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Provincia di Lecce

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Lecce – La Provincia di Lecce concederà alla Regione Puglia, in comodato d’uso gratuito: l’ex Collegio Argento di Lecce, per la parte destinata a sede del Museo Sigismondo Castromediano, alla Pinacoteca, e per quella destinata a sede di parte della Biblioteca Nicola Bernardini; Palazzo Comi di Tricase, per la parte destinata a biblioteca; l’ex Convitto Palmieri di Lecce, per la parte destinata a sede della Biblioteca Nicola Bernardini. Saranno concessi in comodato anche il patrimonio librario, documentale, museale e l’arredamento presenti all’interno degli immobili. La Provincia metterà, inoltre, a disposizione dell’Ente regionale il laboratorio di restauro e la camera anossica del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, per la realizzazione di progetti regionali di restauro di beni culturali compatibilmente con le attività della Provincia di Lecce. Questo il frutto dell’intesa tra Regione Puglia e Provincia di Lecce che con la firma di oggi chiude la prima tappa di un percorso che vede la Puglia impegnata in una vera e propria riforma del sistema culturale – si legge in una nota – con l’obiettivo di costruire un sistema integrato dei musei, delle biblioteche e dei luoghi di cultura capace di uniformare gli standard dei servizi e mettere a valore il grande patrimonio di beni culturali, conoscenze ed esperienze delle Province e dei Comuni pugliesi, in una politica unica e coordinata di valorizzazione e fruizione. Un passaggio fondamentale per l’esercizio della funzione di valorizzazione del patrimonio e dei luoghi della cultura che, dopo la riforma Delrio, è divenuto di competenza regionale”. Hanno siglato l’accordo l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, e il Presidente della Provincia, Antonio Gabellone.

Gallipoli – Molte giovani donne hanno paura dei controlli e non si informano. Intanto per il cancro al seno si abbassa l’età delle malate. A lanciare l’allarme è stato il senologo Luigi Manca che venerdì scorso è intervenuto all’Hotel Tiziano a Lecce al corso rivolto ad alcune associazioni che agiscono nel campo della prevenzione dei tumori femminili; promotore dell’evento il senologo Antonio Carriero, che ha moderato l’incontro dal tema “Riscopriamo noi stesse”. «E’ un paradosso – ha sottolineato Manca – rispetto al passato si sta riducendo l’età di incidenza del tumore alla mammella. La ragazza più giovane che ho operato aveva 24 anni e sono numerose quelle di 25-30 anni. Il tumore colpisce giovani donne giovani che devono avere dei figli o che spesso non sono ancora sposate, Un problema importante anche sotto il profilo psicologico. Tanto che vi sono mogli o fidanzate che vengono lasciate dal partner”. Il dottor Carriero senologo al “Vito Fazzi” di Lecce, ha insistito sull’unico strumento a disposizione: la prevenzione, la cui importanza non è stata ancora compresa da molte donne. Anche per colpa della  scarsa informazione sulle nuove possibilità di indagine oggi a disposizione , la prevenzione che “vuol dire andare alla ricerca di tumori piccoli, in fase precoce; una prevenzione che deve poter raggiungere le donne di tutte le classi sociali. Un tumore scoperto quando misura 1 centimetro ha una grande probabilità di guarigione”.

Tra le novità tecnologiche a disposizione il nuovo mammotome, il nuovo ecografo 3D e tutti i mammografi con tomosintesi in grado di rilevare ogni piccolo nodulo. «Oggi vi sono dei test genetici – aggiunge il chirurgo senologo Manca – la cui positività predice un’alta probabilità di sviluppare un tumore al seno. Mutazioni genetiche che si chiamano Brca1  e Brca2. E’ il test che ha indotto l’attrice Angelina Jolie a sottoporsi a mastectomia totale». In Italia nel 2015 è nata l’associazione “Abracadabra” che raggruppa le donne positive a questo test e che quasi tutte vogliono fare la mastectomia profilattica. I test genetici Brca si fanno anche al “Vito Fazzi” di Lecce (Reparto di Genetica, all’Oncologico) e questo spiega come mai si registra un aumento delle mastectomie.

ALEZIO. La Provincia di Lecce tira a lucido le proprie strade. È di 4,6 milioni di euro, infatti, la somma che il servizio Viabilità di Palazzo dei Celestini ha messo sul piatto per innalzare i livelli di sicurezza sulle arterie salentine. Da nord a sud del capoluogo, quello preannunciato è un maxi investimento che interessa anche le strade che collegano Alezio ai comuni vicini.
Tra buche da sistemare e segnaletica da rinnovare, i cantieri previsti per il sud Salento grazie ai fondi Cipe dovrebbero sorgere sulle provinciali che collegano il centro aletino a Taviano e a Collepasso. Interventi anche sulle strade che portano da Casarano a Matino, e da Collepasso e Casarano a Parabita. Precedenza nella “tabella di marcia” dovrebbero avere le strade provinciali che conducono sulla costa, per favorire la viabilità, in vista dell’estate, nelle aree di maggiore affluenza e lungo le strade di accesso al mare. Gli interventi “tampone” dovrebbero interessere, tra le altre, anche le strade Provinciali Alezio-Gallipoli, contrada San Giovanni-Alezio, TavianoMancaversa, RacaleUgento.

