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Piano di riordino ospedaliero

Maglie Melpignano – L’orientamento resta quello di sei anni fa, nonostante polemiche e tensioni e uno studio fatto rifare dal presidente Emiliano e concluso con le stesse indicazioni del precedente. La collocazione pure, quasi un prolungamento della zona artigianale di Maglie che ha il grande vantaggio di essere già infrastrutturata di tutto punto (solo per infrastrutture l’ospedale da costruire tra Monopoli e Fasano assorbirà 30 milioni dal bilancio della Regione). Anche l’obiettivo resta quello indicato dall’allora assessore alla Sanità Ettore Attolini (Giunta Vendola), quello di un ospedale per il Sud Salento adriatico di primo livello, in pratica l’alter ego di Gallipoli per la fascia jonica.

Il grande progetto comincia a camminare Di nuovo oggi c’è che la direzione generale dell’Asl ha firmato e consegnato in Regione lo studio di prefattibilità, in pratica l’analisi e valutazione delle caratteristiche, dei costi e dei possibili risultati sulla base di una preliminare idea di massima. “E’ il primo importante passo” annuncia col suo ufficio stampa l’Asl di Lecce e poiché “”ogni grande marcia comincia con un passo”, l’ospedale nell’area tra Maglie e Melpigiano questo passo l’ha finalmente compiuto. Beninteso, non si tratta di qualcosa che sta dietro l’angolo, neanche adesso che ha cominciato a camminare. Il cronoprogramma scandisce un susseguirsi di mesi lunghissimo, in tutto 89; in anni, ce ne vorranno sette e cinque mesi, compresi i 40 mesi per la consegna del cantiere e i lavori veri e propri in un’area di 120mila metri quadri.

 I dettagli del nuovo nosocomio Il progetto elaborato dall’ingegnere Antonio Leo e firmato dal dg Ottavio Narracci, prevede 350 posti letto, di cui 317 per acuti e i restanti dedicati a Day Hospital/Day Surgery, distribuiti su tre piani oltre il seminterrato, per una superficie coperta di circa 44mila metri quadri, 201 stanze di degenza (con uno o due posti e bagno interno), un’area a parcheggio da circa 1200 posti auto. In coerenza con il Piano di riordino della rete ospedaliera, il nuovo ospedale disporrà di tutti i reparti previsti per un nosocomio di primo livello, come quello di Gallipoli; avrà un gruppo operatorio dotato di sei sale chirurgiche e tre sale parto/travaglio. Saranno presenti o disponibili in rete 24 ore su 24 i servizi di Radiologia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale. Per le patologie complesse (traumi, cardiovascolari, ictus) saranno previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso il Centro di II livello. La struttura sarà anche dotata di letti di “Osservazione Breve Intensiva” e di letti per la Terapia Subintensiva (anche a carattere multidisciplinare).

Una megastruttura per un bacino di 209mila abitanti L’ospedale che verrà riguarda un territorio comprendente 43 Comuni e un bacino d’utenza di 209mila abitanti, connesso con le altre strutture ospedaliere presenti a breve distanza (i Presidi di Scorrano e Galatina) e con i quattro distretti socio sanitari di riferimento, Poggiardo, Maglie, Martano e Galatina. La scelta del sito ha considerato tutto questo, prima di respingere le proposte per il nuovo insediamento provenienti da Maglie stessa, Muro Lecce, Scorrano, Poggiardo, Palmariggi. L’individuazione ufficiale è avvenuta durante la riunione della conferenza dei servizi tenutasi il 28 marzo scorso presso il Dipartimento regionale Promozione della Salute, che aveva ricevuto l’input dal presidente del governo regionale di attivare le procedure amministrative nello scorso dicembre.
Perché conviene costruire piuttosto che ristrutturare ospedali esistenti Fa parte dello studio di prefattibilità anche il conto economico, ovviamente, e le giustificazioni per cui – nonostante immobili esistenti e funzionanti – l’analisi puntuale dei costi e dei benefici indica altre strade. Memorie di precedenti polemiche e scontri anche furibondi tra Sindaci – Toma e Stomeo – e Regione), l’Asl mette le mani avanti, “a partire dalla considerazione che gli edifici ospedalieri esistenti sono obsoleti e non a norma dal punto di vista strutturale e impiantistico, per cui qualunque intervento di manutenzione e di adeguamento alle nuove normative vigenti comporterebbe un elevato costo, senza un reale giovamento in termini organizzativi e di efficienza”. Per fare un esempio pratico: l’adeguamento degli Ospedali di Scorrano (207 posti letto) e di Galatina (143), di cui pure qualche consigliere regionale si è fatto promotore fino a pochissimo tempo fa, per le norme di prevenzione antincendio costerebbe 12,6 milioni; altri 50 milioni circa servirebbero per l’adeguamento strutturale alle norme antisismiche; infine sono stimati altri 10 milioni per i costi indiretti necessari allo svuotamento e trasferimento prima e dopo gli interventi di adeguamento. In totale, se ne andrebbero 76,2 milioni di euro per mettere a norma vecchie strutture ospedaliere; con 142 il territorio ne avrà una d’avanguardia, fornita persino di una linea ferroviaria che attraversa la zona.

