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Presentazione libro

Unatto-D-Amore-640x380CASARANO.  “Cronaca di un atto d’amore” è il volume dedicato alla tragica morte del carabiniere Angelo Petracca che verrà presentato sabato 14 marzo, alle 10, presso l’auditorium comunale di Casarano. Era il 22 gennaio del 1990 quando il giovane ausiliario casaranese perì nel tentativo di sventare una rapina a Ceglie Messapica cercando (malgrado non fosse in servizio) di salvare la vita ad un collega. La drammatica vicenda umana e giudiziaria viene ora ricostruita nel libro di Stefano Menga, appassionato blogger di Ceglie. Alla presentazione del volume saranno presenti, con l’autore, i familiari di Petracca, l’avvocato Augusto Conte, il sindaco Gianni Stefàno ed il vice sindaco del centro brindisino Marta Gasparro mentre il Luogotenente Salvatore Carrozzo darà lettura della motivazione della Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria, con la quale è stato insignito Petracca. “Bene ha fatto l’autore – afferma il sindaco Stefàno – a proporci questo lavoro raccontandoci questo giovane che, con il suo slancio di generosità, offre la sua vita per risparmiare quella di un suo simile”.

alberto_daversa_a_casaranoLuigi Marrella casaranoCASARANO. Sarà presentato venerdì 13 febbraio l’ultimo libro di Luigi Marrella (foto a sinistra) dal titolo “Alberto D’Aversa. Teatro e cinema tra Italia, Argentina e Brasile” edito per i tipi di Barbieri. L’autore ricostruisce, con dovizia di particolari e dopo una ricerca durata anni, la complessa vicenda artistica e biografica di D’Aversa (foto in alto), talentuoso regista originario di Casarano che, pressoché sconosciuto in Italia, è considerato un’istituzione in Argentina e in Brasile.
Dopo i saluti di Lucia Saracino e Fabio D’Astore, rispettivamente direttrice del Liceo Docet e presidente della sezione locale della Dante Alighieri, interverranno il regista Edoardo Winspeare e lo stesso Marrella. A presentare il volume sarà Luca Isernia. Intermezzi musicali a cura di Vittorio Cirulia. L’appuntamento, organizzato dal “Liceo Docet”, in collaborazione con la “Dante Alighieri”, è alle 18 nell’auditorium del Liceo scientifico.

Francesco-Pasca-SANNICOLA. Si intitola “L-isa: appunti per il viaggio con il viandante e i suoi colori” il libro di Francesco Pasca, edito da Musicaos, che sarà presentato a Sannicola a cura dell’associazione Metoxè il 4 febbraio alle ore 19 presso la “Locanda dei viandanti” in via Regina Elena. La serata sarà presentata da Luciano Pagano con le letture di Mariaelena Tucci. La prefazione dell’opera è di Antonio Errico, il commento di Gianluca Garrapa. Francesco Pasca si dedica dal 1980 alla progettazione del linguaggio poetico-visivo detto della Singlossia nel racconto. Nel 1979 aderì al manifesto della Singlossia voluto dalla semiologa Rossana Apicella e con lei diede luogo a numerose iniziative dette della stagione post-poetica visiva, dei gruppi poetici nazionali, degli underground ’80. Nel 2005 ha pubblicato, “Parole Sparse – se i pensieri affollano la mente è utile…” (Editrice 5Emme), per la Editrice Il Raggio Verde ha pubblicato nel 2008 “Otranto – il Luogo delle parole – dialogo virtuale sulla scrittura di pietra” e nel 2009 “EU-Tòpos – mi disegni una parola? – la parola nominata”. Nel 2011 ha pubblicato “Il Gesto – Giano: idea di fili senza spessore” per Lupo Editore. Nel 2013 ha pubblicato “L’a-Thea (l’Uomo di Nazareth)” Editrice Il Raggio Verde. L’ultima opera è un viaggio nella pittura e nell’arte di Leonardo da Vinci e del suo capolavoro, un percorso con cui Francesco Pasca unisce l’odierno al passato, attingendo alla cosmologia, alla narrazione, dalla storia dell’arte al presente.

