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Puglia prima di tutto

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Da sinistra: Vincenzo Barba, Luigi Natali, Aldo Petrucci

Gallipoli. Il Pd ha deciso, Giovani De Marini (Puglia prima di tutto) è indeciso, il Pdl fa il pieno di tessere e strapazza gli avversari 10 a 1. Nella lunga serie, che durerà fino a primavera, di mosse, contromosse, tattiche e occhiatacce più o meno perenni, qualcosa al momento sembra definirsi in un certo senso.

Il partito democratico, ad esempio, sembra aver ormai preso atto che con la vendoliana Sel non c’è niente da fare: il primo partito, con la benedizione pare dei dirigenti provinciali, è intenzionato a praticare la strada delle “larghe intese”, in altre parole riproporre la maggioranza formatasi nel novembre 2010 e durata fino alla fine di giugno scorso.

Intorno al partito di Luigi Natali e Roberto Piro ci sono quindi il gruppo del sindaco uscente Giuseppe Venneri, “Grande Gallipoli” di Giuseppe Coppola e quella parte dell’Udc che fa capo a Francesco Errico, vice di Venneri. La Sel di Pompeo De Mitri non ci sta: lo ha ribadito nell’ultima riunione di partiti e partitini del centrosinistra gallipolino, per cui sarà divorzio. Il Pd invece riunirà il direttivo e subito dopo darà il via alle riunioni “con chi ci sta”, Pdl escluso naturalmente.

Ma il round dei tesseramenti appena conclusi è finito con un ko tecnico a favore del partito dell’on. Vincenzo Barba coordinato da Giorgio Cacciatori: 1.700, più o meno, i tagliandi staccati in casa berlusconiana, 160 circa quelli dei democratici. Allora si può ritenere già finito anche il match che ha in palio il titolo di primo cittadino? E’ ovviamente troppo presto per dirlo, ma c’è di più.

La formidabile, a volte debordante, presenza del parlamentare pidiellino, che tende a fare da solo più che a fare squadra, continua a provocare scricchiolii, dopo la spaccatura del centrodestra dell’autunno scorso. Stavolta ad essere tentato dalla presa di distanze è De Marini, che si dice sia stato contattato direttamente da Fini per passare con Fli e il terzo polo.
Non sarà stato solo per autocompiacimento che l’ingenere ex amministratore ci ha pensato, propendendo alla fine per una pausa di riflessione. Non gli saranno certo piaciute le voci che dicono di un accordo, già stretto, tra l’onorevole, l’Udc di Sandro Quintana e pezzi di ex pd che hanno conti da regolare col partito locale e, soprattutto, provinciale. «E io che ci sto a fare?», deve essersi detto De Marini. Ed ecco subito partito il segnale.

In questo quadro senza cornice l’ipotesi di Aldo Petrucci, al di là delle intenzioni dell’interessato che infatti tace, può prendere oggettivamente quota. Coppola si è già esposto (“La volontà di rinnovamento va accolta con favore”), invitando il magistrato in pensione a fare un passo avanti. Ci sono sotterranee resistenze nel Pdl (Petrucci avrebbe fatto sapere che, eventualmente, non vorrebbe accanto presenze imbarazzanti) e forse riservatissimi abboccamenti. Da parte di chi? Il primo pensiero, tra quelli possibili, va a quella parte di centrodestra che proprio in nome del “rinnovamento” ha rotto con il parlamentare accordandosi col Pd.

C’è insomma chi pensa che se le parole d’ordine sono così simili, l’esito non può che essere uno. Resterebbe il “no ai partiti” di Petrucci, ma in tempi in cui fioriscono alleanze più o meno civiche, che problema c’è?

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Gallipoli. Fase di stallo nel mondo politico cittadino. Un po’ perchè i maggiori partiti sono impegnati nei tesseramenti (Pdl e Pd), un po’ perchè nessuno sembra in grado di imporre la propria agenda.

Ha cominciato la “Puglia prima di tutto” ad agitare le acque, con una iniziativa pubblica centrata sul richiamo alle regole “prima di tutto”.  Anche Giuseppe Coppola, di “Grande Gallipoli” ed esponente dell’associazione politica di Stefania Craxi “Giovane Italia”, ha rotto gli indugi indicando invece i temi su cui occorre mettersi d’accordo preliminarmente ad ogni tipo di coalizione.

