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Il-Comune-di-CasaranoCASARANO. C’è il nuovo Piano di raccolta dei rifiuti da avviare e l’Aro 9 invita i cittadini a dire la loro. “Se vivi o lavori a Casarano, Matino, Miggiano, Montesano, Parabita, Ruffano e Specchia ti invitiamo alla nascita della raccolta differenziata dell’Aro Lecce 9”, si legge nello slogan che accompagna la campagna promozionale promossa dall’Ambito di raccolta ottimale che fa capo a Casarano (presidente il sindaco Gianni Stefàno). Agli utenti si chiede di proporre idee e suggerimenti per i nuovi servizi di raccolta differenziata e di igiene ambientale inviando, entro il 6 ottobre prossimo, una mail all’indirizzo: aro9differenziata@gmail.com. “La sostenibilità delle idee proposte sarà valutata da Vitruvio, società incaricata dall’Aro 9/Le”. Dopo la revoca del precedente Piano d’Ambito (che faceva capo a Parabita, ex Comune capofila), ora occorre procedere in fretta per rispettare la data di scadenza del 4 novembre entro la quale la Legge regionale chiede di avviare le procedure per l’individuazione del nuovo gestore unitario per i sette Comuni.       

 

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comune parabita

PARABITA. In principio fu la Tarsu, oggi è la Tares. A preoccupare i cittadini arriva oggi il nuovo tributo sui rifiuti previsto dal decreto “Salva-Italia” del 2011. Un’imposta ancora in via di definizione, che ha già fatto registrare in città non pochi malumori, finendo per avvelenare anche l’ultimo Consiglio comunale.

Oltre ad assicurare il costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, la Tares dovrà finanziare anche i “servizi indivisibili” erogati dal Comune alla collettività, come l’illuminazione pubblica, i servizi di polizia locale, la manutenzione del verde e delle strade. Il timore diffuso è che più servizi significhi anche più aumenti. Le prime agitazioni sono partite proprio dai commercianti parabitani.

Per loro, in base alle prime proiezioni di Confcommercio, si determinerà un rincaro del 290% rispetto alla Tarsu del 2012, con punte del 400% per ristoranti, bar e pizzerie e addirittura del 600% per fruttivendoli. Rincari in arrivo, poi, anche per i privati, con un + 0,30 euro a metro quadro. Principio guida del nuovo tributo sarà “chi più inquina più paga”. Così, se per le prime rate di agosto e settembre cambierà poco rispetto allo scorso anno, (il loro importo sarà calcolato mantenendo in vigore i parametri precedenti), è con il conguaglio di novembre che si attende la vera e propria stangata.

Mentre si è in attesa del regolamento comunale che stabilirà le tariffe e modalità di pagamento, la sezione locale del “Movimento difesa del cittadino” è già scesa in campo in rappresentanza di alcuni esercenti che hanno chiesto a gran voce un incontro propositivo con l’Amministrazione.

Sollecitazioni in merito giungono anche dalle opposizioni consiliari. «Se il Consiglio comunale si fosse mosso prima si sarebbero potute approvare delle agevolazioni sulla tariffa a favore delle categorie maggiormente colpite dai rincari», accusa il consigliere Stefano Prete (Bene comune).

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Casarano. Nessuna “valutazione di impatto ambientale” per l’impianto di compostaggio che la Geco ambiente srl  ha chiesto di realizzare nella zona industriale di Casarano. A deciderlo è stato l’Ufficio ambiente della Provincia che, nei giorni scorsi, ha dato il via libera alla realizzazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti, a patto, però, che vengano seguite alcune direttive dettate dagli stessi tecnici provinciali.

La struttura sorgerà su una superficie di 15mila metri quadrati (oggi olivetata) formata da sei particelle catastali già di proprietà della Geco e potrà trattare annualmente 15mila e 500 tonnellate di rifiuti organici.

Dalla Provincia si esclude che l’impianto possa avere un impatto ambientale tale da dover essere assoggettato ad apposita valutazione (la cosiddetta “Via”). Non ci dovrebbe essere, dunque, alcun problema legato alla presenza di cattivi odori che, in genere, accompagnano impianti di questo tipo. I rifiuti, infatti, non saranno smossi, evitando così di diffondere esalazioni nauseabonde. Né ci saranno, secondo la Provincia, problemi di natura acustica, a causa della lontananza dell’impianto dal centro abitato.