Data la corsa contro il tempo per non farsi trovare impreparati di fronte all’arrivo dei primi turisti, i lavori di manutenzione straordinaria, finanziati con fondi derivanti dal piano “Strada facendo” – II Programma straordinario viabilità regionale – dovranno realizzarsi già nei prossimi mesi.
Nessuna comunicazione sugli interventi di manutenzione previsti, al momento, è però pervenuta presso gli uffici comunali di Alezio e degli altri comuni interessati. Così come è saltato il progetto relativo alla costruzione di una nuova rotatoria nel centro aletino. Risagomatura del piano viabile, manutenzione banchine e rafforzamento della sovrastruttura stradale: sono solo alcuni degli interventi che rientrano nel “mega-progetto”, che tra i suoi intenti promuove anche la mobilità sostenibile. Prevista nei 2.859.580 euro riservati al “Gruppo Sud”, infatti, anche la realizzazione di una pista ciclabile che da via Gramsci-incrocio corso Cesare Vergine a Tuglie si snoderà lungo un percorso di stradine extraurbane.

centro anziani  casarano   (2)ALEZIO. È boom di centenari nella provincia di Lecce. Secondo gli ultimi dati Istat elaborati per la Coldiretti dall’Osservatorio economico, negli ultimi 15 anni gli “over 100” sono più che triplicati giungendo a quota 207 (nel 2011 erano 143 e nel 2002 appena 58). Confermando la comune opinione, ad essere più longeve sono le donne (ben 169 contro i soli 38 uomini). Secondo l’analisi diffusa da Coldiretti, inoltre, l’anno in corso dovrebbe registrare un ulteriore aumento e nel 2030 si prefigura uno scenario con oltre 600 ultracentenari nella sola provincia di Lecce. Accanto ai progressi della medicina e della tecnologia, la Coldiretti sottolinea “l’importanza della dieta mediterranea e l’attenta selezione degli alimenti”, come affermato da Pantaleo Piccinno e Giuseppe Brillante, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Lecce.  Il paese dove il rapporto tra centenari e popolazione è più alto è Alezio con ben sette ultracentenari su 5.772 abitanti; segue Parabita con 8 centenari su 9.235 abitanti. Più indietro, nell’ordine, Caprarica di Lecce, Sogliano Cavour, Novoli, Botrugno, Maglie, Sanarica, Melendugno e Martignano. Lecce è appena al 25° posto con 33 centenari su 94.148 abitanti. In valore assoluto troviamo 10 centenari a Maglie, 9 a Nardò, 8 a Parabita, 7 ad Alezio e Copertino, 6 a Gallipoli, Galatina, Melendugno e Novoli e, a seguire (tra i comuni dell’area Ionico – Salentina), 3 a Casarano, Aradeo, Galatone, Presicce e Racale, 2 ad Acquarica del Capo ed uno solo ad Alliste, Matino, Sannicola, Taurisano, Taviano e Ugento.  

Auto tampona poliziaSono sempre più vecchie ed inquinanti le auto in circolazione in provincia di Lecce. Il dato emerge dall’indagine condotta dall’Osservatorio economico di Confartigianato imprese Lecce che ha elaborato gli ultimi dati del Pubblico registro automobilistico. Pochissime le auto elettriche (appena 154) mentre la predilezione degli automobilisti va sempre alla benzina (ben 237.405 auto) ed al gasolio (211.234). Arrancano anche le auto a trazione verde: solo 26.505 vanno a Gpl e 10.081 a metano. A preoccupare per il conseguente inquinamento è anche il fatto che l’età media dei veicoli in circolazione supera i dieci anni. Gli autoveicoli che risultano di proprietà dei salentini sono in totale 485.411, il 69,5% dei quali (cioè 337.132) immatricolati prima del 2006: 132.455 veicoli sono stati “messi su strada” prima del 1998, altri 70.693 tra il 1999 e il 2001, altri 80.067 nel triennio 2002-2004 e 53.917 nel biennio 2005-2006. Nei successivi anni sono state immatricolate 148.279 vetture, pari al 30,5 per cento del parco auto totale.

Nel dettaglio, in ordine di pericolosità inquinante secondo i parametri comunitari, il 14% delle auto sono state costruite prima dell’introduzione dello standard “euro I”; il 5% rispettano la normativa “euro I” entrata in vigore nel 1992; il 18,7% sono “euro II”; il 20,1% sono “euro III”; la maggior parte, il 29,9% sono “euro IV”; solo l’11,8% sono “euro V” e appena 2.094 le auto che rispettano la normativa “euro VI” entrata in vigore l’anno scorso. Il comune più “motorizzato” in provincia, dopo Lecce (63.532 vetture), è Nardò (18.944), seguito da Galatina (16.784), Copertino (14.314), Casarano (12.873) e Gallipoli (11.176). Più indietro Tricase (10.164), Surbo (9.141), Galatone (9.095), Maglie (8.935), Monteroni (8.759), Squinzano (8.367), Trepuzzi (8.347), Veglie (8.250), Cavallino (8.243), Leverano (7.842), Taviano (7.657), Carmiano (7.615), Ugento (7.077) e Matino (7.040). Qui tutti i risultati dell’indagine.

