana”.

“Stare dalla parte della scienza”: richiamo ai Sindaci Fitto e De Castro si schierano con gli scienziati, i ricercatori, gli esperti contro “pseudo ambientalisti che, purtroppo, in alcuni casi rivestono anche ruoli pubblici e quindi producono danni peggiori con i loro provvedimenti”, con riferimento ad alcuni Sindaci (Nardò, Nociglia, Scorrano che hanno messo mano ad ordinanze urgenti vietando l’uso dei pesticidi; Galatone ha intrapreso invece la strada del ricorso giudiziario contro il decreto Martina). “Gli insetticidi previsti nel decreto – ribadiscono i due europarlamentari – sono autorizzati non solo dal Ministero della Sanità, ma dalla Commissione europea che affida all’Efsa (sicurezza alimentare) il minuzioso controllo che viene svolto da un gruppo di scienziati altamente qualificati. Noi ci fidiamo di loro! Ci fidiamo della parole di chi, come il prof Martelli, oggi spiega che sono da sempre stati usati (anche nell’agricoltura biologica) e che i risultati, quelli positivi, che la nostra agricoltura ha raggiunto negli ultimi 50 anni sono dovuti anche al loro uso”. Infine un altro riferimento ad amministratori pubblici locali: “Bene ha fatto il sindaco di Lecce a non imbarcarsi in questa crociata senza senso e senza scienza. Chi ha ruoli istituzionali non dovrebbe mai cavalcare ondate populistiche così pericolose che nel Salento hanno già prodotto danni irreparabili”.

Il ricorso di Galatone: “Dal 2019 alcuni neonicotinoidi indicati nel decreto saranno vietati” “Il decreto appare in contrasto con quanto previsto dallo stesso Ministero nel “Piano di azione nazionale (Pan) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” introdotto con decreto del 22 gennaio 2014 che stabilisce: “ai fini della tutela della salute e della sicurezza pubblica è necessario ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari o dei rischi connessi al loro utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, ricorrendo a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici)”; si legge nella deliberazione della Giunta comunale galatonese presieduta da Flavio Filoni. “La stessa autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) – si aggiunge – aveva concluso che “la maggior parte dei modi in cui i pesticidi neonicotinoidi vengono usati rappresenta un rischio per le api selvatiche e quelle mellifere”, conclusione che poi ha comportato la messa al bando di 3 neonicotonoidi (imidacloprid, il clothianidin e il tiamethoxam). Infine il 27 aprile scorso i Paesi membri dell’Ue hanno approvato la richiesta della Commissione europea di porre fine all’utilizzo nei campi all’aperto dei tre neonicotinoidi nocivi a partire dalla fine del 2018, consentendone l’uso solo in serra.  Non si vede quindi come alcuni di questi neonicotinoidi siano inseriti nel  decreto nell’elenco dei pesticidi/insetticidi da usare per la lotta al Philaenus spumarium (il principale insetto vettore, ndr)”.

 

 

SANNICOLA. A 93 anni, dopo una vita di lotte e impegno lavorativo, politico e sindacale, è scomparsa Rosa Resta, primo consigliere comunale donna negli anni ’70 e poi assessore ai servizi sociali nel 1987 con l’amministrazione Lovagnini e la Democrazia cristiana. Nel 2002 la locale commissione Pari opportunità le diede un riconoscimento per “aver tracciato, in tempi difficili, i sentieri della vita pubblica, ancora oggi percorsi con difficoltà”. «Rosa si è sempre distinta per il suo carattere volitivo e tenace, nel lavoro di maestra, nell’impegno di sindacalista Cisl, come presidente Caritas nella parrocchia di San Pietro e Paolo e nelle sue responsabilità politiche all’interno della Dc», afferma l’ex sindaco Fernando Napoli. Il figlio di Rosa, Michele Cataldi, ricorda: «L’ex ministro Fitto ha raccontato di esser venuto spesso a trovarla dopo la morte del padre Totò in un incidente stradale e di aver trovato in lei una maestra di vita e di politica mentre Flavio Fasano l’ha ricordata per il suo impegno a favore dei più deboli e le doti morali».

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NARDÒ. Domani 1 giugno, alle ore 20, in piazza Salandra, manifestazione politica a sostegno del candidato Sindaco del Polo dei moderati, Antonio Vaglio. Vaglio aprirà l’incontro, cui seguiranno gli interventi di Flavio Maglio (Udc),  Stefania Albano (Insieme per Antonio Vaglio), Anna Lisa Cuppone (Insieme per Antonio Vaglio), Giuseppe Fracella (FdI). Poi la parola passerà ai vertici provinciali e nazionali di Conservatori e riformisti (Cor). l’on. Roberto Marti, l’europarlamentare Raffaele Fitto e il Presidente della Provincia,  Antonio Maria Gabellone.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

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