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PORTO CESAREO

Gallipoli – Gran da fare per le motovedette della Guardia costiera in questi ultimi due giorni per soccorrere in mare quanti sono stati sorpresi da repentini cambi meteorologici con aumento del moto ondoso e raffiche di vento. Oggi il fenomeno chiamato “flash flood” (improvvisa alluvione) si è concentrato tra le 13 e le 15 circa ma, con una temperatura più bassa rispetto a ieri, gli scontri di masse d’aria sono stati più attenuati. Con effetti più sopportabili ma che hanno messo in crisi – in almeno quattro casi – diportisti in mare in quel momento e con difficoltà a rientrare in porto. Nella giornata odierna i centri più colpiti dalle violente precipitazioni sono stati Sannicola (79 millimetri d’acqua), Alezio (70), Gallipoli (53,9), Felline di Alliste (42,8), Morciano di Leuca (33), Porto Cesareo (28,5).

Oggi gli agenti della Guardia costiera sono dovuti intervenire dalle parti di San Gregorio di Patù e nel versante gallipolino. Due in particolari i soccorsi di una certa delicatezza, trattandosi di natanti con persone a bordo non in grado più di manovrare. L’intervento delle motovedette ha risolto per il meglio la situazione. Altri particolari sugli eventi meteo do oggi si sapranno nelle prossime ore. Ieri invece è stata davvero una mattinata campale per gli agenti ed i mezzi della Guardia costiera di Gallipoli.

Sei motovedette sono state impiegate per fare fronte a dieci richieste di soccorso tra Castro, Santa Maria di Leuca, Ugento, Gallipoli e Porto Cesareo. Le difficoltà causate dal repentino cambiamento delle condizioni meteorologiche, sono state accresciute dal fatto che le chiamate in alcuni casi sono state contemporanee. Gli appelli alla Guardia costiera sono arrivati da pattini, sub, natanti con passeggeri a bordo, bagnanti. Le emergenze più delicate si sono verificate a Torre Lapillo (Porto Cesareo); nella prima le due persone a bordo sono state trasbordate sulla motovedetta; nel secondo caso i diportisti erano tre  (tra i quali una bambina): dal natante non si riusciva a salpare l’ancora ed era cominciata ad accumularsi acqua. La tensione delle persone soccorse è calata solo quando sono arrivate in tutta sicurezza nel porto di Gallipoli.

 

 

Porto Cesareo – È stato arrestato dalla Polizia il 41enne di Leverano accusato di aver indirizzato ben otto colpi di pistola nei confronti del cugino 59enne a Porto Cesareo. L’episodio, per fortuna conseguenze, si è consumato nel pomeriggio di domenica 12 agosto. Intorno alle 16.30 il 41enne, già noto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti, è giunto nella periferica via  Sant’Angelo, rivendicando dal cugino la restituzione di canne da pesca e altro materiale che, a suo dire, gli era stato asportato dalla propria abitazione. Al culmine di un’accesa discussione, alla presenza di un’altra persona occasionalmente sul posto, l’uomo poi arrestato ha estratto una Beretta semiautomatica 9×21 modello 98FS esplodendo otto colpi ad altezza uomo finiti sulla porta d’ingresso ed sul muro dell’abitazione dell’interlocutore, a brevissima distanza dalle due persone presenti. L’uomo armato si è poi allontanato velocemente a bordo di una Fiat Ulisse.

Grazie ai rilievi della Polizia scientifica della Questura di Lecce,  le indagini di sono subito indirizzate verso l’uomo di Leverano presso la cui abitazione, in un anfratto del terrazzo, poco dopo è stata ritrovata l’arma utilizzata per sparare gli otto colpi. Le prime indagini condotte hanno permesso anche di ricostruire recenti contrasti di ordine economico tra i due cugini. L’arma ed i bossoli sono stati sequestrati e repertati per stabilire se la stessa pistola possa essere stata utilizzata nel corso di precedenti atti criminosi. L’aggressore è stato arrestato e condotto nel carcere leccese di Borgo San Nicola con l’accusa di tentato duplice omicidio volontario aggravato.

L’irruzione nel ristorante di via Da Vinci Sempre a Porto Cesareo, intorno all’una e mezzo di questa notte, tre soggetti hanno fatto irruzione in un ristorante di via Leonardo da Vinci aggredendo una coppia di avventori. Alla reazione di questi ultimi, gli aggressori si sono dati alla fuga esplodendo un colpo d’arma da fuoco all’esterno del locale prima di far perdere le proprie tracce a bordo di due automobili. nessuno è rimasto ferito. Il sopralluogo dei carabinieri ha permesso di ritrovare un bossolo e due proiettili inesplosi.

