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Gallipoli – Ospedali e strutture sanitarie messe alla prova, da giorni, per l’influenza stagionale. La Asl Lecce corre ai ripari potenziando l’organico dei Pronto soccorsi nei sei ospedali pubblici della provincia (Lecce, Gallipoli, Casarano, Copertino, Galatina e Scorrano, nonché nel Punto di Primo intervento di Nardò) con la proroga sino al 31 gennaio del contratto a tempo determinato di 26 medici. Un passaggio “tecnico” in attesa di completare la procedura di assunzione a tempo indeterminato dei 53 medici vincitori di concorso, dei quali in 20 hanno già sottoscritto il nuovo contratto. In tal modo la Asl punta a superare le difficoltà organizzative dei Pronto soccorso “e ad accorciare i tempi di permanenza degli utenti, migliorando in modo sensibile il servizio”.  Tra i provvedimenti varati a fine 2017 c’è anche la conferma sino al 30 giugno 2018 di 80 dirigenti medici. Malgrado il blocco temporaneo dei ricoveri ordinari (ovvero programmabili) per gli ospedali di Copertino, Lecce (“Fazzi”) e Scorrano, al fine di rendere disponibile un maggior numero di posti letto per le patologie stagionali e influenzali, le difficoltà della struttura sanitaria non mancano.

La situazione al “Sacro Cuore” – Tra gli ospedali che “reggono” bene l’urto dell’emergenza c’è il “Sacro Cuore” di Gallipoli. «Non siamo ancora ai livelli estremi di guardia e ciò grazie al senso di abnegazione del personale, sia medico che paramedico», fanno sapere al nosocomio di via Alezio. Anche qui, quindi, le difficoltà non mancano, come denunciato di recente dalla Cgil Fp provinciale e ospedaliera che ha parlato di “situazione di collasso” dovuta a carenza di personale, soprattutto infermieristico e Oss, indicando ad esempio la Pediatria, unica tra Casarano e Gallipoli, in cui l’infermiera di turno è costretta a sobbarcarsi anche il lavoro non di sua competenza dell’operatore socio-sanitario, sottraendolo di fatto, all’assistenza del bambino-ammalato. Ora, alla situazione già precaria si aggiunge, l’emergenza “epidemia influenzale”. Negli ultimi giorni a Lecce c’è stato un primo incontro, a livello di dirigenti Asl, nel quale si è deciso di lasciare liberi i ricoveri nell’ospedale di Gallipoli, ricorrendo alla già preannunciata “task force” con il reclutamento dei medici di base solo nel caso di ulteriore bisogno. Al momento, dunque, la situazione appare sotto controllo.

I medici di base – Ma il surplus di lavoro sta condizionando anche i medici di base (malgrado i tanti vaccini somministrati) con una polemica serpeggiante perché gli studi medici in questo periodo vanno ben oltre i consueti orari di apertura. Nel poliambulatorio di via del Mare, uno tra i più affollati dell’intero territorio, il dottor Francesco Coluccia (medico specialista, con il massimo degli assistiti e quasi 40 anni di esperienza professionale) butta, però, acqua sul fuoco delle polemiche, ritenendo al momento ancora “azzardate” eventuali valutazioni comparative rispetto alle epidemie influenzali degli anni passati. «I dati dei miei soli pazienti – afferma – sono assolutamente parziali. Se ne saprà qualcosa di più solo nei prossimi giorni, ad emergenza superata». Intanto il picco più elevato dell’influenza si dovrebbe avere solo proprio in questa settimana, secondo le analisi dell’Osservatorio epidemiologico regionale che, finora, in Puglia avrebbe accertato il decesso di sei persone (per lo più anziane e affette da gravi patologie che non si erano sottoposte a vaccinazione antinfluenzale) per patologie legate all’attacco influenzale.

