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poesie

GALLIPOLI. Da bambini e da adolescenti, le emozioni della scoperta del mondo  trovano spesso nei versi  un luogo di espressione privilegiato. Ci si rivela a se stessi e agli altri attraverso la forma poetica e non importa la conoscenza tecnica della versificazione. Si scrivono versi che spesso vengono gelosamente custoditi, riletti con nostalgia e tenerezza nell’età adulta. La maggior parte scrive per sé; non impota che gli altri leggano. Anche quando  ci sembra di scrivere di altri e di altro è di noi stessi che parliamo. Superare questa forma di “pudore” significa essere generosi, disponibili alla condivisione, flessibili alla comunicazione  e allo scambio .
Nei quattro anni del nostro concorso “Ti amo…ditelo in rima”, di cui è in lavorazione il libro raccolta (da prenotare), abbiamo ricevuto tante poesie. Abbiamo  chiesto ai “nostri” poeti, che sono giovani, adulti e anziani,  perché scrivono poesie. Ecco le risposte dei primi quattro (e che gli altri preparino le loro).

fernando angelo rimoFernando Angelo Rimo di Melissano, 48 anni, dottore commercialista,  direttore amministrativo della società “Unione agricola di Melissano” sposato, due figli. Ha scritto una commedia in vernacolo ”L’anello di brillanti”, rappresentata nel 1998 in occasione della giornata mondiale senza tabacco da una compagnia teatrale locale, e molte poesie con finale a sorpresa pubblicate su Fb.  Di sé dice:« Mi piace leggere, scrivere poesie, commedie, testi di canzoni, dipingere su tela con la spatola, suonare il pianoforte. La passione per la scrittura l’ho tramandata a mio figlio Edoardo di 8 anni».  Aspettiamo le poesie di Edoardo nella prossima edizione del concorso.

Molto sintetica e concisa la dichiarazione del vincitore dell’ultima edizione del concorso: «Scrivere mi consente di oltrepassare i limiti della sfera razionale e di porre in primo piano le emozioni, le sensazioni e le passioni». Qual è la molla che lo spinge a scrivere non solo poesie, da dove prende ispirazione?
«Per scrivere – dice – prendo spunto spesso da fatti realmente accaduti, altre volte mi abbandono alla fantasia e rielaboro il tutto utilizzando il filtro dei ricordi e delle emozioni, quelle autentiche».

Stefano CiurliaStefano Ciurlia di Taurisano. Ha cominciato a scrivere nel 1957 e la sua produzione, in gran parte inedita è raccolta in 28 volumi. Insegnante elementare in pensione ha tradotto, tra l’altro, i grandi poeti italiani in dialetto taurisanese.

«Brevemente risponderei con Dante: “Amor mi mosse, che mi fa parlare”, “l’Amor che move il sole e l’altre stelle”; più in dettaglio, specificherei che la mia vena poetica scaturisce dalla situazione di orfano di guerra, dal “mancato abbraccio” di mio padre, venuto a mancare a Kirsanov (Russia) il 18 marzo 1945. Attraverso questa dolorosa esperienza, urge vivamente in me lo stimolo a testimoniare Amore, in tutte le sue espressioni e manifestazioni. La maggior parte dei miei scritti  sono, per me, “ricerca d’identità, racimolando la paternità”: autobiografia in versi, diario intimo, frammenti dell’anima, momenti di sfogo catartico».

Daniela SansDaniela Sansò di Alezio, al terzo posto nell’edizione 2014 con la poesia “Cantu te luntanu”. Gestisce un salone di bellezza, ha la passione del teatro, ha fondato il gruppo “I comu quiddri bboni”. Ha una famiglia che le vuole bene e molti amici.

«La passione per i versi l’ho sempre avuta, fin da piccola. Con maggiore attenzione per il nostro dialetto. Mi viene tutto spontaneo, prendo la penna e tutto scorre in modo naturale. Storie di vita quotidiana che mi passano davanti tutti i giorni.Un prendere appunti continuo.Ci metto dentro tanto del mio vissuto. Prima di vincere il 3 posto con la poesia “Cantu te luntanu” ho scritto tre commedie in vernacolo “Lu librettu”, “Lu spiritostu” e “Che bella famiglia” che ho messo in scena con un gruppo di amici, interpretando sempre un personaggio che mi apparteneva. Con grande soddisfazione e grande successo».

Alessia EpifaniAlessia Epifani di Gallipoli. Ha vinto la prima edizione del concorso con “San Valentinu”  e si è piazzata al terzo posto nel 2013 con “Cu tuttu lu core”. Ora ha 18 anni, frequenta l’ultimo anno dell’indirizzo linguistico del liceo “Quinto Ennio”.

«La mia passione per la poesia nasce in primo superiore per gioco. È quasi San Valentino, così la mia professoressa di latino mi incoraggia a partecipare al concorso di Piazza Salento “Ti amo, ditelo in rima”. Fu una sorpresa per i miei professori, i miei amici, ma soprattutto per me. Da allora scrivere è una necessità primaria. La poesia mi permette di esternare i miei sentimenti e le mie opinioni. Non ho paura di essere vulnerabile: le parole che scrivo sono la mia forza per riflettere e reagire. Forse sono ancora troppo piccola per saper scrivere bene, ma dietro le mie parole c’è il mio vissuto, le mie esperienze, i miei ricordi. Io sono la mia poesia».

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