 

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Si potrebbero chiamare i “furbetti della spiaggia”, ovvero coloro che “opzionano” il posto sull’arenile lasciandovi, anche dalla notte precedente, sedie sdraio e ombrelloni. Contro tale scorretta abitudine, spesso causa di litigi sulle affollate spiagge d’agosto, i carabinieri e la guardia costiera hanno condotto, a Torre Lapillo, l’operazione “ombrellone selvaggio” denunciando tre avventori ritenuti responsabili della violazione delle norme del Codice della navigazione in merito all’occupazione abusiva di spazi demaniali. Nel corso della nottata, i tre avevano posizionato nella spiaggia libera, proprio allo scopo di “riservarsi” dei posti, nel totale sette ombrelloni e 13 sdraio. Ad essere stati denunciati sono stati un 50enne di Mugnano (Napoli), un 64enne di Modugno (Bari) ed un 75enne residente a Torino (ma nato a Salice Salentino). Nel corso del loro intervento, i militari hanno sequestrato anche altri 40 ombrelloni posizionati da ignoti fruitori della stessa spiaggia: è molto probabile che, nel corso della mattinata, visto l’andazzo, i rispettivi proprietari abbiano preferito desistere dai loro abusi. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni nelle varie località di mare salentine, in molte delle quali viene segnalato lo stesso fenomeno.

In precedenti sopralluoghi e ispezioni gli agenti della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno scovato “gestori” senza ovviamente alcuna autorizzazione ma in grado di far fruttare per sé pezzi di spiagge libere, quindi non oggetto di alcuna concessione demaniale, impiantandovi ombrelloni ed offrendo lettini e sedie agli ignari bagnanti in cambio di denaro. I casi più recenti e ricorrenti rimandano alle spiagge di Gallipoli, Porto Cesareo e Salve.

Porto Cesareo – Una tartaruga “Caretta caretta” da oltre 60 chilogrammi è stata salvata questa mattina nell’Area marina protetta di Porto Cesareo. Ad avvistare l’esemplare in difficoltà, perchè intrappolato in una rete a tramaglio, è stato il pescatore professionista Fernando De Pace il quale ha poi contattato immediatamente gli operatori della Riserva marina per un pronto intervento. Giunti sul posto, gli operatori della Riserva con l’aiuto dello stesso pescatore hanno provveduto a liberare il grosso adulto di Caretta caretta che, ad una prima valutazione, è parso in buone condizioni. In ogni caso si è provveduto al suo trasporto nel centro di recupero di Torre Guaceto.

S. Isidoro (Nardò) – Acque della marina liberate con una mirata operazione di sequestro e rimozione di gavitelli e natanti abusivamente ormeggiati nella baia ricadente nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, di cui la marina neretina fa parte; attività di tutela ambientale e  dell’arenile; realizzazione di accessi al mare ecocompatibili per tutti, diversamente abili compresi. Si susseguono in questo periodo gli interventi di cura di San’Isidoro, tra cui – per ultimo in ordine di tempo – l’importante ed atteso intervento di riqualificazione ambientale su due fasi: la prima di eliminazione di barriere architettoniche e la seconda la costruzione di accessi compatibili (foto).

Il progetto denominato “Less Barrier” è stato realizzato grazie all’importante sinergia tra Comune di Nardò e Area marina protetta Porto Cesareo – rispettivamente per la progettazione e per il finanziamento. Attività – si legge nella nota dell’Area marina protetta – è bene sottolinearlo che ha avuto come obbiettivo quello di rendere la spiaggia di Sant’Isidoro e l’insenatura denominata Sannicola sita a sud della Torre, più accessibile alla popolazione con diversa abilità ed in generale a chi vive con difficoltà motorie. L’intervento in dettaglio ha portato alla realizzazione di una pedana per terapia disabili nell’insenatura di Sannicola, la rimozione di battuto abusivo in cemento sull’arenile, due accessi attrezzati rispettivamente a sud e a nord della spiaggia di Sant’Isidoro e da ultimo la chiusura di un varco con piantumazione per la protezione della spiaggia a nord del lido in concessione”.

Ma si è solo agli inizi, promettono dal’Amp: “La pianificazione che riguarda Sant’Isidoro porterà nei prossimi anni finalmente benessere ambientale e antropico a questo tratto di costa”. Naturalmente, tutti soddisfatti per i risultati fin qui raggiunti, dal presidente dell’Amp Porto Cesareo Remì Calasso, dal direttore Paolo D’Ambrosio e dal consigliere delegato del Comune di Nardò, Giuseppe Verardi: “Gioia vera – ha commentato Verradi- sono soddisfatto per la realizzazione di queste importanti opere che rendono accessibili le nostre spiagge. In semplicità e col cuore dico grazie a tutti”.

 

Nardò – Settanta pali di illuminazione per rendere meno pericolo il tratto di litoranea tra Sant’Isidoro e Porto Cesareo. I punti luce sono stati attivati in questi giorni sulla Provinciale 268 che collega la marina di Nardò a Porto Cesareo. Quel tratto di litoranea è in gestione al Comune per cui, essendo un’arteria di notevole importanza per il traffico veicolare e per particolari esigenze di sicurezza per automobili e pedoni, soprattutto durante il periodo estivo, è rientrato nel piano delle opere pubbliche del comune.

