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protesta cittadini

Torre-San-Giovanni-LungomareUGENTO. Una petizione rimasta inascoltata fa scoppiare la protesta. In circa 200, sul finire dell’estate, avevano firmato la richiesta di risposte ai problemi riguardanti il quartiere più vecchio di Torre San Giovanni, quello nei dintorni del porto. Tra i problemi segnalati quelli legati ai parcheggi selvaggi, al traffico e all’uso poco corretto dei cassonetti dei rifiuti.
I cittadini speravano che dell’argomento si sarebbe discusso in Consiglio, ma quando hanno visto che, nei punti all’ordine del giorno della prima seduta utile, della loro petizione non c’era nemmeno l’ombra, hanno minacciato di rivolgersi al prefetto. «Avremmo gradito – sono le parole del Comitato – l’interesse di qualcuno dei nostri amministratori, considerato che anche noi siamo contribuenti del Comune di Ugento. Invece così non è stato».

C’è da dire, però, che da quando i cittadini hanno alzato la voce qualcosa si è mosso. I consiglieri di opposizione Angelo Minenna, Giulio Lisi, Carlo Scarcia, Pasquale Molle e Gianfranco Coppola hanno richiesto la convocazione di un Consiglio comunale monotematico. É intervenuto anche il consigliere con delega alla marina, Alessio Meli, che ha chiesto la convocazione congiunta della quarta commissione, da lui stesso presieduta, e della terza, presieduta dalla collega Maria Venere Grasso. È prevista l’audizione dei funzionari comunali interessati dagli argomenti. «La terza commissione – spiega Meli – è deputata alla trattazione delle problematiche riguardanti l’ambiente, i piani della circolazione urbana, i lavori pubblici. Intendendo, però, dare anche una rilevanza sociale all’argomento, potrebbe essere opportuno interessare anche la quarta commissione, che si occupa, appunto, di problemi sociali e turismo».

attilio scappaldi - casaranoCASARANO. Quando le istituzioni, per negligenza o per impedimenti di varia natura, non riescono a individuare le tante piccole problematiche che caratterizzano un centro urbano, dovrebbe emergere il senso civico di ogni cittadino, pronto a segnalarle. È questo il caso di Attilio Scappaldi (foto), da sempre attivo nell’associazionismo casaranese, che da giugno a oggi si è fatto portavoce di alcuni disagi, molti dei quali sono stati risolti proprio in seguito a tali segnalazioni. Tra queste, ad esempio, si possono trovare la riparazione e l’istallazione di nuove panchine site nel piazzale della chiesa della Madonna della Campana e la rimonda degli alberi che impedivano la vista del suggestivo panorama dalla collina. E, ancora, l’allaccio alla rete elettrica pubblica dell’edicola votiva cavamonti per garantirne la continua illuminazione o la creazione di un canale per il deflusso delle acque piovane nella zona compresa tra via Maggia e via Ombrone.

Non tutte le richieste, però, sono state ancora esaudite. Tra queste l’eliminazione di alcune profonde e pericolose irregolarità presenti sullo sterrato adiacenti all’entrata secondaria del cimitero (nei pressi della zona parcheggio) o l’installazione di un’adeguata segnaletica riservata ai turisti, e non solo, nei pressi di tutti gli edifici storici. In questo caso ci sarebbero da rinnovare i leggii informativi.

cimitero

ACQUARICA DEL CAPO. Il problema non è di ieri, ma in paese se ne parla solo da qualche settimana, da quando cioè i figli di un’anziana, morta di recente, non hanno retto di fronte all’immagine dell’operaio che piallava la bara della madre per farla entrare in un loculo più stretto del normale. La scena ha turbato tutti i presenti, compresi i parenti provenienti da comuni diversi, che hanno cominciato a diffondere la notizia anche fuori paese.

