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prima guerra mondiale

Matino – Una partecipazione che ha toccato un nuovo record, con dieci istituti superiori in gara e 189 elaborati; un’alta qualità complessiva degli elaborati che ha complicato la vita alla commissione di valutazione; il piacere di cimentarsi con la scrittura e col giornalismo su temi di assoluto impegno come la globalizzazione ed i suoi effetti, le giornaliste di guerra e il viaggio con tutte le sue declinazioni evocative: la quinta edizione del Premio giornalistico “Aldo Bello” nel palazzo marchesale di Matino, ha avuto il suo epilogo in una generale soddisfazione, come ha rimarcato nella sua introduzione il professore Cosimo Mudoni, de centro studi omonimo e presidente dell’associazione autori matinesi.

Dieci istituti superiori, 189 elaborati in concorso Ad animarlo gli studenti del triennio degli istituti “De Viti De Marco” (46 elaborati) di Casarano, “Vanini” (45) di Casarano, “Vespucci” (2)di Gallipoli, “Vallone” (16) di Galatina, “Rita Levi Montalcini” (13) di Casarano, “Stampacchia” (12) di Tricase, “Don Tonino Bello” (4) di Copertino, “: Colonna” (4) di Galatina, “Laporta – Falcone e Borsellino” (3) di Galatina. “Quinto Ennio” (44) di Gallipoli. Accanto i loro docenti che hanno saputo stimolarli evidentemente nel modo giusto, accendendo ricerche, riflessioni e ricchi testi finali. Il 45% degli elaborati della sezione giornalismo ha preso in esame la traccia “Società globale, crisi economica, nuove povertà”, seguita da quella sulla prima guerra mondiale, seguita da quella su ambiente e catastrofi naturali. “E’ emerso in maniera chiara – ha sottolineato il prof. Mudoni ed altri partecipanti alla manifestazione finale – il piacere dei giovani di cimentarsi con la scrittura e con quella giornalistica in particolare, di esternare i propri sentimenti e la propria visione della vita e dei rapporti con gli altri, sulla base dei modelli culturali appresi a scuola e sui quali si è innescato indubbiamente, vista la profondità dell’analisi, un processo di interiorizzazione e di elaborazione personale anche in forma critica e originale (es. il modello di Odisseo). Sorprendente, in alcuni elaborati (in particolare alla traccia n. 5 sulle croniste di guerre e n. 6 sul tema del viaggio), la capacità di spaziare in ambienti di vita molto distanti e non solo geograficamente dai propri o quella di calarsi nei panni di giornalisti di chiara fama (tra tutti Oriana Fallaci e Ilaria Alpi), considerati modelli a cui riferirsi per i valori che hanno orientato le loro scelte di vita e professionali”.

“La cultura rischia di morire di freddo” Al giornalista cui è intitolato il premio sono stati riservati ricordi, spunti, apprezzamenti. A cominciare dall’amore per la cultura e lo studio, gli strumenti con i quali non ci si sente soli, che consentono di trovare degli amici e dei modelli di riferimento “per orientarvi in una società sempre più globale e conflittuale. La cultura, come sosteneva Aldo Bello, rischia di “morire di freddo” se non viene alimentata e supportata; se, al contrario, essa è amata, riscalda i cuori, stimola a compiere “egregie cose”, consente di conservare l’ animo puro, la mente aperta, il cuore sereno”. Ringraziamenti particolari i promotori hanno rivolto alla famiglia Bello (Ada, Lucianna, Mauro, Sergio), alla Bancap popolare pugliese, al MacMa (il museo di arte contemporanea di Matino), al gruppo di promozione e coordinamento del Premio, Vito Primiceri, Sergio Bello, Elio Romano, Aldo D’Antico e Antonio Errico; alla commissione giudicatrice, la giornalista Sonia Tura, Ada Bello Provenzano, Fabio D’Astore presidente della Società Dante Alighieri di Casarano, Fernando D’Aprile direttore di piazzasalento, all’associazione Autori matinesi di Donato Stifani e Tonio Ingrosso, agli amminuistratori comunali di Matino e Galatina (città natale di Bello). Un grazie particolare è poi andato al “Giannelli” di Parabita che ha preparato un omaggio musicalecurato dal prof. Francesco Protopapa dell’indirizzo musicale di Casarano e al “Vanini” di Casarano per il servizio accoglienza degli ospiti.