daniela casciaroACQUARICA DEL CAPO. “Don Tito Oggioni Macagnino: una pedagogia sulle orme del Concilio Vaticano II”. È questo il titolo del libro di Daniela Casciaro (foto) sul parroco che ha lasciato un segno indelebile nella memoria di intere generazioni di acquaricesi che per 30 anni lo hanno avuto come sacerdote, come maestro, come confidente e come guida. Il lavoro della Casciaro, che sarà presentato venerdì 30 gennaio alle ore 18,30 presso il Castello medievale di Acquarica, analizza fondamentalmente  la figura di questo sacerdote più come pedagogista che come parroco. Diviso in quattro capitoli, il libro prende in esame “la vita e il contesto storico” in cui visse don Tito, il secondo capitolo invece tratta la “pedagogia del dialogo e dell’incontro” del sacerdote attraverso i suoi scritti, il terzo è dedicato alla missione di educatore che don Tito svolse in Rwanda, il quarto documenta “il ricordo che don Tito ha lasciato di sé nella comunità acquaricese”.
Con un linguaggio accessibile e lineare l’autrice del libro riesce a mettere in evidenza la pedagogia di don Tito, in coerenza coi dettami del Concilio Vaticano II. Una pedagogia dell’incontro, del dialogo, del confronto, una pedagogia del “personalismo” e non dell’individualismo, dell’essere e non dell’avere, che impregnò l’ esistenza e la  missione di don Tito, sia nella trentennale permanenza ad Acquarica, che negli ultimi dieci anni della sua esistenza che dedicò ai “fratelli africani”.
Dopo i saluti del Sindaco di Acquarica, la serata di presentazione verrà condotta dal direttore di Piazzasalento Fernando D’Aprile. Gli interventi della prof.ssa Anna Maria Colaci, del prof. Carlo Alberto Augieri, Giancarlo Colella e dell’autrice saranno seguiti dalla lettura di alcuni passi del libro a cura di Francesca Dell’Acqua e Annarita Viola e un accompagnamento musicale al violino.

Io e la mia vespa 2MedvedichGALLIPOLI. Sarà presentato sabato 17 gennaio al Joly Park Hotel di Gallipoli il libro di Stefano Medvedich  “Soli in Africa io e la mia Vespa” per la collana di libri di “Anxa” diretta da Maurizio Nocera che ha scritto anche la prefazione.
Sono più di 200 pagine su cui si vorrebbe “viaggiare” senza fare soste per non perdere con la minima interruzione la magia che accompagna il fortunoso percorso. Non si tratta dell’ansia di arrivare all’ultima pagina per scoprire come va a finire (questo lo si sa già fin dall’inizio): il protagonista tornerà a casa. Ma lo farà dopo tanti mesi (partenza a marzo, ritorno a ottobre del 2007 dopo aver incontrato in Tanzania Giovanni Primiceri, presidente dell’associazione “Arcobaleno su Tanzania”), dopo aver percorso 18mila chilometri, attraversato 18 nazioni, e soprattutto dopo aver risalito il fiume Congo per più di 1700 Km. Era quest’ultimo il sogno da realizzare perché Stefano Medvedich, all’epoca del viaggio 55enne professore di francese, aveva più volte viaggiato in Africa, era già un esperto conoscitore della storia e della cultura di quei popoli. Quello che gli mancava era l’esperienza estrema, che a conti fatti lo farà più soffrire, addentrarsi nel cuore dell’Africa nera. Più volte ritorna nel racconto l’esperienza del passaggio nella Repubblica Democratica del Congo, con i mille controlli, con le piste fangose, con  le antenne sempre vigili perché ovunque poliziotti corrotti e difficoltà da superare. Alla fine sembra che i conti pareggino: ai disagi difficili anche da raccontare corrispondono tanti episodi di solidarietà.

