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Provincia di Lecce

Cosimo Mudoni

Matino – Giunto alla quinta edizione, il Premio di giornalismo “Aldo Bello” riservato agli studenti degli Istituti superiori, questa sera vive il momento clou con la consegna dei riconoscimenti ai migliori elaborati; ne sono giunti alla giuria ben 189 tra sezione giornalismo e sezione narrativa. Vi hanno partecipato quest’anno i ragazzi del triennio degli istituti “De Viti De Marco” di Casarano, “Vanini” di Casarano, “Vespucci” di Gallipoli, “Vallone” di Galatina, “Rita Levi Montalcini” di Casarano, “Stampacchia” di Tricase, “Don Tonino Bello” di Copertino, “: Colonna” di Galatina, “Laporta – Falcone e Borsellino” di Galatina. “Quinto Ennio” di Gallipoli.

La manifestazione conclusiva inizio oggi alle 18,30 nel Palazzo marchesale di Matino con la presentazione del prof. Cosimo Mudoni, presidente del centro studi “Aldo Bello” – associazione autori matinesi, sodalizio che organizza il premio giornalistico con la Banca popolare pugliese,  e con il patrocinio della Provincia di Lecce, dei Comuni di Matino e Galatina. Il programma prevede poi i saluti del Sindaco di Matino, Giorgio Salvatore Toma, del presidente dell’istituto bancario Vito Primiceri, dell’assessore alla Cultura del Comune di Galatina, Cristina Dettù. A seguire sono previsti gli interventi di Sonia Tura, caporedattore centrale di “San Marino Rtv”; Piero Arcide, giornalista e del direttore di Piazzasalento, Fernando D’Aprile.

La consegna di premi sarà intervallata dai recital preparati dal Liceo classico “Colonna” ed intitolato “Strappi di settembre: Aldo Bello incontra Oriana Fallaci” e dagli studenti del liceo musicale “Giannelli” di Parabita-Casarano con un omaggio musicale. Quest’anno la partecipazione ha registrato un notevole incremento. Le tracce più gettonate dagli studenti dei dieci istituti partecipanti sono state quella su “Società globale, crisi economica, nuove povertà”, seguita da quella sulla prima guerra mondiale, seguita da quella su ambiente e catastrofi naturali. Molto interesse ha suscitato anche la sezione narrativa con “Croniste di guerra” e “Il viaggio”. Il Premio è ormai diventato parte integrante della programmazione scolastica”, è il commento del prof. Mudoni del centro studi intitolato ad Aldo Bello, giornalista e scrittore di grande spessore umano e professionale, nato a Galatina e residente a Matino.

 

Gallipoli – Muoversi nel Salento? Tutto come l’estate scorsa per i trasporti, problemi compresi. Chi pensava quest’anno di poter raggiungere di domenica in treno le località marine come Gallipoli ed Otranto magari da Lecce o da altri centri della provincia come Maglie, dovrà rassegnarsi: non c’è scampo al prendere l’auto.

Dalle Sud Est solo pullman, ma anticipati a giugno La decisione è stata presa in questi giorni a Bari in un incontro tra la Regione Puglia e i vertici dell’azienda Ferrovie dello Stato- Sud Est. Tutta colpa, hanno detto dalle Fse, dei “pensionamenti e dei trasferimenti” che hanno ridotto il personale.  Come lo scorso anno verranno in aiuto i pullman regionali, per fortuna non a stagione inoltrata, ad agosto, ma già a giugno. Notizia positiva che non basta a consolare  quanti avevano sperato nella soluzione del problema che non interessa soltanto i turisti, ma i numerosi residenti che nei giorni festivi avrebbero trovato più comodo spostarsi sui binari. Critico il consigliere regionale Sergio Blasi (foto) che in un comunicato  lamenta che “per il Salento solo pezze a colore”. “Tale è la proposta avanzata da Fse di aumentare le corse dei bus in sostituzione dei treni domenicali, in quanto oltre ad avere un fortissimo impatto ambientale (i gas di scarico non sono innocui) – sottolinea Blasi – garantisce un servizio poco più che mediocre all’utenza. Servono le rotaie, servono i treni, servono trasporti efficienti e sostenibili che segnino un punto di non ritorno per lo sviluppo economico, civile e sociale di questo territorio”.

Parte Salentoinbus con nove linee La mobilità è comunque assicurata dal servizio provinciale di Salentoinbus presentato ieri a Palazzo Adorno nel corso di una conferenza stampa. Dall’1 giugno fino al 30 settembre con nove linee principali sarà possibile da Lecce raggiungere tutte le località costiere dello Ionio e dell’Adriatico. Le nove linee principali saranno integrate con altre 18 secondarie che praticamente copriranno tutto il territorio salentino. Dal City terminal di Lecce sarà possibile raggiungere anche  gli aeroporti di Brindisi e Bari e la stazione di ferroviaria di Lecce. Da Torre Lapillo, con l’aiuto di altri vettori, si raggiungerà San Pancrazio Salentino, Taranto e la Valle d’Itria. Il turismo religioso in aumento, in occasione del processo di canonizzazione di don Tonino Bello, ha suggerito anche la tappa al cimitero di  Alessano dove è sepolto don Tonino e dove ad aprile si è fermato a pregare Papa Francesco. Sul sito della Provincia di Lecce sono disponibili tutte le informazioni necessarie; sarà attivo, poi, un call center multilingue dalle 7 alle 22.30; i biglietti si possono acquistare on line con l’app Mycicero.

Gabellone: “E’ l’unico sistema di trasporto efficace ed efficiente” «Sono orgoglioso e soddisfatto di questo servizio di mobilità, che rappresenta l’unico sistema di trasporto realmente efficiente ed efficace esistente e che funziona nel nostro territorio, supplendo in molti casi a quello che altri dovrebbero fare. Da 90mila utenti iniziali abbiamo decuplicato i viaggiatori in questi ultimi anni» ha detto il presidente della Provincia Antonio Gabellone (foto). Soddisfazione  anche dal consigliere provinciale con delega ai Trasporti, Renato Stabile: «SalentoinBus è un servizio importante per il nostro territorio e anche oltre i confini della nostra provincia. Anche quest’anno, con pochissime risorse, lo abbiamo portato a quattro mesi, confermando tutte le linee e incentivandone alcune in particolare…Infine, non ci saranno aumenti del costo dei biglietti. Abbiamo un servizio eccellente».

Gallipoli – Dal prossimo 1° giugno  i pullman di Salentoinbus cominceranno a percorrere le strade del Salento e a collegare il capoluogo con le località turistiche della costa ionica e adriatica. Il servizio, che fu inaugurato nell’estate del 1999 per iniziativa della Provincia di Lecce, ha costituito in questi anni un punto di riferimento non solo per i turisti, ma anche per i residenti che, per raggiungere il mare, scelgono di utilizzare un pullman pubblico, appunto. Salentoinbus, che durerà fino al 30 settembre, diventa indispensabile di domenica quando i treni della “Sud Est” rimangono fermi in deposito (per quanto ne sappiamo al momento; ma non si escludono novità).