 

violenza contro le donne«La Commissione cittadina per le Pari opportunità del Comune di Nardò ritiene necessario affrontare la gravità del fenomeno mediante la proposta di un progetto che possa contribuire ad un cambiamento possibile, fondato sulla riflessione culturale e sulla messa in discussione delle relazioni tra generi, per la piena realizzazione di una democrazia compiuta»: con questa premessa la Commissione ha bandito un concorso di idee – scadenza termine ultimo per partecipare il 29 aprile prossimo –  rivolto agli studenti delle Scuole medie superiori di secondo grado della provincia di Lecce.
Il tema è “Pari e non più dispari – Contro la violenza sulle donne”, che vuol dire anche rispetto della dignità umana e “le conseguenze psico-fisiche e relazionali che ogni forma di violenza contro le donne comporta”.  Da qui lo stimolo agli studenti ad esaminare il fenomeno in profondità, nella ricerca dei fattori culturali e sociali e contro il muro del silenzio e di solitudine che isola le vittime.

Acquistavano da un grossista della zona olio extravergine di oliva comunitario, proveniente principalmente da Grecia e Spagna, per poi confezionarlo e venderlo come olio extravergine di oliva 100% italiano. Il Nas di Lecce, a seguito di numerosi controlli a frantoi ed aziende di imbottigliamento di olio d’oliva della provincia salentina, ha scoperto il raggiro messo in atto da alcuni oleifici della zona del casaranese.
La frode è emersa grazie a mirati controlli sull’origine del prodotto attraverso verifiche sui documenti di acquisto e sui recipienti utilizzati per il confezionamento e analisi di laboratorio. Subito è scattato il sequestro di 2 tonnellate di miscele di oli comunitari etichettati come “Extravergine di oliva made in Italy” e circa 6 tonnellate di olio contenuti in silos e fusti privi delle indicazioni relative alla categoria e provenienza.
I militari hanno denunciato cinque persone per frode in commercio e fatto scattare nei loro confronti delle sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro.

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Borse in giunco di mare, opera delle “spurtare”

ACQUARICA DEL CAPO. Ancora una volta la medaglia nera di “Comune più povero della provincia” è andata ad Acquarica del Capo. Il piccolo centro del Capo di Leuca, infatti, da tempo registra la più bassa percentuale di Dichiarazioni dei redditi in rapporto alla popolazione. In Italia il dato medio si attesta intorno al 51,8%, in Puglia la percentuale cala al 41,3% e in provincia di Lecce si tocca il 40,6%. Nel comune di Acquarica le dichiarazioni dei redditi rappresentano solo il 28,2 % della popolazione. A seguire in questa graduatoria c’è Presicce col 32,3 %, quindi Gagliano (32,6), Taurisano (33,3), Aradeo (33,3), (Salve 34,6), Patù (34,7), Corsano (34,7) e Castrignano dei Greci (34,9).

Ma Acquarica vanta anche un altro primato negativo, quello relativo al reddito medio pro-capite. Con 4.545 euro all’anno si colloca all’ultimo posto in provincia di Lecce e al quart’ultimo nella regione Puglia. A livello nazionale su 8.048 Comuni Acquarica si colloca all’8.018° posto, ossia solo 30 comuni in tutta Italia hanno una situazione economica peggiore di quella di Acquarica. Si tratta di un primato negativo ormai consolidato negli anni. Nel 2010 con 4.329 euro di reddito medio pro-capite Acquarica si attestava già al primo posto nella graduatoria dei comuni salentini più poveri, confermando il primato dell’anno precedente ottenuto con un reddito medio pro-capite di 4.276 euro, dopo quello del 2008 (4.285 euro), del 2007 (3.896), del 2006 (3.438) e 2005 (3.227 euro).

Ma come si può spiegare un fenomeno del genere? Attribuire il dato di fondo ad una specie di propensione degli acquaricesi verso l’evasione fiscale è una grossolana affermazione, come quella di chi sostiene che il primato salentino per i casi di morte per tumore polmonare è da attribuire al vizio del fumo piuttosto diffuso nel Salento. La verità è che molte attività lavorative che hanno dato lavoro a centinaia di famiglie acquaricesi sono scomparse senza che venissero sostituite. Fino agli anni ’60 ad Acquarica centinaia di donne lavoravano il giunco marino nei ritagli di tempo, stando a casa e crescendo i propri figli: oggi quest’attività è scomparsa quasi del tutto, o meglio sopravvive a fatica grazie ad un gruppuscolo di “spurtare” che continuano a lavorare più per passione che per denaro. Acquarica vanta nel suo passato tra le attività produttive quella relativa all’estrazione dei blocchi di tufo, con i quali è stato costruito mezzo Salento; un’attività che ha dato lavoro a centinaia di famiglie: oggi nel territorio di Acquarica non c’è più una sola cava di tufo. Negli anni ’80 in paese si è sviluppato il settore delle confezioni, dando lavoro a centinaia di persone grazie ai calzifici operanti sul territorio: oggi non c’è più un calzificio. A questo si aggiunga la situazione desolante dell’agricoltura, stato di abbandono e fenomeno Xylella compreso, e allora si capisce il perché dei tristi primati che purtroppo questo piccolo paese, suo malgrado, continua a detenere nel tempo.