Perché questo viaggio? Se lo chiede e si dà anche una risposta: «Mi chiedo quale senso dare al mio viaggio; quale sia la ragione profonda che mi ha spinto ad imbarcarmi in una impresa difficile e per certi versi pericolosa». Solo desiderio di conoscere un’altra porzione di mondo? Anche questo, ma aggiunge: «Alla base agiscono anche spinte letterarie provenienti dalle mie numerose letture. Ma, nel fondo di questa avventura, c’è il desidero, in un primo momemto quasi inconsapevole… di mettere alla prova quello che sono… la persona che sono diventato in questi 50 anni della mia vita»” (pag 32). Compagna, e starei per dire quasi protagonista, è la Vespa 150 Piaggio (a cui dedica un lirico epilogo) caricata dal bagaglio indispensabile per affrontare il viaggio. Ma quello che conta è un altro tipo di bagaglio che il protagonista si porta dietro: la conoscenza dei testi dei grandi viaggiatori, la consapevolezza di essere al centro di un viaggio anche letterario, e quello che più conta la qualità che ogni Ulisse deve avere per non spaventarsi di oltrepassare le Colonne d’Ercole: la curiosità intellettuale, l’amore per l’umanità che in ogni latitudine mostra il suo volto.  Basta riconoscersi e riconoscerla negli altri. Un unico appunto: una veste editoriale poco adeguata alla qualità del testo e la mancanza di “cartine” geografiche che potrebbero accompagnare il lettore in questo viaggio che senza dubbio non è da tutti. Al professore Medvedich il merito di averlo fatto e saputo raccontare così bene arricchendolo anche con riferimenti storici.

MATINO. Tra i primi appuntamenti dell’anno c’è il debutto di una giovanissima scrittrice matinese: Emanuela Magellano. Sabato 3 gennaio, ore 18.30 presso il Palazzo Marchesale, presenterà il libro dal titolo “I di-segni poetici del MACMa” libro d’arte e di storia contemporanea. Emanuela ha 24 anni è già dottoressa in Lettere moderne e laureanda in Filologia moderna presso l’Università degli Studi di Firenze ed ha individuato il MacMa (Museo d’arte contemporanea Matino), e la sua imponente collezione, come soggetto per il suo lavoro editoriale. «Con questa pubblicazione si vuole dare un piccolo contributo al MACMa – spiega l’autrice- proponendo nuovi autori coinvolti nell’arte verbo visiva, alcuni già affermati come Silvia Capiluppi, Tiziana Pertoso, Ornella Cucci, altri in via di affermazione, sperimentatori tutti delle varie poetiche verbo visuali. Queste esperienze, espresse in un linguaggio enigmatico esprimono l’arte intrinseca nelle occasioni e nelle azioni più comuni. Tanta creativa vitalità pulsa nell’ambiente matinese, luogo ameno di un’arte indiscussa».

franco murrieriMATINO. «Un poeta nostalgico legato ai valori di una volta da cui nasce una poesia spontanea e sussurata, ma efficace». Con queste parole Tonio Ingrosso dell’associazione “Autori matinesi” ha presentato Franco Murrieri (foto) nella serata organizzata, presso il salone della chiesa “Santa Famiglia”, dedicata alla presentazione del suo libro “Topu lu ponte”. Franco Murrieri, matinese nato nel 1948, è un poeta dialettale che ha scoperto il suo legame con la poesia nel 1987 grazie ad un concittadino suo amico e mentore, oggi scomparso, Fernando Romano a cui ha dedicato alcuni versi. Del poeta, nel corso della serata hanno parlato anche Cosimo Muzzachi ex preside della scuola media di Matino, e Cosimo Mudoni presidente di “Autori Matinesi”, il quale ha descritto la poesia di Murrieri come “scrittura legata alla vita e intrisa di esistenzialità”. Nei suoi componimenti, infatti, si parla dell’emigrazione, del Natale, degli amici scomparsi, di ricordi sempre vivi e dell’amata terra natìa. Alla bellezza della poesia è stata accostata la bellezza delle immagini, realizzate da un altro artista matinese, Franco Casalini. Alla pubblicazione ha contribuito anche Donato Stifani, della stessa associazione.

lara-savoiaTAVIANO. Sabato 20 dicembre alle ore 19, nella sala polifunzionale “Armando Ria” del palazzo marchesale “De Franchis” a Taviano verrà presentato “I versi della polvere”, il libro di poesie della salentina Lara Savoia (foto). Durante l’incontro, organizzato dall’amministrazione comunale di Taviano in collaborazione con Provincia di Lecce e Regione Puglia, interverranno Luigi Corvino, assessore alla Protezione civile e il Sindaco Carlo Portaccio, dialogherà con l’autrice Flavio Corina.

