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pompeo lupo

TAVIANO. Il 7 e 8 settembre ritorna la Fiera della Cappeddha, dedicata a oggetti in terracotta, sia grezza che smaltata come pentole, tegami, brocche, orcioli, boccali e piatti, di tutte le grandezze e dalle forme più strane. Una fiera molto antica, secondo Pompeo Lupo, studioso del passato, istituita con decreto di Ferdinando II° di Borbone, re di Napoli, il 17 novembre del 1831. La fiera si svolgeva sullo spiazzo di una chiesetta non molto grande che era chiamata “Cappaddhuzza”, dedicata alla Madonna delle Grazie. Poi nel 1870 subì la sorte di tutte le chiese: passando allo stato dei Savoia, venne sconsacrata e, da allora, la fiera ha continuato a chiamarsi “Cappeddha”. Nei tempi passati per questi oggettini ricorrevano i termini dialettali come “limmi”, “pignate”, “taieddhe”,“ucali”, “ursuli”,”ozze”, “cofani”, “capasuni” e soprattutto fischetti per i più piccoli. Erano, questi, gli oggetti che venivano usati in ogni famiglia e si aspettava la fiera per comprarne di nuovi. La fiera era, senza dubbio, molto attesa dai più piccoli perché si potevano comprare i fischietti, sempre in terracotta, alcuni piccoli a forma di cavalluccio, di uccello, di carabiniere e alcuni più grandi , le “calandre”. Prima la fiera durava tutta la notte e il giorno successivo, si mangiava la “scapece” (pesciolini fritti e pan grattato) e si beveva il vino. Ricco il programma delle manifestazioni collaterali alla Fiera e organizzate dall’associazione “Terre Bruciate”. Nella saletta interna della “Cappaddhuzza” si potrà visitare la “Bottega Vestita” degli artigiani di Grottaglie, che mostreranno ceramiche anche rinascimentali. Al palazzo Marchesale sarà presentato il libro di Riccardo Viganò “Alla mensa degli angeli”, storie di ceramisti e vasai a Nardò tra i sec. XVI e XIX. Presenterà Salvatore Matteo, già direttore del museo ceramiche di Cutrufiano. Infine quattro cuochi delizieranno il palato con cibi cucinati alla pignata. Si tratta di Imma Pantaleo del Ristorante L’Ulivo di Taviano, Alfredo De Luca chef del Malcandrino di Monteroni, Vito Gaballo dell’Origano di Minervino di Lecce e Cosimo Russo dell’Hotel Le Dune di Porto Cesareo.

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