Tutto come lo scorso anno Confermate le linee e i percorsi dell’anno scorso, con una sola novità.  Come nelle precedenti edizioni Salentoinbus si articola su nove linee principali: 101( Lecce-Torre dell’Orso- Otranto); 102 (GallipoliMaglie); 103 ( Maglie-Santa Cesarea- Castro-Marina di Andrano); 104 (Lecce-Porto Cesareo-Gallipoli); 105( Otranto-Santa Cesarea-Castro-Santa Maria di Leuca); 106 (Lecce-Maglie-Otranto); 107 (Lecce- Maglie-Tricase-Santa Maria di Leuca); 108 (Lecce-Gallipoli-Santa Maria di Leuca); 110 (Porto Cesareo-Riva degli Angeli). La novità riguarda la linea 107 che da Lecce arriva fino a S. Maria di Leuca perché è prevista una tappa ad Alessano, paese natale di don Tonino Bello, con sosta al cimitero, per quanti vogliano andare a pregare sulla sua tomba. Il processo di canonizzazione, la recente visita del Papa, il sempre più consistente numero di turisti che nella rotta Lecce-Capo di Leuca fanno tappa ad Alessano, ha suggerito di inserire la nuova fermata nella linea 107. C’è un altro elemento da tenere presente: quest’anno è prevista una iniziativa che vedrà una grande affluenza a Leuca di giovani provenienti da tutte le diocesi. Dal 5 al 10 agosto, infatti, “Il cammino dei giovani per la convivialità di pace nel Mediterraneo” partirà da Brindisi e toccherà tutte le diocesi salentine: Lecce, Otranto, Nardò-Gallipoli, Ugento.  L’11 agosto, poi, numerosi pullman partiranno da Leuca per Roma per incontrare Papa Francesco in vista del sinodo dei giovani. Il prossimo 30 maggio, in sede di conferenza stampa in Provincia saranno forniti i particolari del servizio, con gli obiettivi che si vogliono raggiungere e con le difficoltà che si incontrano ogni anno.

Tratte “doppioni” e niente servizi nelle soste Anche quest’anno sembra che manchi il contributo della Regione che servirebbe per dotare le soste di pensiline e di servizi, specialmente nelle tappe più frequentate come Gallipoli. Sotto il sole di luglio e agosto, niente panchine, niente servizi che possano rendere più gradevole l’attesa del pullman. Ogni anno la Provincia, presieduta da Antonio Gabellone (di Tuglie)  chiede un contributo alla Regione, ma inutilmente. Nonostante qualche difficoltà, i numeri del 2017 sono da capogiro: circa un milione di persone si sono servite di Salentoinbus e ad agosto, per alcune tratte,  furono impiegati anche pullman doppi. Esiste poi il problema delle tratte “doppioni”, Ferrovia Sud Est e Salentoinbus. Sarebbe auspicabile che quest’ultimo venisse usato in maniera intensiva nelle tratte in cui non ci sono stazioni ferroviarie o almeno dovrebbero essere raccordati gli orari, cosa che non succede perché alcune corse su ferro e su gomma partono nel medesimo orario.  C’è invece integrazione con i mezzi a lunga percorrenza da e verso Lecce: infatti partenze e arrivi sono coordinati con  arrivi e partenze di treni e aerei (bus navetta da e per gli aeroporti di Brindisi e Bari).

Fra qualche giorno con le decisioni e gli impegni che dovrà assumere l’azienda ferroviaria (il 28 previsto un incontro per la decisione dei treni domenicali) e l’inizio di Salentoinbus si potrà capire che cosa il Salento può offrire a turisti e residenti oltre i famosi sole, mare e vento di cui non ha alcun merito.

 

 

Gallipoli – “Si potrà andare al mare col treno di domenica?”. Come ogni anno, con l’estate ormai alle porte, il problema dei mezzi pubblici, dei treni in particolare, è al centro delle aspirazioni dei villeggianti e delle cronache giornalistiche, con rimpalli di responsabilità tra Regione e Provincia (per potenziare “Salentoinbus”, per esempio) le proposte avanzate da privati nel tentativo di dare qualche certezza in più all’ondata dei vacanzieri in arrivo. Un copione scontato che peraltro dovrebbe puntare non solo al trasporto pubblico collegato ai flussi turistici di punta, ma anche alla destagionalizzazione ed alla mobilità dei cittadini per tutto il corso dell’anno. Se così fosse, con servizi efficienti e con l’affermazione della cultura dei trasferimenti senza l’auto al seguito, sarebbe più semplice affrontare l’”emergenza” annunciata. Invece si corre ai ripari in piena estate e dopo mille proteste: due anni fa ad agosto furono utilizzate di domenica le vecchie e gloriose littorine; l’anno scorso, sempre ad agosto, niente treni ma collegamenti su gomma. Quest’anno ancora nessuna certezza, si aspetta l’incontro tra l’azienda che ha assorbito la Sud Est, cioè le Ferrovie dello Stato, e la Regione Puglia il prossimo 28 maggio.

I treni “vietati” per assenza e per lentezza Lo spostamento in treno è praticamente impossibile di domenica, non solo perché rimangono in deposito (e questo tutto l’anno) ma anche per il tempo che impiegano a coprire le varie tratte, visto che sono costretti a non superare  i 50 km orari secondo le prescrizioni  dell’Agenzia nazionale sicurezza ferroviaria (Ansf), limite che potrà essere superato quando sarà installato il sistema di sicurezza Scmt (Sistema di controllo marcia treno).  I viaggiatori (che ci sono e in buon numero anche nelle corse non usate fra un po’  dagli studenti) sono ormai rassegnati, anche due ore e mezza da Lecce a Gagliano del Capo o Gallipoli. Se si scorrono le recensioni dei turisti sui trasporti salentini ci si rende conto che sole, mare, vento e accoglienza ospitale possono consolare ma non per sempre: sono sempre più numerosi quanti dicono che non metteranno più piede nel Salento. Anche quest’anno quindi, per mancanza di personale i collegamenti con le località marine sembra che non saranno potenziati e continueranno a essere assenti la domenica: «A nulla purtroppo è servito l’ingresso delle Ferrovie del Sud Est nel gruppo Ferrovie dello Stato, la mancanza di corse ferroviarie la domenica costituisce un grave vulnus nel sistema del trasporto locale. Non si può sempre sperare che il turista abbia pazienza perché “il mare è bello e il cibo è buono”» dice il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi.

Una mano da Freccia link ma solo per i viaggiatori del Roma-Lecce Dal 10 giugno al 16 settembre ci sarà il servizio  di Trenitalia Freccia link che quest’anno interesserà oltre Gallipoli, anche Otranto e Marina di Ugento. Si tratta di un servizio bus in connessione con i Frecciargento  in arrivo e partenza sulla tratta Lecce/Roma.  Ogni sabato e domenica, quindi, ci saranno due corse (andata e ritorno) Lecce/Otranto e Lecce – Torre San Giovanni, marina di Ugento; quattro corse per Gallipoli. I biglietti si possono prenotare direttamente sul sito.