alberghiero ugentoUGENTO. Un edificio costruito per ospitare una scuola media, poi lasciato abbandonato a se stesso per una ventina d’anni e infine recuperato, ampliato e messo a disposizione della comunità. Se c’è qualcosa che a Ugento è rimasto fermo al palo per lungo tempo, per poi ritrovare nuova vita quando ormai ogni speranza sembrava persa, questa è l’istituto professionale alberghiero di via Caduti di tutte le guerre. Nel 2004, dopo anni di abbandono, lo stabile fu recuperato e attrezzato per ospitare alcune classi della scuola, che dipende dal professionale «Filippo Bottazzi» di Casarano. Nel 2007, poi, con delibera di Consiglio il Comune di Ugento trasferì a titolo gratuito la proprietà dell’edificio alla Provincia, in vista di un ampliamento. Insieme all’edificio, passarono nelle mani della Provincia anche il terreno adiacente, circa 7.300 metri quadrati, precedentemente donato al Comune dai proprietari. I lavori di ampliamento iniziarono nel 2009, per un costo di tre milioni e 150mila euro. E il 15 settembre del 2014, all’inizio del nuovo anno scolastico, il nuovo istituto è stato inaugurato alla presenza delle autorità provinciali e comunali, del vescovo e delle forze dell’ordine. Un degno finale per quell’edificio rinato a nuova vita. E un nuovo inizio per gli studenti che oggi ne usufruiscono.

Nardò aderisce all’Istituto di Culture Mediterranee della provincia di Lecce. Lo ha deciso il Consiglio comunale, approvando all’unanimità la delibera proposta dell’assessore alla Cultura Mino Natalizio, nella seduta del 10 novembre scorso. Importanti le finalità dell’Istituto che si sta costituendo in provincia. Tra queste: identificare, valorizzare e diffondere la Cultura dell’Area Mediterranea al fine di affermarne un’identità comune seppure nel rispetto delle diversità culturali e religiose; contribuire allo sviluppo del sistema culturale territoriale attraverso la gestione di attività artistiche, musicali e di spettacolo dal vivo, con riferimento alla speciale collocazione del Salento nel contesto del Mediterraneo sud orientale che lo hanno reso approdo di differenti genti, costumi, valori, terra di talenti e produzioni culturali innovative, al di là della specificità dei linguaggi e dei generi; organizzare in collaborazione con l’Università del Salento, master, studi e ricerche nel settore dell’intercultura con l’obiettivo di esaltare la storia del Salento come terra di accoglienza, patria di Don Tonino Bello, vescovo e profeta di pace.

“Abbiamo deciso di aderire all’Associazione Istituto di Culture Mediterranee –dicono il sindaco Marcello Risi e l’assessore alla Cultura Mino Natalizio- nella piena consapevolezza che processi di internazionalizzazione della Cultura Salentina, come quelli che si propone l’Istituto di Culture Mediterranee, porteranno sicure ricadute positive sul turismo, oltre che ad una gestione più efficace del patrimonio culturale, ad una migliore utilizzazione delle risorse, con particolare riferimento a quelle europee, in campo culturale, sociale e della formazione”.

Antonio Gabellone, di Tuglie, è stato riconfermato presidente della Provincia di Lecce. Al 55enne farmacista (già assessore nel suo comune) sono andati 48.842 voti “ponderati” contro i 44.000 dello sfidante Massimo Manera (sindaco di Sternatia). Gabellone (centro-destra) è stato scelto dal 52,6% degli aventi diritto che, in questo caso per la prima volta, non sono stati gli elettori salentini ma solo i sindaci e i consiglieri comunali dei centri della Provincia con i comuni suddivisi in nove fasce demografiche per dare un peso diverso alle preferenze espresse dai centri più popolosi. Con Gabellone ci saranno solo 16 consiglieri (erano 36): si tratta di Renato Stabile, Simona Manca, Roberto Martella, Tiziano Cataldi (sindaco di Matino) per la Lista “Forza Italia”; Toti Di Mattina (consigliere comunale e già candidato sindaco alle ultime amministrative di Gallipoli), Massimo Como, Antonio Rosato, Guido Nicola Stefanelli, Giovanni Tundo (consigliere comunale di Galatone) nella lista “Salento futuro” e Fernando Coppola (“Nuovo centrodestra”). Sei, invece, i seggi per il Centrosinistra con Danilo Scorrano (consigliere comunale di Sannicola e candidato sindaco alle ultime amministrative nel suo comune), Antonio Coppola, Giovanni Siciliano (per la lista Salento Bene comune con Manera), Mauro Gaetani (consigliere comunale di Racale) e Sergio Signore (lista Salento cambia) e Nunzio Dell’Abate (lista “Per la Costituente popolare”). Nel 2009, con il voto popolare, Gabellone  vinse con il 51,1% su Loredana Capone.