“I versi della polvere” sono quelli che rievocano l’esperienza del terremoto di L’Aquila dell’aprile del 2009, vissuta dall’autrice, all’epoca studentessa universitaria di Medicina. Dopo cinque anni l’autrice ha deciso di riportare in versi le sue sensazioni e gli esiti di quel drammatico evento. La presentazione di sabato a Taviano sarà arricchita dalle letture a cura della Compagnia teatrale Neroghi – Tonino Carluccio, Scuola Comunale di Teatro, e dall’accompagnamento musicale di Stefania Manco.

1999_previewGALATONE. Un immaginario botta e risposta in paradiso tra San Pietro e Socrate è al centro di “Vota Socrate”, il libro edito da Lupo Editore, presentato domani, giovedì 6 novembre, alle ore 18:30, all’interno del centro culturale di Palazzo Leuzzi a Galatone. Durante l’incontro, organizzato dal periodico locale “Città aperta”, l’autrice Ada Fiore, sindaco di Corigliano d’Otranto e docente di filosofia dialogherà con il giornalista Daniele Colitta.

frantoio sannicolaSANNICOLA. “Un amore partigiano” (edizioni Longanesi) è il libro di Mirella Serri che verrà presentato giovedì 23 ottobre, alle 20 presso il frantoio ipogeo, nell’ambito dei “Notturni d’autore” organizzati dal “Presidio del libro” Archivio del libro d’artista Verbamanent” in collaborazione con l’associazione “Ionia” con la presentazione della Compagnia di lettura. I “Notturni” chiudono giovedì 30 ottobre, alle 20 presso “Villa excelsa”, con “Pensieri e parole” nelle pagine di Carmen Campa, Nadia Marra, Fabiana Renzo, Luigi Saccomanno e Lara Savoia con la fisarmonica di Rocco Nigro.

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sgarbiGALATONE. Il 5 gennaio alle 19, presso il santuario del Santissimo Crocifisso di Galatone, il critico d’arte Vittorio Sgarbi presenterà il suo ultimo libro “Il Tesoro d’Italia, la lunga avventura dell’arte” edito da Bompiani. All’evento sarà presente anche il sindaco Livio Nisi.

L’iniziativa si inserisce in un ambizioso progetto culturale che  intende risvegliare e suscitare un’autentica passione verso le bellezze  artistiche, storiche e paesaggistiche per poter meglio capire e  apprezzare il prezioso patrimonio ereditato.

luigi-scorranoTuglie. Ha fatto il suo esordio letterario con “L’uomo che guarda le stelle e altre storie di Natale” (Editrice salentina)  l’apprezzato critico letterario Luigi Scorrano.

La presentazione è avvenuta nei giorni scorsi presso la chiesa delle Anime di Tuglie. A dialogare con l’autore (per anni docente al “Meucci” di Casarano) è stato Elio Ria con gli intermezzi musicali curati da Michele Bovino e Francesco Bove. Il coro parrocchiale, diretto da Don Emanuele Pasanisi, ha eseguito due brani natalizi, mentre Antonio Calò ha letto due racconti e Mario Carparelli ha parlato del libro. Da “Uno strano caso” a “Il Bambino e la stella”, da “L’Importuno a “I Magi”, da “Quell’anno, le parole” a “Baldassare per la strada” e molti altri ancora. Sono questi alcuni dei titoli dei quattordici racconti in origine apparsi su “La Fera”, un numero unico pubblicato a Lecce dal 1984 al 2006 in occasione delle festività natalizie. Ad impreziosire questi racconti, “la cui immagine non è per niente edulcorata o consolatoria, come succede spesso in questi casi, ma problematica e a tratti inquietante, con frequenti riferimenti all’attualità”, come scritto nell’introduzione dal professor Lucio Giannone, sono i disegni dell’artista Gabriella Torsello.

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scuola 3 polo esterno  casarano

CASARANO. Un opuscolo scritto dai ragazzi, contenente semplici regole che genitori e figli dovrebbero rispettare a vicenda, così da riuscire ad instaurare un rapporto positivo e costruttivo: si presenta così il volume “Genitori e figli: manuale per una convivenza sostenibile” di cui si parlerà questo pomeriggio, a partire dalle 17.30, nell’aula magna dell’istituto comprensivo polo 3 in piazza San Domenico.