Gallipoli – Il “picco” dell’influenza – dicono gli esperti – deve ancora arrivare ma è bastata già la prima settimana del 2018 per proiettare il Pronto soccorso del “Sacro Cuore” di Gallipoli su livelli pressoché estivi (quando la popolazione raggiunge numeri da record). Finora sono stati, infatti, oltre 700 gli accessi registrati al Pronto soccorso, con un trend destinato a salire ancora, in attesa del periodo di maggiore incidenza previsto da metà gennaio sino a fine mese. «Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – afferma il primario del reparto Antonio Girau – gli accessi giornalieri sono raddoppiati. Il più delle volte si tratta di complicanze di patologie preesistenti aggravate dall’influenza. Stiamo affrontando quest’emergenza con le sole nostre forze, stringendo i denti, e quando qualcuno dei nostri colleghi medici o paramedici sta per cedere ai sintomi dell’influenza, lo si imbottisce di “tachipirina” e si va avanti assicurando un altro turno di lavoro.  Le persone più a rischio – continua il dottor Girau – sono i bambini e gli anziani, che poi smistiamo a seconda delle necessità nei vari reparti. Altrove so di colleghi che hanno bloccato i ricoveri: noi ce la stiamo mettendo tutta per scongiurare quest’evenienza, preferendo utilizzare i reparti meno affollati piuttosto che mandare a casa i malati abbisognevoli di cure: ieri ad esempio – è sempre il primario a riferirlo – abbiamo  preferito assicurare la pronta assistenza medica ricoverando in Ortopedia persone con evidenti problemi respiratori e trattenere in osservazione qui in pronto soccorso due persone. In emergenza si fa quel che si può». Malgrado i “grandi numeri”, al momento non si sono registrati casi particolarmente critici. La Asl di Lecce, da parte sua, già da giorni ha adottato un Piano di potenziamento facendo ricorso a nove mezzi di soccorso supplementari messi a disposizione gratuitamente dalle associazioni di volontariato convenzionate. Sempre dei giorni scorsi è il blocco temporaneo dei ricoveri ordinari (quelli programmabili) per gli ospedali di Copertino, Lecce (“Fazzi”) e Scorrano, sempre al dine di rendere disponibile un maggior numero di posti letto per le patologie stagionali e influenzali.

Medici di base, Guardia medica e vaccini – L’emergenza è percepibile anche negli ambulatori medici di base sempre  superaffollati, così come la stessa Guardia medica in stato d’assedio. «I vaccini distribuiti sono andati quasi del tutto esauriti e i primi risultati positivi si intravvedono. Ma ancora non basta, occorre insistere sempre di più sulla prevenzione, specie nelle scuole», fa sapere Pasquale Piro, dirigente medico responsabile del servizio di “continuità assistenziale”, con l’incarico di coordinare le problematiche connesse ai vaccini.«Tre anni fa, quando si fece tutto quel gran parlare sul decesso di persone anziane e ammalate collegando i casi alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, nessuno ha poi detto quanti anziani si sarebbero potuti salvare se avessero fatto quello stesso vaccino», afferma Piro. Per quanti sono in questi giorni a letto con l’influenza malgrado il vaccino fatto, il dottore assicura: «I benefici del vaccino sono sempre di gran lunga superiori rispetto alla loro asserita inutilità o ai rischi stessi che il vaccino può provocare».

Lecce – Arrivano ad appena 48 ore dall’inizio del nuovo anno i primi provvedimenti adottati dalla Asl Lecce per far fronte alla grande richiesta di servizi sanitari negli ultimi giorni. Boom di chiamate alla Centrale operativa del 118 e Pronto soccorso presi d’assalto: il picco è stato registrato oggi, 2 gennaio, dovuto principalmente a patologie stagionali, in particolare legate all’influenza, con 233 richieste d’aiuto solo nella mattinata. Non si sono fatte attendere le contromisure, con due importanti interventi. Il Direttore del 118, Maurizio Scardia, d’intesa con il Direttore Sanitario ASL, Antonio Sanguedolce, ha messo in campo il Piano di potenziamento previsto in questi casi, affiancando le 25 ambulanze e le sei automediche già in dotazione con nove mezzi di soccorso supplementari messi a disposizione gratuitamente dalle associazioni di volontariato convenzionate. Inoltre i Pronto soccorso dovranno dare priorità ai pazienti giunti in ambulanza, proprio per rendere disponibili i mezzi di soccorso per ulteriori chiamate d’emergenza.