L’intervento dei privati  Se il servizio pubblico è carente, intervengono i privati o almeno ci provano.  Il Capo di Leuca si dà una mossa per far giungere a destinazione quanti arrivano alla stazione di Arigliano-Gagliano e non possono raggiungere le località marine. L’associazione dei commercianti di Castrignano del Capo e l’Amministrazione comunale stanno lavorando a un progetto di mobilità estiva: un bus navetta da 56 posti “Bus Viva Leuca” che dalla stazione di Gagliano toccherà  il camping S. Maria di Leuca, spiazzo Messapia Hotel, basilica di S. Maria di Leuca, Hotel Approdo, Hotel Terminal e porto turistico, piazzetta in paese, Torre dell’Omomorto, Punta Ristola, spiazzo Tatanka, Marina di Felloniche e San Gregorio (Marine di Patù), Patù Giuliano, Castrignano, stazione ferroviaria. La navetta  potrebbe effettuare quattro corse in collegamento con gli orari ferroviari e sei nei mesi di luglio e agosto, alleggerendo i problemi di traffico e di parcheggio per i visitatori.

Porto Cesareo – Andrà ai Sud Sound System, a Romina Power, all’associazione Giulia (giornaliste unite libere e autonome) e a Titti Tornesello (foto), l’oncologa di Alezio a capo del reparto di Oncoematologia pediatrica del “Fazzi” il premio “Virtù e conoscenza”. Questi i primi nomi che sono trapelati durante la presentazione del documentario omonimo fatto venerdì scorso in Provincia a Lecce e sabato a Porto Cesareo, alla presenza del presidente della Provincia Antonio Gabellone (di Tuglie), del Sindaco Salvatore Albano, dell’assessore all’Istruzione, Università, Formazione professionale e Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo; il direttore del Polo biblio-museale per la Puglia Luigi De Luca, di rappresentanti Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici del Mibact e del Miur – Ufficio scolastico per la Puglia, della presidente di “Integra Onlus” e con la conduzione del giornalista Rai, Enzo Delvecchio.

Il documentario, con la regia di Agnese Correra e la colonna sonora composta da Gloria Arnesano con gli Euphonic, è stato realizzato grazie alla costituzione di una specifica Rete scolastica ed al patrocinio della Provincia di Lecce, Comune di Porto Cesareo, Regione Puglia, Ministero dell’Interno, MiBact, Ufficio scolastico regionale per la Puglia, Unione dei Comuni Union3 (otto Enti tra cui Porto Cesareo), Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo), Università del Salento e Università degli Studi di Bari. L’opera filmica ha come obiettivo la promozione dell’integrazione interculturale, il dialogo interreligioso e l’interscambio delle conoscenze, la valorizzare delle diversità, la promozione del territorio con le sue risorse umane ed il suo inestimabile patrimonio paesaggistico, artistico e culturale.

Una passata edizione del Premio 

Alezio – Mentre s’avvicina la settima edizione del Premio giornalistico intitolato ad Antonio Maglio, professionista “locale e globale” di solida cultura, fondatore del “18° Meridiano” di Alezio (primi anni Sessanta), della Tribuna del Salento e infine del “Quotidiano di Lecce Brindisi e Taranto”, l’assemblea dei soci fondatori si riunirà domani, venerdì 18 maggio alle ore 17 – presso l’Hotel President a Lecce. Diversi gli argomenti su cui decidere: approvazione del conto consuntivo 2017, bilancio preventivo del 2018; programmazione annuale e stato delle attività, rinnovo delle cariche sociali ed eventuali altri temi. Il presidente on. Giacinto Urso condurrà i lavori.

A gestire il premio giornalistico omonimo è infatti l’associazione che ne porta il nome. I termini per partecipare al Premio 2018 scadono il 30 giugno. Con  la “Antonio Maglio” collabora il Comune di Alezio, paese natale di Maglio; hanno concesso il patrocinio l’Ordine nazionale dei Giornalisti, la Federazione nazionale della Stampa, Assostampa di Puglia, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Lecce (città in cui risiedeva), Università del Salento. Il premio è promosso d’intesa con la famiglia Maglio ed è finalizzato a ricordare e rilanciare, attraverso la promozione del lavoro giornalistico, la figura e le qualità umane e professionali del giornalista salentino. Maestro per una intera generazione di giornalisti (tra i quali il direttore di Piazzasalento, Fernando D’Aprile), di Maglio si ricordano gli insegnamenti alla verifica scrupolosa delle notizie, alla “legge” di ascoltare sempre le due campane su di un determinato argomento, sul sacro rispetto dei lettori in primo luogo, da informare con assoluta onestà intellettuale, sul distacco netto tra notizie ed opinioni, da non spacciare mai per informazioni. Famoso, tra i suoi tanti discepoli, la sua indicazione: “Davanti ad un giornalista gli uomini pubblici devono rivoltare le loro tasche”.

Al concorso sono ammessi articoli e inchieste pubblicati su giornali e testate giornalistiche cartacei e on line. Si possono segnalare anche elaborati da parte di lettori o altri soggetti interessati. I temi degli articoli devono essere legati all’attualità ed avere una rilevanza sociale. La partecipazione è gratuita. I premi in denaro sono di mille euro il primo, di 500 euro per i due secondi. Fuori concorso, la giuria assegnerà poi nella manifestazione che si terrà ad Alezio i primi di agosto, un Premio alla carriera. Tutte le altre informazioni si trovano sulla pagina Facebook AssociazioneAntonioMaglio. (nella foto il pubblico di una passata edizione)

 

 

 

Tuglie – «La Corte dei conti ha evidenziato le gravissime irregolarità nella gestione contabile e finanziaria della Provincia di Lecce nella gestione di Villa Luisa»: è l’assessore regionale all’industria turistica e culturale, Loredana Capone, a chiarire l’attuale situazione dell’antica residenza nobiliare stile liberty di Tuglie in risposta ad un’interrogazione del regionale Mino Borracino, presidente della commissione “affari generali”. «Non c’è, tuttavia, – continua la Capone – nessun tipo di procedura per la quale la Regione Puglia possa intervenire con poteri di controllo sostitutivi rispetto alla Provincia di Lecce. Quindi ci dobbiamo rimettere ai poteri degli organi competenti e sperare che questo immobile possa ritornare nell’effettivo uso da parte dei cittadini di Tuglie». Nella sua interrogazione, il consigliere tarantino di “Sinistra italiana” aveva chiesto quali iniziative la Regione intendesse intraprendere, “affinché vengano svolti opportuni accertamenti”, circa l’immobile acquistato dalla Provincia di Lecce per essere adibito a centro di assistenza per la cura del tracoma “ma sempre in stato di  abbandono ed inserito nel programma di recupero e valorizzazione del patrimonio immobiliare della stessa Provincia”.  La villa, situata sulla parte alta di Tuglie, dopo anni di abbandono venne affidata in concessione dalla Provincia di Lecce, tra il 2004 e il 2005, alla società Villa Luisa srl (società partecipata al 100% da Italgest Immobiliare – di Casarano -, oggi dichiarata fallita) per il suo recupero e la sua valorizzazione con un  project financing (con capitale pubblico – privato) trentennale.