L’intervento è una parte della più generale azione di riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione in città in corso di esecuzione da parte dell’associazione temporanea di imprese Cpl Concordia-Alfa Impianti (per oltre 2 milioni 700mila euro, attivato dalla precedente Amministrazione del Sindaco Marcello Risi), che sta cambiando l’illuminazione nella direzione della modernizzazione e dell’efficienza. Ad oggi il progetto è stato realizzato quasi al 50% dei 4.675 punti luce che sono oggetto di interventi di riqualificazione energetica e adeguamenti sotto il profilo della sicurezza elettrica e statica. Dopo i pali sulla litoranea tra Sant’Isidoro e Porto Cesareo, sarà la volta di una serie di interventi specifici sui corpi illuminanti tra Sant’Isidoro e Torre Inserraglio.

“Questo tratto di litoranea – ricorda il Sindaco Giuseppe Mellone – è spento da sempre, con tutte le conseguenze relative su sicurezza e decoro con cui i neretini e non solo hanno avuto a che fare sino a ieri sera. Ne guadagna senza dubbio anche il fascino e la resa visiva di questa zona, soprattutto guardandola dal mare. L’intervento di riqualificazione generale della pubblica illuminazione in città sta proseguendo a buon ritmo, consentendoci anche di eliminare una serie di criticità croniche nel rapporto tra resa luminosa e consumi”.

“Più volte – aggiunge il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Oronzo Capoti – ho sperimentato personalmente quanto questa strada fosse pericolosa nelle ore serali e notturne, una condizione insostenibile soprattutto quando nei mesi estivi il flusso di automobili è elevatissimo. Senza dimenticare che ci sono aree abitate e quindi spesso anche persone a piedi o in bicicletta, sguarnite sino a ieri di ogni garanzia di incolumità. Tra le varie zone della città completamente sprovviste di illuminazione, questa era senza dubbio tra quelle più bisognose di un intervento”.

 

Porto Cesareo – Nardò – Notte movimentata quella di ieri a Porto Cesareo dove i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato per spaccio di droga il 43enne pregiudicato Filippo Cavallone. L’uomo (nato a San Pietro Vernotico) è stato osservato a distanza dai militari nel cedere varie dosi di cocaina ad alcuni giovani del posto (poi segnalati all’autorità giudiziaria quali assuntori). Al momento del controllo, tuttavia, Cavallone ha tentato di sottrarsi all’arresto iniziando una violenta colluttazione con i militari che sono, però, riusciti a bloccarlo evitandone la fuga. La perquisizione personale e domiciliare ha poi portato alla luce 50,64 grammi di cocaina suddivisa in 75 dosi preconfezionate, 251 grammi di cocaina in un unico blocco, 1.565 euro quale presunto provento dello spaccio oltre ad un bilancino di precisione e materiale vario utile per il confezionamento delle dosi.

A Nardò, invece, i militari della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà il 30enne G.F. nella cui abitazione sono state trovate undici piante di marijuana, di altezza variabile tra i 50 e i 280 centimetri, in ottimo stato vegetativo e in fioritura, secondo quanto riscontrato dagli stessi carabinieri.

 

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Oltre un centinaio di uova di tartaruga della specie Caretta caretta come ricordo di una estate speciale.  Un improvviso smottamento di sabbia sotto i piedi di alcuni ignari bagnanti che passeggiavano sull’arenile ed ecco una bella e tenera sorpresa: ecco apparire le uova di tartaruga “caretta-caretta” tra lo stupore generale sul litorale a nord di Torre Lapillo, nei pressi dello stabilimento balneare “Baron Beach”.

Il nido di tartarughe marine ha fatto sbarrare gli occhi dei bagnanti; le uova sembrano quasi pronte alla “schiusa”. Dopo i primi attimi di smarrimento, si è attivata immediatamente la macchina dei soccorsi. La nidiata è stata messa in salvo dai professionisti dell’Area marina protetta Porto Cesareo.  Immediati infatti sono giunti in spiaggia, allertati dagli stessi bagnanti e dal gestore del lido, con i biologi e gli esperti della “Riserva nazionale”. Tra questi anche il dottor Giacomo Marzano esperto di tartarughe, che collabora proprio con l’Ente cesarino. Sulla spiaggia anche i militari della Guardia costiera dell’Ufficio marittimo Torre Cesarea, che con lo stesso personale Amp, hanno provveduto a spostare di posizione la nidiata, per evitare che il mare e l’intensa presenza turistica potessero comprometterne il buon esito.

Successivamente si è provveduto alla delimitazione dell’area interessata per evitare ulteriori calpestamenti dei tanti curiosi che appresa la notizia si sono diretti nella zona, area che naturalmente sarà monitorata costantemente sino alla schiusa che potrebbe avvenire entro le prossime due settimane.

