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Gallipoli – Sarà stata una situazione definita “di stallo” o l’inconsistenza dei risultati del famoso Tavolo tecnico (l’ultima riunione sarebbe stata annullata per troppe assenze) o ancora il tempo che stringe, certo è che commercianti, operatori turistici, balneatori, imprenditori, hanno deciso di prendere l’iniziativa tutti insieme. Due le mosse per attirare l’attenzione ed avere risposte “che dal tavolo tecnico, che ormai viene riunito sempre di meno dal’assessore Emanuele Piccinno (foto), non sono mai state ufficializzate e concretizzate”. La prima iniziativa riguarda la richiesta di istituire una commissione temporanea speciale, come previsto dal Regolamento comunale, sulla falsariga di quella che si occupata di recente del traffico e della Ztl nel centro storico.

Una “commissione temporanea speciale” come quella per il traffico nel centro storico L’istanza è stata elaborata a fine marzo scorso, protocollata il 3 aprile ed inviata al presidente del Consiglio comunale, al Sindaco, all’assessore al Turismo, ai presidenti delle commissioni consiliari Urbanistica, Lavori Pubblici, Traffico urbano; Sviluppo economico; Ambiente, Tutela del territorio e Servizi pubblici; una copia per conoscenza – ma non solo, visto che si fa riferimento al famoso Patto per la sicurezza e lo sviluppo di due anni fa e alla lotta all’abusivismo commerciale e ricettivo – anche al Prefetto di Lecce. Firmataria della missiva la neonata associazione temporanea di scopo “Consulta Gallipoli Turismo Cgt”, che raggruppa praticamente tutte le associazione che hanno a che fare con questo settore manca all’appello solo quella dei B&b del centro storico). Matteo Spada (foto accanto), presidente dell’associazione commercianti e imprenditori, è anche il portavoce dei sodalizi Silb – Fipe (locali da ballo), Federbalneari Salento, Cna Puglia e Cna Balneatori, operatori turistici, imprenditori turistici della Città bella, Case vacanza Puglia.

I temi urgenti: litoranea e cantiere, parcheggi stagionali e permanenti, autorizzazioni balneari, i Distretti, l’abusivismo “Una o più commissioni consiliari , anche mediante il coinvolgimento di tecnici specializzati, sui temi urgenti della collettività e d’interesse generale” sollecitano dal raggruppamento, a cominciare dal cantiere sulla Litoranea Sud: tempi di ultimazione dei lavori, messa in sicurezza delle aree, eventuale incarico a tecnici per la revisione del progetto iniziale circa l’accesso agli stabilimenti e strutture ricettive e al demanio pubblico. Altra spina nel fianco, le Norme tecniche di attuazione del’attuale Piano regolatore generale circa le aree in cui insistono gli stabilimenti balneari (oggetto di recente di una serie di ordinanze di smantellamento con revoca della concessione) chiarendo il punto dolens sulle attività ricreative e d’intrattenimento (si propone lo strumento della conferenza dei servizi) e trovando il modo per riconfermare urbanisticamente quelle autorizzazioni. Segue, perché in parte intrecciato al precedente tema. il nodo dei parcheggi stagionali per il litorale Sud e Nord; i parcheggi permanente, compreso quello nell’area portuale, aree di prima accoglienza turistica e potenziamento della segnaletica; info point collocati in punti strategici. Torna poi la spinta per accelerare procedure e tempi per l’istituzione del Distretto turistico e Distretto urbano del commercio entrambi strumenti per perseguire adeguatamente gli obiettivi indicati” e magari anche una Ats (associazione temporanea di scopo) con dentro il Comune “per affrontare insieme alle associazioni i temi urgenti sul tappeto”.

