Home Tags Posts tagged with "pupi di gallipoli"

pupi di gallipoli

by -
1 1818
Pupo stazione fideliter excubat gallipoli

foto di Gianluca Monaco sulla pagina facebook di “Fideliter Excubat”

GALLIPOLI. Crisi o non crisi, i Pupi di fine anno non sono mancati neanche quest’anno; anzi, in alcuni casi hanno registrato un balzo in termini di elaborazione e di realizzazione, risultando imponenti,  colorati e ovviamente allusivi ai grandi temi del momento. Divisi dalla pioggia insistente fra quelli “sparati” la mezzanotte del 31  dicembre, come al solito, e quelli rinviati alla serata del primo giorno dell’anno (novità non trascurabile, se si considera il grande afflusso di gente anche dai paesi vicini), erano tutti pronti.

Dal lungomare Galilei (gruppo Ampalea) a via Scalelle (omonina associazione), da via Alfieri a via Carlo Massa, dalla Fontana greca (Off limits) al piazzale della stazione  (associazione Fideliter excubat, foto di Gianluca Monaco), dal centro storico a via Lecce, via Galatone e via Varese, è stato tutto un susseguirsi di attrattive per queste opere di cartapesta fatte con notevole maestria.

Tutto bene, comunque, tranne uno scontro istituzionale sfiorato in Commissione di vigilanza per i pubblici spettacoli, convocata per dare il via libera allo sparo del Pupo posizionato nei pressi della Fontana greca che doveva poi essere incendiato in mare. Sembra che l’ok della Capitaneria, in un primo momento apparso assicurato, sia poi venuto meno, tra le proteste vane degli amministratori comunali. Perplessità erano state espresse anche da Asl e Vigili del fuoco. Così il Pupo è stato costretto a tornare a terra, dopo essere stato visto nell’insolita collocazione da pochissimi.

“Pupo” dell’associazione “Ampalea dei leoni” 2011

Gallipoli. Con il rito dello sparo del “Pupu”, unico in tutto il Salento, si  conclude il ciclo delle feste natalizie a Gallipoli. Seguiranno le “Focaredde” di Sant’Antonio Abate il 17 gennaio, che segnano l’inizio del Carnevale, e lo scoppio della Caremma, nel giorno di Pasqua. Allo scoccar della mezzanotte del 31 dicembre, quindi, si dà fuoco “allu pupu”: una sorta di gigante oggi in cartapesta ma nel passato di paglia e stracci. Il “pupu” nella tradizione popolare rappresenta l’anno vecchio che se ne va. A fianco gli viene messo un bambolotto, a simboleggiare quello nuovo che sta per arrivare.

In qualche modo con il fuoco si vogliono esorcizzare tutte le malefatte dell’anno trascorso. I “pupi” si accendono in varie zone della città. Ricordiamo il “Pupu” dello “Staff via della Costituzione” con a capo Luigi Barletta attivo nella zona Peep 3; quello  dell’associazione “Ampalea dei Leoni” sul lungomare Galileo Galilei, incrocio via Cordova. La serata del 31 come sempre sarà seguita da uno spettacolo pirotecnico e musica a partire dalle 23.30. L’associazione “Gallipoli Nostra” ha organizzato per il giorno del 31 la visita itinerante dei pupi di S. Silvestro: nel pomeriggio il ritrovo è presso “Gallipoli360”, in via XXIV Maggio 16  (centro storico Gallipoli) e da qui in minibus inizierà il tour il cui costo è di 5 euro a persona. Per info e prenotazioni (entro le 12 del 31 dicembre) 349 5743456 oppure 0833 262717.

by -
2 1268

Il “Pupo Bender”, personaggio del cartone “Futurama”

Gallipoli. Tutto è pronto a Gallipoli per dare fuoco alle micce e mandare in fumo i tanti “pupi” che a mezzanotte, tra lo scoppiettare dei petardi, arderanno nel fuoco eterno della tradizione secolare. Si conclude in questo modo il ciclo dei riti che vedono la presenza costante del fuoco purificatore. Si riparte il 17 gennaio con l’accensione delle “focaredde” per dare inizio al Carnevale.