Gallipoli Porto Cesareo – Duecentocinquanta strutture per ospitare turisti a Porto Cesareo; un centinaio a Gallipoli: questi i risultati di verifiche fatte incrociando dati rilevati sul web, quasi sempre indirizzati a farsi conoscere da villeggianti indirizzati in queste zone, agli elenchi ufficiali delle strutture ricettive operanti sul territorio. E’ questo parte di quel “turismo in nero” che afflige la Puglia per cui, secondo stime dell’Osservatorio regionale, su quattro vacanzieri che arrivano, solo uno è “in bianco”, cioè risulta, è in regola, alimenta l’economia legale. (nella foto Baia verde)

Oggi è stata la volta del Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva; ieri del suo collega di Porto Cesareo, Salvatore Albano. Controlli sul regolare pagamento della tassa di soggiorno e inserimento dei dati per registrarsi sul portale: sono queste due “delle tante attività che vedono  l’Ufficio Turismo impegnato nell’ultimo mese”, come si legge in una nota del Comune di Gallipoli. “Sono state infatti rilevate numerose violazioni per irregolarità  connesse all’imposta di soggiorno. Tra i morosi rintracciati dal Comune, anche qualche struttura  ricettiva che non ha provveduto a versare alcuna tassa di soggiorno  nelle casse comunali. “Il mancato pagamento dell’imposta – si sottolinea – non solo comporta una sanzione  amministrativa che va dai 25 ai 500 euro, ma anche la segnalazione alla  Procura della Repubblica per il reato di peculato”.

Con una operazione parallela si è provveduto anche ad effettuare un  censimento delle strutture tramite social network e annunci  pubblicitari; l’attività ha portato a galla realtà completamente sconosciute  agli uffici comunali. In pochi giorni, sono stati contattati oltre cento  utenti titolari di strutture fantasma i quali hanno provveduto,  immediatamente, all’iscrizione sul sito  apposito ed a mettersi  in regola. Al fine di garantire trasparenza e legalità, ulteriori controlli  saranno effettuati anche dalla Polizia municipale che svolgerà anche indagini e accertamenti anche in merito all’ordinanza contro il  sovraffollamento. “Assicurare il gettito di un tributo connesso al ricettivo è  fondamentale per una città come Gallipoli – commenta il Sindaco Minerva. – Il versamento della tassa di soggiorno da parte di tutti gli  interessati  significa  in primis equità e rispetto per chi è in regola,  ma soprattutto garantire risorse ad una città per cui il settore  turistico è volano per l’economia. La lotta all’evasione non avrà tregua a garanzia di un’accoglienza di qualità”.

Per gli stessi motivi di equità si stanno consegnando in questi giorni a Porto Cesareo, oltre 250 avvisi bonari indirizzati ad altrettante strutture ricettive presenti sui portali immobiliari ma non ancora censite nella banca dati comunale dell’imposta di soggiorno. L’Amministrazione comunale così tutte le strutture interessate a presentarsi presso gli uffici “al fine di regolarizzare la propria posizione ed evitare così conseguenze più gravi. Nella nota del Comune si legge: “Si informa che in mancanza della presentazione della documentazione di cui sopra, il Comune è tenuto a segnalare tale inadempienza sia alla Corte dei Conti che alla Procura della Repubblica, oltre ad effettuare attività accertativa per la sanzione amministrativa derivante dall’omesso versamento e/o dichiarazione dell’imposta di soggiorno”.

 

 

 

 

 

 

Gallipoli – Un altro lido abusivo, in zona riservata invece a spiaggia libera, è stato individuato e sanzionato lungo la costa delle marine di Salve dagli uomini della Guardia costiera della Capitaneria di porto di Gallipoli. Una persona non autorizzata aveva piantato i pali per sostenere gli ombrelloni ed alcuni lettini e sedie in un’area di circa 50 metri quadri. L’operatore illegittimo è stato denunciato all’autorità giudiziaria con contemporanea sequestro dei materiali e degli attrezzi  illecitamente posizionati sulla spiaggia che è così tornata libera Fino a quando? Sono numerose le reiterazioni di queste attività illegali in quella ed in altre zone.

Sempre in questo fine settimana sono stati controllati cinque stabilimenti balneari tra Gallipoli e Porto Cesareo; due di questi sono stati multati per non aver rispettato i cinque metri di bagnasciuga da mantenere liberi per il passaggio libero dei bagnanti; per carenze nelle dotazioni di sicurezza sono state sanzionate tre attività di noleggio di arredi da spiaggia.

Nel bilancio finale degli agenti ci sono contestate 25 infrazioni “per aver ancorato o navigato a motore nella fascia di mare riservata alla balneazione o nelle zone interdette da ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli per rischio crolli delle falesie, nonché a carico di unità che effettuavano il trasporto passeggeri con a bordo un numero di persone superiore a quello consentito dalle certificazioni di sicurezza.

Nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, infine, sono state sanzionate diverse moto d’acqua
“per aver navigato all’interno del sito protetto in violazione alla disciplina di settore”.

Punta Prosciutto (Porto Cesareo) – Dal brindisino a Punta Prosciutto per rubare auto. I carabinieri hanno, infatti, arrestato il 51enne Francesco Antonio Greco ed il 44enne Antonello Maizza, entrambi nati a Mesagne e residenti a Torre Santa Susanna, sorpresi nella marina di Porto Cesareo (in via Bertagnini) nel tentativo di forzare la portiera di un’Alfa Giulietta. Alla vista dei militari i due si sono dati alla fuga a bordo di una Mercedes Classe A ma dopo un breve inseguimento sono stati fermati e arrestati. Nella loro auto c’erano cinque centraline elettroniche per auto modificate insieme a vari attrezzi per lo scasso e il furto di autoveicoli.

Porto Cesareo – Torre San Giovanni (Ugento) – Nuovi controlli e nuovi sequestri negli stabilimenti balneari da parte della Guardia costiera di Gallipoli. A Torre San Giovanni (marina di Ugento) i militari del locale Ufficio marittimo hanno sequestrato diversi ombrelloni e sdraio che, all’interno di un lido, occupavano abusivamente circa 250 metri quadrati in più rispetto a quanto autorizzato. Il titolare dello stabilimento è stato denunciato e l’area illecitamente occupata liberata e restituita alla pubblica fruizione. A Porto Cesareo, invece, il sequestro ha riguardato ombrelloni e sdraio in località Scalo di Furno per un’area pari a circa 70 metri quadrato: in questo caso non è stato, però, possibile individuare il responsabile dell’abuso. L’operazione “Mare sicuro”, avviata lo scorso 16 giugno, proseguirà con altri controlli lungo la costa fino al prossimo 16 settembre; i sei sequestri realizzati finora hanno permesso di restituire alla collettività ben 1800 metri quadrati di spiaggia.

Porto Cesareo – Torna l’estate piena e tornano subito alcuni “vizi” dei turisti che si cerca da tempo di correggere. Nelle spiagge di Porto Cesareo, rinomate in tutta Italia, sono ricomparsi gli ombrelloni che vengono piantata sulla sabbia nottetempo come “prenotazioni” per il mattino successivo. Pur essendo vietato dalle norme, c’è chi non si arrende alle regole. Come coloro che muovono massi e sabbia da una parte all’altra per i  propri bisogni, tipo un pic nic improvvisato o per legarci gli ombrelloni (foto) e poi li ricoprono con la sabbia, e chi infine, scambiandole per erbacce, non solo protesta col Comune per la mancata cura della spiaggia e delle dune, ma cerca di mettere mano per asportare invece specie vegetali tipiche della zona.

L’incuria che tale non era – tra via Tarantino e via Riccione – era invece finita subito sui media. C’era voluto l’intervento  di tre botanici di Unisalento – Pietro Medagli, Stefano Arzeni e Alessio Turco – a fermare lo sfalcio del cespuglio. “Al fine di non arrecare danni all’habitat naturale – invitano dal Comune – chiediamo la collaborazione delle persone: segnalateci ciò che a vostro parere sporca o danneggia il litorale e noi verificheremo ed interverremo”. Intanto ai botanici sono andati i ringraziamenti per la tempestività del’assessore all’Ambiente, Paola Cazzella.

Il cattivo costume dei massi ricoperti con sabbia ha invece messo fuori uso un automezzo della ditta concessionaria del servizio di pulizia anche della spiaggia, la Ecotecnica: il secondo in pochi giorni. Le pietre “colpevoli” sono utilizzate per ancorare gli ombrelloni e vengono conservate nascoste per poterle ritrovare la mattina dopo. Per evitare altri danni, la ditta ha proceduto le operazioni di pulizia manualmente.

Porto Cesareo – L’Area marina protetta di Porto Cesareo inanella un altro successo. Il suo progetto su biodiversità ed ecosistemi si è classificato al primo posto nella graduatoria dei soggetti richiedenti ed ammessi all’aiuto pubblico del 2 maggio 2018, fondi Feamp  2014/2020, Misura 1.40 “Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili” di provenienza europea.

Obiettivo del nuovo progetto tanto apprezzato è la “protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili”. Il primo posto nella graduatoria stilata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca vale un finanziamento di 50mila euro.

“Il progetto – spiega il direttore di Amp Paolo d’Ambrosio – è stato finalizzato alla realizzazione di studi propedeutici alla definizione di un piano di gestione per le attività di pesca sostenibile nelle Aree marine protette italiane. Nel merito, la nostra Riserva ha prodotto un’attività sulla piccola pesca artigianale nell’Amp Porto Cesareo e sulla valutazione dell’impatto ambientale e socio economico. Obiettivo generale – conclude il direttore – sarà quello di effettuare uno studio propedeutico alla redazione di un piano locale della pesca, che sia essenzialmente sostenibile sotto il profilo ambientale ed anche e soprattutto efficiente in termini di risorse, oltre che innovativo, competitivo e basato sulle conoscenze”.

