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RACALE. «I lavori per il completamento dell’impianto natatorio di via Milano procedono a buon ritmo e secondo il crono programma che ci siamo dati». Lo riferisce il sindaco Donato Metallo che continua a monitorare la situazione con frequenza, insieme alla sua squadra. «Sono stati quasi terminati gli spogliatoi, gli infissi interni sono al completo. Ora si passerà al montaggio di quelli esterni. È stato installato l’impianto d’allarme ed è quasi completata la recinzione dell’area esterna. Una volta terminata quest’operazione – continua il sindaco – si passerà a lavorare nell’area parcheggi. Sono in corso di realizzazione gli impianti e abbiamo già presentato la domanda per l’allacciamento delle varie utenze, luce, acqua, gas, telefono». L’obiettivo dell’Amministrazione è di ultimare i lavori in prossimità dei prossimi mesi primaverili, tra marzo e aprile.

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In basso da sinistra, il Sindaco Donato Metallo e il consigliere delegato Daniele Renna

In basso da sinistra, il Sindaco Donato Metallo e il consigliere delegato Daniele Renna

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RACALE. Si avvicina l’avvio dei lavori per l’impianto natatorio comunale di via Milano. Nei giorni scorsi è stato sottoscritto il contratto con le ditte aggiudicatarie dell’appalto, Alfa Impianti srl e Edil Generali srl di Galatone.
La struttura versa da anni in stato di degrado. Il finanziamento per il completamento della piscina è pari a 880mila euro, erogato dal Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica) dopo richiesta scritta da parte del sindaco Donato Metallo al presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Superati alcuni ostacoli di carattere burocratico, i cantieri dovrebbero essere inaugurati per i primi di maggio. Si dovrà intervenire su diversi settori, tra cui gli impianti per il trattamento dell’acqua e dell’aria, antincendio e termico.

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piscina comunale racale (2)RACALE. Si dice che chiedere sia lecito e che rispondere sia cortesia. In questo caso, però, si trattava della richiesta formale di finanziamento, inviata dal sindaco Donato Metallo al presidente del Consiglio Matteo Renzi il 13 giugno 2014, per il completamento dell’impianto natatorio di via Milano. L’esito, quindi, non era affatto scontato. Con “immensa gioia”, è stato proprio Metallo, nei giorni scorsi, a comunicare ai suoi concittadini che la richiesta di finanziamento era stata accolta. Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), il 10 aprile, ha assegnato circa 200 milioni di euro per il completamento di opere incompiute in 137 Comuni italiani che hanno proposto interventi di completamento appaltabili entro il 30 aprile e cantierabili entro il 31 agosto 2015, su segnalazione degli stessi sindaci ad un’esplicita richiesta del premier. Racale è uno dei Comuni compresi nella lista e riceverà la somma di 880mila euro per il completamento della struttura che da anni versa in stato di degrado. Oltre a Racale, in provincia di Lecce sono stati stanziati dei finanziamenti per Ugento, Sternatia, Specchia e Carpignano Salentino.

«Quando scrissi la lettera al premier – commenta Metallo – qualcuno mi disse che stavo perdendo tempo, qualcun altro mi riprese per il mio linguaggio poco istituzionale. Ora, grazie all’impegno continuo e alla nostra testardaggine, raccogliamo i frutti. E che frutti!». I lavori di ristrutturazione riguarderanno, in particolare, gli infissi, l’area esterna, le pertinenze, i parcheggi, gli impianti di trattamento di aria e acqua, l’efficientamento energetico. A breve sarà pubblicato il bando per l’assegnazione dei lavori che dovrebbero partire entro settembre. L’auspicio dell’Amministrazione è di inaugurare il “nuovo” impianto entro la primavera 2016.

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Il Polivalente

Marcello Risi - ufficialeNardò avrà una piscina semiolimpionica privata. Ma avrebbe potuto avere una piscina comunale, se solo fosse stata rispettata una convenzione del 1990 relativa alla realizzazione di una lottizzazione edilizia.
Una piscina semiolimpionica a sei corsie, con vasca di ambientamento a tre corsie, un’ulteriore vasca per le attività fisioterapiche nonché una palestra, tribuna spettatori, nonché palestra per la preparazione atletica ed il recupero funzionale, sorgerà alla periferia della città. Lo ha deciso nei giorni scorsi la Giunta comunale che ha approvato in via definitiva il progetto presentato dalla “Icos Sporting Club”. Ad ospitare la struttura, da decenni attesa dai cittadini che, per svolgere questo genere di attività sportiva, sono costretti a spostarsi nei comuni limitrofi, sarà una zona adiacente al complesso sportivo del Polivalente, su un’estensione di 11mila metri quadri nel quartiere della Zona 167.

«Il progetto è interessante per il servizio che rende alla nostra comunità –commenta il sindaco Marcello Risi- perché sorgerà nei pressi di un’altra struttura sportiva e ci permetterà di riqualificare, in virtù delle opere di urbanizzazione, un’area che ne ha necessità».
Se, infatti, la “Icos” si farà carico dell’intero costo di realizzazione dell’opera, stimato intorno ai 2 milioni di euro, il Comune si è impegnato a riconoscere l’utilità sociale dell’opera e la Icos gestirà la struttura in regime di convenzione, per offrire a determinate categorie di cittadini in condizioni di svantaggio, abbonamenti gratuiti o tariffe agevolate.

C’è una contropartita che la società ha chiesto, però: l’impegno, da parte dell’amministrazione neritina, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, ovvero acquedotto, pubblica illuminazione, gas metano e rete fognaria, per un costo di circa 400 mila euro.
Ma c’è chi accusa il sindaco di aver dimenticato, anche lui, una vicenda che avrebbe dovuto portare Nardò ad avere già da anni una sua piscina comunale. «Risi dimentica di dire -dicono Pippi Mellone e Graziano De Tuglie di “Andare Oltre”- che non sono mai stati riscossi gli 800milioni di lire di fidejussione versati dalla società Soviva nel 1990 a garanzia di un’opera (la piscina comunale) mai realizzata”.

“Mi sembra strana tutta questa rapidità a concludere una procedura che implica il perfezionamento di una nuova convenzione tra privati, -aggiunge l’ex assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Renna- in costanza di altre convenzioni vecchie di più di 10 anni palesemente, inadempiute dai controinteressati privati, e relative a piani di lottizzazione privati e che se rispettate, avrebbero garantito la realizzazione della tanto aspirata piscina. Mi riferisco “all’affare Soviva”, che, alla peggio, dovrebbe garantire, per il Comune l’escussione di una fideiussione ed, alla meglio, la realizzazione di una piscina ed altre infrastrutture di servizio”.

Voce al Direttore

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