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Patriarca6

PRESICCE. Finalmente Presicce può vantarsi di avere il suo “Parco dei Patriarchi Verdi”. Per patriarchi verdi si intendono gli alberi monumentali che ormai vengono tutelati come bene culturale di interesse pubblico, secondo il decreto legislativo n. 63 del 26 marzo 2008. Grazie ad un progetto predisposto dal professor Vincenzo Verardi per conto della Pro-loco, infatti, si è proceduto alla individuazione degli alberi monumentali presenti sul territorio ed alla loro archiviazione fotografica.

Il progetto ha visto coinvolti gli alunni delle classi 2^ A – B e C della scuola media di Presicce, coordinate dalle docenti Paola Tamburo, Maria Teresa Negro e Anna Licchelli. «Questi alberi sono monumenti  naturali che devono essere tutelati –  ha dichiarato il professor Verardi. L’albero monumentale è giunto tale fino a noi perché fino ad ora il disturbo dell’uomo è sempre stato minimo. La scomparsa di alberi monumentali è legata ai cambiamenti climatici, l’inquinamento, all’intervento massiccio dell’uomo che in alcuni casi ha modificato radicalmente il paesaggio».

Il progetto “Conoscere gli alberi monumentali” ha avuto lo scopo di far conoscere agli studenti il fantastico mondo di questi alberi, antichi custodi di storie, e aneddoti, memoria vivente di quello che è successo intorno a noi nel corso dei secoli passati.

«L’attività realizzata dai ragazzi – ha spiegato il professor Verardi – è stata suddivisa in due fasi: nella prima una lezione frontale in cui si sono illustrate agli alunni le caratteristiche degli alberi monumentali e tutto ciò che ruota intorno all’argomento. Sono state poi consegnate ai ragazzi delle schede con il compito di raccogliere informazioni a casa su eventuali alberi sconosciuti o storie ad essi legate. Nella seconda fase è stata effettuata una visita sul territorio  alla scoperta di qualche grande albero ed alla sua misurazione.  Il tutto corredato da una serie di foto di cui alcune effettuate dai ragazzi».

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differenziata incontro settembre 2013 foto vanessa chirivì - galatone differenziata incontro settembre 2013 foto vanessa chirivi- galatone

GALATONE. Scende la percentuale di raccolta indifferenziata a Galatone.

Mettendo a confronto il periodo da giugno ad agosto di quest’anno con gli stessi mesi del 2012 si nota, infatti, come la percentuale di materiale indifferenziato conferito in discarica sia diminuito del 40% circa, e sia di conseguenza aumentata la percentuale di rifiuti differenziati, passata dal 4 al 20% circa. I dati sono emersi nel corso del recente incontro voluto dall’Amministrazione comunale (moderato da Claudio Longo) per fare il punto sul nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti avviato, con il servizio “porta a porta”, circa tre mesi fa.

Insieme al sindaco Livio Nisi erano presenti l’ingegnere responsabile del settore Urbanistica Luca Migliaccio, l’assessore all’Ambiente Ivan Roseto e l’ingegnere incaricato del progetto per la raccolta differenziata Emanuele Borgia.

Tutto sommato, e considerando anche il periodo estivo non propriamente adatto per una statistica attendibile sull’andamento del servizio, si tratta di un quadro generale interessante e ben promettente, che vede una Galatone impegnata e volenterosa, che finalmente raggiunge le percentuali di efficienza del servizio degli altri Comuni salentini.

Durante la serata sono, però, emerse anche numerose contraddizioni e disservizi legati sia al problema generale dei rifiuti, sia a quello specifico della raccolta differenziata. In particolare è stato sollevato dai cittadini il ritardo nella costruzione dell’Ecocentro, gli errori negli opuscoli con il calendario e le regole per la raccolta, la mancanza di strutture adeguate per la raccolta di oli usati, pile, medicinali, e altri materiali pericolosi, nonché il comportamento maleducato di una fetta di popolazione che accumula tutti i rifiuti nell’indifferenziato o si libera dei propri sacchetti dell’immondizia gettandoli nelle campagne altrui.

In risposta a ciò, gli amministratori ha accolto tutte  le segnalazioni, promettendo di ritornare sull’argomento e di fare il possibile per eliminare o diminuire tali problematiche.

