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PORTO CESAREO

Porto Cesareo – Altri 16mila euro di multe per abbandono di rifiuti in maniera selvaggia e irregolare. Lo comunica il Comune di porto Cesareo, da tempo impegnato sul versante del normale smaltimento dei rifiuti urbani. quelli solidi per lo più. Fototrappole con impianti di videocamere, controlli a tappeto dei vigili urbani e della società che gestisce il servizio di igiene urbana, oltre campagne di informazione e sensibilizzazione, anche se non hanno del tutto bloccato il fenomeno, danno frutti che possono far sperare in atteggiamenti più civili e corretti. (nella foto due soggetti beccati dalle videocamere).

Come si ricorderà, poco tempo fa la stessa Amministrazione comunale aveva messo in guardi gli esercenti commerciali e turistici dal fare una raccolta differenziata solo nominalmente tale. Ed i vigili urbani erano passati per constatare direttamente, nei pressi di negozi e ristoranti, cosa contenessero i sacchetti messi sui margini stradali per la raccolta. Vi erano stati anche momenti di tensione.

Le fototrappole attive ormai su tutto il territorio comunale ed in aree marginali rispetto al tessuto urbano, continuano a immortalare trasgressori, nonostante le sanzioni comminate nei mesi passati. Gli ultimi risultati dei monitoraggi effettuati in due mesi dicono di un centinaio di soggetti intenti ad abbandonare rifiuti in strada o in campagna. A costoro sono stati recapitati i verbali di contravvenzione per un totale di 16mila euro. Nella stessa nota del Comune si rileva invece un persistente andazzo circa una raccolta differenziata che ancora stenta a prendere il passo giusto, nonostante le pressioni, i controlli e gli incontri dei mesi scorsi.

Nuovo appello del Comune “Siamo a disposizione, così come lo sono i vigili urbani  e la ditta interessata – ribadiscono da Palazzo di Città, Sindaco Salvatore Albano – a dare tutte le informazioni, le linee guida e il supporto necessari a chi ancora oggi abbia difficoltà nello svolgere una corretta raccolta differenziata. Di contro, è attivo il controllo porta a porta per verificare la reale situazione utenza per utenza”. “I trasgressori andranno incontro a segnalazioni e sanzioni e, in caso di recidiva, la sanzione comminata sarà aumentata. L’errato conferimento, da parte di alcuni, – è la conclusione – incide negativamente sulle casse dell’intera comunità poiché la tassa sui rifiuti continua ad essere di importo elevato, a danno anche di quanti si impegnano a fare una differenziata corretta ogni giorno”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Porto Cesareo – Un padre e i suoi tre figli arrestati per violenze, minacce e altro al fine di occupare aree di spiaggia pubblica da sfruttare come parcheggio abusivo. Una situazione che è andata avanti fin dal 2008 e che già nell’agosto 2014 aveva portato al sequestro dell’area in questione, nei pressi delle spiagge più frequentate di Porto Cesareo, poi restituita alla Regione in quanto di proprietà dell’ex Ersap (Ente regionale di sviluppo agricolo della Puglia). Le quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, richieste dal sostituto procuratore Luigi Mastroniani e condivise dal Gip Simona Panzera, hanno avuto per destinatari il 74enne Cosimo Emiliano ed i suoi tre figli Mario di 40 anni, Luigi di 4 e Alfredo di 50, tutti di Porto Cesareo.

“Un clima di terrore” La famiglia, hanno appurato le indagini, oltre all’occupazione abusiva dell’area utilizzata per anni come lucroso parcheggio abusivo (da ultimo l’ingresso a cinque euro), ha pure cercato più volte e in più modi, di entrare in possesso delle aree di pertinenza dei lidi vicini, sempre in località “Palude Fede”. Nei fascicoli d’inchiesta sono annotati, sin dal 2008, numerosi episodi di minacce, violenze, danneggiamenti e atti intimidatori nei confronti di chi aveva ottenuto l’assegnazione in maniera del tutto legittima. I carabinieri parlano di clima di “vero terrore” che ha aleggiato nella località di mare e che ha riguardato anche gli ignari clienti. L’area in questione era stata, in origine, riservata alla sosta dei camper con l’installazione di un impianto elettrico e di servizi igienici senza alcuna autorizzazione e con scarichi fognari che sversavano direttamente a mare.

Il sequestro del 2014 Malgrado i sigilli e lo sgombero dell’agosto 2014, la condotta criminale degli Emiliano sarebbe continuata sino ai mesi scorsi, come appurato dai carabinieri anche con appositi servizi investigativi condotti mimetizzandosi tra i bagnanti. Con gli ultimi provvedimenti vengono, infatti, contestati fatti accaduti non solo tra il 2008 ed il 2014 ma anche nel luglio scorso quando è stato preso di mira un lido “concorrente” con il danneggiamento delle recinzioni e del parcheggio: le minacce esplicite e dirette sono culminate nel lancio di sassi all’indirizzo dei proprietari dello stabilimento “rivale” davanti agli attoniti bagnanti.

Gli arresti All’alba di quest’oggi gli arresti da parte dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Campi Salentina: i quattro sono accusati di estorsione aggravata e continuata, minacce, danneggiamento aggravato mediante incendi, invasione di terreni e occupazione abusiva di area demaniale marittima.

Gallipoli – È tutto pronto nella Perla dello Ionio per il “Gozzo International Festival”, competizione per gozzi e lance a vela latina che durerà dall’11 al 14 ottobre e sarà valida come tappa unica del campionato italiano di categoria per designazione della Federazione italiana vela e dell’Associazione italiana vela latina.