Gli autori del libro sono gli studenti che hanno partecipato al laboratorio “InDipendenza” coordinato dal Liceo Docet e rientrante nel più ampio progetto “Fatti…furbo”, quest’ultimo portato avanti dall’Ambito territoriale sociale di Casarano. Il manuale verrà utilizzato come strumento didattico nelle scuole che hanno aderito all’iniziativa formativa, attraverso un percorso guidato dagli esperti del Liceo Docet.

In occasione del convegno di oggi, i saluti istituzionali saranno affidati al sindaco Gianni Stefano (anche presidente dell’Ambito territoriale sociale di Casarano), alla dirigente del polo 3 Rita Augusta Primiceri, infine alla dirigente del Liceo Docet Lucia Saracino. Relazioneranno il dottor Luigi Russo (responsabile del centro “Ambarabà” di Lecce), la psicologa Patrizia Biasco e il giornalista Alberto Nutricati (anche curatore del volume). Modera la giornalista Serenella Pascali.

 

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a nido d'apeGALLIPOLI. “A nido d’ape” (edizioni Esperidi, giugno 2013) un libro solidale lo è, per due ragioni: è espressione della sorellanza tra donne, trattandosi di quaranta ritratti femminili eseguiti da altrettante giornaliste; il ricavato delle vendite andrà in beneficenza, a favore dell’associazione Onlus “Per un sorriso in più” che supporta il reparto di Oncoematologia pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce.

Due motivi del genere dovrebbero essere abbastanza per indurre tutti ad essere presenti domani, al teatro “Garibaldi” dalle 19.30, per la presentazione di questo volume curato da Fabiana Salsi, Valentina Murrieri, Ilaria lia, Ilaria Marinaci, Daniela Pastore e Serena Costa. Modera Antonella Margarito.

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nandu popu

TUGLIE. Saranno Nandu Popu e Andrea Martina, domani sera alle 20.30, gli ospiti del terzo appuntamento con “Tuglie Incontra”, il Festival nazionale del libro a cura di Gianpiero Pisanello. Presso i Giardini “B&B Residenza Mosco”, al civico 7 di via Cesare Battisti, il leader dei Sud Sound System presenterà il suo “Salento fuoco e fumo”, mentre il giovane Martina “Fratelli di strada”. Dialogherà con gli autori Paolo Paticchio.

L’ingresso è gratuito. In caso di maltempo, l’incontro si sposterà presso la biblioteca comunale.

Il programma completo del Festival nazionale del libro.

 

 

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FEDERICO RUSSO

TUGLIE. Dopo l’esordio con il vaticanista Rai Fabio Zavattaro, ospite di “Tuglie Incontra” il 5 settembre, il protagonista odierno del Festival nazionale del libro sarà Fedrico Russo con il suo libro “Ci si mette una vita”.

Con il conduttore radiofonico (che ha lavorato per Radio Dimensione Suono, Radio Deejay, Mtv e per il canale satelliatre Sky della Sony) dialogheranno Ilaria Lia e Alessandro Stajano. Presenterà la serata Gianpiero Pisanello, organizzatore della rassegna. L’appuntamento è alle 20.30 presso i Giardini “B&B Residenza Mosco”, con ingresso gratuito.

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FABIO ZAVATTARO

TUGLIE. Stasera, alle 20.30 presso i Giardini “B&B Residenza Mosco”, l’appuntamento (a ingresso libero) è con il vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro, autore del libro su papa Francesco “Fratelli e sorelle, buonasera!”. L’evento s’inserisce nell’ambito del Festival nazionale del libro che, organizzato da Gianpiero Pisanello in collaborazione con l’associazione Up, andrà avanti fino al 3 ottobre.

A dialogare con l’autore sarà Cecilia Leo, mentre gli interventi saranno affidati al sindaco di Tuglie Daniele Ria, all’assessore provinciale alla cultura Simona Manca, infine al presidente della Provincia Antonio Gabellone.

Prossimo appuntamento sabato 7 settembre con “Ci si mette una vita” di Federico Russo, introdotto da Ilaria Lia e Alessandro Stajano.

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Andrea Martina e Nandu Popu

TUGLIE. Ritorna “Tuglie incontra”, il Festival nazionale del libro organizzato dall’omonima associazione e diretto da Gianpiero Pisanello. Il 5 settembre, fino al 3 ottobre, comincia un mese di reading, degustazioni, incontri e confronti con autori di rilievo nazionale.