Segnalati, menzionati e premiati dell’edizione 2018, sezione narrativa  Per la sezione narrativa (classi seconde, in deroga al regolamento) sono stati segnalati Alessio Troisi, Mosè Vitali e Francesco Casto, tutti e tre del “Vanini” con docente referente la prof.ssa Lina Rossetti. Per il triennio si sono distinti Federica Spinelli (docente Sabina Congedo) e Zuyauan Yang (prof.ssa Maura Russo) entrambi del Vanini; Chiara Maggio (decente Antonella Giuliese) dello “Stampacchia” di Tricase; Claudia Caputo (Anna Lucia Buellis docente) del Classico di Casarano; Maria Giulia Leo (docente Giovanna Torsello) del “Quinto Ennio” di Gallipoli; Camilla Duma (docente Mariella Benegiamo) dei Classico di Galatina. Menzioni speciali a Martina Sanapo (Eufemia Ecclesia) dello “Stampacchia”; Anna Ronga (Rossana Fedele) del Classico di Casarano; Miri Gemi8Claudia Costantino) del “Vanini”; Federica Jaconeta (Emanuele Dell’Atti) del “Vanini”; Riccardo De Luca (Giuseppe Manco) del “De Viti De Marco”2; Flavia Papadia (Mariella Benegiamo) del Classico di Galatina; Letizia Paglialunga (Luigi Bianco)  dello Scientifico di Galatina. Premi in denaro Tatiana Dell’Anna di Galatina classificatasi prima e Francesco Raccioppi (Seerena Schirosi) del “Vespucci” di Gallipoli.

E quelli della sezione giornalismo Nella sezione giornalismo il primo premio (500 euro) è andato a Carlotta Olive (prof.ssa Lucia Caputo) del “Vanini”; il secondo premio (300 euro) a Salvatore Muci (Giovanna Torsello) del “Quinto Ennio”; terzo (200 euro) a Antonella Laetitia Toscano (Vincenzo Bianco) del “Quinto Ennio” di Gallipoli. Menzioni speciali ad Alice Corsano (Giuseppe Caramuscio) del “Vanini”; Francesca De Luca (Laura Marzo) “De Viti De Marco”; Alberto Seclì (M. Rosaria Palumbo) del “Vanini”; Francesco Caputo (Cristina Errico) del “Quinto Ennio”; Riccardo Grasso (Loreta Vadacca) del “Don Tonino Bello” di Copertino; Francesco De Marco (M. Roaria Palumbo) del “Vanini”; Pierantonio Carrozzini (Luigi Bianco) del “Vallone” di Galatina; Elena Crespino (Carlo Solidoro) del “Quinto Ennio”. Per concludere ecco la motivazione del primo premio a Carlotta Olive: “L’immagine stereotipata che vuole i giovani d’oggi fatui e disimpegnati viene demolita punto per punto, con intelligenza ed ironia, dall’Autrice, la quale – facendo ricorso ad uno stile di scrittura brillante, fluido ed estremamente diretto – mette a nudo i luoghi comuni sui quali si basa la prospettiva di partenza e giunge a ribaltare conclusioni all’apparenza scontate, individuando valori e aspirazioni propri dei Millennials che andrebbero colti e valorizzati”.

 

 

 

 

 

Nardò – Canti d’epoca, storia, poesia e un cortometraggio: così Nardò si prepara a celebrare, domani 6 giugno, il centenario della fine della prima guerra mondiale. “Quanto ti ho amata, Italia mia!”: questo il titolo dell’evento che dalle 19 animerà piazza Cesare Battisti grazie alla partecipazione degli alunni neretini del Polo 2 “Renata Fonte” e del Polo 3 “Pantaleo Ingusci”.