Il lavoro di acquisizione dati si svilupperà in due azioni tra loro complementari e che completano il quadro delle informazioni già a disposizione dell’Ente, necessarie alla successiva predisposizione del piano di gestione della pesca sostenibile sia da un punto di vista ambientale che socio-economico: l’Azione I prevede la costruzione di una mappa delle pressioni di pesca. Tale studio permetterà di ottenere informazioni spazialmente esplicite (mappe) relative alla pressione di pesca effettuata su ciascun habitat ed all’uso dell’Area.

L’Azione II comprende infine l’acquisizione di informazioni socio-economiche. “Tali informazioni di dettaglio consentiranno di ottenere un quadro conoscitivo esaustivo – si legge nella nota dell’Amp – propedeutico alla redazione di piani di gestione della pesca correttamente integrati e rispettosi delle esigenze di basso impatto ambientale e miglioramento della qualità della vita dei pescatori professionisti”.

Porto Cesareo – Un vasto specchio d’acqua è stato liberato dalla Guardia costiera dopo essere stato abusivamente occupato da diversi gavitelli per l’ormeggio di imbarcazioni e natanti da diporto. La zona in questione, pari a circa 300 metri quadrati, ricade all’interno dell’Area marina protetta di Porto Cesareo. I gavitelli installati sono stati posti sotto sequestro e successivamente rimossi. I militari della Capitaneria di porto di Gallipoli e dell’ufficio locale marittimo di Torre Cesarea hanno informato del fatto l’autorità giudiziaria al fine di individuare i responsabili dell’abuso.

Gallipoli – Controlli intensificati da parte della Guardia costiera, nel corso della prima domenica di luglio, per far rispettare le norme di sicurezza su navigazione e balneazione. A Gallipoli otto unità da diporto sono state sanzionate per aver navigato a motore all’interno della fascia di mare riservata alla balneazione: tale pratica, sottolinea la capitaneria di porto, è “particolarmente pericolosa per l’incolumità dei bagnanti”. Nei pressi dello “Scoglio del campo”, tra la città vecchia e l’Isola di Sant’Andrea, altre unità sono state sanzionate per aver transitato a motore nello specchio di mare interdetto alla navigazione a motore sin dal 2015. Tali comportamenti pericolosi hanno comportato l’applicazione di sanzioni pari a complessivi 2.000 euro.

Controlli a Porto Cesareo – Nell’Area marina protetta di Porto Cesareo i controlli si sono concentrati, in particolare, nei confronti degli acquascooter, la cui navigazione è completamente interdetta per tutto il perimetro del sito protetto. A due  conduttori di acquascooter sottoposti a controllo è stata irrogata una sanzione amministrativa di 412 euro. Sanzioni per oltre 3.000 euro sono state irrogate a carico di tre diversi titolari di stabilimenti balneari: in due casi è stata accertata la mancata installazione della postazione di salvataggio sopraelevata (come previsto dalle ordinanze di sicurezza balneare), mentre nel terzo caso una Motovedetta ha fermato un pattino di salvataggio che, anziché stazionare nei pressi della postazione di salvataggio, era stato impiegato da un assistente al salvataggio per trasportare bevande ad un’imbarcazione ancorata a largo. L’assistente al salvataggio è stato verbalizzato congiuntamente al titolare della struttura balneare.

Torre Pali (Marina di Salve) – Fa tappa a Torre Pali il terzo “workshop” che anticipa il Mercatino del gusto di Maglie. Dopo San Cataldo e Porto Cesareo, sabato 30 giugno “Aspettando il mercatino del Gusto” propone “uno scambio di saperi e conoscenze” per promuovere l’evento magliese, in programma dall’1 al 5 agosto. A Torre Pali, dalle 18 presso Lido Gold, al centro dell’incontro ci sarà il dibattito sulle tipicità della gastronomia, e dei vini pugliesi, con l’approfondimento del “pane e olio” e della “cumma”, un prodotto nato dalla tradizione contadina del Salento, ottenuto dalla semola rimacinata con materie prime naturali e di altissima qualità, senza l’utilizzo di emulsionanti o conservanti, farcita con diversi ingredienti. Non mancheranno vini e birra artigianale. Al workshop parteciperanno l’assessore regionale Loredana Capone, l’ideatore del Mercatino del Gusto Michele Bruno, il giornalista ed etnogastronomo Pino De Luca, e Valentina Attanasio che coordina l’evento  Ad accogliere gli ospiti, nell’incontro moderato da Leda Cesari, sarà Enrico Chirivì del Lido Gold.

