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Gallipoli – Questo weekend la Lega navale italiana, sezione di Gallipoli, ospiterà la XIX edizione della Coppa del Salento. La regata fa parte del calendario della Federazione Italiana Vela VIII Zona, ed è aperta alle barche stazzate in classe Orc e Libera. Al ritrovo presso la sede nautica del Rivellino alle ore 9 di sabato 21 per il briefing con gli armatori e il perfezionamento delle iscrizioni, seguirà alle 11 il segnale di avviso. Domenica 22 si partirà invece alle 10,30.

La competizione consterà di due prove costiere, con rotta tracciata a partire dalla sede per circumnavigare l’isola di Sant’Andrea, scendere fino a località Pizzo e tornare. Tra le novità di quest’anno, riconoscimenti anche per equipaggi ridotti: solitario, per due, lui&lei.
La premiazione avverrà alle 17 di domenica presso la sede sociale in Riviera Cristoforo Colombo 3, all’interno del porto commerciale, contestualmente a quella della Veleggiata di Primavera, svoltasi l’8 aprile.

“Ci aspettiamo parecchie barche – dice Donato Salamina, consigliere per l’ambiente della sezione gallipolina -. Qualcuno si è già iscritto anche da Otranto. Il nuovo consiglio si è insediato a febbraio ma ha l’idea di essere presente sul territorio per diffondere la cultura del mare”. Gli fa eco il neopresidente provinciale Fabrizio Guarini (nella foto con l’ex presidente locale Pantaleo Ernesto Bacile di Tuglie) : “L’attività sul territorio, sportiva, ma anche di divulgazione, legata a mare e marineria, rientra nei compiti istituzionali della Lega Navale Italiana. La Coppa del Salento da noi organizzata rispecchia pienamente quest’ottica”.

M. C. 

Castrignano dei Greci – Vigilia di Natale movimentata a Castrignano dei Greci dove in due sono stati arrestati per “tentata estorsione in concorso”. Si tratta del 32enne del posto Fabio Lanzilotto e del 30enne di Galatone Matteo Luperto. La vittima presa di mira un 49enne di Castrignano dei Greci presso la cui abitazione i due si sono recati chiedendogli il pagamento di 140 euro al mese con la minaccia, in caso di mancato accoglimento, di sottrargli l’autovettura, così come già accaduto in passato. Al diniego opposto dalla vittima, i due  sono passati dalle parole ai fatti cercando di aggredirlo. Provvidenziale l’intervento della compagna dell’uomo minacciato malgrado il tentativo dei due aggressori di evitare la chiusura della porta dell’abitazione frapponendo le mani tra lo stipite e la porta stessa. Da questa situazione i due soggetti poi arrestati ne sono usciti “con le ossa rotte” visto che l’uomo di casa si è difeso colpendoli agli arti con un oggetto di legno reperito al momento. Luperto e Lanzillotto sono poi stati individuati dai carabinieri della locale Stazione, insieme ai colleghi dell’Aliquota radiomobile di Maglie, nei pressi dell’abitazione di quest’ultimo poco dopo tale episodio e tratti in arresto. Lanzillotto, prima di essere trasportato presso la casa circondariale di Lecce, è stato trasportato presso l’ospedale di Lecce per le dovute medicazioni.

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Gallipoli. Quei mille euro erano il “pizzo” pagato dal commerciante E. P. al boss Giuseppe Barba, oggi collaboratore dei magistrati, o una parte della somma pattuita per garantire voti allo stesso E. P. candidato al Consiglio comunale ed eletto poi col massimo dei suffragi? Questa la questione da sbrogliare per gli inquirenti che hanno iniziato ad indagare nell’ambito delle elezioni del 2006. E. P. era candidato in una delle otto liste (quella di Forza Italia) che sostenevano l’allora candidato sindaco, on. Vincenzo Barba.

Secondo quanto affermato in aula a Lecce nelle udienze del 22 giugno e 13 luglio da Giuseppe Barba, il commerciante aspirante consigliere avrebbe consegnato 5mila euro al malavitoso per acquisire voti; Barba avrebbe poi fatto riunioni con i suoi familiari in cui avrebbe parlato anche della promessa di 30mila voti fattagli, a suo dire, dall’onorevole in persona. Inoltre, sempre secondo quanto affermato davanti ai giudici del tribunale, il pentito (anche se ancora non ufficiale) avrebbe visto 40mila euro in contanti e in una borsa che gli avrebbe mostrato mentre erano in un’auto E. P., il quale si sarebbe vantato del budget che gli avevano messo a disposizione i suoi sponsor.

«Il mio cliente avrebbe stanziato ben 70mila euro per essere eletto consigliere comunale? Possiamo credere a questa barzelletta?», ha controbattuto  il legale del commerciante-consigliere supervotato, Luigi Suez, il quale ha messo in  risalto le “indicazioni generiche e discordanti sul denaro che Barba avrebbe preso” dal suo assistito  ed ha ribadito la tesi secondo cui le richieste dell’attuale collaborante non sarebbero altro che pure e semplici estorsioni per ottenere protezione.

Una delle finestre del locale dalle quali sono fuoriuscite le fiamme

Gallipoli. Anche se gli inquirenti non dicono nulla, il pensiero di  tanti corre verso un’unica direzione: il racket delle estorsioni, di casa a Gallipoli e pienamente operante dal 2007 al 2010 come proverebbero le approfondite inchieste chiuse con rinvii a giudizio di esponenti di primo piano della mala locale.

Il boato notturno di qualche tempo fa, con fiamme alte e violente, non solo ha svegliato di colpo un pezzo del borgo nei pressi di piazza Carducci, ma anche le preoccupazioni di tanti cittadini, ammutoliti davanti alla facciata annerita di un palazzo novecentesco che ospitava un esclusivo ristorante, il “I’m”.

E’ andato tutto in fumo a causa del combustibile conenuto in due grosse taniche rinvenute all’interno.

Nessun dubbio, neppure uffcialmente dunque, sull’origine dolosa e volontaria dell’incendio. Chi lo abbia appiccato e perchè resta invece ancora da scoprire.

I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare molto prima di riuscire a spegnere completamente l’incendio, per poi transennare l’ampio marciapiede prospiciente il corso per effettuare le verifiche di rito anche sulla stabilità dell’edificio.  Si calcola un danno di diverse centinaia migliaia di euro.

I rilievi sono stati fatti dalla polizia gallipolina, diretta dal vicequestore Emilio Pellerano, ma al momento non si sbilancia nessuno circa i probabili  retroscena e moventi.

Scosso il proprietario, Graziano Verardi, 34enne del posto, molto conosciuto in città in quanto ex titolare di una rivenditoria di tabacchi e ricevitoria “La dea bendata”.

Alla polizia l’uomo ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce di estorisione e di non essere assicurato. Il locale era dotato di una sola videocamera di sorveglianza, posizionata all’esterno, però mai entrata in funzione.Questo rende un po’ più difficili le indagini. Gli inquirenti stanno visionando tutti i filmati registrati dalle telecamere presenti sul corso.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...