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piano di zona gallipoli

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i ragazzi del Centro diurno “Alberto Tuma” di Felline

GALLIPOLI. Dal Ministero dell’Interno fino alla Caritas parrocchiale e alla piccola associazione di paese: il Piano di zona dell’Ambito  di Gallipoli, riguardante anche Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano e Tuglie, per un totale di 75.750 abitanti su di una superficie pari a174 chilometri quadrati, è il frutto finale di un percorso iniziato per tutti a Roma lo scorso 14 giugno, quando al Ministero sono state definite le linee guida degli interventi locali, e approdato in Regione Puglia a Bari, quando sono arrivati i primi tre piani sfornati da altrettanti distretti sociosanitari. Tra questi tre – quasi a cancellare per sempre l’onta del primo triennio chiuso con 6 milioni di somme non utilizzate (si veda Piazzasalento degli inizi di ottobre 2011) c’è Gallipoli, mentre per tutti gli altri la Regione ha dovuto inviare l’ennesino sollecito con la minaccia di commissariamento. Compreso quello di Casarano.

Nel mezzo ci sono decine e decine di riunioni ed incontri tra amministratori e responsabili comunali e provinciali, sindacati, centri per l’impiego, dirigenti dei diversi servizi dell’Asl, tirocinanti e volontarie, Università del Salento, una miriade di gruppi e associazioni, cooperative e società private. Al tavolo di concertazione si sono contati 38 soggetti abilitati. Un immenso lavoro di sintesi per evitare duplicati di interventi o spazi di bisogno lasciati vuoti. Non a caso la responsabile dell’Ufficio del Piano di Gallipoli, Maria Caiffa, dedica quasi tre delle 141 pagine complessive a ringraziarli e citarli tutti quanti, compresi gli storici Angelo Palmisano e Enzo Manco, dipendenti dei Comuni di Tuglie e Alliste.

Qui, in questa consistente parte dell’arco jonico, si può già partire. A disposizione delle otto comunità ci sono 7.436.676,86 euro, di cui 3.232.564,27 euro di residui. Su quest’ultimo dato è giunta una polemica accusa da parte della Cgil: al sindacato sono sembrati troppi quei tre milioni ancora non utilizzati per far fronte a crescenti bisogni sociali. Ma va precisato che l’arretrato riviene dal primo triennio 2010-12 e che in grandissima parte risulta impegnato nei bandi per l’assistenza domiciliare, l’assistenza domiciliare integrata, l’integrazione scolastica, lo sportello immigrazione; da ultimo, nel bando per l’assunzione per due anni di otto laureati in Scienze sociali ed un coordinatore.

La coesione sociale è l’obiettivo strategico: «Diamo un volto più umano a questo strumento, che non sia solo una sterile elencazione di desideri e numeri, ma che veramente possa essere scritto che da oggi nel nostro territorio nessuno sarà escluso», ha scritto nell’introduzione al Piano il sindaco gallipolino Francesco Errico. Se la novità a ciò collegata è il Pac (piano d’azione per la coesione),  un’altra essenziale novità è lo Sportello del segretariato sociale (insieme alla Porta unica di accesso e al servizio sociale professionale): ce ne sarà uno a Gallipoli, ovviamente, ed uno per ogni Comune del distretto. Fare e far sapere sembra essere la scommesssa: infatti, può risultare drammaticamente inutile mettere a disposizione dei bisogni più acuti strumenti che poi nessuno o pochissimi conoscono.

Si consolideranno i servizi attivati nei due precedenti trienni (compresa l’annualità di proroga del 2013) e si focalizzano le aree popolate da bimbi e vecchietti, senza quindi tralasciare famiglie e contrasto alla violenza, disabili, povertà emergenti, devianze, salute mentale e tossicodipendenze.

Voce al Direttore

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