Il progetto di recupero Il progetto da oltre 11 milioni di euro prevedeva  la ristrutturazione e l’ampliamento, nonché la gestione del complesso per la “realizzazione di una struttura di tipo alberghiero anche per lo sport e tempo libero, centro benessere e di rieducazione alimentare, parcheggio multipiano interrato”.  «Nel 2010, però, la Provincia accertava la sospensione dei lavori da parte della società Villa Luisa e, fatto ancor più grave, appurava che la società aveva realizzato opere per soli tre milioni di euro a fronte degli oltre 11 previsti», spiega Borracino. Nel 2011, inoltre, fu lo stesso presidente della Provincia, Antonio Gabellone, a dichiarare decaduta la concessione per inadempienze contrattuali Dopo la decadenza, la Provincia inserì l’immobile del piano delle alienazioni e fu la stessa società a dichiararsi disponibile all’acquisto per “appena” due milioni e mezzo di euro. Non poche furono le polemiche su tale prezzo anche alla luce della relazione di stima dell’11 maggio 2012 dell’Agenzia del Territorio di Lecce che aveva fissato il valore in € 7.300.000.

 

Gallipoli – Firmato nel dicembre scorso, è diventato adesso operativo il decreto del Ministero del’Istruzione per rendere sicure le scuole italiane e quindi anche salentine. In provincia di Lecce sono 26 gli interventi finanziati per un totale di 13 milioni 901mila euro, assegnati con la legge di bilancio 2017, come puntualizza in una nota la viceministro Teresa Bellanova. Questo l’elenco delle scuole del Centro-Sud Salento: Morciano di Leuca, 700mila euro per la primaria “Pascoli” e 602mila per la secondaria “Don Bosco”; Montesano Salentino, per una nuova scuola un milione e mezzo; per la primaria di Ortelle 698mila euro; Alezio, alla scuola di via Dante Alighieri 435mila euro; al plesso di via De Pace a Gallipoli 500mila euro; Matino, alla “Gentile” 650mila euro; alla “Mazzini” di Miggiano 150mila; Muro Leccese, alla “Maresciallo D’Amore 500mila; all'”Aldisio” di Nociglia 60mila e alla “Don Bosco” 100mila; al Comprensivo di Patù 462mila; alla primaria di via Mazzini a Racale 532mila; all’Elementare di Ruffano 550mila; a Tricase, scuola “Roberto Caputo”, 200mila euro; a Tuglie, alla Battisti” 52mila euro.

“La sicurezza nelle Scuole, così come gli interventi di restauro, manutenzione e nuove realizzazioni – sottolinea il viceministro Bellanova – sono state in questi anni una costante del nostro Governo. Dal 2014 ad oggi abbiamo stanziato circa 10 miliardi di euro con cui siamo intervenuti su ristrutturazione, antisismica, messa in sicurezza degli edifici scolastici e realizzazione di strutture innovative. Abbiamo aperto oltre 7mila cantieri e realizzato 333 nuove scuole. Abbiamo sostenuto il Piano nazionale scuola digitale e per il Piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato di istruzione e formazione da 0 a 6 anni abbiamo investito 700 milioni per potenziare nidi e scuole dell’infanzia. Investimenti e attenzione mai registrati prima in dosi così rilevanti e con una così evidente centralità”.

 


Gallipoli
– Obiettivo stabilizzazione: per questo i precari della sanità hanno incontrato in mattinata all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce i rappresentanti provinciali di categoria  Floriano Polimeno (Cgil), Fabio Orsini (Cisl) e Antonio Tarantino (Uil). Tema dell’assemblea l’assunzione in pianta stabile dei tanti operatori della sanità pugliese, che coinvolge oltre 400 persone in provincia di Lecce tra infermieri, operatori sociosanitari (Oss), tecnici di radiologia, fisioterapisti ed altri. Va ricordato che la recente “Legge Madia” (dal nome della Ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia, ndr) stabilisce che tra i destinatari di assunzione a tempo indeterminato nella Pa vanno considerati anche quei lavoratori che al 31 dicembre 2017 abbiano maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi otto anni alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione, anche se non continuativi. Una norma della quale sta già beneficiando l’Emilia Romagna ma non ancora applicata in Puglia nonostante i direttori generali delle Asl pugliesi avessero annunciato che da gennaio 2018 si sarebbe potuto procedere con la stabilizzazione. Le tre sigle sindacali presenti all’incontro fanno sapere che se la Regione Puglia continuerà a “tergiversare” si procederà a mobilitazioni anche a Bari.

«I soldi per le stabilizzazioni ci sono – dice Leonardo Rivelli (foto in alto), infermiere precario residente a Nardò in servizio all’ospedale di Copertino – e si tratta di circa venti milioni di euro derivanti dal risparmio sulla spesa farmaceutica. Ci chiediamo se tale somma sia sufficiente a stabilizzare tutte le unità idonee». Nella fine del precariato spera anche Carmine De Marco (foto), 45enne di Tricase, infermiere al “Ferrari” di Casarano. «La legge Madia – dichiara – permette ai precari storici di essere stabilizzati nella Asl in cui operano. Sono precario dal 2007 quindi da ben undici anni. Nel mio bagaglio professionale c’è anche la vincita del “concorsone” di Bari. Eppure non avevo i requisiti per rientrare nella precedente stabilizzazione, perciò sono rimasto in attesa. Ho lavorato un po’ in tutta la Puglia: la Bat, poi tre anni a Taranto e da quattro a Casarano. Ho una famiglia con una figlia, quindi serve stabilità economica. Ho 23 anni di servizio e 45 di età – conclude – e penso di aver raggiunto tutti i requisiti necessari, tra poco anche quello della pensione».

Gallipoli – Programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e Città metropolitane (Bari) per le annualità dal 2018 al 2023 sono stati licenziati stamattina nell’ambito della Conferenza Stato-Città svoltasi a Roma.Dal Ministero delle Infrastrutture e trasporti giungeranno 22 milioni 374mila euro alla provincia di Bari, otto milioni 541mila euro alla Bat, dieci milioni 765mila euro alla provincia di Brindisi, ventiquattro milioni 185mila euro alla provincia di Foggia, 21milioni 447mila euro alla provincia di Lecce, tredici milioni 400mila euro alla provincia di Taranto. Nel darne notizia la viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova sottolinea che “su un totale di un miliardo 620milioni per l’intero Sistema Paese, il budget destinato alla Puglia è di oltre cento milioni” e chiarisce inoltre che queste risorse “non sono utilizzabili per realizzare nuove tratte di infrastrutture o interventi non di ambito stradale ma esclusivamente rivolti, tra l’altro, a progettazione, direzione dei lavori, collaudo di progetti, manutenzione straordinaria e adeguamento normativo, miglioramento della sicurezza, tutela delle utenze deboli, riduzione inquinamento ambientale, riduzione del rischio da trasporto merci, riduzione dell’esposizione al rischio idrogeologico”. Adesso tocca tra le altre anche alla Provincia di Lecce procedere negli adempimenti necessari ad arrivare al più presto alle gare d’appalto, denotando ampi tratti della rete stradale provinciale carenza assoluta e necessità urgente di interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza.