 

 

Nardò – D’estate a Nardò shopping fino alle 22. Da lunedì 2 luglio infatti e fino al 31 agosto cambiano gli orari di apertura di alcuni esercizi  e attività commerciali, che nella fascia pomeridiana hanno scelto di “allungare” di qualche ora per adeguarsi ai ritmi estivi e accogliere al meglio i clienti, turisti e locali. La decisione è stata presa dall’Unione commercianti Nardò, presieduta da Annamaria De Pascali (foto).

Viene così lanciato il progetto sperimentale delle saracinesche alzate nella fascia 18-22, condiviso dagli associati dell’Unione e apprezzato dall’assessore allo Sviluppo economico e al commercio. Giulia Puglia. «L’amministrazione comunale immagina una città “aperta per ferie” – dichiara la più giovane esponente della giunta Mellone che tra l’altro, prima dell’avventura politica, è stata la prima presidente dell’Unione Commercianti, sodalizio nato nel 2015 – e questa iniziativa va esattamente nella direzione che una città turistica come la nostra deve prendere. Dopo una giornata al mare, è normale dare la possibilità ai turisti, ma anche agli stessi neretini, di andare per negozi, fare shopping e soddisfare piccole esigenze quotidiane. Non sono gratificanti – conclude Puglia – scene di persone in giro per una città fantasma dopo le venti a cercare inutilmente negozi o bar aperti. Naturalmente mi auguro che l’iniziativa venga condivisa anche da chi non fa parte dell’Unione Commercianti».

Come detto, per la prima volta Nardò affronterà questo test lontano dalle marine. Anche a Lecce, da almeno un anno, è in piedi analogo dibattito. Nelle vicine Gallipoli e Porto Cesareo invece, complice l’estrema vicinanza al mare, d’estate l’apertura dei negozi fino a tardi è una ben rodata consuetudine.

Porto Cesareo – Monta su una barca un motore rubato e viene denunciato per ricettazione. Le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo di Campi Salentina hanno permesso di accertare che il 38enne D.R., nato a San Pietro Vernotico e residente a Porto Cesareo, aveva montato un motore marino Mercury risultato rubato il 29 novembre del 2017 sulla barca, non di proprietà, ma che era nella sua disponibilità. Il motore è stato restituito al suo legittimo proprietario mentre il 38enne è stato deferito in stato di libertà per ricettazione.

Porto Cesareo – Un viaggio tra dune e ginepri, penisole e isolotti circondati da un mare “Verdeazzurro”, come il titolo del film documentario dedicato alla riserva regionale “Palude del Conte e Duna Costiera – Porto Cesareo”, che sarà proiettato 22 giugno, alle ore 20, nel piazzale antistante la torre di Santo Stefano (Torre Chianca) a Porto Cesareo. La pellicola è realizzata da Mino Buccolieri, presidente del Centro di Educazione Ambientale della località jonica, ed è frutto del progetto multimediale denominato “Valorizzazione di percorsi storico naturalistici nell’area costiera di Porto Cesareo”, grazie al bando CUIS contributi 2011. L’opera è inoltre il risultata del lavoro di squadra tra il Comune di Porto Cesareo, l’Orto Botanico dell’Università del Salento, l’Ufficio del Parco “Palude del Conte e Duna Costiera”, la Regione Puglia, il Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino ( CUIS) e il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste di Porto Cesareo ( Legambiente e ItaliaNostra Salento Ovest).

“Il film è stato realizzato interamente nel territorio di Porto Cesareo – spiega Buccolieri -, ed ha visto impegnata la troupe per 24 mesi, al fine di documentare tutta la ricca e variegata biodiversità presente nelle diverse stagioni dell’anno”. Le riprese sono state realizzate, oltre che da Buccolieri, da Carlo Mazzotta e da Emiliano Peluso Importante anche la collaborazione dei videomakers Giuseppe Colonna e Gianluca Romano e dello storico fotografo di Porto Cesareo Alfredo Vantaggiato. Le immagini raccontano la flora e la fauna (anche rara) dei circa 900 ettari della Riserva Naturale Orientata Regionale che quattro aree relativamente omogenee che caratterizzano la riserva: gli isolotti e la penisola La Strea; le dune di Torre Lapillo-Palude del Conte; le “spunnulate” di Torre Castiglione; la Palude del Conte – Bosco dell’ Arneo. Il tutto illustrato da un testo chiaro e scorrevole redatto dagli esperti dell’Orto Botanico dell’Università del Salento, speakerato da Massimo Colazzo e dal fonico di Radio “BBC London” , Tim Bick. La serata sarà introdotta e seguita dal giornalista Rai Enzo Del Vecchio.