È stata una grande gratificazione – fanno sapere gli organizzatori del Club Velico Ecoresort Le Sirenè – per noi accettare di organizzare questo evento, con tutti gli oneri relativi a un evento che ospiterà un numero maggiore di barche rispetto alle tre edizioni precedenti. Ma assieme agli oneri viaggiano gli onori, ed è per questo che abbiamo voluto dare una liturgia tipica da campionato italiano alla manifestazione, che prevedrà l’alzabandiera con cerimonia ufficiale sulla banchina del Canneto giovedì alle 18”. Il percorso, detto “a bastone” per la forma datagli dalle due boe di delimitazione, verrà definito a ridosso della gara in base alle condizioni atmosferiche.

Sono attesi 16 equipaggi provenienti da tutta Italia. Per la Sicilia arriveranno da Messina, Marsala, Trapani; per la Campania dalla Marina di Pisciotta e da quella di Sorrento, ma anche da Napoli e Salerno. Altri aspiranti raggiungeranno la Città Bella dalla Toscana, dalla Sardegna e dalla Liguria. Tutti pronti a darsi battaglia per l’ambito premio di campione italiano di vela latina.

Per problemi logistici – continuano gli organizzatori – la flotta di dieci barche racchiusa sotto il guidone dell’associazione Magna Grecia di Tricase Porto, presieduta da Antonio Errico, è stata coinvolta solo in una parte della manifestazione. Siamo comunque felicissimi degli iscritti. Annoveriamo tra i concorrenti una barca di Porto Cesareo con due armatori ottantenni che verranno a tenere alta la bandiera del Salento”

Mattia Corciulo

Porto Cesareo – L’Acquedotto pugliese interviene sulla rete idrica per migliorare il servizio e preannuncia la sospensione della normale erogazione a Porto Cesareo. A renderlo noto è la stessa società che, per martedì 9 ottobre, prevede l’esecuzione delle opere necessarie dalle 8 alle 16. I lavori riguardano la realizzazione di un nuovo tronco idrico in via San Pio da Pietralcina. La sospensione del servizio idrico riguarderà, in particolare,v ia Sant’Elena e parte di via don Cosimo Mele (fino a via don Minzoni). Nelle otto previste, avverte Acquedotto Pugliese, i disagi saranno avvertiti “esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo”. La società raccomanda i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione idrica. I consumi, infatti, costituiscono una variabile fondamentale per evitare eventuali disagi. Informazioni si possono avere al numero verde 800 735735 o sul sito www.aqp.it nella sezione “Che acqua fa?”.

Muro Leccese – Ancora denunce a carico di chi fa lavorare in nero e senza alcuna garanzia immigrati irregolari. I carabinieri di Muro Lecce, alla fine di indagini ed accertamenti, hanno denunciato A. P. nato a Giuggianello 54 anni. La ditta individuale di proprietà del denunciato all’autorità giudiziaria, aveva alle proprie dipendenze sei operai dei quali tre irregolari: uno di 40 anni di Maglie; uno di nazionalità rumena di 46 anni; un ganese domiciliato a Giuggianello, privo di passaporto e permesso di soggiorno. Nessuno di loro aveva un contratto di assunzione.

La denuncia per il titolare della ditta è di lavoro subordinato di manodopera immigrata e favoreggiamento per permanenza di clandestino o irregolare. L’uono di nazionalità africana è stato portato all’Ufficio immigrazione della Questura di Lecce perché si proceda al’espulsione. Il datore di lavoro è stato anche segnalato alla Direzione provinciale del lavoro di Lecce per l’applicazione delle sanzioni del caso.

Nei giorni scorsi sempre a Muro i carabinieri denunciato per gli stessi reati ipotizzati prima,  M. D. nato il provincia di Salerno e residente a Porto Cesareo, 58enne. Per conto suo stava svolgendo attività lavorativa un cittadino indiano di 35 anni, senza fissa dimora e sprovvisto di documenti e permesso di soggiorno. L’uomo di nazionalità indiana è stato consegnato alla Questura per l’espulsione ,mentre il denunciato è stato anche segnalato alla Direzione provinciale del lavoro di Lecce.

Porto Cesareo – Un professionista d’eccezione per la quarta edizione dello stage internazionale di apnea che da domani venerdì 7 settembre sino a domenica 9 richiamerà subacquei provenienti da tutta Europa a Porto Cesareo. Il pluriprimatista mondiale e docente di apnea profonda, Umberto Pelizzari di Busto Arsizio, terrà presso l’area marina protetta un corso intensivo che abbraccerà i seguenti argomenti: fisiologia dell’apnea, training autogeno, tecniche di respirazione, di rilassamento, di allenamento all’apnea, di ginnastica tubarica, pinneggiata, compensazione ai vari livelli, sincope e molto altro ancora.

Le lezioni pratiche si terranno in mare, come fa sapere lo stesso Pelizzari sul proprio sito ufficiale “con apnea in assetto costante e variabile, provando le emozioni della discesa con la slitta zavorrata; le stesse saranno svolte con il supporto di due gommoni e un catamarano nei fondali di Porto Cesareo”. Quelle teoriche, invece, si svolgeranno presso l’Isola dei Conigli e il docente sarà supportato dallo staff di istruttori di Apnea Academy. Le sessioni in mare degli appassionati saranno filmate e successivamente analizzate.

Nel dettaglio, il programma prevede il ritrovo il 7 settembre presso il villaggio Chiusurelle con uscita “free immersion” a partire dalle ore 9.30. Dopo la pausa pranzo delle ore 13, relax e lezioni teoriche; alle 17 attività in piscina e alle 20 la cena, quindi le attività di promozione del territorio. Mattinata interamente dedicata all’uscita in mare anche quella del giorno seguente con prove di statica, dinamica, esercizi, rilassamento e respirazione nel pomeriggio. Chiusura dei lavori domenica 9: uscita in mare, teoria e alle 12 la consegna degli attestati firmati dal docente varesino.