Nella stessa giornata di oggi la Corte dei conti di Roma ha registrato e quindi dato il “via libera finale” all’Accordo di programma tra Ministero dello sviluppo economico e la Regione Puglia che riattiva risorse disponibili e mai utilizzate per il rilancio delle iniziative imprenditoriali nelle aree industriali del Pit 9 – Territorio salentino-leccese (tra cui Casarano, Maglie, Nardò, Galatone, Gallipoli, Ugento, Taurisano, Taviano, Melissano Specchia, Tricase) e di Brindisi per oltre 43 milioni di risorse statali, cui vanno aggiunti 15 milioni di cofinanziamento della Regione. “Una dotazione cospicua che finalmente viene nuovamente messa a valore nell’interesse del territorio per un rilancio produttivo e occupazionale anche in settori considerati maturi e ancora assi strategici del Made in Italy come il tessile, abbigliamento, calzaturiero”, il commento del deputato salentino uscente Salvatore Capone.

 

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Lecce – La Provincia di Lecce concederà alla Regione Puglia, in comodato d’uso gratuito: l’ex Collegio Argento di Lecce, per la parte destinata a sede del Museo Sigismondo Castromediano, alla Pinacoteca, e per quella destinata a sede di parte della Biblioteca Nicola Bernardini; Palazzo Comi di Tricase, per la parte destinata a biblioteca; l’ex Convitto Palmieri di Lecce, per la parte destinata a sede della Biblioteca Nicola Bernardini. Saranno concessi in comodato anche il patrimonio librario, documentale, museale e l’arredamento presenti all’interno degli immobili. La Provincia metterà, inoltre, a disposizione dell’Ente regionale il laboratorio di restauro e la camera anossica del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, per la realizzazione di progetti regionali di restauro di beni culturali compatibilmente con le attività della Provincia di Lecce. Questo il frutto dell’intesa tra Regione Puglia e Provincia di Lecce che con la firma di oggi chiude la prima tappa di un percorso che vede la Puglia impegnata in una vera e propria riforma del sistema culturale – si legge in una nota – con l’obiettivo di costruire un sistema integrato dei musei, delle biblioteche e dei luoghi di cultura capace di uniformare gli standard dei servizi e mettere a valore il grande patrimonio di beni culturali, conoscenze ed esperienze delle Province e dei Comuni pugliesi, in una politica unica e coordinata di valorizzazione e fruizione. Un passaggio fondamentale per l’esercizio della funzione di valorizzazione del patrimonio e dei luoghi della cultura che, dopo la riforma Delrio, è divenuto di competenza regionale”. Hanno siglato l’accordo l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, e il Presidente della Provincia, Antonio Gabellone.

Gallipoli – Molte giovani donne hanno paura dei controlli e non si informano. Intanto per il cancro al seno si abbassa l’età delle malate. A lanciare l’allarme è stato il senologo Luigi Manca che venerdì scorso è intervenuto all’Hotel Tiziano a Lecce al corso rivolto ad alcune associazioni che agiscono nel campo della prevenzione dei tumori femminili; promotore dell’evento il senologo Antonio Carriero, che ha moderato l’incontro dal tema “Riscopriamo noi stesse”. «E’ un paradosso – ha sottolineato Manca – rispetto al passato si sta riducendo l’età di incidenza del tumore alla mammella. La ragazza più giovane che ho operato aveva 24 anni e sono numerose quelle di 25-30 anni. Il tumore colpisce giovani donne giovani che devono avere dei figli o che spesso non sono ancora sposate, Un problema importante anche sotto il profilo psicologico. Tanto che vi sono mogli o fidanzate che vengono lasciate dal partner”. Il dottor Carriero senologo al “Vito Fazzi” di Lecce, ha insistito sull’unico strumento a disposizione: la prevenzione, la cui importanza non è stata ancora compresa da molte donne. Anche per colpa della  scarsa informazione sulle nuove possibilità di indagine oggi a disposizione , la prevenzione che “vuol dire andare alla ricerca di tumori piccoli, in fase precoce; una prevenzione che deve poter raggiungere le donne di tutte le classi sociali. Un tumore scoperto quando misura 1 centimetro ha una grande probabilità di guarigione”.

Tra le novità tecnologiche a disposizione il nuovo mammotome, il nuovo ecografo 3D e tutti i mammografi con tomosintesi in grado di rilevare ogni piccolo nodulo. «Oggi vi sono dei test genetici – aggiunge il chirurgo senologo Manca – la cui positività predice un’alta probabilità di sviluppare un tumore al seno. Mutazioni genetiche che si chiamano Brca1  e Brca2. E’ il test che ha indotto l’attrice Angelina Jolie a sottoporsi a mastectomia totale». In Italia nel 2015 è nata l’associazione “Abracadabra” che raggruppa le donne positive a questo test e che quasi tutte vogliono fare la mastectomia profilattica. I test genetici Brca si fanno anche al “Vito Fazzi” di Lecce (Reparto di Genetica, all’Oncologico) e questo spiega come mai si registra un aumento delle mastectomie.

ALEZIO. La Provincia di Lecce tira a lucido le proprie strade. È di 4,6 milioni di euro, infatti, la somma che il servizio Viabilità di Palazzo dei Celestini ha messo sul piatto per innalzare i livelli di sicurezza sulle arterie salentine. Da nord a sud del capoluogo, quello preannunciato è un maxi investimento che interessa anche le strade che collegano Alezio ai comuni vicini.
Tra buche da sistemare e segnaletica da rinnovare, i cantieri previsti per il sud Salento grazie ai fondi Cipe dovrebbero sorgere sulle provinciali che collegano il centro aletino a Taviano e a Collepasso. Interventi anche sulle strade che portano da Casarano a Matino, e da Collepasso e Casarano a Parabita. Precedenza nella “tabella di marcia” dovrebbero avere le strade provinciali che conducono sulla costa, per favorire la viabilità, in vista dell’estate, nelle aree di maggiore affluenza e lungo le strade di accesso al mare. Gli interventi “tampone” dovrebbero interessere, tra le altre, anche le strade Provinciali Alezio-Gallipoli, contrada San Giovanni-Alezio, TavianoMancaversa, RacaleUgento.