 

 

Porto Cesareo – La stradina sterrata che porta al mare viene chiusa abusivamente con una catena e scatta il sequestro. La scoperta è stata fatta dai militari della Guardia costiera in località “la Strea” a Porto Cesareo, all’interno dell’Area marina protetta. I militari, intervenuti insieme al personale della Polizia municipale del Comune, hanno rilevato come in tal modo era stato, di fatto, chiuso l’unico varco di accesso ad un’ampia area demaniale marittima ed alle spiagge impedendo il libero transito, così come previsto anche dalla legge regionale n. 17 del 2015. La recinzione in questione è stata posta sotto sequestro penale mentre il responsabile è stato deferito all’Autorità giudiziaria. Con il coinvolgimento del Comune è stato, inoltre, avviato l’iter per la rimozione dell’opera abusiva.

Porto Cesareo – Continua senza sosta la lotta agli “sporcaccioni” portata avanti dal Comune di Porto Cesareo. Non sono bastate le recenti misure prese per fermare l’ondata di inciviltà che mette a repentaglio l’ambiente e il decoro della cittadina, come l’installazione di fototrappole, l’intensificazione di controlli da parte dei vigili urbani e il potenziamento dei servizi per il conferimento di rifiuti. Ora l’Amministrazione comunale ha deciso di togliere alcune isole ecologiche poiché non utilizzate in maniera corretta. Da servizi per turisti e fruitori della spiaggia, alcune delle aree ecologiche sono state oggetto di abbandono selvaggio di rifiuti, non differenziati e spesso non contenuti negli appositi sacchetti. Sul fronte spiagge, saranno sanzionate le attività commerciali e gli stabilimenti balneari che non effettuano la raccolta differenziata. Ai gestori di tali esercizi il sindaco rinnova l’invito inoltre a rispettare l’ordinanza della Capitaneria di Porto che prevede la pulizia delle spiagge circostanti i lidi, pena l’intervento delle forze dell’ordine.

Porto Cesareo – Inquietanti scoperta nelle acque di Porto Cesareo, in piena Area marina protetta: vi è in atto una inspiegabile moria di Pinna nobilis, comunemente chiamate cozze penne. Lo hanno rilevato nei giorni scorsi gli operatori scientifici subacquei dell’Amp Porto Cesareo (foto) che si sono immersi nei siti sottoposti a monitoraggio in base ad un progetto di qualche anno fa. La moria sembra essersi verificata negli ultimi sei mesi: durante il precedente monitoraggio di novembre, le cozze penne erano vive. Per questo particolare gli studiosi credono che l’epidemia sia verosimilmente da ascriversi ad un agente patogeno. Le immersioni, proseguite anche in altri siti, hanno registrato il dato che la moria interessa l’intera costa sino a profondità accertata di 40 metri.

L’Area marina protetta di Porto Cesareo ha immediatamente inoltrato la segnalazione del fenomeno al  Ministero dell’Ambiente, Reparto ambientale delle Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ispra, l’Asl di Lecce servizio veterinario, Conisma (Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare). Dice il  direttore dell’Amp Porto Cesareo, dottor Paolo D’Ambrosio: “Nei prossimi giorni verranno eseguiti ulteriori monitoraggi in sinergia con il settore veterinario dell’Asl di Lecce al fine di eseguire approfondimenti epidemiologici e tossicologici”.

La Direttiva europea del 2008 E’ del giugno 2008 la Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente marino (la cosiddetta Marine Strategy) (2008/56/CE), successivamente recepita in Italia nel 2010. La Direttiva si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea, avendo come obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per tutte le acque marine. L’Amp Porto Cesareo, in questo contesto,  ha ottenuto specifiche istruzioni nell’ambito del monitoraggio per la Marine Strategy, tra cui appunto la Pinna nobilis, e da 2016 ha individuato, nell’area di propria competenza, tre siti con diverse migliaia di organismi.

Porto Cesareo – Individuati e denunciati dai carabinieri, grazie alle immagini dell’impianto di videosorveglianza, gli autori del tentato furto ad un chiosco sito a Porto Cesareo. L’episodio risale alla notte di martedì 12 giugno quando in due hanno tentato, di danneggiare la porta d’ingresso del chioschetto con l’intento di asportare alimenti e bevande. I filmati dell’impianto di videosorveglianza della zona hanno permesso di individuare l’identità del 41enne G.C. e del 43enne E.M., entrambi di Carmiano, denunciati in stato di libertà dai carabinieri di Campi Salentina.

Porto Cesareo – È stato arresto per droga e condotto nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, il 43enne Fabio Spagnolo. L’uomo, nato a Nardò e residente a Porto Cesareo, aveva 430 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale vario utile per il confezionamento delle dosi quando i carabinieri di Campi Salentina hanno perquisito la sua abitazione. L’operazione è stata condotta in collaborazione con l’Unità specializzata del nucleo cinofili dei carabinieri di Modugno.

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Ci siamo. Puntuale come ogni anno, il balletto delle cifre è qui tra noi: quanti ne mancano all’appello? “Almeno il 40%”. “Macché! Siamo al...