“Tavolo tecnico morto per assenze e mancanza di atti ufficiali concreti” Va da sé che il tavolo tecnico viene ritenuto superato: “Non si riunisce da qualche mese, – dicono dalla Cgt – e l’ultima riunione è saltata per le assenze. Un esito scontato – rimarcano – considerato che ad ogni conclusione condivisa raggiunta e concordata con gli Amministratori, non ha mai fatto seguito una delibera o un atto del Comune che la realizzasse e la rendesse concreta”. Seguendo invece il percorso e l’esempio della commissione speciale sul traffico limitato del Centro storico, con i consiglieri componenti che hanno coinvolto ed ascoltato gruppi associazioni e operatori vari, si potrebbe giungere ad una conclusione “istituzionale” da portare poi all’esame del Consiglio comunale per le conseguenti decisioni. “Cambiamo il metodo, visto che il precedente non ha portato frutti – concludono i promotori del neonato raggruppamento – e tentiamo di recuperare il grave ritardo già accumulato in questa delicata fase della programmazione stagionale”. Lo hanno scritto infine anche al prefetto: da parte loro, sono disponibili a metterci consulenze, esperti e contributi concreti mirati per raggiungere gli obiettivi indicati.

Claudio Palomba

Porto Cesareo – Lunedì il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica torna a riunirsi, questa volta con all’ordine del giorno un solo argomento: la situazione a Porto Cesareo, tra movimenti criminali espliciti e frequenti (ai danni di negozi, bar, ristoranti, abitazioni private) e infiltrazioni nei gangli dell’imprenditoria turistica (stabilimenti balneari, villaggi, intrattenimento). Si esaminerà la questione, più a fondo evidentemente di quanto fatto ieri mattina in Prefettura a Lecce, con l’obiettivo dichiarato di “potenziare i controlli su Porto Cesareo”, come auspicato dall’Amministrazione comunale col Sindaco Salvatore Albano, e dal comitato spontaneo di commercianti che stamani si sono ritrovati per fare il punto della situazione in Comune. Una rete, non si sa ancora quanto vasta, di videovigilanza sembra essere già un risultato acquisito.

“Abbiamo bisogno sin da subito del potenziamento dei controlli – hanno sottolineato con forza alcuni esercenti – di un’attività investigativa che dia risultati utili e, soprattutto, della presenza sul posto sia di giorno e soprattutto di notte di forze di polizia che pattuglino il territorio. Non ci sentiamo sicuri, abbiamo paura per noi e per i nostri figli. La microcriminalità, fenomeno peraltro diffuso in più parti del territorio nazionale”. Il comitato rappresenta anche la preoccupazione, piuttosto diffusa in paese, che tanti episodi delinquenziali messi insieme possano danneggiare l’immagine di una delle marine più ricercate del Salento e quindi la sua economia. “Per tutto questo, in attesa delle decisioni che nell’immediato saranno prese dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, torniamo a chiedere, e insisteremo, un incontro diretto con il prefetto Claudio Palomba”.

Ritiene necessario alzare il livello del controllo del territorio il Sindaco che non si nasconde pericoli e appetiti troppo pericolosi che quei venti km di costa attraggono: “I pochi carabinieri presenti non sono sufficienti a coprire una costa così, non possono fare turnazioni adeguate nelle 24 ore e svolgere al meglio l’attività di prevenzione. Porto Cesareo è realtà appetibile per molti, necessita di maggiore attenzione a tutti i livelli”. Compreso quello della criminalità organizzata che privilegia il turismo (insieme alle attività dei Comuni in tema particolarmente della gestione dei rifiuti) come settore in cui penetrare anche per ripulire i soldi sporchi procacciati con traffico di droga, gioco d’azzardo, usura ed estorsioni. Proprio in questi giorni la Commissione parlamentare antimafia ha ribadito l’allarme sulla “permeabilità del settore turistico”; da diverso tempo questo allarme suonano i magistrati della Direzione investigativa antimafia e della Direzione nazionale e distrettuale che indicano i punti di maggiore pressione nel Salento: le aree e i movimenti economici connessi di Porto Cesareo,  Gallipoli e Ugento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salvatore Albano

Porto Cesareo – E’ giunta presto la risposta del prefetto di Lecce, Claudio Palomba, al Sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, circa la preoccupazione che aleggia in paese per una serie di furti concentratisi nelle ultime settimane e perciò ancora più eclatanti negli effetti; nel mirino locali commerciali e appartamenti privati. L’incontro di domani era stato chiesto anche dai commercianti che martedì scorso hanno incontrato il Sindaco presso Palazzo di città. Il “caso” della marina jonica sarà trattato nell’ambito della riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, che inizierà i suoi lavori giè programmati alle 10,30.