Data la corsa contro il tempo per non farsi trovare impreparati di fronte all’arrivo dei primi turisti, i lavori di manutenzione straordinaria, finanziati con fondi derivanti dal piano “Strada facendo” – II Programma straordinario viabilità regionale – dovranno realizzarsi già nei prossimi mesi.
Nessuna comunicazione sugli interventi di manutenzione previsti, al momento, è però pervenuta presso gli uffici comunali di Alezio e degli altri comuni interessati. Così come è saltato il progetto relativo alla costruzione di una nuova rotatoria nel centro aletino. Risagomatura del piano viabile, manutenzione banchine e rafforzamento della sovrastruttura stradale: sono solo alcuni degli interventi che rientrano nel “mega-progetto”, che tra i suoi intenti promuove anche la mobilità sostenibile. Prevista nei 2.859.580 euro riservati al “Gruppo Sud”, infatti, anche la realizzazione di una pista ciclabile che da via Gramsci-incrocio corso Cesare Vergine a Tuglie si snoderà lungo un percorso di stradine extraurbane.

centro anziani  casarano   (2)ALEZIO. È boom di centenari nella provincia di Lecce. Secondo gli ultimi dati Istat elaborati per la Coldiretti dall’Osservatorio economico, negli ultimi 15 anni gli “over 100” sono più che triplicati giungendo a quota 207 (nel 2011 erano 143 e nel 2002 appena 58). Confermando la comune opinione, ad essere più longeve sono le donne (ben 169 contro i soli 38 uomini). Secondo l’analisi diffusa da Coldiretti, inoltre, l’anno in corso dovrebbe registrare un ulteriore aumento e nel 2030 si prefigura uno scenario con oltre 600 ultracentenari nella sola provincia di Lecce. Accanto ai progressi della medicina e della tecnologia, la Coldiretti sottolinea “l’importanza della dieta mediterranea e l’attenta selezione degli alimenti”, come affermato da Pantaleo Piccinno e Giuseppe Brillante, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Lecce.  Il paese dove il rapporto tra centenari e popolazione è più alto è Alezio con ben sette ultracentenari su 5.772 abitanti; segue Parabita con 8 centenari su 9.235 abitanti. Più indietro, nell’ordine, Caprarica di Lecce, Sogliano Cavour, Novoli, Botrugno, Maglie, Sanarica, Melendugno e Martignano. Lecce è appena al 25° posto con 33 centenari su 94.148 abitanti. In valore assoluto troviamo 10 centenari a Maglie, 9 a Nardò, 8 a Parabita, 7 ad Alezio e Copertino, 6 a Gallipoli, Galatina, Melendugno e Novoli e, a seguire (tra i comuni dell’area Ionico – Salentina), 3 a Casarano, Aradeo, Galatone, Presicce e Racale, 2 ad Acquarica del Capo ed uno solo ad Alliste, Matino, Sannicola, Taurisano, Taviano e Ugento.  

Auto tampona poliziaSono sempre più vecchie ed inquinanti le auto in circolazione in provincia di Lecce. Il dato emerge dall’indagine condotta dall’Osservatorio economico di Confartigianato imprese Lecce che ha elaborato gli ultimi dati del Pubblico registro automobilistico. Pochissime le auto elettriche (appena 154) mentre la predilezione degli automobilisti va sempre alla benzina (ben 237.405 auto) ed al gasolio (211.234). Arrancano anche le auto a trazione verde: solo 26.505 vanno a Gpl e 10.081 a metano. A preoccupare per il conseguente inquinamento è anche il fatto che l’età media dei veicoli in circolazione supera i dieci anni. Gli autoveicoli che risultano di proprietà dei salentini sono in totale 485.411, il 69,5% dei quali (cioè 337.132) immatricolati prima del 2006: 132.455 veicoli sono stati “messi su strada” prima del 1998, altri 70.693 tra il 1999 e il 2001, altri 80.067 nel triennio 2002-2004 e 53.917 nel biennio 2005-2006. Nei successivi anni sono state immatricolate 148.279 vetture, pari al 30,5 per cento del parco auto totale.

Nel dettaglio, in ordine di pericolosità inquinante secondo i parametri comunitari, il 14% delle auto sono state costruite prima dell’introduzione dello standard “euro I”; il 5% rispettano la normativa “euro I” entrata in vigore nel 1992; il 18,7% sono “euro II”; il 20,1% sono “euro III”; la maggior parte, il 29,9% sono “euro IV”; solo l’11,8% sono “euro V” e appena 2.094 le auto che rispettano la normativa “euro VI” entrata in vigore l’anno scorso. Il comune più “motorizzato” in provincia, dopo Lecce (63.532 vetture), è Nardò (18.944), seguito da Galatina (16.784), Copertino (14.314), Casarano (12.873) e Gallipoli (11.176). Più indietro Tricase (10.164), Surbo (9.141), Galatone (9.095), Maglie (8.935), Monteroni (8.759), Squinzano (8.367), Trepuzzi (8.347), Veglie (8.250), Cavallino (8.243), Leverano (7.842), Taviano (7.657), Carmiano (7.615), Ugento (7.077) e Matino (7.040). Qui tutti i risultati dell’indagine.

 

violenza contro le donne«La Commissione cittadina per le Pari opportunità del Comune di Nardò ritiene necessario affrontare la gravità del fenomeno mediante la proposta di un progetto che possa contribuire ad un cambiamento possibile, fondato sulla riflessione culturale e sulla messa in discussione delle relazioni tra generi, per la piena realizzazione di una democrazia compiuta»: con questa premessa la Commissione ha bandito un concorso di idee – scadenza termine ultimo per partecipare il 29 aprile prossimo –  rivolto agli studenti delle Scuole medie superiori di secondo grado della provincia di Lecce.
Il tema è “Pari e non più dispari – Contro la violenza sulle donne”, che vuol dire anche rispetto della dignità umana e “le conseguenze psico-fisiche e relazionali che ogni forma di violenza contro le donne comporta”.  Da qui lo stimolo agli studenti ad esaminare il fenomeno in profondità, nella ricerca dei fattori culturali e sociali e contro il muro del silenzio e di solitudine che isola le vittime.

Acquistavano da un grossista della zona olio extravergine di oliva comunitario, proveniente principalmente da Grecia e Spagna, per poi confezionarlo e venderlo come olio extravergine di oliva 100% italiano. Il Nas di Lecce, a seguito di numerosi controlli a frantoi ed aziende di imbottigliamento di olio d’oliva della provincia salentina, ha scoperto il raggiro messo in atto da alcuni oleifici della zona del casaranese.
La frode è emersa grazie a mirati controlli sull’origine del prodotto attraverso verifiche sui documenti di acquisto e sui recipienti utilizzati per il confezionamento e analisi di laboratorio. Subito è scattato il sequestro di 2 tonnellate di miscele di oli comunitari etichettati come “Extravergine di oliva made in Italy” e circa 6 tonnellate di olio contenuti in silos e fusti privi delle indicazioni relative alla categoria e provenienza.
I militari hanno denunciato cinque persone per frode in commercio e fatto scattare nei loro confronti delle sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro.

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Borse in giunco di mare, opera delle “spurtare”

ACQUARICA DEL CAPO. Ancora una volta la medaglia nera di “Comune più povero della provincia” è andata ad Acquarica del Capo. Il piccolo centro del Capo di Leuca, infatti, da tempo registra la più bassa percentuale di Dichiarazioni dei redditi in rapporto alla popolazione. In Italia il dato medio si attesta intorno al 51,8%, in Puglia la percentuale cala al 41,3% e in provincia di Lecce si tocca il 40,6%. Nel comune di Acquarica le dichiarazioni dei redditi rappresentano solo il 28,2 % della popolazione. A seguire in questa graduatoria c’è Presicce col 32,3 %, quindi Gagliano (32,6), Taurisano (33,3), Aradeo (33,3), (Salve 34,6), Patù (34,7), Corsano (34,7) e Castrignano dei Greci (34,9).