Il primo appuntamento, presso i Giardini “B&B Residenza Mosco” (al civico 7 di via Cesare Battisti), è con il giornalista Rai Fabio Zavattaro che, giovedì 5 settembre alle 20.30, presenta il suo libro “Fratelli e sorelle, buonasera!”, con introduzione affidata a Cecilia Leo.

“Dopo le anteprime con Donatella Bianchi, Catena Fiorello, Pierpaolo Lala, Antonio Caprarica – afferma Gianpiero Pisanello, ideatore e organizzatore del Festival – giunge finalmente l’attesa programmazione di settembre. Sarà un mese ricco di incontri fortemente partecipati. Sono migliaia le persone previste per queste serate culturali, in particolare molti giovani. Infatti, quest’anno – continua Pisanello – il Festival ha puntato l’attenzione ad autori più vicini ad un pubblico giovane con tematiche attuali e mai banali. Andiamo dal vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro al conduttore radiofonico Federico Russo, da Nandu Popu dei Sud Sound System al giovane filosofo Mario Carparelli. Si parlerà di politica, di radio, di mafia, del cancro, del Salento, del passato con Tonino Guarino e Annalisa Bari fino a festeggiare Luca Bianchini per il successo editoriale di “Io che amo solo te”. Sarà un mese ricco, in cui i lettori possono incontrare da vicino i propri autori preferiti in un contesto da favola”.

Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito, tranne la serata del 15 settembre in cui si esibiranno Mino De Santis, Fabrizio Saccomanno e Antonio Calò con lo spettacolo “Fricciu”. Il programma completo del Festival è scaricabile in formato pdf:

PROGRAMMA TUGLIE INCONTRA

 

copertina libroARADEO. In apparenza, una raccolta dei pettegolezzi e degli sfoghi delle sue clienti. In verità, per la scrittrice-parrucchiera Antonella Musardo (o “scrittucchiera”, come ama definirsi) il libro “Bigodini parlanti” (Aletti editore) rappresenta un buon metodo per autoanalizzarsi e per combattere la routine quotidiana.

Tutto inizia nel 2007, quando la 37enne di Aradeo crea un blog, “Capellieparole”, dove racconta i “fatti e misfatti” del suo negozio, “Il bello delle donne”. Oggi la Musardo, oltre ad insegnare in una scuola di formazione per parrucchieri, scrive poesie in vernacolo e testi di cabaret.

Approfondimenti sulla prossima edizione cartacea del nostro giornale.

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Sannicola. “Per devozione di… Le edicole votive nella storia della religiosità popolare” (nella foto la copertina) , l’ultimo lavoro di Cosimo Perrone, viene presentato il 28 febbraio (alle 18.30) presso il centro culturale di via Oberdan. Il volume (promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Sannicola) è la sintesi di un convegno con mostra fotografica tenutosi a Sannicola nell’ottobre 2010, con la collaborazione  delle operatrici del servizio civile Patrizia Mandorino e Mariangela Marra.

Nel testo trovano posto le 80 edicole che sono state rinvenute nei territori di Alezio, Gallipoli, Sannicola e Tuglie.

«Risalenti a diverse epoche, le edicole costituiscono un documento importante della religiosità popolare. Venivano, infatti, costruite “ex voto” o per chiedere una grazia e a volte rappresentavano anche un punto di riferimento e di orientamento logistico», afferma Perrone di Gallipoli, operatore culturale presso la biblioteca di Sannicola, giornalista e cultore delle tradizioni locali.

Il lavoro di ricerca è stato realizzato con il patrocinio dei comuni di Alezio, Gallipoli e Tuglie in collaborazione con il Servizio civile di Sannicola. “Per devozione di…” sarà presentato da Fernando D’Aprile, direttore di Piazzasalento, con l’introduzione dell’assessore alla Cultura del Comune di Sannicola Danilo Scorrano ed i saluti dei sindaci dei Comuni interessati ovvero Giuseppe Nocera (Sannicola), Vincenzo Romano (Alezio), Francesco Errico (Gallipoli) e Daniele Ria (Tuglie). Nel corso della serata è prevista, inoltre, l’esibizione dei cantori “Lu Lazzarenu” che eseguiranno “I canti della Passione” inseriti nell’appendice del volume.

