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PROCESSIONI

Gallipoli – Giovedì Santo: Gallipoli si prepara a vivere la Pasqua con quattro giorni di intensa devozione. La città si ferma per partecipare ai riti pasquali che qui  hanno un sapore particolare grazie anche ad una partecipazione ancora popolare. Lo sanno bene anche tanti turisti che, oltre che per godere dei primi slanci di primavera, ogni anno giungono per immergersi in questo spirito di solenne contemplazione dei Misteri. Gli appuntamenti cominciano oggi nel pomeriggio con la messa in Coena Domini celebrata in tutte le parrocchie. Al termine della celebrazione, centinaia di persone, cittadini, locali e turisti, si recano nel centro storico per ammirare e adorare gli altari della reposizione, i cosiddetti “Sepolcri”. In pellegrinaggio si recano anche tutte le confraternite – ben nove nella città vecchia ed una nel borgo – che si alternano per le viuzze tra suoni di “trozzula”, inni e preghiere. Gli altari possono essere visitati fino al mezzogiorno del venerdì. Poi, dopo l’ora sesta, sempre di venerdì, cala il silenzio e ci si prepara alla celebrazione dell’ora nona; in alcune chiese si svolge la meditazione delle “sette parole” i passi del vangelo che narrano i misteri di Gesù o si celebra la “Messa sciarrata” una liturgia antica e particolare per rendere omaggio alla Croce. Dalle 17 il momento più atteso: nel centro storico presso la Chiesa del Crocifisso, guidata dall’omonima congrega e da quella di Santa Maria degli Angeli,  inizia la Processione dei Misteri, che prosegue verso la Cattedrale dove si tiene la celebrazione della Passione di Cristo presieduta dal Vescovo Monsignor Filograna; a seguire il corteo  si snoda per le vie della città; prevista una sosta alle 22 presso la parrocchia di San Gerardo Maiella e rientro intorno all’una e trenta di sabato. Dalle ore 3 prende vita la Processione della Desolata portata in pellegrinaggio per la città fino al mattino quando,  intorno alle 12,  presso la chiesa della Purità, migliaia di persone attendono il toccante “incontro” tra il simulacro della Vergine e quello dell’Urna di Cristo. Il giorno di Pasqua a mezzogiorno il rito dello sparo della “caremma” che saluta l’austerità della Quaresima. Per l’occasione non si potrà accedere in auto nel centro storico:  oggi dalle ore 19 alle 24,  venerdì dalle 17 al termine della processione, sabato dalle 7  alle 14. Da oggi a lunedì 2 sarà però consentito il parcheggio libero e gratuito presso l’area portuale. (foto di Franco Mantegani, Processione dei Misteri)

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S TERESA1 copiaGALLIPOLI. Conclusi i riti della settimana santa, ma con qualche coda polemica: materia del contendere, una non meglio precisata direttiva dell’ordinario diocesano sulle processioni nel centro storico. Niente più soste, nemmeno quella tradizionale presso le suore di S.Teresa: si perderebbe, infatti, il raccoglimento e il senso della processione stessa. Da che esiste il Monastero di S.Teresa, però, tutte le  processioni vi hanno fatto sosta,sia pure per pochi minuti, consentendo  alle suore di clausura la condivisione della festa. Il rapporto tra comunità cittadina e religiose  è stato sempre, e lo è tuttora, così intenso che il Natale, sin dalla notte dei tempi, ha inizio proprio nella loro chiesa, il 15 ottobre, al suono della pastorale gallipolina. Ha destato delusione e amarezza questa “nuova” che qualcuno ha voluto malignamente vedere come una “grave ingerenza” nelle tradizioni locali già con l’Addolorata e con la processione del Venerdì santo.

Bocche cucite nelle confraternite, pur con i comprensibili mugugni, che qualcuno si lascia sfuggire. Interpellato qualche priore, assicura  che, al momento opportuno, “eccome, se si farà sentire”. V’è da dire, però, che il vescovo, mons. Fernando Filograna (nella foto a sinistra), ha sin dal suo primo ingresso in diocesi intrattenuto ottimi rapporti con i gallipolini, gratificandoli anche con significative attenzioni (mensa della carità, etc.) «Il provvedimento adottato in via sperimentale, fonda  la propria ‘ratio’  su serie questioni di natura pastorale e liturgica», così  il parroco della cattedrale, nonché padre spirituale delle confraternite, mons. Piero De Santis (a destra), che smorza subito i toni e stempera gli animi sull’insorgenda polemica,  assicurando “la più ampia apertura al dialogo e al confronto”.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...