Ma Acquarica vanta anche un altro primato negativo, quello relativo al reddito medio pro-capite. Con 4.545 euro all’anno si colloca all’ultimo posto in provincia di Lecce e al quart’ultimo nella regione Puglia. A livello nazionale su 8.048 Comuni Acquarica si colloca all’8.018° posto, ossia solo 30 comuni in tutta Italia hanno una situazione economica peggiore di quella di Acquarica. Si tratta di un primato negativo ormai consolidato negli anni. Nel 2010 con 4.329 euro di reddito medio pro-capite Acquarica si attestava già al primo posto nella graduatoria dei comuni salentini più poveri, confermando il primato dell’anno precedente ottenuto con un reddito medio pro-capite di 4.276 euro, dopo quello del 2008 (4.285 euro), del 2007 (3.896), del 2006 (3.438) e 2005 (3.227 euro).

Ma come si può spiegare un fenomeno del genere? Attribuire il dato di fondo ad una specie di propensione degli acquaricesi verso l’evasione fiscale è una grossolana affermazione, come quella di chi sostiene che il primato salentino per i casi di morte per tumore polmonare è da attribuire al vizio del fumo piuttosto diffuso nel Salento. La verità è che molte attività lavorative che hanno dato lavoro a centinaia di famiglie acquaricesi sono scomparse senza che venissero sostituite. Fino agli anni ’60 ad Acquarica centinaia di donne lavoravano il giunco marino nei ritagli di tempo, stando a casa e crescendo i propri figli: oggi quest’attività è scomparsa quasi del tutto, o meglio sopravvive a fatica grazie ad un gruppuscolo di “spurtare” che continuano a lavorare più per passione che per denaro. Acquarica vanta nel suo passato tra le attività produttive quella relativa all’estrazione dei blocchi di tufo, con i quali è stato costruito mezzo Salento; un’attività che ha dato lavoro a centinaia di famiglie: oggi nel territorio di Acquarica non c’è più una sola cava di tufo. Negli anni ’80 in paese si è sviluppato il settore delle confezioni, dando lavoro a centinaia di persone grazie ai calzifici operanti sul territorio: oggi non c’è più un calzificio. A questo si aggiunga la situazione desolante dell’agricoltura, stato di abbandono e fenomeno Xylella compreso, e allora si capisce il perché dei tristi primati che purtroppo questo piccolo paese, suo malgrado, continua a detenere nel tempo.

alberghiero ugentoUGENTO. Un edificio costruito per ospitare una scuola media, poi lasciato abbandonato a se stesso per una ventina d’anni e infine recuperato, ampliato e messo a disposizione della comunità. Se c’è qualcosa che a Ugento è rimasto fermo al palo per lungo tempo, per poi ritrovare nuova vita quando ormai ogni speranza sembrava persa, questa è l’istituto professionale alberghiero di via Caduti di tutte le guerre. Nel 2004, dopo anni di abbandono, lo stabile fu recuperato e attrezzato per ospitare alcune classi della scuola, che dipende dal professionale «Filippo Bottazzi» di Casarano. Nel 2007, poi, con delibera di Consiglio il Comune di Ugento trasferì a titolo gratuito la proprietà dell’edificio alla Provincia, in vista di un ampliamento. Insieme all’edificio, passarono nelle mani della Provincia anche il terreno adiacente, circa 7.300 metri quadrati, precedentemente donato al Comune dai proprietari. I lavori di ampliamento iniziarono nel 2009, per un costo di tre milioni e 150mila euro. E il 15 settembre del 2014, all’inizio del nuovo anno scolastico, il nuovo istituto è stato inaugurato alla presenza delle autorità provinciali e comunali, del vescovo e delle forze dell’ordine. Un degno finale per quell’edificio rinato a nuova vita. E un nuovo inizio per gli studenti che oggi ne usufruiscono.

Nardò aderisce all’Istituto di Culture Mediterranee della provincia di Lecce. Lo ha deciso il Consiglio comunale, approvando all’unanimità la delibera proposta dell’assessore alla Cultura Mino Natalizio, nella seduta del 10 novembre scorso. Importanti le finalità dell’Istituto che si sta costituendo in provincia. Tra queste: identificare, valorizzare e diffondere la Cultura dell’Area Mediterranea al fine di affermarne un’identità comune seppure nel rispetto delle diversità culturali e religiose; contribuire allo sviluppo del sistema culturale territoriale attraverso la gestione di attività artistiche, musicali e di spettacolo dal vivo, con riferimento alla speciale collocazione del Salento nel contesto del Mediterraneo sud orientale che lo hanno reso approdo di differenti genti, costumi, valori, terra di talenti e produzioni culturali innovative, al di là della specificità dei linguaggi e dei generi; organizzare in collaborazione con l’Università del Salento, master, studi e ricerche nel settore dell’intercultura con l’obiettivo di esaltare la storia del Salento come terra di accoglienza, patria di Don Tonino Bello, vescovo e profeta di pace.

“Abbiamo deciso di aderire all’Associazione Istituto di Culture Mediterranee –dicono il sindaco Marcello Risi e l’assessore alla Cultura Mino Natalizio- nella piena consapevolezza che processi di internazionalizzazione della Cultura Salentina, come quelli che si propone l’Istituto di Culture Mediterranee, porteranno sicure ricadute positive sul turismo, oltre che ad una gestione più efficace del patrimonio culturale, ad una migliore utilizzazione delle risorse, con particolare riferimento a quelle europee, in campo culturale, sociale e della formazione”.

Antonio Gabellone, di Tuglie, è stato riconfermato presidente della Provincia di Lecce. Al 55enne farmacista (già assessore nel suo comune) sono andati 48.842 voti “ponderati” contro i 44.000 dello sfidante Massimo Manera (sindaco di Sternatia). Gabellone (centro-destra) è stato scelto dal 52,6% degli aventi diritto che, in questo caso per la prima volta, non sono stati gli elettori salentini ma solo i sindaci e i consiglieri comunali dei centri della Provincia con i comuni suddivisi in nove fasce demografiche per dare un peso diverso alle preferenze espresse dai centri più popolosi. Con Gabellone ci saranno solo 16 consiglieri (erano 36): si tratta di Renato Stabile, Simona Manca, Roberto Martella, Tiziano Cataldi (sindaco di Matino) per la Lista “Forza Italia”; Toti Di Mattina (consigliere comunale e già candidato sindaco alle ultime amministrative di Gallipoli), Massimo Como, Antonio Rosato, Guido Nicola Stefanelli, Giovanni Tundo (consigliere comunale di Galatone) nella lista “Salento futuro” e Fernando Coppola (“Nuovo centrodestra”). Sei, invece, i seggi per il Centrosinistra con Danilo Scorrano (consigliere comunale di Sannicola e candidato sindaco alle ultime amministrative nel suo comune), Antonio Coppola, Giovanni Siciliano (per la lista Salento Bene comune con Manera), Mauro Gaetani (consigliere comunale di Racale) e Sergio Signore (lista Salento cambia) e Nunzio Dell’Abate (lista “Per la Costituente popolare”). Nel 2009, con il voto popolare, Gabellone  vinse con il 51,1% su Loredana Capone.