Come stabilito in precedenza per l’ospedale di Copertino, anche per il “Vito Fazzi” di Lecce e il “Veris Delli Ponti” di Scorrano è stato deciso il blocco temporaneo dei ricoveri ordinari (programmabili) in modo da rendere disponibili un maggior numero di posti letto per le patologie stagionali e influenzali. Uniche eccezioni per le emergenze e i pazienti neoplastici.

ASL Lecce raccomanda di far ricorso al 118 e recarsi al Pronto soccorso solo nei casi di necessità, in questo modo si evitano casi di sovraffollamento delle strutture, inutili attese e un uso improprio delle ambulanze che, così facendo, vengono sottratte a casi più complessi. E’ consigliabile inoltre rivolgersi ai medici di Medicina generale, ai pediatri di Libera Scelta e al servizio di guardia medica nelle situazioni di lieve entità o comunque meno gravi.

Gallipoli – Mentre si registrano i primi incidenti dovuti al maneggiamento di botti e petardi (a Surano un giovane di 25 anni è finito al Pronto soccorso per alcune schegge che lo hanno colpito vicino ad un occhio nella Notte di Natale), partono appelli e raccomandazioni. Ed anche una esplicita ordinanza di divieto di sparare fuochi d’artificio nella notte che apre al nuovo anno. A Nardò il Sindaco Giuseppe Mellone  ha impartito queste disposizioni: “A partire dalle ore 19 di domenica 24 dicembre e sino alle ore 7 di lunedì 8 gennaio non sarà consentito sul territorio comunale accendere, lanciare e sparare fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette e simili”. Il divieto è contenuto nell’ordinanza n. 700 del 20 dicembre scorso, con cui si prova ad azzerare i rischi della consuetudine dell’accensione e del lancio di fuochi d’artificio nel corso degli ultimi giorni dell’anno. “In particolare, questa usanza implica il pericolo di danni alla incolumità delle persone e una serie di conseguenze per la quiete pubblica in ambito urbano e soprattutto in prossimità di scuole, uffici pubblici e luoghi aperti al pubblico. Com’è noto, i Comuni, in base alla vigente normativa, non possono vietare la vendita degli artifici pirotecnici quando si tratta di prodotti per i quali è consentita la commercializzazione, ma possono disciplinarne le modalità e i tempi di utilizzo”, si legge nella nota comunale sull’ordinanza.

Appello congiunto a Gallipoli della consigliera Caterina Fiore (foto) e del consigliere Vincenzo Piro. “Siamo in un periodo dell’anno molto particolare dove, specialmente a Gallipoli, si sente forte il richiamo della tradizione. I pupi, fiore all’occhiello della cultura tradizionale gallipolina, rappresentano dei micro-eventi molto attesi in ogni quartiere. Quest’anno però sentiamo il dovere di fare un appello alla cittadinanza e di spronare la collettività ad un festeggiamento responsabile e consapevole”. Cosa vogilano significare queste parole viene così esplicitato: “Nel rispetto di chi ci circonda – affermano Fiore (maggioranza) e Piro (indipendente, ex Gallipoli Futura) – invitiamo tutti a non acquistare o far uso dei cosiddetti botti di Capodanno al fine di non ledere la sensibilità sia degli animali che delle persone. Sappiamo tutti quanto un boato possa destare fastidio ai nostri amici a quattro zampe, per questo motivo chiediamo uno sforzo collettivo: abbandoniamo l’idea di un Capodanno rumoroso in favore di uno più rispettoso”.