 

 

 

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guardie ambientali

foto dal sito www.guardieambientali.com

GALLIPOLI. Basta essere sani, forti e maggiorenni per poter collaborare con le forze dell’ordine a mantenere il territorio più pulito: sono questi, e pochi altri, i requisiti previsti dall’associazione nazionale di volontariato “Guardie ambientali“. Che c’entra la “Città Bella”? Una sezione locale dell’associazione può essere aperta ovunque: nel caso di Gallipoli, occorre inviare la candidatura alla sezione provinciale più vicina, Otranto (indirizzo email: guardieamb_otranto@libero.it; cel. 329/2231817; pagina facebook).

Potrebbe essere realmente utile per far tornare a brillare la “Perla dello Ionio”? “Sarebbe perfetta per la mia città” è stato il commento di Elisabetta De Martino, residente a Gallipoli, che ha deciso di segnalare al nostro giornale l’iniziativa e di sottoporla al giudizio dei suoi concittadini.

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lungomare galilei pressi rotonda gallipoli

GALLIPOLI. Venerdì alle 9 appuntamento alla rotonda del lungomare Galilei per ripulire la scogliera del litorale che s’affaccia sul parco naturale “Isola di Sant’Andrea – litorale di Punta pizzo”. Guanti, sacchi e cappellini saranno forniti dall’organizzazione, Legambiente Gallipoli e associazione culturale “La Fenice”.

 

kroke caccia al tesoro nel centro storico 2013 foto giancarlo nisi  galatone

GALATONE. Dopo anni di attività, l’associazione ecomuseale Kroke, che si occupa della promozione e della salvaguardia del territorio, entra finalmente a far parte dell’Albo comunale delle associazioni, insieme, tra l’altro, ad altre undici compagini che si occupano di cultura, famiglia, sport, attività sociali, tutela ambientale e iniziative educative.

La Kroke ha anche firmato recentemente un protocollo d’intesa con l’Amministrazione Comunale, un impegno comune per la tutela e la condivisione del patrimonio artistico di Galatone.

L’ultima iniziativa del sodalizio risale al 25 agosto scorso, quando per le vie del centro storico è stata organizzata una caccia al tesoro (nella foto i partecipanti), con riferimenti storici e dialettali, con lo scopo di insegnare alle giovani generazioni le tradizioni e la cultura locale, perché non vadano perse.

uliviUGENTO. Che il Salento ami parlare inglese non è più una novità da molto tempo, basti pensare che un’eminente personalità del Regno Unito, l’attrice premio Oscar Helen Mirren, ha scelto una masseria a Tricase per le sue vacanze. Come lei, anche altri suoi connazionali illustri e meno sono rimasti contagiati dalla Salento fever ed è forse anche per questo motivo che Martin Bancroft, presidente dell’Epip (East peak innovation partnership) operante nello Yorkshire, ha accettato di buon grado l’invito del Gruppo azione locale capo di Leuca per passare qualche giorno tra mare e ulivi.

La visita di Bancroft è stata anche occasione per ribadire sempre di più le “larghe intese” tra turismo nord e sud europeo, nell’ambito di una mobilità che non ha e non deve avere confini. Il segreto è sempre e solo la collaborazione, che non deve mai mancare perché tutti possano sempre sentirsi a casa propria.

Ospite a Tricase del presidente del Gal, Rinaldo Rizzo, il rappresentante inglese ha toccato alcuni punti salienti del nostro turismo, si è infatti recato ad Ugento, dove ha visitato la Tenuta Bianco, a Castrignano all’Agriturismo Serine e poi all’albergo diffuso di Specchia. L’intera iniziativa si è svolta nell’ambito del Progetto di cooperazione transnazionale “European country inn – tourism development in rural areas” dedicato a promuovere i prodotti, le offerte turistiche e culturali delle aree rurali d’Europa, territori del buon vivere e della buona enogastronomia.

L’intero progetto si svolge in collaborazione con quindici Gal italiani (di cui sette pugliesi), un Gal rumeno, uno svedese e naturalmente l’Epip presieduto da Martin Bancroft. A ben guardare, si tratta anche di una visita ricambiata: lo scorso giugno, infatti, i rappresentanti dei Gal coinvolti sono stati ospitati a Manchester ad un evento che ha visto la presenza di autorità, turisti e buyers internazionali e durante il quale sono stati tenuti numerosi seminari e convegni riguardanti l’enogastronomia italiana.