ospedale-nardO-51Nardò. “Sostituire la frase ‘Nuovo ospedale del Sud Salento, tra Maglie e Melpignano, con conseguente disattivazione degli attuali stabilimenti di Scorrano, Galatina, Copertino’ con la seguente ‘Nuovo ospedale del Salento in un’area baricentrica tra Nardò, Copertino e Galatina con conseguente disattivazione degli attuali stabilimenti di Copertino e Galatina’”: questo l’emendamento al piano di riordino ospedaliero presentato dal consigliere regionale pd Ernesto Abaterusso. “Non si tratta di una rivendicazione campanilistica”, mette le mani avanti il consigliere di Patù. E subito spiega che “il Salento ha già contribuito in modo decisivo all’attuazione del piano di rientro varato dal governo Vendola: sei ospedali chiusi (Nardò, Maglie, Campi, Poggiardo, San Cesario e Gagliano) e circa 350 posti letto in meno”. Per Abaterusso adesso è il momento di “un balzo in avanti nella consapevolezza che bisogna utilizzare al meglio le poche risorse disponibili”. Quattro le motivazioni di fondo che il consigliere giudica “limpide”: il nuovo ospedale servirebbe un’area densamente popolata; chiuderebbero due ospedali che “manifestano da tempo problemi strutturali legati alla vetustà degli edifici e delle tecnologie”; si coprirebbero zone – come Porto Cesareo, le marine di Nardò, i cui collegamenti con Gallipoli “sono alquanto difficoltosi” – che il piano di riordino lascia scoperte; le funzioni di Scorrano potrebbero ulteriormente essere rafforzate.

L’inversione chiesta da Abaterusso non sembra da poco: il nuovo ospedale Maglie-Melpignano è nei programmi della Regione da diversi anni; sono stati fatti sopralluoghi e elaborati tecnici nel 2012 per individuare la zona, 12 ettari fra la Maglie-Gallipoli e la 275 Maglie-Leuca; le conferenze dei servizi finalizzate alla realizzazione del grande nosocomio sono proseguite normalmente (l’ultima è del 22 dicembre scorso) con variante urbanistica. E quando da Bari, in sede di piano di riordino, sono emerse titubanze e incertezze su questo traguardo, i Sindaci di Melpignano e Maglie sono subito insorti. A loro ha replicato il direttore del Dipartimento promozione della salute, Giovanni Gorgoni: “Da qui a un mese – ha dichiarato Gorgoni lo scorso febbraio – saranno attivate le procedure per chiedere i finanziamenti al Ministero; parallelamente si avvierà una procedura di manifestazione d’interesse rivolta ai Comuni di Maglie e Melpignano per l’individuazione di aree idonee, che non potrà costituire presupposto per alcuna variante agli strumenti di pianificazione urbanistica”. Insomma, l’intenzione resterebbe quella per Maglie-Melpignano ma si ricomincia da capo. In questo contesto s’inserisce l’emendamento Abaterusso. Si vedrà cosa ne pensano Giunta e Consiglio regionale.