Intanto l’Amministrazione comunale intende pubblicare un libro per far conoscere la storia dell’Abbazia di San Mauro. La presentazione del volume avverrà il 13 marzo.  Si tratta di una ricerca condotta da esperti universitari che hanno approfondito la storia del monumento risalente all’anno 1000.

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Alliste. Il Campo di Fossoli immaginato come un campo di calcio, il doppio filo spinato utile solo per stendere i panni ad asciugare, la fascia al braccio delle SS scambiata per quella dei capitani di una squadra. Nella tragedia della Shoah, questo vedevano gli occhi ingenui dei bambini – personaggi de “La B capovolta” di Sofia Schito, e questi sono pure alcuni dei soggetti che i piccoli partecipanti ai laboratori presso la biblioteca comunale (in corso fino al 1° marzo, dalle 16.30 alle 18.30) hanno scelto per i loro disegni e i loro collages.

Ma non si pensi assolutamente che l’opera prima della scrittrice fellinese sia la protagonista degli incontri con i ragazzi dai 10 ai 13 anni. Come succede sfogliando le pagine del libro, dove sia l’autrice che la forma si eclissano per lasciar spazio ai bambini guidati nella comprensione di un periodo storico da un simpatico chimico coi capelli arruffati (Primo Levi, autore di “Se questo è un uomo”), così durante i pomeriggi in biblioteca le “mani” sono quelle dell’autrice e dei volontari del servizio civile ma sotto i riflettori sono i piccoli lettori con il loro bagaglio d’insegnamenti agli adulti spesso distratti.

A guardarli, non sono poi tanto diversi dagli attori della storia per i quali “il sole continuava a splendere nonostante tutto”.

Durante l’ultimo incontro i ragazzini si trasformeranno in giornalisti  e porranno domande agli ospiti invitati a parlare del libro;  nell’occasione premi per il disegno e la recensione migliori dal punto di vista dell’interpretazione del testo. Tutti gli elaborati rimarranno esposti in biblioteca per quanti volessero vederli.

                                           RR

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“Il sapere è rivoluzione”; “studiate, rendete prezioso quello che fate in questa bella scuola”; “imparate a dire no ai compromessi indegni”: si è svolto sul filo dei ricordi personali, sollecitati dagli studenti e dai loro genitori, e sul tragitto artistico, da ultimo allungato con il libro “Salento fuoco e fumo”, l’incontro tra Nandu Popu dei “Sud Sound System” e gli studenti di oggi e di domani del Professionale per i servizi commerciali di Collepasso, sede associata del “Vespucci” di Gallipoli. Aula magna affollata, grande attenzione alla storia del libro dell’artista, all’anagrafe Fernando Blasi, in una scuola nuovissima e aperta appena quattro anni fa: ampie vetrate come le aule, laboratori,  un gruppo docente molto motivato (coordinato dalla professoressa Fernanda Stasi). Emozionante la chiusura dell’incontro con Nandu Popu che ha cantato con il gruppo musicale della scuola (Alberto Manco e Stefano Bruno di Neviano, Federico Pecoraro di Taurisano e Fausto Cota di Racale, i “Majestic Masters”) un brano degli SSS, un modo originale per promuovere la scuola. L’open day del “Vespucci ” di Gallipoli è fissato per il 26 gennaio.

 

Parabita. Situazione internazionale, crisi economica, impoverimento morale: se ne discuterà in “ItAlieni- Viaggio semiserio tra vizi e virtù del Bel Paese”, la rassegna culturale curata dall’associazione “Presidi del libro- emergenze sud” con il patrocinio del Comune di Parabita.

Dopo l’incontro del 6 dicembre, moderato dal giornalista Rosario Tornesello, e del 7 dicembre, con il tema ambientale affrontato dagli scrittori Antonio Polichetti e Serge Enderlin con Pino Petruzzi, responsabile di settore presso il Comune, lunedì 10 dicembre, per “Politica Mon amour”, Waldemaro Morgese discuterà con Fernando D’Aprile, direttore di “Piazzasalento”, e Sonia Cataldo (foto sopra) del rapporto degli italiani con la politica. Mercoledì 12 dicembre, Valerio Massimo Manfredi, autore di bestseller storici, parlerà con Federica Rega (sotto) dei miti di oggi messi a duro confronto con gli eroi del passato, con un reading del cantautore di Gallipoli Michele Cortese, al suo esordio come attore. Giovedì 13 dicembre sarà di scena il rapporto italiano tra potere e giustizia con Nicola Rao, responsabile del Tg Lazio della Rai, ed il magistrato Roberto Tanisi, presidente della seconda sezione penale del tribunale di Lecce e della corte d’assise. Ospiti di sabato 15 dicembre saranno, invece, il giornalista parlamentare di Panorama, Giovanni Fasanella, Egidio Zacheo, docente universitario di Storia delle dottrine politiche e Tonio Tondo, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Gli eventi si terranno presso il teatro Carducci.