Diverse saranno le iniziative che da qui al 2015 si svolgeranno nei paesi partecipanti per costituire una vera e propria rete di flussi turistici e di esperienze condivise e da promuovere insieme nei mercati internazionali.

Porto Torre San Giovanni

TORRE SAN GIOVANNI (UGENTO). Per la sua XXII tappa, il pedalò del progetto “Apulia slow coast” passerà oggi da Torre San Giovanni fino ad approdare a Porto Cesareo, dove in serata è previsto un incontro con le Autorità istituzionali e i responsabili dell’iniziativa volta a favorire un turismo lento, amico dell’ambiente.

Il percorso, lungo quasi 800 km, è partito dal litorale foggiano e si concluderà su quello tarantino. Il tutto confluirà, alla fine, in un documentario che racconterà la traversata ideata da “Apulia slow coast”, progetto vincitore del bando regionale “Pugliapedali”.

 

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scuola primaria Morgante Via IV Novembre

CASARANO. Con 21.350 euro anche Casarano beneficia dei finanziamenti in tema di salvaguardia ambientale previsti dalla Provincia. “Libra- Libera il radon” è il progetto che prevede un cofinanziamento da parte del Comune che riceve, intanto, il 67 per cento di quanto chiesto alla Provincia in attesa che dalla Regione arrivi la quota prevista nell’ambito del Piano triennale dell’ambiente: in questo caso il contributo sarebbe del 77 per cento.

Casarano ha già avviato lo scorso marzo la bonifica di alcune scuole minate dal pericoloso inquinante la cui presenza era stata accertata già nel 2012. Gli interventi sono avvenuti nelle scuole di gestione comunale (ovvero materne e primarie). All’epoca dei controlli condotti dal dipartimento di Fisica dell’università del Salento, su 420 istituti monitorati in tutta la provincia, ben 37 scuole risultarono contaminate: di queste ben nove a Casarano (nei plessi di via Messina, via Amalfi, via Ruffano, viale Stazione, via Capuana, via Agnesi e via IV Novembre).

Con il nuovo contributo si potrà, dunque, completare l’operazione già avviata (e conclusa con successo) presso l’edificio di via IV Novembre dove era stata registrata la presenza più alta del pericolo gas naturale (che si propaga dal terreno e dai materiali di costruzione).

 

 

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ulivi tagliati

TAVIANO. Un tonfo al cuore. I denti delle seghe elettriche si conficcano nel tronco e in pochi secondi tracciano una linea che divide inesorabilmente  gli anelli,  il titano si inginocchia, liberando il rumore cupo del corpo che cade, crepando la terra secca e scura che inghiotte per sempre secoli di storia salentina. Il tronco rimane lì, mozzo e piangente e il pensiero corre lontano, in un viaggio nel tempo tra i versi di Bodini “divento ulivo e ruota di un lento carro, siepe di fichi d’India, terra amara dove cresce il tabacco” fino a quelli del  De Santis “t’ia dummannare te lu sangu meu, te nonnuma carusu, ulìa cu sacciu te quanti furesi t’hanne spruatu sta fronza” Invece ora c’è solo il silenzio dell’assenza.

Succede questo in terra salentina, in una particella di terreno in zona “Rau”, nelle campagne tra Taviano e Alezio, in agro di Gallipoli, alcuni esemplari d’ulivo secolari, sentinelle senza tempo di storie di fatica, di sudore e vita tra i campi, vengono segati e trasformati in legna da ardere, giganti di ulivi ridotti in pezzi e venduti, come carne al macello, per  poche centinaia di euro. La cruda realtà è questa: i contadini di una volta non ci sono più, a raccogliere le loro eredità sono spesso figli e nipoti che non hanno alcuna voglia, né capacità di prendersi cura degli uliveti, recentemente, sempre più colpiti da funghi e parassiti, come il rodilegno giallo. Le cure costano, il prezzo dell’olio è ai minimi storici e sovente si decide di abbandonare i campi, a volte addirittura di deturparli, attraverso espianti o abbattimenti, cercando di ricavarne qualche misero profitto. Ciò che non si comprende è che così facendo si uccide il Salento.