Si parte alle 18 con un momento commemorativo presso la cosiddetta “villa” di via XX Settembre, dove verranno scoperte le targhe del “Parco delle Rimembranze” installate nel 1923. Alle 19, come detto, ritrovo in piazza Cesare Battisti con la conduzione affidata a Lori Fracella e Giuseppe Pano. Apriranno le celebrazioni i canti d’epoca – dall’inno nazionale a “Quel mazzolin di fiori”, passando per “La leggenda del Piave” – eseguiti dal coro della Scuola secondaria di primo grado del Polo 3. Spazio anche per la declamazione di poesie (La ballata della grande guerra, San Martino del Carso, ecc.) e ricostruzione storica degli eventi bellici, con lettura di testimonianze dei soldati al fronte tratte da “Quanto ti ho amata, Italia mia! I neretini nella Grande Guerra (1915-1918)”, opera di Enrico Ciarfera e Mario Mennonna pubblicata nel 2017 per le edizioni Congedo. Quest’ultima parte sarà curata dal Polo 3.

Infine, consegna degli elaborati del concorso “Oltre i confini” e proiezione del cortometraggio “Con gli occhi del cuore”, realizzato dagli alunni della Scuola secondaria di primo grado del Polo 3, sotto la guida della dirigente Tommasa Michela Presta (foto). «L’adesione all’invito del comitato per il Centenario della grande guerra, cui sin dall’inizio, a partire dal 2016 – scrivono gli organizzatori e gli assessori comunali Ettore Tollemeto e Maria Grazia Sodero (foto) – l’Amministrazione comunale ha concretamente offerto piena adesione e fattiva collaborazione, rappresenta un ulteriore impulso ad operare per la sensibilizzazione dell’amore verso le proprie radici e verso la riscoperta quotidiana della pace, della solidarietà e del rispetto del creato, che la guerra non potrà mai consegnare».

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banda-militare-brigata-meccanizzata-PineroloCASARANOFanno tappa a Casarano le celebrazioni per il centenario della Grande Guerra. L’Esercito Italiano ed il Comune di Casarano presentano il concerto della Banda della Brigata “Pinerolo”, alle 21,30 di giovedì 19 maggio in piazza Garibaldi.  “L’Esercito combatte. 1916-2016” è il tema dell’iniziativa commemorativa voluta dall’Esercito in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, università e ricerca (Miur). Lecce è la prima città d’Italia ad ospitare il programma. Sino al 25 maggio, presso il castello Carlo V sono esposti alcuni cimeli storici della Prima guerra mondiale mentre da venerdì 20 maggio l’ex Convitto Palmieri ospita la mostra fotografica “Giorni di pietra”. Sabato 21, invece, l’Esercito incontra i giovani in piazza Sant’Oronzo. «Commemorare la Grande Guerra è un evento simbolico e l’occasione per ricordare a tutti noi ed alle nuove generazioni il sacrificio dei tanti Salentini e Casaranesi che hanno combattuto, anche col sacrificio della vita, per l’unità nazionale. In questa iniziativa abbiamo voluto invitare il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze e tutti i ragazzi degli istituti comprensivi di Casarano poiché sono tra i principali destinatari del messaggio della commemorazione», afferma l’assessore Laura Parrotta estendendo l’invito a partecipare all’intera cittadinanza.    