L’atteso appuntamento è organizzato dall’Area naturale marina protetta Porto Cesareo, si avvale della sinergia con la Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comuni di Porto Cesareo e Nardò, e della collaborazione di Apnea Salento, fondata dal napoletano Francesco Sena (foto), istruttore di Apnea Academy e atleta del Team Omer che fa parte dello staff di Pelizzari.

Dopo lo stage internazionale di Porto Cesareo – pronto ad ospitare apneisti italiani ma anche francesi, tedeschi, spagnoli, portoghesi e provenienti dai Paesi nordici – Pelizzari impartirà lezioni dal 7 al 9 dicembre a Montegrotto Terme (Padova).

I tre commissari di Parabita

Parabita – Comuni della provincia in stato di agitazione per la recente sentenza con la quale il Tribunale delle imprese di Bari ha confermato, in sostanza, il maxi debito ormai da oltre 42 milioni di euro per le somme dovute alla società “Progetto ambiente”. Nelle aule dei giudici amministrativi, ormai da anni, si trascina la vicenda della determinazione della tariffa da pagare per il conferimento dei rifiuti presso l’impianto di Cavallino: interessati dalla vicenda sono 97 Comuni della provincia di Lecce. Nei giorni scorsi è stato il tribunale di bari a respingere la richiesta con la quale i Comuni di Melendugno e Porto Cesareo avevano chiesto la sospensione dei decreti ingiuntivi che erano stati loro notificati. Anche alla luce della motivazione con la quale i giudici riconoscono “indiscutibilmente” il diritto dell’impresa (difesa dall’avvocato Pietro Quinto) a riscuotere il dovuto, c’è da aspettarsi che anche agli altri Comuni verrà intimato il pagamento di somme considerevoli (1,7 milioni di euro per Nardò, 1,5 per Gallipoli, 814mila per Casarano).

Somme già accantonate Da Parabita giunge, però, la conferma che la somma dovuta pari a 375.173 mila euro è stata già iscritta in Bilancio e dunque non è previsto “nessun aumento Tari” grazie agli accantonamenti effettuati con due deliberazioni della stessa Commissione straordinaria che guida l’Amministrazione comunale. «È doveroso rassicurare i cittadini – fanno sapere i Commissari straordinari – che già dall’esercizio finanziario 2017, con deliberazione n. 4 del 28 marzo, e ulteriormente con deliberazione n. 6 dell’1 marzo 2018, sono  state previste e prudenzialmente accantonate le somme nei rispettivi piani finanziari. Pertanto, per effetto di tale accantonamento disposto prudenzialmente, la sentenza di condanna dei Comuni della provincia di Lecce non avrà ripercussioni negative sul bilancio del Comune di Parabita e nessun aumento tariffario Tari sarà effettuato».

Salvatore Albano

Porto Cesareo – Ok del Consiglio comunale di Porto cesareo al progetto dell’Acquedotto pugliese spa per l ‘ampliamnto della rete fognaria in altre parti del paese, in direzione di La Strea ed in altre zone periferiche. L’opera è stata finanziata dal’Autorità idrica pugliese per un importo di 9 milioni e mezzo. Proprio ieri l’assise cittadina si è pronunciata in merito alla delicata opera che, una volta realizzata, farà salire la copertura del territorio urbano con questa infrastruttura fino al 70%. Porto Cesareo, quindi, a conti fatti, resterà ancora sotto la soglia per cui scatta l’infrazione europea; il brutto “sigillo” viene tolto solo quando è il 90% del territorio abitato ad essere fornito di fognatura.

Il passaggio è comunque importante per una delle località marine più affollate del Salento durante la stagione estiva. L’ampliamento della rete comporterà il potenziamento del depuratore locale, che, collegato a quello di Nardò, porterà i reflui in siti in cui smaltirli a fini agricoli o civili (innaffiare le aree verdi pubbliche, per esempio) o verso il mare di Torre Inserraglio in caso d surplus di liquidi depurati.

Lo studio di fattibilità di cui i consiglieri hanno preso atto è stato redatto da Aqp ed ha superato positivamente la conferenza dei servizi indetta dal’Autorità idrica pugliese. L’impegno per giungere a questo ulteriore passo era stato preso nel maggio scorso i una riunione a Bari cui avevano partecipato il Sindaco Salvatore Albano, e l’assessore comunale Luigi Baldi. Ora si può passare alla fase esecutiva

“Il Comune aveva recepito nel tempo – si ricorda in una nota – le diverse istanze presentate dai cittadini, le cui aree di residenza erano rimaste fuori dal progetto iniziale, per poi inoltrarle ad Aqp che le ha fatte sue in base e alla disponibilità finanziaria e a valutazioni tecniche”. Voti favorevoli dalla maggioranza che sostiene Albano; tre consiglieri di minoranza ne avevano chiesto il ritiro per una pregiudiziale tecnica sulla bozza della deliberazione comunale ed alla fine si sono astenuti. Per raggiungere la quota di sicurezza Aqp si è infine impegnato a procedere ad un’altra progettazione per ampliare il servizio fognario in località Torre Lapillo e pezzi della costa a nord del paese.

Porto Cesareo – Già fuori pericolo, ora è anche fuori dal reparto di Terapia intensiva, e trasferito in Pediatria, Mohammed Diouf, il 13enne senegalese colpito da un fulmine lo scorso 24 agosto sulla spiaggia delle Dune a Porto Cesareo. “Ottima” è stata la risposta alle cure dei sanitari del “Vito Fazzi” da parte del ragazzino che, nel pomeriggio del temporale, ha cercato rifugio sotto un ombrellone. A riportare conseguenze, seppure meno gravi, anche altri quattro ragazzi. Tanta la paura per Mohammed visto che, dopo il fulmine, il suo cuore aveva smesso di battere: fondamentale l’immediato utilizzo del defibrillatore già nei primissimi soccorsi sulla spiaggia da parte di Lucio Nestola, l’operatore sanitario del reparto di cardiologia della Clinica Città di Lecce, intervenuto immediatamente insieme ai bagnini dello stabilimento balneare. All’operatore sono andati gli elogi e i complimenti, tra gli altri, anche dell’Ordine professioni infermieristiche di Lecce “per lo spirito di abnegazione e professionalità che lo ha contraddistinto in una spensierata giornata di ferie prestando soccorso per primo e salvando una persona colpita da un fulmine sulla spiaggia”.