“I commercianti – ricorda Albano – chiedono maggiori controlli e la presenza di pattuglie che presiedano il territorio sia di giorno che di notte, almeno in questo periodo. Hanno paura di chiudere la sera i propri locali poiché temono che la notte vengano saccheggiati.  Vogliono essere rassicurati dalla presenza delle Forze dell’Ordine e vogliono che i responsabili di tali atti criminosi vengano assicurati alla giustizia quanto prima. I commercianti hanno paura che senza un intervento programmato i furti possano continuare con danno non solo a loro, ma anche all’immagine di un  paese turistico come il nostro”. Tra le richieste del Comune anche la realizzazione di quelle misure inserite nel patto per la sicurezza (come quello di Gallipoli) come la videovigilanza e aumento degli organici delle forze di polizia per frenare questa microcriminalità.

ACQUARICA DEL CAPO. Dal 17 marzo al 31 dicembre 2015: slitta a fine anno il termine entro il quale i piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti (nell’arco ionico Acquarica e Seclì)  dovranno accorpare funzioni e servizi. L’emedamento è stato approvato nei giorni scorsi  dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla camera, ora l’emedamento passerà alle Camere per il voto definitivo e poi i 40 sindaci dei Comuni salentini interessati potranno tirare un sospiro di sollievo. Almeno per poco, perché dovrano mettersi subito al lavoro per ottemperare a quello che già stabilivano una legge di quattro anni fa e la spending review del 2012. Nelle ultime settimane era intervenuta la lettera del prefetto Giuliana Perrotta che, pena commissariamento, intimava ai  40 sindaci dei Comuni interessati  ad accorpare la maggior parte dei servizi entro il 17 marzo. Dalle difficoltà di arrivare in tempo, è nata la richiesta di una proroga che sembra accordata anche se per pochi mesi. I nuovi enti nasceranno dalla fusione di almeno tre comuni  per raggiungere una popolazione di 10mila abitanti. Ogni comune manterrà l’Anagrafe e lo stato civile: trasporti pubblici, protezione civile, smaltimento rifiuti, tributi, edilizia, servizi scolastici dovranno essere gestiti dall’unione dei comuni.

In questo percorso potrebbe venire in aiuto la  Provincia di Lecce, che come ha dichiarato il presidente Gabellone, metterebbe a disposizione delle costituende nuove realtà le professionalità provinciali consolidate. Si tratta ora di capire di quali competenze avranno bisogno i nuovi enti.
Grande attenzione per questo processo, che vedrà sorgere dai 40 municipi 14 Unioni,  anche da parte del prefetto Perrotta che per il 18 febbraio  ha convocato i sindaci interessati ad un incontro della Conferenza provinciale permanente. La  “guerra dei campanili” sembra proprio destinata a spegnersi, come anche le polemiche sulla difesa delle identità comunali. La scarsità di risorse, il peso della tassazione sempre più pesante dovrebbero essere gli argomenti fodamentali a spingere verso l’attuazione della normativa sulle fusioni che è datata 1990. Ci potrebbe essere anche un altro argomento a spingere in questo senso: il contributo dello Stato. Lo scorso anno il il Ministero dell’Interno ha erogato più di 9 miloni e mezzo di euro ai Comuni che si sono fusi nel corso dell’anno.  Forse questo potrebbe essere l’elemento più convincente.

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...