Gallipoli – Ha trascorso se così si può dire, “in apnea”, l’intera estate, senza mai lamentarsi per le gravi carenze di personale, Antonio Girau, primario del “Pronto soccorso” al “Sacro Cuore” di Gallipoli. Di ferie poi, nemmeno a parlarne, e come lui, anche i colleghi e il personale infermieristico: “le ferie del 2017 non le ho ancora cominciate e quelle del 2016 le ho prese poco alla volta, e mai per 2 giorni di seguito, per non aggiungere ulteriore disagio ad una situazione già precaria”, dice.

Sotto organico, senza ferie ma gli interventi sono aumentati. Hanno lavorato con 15 infermieri contro i 23 previsti per 25mila interventi all’anno: “Noi, invece, oltre ai comprensibili disagi che una località turistica come Gallipoli comporta, ne abbiamo effettuati 28mila, 3mila in più cioè”, prosegue il primario. Anche il personale medico dell’Unità operativa di medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza (così è conosciuto in gergo tecnico un Pronto soccorso) è sottodimensionato: 8 medici contro i 12 previsti. La situazione è esplosa però in tutta la sua drammaticità a fine ottobre, quando, il 23, diretta verso Lecce,  un’ambulanza del nosocomio gallipolino è rimasta coinvolta in un gravissimo incidente in cui hanno perso la vita sia il paziente trasportato che l’autista del mezzo (Gimmi Manni di Taviano); gravemente feriti un medico e l’infermiera del Pronto socorso. Il dottore Girau, presa carta e penna, ha scritto a varie autorità (“una decina circa”, dice), ivi compreso il prefetto Palomba, il presidente della Regione Emiliano e il Sindaco Minerva.

Dieci lettere-denuncia sulla situazione sotto i limiti di sicurezza. “Ho segnalato la drammatica situazione, al di sotto degli standard minimi di sicurezza, specie poi per un ospedale che si accinge ad essere di primo livello, che esponeva gli utenti ad un rischio costante di eventi avversi” – ricorda il dottore Girau – ciò a fronte di un incremento tendenziale di un migliaio di accessi in più rispetto all’anno scorso, e nonostante le raccomandazioni regionali ad aumentare l’organico di infermieri per assicurare il “triage h24”, servizio svolto da personale infermieristico altamente qualificato che, sotto la supervisione del medico di guardia, valuta i sintomi del paziente identificandone le condizioni potenzialmente pericolose per la sua vita e attribuendogli uno dei 4 codici (bianco, verde, giallo e rosso) per stabilire le priorità di accesso alla visita medica.

Dall’Asl di Lecce tre infermieri e un medico. E’ un fiume in piena il dottore Girau, che mentre snocciola i dati della sua Unità, compreso un Punto di osservazione breve con 4 posti letto (“di norma ne ospitiamo non meno di 7-8”) risponde alle domande del cronista e, per non perdere tempo, si porta appresso da solo l’ecografo per una consulenza urgente. Quasi a buttare acqua sul fuoco di  recenti polemiche, non dimentica però di sottolineare un dato: “Pur restando, rispetto ad altri ospedali della provincia, ai minimi degli standard previsti, ora la situazione è più tranquilla: ci hanno mandato altri tre infermieri e ci hanno promesso che a giorni arriverà un altro medico, in sostituzione del collega rimasto coinvolto nell’incidente del 23 ottobre”.

Il dilemma Gallipoli-Casarano e gli scambi di pazienti. Incalzato dal cronista non si sottrae a dare la sua opinione sulla disputa tra Gallipoli e Casarano: “Per un medico lavorare a Gallipoli o a Casarano è la stessa cosa, anche se – prosegue – la viabilità e l’accesso all’ospedale di Gallipoli è certamente migliore. E poi qua ci sono strutture non ancora utilizzate che potranno ospitare i nuovi reparti”. Circa infine il rapporto che oggi esiste tra i due nosocomi con spostamenti di pazienti dal “Sacro Cuore” al “Ferrari”, risponde: “Prima di più, specie a Chirurgia pediatrica; ora solo a Neurologia e Urologia, quest’ultima però prossima ad essere trasferita a Gallipoli”. Poi basta, il suo lavoro lo reclama: è in arrivo una persona in arresto cardiaco.