strada finanziata la california per supersano casarano

CASARANO – Approvato il progetto definitivo (ora si passa a quello esecutivo) per il completamento della strada provinciale 334, quella che corre a nord della città e che collega Parabita e la via per Collepasso a Casarano. Il progetto generale prevede il prolungamento, fino alla provinciale Casarano-Supersano, del tratto noto come “La California” e chiuso da anni: sul tavolo ci sono 450mila euro per compiere un altro passo verso questo obiettivo. La decisione della Giunta provinciale, presieduta da Antonio Gabellone, è stata salutata con soddisfazione dal sindaco casaranese Giovanni Stefano.

rifiuti

Tutti i Comuni (le eccezioni in questo campo sono davvero poche) hanno il loro tallone d’Achille che è costituito dalla gestione dei rifiuti, dai costi che questo servizio comporta, dalle difficoltà di elevare la percentuale di raccolta differenziata. Si fanno progetti, si spara nel finanziamento. Questa volta è la Provincia di Lecce che dà una mano finanziando con 908mila euro 92 progetti presentati da altrettanti Comuni, progetti che, pur diversi, vertono tutti sul problema gestione rifiuti/raccolta differenziata. Si tratta di un cofinanziamento al 67% del contributo richiesto;  percentuale che potrà aumentare  dopo l’approvazione da parte della Regione Puglia del Piano triennale dell’Ambiente, già redatto dalla Provincia.

Non sono grandi somme, ma è comunque un aiuto per le casse comunali, senza contare che i progetti hanno valenza educativa.

Nei paesi in cui viene diffuso Piazzasalento, i progetti e contributi erogati sono i seguenti: Acquarica del Capo, “Uso & riuso. Rispetto l’ambiente e dono un aiuto”, (15mila); Alezio, “Riqualifica ambientale aree territorio comunale”, (21.428,57);  Alliste, “Tutela e valorizzazione dei beni ambientali diffusi nel territorio di Alliste e Felline”, (16.500 euro); Aradeo, “Piano d’azione strategico ambientale”,(15mila); Casarano, Libra-Libera il Radon”,(22.260); Galatone, “Differenziati-Differenzia”, (15mila) ;Gallipoli, “Interventi di raccolta e smaltimento di rifiuti inerti”, (15mila); Matino,  “Bonifichiamo la città dall’amianto”, (21.500); Melissano, “Piano d’azione strategico ambientale”, (15mila) Parabita, “Progetto rimozione amianto”, (15.mila); Presicce,  “Ambientamoci un po’ di più! Ripuliamo il nostro territorrio”, (14.943,10); Racale, “Una campagna per le campagne”, ( 15mila); Sannicola, “Interventi di bonifica da rifiuti pericolosi e non pericolosi di alcuni siti comunali”, (15mila); Seclì, “Seclì A ++” (15mila);  Taurisano, “Arrivano  gli ecovolontari”, (15.500);  Taviano, “Campagna contro l’abbandono di rifiuti-interventi di rimozione/bonifica”,(21.428,58); Tuglie, “Progetto riqualificazione ambientale aree comunali”, (18.750) ;   Ugento, “Quelli che …si differenziano”,  (21.400).

Anche la Regione Puglia spinge l’acceleratore sulla tutela dell’ambiente: è del luglio scorso, infatti, una delibera con la  quale vengono stanziati 2 milioni di euro che provengono dai Fondi Cipe a favore dei Comuni la cui percentuale di differenziata ha raggiunto valori compresi tra il 36 ed il 67%.

Un modo, insomma, per dare un riconoscimento all’impegno dei Comuni virtuosi e a spingere gli altri che sono rimasti indietro nella percentuale della raccolta differenziata a seguirne l’esempio.

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Gallipoli. La situazione del basket a Gallipoli resta sempre appesa a un filo. Le difficili condizioni economiche volute dalla Provincia, 3mila euro per l’utilizzo della palestra, hanno portato il presidente e allenatore Francesco Pacella ad una decisione drastica ma necessaria.  «Certo continuiamo a lavorare, insieme ai ragazzi, col solito impegno ed entusiasmo – spiega Pacella – ma siamo stati costretti a ridurre in modo consistente le ore di allenamento per provare a contenere i costi». «Ho ricevuto tanti attestati di stima e solidarietà – prosegue il presidente –  ma quello invece che amareggia è il silenzio assoluto dei nostri amministratori, i quali non mi hanno rivolto nemmeno una telefonata per apprendere quali fossero le nostre difficoltà».  Ma si continua a giocare: «A livello federale ci siamo iscritti solo per il campionato riguardante la categoria del mini-basket, mentre per gli under 15 parteciperemo al campionato amatori Csi. Organizziamo  – conclude Pacella – molte amichevoli: Nardò, Lecce, cercheremo di arrivare fino a Brindisi. Per i ragazzi giocare è importante, senza le pressioni dell’agonismo, li aiuta ad acquisire maggiore esperienza».          