Sembra inverosimile, ma effettivamente nel cimitero di Acquarica ci sono dei loculi più stretti dove i familiari del malcapitato defunto sono costretti ad assottigliare la bara con la pialla. La scena sembra più da film che reale, ma effettivamente il problema esiste e mai nessuno si è fatto carico di risolverlo. Praticamente nella costruzione dei loculi qualcuno ha commesso qualche errore di calcolo e così l’ultima colonna è risultata più stretta delle altre.

Superficialità, leggerezza, inesperienza del costruttore? Fatto sta che la situazione ha del paradossale: «Nostra madre era una persona minuta, per cui non è che ha avuto bisogno di una bara extra-large – hanno dichiarato i figli della signora – per cui è assurdo dover piallare il legno della cassa fino ad arrivare allo zinco per poterla sistemare nel loculo. La cosa più assurda, aggiungono i figli della defunta, è che dopo aver vissuto una vicenda sconcertante come questa il Comune ci ha richiesto il pagamento di 450 euro. Eppure i loculi vuoti a misura giusta c’erano disponibili.

Il custode però ci ha riferito che non era possibile saltare la fila per seppellire nostra madre in un altro loculo». Amarezza e rabbia sono i sentimenti dei figli della defunta, che  stanno meditando di richiedere al Comune un risarcimento per danni morali e materiali.

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chiesa ss apostoli pietro e paolo taurisano

TAURISANO – Annunciata più volte come imminente, è stata finalmente inaugurata la nuova chiesa di Taurisano. Il monumentale tempio sorge alla periferia della cittadina, lungo la direttrice per Casarano, angolo via Canova. Iniziata a costruire nell’ottobre del 2005, vescovo monsignor Vito De Grisantis, il cantiere ha avuto diversi stop a causa anche di problemi economici. la fine dei lavori era stata infatti fissata nell’ottobre del 2008.

Nell’articolo di “Piazzasalento” dell’agosto 2011 si leggeva che mancavano all’appello molti soldi ancora, circa un milione di euro, per sistemare spazi esterni ed interni dell’edificio sacro nonchè una torre campanaria; del costo complessivo dell’imponente opera (calcolato agli inizi intorno ai 2 milioni e mezzo), la Conferenza episcopale italiana aveva garantito un milione 700mila euro.

Ma ieri ha fatto scalpore a Taurisano il fatto che l’inaugurazione sia avvenuto in tono molto minore: “Quando s’inaugurò la chiesa di don Napoleone in tutte le messe nelle altre parrocchie furono informati tutti dell’evento; in questo caso niente, neppure un manifesto”, è stato il commento di tanti.

A “Piazzasalento” arrivano poi anche le rimostranze di quanti – imprese, operai, tecnici – hanno lavorato dal 2005 in poi alla edificazione della chiesa, dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo: “Non abbiamo ricevuto nessun invito, neppure una comunicazione per dire che la chiesa veniva aperta ufficialmente, non ci sembra giusto”.

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Torre Suda giorno 2TORRE SUDA (RACALE). Ancora polemiche sulla questione Tarsu a Torre Suda e botta e risposta tra i residenti della marina, che lamentano i costi della tassa a fronte di un servizio che ritengono assente, e il vicesindaco Frediano Manni, che ribadisce la piena legittimità degli uffici e promette più equità nella nuova Tares.

Secondo Francesco Santantonio, presidente del comitato residenti a Torre Suda, gli abitanti della marina pagano la Tarsu come quelli di Racale, ma non godono dei medesimi servizi. Nella marina la pulizia di strade e il taglio di erba, per esempio,  verrebbero erogati solo nei mesi estivi a differenza di Racale dove vengono regolarmente effettuati per tutto l’anno. In conclusione il comitato dei residenti chiede o servizi adeguati e pari a quelli di Racale o una diminuzione della tassa.

Il vicesindaco Frediano Manni difende la legittimità dei provvedimenti e riguardo la Tares  dichiara che saranno valutate tutte le nuove riduzioni a disposizione,  “avendo  la massima attenzione per una maggiore equità, sempre nei limiti consentiti, sia per gli abitanti della marina che per tutte le altre categorie di cittadini”.