Antonio Girau

Antonio Girau

GALLIPOLI. Grande lavoro al pronto soccorso per Ferragosto. L’aumento delle presenze giornaliere in città si riscontra anche al centro ospedaliero di primo intervento. Tra la mattina del 14 e quella del 16 sono stati circa 300 i casi giunti in ospedale in ambulanza, una cinquantina in più dello scorso anno. Anche il 118 registra un grande movimento e casi in aumento. Cifre maggiori rispetto allo scorso anno in linea con l’aumento della percentuale del flusso turistico in città, dato per certo da alcune fonti. Gli ingressi in pronto soccorso da gennaio ad oggi sono più di quindicimila quasi 10mila in più rispetto al 2015. Il primo agosto – va ricordato – sono state 133 le persone che hanno richiesto assistenza contro le 91 del passato anno. Naturalmente la maggior parte sono codici gialli e verdi che non si traducono in un ricovero ma che, dopo prime cure ed accertamenti, tornano a casa. «La situazione però è sotto controllo” sostiene il primario Antonio Girau (foto) – si continua sulla scia positiva della scorsa estate grazie all’inserimento del personale per luglio e agosto». Tanti i casi di giovani e giovanissimi che abusano di alcol o mix pericolosi. Qualche ragazza richiede la pillola del giorno dopo. Ma per fortuna finora nessun caso gravissimo. «La postazione fissa del 118 in zona Parco Gondar e spiagge – continua il primario – ha consentito di diminuire gli accessi per abuso di alcool ma purtroppo in questo periodo è ormai una realtà con cui ci scontriamo». Inoltre una postazione fissa in reparto di guardia turistica ha gestito codici bianchi e verdi.

ospedale gallipoli (2)GALLIPOLI. Estate da grandi numeri in città e al Pronto soccorso che registra il pienone. A Gallipoli, anche per la stagione 2015 gli accessi estivi giornalieri sono nell’ordine delle centinaia; medici, infermieri e operatori lavorano senza sosta cercando anche di accelerare i tempi di attesa e attenuare la paura, causa, a volte, di nervosismi e tensione. «Con l’arrivo del personale estivo però si lavora molto meglio – dice il primario Antonio Girau – in questo periodo le prestazioni aumentano ma la situazione è sotto controllo anche di notte». Non più lunghe attese e file interminabili. In aggiunta alle unità della cooperativa è in sevizio anche la guardia turistica estiva. Due medici al mattino e due nel pomeriggio, tutti i giorni, prendono in consegna codici bianchi e verdi. «La maggior parte sono pazienti in codice verde – continua Girau – ma si conferma il trend negativo degli scorsi anni con la presenza di tanti ragazzi, spesso giovanissimi che, soprattutto nelle ore pomeridiane, giungono in pronto soccorso per abuso di alcol o mix pericolosi».

Funzionano bene anche l’assistenza sanitaria turistica sita presso il vecchio ospedale e le due sedi distaccate a Torre Suda e Marina di Mancaversa. «Purtroppo però – fanno sapere gli operatori – a Gallipoli non tutti sono a conoscenza di questo servizio, forse perché istituito solo l’anno scorso o perché dislocato rispetto alle spiagge». A Torre San Giovanni gli accessi allo stesso tipo di ambulatorio, posizionato nelle vicinanze del litorale, sono triplicati. Estate sicura dunque, vacanzieri e residenti possono contare sull’assistenza quasi capillare. Presente da luglio anche un presidio di soccorso mobile istituito in collaborazione con la protezione civile. «La convenzione con il 118 ci obbliga comunque a spostarci se ci sono chiamate dalla provincia – dice il responsabile – ma il lavoro principale lo svolgiamo per Gallipoli soprattutto in presenza
di grandi eventi».