La Geco Ambiente, però, dovrà rispettare una “dettagliata” serie di prescrizioni. Come si legge nella relazione redatta dai tecnici della Provincia, l’azienda dovrà “adottare tutte le precauzioni necessarie ad evitare l’inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee; prevedere periodiche bagnature delle aree di cantiere e degli eventuali stoccaggi di materiali inerti polverulenti per evitare il sollevamento di polveri; recintare il cantiere con barriere antipolvere”.

Particolare attenzione dovrà essere posta nei riguardi degli ulivi presenti nella zona, che dovranno essere numerati, espiantati e spostati in un’altra area, sotto la supervisione di un tecnico agronomo che dovrà a sua volta redigere una relazione sulle operazioni effettuate e sulla riallocazione dei diversi alberi. Una volta a regime, il nuovo impianto permetterà di ricavare compost organico da utilizzare, soprattutto, quale fertilizzante naturale in agricoltura. Al contrario di altri nuovi impianti industriali la cui ipotesi di realizzazione ha finito per provocare, nel recente passato, non poche polemiche in città, sul progetto in questione non si è registrata, finora, alcuna critica.                           

AN

 

Rifiuti in via Salento

Gallipoli. In Comune, a partire dal 30 luglio scorso, è stato attivato un info point per i rifiuti. Ma a rimanere chiuso alla data annunciata di apertura, è stato invece l’ecocentro di via Pasolini, mentre una catasta sempre più tracimante di ingombranti e materiale di risulta continuava a bussare, inesorabilmente, dinnanzi all’ingresso della piattaforma di conferimento e stoccaggio. Immagini di una città alla ricerca costante di una maggiore  efficienza in materia di raccolta dell’immondizia e di igiene pubblica.

In attesa dell’apertura dell’Ecocentro, di competenza dell’Autorità d’ambito Ato 2, ci ha dovuto pensare il Comune a bonificare l’area e ad accelerare l’attivazione della struttura, per la quale dovrebbe davvero essere una questione di giorni.   E per il quale è stato da tempo messo in piedi l’apposito regolamento per il corretto conferimento. Si vedrà nei prossimi giorni, mentre prosegue di buona lena il lavoro di uomini e mezzi della ditta Seta per ripulire la città nell’ambito delle previsioni del servizio integrativo del Piano Estate 2012 e sotto l’occhio vigile del responsabile cantiere Antonio Caiffa e soprattutto del “controllore” incaricato dal Comune, l’ingegnere Davide Di Girolamo.

Rampa San Francesco

Il controllore designato è stato l’artefice dell’attivazione dello sportello per le segnalazioni sul servizio di igiene urbana, e che ha il compito di raccordarsi con Comune e ditta Seta Eu per le verifiche sul rispetto del capitolato integrativo d’appalto. Per sapere le prime risultanze bisognerà però attendere ancora qualche giorno, anche se i controlli sono già stati avviati. Servizio che prevede tra l’altro di convenzionare il Comune di Gallipoli con il portale decorourbano.org al fine di rendere più trasparente l’attività di verifica del territorio.

Il tutto mentre in Comune si lavora, anche se ancora a piccoli passi, alla predisposizione del tavolo tecnico bipartisan tra maggioranza e opposizione per mettere a punto il nuovo appalto del servizio di igiene urbana. Così come è attivo, come detto, presso la sede di via Pavia lo sportello di raccolta delle segnalazioni ed esigenze relative al servizio di igiene urbana ed al “Piano Estate”. Lo sportello è aperto al pubblico nei giorni di lunedì, mercoledi e venerdì dalle ore 10 alle ore 12. A breve, inoltre, sarà possibile inviare le segnalazioni anche per il tramite il sito web del Comune.

Intanto fioccano in redazione le segnalazioni e gli appunti: come mai per il ponte di fine aprile-primo maggio erano stati messi nei tratti di spiagge libere grandi bidoni su ruote e in piena stagione sono scomparsi? E perchè i cassonetti, già stracolmi la sera, vengono svuotati non prima di mezzogiorno in alcune  zone della città?

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La sede del Comune di Parabita (foto di Emiliano Picciolo)

Parabita.È scaduto il 30 marzo il bando per riaffidare il servizio di raccolta e smimento dei rifiuti solidi cittadini di Parabita. Dopo una specie di braccio di ferro, l’amministrazione comunale guidata da Alfredo cacciapaglia l’ha spuntata sulle resistenze dell’Ato 3 (Ambito territoriale ottimale del Sud Salento) ed ha avviato la gara, riuscendo ad ottenere dall’Ato di competenza il “via libera” per soli due anni (aveva chiesto l’autorizzazione per un arco di tempo maggiore e più congruo).