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via firenze voragine 2007 gallipoli (1)GALLIPOLI. C’è un milione da spendere entro il 31 dicembre. Sta lì dal novembre 2011, praticamente da due anni. Nel frattempo, è cambiato il Sindaco, è cambiata la Giunta e il Consiglio comunale, ma non il problema – potenzialmente grave – che preoccupa gli abitanti di via Firenze, quasi all’imbocco della città per chi proviene da Alezio.

Il popoloso rione ha “scoperto” di poggiare su ampie cavità in modo drammatico il 29 marzo del 2007. Quel giorno si scoprì quello che pochi sapevano. E da allora è un susseguirsi di richieste di intervento e di risposte più o meno dilatorie. Anche se – probabilmente senza che fossero notati da molti – i tecnici comunali hanno monitorato ogni 15 giorni la staticità dell’area  e l’eventuale variazione della larghezza della fenditura che sta a testimoniare l’accadimento precedente.

Ora è corsa contro il tempo perchè la somma per mettere in sicurezza l’area, se non utilizzata entro il tempo massimo del 31 dicembre 2013 sarà destinata altrove. Da poco si è conclusa una laboriosa selezione per scegliere il gruppo di tecnici specializzata: ha vinto l’incarico un gruppo di Lecce. Il progetto preliminare è stato elaborato; si deve passare adesso al definitivo che dovrà ricevere il “via libera” dall’Autorità di bacino che ha concesso il cospicuo finanziamento.  Col progetto esecutivo si procederà alla gara d’appalto, fino ad impegnare formalmente il milione di euro disponibile.

Tempi strettissimi, dunque, che metteranno a dura prova le capacità amministrative e burocratiche del Comune. Subito dopo il disastro del 2007 fu effettuato un primo intervento d’urgenza che però non ha potuto rimuovere la delicatissima fragilità geologica del tessuto urbano in quella zona, con le cave ipogee che determinano “una grave situazione di pericolosità”, come  hanno certificato nel giugno scorso i tecnici ispettori dell’Autorità di bacino durante l’ultimo sopralluogo.

Lido marini sparisce una strada

ACQUARICA DEL CAPO. I contadini salentini hanno sempre benedetto l’arrivo delle piogge autunnali. Dopo un’estate di arsura da noi le prime acque sono proprio benedette. Ma per Ferdinando Piogia, dal cognome che sa di presagio, l’arrivo delle prime perturbazioni coincide con un misto di preoccupazione e rabbia che rendono difficile il sonno notturno. Proprietario di un appartamento a Lido Marini da qualche anno si ritrova sistematicamente la casa allagata.

«Esattamente da quando il Comune di Ugento ha autorizzato alcuni proprietari di appartamenti a occupare e recintare un tratto di strada, regolarmente asfaltata e fornita di punto luce di pubblica illuminazione, da dove da sempre l’acqua piovana che scende dal Villaggio Rosa defluisce per pendenza naturale» ha raccontato il signor Piogia. La chiusura della strada (foto) dirotta il corso naturale dell’acqua andando ad allagare gli appartamenti della zona. Stando alle dichiarazioni degli abitanti, la strada esisteva da oltre 25 anni.

«Il Comune di Ugento – dicono – sostiene che il suolo della strada è ancora privato. Ma allora dove sono finiti i soldi che noi abbiamo pagato per l’urbanizzazione? Come mai il comune di Ugento ha consentito di prevedere per le abitazioni che si affacciano su quella strada entrate carraie, finestrini e un passaggio per la pulizia dei pozzi neri? Se la strada non esisteva come mai era stata predisposta la pubblica illuminazione?» L’ultimo asfalto della strada risale al 2004, ha dichiarato il signor Piogia: «Se il Comune di Ugento non trova una soluzione saremo costretti a chiamarlo in giudizio per chiedere il risarcimento per i danni subiti».

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...