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Portaccio

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Sandro Portaccio durante la cerimonia d'investitura

Taviano. Sandro Portaccio ha ottenuto l’investitura di cavaliere del Santo sepolcro di Gerusalemme. La cerimonia, presieduta dall’arcivescovo D’Ambrosio è avvenuta in piazza Duomo, a Lecce.

I cavalieri del Santo sepolcro, che a Lecce sono in tutto 75, hanno una missione unica, condivisa con altre 28 mila persone sparse nel mondo: essere testimoni di Cristo in Terra Santa, tutelare attraverso azioni di carità le attività cattoliche a Gerusalemme. L’Ordine risale al 1050, è stato costituito da Goffredo di Buglione, nell’ambito della prima Crociata ed è considerato dagli storici il più antico ordine assistenziale, caritativo, equestre e religioso dell’era cristiana, ancora attivo.

Il tavianese Sandro Portaccio è un imprenditore nei settori del turismo e dell’agroalimentare. «Sono molto contento della mia investitura – ha commentato il neo cavaliere – in quanto è coerente con i valori della Chiesa cattolica, di cui sono un fervente praticante. Credo fermamente nel ruolo del nostro Ordine, che non ci fa gloriare per la carica ricevuta, e dà la possibilità di aiutare i bisognosi in Terra Santa».

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Taviano. Abbiamo intervistato il sindaco di Taviano, Carlo Portaccio.

Sindaco Portaccio, il primo mese è già volato via!
«Ci siamo messi immediatamente al lavoro, nonostante le difficoltà economiche che ci siamo trovati da subito, dovute in parte alla riduzione dei finanziamenti statali per circa 300mila euro, e in parte a dei debiti lasciati dalla precedente Amministrazione. Abbiamo già approvato in Giunta il bilancio di previsione, di lacrime e sangue. Abbiamo tenuto fede a degli impegni presi in campagna elettorale come il ripristino della viabilità in via Immacolata e piazza San Martino, fortemente voluta dalla città; la riapertura degli uffici comunali tutti i giorni; l’apertura del secondo ingresso del cimitero comunale. Stiamo ora perfezionando il programma delle manifestazioni estive, sia pur con risorse pari a zero euro; stiamo provvedendo al ripristino del manto stradale; abbiamo inoltre approvato un atto di indirizzo per eseguire alcuni interventi al mercato dell’ortofrutta. Direi che ci stiamo dando da fare. Credo che dal prossimo bilancio potremmo andare avanti con passo più spedito per affrontare tutte le emergenze».

Mercaflor, questione spinosa. Che intenzioni avete?
«Stiamo valutando il da farsi, verificando se esistono le possibilità di un ritorno di una gestione in economia al Comune di Taviano. Dobbiamo vedere se giuridicamente è possibile farlo. Riteniamo sia fondamentale per una ripresa forte dell’economia cittadina».

Come ogni cittadino anche ogni sindaco ha delle aspirazioni. Ci racconta la sua aspirazione più grande?
«Vorrei amministrare in questi 5 anni ascoltando e interpretando i bisogni, i desideri e i sogni della gente, essere aperto alle loro istanze. Vorrei una città pulita, con degli accessi ordinati, belli; vorrei completare l’assegnazione dei lotti in zona Pip, rilanciare il mercato dell’ortofrutta e la farmacia comunale. E, da ultimo, iniziare quel percorso di fusione tra i quattro Comuni (gli altri sono Racale, Alliste e Melissano, ndr), percorso già anticipato dalla gente che mi sembra disposta ad abbandonare i campanilismi per un soggetto più grande. Proviamoci, solo così possiamo valutarne la fattibilità».

La precedente Amministrazione iniziò a parlare di Taviano Città della Cultura. Cosa ne pensate?
«E’ un’idea che bisogna riprendere. Taviano ha una lunga tradizione di appuntamenti a sfondo culturale, come la Stagione Teatrale, tradizione che noi vogliamo far proseguire e magari rafforzare. Importantissima sarà in tal senso la collaborazione dei privati. In sintesi siamo aperti ad ogni iniziativa seria che contribuisca alla crescita dell’identità culturale della Città di Taviano e dei tavianesi».

È ingombrante un vicesindaco come il plurivotato Giuseppe Tanisi?
«Per niente…anzi, fa piacere collaborare con Giuseppe, in fondo lo facciamo dal 1997. Sono stato il suo vicesindaco dal 2001 al 2006 e l’ho fatto con correttezza, e lui farà altrettanto con me. La città voleva che noi restassimo uniti e così è stato. Con lui siamo d’accordo su tutto e le sue deleghe sono importanti, segnale di fiducia piena».

Carlo Pasca

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...