Già nei primi giorni del ricovero, la famiglia di Mohammed ha voluto ringraziare tutti quanti si sono prodigati per salvargli la vita. Lo stesso Nestola si è recato in ospedale per verificare le sue condizioni di salute. Il piccolo è atteso al più presto a Porto Cesareo, subito dopo le dimissioni, sulla stessa spiaggia che lo visto protagonista di una storia per fortuna a lieto fine.

Gallipoli – Gran da fare per le motovedette della Guardia costiera in questi ultimi due giorni per soccorrere in mare quanti sono stati sorpresi da repentini cambi meteorologici con aumento del moto ondoso e raffiche di vento. Oggi il fenomeno chiamato “flash flood” (improvvisa alluvione) si è concentrato tra le 13 e le 15 circa ma, con una temperatura più bassa rispetto a ieri, gli scontri di masse d’aria sono stati più attenuati. Con effetti più sopportabili ma che hanno messo in crisi – in almeno quattro casi – diportisti in mare in quel momento e con difficoltà a rientrare in porto. Nella giornata odierna i centri più colpiti dalle violente precipitazioni sono stati Sannicola (79 millimetri d’acqua), Alezio (70), Gallipoli (53,9), Felline di Alliste (42,8), Morciano di Leuca (33), Porto Cesareo (28,5).

Oggi gli agenti della Guardia costiera sono dovuti intervenire dalle parti di San Gregorio di Patù e nel versante gallipolino. Due in particolari i soccorsi di una certa delicatezza, trattandosi di natanti con persone a bordo non in grado più di manovrare. L’intervento delle motovedette ha risolto per il meglio la situazione. Altri particolari sugli eventi meteo do oggi si sapranno nelle prossime ore. Ieri invece è stata davvero una mattinata campale per gli agenti ed i mezzi della Guardia costiera di Gallipoli.

Sei motovedette sono state impiegate per fare fronte a dieci richieste di soccorso tra Castro, Santa Maria di Leuca, Ugento, Gallipoli e Porto Cesareo. Le difficoltà causate dal repentino cambiamento delle condizioni meteorologiche, sono state accresciute dal fatto che le chiamate in alcuni casi sono state contemporanee. Gli appelli alla Guardia costiera sono arrivati da pattini, sub, natanti con passeggeri a bordo, bagnanti. Le emergenze più delicate si sono verificate a Torre Lapillo (Porto Cesareo); nella prima le due persone a bordo sono state trasbordate sulla motovedetta; nel secondo caso i diportisti erano tre  (tra i quali una bambina): dal natante non si riusciva a salpare l’ancora ed era cominciata ad accumularsi acqua. La tensione delle persone soccorse è calata solo quando sono arrivate in tutta sicurezza nel porto di Gallipoli.

 

 

Porto Cesareo – È stato arrestato dalla Polizia il 41enne di Leverano accusato di aver indirizzato ben otto colpi di pistola nei confronti del cugino 59enne a Porto Cesareo. L’episodio, per fortuna conseguenze, si è consumato nel pomeriggio di domenica 12 agosto. Intorno alle 16.30 il 41enne, già noto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti, è giunto nella periferica via  Sant’Angelo, rivendicando dal cugino la restituzione di canne da pesca e altro materiale che, a suo dire, gli era stato asportato dalla propria abitazione. Al culmine di un’accesa discussione, alla presenza di un’altra persona occasionalmente sul posto, l’uomo poi arrestato ha estratto una Beretta semiautomatica 9×21 modello 98FS esplodendo otto colpi ad altezza uomo finiti sulla porta d’ingresso ed sul muro dell’abitazione dell’interlocutore, a brevissima distanza dalle due persone presenti. L’uomo armato si è poi allontanato velocemente a bordo di una Fiat Ulisse.

Grazie ai rilievi della Polizia scientifica della Questura di Lecce,  le indagini di sono subito indirizzate verso l’uomo di Leverano presso la cui abitazione, in un anfratto del terrazzo, poco dopo è stata ritrovata l’arma utilizzata per sparare gli otto colpi. Le prime indagini condotte hanno permesso anche di ricostruire recenti contrasti di ordine economico tra i due cugini. L’arma ed i bossoli sono stati sequestrati e repertati per stabilire se la stessa pistola possa essere stata utilizzata nel corso di precedenti atti criminosi. L’aggressore è stato arrestato e condotto nel carcere leccese di Borgo San Nicola con l’accusa di tentato duplice omicidio volontario aggravato.

L’irruzione nel ristorante di via Da Vinci Sempre a Porto Cesareo, intorno all’una e mezzo di questa notte, tre soggetti hanno fatto irruzione in un ristorante di via Leonardo da Vinci aggredendo una coppia di avventori. Alla reazione di questi ultimi, gli aggressori si sono dati alla fuga esplodendo un colpo d’arma da fuoco all’esterno del locale prima di far perdere le proprie tracce a bordo di due automobili. nessuno è rimasto ferito. Il sopralluogo dei carabinieri ha permesso di ritrovare un bossolo e due proiettili inesplosi.