     LA

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Una formazione dell’asd basket Gallipoli

Gallipoli. La crisi economica si sta ripercuotendo in ogni settore, sportivo compreso. Capita così che una piccola ma funzionale realtà come quella dell’Asd Basket Gallipoli (con quasi 80 iscritti), abituata a fare di necessità virtù per via delle tante difficoltà, dettate dalla carenza di strutture e dalla totale assenza di aiuti, si ritrovi dinnanzi ad una “folle” richiesta proveniente direttamente dalla Provincia di Lecce, come racconta il presidente dell’associazione Francesco Pacella: «Ci è stato comunicato che la quota da corrispondere come affitto mensile per la palestra dell’istituto “Amerigo Vespucci”, dove svolgiamo gli allenamenti, relativamente al periodo di durata della stagione sportiva, dal primo ottobre 2012 al 31 maggio 2013 è di 3mila euro al mese, con un aumento di quasi il doppio rispetto a quanto pagavamo prima. Una cifra insostenibile tanto più che si tratta di una struttura inadeguata a praticare il basket». Dura la posizione del presidente che prosegue:«Tutto ciò accade perché nessuno si è mai preoccupato di fare qualcosa per questo paese e soprattutto per i nostri ragazzi. E anche quando ce n’è stata la possibilità tutto è rimasto fermo. Non possiamo più andare avanti così».

Una crisi che ha spazzato via molte società partecipanti al campionato under 15, col rischio di trasferte lunghissime, fino nel foggiano:«L’unica novità positiva è che la federazione ha deciso di suddividere le squadre in due gironi, uno per il Salento e l’altro per il nord pugliese; senza questa modifica i costi per la semplice gestione sarebbero aumentati considerevolmente con altre conseguenze, come l’abbandono da parte di tanti ragazzi, per motivi legati allo studio o alla mancanza di tempo». A vincere, come ogni storia a lieto fine è la passione: «La grande soddisfazione – conclude Pacella – è vedere i miei ragazzi divertirsi imparando qualcosa. Ma è sempre più difficile andare avanti, specie se le cose non cambieranno al più presto».

Luigi Alemanno

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Parabita. In provincia di Lecce sorgeranno sei nuovi centri anti violenza, uno dei quali troverà sede a Parabita.

L’importante novità arriva dall’Ente di palazzo dei Celestini che per iniziativa dell’assessore alle Politiche sociali ed alle Pari opportunità, Filomena D’Antini, ha presentato alla Regione Puglia il “Piano provinciale triennale di intervento locale di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza contro donne e minori”. Progetto che poi è stato approvato recentemente.

Importante nella stesura del programma provinciale è stata la collaborazione stimolata attraverso incontri, discussioni e proposte dei dieci ambiti territoriali sociali in cui è suddivisa la provincia di Lecce (Lecce, Campi, Martano, Galatina, Maglie, Poggiardo, Nardò, Casarano, Gagliano, Gallipoli), tra i quali un contributo fondamentale è stato garantito dal distretto di Casarano cui Parabita fa parte, come gli altri impegnato anche a garantire risorse finanziarie da investire direttamente nel progetto.

«Ci sono storie di quotidiana violenza sulle donne, storie di giornalieri abusi e angherie sui minori e storie di ordinaria follia – commenta l’assessore provinciale Filomena D’Antini – Non passa giorno senza essere “investiti” dalla brutalità e dalla crudeltà di notizie di soprusi e maltrattamenti, spinti fino al delitto, che colpiscono donne e bambini in ogni angolo del Salento. Oggi con la rete provinciale per dire no alla violenza su donne e minori abbiamo in mano lo strumento per intervenire professionalmente e con azioni mirate e condivise».

Il piano provinciale costerà in tutto 900mila euro, 250mila dei quali cofinanziati con la quota messa a disposizione dalla regione nei complessivi tre anni ed altri 18mila euro finanziati per il potenziamento delle singole équipe presenti in ogni Ambito territoriale sociale.

Il Piano prevede la realizzazione di una casa rifugio a Lecce (struttura che offrirà ospitalità ed assistenza alle donne vittime di violenza fisica e psicologica e ad i loro figli) e di sei Centri anti violenza (Cav) che a Parabita, Galatina, Squinzano, Specchia e Lecce (che ne ospiterà due) diventeranno punti di riferimento per donne e minori vittime di abusi e maltrattamenti.

Qui le vittime di soprusi e vessazioni potranno rivolgersi per ricevere ascolto, accoglienza, assistenza legale e psicologica, e sostegno alla ricerca di un alloggio.

