Home Tags Posts tagged with "pietro bevilacqua"

pietro bevilacqua

Melissano – Intercettazioni, osservazioni dei movimenti, indagini fitte in corso da marzo; poi, appena scoppiato lo scontro interno ai due gruppi di quello che era un unico sodalizio, l’intervento a colpo quasi sicuro. Nell’arco di 24 ore dall’omicidio di Francesco Fasano, 22enne, sono finiti in carcere dieci uomini: Daniele Manni, Angelo Rizzo, Pietro Bevilacqua, Antonio Librando, Biagio Manni, Luciano Manni, Maicol Andrea Manni, Luca Piscopiello, Luca Rimo, Gianni Vantaggiato.

La guerra interna ha assunto i toni ultimativi quando nel marzo scorso qualcuno ha tentato di uccidere il leader della zona, Manuele Cesari; non vi era forse quella intenzione. Chi ne contestava il potere e la durezza nei rapporti probabilmente mirava ad un avvertimento, una gambizzazione che però – per le ferite riportate da quei colpi, hanno condotto il boss alla morte dopo alcuni giorni di ospedale. Si è appreso questo ed altro dalla conferenza stampa svoltasi a Lecce questa mattina.

Come che sia, la scomparsa di Cesari aveva acceso nel clan la lotta alla successione per gestire in prima persona il traffico di droga di notevoli dimensioni con il relativo mare di soldi. Sorprende per certi versi che la vittima designata di martedì notte, attirata fiori paese per essere liquidata ferocemente per poi essere travolta da un automobilista di passaggio, fosse già stata fatta segno di un altro attentato sconosciuto ai più perché non denunciato. Il 19 luglio Fasano era in macchina con uno degli arrestati, Pietro Bevilacqua; ad un certo punto un’altra auto si era affiancata e da lì erano partiti dei colpi d’arma da fuoco che però non avevano raggiunto i bersagli umani. A chi chiede al 22enne – lo si legge in una intercettazione – se lo hanno fatto apposta per non colpirli o se hanno sbagliato la mira, l’interessato risponde con tono quasi premonitore che secondo lui si sono sbagliati.

Eppure dopo il primo chiaro attacco Fasano non apre bocca, non denuncia, non ne parla; non se ne sa niente; anche il suo compagno presente in macchina tace. All’incontro con la morte, forse sentendosi ormai senza più via di scampo, quasi rassegnato il giovane ci va con l’auto intestata al padre di Bevilacqua. E’ il suo ultimo viaggio, da ragazzo incensurato eppure capitato in un giro molto più grande di lui. Rispecchia questi sentimenti qualche commento di quelli apparsi sulla pagina Facebook di Fasano. “Non credevo fosse possibile arrivare a questo”, confida una ragazza; eppure “Eri proprio tu a chiedere a me, negli ultimi messaggi, come sto…” scrive un’altra giovane donna. E ancora: “Non meritavi di andartene così”. Infine: “Sempre con la mano sulla tua spalla. C’ho provato ma non è bastato”, il messaggio di un uomo. Lui ha lasciato il suo di messaggio postato tempo fa in copertina: “Amo sognare. Almeno lì va tutto come dico io”.

In paese le reazioni sono visibilmente imbarazzate più che altro: facce rassegnate al peggio, persone che si stringono nelle spalle; qualcuno ricorda che fino a pochi mesi fa quel giovane era andato a lavorare in Germania (a Cuxhaven, Bassa Sassonia) e che non sembrava proprio “uno di quelli”. La paura per quel che non si vedeva o che non pareva possibile è palpabile. Ha preso la parola il parroco don Antonio Perrone (di Galatone): “Non credo ci sia molto da dire per non fare retorica, ma molto da riflettere. Non servono parole ma impegno da parte di tutti per mostrare ai giovani che le cose nella vita possono andare diversamente”.

Un altro sacerdote, don Raffaele Bruno di Libera, associazione nazionale antimafia di don Luigi Ciotti, si mostra prostrato: “Un ragazzo di 22 anni, era un ragazzo di 22 anni… possibile che non ci si ponga la domanda su che fare per agganciare Francesco e i ragazzi come lui?Possibile girarsi invece dall’altra parte senza chiedersi che sta succedendo? Serve urgente una operazione culturale, educativa”. In Comune il Sindaco Alessandro Conte (foto; sotto, il Procuratore Leone De Castris) ha chiamato la Prefettura: chiede una riunione specifica del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Lo aveva già fatto dopo il morto di marzo, ma ora torna alla carica: vuole lo Stato accanto alla sua comunità in questo terribile periodo. Anche Conte è convinto che un vero salto culturale per convincere chiunque che il crimine non paga mai. In paese si ricordano le iniziative degli ultimi mesi, con l’Istituto comprensivo, la manifestazione “Sulle note della legalità”, il concerto con la Fanfara della Polizia di Stato.

Cosa accadrà ora? La risposta del comandante dei carabinieri Ma a questo punto i fatti di sangue finiscono qui? La gente se lo chiede, col timore inconfessabile che ce ne saranno altri di scontri davanti ad una torta, quella dello spaccio di droghe, tanto appetitosa quanto ricca di clienti “di ogni età e di ogni classe sociale”, come ha stigmatizzato in una nota il Procuratore della Repubblica Leonardo Leone De Castris. In conferenza stampa si è parlato ovviamente anche dei possibili sviluppi della situazione. Il comandante dei carabinieri di Lecce, Giampaolo Zanchi, ha così risposto: “Il sodalizio con due fazioni all’interno con la voglia di primeggiare è stato disarticolato. Il Sindaco me ne ha parlato ma credo di poter dare un messaggio di ottimismo alla comunità: è stato dato un colpo molto serio all’associazione delinquenziale di questa zona”.

 

 

MELISSANO. Arrestati, nella giornata di oggi, P.B. 28 anni e A.S. 21 anni, entrambi di Melissano. I Carabinieri della stazione di Melissano insieme ai militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano, in esecuzione dell’ ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Lecce, hanno tratto in arresto i due giovani accusati in concorso, di violenza minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. I fatti risalgono al 4 agosto scorso, quando, successivamente al fermo di R.B  23enne di Melissano (fratello di P.B.), i due hanno raggiunto la Stazione dei carabinieri di Melissano, inveendo con frasi minacciose contro uno dei militari che aveva partecipato all’arresto del fratello poche ore prima, fino ad aggredirlo fisicamente. Gli arrestati si trovano ora presso la  Casa Circondariale di Lecce.

Voce al Direttore

by -
Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...