 

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Si potrebbero chiamare i “furbetti della spiaggia”, ovvero coloro che “opzionano” il posto sull’arenile lasciandovi, anche dalla notte precedente, sedie sdraio e ombrelloni. Contro tale scorretta abitudine, spesso causa di litigi sulle affollate spiagge d’agosto, i carabinieri e la guardia costiera hanno condotto, a Torre Lapillo, l’operazione “ombrellone selvaggio” denunciando tre avventori ritenuti responsabili della violazione delle norme del Codice della navigazione in merito all’occupazione abusiva di spazi demaniali. Nel corso della nottata, i tre avevano posizionato nella spiaggia libera, proprio allo scopo di “riservarsi” dei posti, nel totale sette ombrelloni e 13 sdraio. Ad essere stati denunciati sono stati un 50enne di Mugnano (Napoli), un 64enne di Modugno (Bari) ed un 75enne residente a Torino (ma nato a Salice Salentino). Nel corso del loro intervento, i militari hanno sequestrato anche altri 40 ombrelloni posizionati da ignoti fruitori della stessa spiaggia: è molto probabile che, nel corso della mattinata, visto l’andazzo, i rispettivi proprietari abbiano preferito desistere dai loro abusi. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni nelle varie località di mare salentine, in molte delle quali viene segnalato lo stesso fenomeno.

In precedenti sopralluoghi e ispezioni gli agenti della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno scovato “gestori” senza ovviamente alcuna autorizzazione ma in grado di far fruttare per sé pezzi di spiagge libere, quindi non oggetto di alcuna concessione demaniale, impiantandovi ombrelloni ed offrendo lettini e sedie agli ignari bagnanti in cambio di denaro. I casi più recenti e ricorrenti rimandano alle spiagge di Gallipoli, Porto Cesareo e Salve.

Porto Cesareo – Una tartaruga “Caretta caretta” da oltre 60 chilogrammi è stata salvata questa mattina nell’Area marina protetta di Porto Cesareo. Ad avvistare l’esemplare in difficoltà, perchè intrappolato in una rete a tramaglio, è stato il pescatore professionista Fernando De Pace il quale ha poi contattato immediatamente gli operatori della Riserva marina per un pronto intervento. Giunti sul posto, gli operatori della Riserva con l’aiuto dello stesso pescatore hanno provveduto a liberare il grosso adulto di Caretta caretta che, ad una prima valutazione, è parso in buone condizioni. In ogni caso si è provveduto al suo trasporto nel centro di recupero di Torre Guaceto.

S. Isidoro (Nardò) – Acque della marina liberate con una mirata operazione di sequestro e rimozione di gavitelli e natanti abusivamente ormeggiati nella baia ricadente nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, di cui la marina neretina fa parte; attività di tutela ambientale e  dell’arenile; realizzazione di accessi al mare ecocompatibili per tutti, diversamente abili compresi. Si susseguono in questo periodo gli interventi di cura di San’Isidoro, tra cui – per ultimo in ordine di tempo – l’importante ed atteso intervento di riqualificazione ambientale su due fasi: la prima di eliminazione di barriere architettoniche e la seconda la costruzione di accessi compatibili (foto).

Il progetto denominato “Less Barrier” è stato realizzato grazie all’importante sinergia tra Comune di Nardò e Area marina protetta Porto Cesareo – rispettivamente per la progettazione e per il finanziamento. Attività – si legge nella nota dell’Area marina protetta – è bene sottolinearlo che ha avuto come obbiettivo quello di rendere la spiaggia di Sant’Isidoro e l’insenatura denominata Sannicola sita a sud della Torre, più accessibile alla popolazione con diversa abilità ed in generale a chi vive con difficoltà motorie. L’intervento in dettaglio ha portato alla realizzazione di una pedana per terapia disabili nell’insenatura di Sannicola, la rimozione di battuto abusivo in cemento sull’arenile, due accessi attrezzati rispettivamente a sud e a nord della spiaggia di Sant’Isidoro e da ultimo la chiusura di un varco con piantumazione per la protezione della spiaggia a nord del lido in concessione”.

Ma si è solo agli inizi, promettono dal’Amp: “La pianificazione che riguarda Sant’Isidoro porterà nei prossimi anni finalmente benessere ambientale e antropico a questo tratto di costa”. Naturalmente, tutti soddisfatti per i risultati fin qui raggiunti, dal presidente dell’Amp Porto Cesareo Remì Calasso, dal direttore Paolo D’Ambrosio e dal consigliere delegato del Comune di Nardò, Giuseppe Verardi: “Gioia vera – ha commentato Verradi- sono soddisfatto per la realizzazione di queste importanti opere che rendono accessibili le nostre spiagge. In semplicità e col cuore dico grazie a tutti”.

 

Nardò – Settanta pali di illuminazione per rendere meno pericolo il tratto di litoranea tra Sant’Isidoro e Porto Cesareo. I punti luce sono stati attivati in questi giorni sulla Provinciale 268 che collega la marina di Nardò a Porto Cesareo. Quel tratto di litoranea è in gestione al Comune per cui, essendo un’arteria di notevole importanza per il traffico veicolare e per particolari esigenze di sicurezza per automobili e pedoni, soprattutto durante il periodo estivo, è rientrato nel piano delle opere pubbliche del comune.

L’intervento è una parte della più generale azione di riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione in città in corso di esecuzione da parte dell’associazione temporanea di imprese Cpl Concordia-Alfa Impianti (per oltre 2 milioni 700mila euro, attivato dalla precedente Amministrazione del Sindaco Marcello Risi), che sta cambiando l’illuminazione nella direzione della modernizzazione e dell’efficienza. Ad oggi il progetto è stato realizzato quasi al 50% dei 4.675 punti luce che sono oggetto di interventi di riqualificazione energetica e adeguamenti sotto il profilo della sicurezza elettrica e statica. Dopo i pali sulla litoranea tra Sant’Isidoro e Porto Cesareo, sarà la volta di una serie di interventi specifici sui corpi illuminanti tra Sant’Isidoro e Torre Inserraglio.