La direzione cittadina del Pd, dal canto suo, ha dapprima fissato paletti intorno alla irrinunciabile questione morale e avviato una serie di incontri con le altre forze del centrosinistra e dalla settimana prossima che i gruppi dell’ultima amministrazione guidata da Giuseppe Venneri  (Udc, Grande Gallipoli, lista del sindaco). Cosa ne verrà fuori è presto per dirlo, anche perchè pezzi del partito che non hanno mai accettato la scelta dell’inverno scorso di comvergere sul sindaco eletto dal centrodestra, ancora scalpitano.

Sul terreno, a rendere ancora più incerto lo scenario, c’è il caso Udc: il partito di Casini ha due anime, una pro Venneri con Francesco Errico (vicesindaco), una fieramente contraria col consigliere provinciale Sandro Quintana. «Andiamo da soli», ha sostenuto di recente Quintana, come via d’uscita da una situazione imbarazzante e che nessun leader provinciale riesce a risanare. Intanto l’ex presidente del Consiglio comunale, Enzo Benvenga, annuncia di stare lavorando per una lista della Dc e di voler essere della partita.

Infine la presenza, ufficiosa finora, del magistrato Aldo Petrucci, su cui starebbe convergendo un consistente pezzo della società civile; si parla  di tre liste pronte a sostenerlo.

A questo proposito l’unico commento che si raccoglie è quello di Coppola: «Se alla base c’è la volontà di rinnovamento va accolta con favore, partendo dalla condivisione di una idea di città però. E’ da 20 anni che ci si unisce per vincere e poi, il giorno dopo, iniziano divisioni e spaccature. Come per il porto turistico: lo vogliono tutti, però poi manca il coraggio di scegliere. Otranto 15 anni fa lo fece: tenne il commerciale e il turistico e quella ventina di pescherecci li mandò a Castro. Noi dobbiamo avere il coraggio di dire che il porto commerciale non ci interessa, perchè è cambiata la città; la qualità turistica, oltre a regole certe e rispettate, richiede ben altro. E quando dico porto penso anche all’industria nautica. Per cui se il dottor Petrucci ha questa spinta, parta, si proponga, costringa gli altri a confrontarsi; anche perchè non credo che saranno i partiti ad andare da lui».

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AUTOCRITICHE E PROPOSTE. Nell'incontro del Ppdt uno dei temi è stato come evitare che in futuro possano accadere crisi e ribaltoni come quelli avuti a fi ne 2010. Da sinistra Salvatore Andrisani, il direttore di "Piazzasalento Fernando D'Aprile, Giovanni De Marini e l'on. Vincenzo Barba. Il deputato ha detto: «Non possiamo sbagliare la prossima: a dicembre col panettone anche il nostro candidato» foto di Emiliano Picciolo

Gallipoli. Non è l’apertura della campagna elettorale ma l’avvio del confronto in vista del voto di primavera per il Comune sì.

L’onere e l’onore di farlo se l’è preso il partito “Puglia prima di tutto”, per iniziativa del coordinatore cittadino Salvatore Andrisani e del leader e già amministratore comunale di lungo corso, Giovanni De Marini.

Tema dell’incontro, in una sala piena del Jolly Hotel, non le candidature nè i programmi ma – per scelta evidentemente non casuale dei promotori – le regole. «Siamo convinti che qualunque programma in mano a qualunque governo rischierà di fallire come sempre, se non si determineranno prima i sistemi di gestione, le regole che li devono guidare, i ruoli che si dovranno assumere», come ha sottolineato nella sua ampia relazione l’ing. De Marini.

Sette i punti trattati dal relatore principale: il “tumultuoso sviluppo turistico”; la scarsa presenza di piccole e medie imprese; la difficile conciliazione tra esigenze tristiche e attese di benessere dei residenti; la tendenza della classe politica locale “degli ultimi 20 anni  e più di occuparsi di progetti faraonici trascurando l’essenziale e il quotidiano”; l’incerta preparazione politico-amministrativa della nuova classe dirigente “in seguito al venir meno della vita di partito”; “l’enorme e pesante burocrazia insita nel personale dirigente e non degli uffici comunali”; il diffuso sentimento di antipolitica.