comitato pro ferrari protesta a tuglie  2CASARANO. Fronte comune contro la scelta della Regione di declassare il nosocomio casaranese a livello di ospedale di base. Sono diverse le iniziative registrate negli ultimi giorni e altre ancora sono programmate, come l’incontro pubblico dal titolo “Riflessioni sul piano di riordino ospedaliero” con l’europarlamentare Elena Gentile. L’appuntamento è fissato per il primo aprile, alle 18.30, nel teatro della parrocchia “Cuore Immacolato di Maria”, nel quartiere Botte. Nei giorni scorsi il comitato civico “Pro Ferrari” ha pure esposto uno striscione di contestazione (nella foto) a Tuglie, nel corso di un incontro nel quale avrebbe dovuto partecipare il presidente della Regione Michele Emiliano, e a Casarano, durante un evento pubblico alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale al lavoro Sebastiano Leo e del viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova.

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incontro asl sindaco mammografo

Incontro tra il Comune di Nardò, col Sindaco Marcello Risi, e il direttore del distretto sociosanitario Umberto Caracciolo

“Con lo stesso provvedimento parte ufficialmente anche il lavoro di riassetto della rete di assistenza territoriale, per la quale il governo regionale ha stanziato 400 milioni di euro del Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale, ndr) destinati prioritariamente a rifunzionalizzare e potenziare gli ospedali oggetto di riconversione”: è un passaggio della nota della Regione Puglia, apena approvato il Piano di riordino ospedaliero. E davanti a quella cifra stanziata il pensiero va al poliambulatorio di terzo livello nell’ex ospedale “San Giuseppe-Sambiasi” di Nardò da completare. Durante un recente incontro tra il Sindaco Marcello Risi, il direttore del distretto Umberto Caracciolo e la commissaria dell’Asl Lecce, Silvana Melli ed alcuni medici, era stata anticipata la notizia di un consistente finanziamento in apparecchiature e servizi per un importo totale di sei milioni.
Quattro milioni e mezzo saranno impegnati nell’ex ospedale per il potenziamento della dialisi ( i “posti rene”); la realizzazione della Rsa (Residenza sanitaria assistita con 20 posti letto); la degenza territoriale per adulti (10 posti letto); l’incremento del servizio di diagnostica ambulatoriale; il potenziamento tecnologico e strumentale del day service chirurgico. Un altro milione e mezzo è destinato alla sede dell’ex Inam di viale XXV Luglio per la creazione di un Centro polifunzionale specialistico. S’intende superato il braccio di ferro tra la dirigenza del’Asl e l’Amministrazione comunale con a fianco il Distretto sociosanitario circa il mammografo: lo strumento faceva parte degli accordi alla base della riconversione del nosocomiuo cittadino ma, una volta montato dopo tanta attesa, sembrava in procinto di essere rimesso negli imballaggi e spedito al “Fazzi” di Lecce. Lo strumento è rimasto lì ed anzi intorno ad esso crescerà il polo senologico per un bacino di utenza di 400mila persone.

Contro un presidio “prestazionificio” e per un poliambulatorio di terzo livello si è schierato nei giorni scorsi il consigliere regionale neretino Cristian Casili (M5S). «Oltre al mammografo, occorre adesso attivare i Day service perchè, oltre a garantire la presa in carico globale del paziente, gli offrono un percorso organizzato di visite programmate, senza liste di attesa», ha affermato Casili. Il consigliere critica poi il fatto che “per diversi anni non siano stati impiegati quattro cardiologi in servizi ad elevato impatto sanitario e sociale, quali il Day service per il diabete e lo scompenso cardiaco».

Ospedale di casaranoCASARANO. In attesa della presentazione del nuovo Piano di riordino ospedaliero da parte della Regione (prevista per il 29 febbraio), Casarano e i comuni circostanti si mobilitano in difesa dell’ospedale “Ferrari”. All’incontro pubblico programmato presso l’aula consiliare del Comune per giovedì 18 febbraio sono stati invitati il commissario straordinario della Asl di Lecce, Silvana Melli, nonché tutti gli assessori e i consiglieri regionali. Una nota in merito è stata inviata dal sindaco Gianni Stefàno al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ed al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Contro le ipotesi di ridimensionamento si sono schierati i sindaci dei Comuni di Acquarica del Capo, Alliste, Collepassso, Matino, Melissano, Presicce, Ruffano, Supersano, Taurisano, Parabita, Taviano e Ugento.

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