“Questo tratto di litoranea – ricorda il Sindaco Giuseppe Mellone – è spento da sempre, con tutte le conseguenze relative su sicurezza e decoro con cui i neretini e non solo hanno avuto a che fare sino a ieri sera. Ne guadagna senza dubbio anche il fascino e la resa visiva di questa zona, soprattutto guardandola dal mare. L’intervento di riqualificazione generale della pubblica illuminazione in città sta proseguendo a buon ritmo, consentendoci anche di eliminare una serie di criticità croniche nel rapporto tra resa luminosa e consumi”.

“Più volte – aggiunge il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Oronzo Capoti – ho sperimentato personalmente quanto questa strada fosse pericolosa nelle ore serali e notturne, una condizione insostenibile soprattutto quando nei mesi estivi il flusso di automobili è elevatissimo. Senza dimenticare che ci sono aree abitate e quindi spesso anche persone a piedi o in bicicletta, sguarnite sino a ieri di ogni garanzia di incolumità. Tra le varie zone della città completamente sprovviste di illuminazione, questa era senza dubbio tra quelle più bisognose di un intervento”.

 

Porto Cesareo – Nardò – Notte movimentata quella di ieri a Porto Cesareo dove i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato per spaccio di droga il 43enne pregiudicato Filippo Cavallone. L’uomo (nato a San Pietro Vernotico) è stato osservato a distanza dai militari nel cedere varie dosi di cocaina ad alcuni giovani del posto (poi segnalati all’autorità giudiziaria quali assuntori). Al momento del controllo, tuttavia, Cavallone ha tentato di sottrarsi all’arresto iniziando una violenta colluttazione con i militari che sono, però, riusciti a bloccarlo evitandone la fuga. La perquisizione personale e domiciliare ha poi portato alla luce 50,64 grammi di cocaina suddivisa in 75 dosi preconfezionate, 251 grammi di cocaina in un unico blocco, 1.565 euro quale presunto provento dello spaccio oltre ad un bilancino di precisione e materiale vario utile per il confezionamento delle dosi.

A Nardò, invece, i militari della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà il 30enne G.F. nella cui abitazione sono state trovate undici piante di marijuana, di altezza variabile tra i 50 e i 280 centimetri, in ottimo stato vegetativo e in fioritura, secondo quanto riscontrato dagli stessi carabinieri.

 

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Oltre un centinaio di uova di tartaruga della specie Caretta caretta come ricordo di una estate speciale.  Un improvviso smottamento di sabbia sotto i piedi di alcuni ignari bagnanti che passeggiavano sull’arenile ed ecco una bella e tenera sorpresa: ecco apparire le uova di tartaruga “caretta-caretta” tra lo stupore generale sul litorale a nord di Torre Lapillo, nei pressi dello stabilimento balneare “Baron Beach”.

Il nido di tartarughe marine ha fatto sbarrare gli occhi dei bagnanti; le uova sembrano quasi pronte alla “schiusa”. Dopo i primi attimi di smarrimento, si è attivata immediatamente la macchina dei soccorsi. La nidiata è stata messa in salvo dai professionisti dell’Area marina protetta Porto Cesareo.  Immediati infatti sono giunti in spiaggia, allertati dagli stessi bagnanti e dal gestore del lido, con i biologi e gli esperti della “Riserva nazionale”. Tra questi anche il dottor Giacomo Marzano esperto di tartarughe, che collabora proprio con l’Ente cesarino. Sulla spiaggia anche i militari della Guardia costiera dell’Ufficio marittimo Torre Cesarea, che con lo stesso personale Amp, hanno provveduto a spostare di posizione la nidiata, per evitare che il mare e l’intensa presenza turistica potessero comprometterne il buon esito.

Successivamente si è provveduto alla delimitazione dell’area interessata per evitare ulteriori calpestamenti dei tanti curiosi che appresa la notizia si sono diretti nella zona, area che naturalmente sarà monitorata costantemente sino alla schiusa che potrebbe avvenire entro le prossime due settimane.

Gallipoli Porto Cesareo – Duecentocinquanta strutture per ospitare turisti a Porto Cesareo; un centinaio a Gallipoli: questi i risultati di verifiche fatte incrociando dati rilevati sul web, quasi sempre indirizzati a farsi conoscere da villeggianti indirizzati in queste zone, agli elenchi ufficiali delle strutture ricettive operanti sul territorio. E’ questo parte di quel “turismo in nero” che afflige la Puglia per cui, secondo stime dell’Osservatorio regionale, su quattro vacanzieri che arrivano, solo uno è “in bianco”, cioè risulta, è in regola, alimenta l’economia legale. (nella foto Baia verde)

Oggi è stata la volta del Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva; ieri del suo collega di Porto Cesareo, Salvatore Albano. Controlli sul regolare pagamento della tassa di soggiorno e inserimento dei dati per registrarsi sul portale: sono queste due “delle tante attività che vedono  l’Ufficio Turismo impegnato nell’ultimo mese”, come si legge in una nota del Comune di Gallipoli. “Sono state infatti rilevate numerose violazioni per irregolarità  connesse all’imposta di soggiorno. Tra i morosi rintracciati dal Comune, anche qualche struttura  ricettiva che non ha provveduto a versare alcuna tassa di soggiorno  nelle casse comunali. “Il mancato pagamento dell’imposta – si sottolinea – non solo comporta una sanzione  amministrativa che va dai 25 ai 500 euro, ma anche la segnalazione alla  Procura della Repubblica per il reato di peculato”.