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Il tratto “urbano” della strada provinciale 361

Parabita.  Non sono rimaste lettera morta le istanze prodotte dall’Udc (locale e provinciale) e dall’Amministrazione comunale, che a più voci reclamavano un pronto intervento dell’ente di palazzo dei Celestini per la risoluzione della “Questione 361”.

Il presidente della Provincia Antonio Gabellone ha assicurato che nel piano di messa in sicurezza delle arterie salentine di prossima attuazione verrà inserita anche la tratta “comunale” dell’ex strada statale 459 (oggi provinciale 361) che collega Maglie a Gallipoli, da sempre nel mirino delle amministrazioni locali per la sua pericolosità.

La Provincia infatti ha annunciato che lungo i sette chilometri della “tangenziale” di Parabita (una volta nel demanio provinciale, oggi di proprietà comunale per una discutibile decisione della giunta Merico) saranno realizzate due rotatorie. Una all’altezza dell’ingresso in paese, nei pressi dello svincolo per le località Barbuja-Rischiazzi (vicinanze del ponte in prolungamento su via Nizza) e l’altra in prossimità di località Paradiso, a valle, nell’area antistante il monumento agreste dedicato alla protettrice parabitana, Madonna della Coltura (sullo svincolo che porta al versante comunale della provinciale per Alezio).

Le due rotatorie serviranno per meglio disciplinare il traffico sulla “tangenziale” considerato che faranno da deterrente all’alta velocità dei veicoli che nel tratto in discesa spesso transitano come proiettili impazziti procurando seri pericoli all’incolumità pubblica.

Altra battaglia è quella che riguarda la “riconsegna” dei sette chilometri alla Provincia. Sin dal suo insediamento l’Amministrazione guidata dal sindaco Alfredo Cacciapaglia ha cercato di ripristinare “lo stato dei luoghi” di una strada che, per conformazione ed ubicazione, negli intendimenti particolari di Palazzo di Città e generali dei cittadini, non può essere considerata di competenza comunale. Il Comune ogni anno spende soldi pubblici per lo sfascio della rigogliosa vegetazione presente sulla banchina e per la manutenzione ordinaria della strada, quando invece potrebbe destinare quei fondi in altre attività e servizi sociali ad uso e consumo esclusivamente della collettività parabitana. E da palazzo di Città assicurano che tenteranno tutte le procedure possibili per “disfarsi” di quei sette chilometri.

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La facciata del Meucci che sarà oggetto dei lavori di restauro e manutenzione

Casarano. Nuova vita per l’Istituto Tecnico Industriale “Meucci” di Casarano.

La storica scuola d’istruzione superiore che prepara al conseguimento del diploma in perito industriale e geometra, beneficerà, infatti, di un finanziamento di 700mila euro da parte della Provincia di Lecce per i lavori di manutenzione straordinaria delle facciate e delle coperture della sede di viale De Matteis.

Il progetto preliminare dell’opera è stato appena approvato da Palazzo dei Celestini e rientra nell’ambito degli interventi per l’edilizia scolastica programmati dall’ente presieduto da Antonio Gabellone per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro per l’anno 2011.

L’intervento prevede, tra l’altro, anche l’installazione di un ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche. «Con questi lavori, che completano un precedente intervento per la messa in sicurezza dello stesso Istituto già ultimato lo scorso anno, sarà restituita dignità alla struttura esterna e migliorata la vivibilità complessiva degli ambienti scolastici» dichiara l’assessore all’Edilizia scolastica della Provincia Massimo Como.

La scuola diretta dal professor Virgilio Manni ha due sedi, in viale De Matteis ed in via Pendino, e permette il conseguimento del diploma in Elettronica ed Elettrotecnica, Informatica e Telecomunicazioni, Meccanica, Meccatronica ed Energia, Costruzioni, Ambiente e Territorio.

I suoi studenti hanno preso parte di recente alle gare nazionali di Informatica e di Matematica con buoni piazzamenti. Nell’anno appena trascorso Lionello Piccinno ha superato le selezioni regionali come primo classificato e Davide Pastore si è qualificato al 44° posto tra gli 80 ammessi alla prova nazionale. Il Meucci partecipa alle Olimpiadi di informatica dal 2005 e per ben cinque volte su sei si è qualificato per le Olimpiadi nazionali e può vantare ben 2 medaglie di bronzo vinte rispettivamente da Tiziano De Matteis nel 2005 e da Tommaso Adamo nel 2007.

Il Meucci è anche scuola accreditata al conseguimento ed al rilascio della patente Europea per l’uso del Computer (Ecdl) ed organizza con successo corsi di preparazione destinati anche a utenti esterni.
L’Istituto è, inoltre, sede di una Cisco Local Accademy e ciò consente di usufruire dei relativi programmi e relativa certificazione.