Da sinistra Pindinelli (anche sotto), il presidente della Provincia Antonio Gabellone, il sindaco di Tuglie Massimo Stamerra, la sua vice Silvia Romano e Antonio Rima direttore della biblioteca comunale

Da sinistra Pindinelli (anche sotto), il presidente della Provincia Antonio Gabellone, il sindaco di Tuglie Massimo Stamerra, la sua vice Silvia Romano e Antonio Rima direttore della biblioteca comunale

elio pindinelliTUGLIE. Un albo d’oro per ricordare tutti i Caduti e decorati della Prima Guerra mondiale. Questa l’iniziativa messa in atto dalla Provincia di Lecce, a cui si sono associati tutti i Comuni del territorio salentino e che vedono come capofila Tuglie, proprio in virtù dell’esistenza in loco dell’unico sacrario della provincia dedicato ai tragici accadimenti bellici sull’altura del paese, non a caso denominata Monte Grappa dall’allora ufficiale-medico, e poi sindaco, Cesare Vergine. L’adesione a tale iniziativa è partita dall’associazione “Gallipoli nostra” per cercare di riattribuire ad ogni singolo comune i nomi dei Caduti. A curare il volume, di circa 320 pagine, Elio Pindinelli, storico e presidente di “Gallipoli nostra”. Oltre al volume, per il centenario della Grande Guerra è prevista anche una due giorni di celebrazione che avrà inizio il 28 novembre presso il Museo della radio ed il Museo della civiltà contadina, con delle visite guidate alla mostra di reperti e foto d’epoca. In serata, presso il teatro comunale, ci sarà poi la presentazione del volume “Albo d’oro dei Caduti e decorati nella Prima Guerra Mondiale originari della Provincia di Lecce”. Sempre in serata “Vita e canti di trincea”, a cura delle quinte classi dell’Istituto comprensivo di Tuglie ed il recital “L’affondamento della S. Stefano”.

Domenica 29 alle ore 9,30 è in programma la messa officiata dal vescovo diocesano Fernando Filograna, presso il sacrario della “Madonna mutilata del Grappa”, seguita da una cerimonia commemorativa alla presenze delle autorità e delle associazioni cittadine. Alle ore 11,30, il coro dell’Associazione nazionale alpini eseguirà canti e inni della Grande Guerra presso piazza Garibaldi, mentre dalle ore 13 è prevista una degustazione di prodotti tipici salentini presso il Museo della Civiltà Contadina e presso la sede dell’Unione Servizi Volontari. Dalle ore 13 e fino alle ore 18, infine, continuano le visite guidate al Museo della radio e al Museo della civiltà contadina.

monumento ai caduti presso la villa comunale - casarano

Luigi Marrella casarano copia

Luigi Marrella e Martino Nicolazzo

CASARANO. Un comitato per salvare la “Vittoria alata”. Il comitato, composto da Fabio D’Astore, Alessandro De Lorenzi, Martino Nicolazzo, Luigi Marrella e Giuseppe Rausa, ha lo scopo di restaurare il monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale realizzato da Renato Brozzi, scultore personale di Gabriele D’Annunzio, ed inaugurato il 18 maggio del 1929. Il progetto ha già avuto il via libera dalla Soprintendenza e dall’ufficio Tecnico del Comune di Casarano. Una volta raccolti i 20mila euro necessari, i lavori di restauro saranno effettuati dalla “LM restauri” di Luciana Margari nel giro di circa cinque mesi.

«Per riuscire in questa impresa – commenta D’Astore -è necessario il contributo di tutti: cittadini, scuole, associazioni. Tutti siamo chiamati ad essere parte attiva della riappropriazione dei nostri valori identitari, base indefettibile per un rilancio sociale, civile, culturale, economico dell’intero territorio». L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Casarano. Inoltre, il Liceo Docet si occuperà di coinvolgere le scuole all’interno del progetto, servendosi del libro sul monumento ai Caduti scritto da Luigi Marrella nel 1997. Sarà possibile seguire lo stato delle donazioni, in assoluta trasparenza, dal sito internet www.monumentocaduticasarano.it. Chi volesse contribuire, può farlo rivolgendosi al comitato o utilizzando il conto corrente IT 59 Y 05262 79520 CC0021233903. Le donazioni potranno essere detratte ai fini fiscali, in virtù del cosiddetto “Art bonus”.

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Ci siamo. Puntuale come ogni anno, il balletto delle cifre è qui tra noi: quanti ne mancano all’appello? “Almeno il 40%”. “Macché! Siamo al...