Basta farsi un giro per la città per ammirarli. Si trovano in via Agrigento, viale Bari, via Varese, via Orvieto, zona San Lazzaro, via Savonarola, via Udine, lungomare Galilei, corso Capo di Leuca, via Imperia,  via Lecce, via Vittime del mare, viale Europa, via Galatone, via Cagliari, via Firenze, via Scalelle, via Carlo Massa. Nella zona Peep 3 i pupi sono su zona Santa Vennardia e su via della Costituzione. Dalle prime ore del 31, Gallipoli è tutta un brulicare di giovani e meno giovani che davanti ai propri pupi chiedono a tutti i passanti, siano  gallipolini o forestieri, un’offerta per contribuire alle spese dell’acquisto dei botti che servono per far saltare in aria il loro “pupu”.

Pregevole ormai è diventata la fattura dei “Pupi”, che se non fossero destinati al rogo, farebbero la loro figura su di un carro carnevalesco. Di tutte le misure e di svariate fattezze. Ma tutti imbottiti di tric trac e batterie. Il “pupu” nella fervida fantasia popolare gallipolina rappresenta la personificazione dell’anno vecchio che, con una valigia in mano, viene dato alle fiamme, perché ormai ha concluso il suo viaggio di 365 giorni. La valigia contiene tutti gli affanni, le disgrazie e i problemi che ha portato, suo malgrado, alle famiglie. Affianco gli viene posto un bambolotto, che è foriero di speranze per un futuro migliore. Questo viene tolto prima della mezzanotte.

Intanto, alle ore 16 del 31 l’associazione “Gallipoli Nostra” organizza il tour dei “Pupi” di San Silvestro, in bus. Partenza dalla Fontana antica in piazza Aldo Moro. E’ obbligatoria la prenotazione; per informazioni chiamare al  numero 349/5743456.

Gallipoli. Con il rito dello sparo del Pupu a Gallipoli, il 31 dicembre si conclude il ciclo delle feste.

Tradizione che anno dopo anno si è andata rafforzando, principalmente per merito delle nuove generazioni e di Associazioni Culturali che operano per la difesa delle tradizioni gallipoline. Un gruppo di amici che si fanno chiamare “Ampalea dei leoni” è da dieci anni che realizza il “Pupu”.

«Abbiamo incominciato a lavorare nei locali dell’Ampalea, (luogo adiacente alla villa Carducci, dove sta sorgendo un grosso complesso edilizio) – riferiscono i ragazzi, componenti il gruppo – ed è per questo che ci chiamiamo “Ampalea dei leoni”. Siamo un gruppo di amici amanti delle tradizioni e lavoriamo per mantenerle vive». Ogni anno sono stati realizzati pupazzi giganteschi. Fino a dieci metri di altezza. L’anno scorso il fantoccio si chiamava “Lu mangiaspaccime” ed aveva movimenti elettronici. «Quest’anno il titolo è “Ritorno alle origini”  – dice uno del gruppo – Un vecchio seduto su uno scanno antichizzato con un bicchiere di vino in mano appoggiato su uno steccato in legno». Sembra quasi la scena  di una commedia.

Nella tradizione popolare, che si perde nella notte dei tempi, il pupazzo rappresenta l’anno vecchio che se ne va. A fianco gli viene piazzato un bambolotto che raffigura l’anno nuovo che sta pèr arrivare. I due si tengono per mano. Al momento di accendere la miccia dei numerosi tric-trac, il piccolo verrà tolto. In mano, il vecchio ha l’immancabile valigia di cartone piena delle cose più brutte accadute  nell’anno che se ne va.

Voce al Direttore

by -
L'ecotassa, per quelle comunità che non avessero raggiunto le soglie minime indicate nella raccolta differenziata dei rifiuti prodotti in casa, era fissata a partire...