DP

Antonio Errico

Da un lato  Lorenzo dei Medici, il “Nobilissimo Signore”, il potere politico che diventa anche strapotere morale sulla vita e sulla coscienza degli uomini, dall’altro un servitore “mai servo” che viene esiliato ai margini di una terra in cui domina il potere di una luce che non è solo quella del sole che biancheggia i basoli, che trapassa i muri e che improvvisamente scompare nella notte e diventa attesa dell’alba successiva,  ma è anche la luce della mente, della riflessione, dello studio, della filosofia. Firenze e il Salento nel secolo degli umanisti, nel periodo che la storia descrive illuminato dai Medici, in particolare da Lorenzo. La “cornice” in cui le lettere trovano una ragione di esistere si dispiega per due anni: dal 26 aprile del 1478, quando nella cattedrale di Santa Reparata viene ucciso Giuliano dei Medici  e ferito Lorenzo, al 26 luglio del 1480, data dell’ultima epistola che l’esiliato, come le altre, nasconde in un orcio “ solo come blanda prova che sono vissuto”. E già all’orizzonte si avvicinavano “più di cento galee, galeotte e fuste” di Gedik Ahmet Pascià che però non lo spaventano. “In questa terra non sono forestiero” scrive l’esiliato, in questa terra ha trovato pace. Parafrasando una celebre frase di Giovanni Paolo II viene da concludere “Nel Salento nessuno è straniero e il Salento non è straniero a nessun uomo e in nessun luogo”.

Antonio Errico “ritrova” le lettere dell’esiliato che diventano un pretesto per cantare ancora una volta con una prosa lirica che è la cifra della sua scrittura, il Salento fascinoso  che ammalia con la sua luce, che è in grado di far comprendere “l’insensatezza di ogni fatuo progetto che ci avvince e ci mortifica” perché “qui l’abbaglio confonde i punti cardinali. Acerbità e maturità non hanno differenza. Le distanze si cancellano. Le forme si adulterano. I contrari si congiungono…Questo luogo divora ogni parola, ogni racconto”. Venire nel Salento e non avere più “nessuna tentazione di gloria e di potere” perché la miseria e lo splendore sono mischiati e confusi, perché c’è rassegnazione davanti alla vita e alla morte, perché gli uomini muti hanno consapevolezza della provvisorietà dell’esistenza e le donne sono “stravolte” di pazienza.  Venire nel Salento e rivelare il vero volto di Lorenzo “Hai fondato tutto il tuo potere sull’intrigo e sull’apparenza. Soltanto su questo. Hai sperperato il denaro dei cittadini per le tue giostre. Sei il maestro della finzione. Celebri la tua vita e il tuo potere creando intorno a te un’aura di magnificenza. Ma tutto lo splendore cela un vuoto di sostanza”

Se a Firenze l’esiliato dei Pazzi ha lasciato Marsilio Ficino e il Poliziano, a Otranto ha trovato il Galateo, l’igumeno dell’abbazia di S. Nicola di Casole,  Niceforo.

Pochi scrittori come Errico sanno andare “oltre”.  Come l’esiliato dei pazzi, sa andare oltre l’esilio che alla fine diventa la condizione di chi sa analizzare la sua vita senza infingimenti e giunge a capire il senso della solitudine, delle sue non scelte, della sua vita. Errico va oltre l’inanellarsi delle frasi brevi con frequenti ripetizioni e riprese  che non diventano mai monotone. Anzi, la sua prosa è un fuoco pirotecnico in cui scoppi e colori sembrano giungere alla fine, ma è solo un’illusione perché come per magia sbocciano nuovi colori e nuovi suoni.

Voce al Direttore

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