Le 12 pagine di stimoli  e spunti dovevano essere alla base di questo primo confronto aperto, non solo limitato quindi al  centrodestra; in realtà un po’ per l’attualità che preme (il futuro di Ostetricia, minacciata di chiusura), un po’ per le ferite ancora aperte  in quest’area politica (il ribaltone del sindacoVenneri), si è parlato anche di altro.

Nel suo saluto l’on. Barba ha assicurato che “nessuno farà passi indiestro, anzi tre passi avanti” ed ha auspicato altre iniziative da organizzare magari col Pdl. Il prof. Andrisani ha annunciato in apertura altri incontri sui problemi cittadini più urgenti. I consiglieri regionali Barba e Caroppo hanno risposto ai problemi dell’ospedale, ancora de definire. Sono intervenuti Gino Barba, Corciulo, Fontò e Perruccio (il più applaudito); presenti esponenti dell’Udc e del Ppdt di Alezio.

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Palazzo Balsamo, foto di Emiliano Picciolo

Gallipoli. A rendere questa estate torrida più del solito vi è lo sconquasso politico che sembra aver chiuso una stagione dal disegno ardito, con contorno di sospetti: l’opposizione di centrosinistra che passa a sostenere il sindaco eletto al ballottaggio dal centrodestra, in nome di un fronte anti-Barba, l’uomo forte su piazza, economicamente e politicamente. Troppo forte, tanto da giustificare alleanze di questo tipo, dal forte sapore liberatorio per i protagonisti improvvisamente insieme, a lavorare gomito a gomito e pure con qualche risultato. Reggerà questa “santa alleanza”?

Difficile a dirsi oggi. In questi giorni, tanto per dire, un partito che sembrava sull’orlo di drammatiche divisioni, tra amministratori e dirigenti politici con Venneri e consiglieri determinanti per abbattere lo stesso sindaco, procede con riunioni unitarie come se nulla fosse successo. L’Udc gallipolino si è riunito con il commissario Felice Stasi, l’ex vicesindaco Francesco Errico, gli ex consiglieri Caiffa e Padovano, il consigliere provinciale alleato di questi ultimi, Quintana. Questo l’ufficioso; di ufficiale vi è un incontro con i dirigenti provinciali di Giuseppe Venneri: per fare cosa si vedrà, anche se si parla genericamente di “chiarimenti”.

«Il centrodestra ripartirà dal Pdl e dalla Puglia prima di tutto – dice Giovanni De Marini, esponente del Ppdt – poi si vedrà se si potrà trovare un’intesa con l’Udc. Da qui alle elezioni possono succedere tante cose». E delle sospette zone grige, indicanti una presunta contiguità tra espnenti di primissimo piano del centrodestra e gruppi criminali? De Marini non ci crede più di tanto: «Se n’è sempre parlato – dice – a me sembra un paravento per nascondere le difficoltà di chi non sa sconfiggere gli avversari sul terreno politico. Non si possono ancora fare queste guerre sante contro una persona, l’on. Barba. A me non risulta che ci siano diavoli in giro». Per le analisi politiche il centrodestra rimanda tutto a dopo l’estate.

Forse anche il centrosinistra farà così, ma da queste parti i cocci sembrano più numerosi ed aguzzi: la scelta, difficile, del Pd non è piaciuta nè alla Sel nè alla federazione di sinistra, ex Prc e compagni. E’ facile immaginare che qualcuno non resisterà alla tentazione di chiedere teste altrui. Intanto però Pd e Venneri, con la Poli, sostengono la tesi delle ombre lunghe di potentati operanti sotto traccia ed invocano “fari puntati” su questa realtà proprio per sgomberare il campo da presunti rapporti assai discutibili se non proprio censurabili. E c’è chi ricorda le critiche pubbliche del sottosegretario all’Interno, Mantovano, in occasione dell’uccisione di un boss locale, circa alcune presenze a quei funerali.

Sul piano più squisitamente politico, mentre De Marini e la “Puglia prima di tutto” rispondono al Pd (“diseducativo il suo atteggiamento”), i democratici preparano una manifestazione estiva per parlare di cose fatte e programmi.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...