La legge regionale  n.14 del 2007 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali” fu approvata all’unanimità proprio allo scopo di tutelare gli oltre cinque milioni di ulivi secolari monumentali pugliesi ma la modifica approvata in Commissione ambiente con voti bipartisan consente la deroga ai divieti di danneggiamento, abbattimento, espianto e commercio degli ulivi monumentali e prevede, inoltre, la non applicazione delle prescrizioni previste dalle norme tecniche di attuazione  del Piano urbanistico territoriale tematico per il paesaggio.

Contro le modifiche si sono  espressi nei mesi scorsi Legambiente, Touring Club Italiano, Italia Nostra e Wwf. Il “World wide fund for nature” ha denunciato l’ulteriore ferita inferta ai danni degli ulivi di Puglia, riservandosi di ricorrere nelle sedi opportune.

pulizia spiagge

ALLISTE. Al servizio di raccolta differenziata porta a porta, esteso alle marine dalla scorsa estate, il Comune associa, come ogni anno, la pulizia delle spiagge a cura delle associazioni di volontariato locali. L’operazione “salvambiente”, finanziata con fondi comunali perché quelli provinciali sono giunti in ritardo, è partita martedì 13 agosto e andrà avanti fino al 13 settembre, con appuntamento il venerdì. Tra le associazioni coinvolte, anche quella di Protezione civile presieduta da Antonio Renna che commenta i risultati delle prime due uscite: «Con amarezza ho notato che i gestori dei vari locali e chioschi non effettuano una pulizia corretta dello spazio di loro competenza. L’unica eccezione è rappresentata dal “Sunset café” di località Campore. Inoltre, ho potuto osservare che i villeggianti, in alcuni casi, non ripongono i sacchetti della spazzatura nei contenitori appositi, ma li depositano direttamente  sul marciapiede di casa».

C’è tanto da fare in materia di educazione ambientale, ma la buona notizia è che la Provincia ha finanziato per il 67 per cento il progetto del Comune, di “Tutela e valorizzazione dei beni ambientali diffusi nel territorio di Alliste e Felline”, il cui importo complessivo è di 16.500 euro: «La quota destinata alla pulizia spiagge – spiega il sindaco Renna – la utilizzeremo il prossimo anno. Per il resto, prevediamo un’attività di controllo delle zone di campagna dove più spesso vengono abbandonati i rifiuti, a cura dei vigili urbani e delle associazioni. Opereremo in collaborazione con le scuole. Già incentiviamo la partecipazione dei ragazzi alla pulizia spiagge ripagandoli, alla fine, con dei buoni libro».

I risultati delle analisi di Goletta verde 2013, effettuate tra l’11 giugno e l’8 agosto, non sono incoraggianti: sono 104, in totale, i punti “fortemente inquinati” sulle coste italiane, di cui 14 localizzati in Puglia. Secondo il monitoraggio di Legambiente, il problema principale è la maldepurazione: gli impianti peggiori, in Puglia, si trovano a Molfetta e sul litorale tra Bari e Barletta.

L’analisi dettagliata sul portale di Legambiente.

 

camper litoranea nord

GALLIPOLI. Per campeggiare è obbligatorio recarsi nelle aree di sosta, questo il senso dell’articolo 185 del Codice della Strada, secondo il quale “la sosta delle autocaravan, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento e simili se l’autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l’ingombro proprio dell’autoveicolo medesimo”. In questi giorni tuttavia non è raro, soprattutto nelle prime ore del mattino e spesso anche nel tardo pomeriggio, notare la sosta selvaggia di camper e roulotte con tavolini, tende, biciclette al seguito, sulla scogliera del litorale nord, dove fra l’altro,  vige il divieto anche da parte della Capitaneria attraverso un’ordinanza.

Stesso fenomeno nella zona antistante il cimitero, al di fuori dell’area sosta comunale autorizzata. In entrambi i casi si nota l’abbandono evidente di rifiuti. Queste presenze di turisti non registrate in nessuna delle sedi opportune, inoltre,  falsano i dati ufficiali  con una perdita per il turismo all’aria aperta e per il Comune in termini di tassa di soggiorno e rifiuti. Altra criticità la questione degli scarichi anch’essa regolata dal suddetto articolo che vieta “lo scarico dei residui organici e delle acque chiare e luride su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario”. Una situazione di abusivismo che si ripercuote dunque anche sulla sicurezza sanitaria e su decoro e pulizia urbana.