ospedale gallipoli  pronto soccorso (4)GALLIPOLI. “Impegno mantenuto e onore al merito”. Come annunciato dal direttore generale della Asl Giovanni Gorgoni al pronto soccorso di Gallipoli sono arrivati i rinforzi per garantire la giusta assistenza e consentire turnazioni regolari e l’adeguato e necessario riposo al personale già da giugno oberato di lavoro e impegnato a ritmo serrato. Come lo scorso anno le nuove unità arriveranno grazie ad una cooperativa, che ha già preso servizio effettivo; saranno assicurate tra luglio e agosto circa 450 ore settimanali con tre medici e quattro infermieri. E c’è di più. Altri due medici effettueranno, sempre presso il centro di primo soccorso, servizio di guardia turistica, attiva tutti i giorni dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20, dove saranno dirottate le richieste generiche e i codici verdi. “Con l’arrivo del nuovo personale – dice il primario Antonio Girau – dovremmo essere in grado di affrontare con più serenità il grande caos delle prossime settimane”.

E se in un ordinario martedì di inizio luglio a metà mattinata si registra già il pienone tra piccoli infortuni, malesseri dovuti al caldo, pazienti in codice verde e ambulanze che si susseguono, ben si può immaginare quale sarà la situazione nei prossimi giorni. Garantita dunque anche una presenza continua al front office che accolga gli utenti, valuti il codice e li indirizzi per evitare lunghe attese e nervosismi che spesso sfociano in piccole liti. “Il nostro ruolo è cambiato – continua Girau – ormai siamo diventati il primo punto di riferimento sia per i cittadini che per i vacanzieri. E’ comprensibile che un paziente non sappia valutare l’entità e la natura del proprio malessere e l’istinto immediato è rivolgersi al pronto soccorso o al 118, dove si incontra risposta sicura giorno e notte. Bisogna dunque attrezzarsi di conseguenza”. Secondo qualcuno invece troppo spesso ci si rivolge al 118 con estrema leggerezza. “Siamo stati chiamati dalle marine di Ugento e in corsa siamo stati dirottati a Gallipoli perché Casarano in questo momento è intasato”. Così racconta un operatore del 118 che ha appena soccorso un anziano. “Nelle postazioni più grandi facciamo già in media 5 uscite per ogni turno di 7 ore. In molti casi si tratta di pazienti in codice verde. Una signora giorni fa ci ha chiamato perché non aveva il termometro. E intanto si perdono minuti preziosi per intervenire sulle patologie e incidenti gravi infarti e incidenti gravi”.

pronto-soccorso-ospedale-casaranoCasarano. Pronto soccorso in affanno. Non è certo una novità per il “Ferrari”, soprattutto nel periodo estivo quando l’aumento di prestazioni e la cronica carenza di personale rendono la situazione esplosiva. A far riflettere, da ultimo, è l’episodio del neurochirurgo 52enne, Donato Rizzo (di Andrano), colto da infarto dopo aver visitato 42 pazienti.  Da tempo, Tdm e sindacati denunciano la carenza di organico e chiedono interventi risolutori.

«Non ho elementi per dire se quanto è accaduto sia la conseguenza dell’eccessiva mole di lavoro. Quel che è certo – precisa Mario Riso della Uil Fpl – è che nel Pronto soccorso di Casarano, ma questo vale anche per molti altri reparti, si lavora in condizioni di eccessivo stress a causa della carenza di personale. Qui rasentiamo la chiusura di interi reparti. Abbiamo scritto all’assessorato alla Sanità, alla prefettura e alla dirigenza sanitaria locale, ma nessuno sembra darci ascolto».

Dal canto suo, Valdo Mellone, direttore generale della Asl, ha sottolineato come i flussi registrati al Pronto soccorso del “Ferrari” siano in linea con quelli degli altri ospedali, eccezion fatta, ovviamente, per il “Fazzi”.

Eppure che qualcosa non va è evidente. Poco più di un mese fa, erano stati il presidente regionale di Cittadinanzattiva, Anna Maria De Filippi, e la responsabile locale del Tdm, Eleonora Malagnino, ad intervenire sulle criticità del Pronto soccorso, dove erano stati “ricoverati” otto pazienti per indisponibilità di posti in tutti gli ospedali della Provincia. C’era persino chi si trovava in astanteria da circa cinque giorni.