Con una operazione parallela si è provveduto anche ad effettuare un  censimento delle strutture tramite social network e annunci  pubblicitari; l’attività ha portato a galla realtà completamente sconosciute  agli uffici comunali. In pochi giorni, sono stati contattati oltre cento  utenti titolari di strutture fantasma i quali hanno provveduto,  immediatamente, all’iscrizione sul sito  apposito ed a mettersi  in regola. Al fine di garantire trasparenza e legalità, ulteriori controlli  saranno effettuati anche dalla Polizia municipale che svolgerà anche indagini e accertamenti anche in merito all’ordinanza contro il  sovraffollamento. “Assicurare il gettito di un tributo connesso al ricettivo è  fondamentale per una città come Gallipoli – commenta il Sindaco Minerva. – Il versamento della tassa di soggiorno da parte di tutti gli  interessati  significa  in primis equità e rispetto per chi è in regola,  ma soprattutto garantire risorse ad una città per cui il settore  turistico è volano per l’economia. La lotta all’evasione non avrà tregua a garanzia di un’accoglienza di qualità”.

Per gli stessi motivi di equità si stanno consegnando in questi giorni a Porto Cesareo, oltre 250 avvisi bonari indirizzati ad altrettante strutture ricettive presenti sui portali immobiliari ma non ancora censite nella banca dati comunale dell’imposta di soggiorno. L’Amministrazione comunale così tutte le strutture interessate a presentarsi presso gli uffici “al fine di regolarizzare la propria posizione ed evitare così conseguenze più gravi. Nella nota del Comune si legge: “Si informa che in mancanza della presentazione della documentazione di cui sopra, il Comune è tenuto a segnalare tale inadempienza sia alla Corte dei Conti che alla Procura della Repubblica, oltre ad effettuare attività accertativa per la sanzione amministrativa derivante dall’omesso versamento e/o dichiarazione dell’imposta di soggiorno”.

 

 

 

 

 

 

Gallipoli – Un altro lido abusivo, in zona riservata invece a spiaggia libera, è stato individuato e sanzionato lungo la costa delle marine di Salve dagli uomini della Guardia costiera della Capitaneria di porto di Gallipoli. Una persona non autorizzata aveva piantato i pali per sostenere gli ombrelloni ed alcuni lettini e sedie in un’area di circa 50 metri quadri. L’operatore illegittimo è stato denunciato all’autorità giudiziaria con contemporanea sequestro dei materiali e degli attrezzi  illecitamente posizionati sulla spiaggia che è così tornata libera Fino a quando? Sono numerose le reiterazioni di queste attività illegali in quella ed in altre zone.

Sempre in questo fine settimana sono stati controllati cinque stabilimenti balneari tra Gallipoli e Porto Cesareo; due di questi sono stati multati per non aver rispettato i cinque metri di bagnasciuga da mantenere liberi per il passaggio libero dei bagnanti; per carenze nelle dotazioni di sicurezza sono state sanzionate tre attività di noleggio di arredi da spiaggia.

Nel bilancio finale degli agenti ci sono contestate 25 infrazioni “per aver ancorato o navigato a motore nella fascia di mare riservata alla balneazione o nelle zone interdette da ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli per rischio crolli delle falesie, nonché a carico di unità che effettuavano il trasporto passeggeri con a bordo un numero di persone superiore a quello consentito dalle certificazioni di sicurezza.

Nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, infine, sono state sanzionate diverse moto d’acqua
“per aver navigato all’interno del sito protetto in violazione alla disciplina di settore”.

Punta Prosciutto (Porto Cesareo) – Dal brindisino a Punta Prosciutto per rubare auto. I carabinieri hanno, infatti, arrestato il 51enne Francesco Antonio Greco ed il 44enne Antonello Maizza, entrambi nati a Mesagne e residenti a Torre Santa Susanna, sorpresi nella marina di Porto Cesareo (in via Bertagnini) nel tentativo di forzare la portiera di un’Alfa Giulietta. Alla vista dei militari i due si sono dati alla fuga a bordo di una Mercedes Classe A ma dopo un breve inseguimento sono stati fermati e arrestati. Nella loro auto c’erano cinque centraline elettroniche per auto modificate insieme a vari attrezzi per lo scasso e il furto di autoveicoli.

Porto Cesareo – Torre San Giovanni (Ugento) – Nuovi controlli e nuovi sequestri negli stabilimenti balneari da parte della Guardia costiera di Gallipoli. A Torre San Giovanni (marina di Ugento) i militari del locale Ufficio marittimo hanno sequestrato diversi ombrelloni e sdraio che, all’interno di un lido, occupavano abusivamente circa 250 metri quadrati in più rispetto a quanto autorizzato. Il titolare dello stabilimento è stato denunciato e l’area illecitamente occupata liberata e restituita alla pubblica fruizione. A Porto Cesareo, invece, il sequestro ha riguardato ombrelloni e sdraio in località Scalo di Furno per un’area pari a circa 70 metri quadrato: in questo caso non è stato, però, possibile individuare il responsabile dell’abuso. L’operazione “Mare sicuro”, avviata lo scorso 16 giugno, proseguirà con altri controlli lungo la costa fino al prossimo 16 settembre; i sei sequestri realizzati finora hanno permesso di restituire alla collettività ben 1800 metri quadrati di spiaggia.

Porto Cesareo – Torna l’estate piena e tornano subito alcuni “vizi” dei turisti che si cerca da tempo di correggere. Nelle spiagge di Porto Cesareo, rinomate in tutta Italia, sono ricomparsi gli ombrelloni che vengono piantata sulla sabbia nottetempo come “prenotazioni” per il mattino successivo. Pur essendo vietato dalle norme, c’è chi non si arrende alle regole. Come coloro che muovono massi e sabbia da una parte all’altra per i  propri bisogni, tipo un pic nic improvvisato o per legarci gli ombrelloni (foto) e poi li ricoprono con la sabbia, e chi infine, scambiandole per erbacce, non solo protesta col Comune per la mancata cura della spiaggia e delle dune, ma cerca di mettere mano per asportare invece specie vegetali tipiche della zona.

