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Preite

Alezio – Una sola governance; una regia interistituzionale; un quadro di riferimento unico: come che la si voglia chiamare, l’attività di orientamento dei ragazzi, soprattutto dalle Medie alle Superiori, ha bisogno di una svolta; vanno mandati in archivio la richiesta e l’avvio di corsi e indirizzi senza o con pochi legami con la realtà, senza o con scarsa attinenza alle inclinazioni degli studenti ed alle richieste del territorio. Il seminario promosso dall’Istituto superiore “Giannelli” di Parabita, con sedi a Gallipoli, Alezio, Casarano, con la sala dell’auditorium di Alezio piena di docenti, allievi, amministratori locali (Gallipoli, Alezio, Parabita), ha marcato questo ineludibile passaggio in un contesto in cui alle complessità storiche, se ne sono aggiunte altre e, per certi versi, inedite.

Fare rete, strumento culturale imbattibile. “Si è voluto riunire dirigenti, docenti, genitori, stakeholders e osservatori (tra cui il direttore di Piazzasalento, ndr) per contribuire efficacemente ad indirizzare i giovani verso percorsi formativi più idonei per il loro progetto di vita e di lavoro – commenta il dirigente del “Giannelli”, Cosimo Preite – risulta ormai indispensabile avere strumenti per la ricognizione delle inclinazioni e dei talenti affinché si possa adempiere a pieno all’azione formativa”. Obiettivo ampiamente condiviso, non solo in ambito scolastico (“formare i formatori all’orientamento”, è stato anche richiesto), ma anche istituzionale (Provincia e soprattutto Regione). Lavorare insieme su questo delicato snodo l’altro tema comune. Sul “Fare rete” ha insistito lo stesso prof. Preite, vedendo in essa “uno straordinario strumento di formazione culturale” per offrire a chi si prepara alla vita “orizzonti di opportunità, non irreali obiettivi”. Pur tra forti resistenze e difficoltà: “Coltiviamo il rapporto con le famiglie affinchè possano condividere analisi e sintesi. Di tentativi se ne sono fatti tanti, per lo più non riusciti, ma dobbiamo portarlo a sistema”, ha insistito il dirigente, davanti a suoi colleghi e docenti di altri Istituti della provincia, da Poggiardo e Otranto a Tricase, da Alessano ad Acquarica-Presicce, da Casarano a Lecce.

Disorientamento generale, pure la Scuola ne è contagiata: progetti per i soldi, non uno scopo. Di un passaggio da reinterpretare ha parlato il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Enzo Nicolì: “Lasciamo da parte piagnistei e assistenzialismo, mettiamo in campo intelligenze e capacità e domandiamoci che cosa va avviato, che cosa si può veramente fare, recuperando anche lo storico ritardo sul versante dell’imprenditoria”, tema strettamente collegato al primo. Disorientamenti esistenziali come condizione diffusa di questi tempi, i cui riflessi non possono non interessare anche la scuola “la quale si deve orientare prima di orientare altri”: il docente universitario Salvatore Colazzo, direttore del Ciid di Unisalento, non ha certo risparmiato l’uditorio. Citando un recente studio, ha rilevato tra l’altro “come di fronte fasce sociali più deboli e disarmate, i consigli dei docenti siano al ribasso”, superficiali, senza molto interesse verso le vere capacità del diretto interessato, azioni autoreferenti e autolegittimanti”, mentre “lo sforzo da fare è verso una cultura della ricerca e della valutazione”.

Regione: Visione d’insieme, rapporti più stretti con l’imprenditoria. Anche da docente qual è, l’assessore regionale Sebastiano Leo ha invocato una “obbligatoria visione comune, una più attenta  attenzione al territorio” ed ha criticato “la corsa ai finanziamenti (da parte degli Istituto scolastici) a discapito della qualità dei progetti: “Non bisogna lavorare per i progetti, occorre capire prima i bisogni reali, fare un patto con le imprese per avvicinarle alla scuola”. La Regione ha qualche merito: la dispersione scolastica è calata in dieci anni dal 26,9% al 16 (ma il Friuli è all’8 e l’Unione Europa al 10%); è in arrivo il progetto “A scuola senza zaini”; si lavora per incentivare l’apprendistato (su politiche dello sviluppo e di fondamenti pedagogici ha centrato l’intervento l’esperto Ettore Bambi). “Ma il dimensionamento scolastico deve essere più agganciato alla realtà”, ha ribadito.

Caccia agli indirizzi nuovi: ma servono? sono quelle le priorità? Regione però in tanti guardano – e giustamente – come il soggetto in grado di assicurare quella “governance” di cui si diceva. Il richiamo è stato evidente nei pensieri espressi dalla dirigente scolastica regionale, Anna Cammalleri: “Ci manca quel tanto per fare un bel passo in avanti. la Puglia, è seconda solo alla Toscana per innovazione nella gestione amministrativa; viene solo dopo la Lombardia per politiche sulla legalità. Ma, in quanto a priorità come le alleanze – ha rimarcato – colgo altrove esempi di governance, con la Regione e ed il sistema economico nel suo complesso a guardare insieme all’oggi e al domani”. Riferita al turbato contesto storico, ha concluso: “In questo tempo dobbiamo saper  usare il sestante e le stelle, le onde e il radar”.

I progetti “New Gener@ction” e “Tutti alla meta”. Nel seminario c’è stato spazio anche per due progetti condotti a conclusione. Il primo ha riguardato il bullismo in tutte le sue forme e – illustrato dalla professoressa Serena Strafella di Copertino – il percorso fatto non solo per trovare un efficace logo (gara vinta dai ragazzi del “Giannelli”, ma soprattutto sul miglioramento dei rapporti con i genitori; sulla rottura del “muro del silenzio” e sulla replicabilità del “New Gener@ction”, il modello messo in piedi dagli Istituti “Don Tonino Bello” di Tricase, “Moccia” di Nardò, Iiss di Otranto e Poggiardo, il “Presta Columella” di Lecce, il “Salvemini di Alessano. “Tutti alla meta” l’altro progetto con l’interessante coinvolgimento degli Istituti comprensivi di Acquarica-Presicce e del Polo 3 di Casarano, contro le discriminazioni di genere e la dispersione. “Dobbiamo recuperare il concetto filosofico che la scuola è un luogo di emancipazione – ha sottolineato il prof. Demetrio Ria di Unisalento,che ha rilevato come i due progetti non siano molto distanti tra loro. In questa “scuola in rete, in rete d’intenti”.

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