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croce rossa casarano

la Croce Rossa di Casarano

CASARANO. Si svolgerà domenica prossima, 15 settembre, l’inaugurazione del nuovo mezzo di soccorso in dotazione al comitato locale della Croce Rossa. In piazza San Domenico, dalle 10, la cerimonia vedrà susseguirsi gli interventi del sindaco Giovanni Stefano, di Maurizio Scardia (responsabile del Seus, Servizio di emergenza – urgenza sanitaria) e di Giacinto Pettinati (presidente del comitato organizzatore).

“Questo traguardo – commenta il presidente Pettinati – è stato raggiunto grazie al grando spirito di sacrificio dei nostri volontari. Queste occasioni di festa rappresentano dei momenti di condivisione e di promozione di un servizio che ancora necessita di una maggiore attenzione pubblica e di sempre crescente sensibilizzazione”.

Il nuovo mezzo sarà anche utilizzato per servizi di trasporto prenotabili al numero 328/1845504. Durante la mattinata di domenica, inoltre, il pubblico potrà misurare gratuitamente la pressione arteriosa, la saturazione del sangue e la glicemia.

ospedale di gallipoli

GALLIPOLI. Un agosto al top e il Pronto soccorso del Sacro Cuore di Gesù  sempre in allerta. E in affanno. Dopo il picco di chiamate al centralino del 118 della notte San Lorenzo sono arrivati gli straordinari anche per il ponte di Ferragosto con oltre 180 interventi in tutta la provincia, di cui almeno 120 chiamate, la gran parte della zona di Gallipoli, legate a stati di ebbrezza di vari livelli. L’estate ad alta concentrazione alcolica (fenomeno non trascurabile neppure nei week end invernali) ha mandato in tilt l’intera rete delle emergenze, laboratori di analisi in primis, in cui si effettuano rilevamenti essenziali per la diagnosi.

Proprio presso l’ospedale di Gallipoli si è avvertita ancora una volta la mancata attivazione della Rianimazione. Un fatto segnalato con estrema preoccupazione anche dall’associazione “Ospedale Sacro Cuore di Gesù” che lamenta ancora ritardi. «Sarebbe stato necessario, nell’interesse dell’utenza, che tale reparto fosse stato attivato entro lo scorso mese di giugno, così come era stato assicurato – dice il presidente Giacinto Scigliuzzo – e la prova si è avuta nei giorni scorsi in un Pronto soccorso trasformato in un vera e propria bolgia, dove due soli medici alle prese con decine e decine di utenti vittime di incidenti più o meno gravi e con due codici rossi. Uno, a seguito di incidente stradale, trasferito in Rianimazione a Lecce, l’altro in quella di Scorrano. Questa associazione – conclude Scigliuzzo – rinnova pertanto un fermo invito a farsi carico della responsabilità morale di attivare un servizio, per il quale sono già disponibili due dei quattro medici assunti con specifica destinazione».

Riflessi di un aumento di prestazioni mediche si avvertono anche al Consultorio e in Ostetricia, dove arrivano richieste – in maggior numero rispetto ai mesi “normali” – di pillole del giorno dopo per evitare eventuali gravidanze indesiderate.

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Francesco Errico, Antonella Greco, G. Scigliuzzo e Giuseppe Nocera

Gallipoli. Il rafforzamento per Pronto soccorso per fronteggiare l’immancabile ondata estiva di utenti (un altro medico e, novità, il servizio di guardiania con agenti armati);  un ecocardiografo da acquistare con i fondi del bilancio dell’Asl di Lecce (assicurazioni in merito sono già arrivate); acquisto di altre attrezzature, magari ricorrendo anche ai fondi europei di cui il sindaco di Sannicola, Giuseppe Nocera, ha indicato riferimenti e scadenze precise: sono queste le novità emerse dall’ultima assemblea svoltasi nella sala riunioni del “Sacro Cuore” e nei giorni successivi in cui il direttore sanitario, Bruno Falzea, i primari, i sindaci di Gallipoli, Francesco Errico, e di Sannicola, col comitato per la tutela della sanità nell’arco jonico, hanno affrontato concretamente il problema degli strumenti per aumentare l’efficienza dei reparti del nosocomio gallipolino.