L’incuria che tale non era – tra via Tarantino e via Riccione – era invece finita subito sui media. C’era voluto l’intervento  di tre botanici di Unisalento – Pietro Medagli, Stefano Arzeni e Alessio Turco – a fermare lo sfalcio del cespuglio. “Al fine di non arrecare danni all’habitat naturale – invitano dal Comune – chiediamo la collaborazione delle persone: segnalateci ciò che a vostro parere sporca o danneggia il litorale e noi verificheremo ed interverremo”. Intanto ai botanici sono andati i ringraziamenti per la tempestività del’assessore all’Ambiente, Paola Cazzella.

Il cattivo costume dei massi ricoperti con sabbia ha invece messo fuori uso un automezzo della ditta concessionaria del servizio di pulizia anche della spiaggia, la Ecotecnica: il secondo in pochi giorni. Le pietre “colpevoli” sono utilizzate per ancorare gli ombrelloni e vengono conservate nascoste per poterle ritrovare la mattina dopo. Per evitare altri danni, la ditta ha proceduto le operazioni di pulizia manualmente.

Porto Cesareo – L’Area marina protetta di Porto Cesareo inanella un altro successo. Il suo progetto su biodiversità ed ecosistemi si è classificato al primo posto nella graduatoria dei soggetti richiedenti ed ammessi all’aiuto pubblico del 2 maggio 2018, fondi Feamp  2014/2020, Misura 1.40 “Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili” di provenienza europea.

Obiettivo del nuovo progetto tanto apprezzato è la “protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili”. Il primo posto nella graduatoria stilata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca vale un finanziamento di 50mila euro.

“Il progetto – spiega il direttore di Amp Paolo d’Ambrosio – è stato finalizzato alla realizzazione di studi propedeutici alla definizione di un piano di gestione per le attività di pesca sostenibile nelle Aree marine protette italiane. Nel merito, la nostra Riserva ha prodotto un’attività sulla piccola pesca artigianale nell’Amp Porto Cesareo e sulla valutazione dell’impatto ambientale e socio economico. Obiettivo generale – conclude il direttore – sarà quello di effettuare uno studio propedeutico alla redazione di un piano locale della pesca, che sia essenzialmente sostenibile sotto il profilo ambientale ed anche e soprattutto efficiente in termini di risorse, oltre che innovativo, competitivo e basato sulle conoscenze”.

Il lavoro di acquisizione dati si svilupperà in due azioni tra loro complementari e che completano il quadro delle informazioni già a disposizione dell’Ente, necessarie alla successiva predisposizione del piano di gestione della pesca sostenibile sia da un punto di vista ambientale che socio-economico: l’Azione I prevede la costruzione di una mappa delle pressioni di pesca. Tale studio permetterà di ottenere informazioni spazialmente esplicite (mappe) relative alla pressione di pesca effettuata su ciascun habitat ed all’uso dell’Area.

L’Azione II comprende infine l’acquisizione di informazioni socio-economiche. “Tali informazioni di dettaglio consentiranno di ottenere un quadro conoscitivo esaustivo – si legge nella nota dell’Amp – propedeutico alla redazione di piani di gestione della pesca correttamente integrati e rispettosi delle esigenze di basso impatto ambientale e miglioramento della qualità della vita dei pescatori professionisti”.

Porto Cesareo – Un vasto specchio d’acqua è stato liberato dalla Guardia costiera dopo essere stato abusivamente occupato da diversi gavitelli per l’ormeggio di imbarcazioni e natanti da diporto. La zona in questione, pari a circa 300 metri quadrati, ricade all’interno dell’Area marina protetta di Porto Cesareo. I gavitelli installati sono stati posti sotto sequestro e successivamente rimossi. I militari della Capitaneria di porto di Gallipoli e dell’ufficio locale marittimo di Torre Cesarea hanno informato del fatto l’autorità giudiziaria al fine di individuare i responsabili dell’abuso.

Gallipoli – Controlli intensificati da parte della Guardia costiera, nel corso della prima domenica di luglio, per far rispettare le norme di sicurezza su navigazione e balneazione. A Gallipoli otto unità da diporto sono state sanzionate per aver navigato a motore all’interno della fascia di mare riservata alla balneazione: tale pratica, sottolinea la capitaneria di porto, è “particolarmente pericolosa per l’incolumità dei bagnanti”. Nei pressi dello “Scoglio del campo”, tra la città vecchia e l’Isola di Sant’Andrea, altre unità sono state sanzionate per aver transitato a motore nello specchio di mare interdetto alla navigazione a motore sin dal 2015. Tali comportamenti pericolosi hanno comportato l’applicazione di sanzioni pari a complessivi 2.000 euro.

Controlli a Porto Cesareo – Nell’Area marina protetta di Porto Cesareo i controlli si sono concentrati, in particolare, nei confronti degli acquascooter, la cui navigazione è completamente interdetta per tutto il perimetro del sito protetto. A due  conduttori di acquascooter sottoposti a controllo è stata irrogata una sanzione amministrativa di 412 euro. Sanzioni per oltre 3.000 euro sono state irrogate a carico di tre diversi titolari di stabilimenti balneari: in due casi è stata accertata la mancata installazione della postazione di salvataggio sopraelevata (come previsto dalle ordinanze di sicurezza balneare), mentre nel terzo caso una Motovedetta ha fermato un pattino di salvataggio che, anziché stazionare nei pressi della postazione di salvataggio, era stato impiegato da un assistente al salvataggio per trasportare bevande ad un’imbarcazione ancorata a largo. L’assistente al salvataggio è stato verbalizzato congiuntamente al titolare della struttura balneare.

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L'ecotassa, per quelle comunità che non avessero raggiunto le soglie minime indicate nella raccolta differenziata dei rifiuti prodotti in casa, era fissata a partire...