Il   “quadro di riferimento instabile”, richiamato dall’autorità del bacino di cui fa parte Parabita, ha aperto solo questa strada alla volontà dell’ente comunale parabitano di migliorare, con un nuovo affidamento, il servizio. L’obiettivo potrà essere raggiunto con un appalto di soli due anni? Quali investimenti possono essere chiesti alla ditta appaltatrice per un lasso di tempo così ridotto?

Infatti, a Palazzo di città non si nascondono il peso di questo limite imposto dall’Ato 3, nonostante la Regione abbia autorizzato gruppi di Comuni a procedere verso l’appalto autonomo per l’assegnazione del servizio di igiene ambientale e nonostante che gli stessi Ato – per legge regionale – sono stati ridotti da 15 a 6, uno per provincia (si è in attesa del regolamento per avviare la riforma).

Per tutto ciò il bando pubblicato sui giornali, a frima del responsabile del procedimento dottor Pino Petruzzi,  non prevede molte modifiche rispetto al servizio attuale. Vi si parla comunque dell’estenzione del servizio “porta a porta” anche nelle contrade, mentre i ricavi della differenziata (obiettivo 25%, situazione attuale 15%) eccedenti quella soglia da raggiungere saranno di competenza della ditta appaltatrice, con ciò – si spera – stimolata a fare del suo meglio per far crescere questo tipo di raccolta.

Va infine detto che la differenziata nelle periferie e nelle campagne era già stata avviata in forma sperimentale alla fine dello scorso anno. Si vede che i risultati sono stati incoraggianti.

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“Gettare un rifiuto fuori posto è inquinare la casa di tutti. Quindi non sporcare è più facile che pulire...”: è la campagna lanciata con avvisi vicino ai cassonetti dell’associazione Conca d’oro nella zona di Lido san Giovanni

Gallipoli. Il piano rifiuti – un progetto particolare messo in piedi dall’amministrazione comunale poi decaduta a fine giugno – è finalmente partito ed ora funziona praticamente a pieno regime.

Obiettivo è fronteggiare in estate la grande mole di scarti prodotti da una città che improvvisamente diventa di oltre 100mila persone, sfiorando anche le 150mila presenze. Con un mese di ritardo sulla originaria tabella di marcia, dal 15 luglio scorso si fa sul serio. E con un controllore “in rosa” che almeno quattro volte a settimana verificherà sul campo il corretto espletamento dell’appalto.

Il piano estivo ha avoto il “via libera “ dal commissario straordinario Biagio De Girolamo, con una deliberazione, e con le relative disposizioni dirigenziali. Lo schema operativo è stato redatto di concerto tra Comune, la società Seta-Cogei e Facoltà di Economia dell’Università di Lecce, in base ad una ricerca finalizzata ad individuare, sperimentare ed attuare soluzioni organizzative che possano migliorare i risultati dei processi legati al servizio di raccolta rifiuti, soprattutto nei momenti di maggiore criticità, Il tutto posto che nel periodo estivo la produzione di rifiuti nel territorio gallipolino supera decisamente le potenzialità strutturali della Cogei-Seta Eu spa (l’esorbitante incremento di presenze, specie in agosto, non era prevedibile al momento di definizione del bando di gara e di aggiudicazione dell’appalto).

In concreto, sino al 31 agosto prossimo, il potenziamento del servizio di raccolta rifiuti e igiene ambientale prevede, rispetto al capitolato ordinario, la dislocazione di circa 300 nuovi cassonetti aggiuntivi, un aumento del numero di autocompattatori con relativo personale di raccolta per il periodo estivo, ed un potenziamento della pulizia spiagge con aumento del numero di operatori con sei unità full time richieste dal Comune in tale direzione. E dopo gli incontri tecnici in Comune tra i responsabili della Seta-Cogei e i dirigenti comunali si è proceduto anche a calibrare il nuovo contratto aggiuntivo all’appalto originario che prevede una spesa complessiva e integrativa di 224 mila euro, con l’obbligo del lavaggio cassonetti una volta a settimana e l’impiego delle sei unità full time per la pulizia spiagge e scogliere.

Con il via libera al piano anti-emergenza è partito anche il giro di vite per il controllo capillare del servizio stagionale. Mentre il potenziamento dei vigili urbani consente una verifica sulla differenziata, il Comune ha dato incarico all’architetto Simonetta Previtero di effettuare (di concerto con la Seta e avvalendosi anche di specifici collaboratori) i controlli settimanali sul corretto svolgimento del servizio estivo per la raccolta rifiuti e l’igiene ambientale.

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...