Antonio Barba

Gallipoli. Nei primi di febbraio 2011 la promessa: “Tra quattro mesi sarà attivata l’unità di Rianimazione dell’ospedale Sacro Cuore di Gesù”. Questo è quanto dichiarava alle telecamere del Tg satirico “Striscia la notizia, e ai microfoni di Fabio & Mingo, l’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore esponente della Giunta Vendola. Si aspettava l’estate per l’apertura, ma anche questa passerà.

L’allestimento del reparto era costato circa 2milioni di euro e pur essendo nelle condizioni di poter partire a regime si corre il rischio che alcune attrezzature e suppellettili vengano “spostate” temporaneamente verso altre destinazioni: Lecce, Casarano e Scorrano. Sempre che non sia già avvenuto.

Intanto il nuovo Direttore generale dell’Asl di Lecce, Valdo Mellone, in questi giorni è impegnato nel giro per i nosocomi della provincia per visionare le situazioni organizzative e logistiche delle strutture.

A Gallipoli è dal 2005 che il reparto di Rianimazione è pronto ed attrezzato di strumentazioni che vengono regolarmente sottoposte a manutenzioni necessarie dalle ditte specializzate. Questa sembrava la volta buona, visto che l’aveva assicurato l’assessore Fiore. Per quattro mesi si è aspettato solo di conoscere la data di apertura. Tale promessa, però, aveva suscitato perplessità da parte di esponenti del Pdl.

Il consigliere regionale pidiellino, Antonio Barba, aveva inoltrato un’interrogazione all’assessore della giunta Vendola per sollecitare una soluzione e richiedere l’apertura della divisione di Rianimazione. Alle perplessità di Antonio Barba si erano aggiunte quelle del deputato cittadino Vincenzo Barba, che chiamava in causa lo “scaricabarile della Regione Puglia e l’immobilismo del Comune”.

Nel mese di maggio, un incontro tra l’ex sindaco Giuseppe Venneri, Pietro Paolo Piccolo presidente della Commissione consiliare Sanità e l’ex assessore gallipolino alla Sanità, Cosimo Alemanno, con il direttore sanitario Franco Sanapo, il commissario straordinario Paola Ciannamea ed il direttore amministrativo Vito Gigante, aveva fatto sperare che tutto si sarebbe risolto entro breve tempo. I vertici Asl assicurarono l’impegno e promisero l’apertura del reparto non appena fosse stato assegnato il personale, per il quale si stava già provvedendo. Ad oggi, però, nessuna novità.

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La stazione ferroviaria di Gallipoli

Gallipoli. La proposta dell’assessore provinciale ai Trasporti, Bruno Ciccarese, per prolungare i binari delle ferrovie statali da Lecce a Maglie ha fatto tornare prepotentemente alla ribalta una questione su cui a Gallipoli si sono spesi in tanti ed in occasioni cicliche, senza però cavare un ragno dal buco.

Nè è servito richiamare, a più riprese e con forza, il precedente storico in cui era proprio Gallipoli il capolinea delle Ferrovie dello Stato, oggi Trenitalia. C’è chi ha ricordato che agli inizi del ‘900 si poteva salire in carrozza a Gallipoli e scendere a Parigi. E viceversa. E’ storia.

Come quella che portò qui in treno il politico socialista Filippo Turati, il quale trovò una grande sorpresa appena uscito dalla stazione: i “vastasi” del porto, gli scaricatori, tolsero i cavalli alla carrozza che lo aspettava e si misero a trainarla loro, come segno di grande rispetto verso l’ospite, ma anche come sberleffo verso i padroni dell’epoca: “bestie per loro sì e per il nostro capo no?”, fu il messaggio.

Ma, storia a parte, il ritorno di fiamma con la preoccupazione che una città come Gallipoli, attualmente senza neanche governo cittadino, possa essere soppiantata da altri per un traguardo inseguito per decenni, ha fatto scattare appelli e polemiche.

L’ex consigliere comunale Giuseppe Coppola, al quale va riconosciuto un impegno in tal senso da sempre, ha chiamato alla mobilitazione parlamentari, consiglieri regionali e provinciali della città. Prima ancora, a Lecce, al momento dell’annuncio dell’intenzione della Provincia, era stato il sindaco di Sannicola, Giuseppe Nocera, a sollevare obiezioni sulla scelta palesata, cioè Maglie capolinea.

A Gallipoli comunque, come molto spesso accade, dai temi e problemi connessi a questa ipotesi si è passati ben presto ale contumelie, accuse e sospetti. Il consigliere Pdl Antonio Barba ha intitolato un suo intervento “Gallipoli ha bisogno di proposte sensate, non di slogan elettorali”, polemizzando con Coppola. Mentre il Pd chiede “che c’entra Maglie con la stazione di testa dele ferrovie, a quali requisiti risponde una scelta in tal senso”, una riunione in Provincia sull’argomento è stata prima annunciata e poi disdetta.

E in tanti sono rimasti a chiedersi: ma, di questi tempi così magri, da dove arriverebbero i tanti soldi necessari per portare doppi binari e servizi verso un altro capolinea? Dall’Europa?

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...