strada finanziata la california per supersano casarano

CASARANO – Approvato il progetto definitivo (ora si passa a quello esecutivo) per il completamento della strada provinciale 334, quella che corre a nord della città e che collega Parabita e la via per Collepasso a Casarano. Il progetto generale prevede il prolungamento, fino alla provinciale Casarano-Supersano, del tratto noto come “La California” e chiuso da anni: sul tavolo ci sono 450mila euro per compiere un altro passo verso questo obiettivo. La decisione della Giunta provinciale, presieduta da Antonio Gabellone, è stata salutata con soddisfazione dal sindaco casaranese Giovanni Stefano.

rifiuti

Tutti i Comuni (le eccezioni in questo campo sono davvero poche) hanno il loro tallone d’Achille che è costituito dalla gestione dei rifiuti, dai costi che questo servizio comporta, dalle difficoltà di elevare la percentuale di raccolta differenziata. Si fanno progetti, si spara nel finanziamento. Questa volta è la Provincia di Lecce che dà una mano finanziando con 908mila euro 92 progetti presentati da altrettanti Comuni, progetti che, pur diversi, vertono tutti sul problema gestione rifiuti/raccolta differenziata. Si tratta di un cofinanziamento al 67% del contributo richiesto;  percentuale che potrà aumentare  dopo l’approvazione da parte della Regione Puglia del Piano triennale dell’Ambiente, già redatto dalla Provincia.

Non sono grandi somme, ma è comunque un aiuto per le casse comunali, senza contare che i progetti hanno valenza educativa.

Nei paesi in cui viene diffuso Piazzasalento, i progetti e contributi erogati sono i seguenti: Acquarica del Capo, “Uso & riuso. Rispetto l’ambiente e dono un aiuto”, (15mila); Alezio, “Riqualifica ambientale aree territorio comunale”, (21.428,57);  Alliste, “Tutela e valorizzazione dei beni ambientali diffusi nel territorio di Alliste e Felline”, (16.500 euro); Aradeo, “Piano d’azione strategico ambientale”,(15mila); Casarano, Libra-Libera il Radon”,(22.260); Galatone, “Differenziati-Differenzia”, (15mila) ;Gallipoli, “Interventi di raccolta e smaltimento di rifiuti inerti”, (15mila); Matino,  “Bonifichiamo la città dall’amianto”, (21.500); Melissano, “Piano d’azione strategico ambientale”, (15mila) Parabita, “Progetto rimozione amianto”, (15.mila); Presicce,  “Ambientamoci un po’ di più! Ripuliamo il nostro territorrio”, (14.943,10); Racale, “Una campagna per le campagne”, ( 15mila); Sannicola, “Interventi di bonifica da rifiuti pericolosi e non pericolosi di alcuni siti comunali”, (15mila); Seclì, “Seclì A ++” (15mila);  Taurisano, “Arrivano  gli ecovolontari”, (15.500);  Taviano, “Campagna contro l’abbandono di rifiuti-interventi di rimozione/bonifica”,(21.428,58); Tuglie, “Progetto riqualificazione ambientale aree comunali”, (18.750) ;   Ugento, “Quelli che …si differenziano”,  (21.400).

Anche la Regione Puglia spinge l’acceleratore sulla tutela dell’ambiente: è del luglio scorso, infatti, una delibera con la  quale vengono stanziati 2 milioni di euro che provengono dai Fondi Cipe a favore dei Comuni la cui percentuale di differenziata ha raggiunto valori compresi tra il 36 ed il 67%.

Un modo, insomma, per dare un riconoscimento all’impegno dei Comuni virtuosi e a spingere gli altri che sono rimasti indietro nella percentuale della raccolta differenziata a seguirne l’esempio.

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Gallipoli. La situazione del basket a Gallipoli resta sempre appesa a un filo. Le difficili condizioni economiche volute dalla Provincia, 3mila euro per l’utilizzo della palestra, hanno portato il presidente e allenatore Francesco Pacella ad una decisione drastica ma necessaria.  «Certo continuiamo a lavorare, insieme ai ragazzi, col solito impegno ed entusiasmo – spiega Pacella – ma siamo stati costretti a ridurre in modo consistente le ore di allenamento per provare a contenere i costi». «Ho ricevuto tanti attestati di stima e solidarietà – prosegue il presidente –  ma quello invece che amareggia è il silenzio assoluto dei nostri amministratori, i quali non mi hanno rivolto nemmeno una telefonata per apprendere quali fossero le nostre difficoltà».  Ma si continua a giocare: «A livello federale ci siamo iscritti solo per il campionato riguardante la categoria del mini-basket, mentre per gli under 15 parteciperemo al campionato amatori Csi. Organizziamo  – conclude Pacella – molte amichevoli: Nardò, Lecce, cercheremo di arrivare fino a Brindisi. Per i ragazzi giocare è importante, senza le pressioni dell’agonismo, li aiuta ad acquisire maggiore esperienza».          

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Una formazione dell’asd basket Gallipoli

Gallipoli. La crisi economica si sta ripercuotendo in ogni settore, sportivo compreso. Capita così che una piccola ma funzionale realtà come quella dell’Asd Basket Gallipoli (con quasi 80 iscritti), abituata a fare di necessità virtù per via delle tante difficoltà, dettate dalla carenza di strutture e dalla totale assenza di aiuti, si ritrovi dinnanzi ad una “folle” richiesta proveniente direttamente dalla Provincia di Lecce, come racconta il presidente dell’associazione Francesco Pacella: «Ci è stato comunicato che la quota da corrispondere come affitto mensile per la palestra dell’istituto “Amerigo Vespucci”, dove svolgiamo gli allenamenti, relativamente al periodo di durata della stagione sportiva, dal primo ottobre 2012 al 31 maggio 2013 è di 3mila euro al mese, con un aumento di quasi il doppio rispetto a quanto pagavamo prima. Una cifra insostenibile tanto più che si tratta di una struttura inadeguata a praticare il basket». Dura la posizione del presidente che prosegue:«Tutto ciò accade perché nessuno si è mai preoccupato di fare qualcosa per questo paese e soprattutto per i nostri ragazzi. E anche quando ce n’è stata la possibilità tutto è rimasto fermo. Non possiamo più andare avanti così».

Una crisi che ha spazzato via molte società partecipanti al campionato under 15, col rischio di trasferte lunghissime, fino nel foggiano:«L’unica novità positiva è che la federazione ha deciso di suddividere le squadre in due gironi, uno per il Salento e l’altro per il nord pugliese; senza questa modifica i costi per la semplice gestione sarebbero aumentati considerevolmente con altre conseguenze, come l’abbandono da parte di tanti ragazzi, per motivi legati allo studio o alla mancanza di tempo». A vincere, come ogni storia a lieto fine è la passione: «La grande soddisfazione – conclude Pacella – è vedere i miei ragazzi divertirsi imparando qualcosa. Ma è sempre più difficile andare avanti, specie se le cose non cambieranno al più presto».

Luigi Alemanno

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...