Il comitato, nato sotto la spinta dei tagli del piano di riordino ospedaliero, soprattutto del punto nascita, ha sottolineato in una nota “la soddisfazione dei primari che hanno aderito alla riunione con entusiasmo, sottolineando che per tanti di loro era la prima volta dopo molti anni che ci si confrontava per discutere del rilancio dell’ospedale”. Altre riunioni sono state programmate per proseguire il discorso.

All’assemblea, presieduta da Giacinto Scigliuzzo del comitato, hanno partecipato alcuni primari, il sindaco ed il vicesindaco gallipolini, Errico e Greco, i consiglieri comunali Aldo Petrucci, Pietro Paolo Piccolo, il consigliere regionale Antonio Barba, il sindaco di Sannicola, il vicesindaco di Alezio, Rosario Pastore, esponenti della federazione di sinistra, di Sel, rappresentanti sindacali e l’ex candidato sindaco Giuseppe Perruccio. Rimasto sul tavolo l’allarme per l’Utic; secondo il primario di Cardiologia, dottor Cavalieri, il terzo centro per importanza (dopo Lecce e Tricase) di terapia intensiva coronarica “è stato messo in condizioni di funzionare sempre meno”: per luglio ed agosto un solo medico (dal 1° luglio un medico in meno), supporti informatici ancora carenti. Altri obiettivi: apertura di Rianimazione e recupero dei 5 milioni destinati a Chirurgia.

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Gallipoli. Nuovo mezzo antincendio e anti rischio idrogeologico superaccessoriato in dotazione al Pronto intervento della Protezione civile di Gallipoli.

Il mezzo, un 4×4 a trazione anteriore, è dotato di doppia pompa per un  serbatoio di 400 litri d’acqua con verricello anteriore e gancio posteriore per traino. Costo 37 mila euro. «L’acquisto in parte è stato finanziato  – riferisce il presidente della sezione di Gallipoli Salvatore Coppola – dal Dipartimento nazionale della Protezione civile di Roma.

La restante somma è stata a carico del Cir – Protezione civile di Gallipoli, grazie al contributo volontario raccolto per i servizi svolti durante l’anno nelle varie manifestazioni». Nella giornata di domenica scorsa subito è stato messo alla prova, nello spegnimento dell’incendio, sulla statale 101, in prossimità del curvone uscita Baia Verde. Tant’è che si è resa necessaria la chiusura al traffico con ingresso al tratto stradale da Gallipoli.

Intensa è stata l’attività fino ad oggi nel periodo estivo. «Rispetto agli anni passati – dice il presidente Coppola – ci sono stati meno incendi, anche se abbiamo effettuato 28 interventi coordinati sempre dalla Sala operativa di Bari, in collaborazione con i Vigili del fuoco e con il Corpo forestale.

Abbiamo partecipato al completo di mezzi e di uomini allo spegnimento dell’incendio in contrada Santa Rita-Rivabella  e nella Pineta sulla 274». Va detto che grazie al pronto intervento dei volontari di Gallipoli è stato sventato un incendio che avrebbe potuto mandare in cenere l’intera pineta di fronte all’ospedale di Gallipoli. A dare l’allarme un maresciallo della Forestale. Immediato l’intervento dei volontari del Cir, che hanno domato l’incendio che aveva già distrutto circa mille metri di sottobosco.

Questa estate il gruppo gallipolino ha operato nella postazione sanitaria di Pronto soccorso di Torre San Giovanni, con personale sanitario proprio, coordinati dal Centro coordinamento provinciale di Lecce del 118, ed effettuati 250 interventi. La locale sezione dal mese di giugno ha costituito un nucleo sommozzatori per il soccorso in mare.     

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...