Parco-Litorale-di-Ugento

UGENTO. È online la bozza del piano territoriale del Parco naturale regionale “Litorale di Ugento”, il documento che disciplinerà gli interventi finalizzati a favorire lo sviluppo economico e sociale dell’area e dei territori adiacenti. Insieme al piano pluriennale economico e sociale, redatto da Massimo De Nuzzo, la serie di documenti è disponibile all’indirizzo www.comune.ugento.le.it/pianodelparco.

Gli atti sono stati resi noti dalla presidente della terza commissione consiliare Maria Venere Grasso e dal responsabile del settore urbanistica Leonardo Liviello. Dopo un periodo di pubblica consultazione, le bozze passeranno nuovamente alla commissione, che organizzerà una serie di appuntamenti con i portatori di interessi e con la cittadinanza per dare avvio alla fase partecipativa. Solo in seguito alle attività di copianificazione i documenti saranno approvati e, quindi, diverranno formalmente operativi.

Tra gli obiettivi del piano territoriale del parco – spiegano dal Comune – c’è quello di promuovere un modello di sviluppo sostenibile che non arrechi danno all’ambiente e alle risorse naturali e che, allo stesso tempo, conservi e recuperi gli habitat e le specie animali e vegetali e gli equilibri ecologici, idraulici e idrogeologici. Nel piano saranno previste le opere necessarie alla conservazione e al ripristino ambientale e le disposizioni per la salvaguardia e saranno indicate le eventuali attività incompatibili con le finalità del Parco.

Alla redazione delle bozze hanno lavorato esperti del Politecnico di Bari e del Comune di Ugento: i coordinatori scientifici Calogero Montalbano e Attilio Petruccioli, i componenti della commissione scientifica Francesca Calace e Giacomo Martines, i consulenti Luigi Guastamacchia e Adriano Spada, i collaboratori  Nicola D’Addabbo, Valentina Guglielmi, Silvia Laterza, Antonella M. Milano e Francesca Regano e i componenti dell’ufficio di piano Leonardo Liviello e Marco Dadamo.

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veduta aerea di punta pizzo

GALLIPOLI. Per ora è solo un protocollo sottoscritto dai Comuni di Taviano, Racale e Alliste con quello di Gallipoli capofila. L’intesa denominata “Costa gallipolina”, fa perno proprio sul litorale gallipolino, inserito dalla Regione tra i “paesaggi costieri ad alta valenza naturalistica”, e lo estende per qualche chilometro più a sud, per partecipare tutti insieme al bando regionale con un progetto unico che possa essere magari accolto nell’ambito dell'”Azione di tutela della biodiverstà nel sistema conservazione della natura”.

L’ambiente, dunque, al centro di una operazione intercomunale – i quattro Enti sono insieme anche nell’associazione “Città policentrica” con capofila Sannicola – per preservarne qualità e pregi straordinari, così come riconosciuti nel Piano paesaggistico territoriale della Puglia e nel Programma regionale per la tutela dell’ambiente (Prta) che, al pari del Piano delle coste da esaminare ed approvare da parte del Comune di Gallipoli, tesse una stretta trama tra la costa e i paesi dell’entroterra che quella costa utilizzano.

Per ottenere quel che serve per proteggere questo scrigno, i Comuni interessati dichiarano di accettare i punti contenuti nel Documento programmatico preliminare per la rigenerazione urbana del sistema territoriale riassunto nella “Città policentrica”. In altri termini e più nel dettaglio: al primo punto la riqualificazione in chiave paesaggistica degli insediamenti costieri; la dismissione del traffico veicolare sulle litoranee; il potenziamento delle connessioni ecologiche tra le aree protette di Gallipoli e Ugento e l’eliminazione di tutti gli ostacoli eventualmente presenti.

Oltre a questi interventi praticamente rivoluzionari rispetto all’attuale situazione (si pensi soltanto al litorale sud della città fino al canale dei Samari), nel protocollo ci si impegna poi all’adozione del piano delle coste coerente con l’obiettivo generale della “Costa gallipolina” e l’implementazione di “reti ciclabili in area mediterranea” così come definite nel progetto Cyronmed.

Commenta il sindaco Francesco Errico: «Sì, è un bell’onere fare da capofila ma vale la pena essere ambiziosi con obiettivi molto importanti, come la decongestione dei litorali (ci sono i lavori in corso a “Padula bianca”) e la riqualificazione urbana per un turismo alternativo». Intrecciando strumenti diversi ma con finalità comuni.

Voce al Direttore

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