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Pescoluse di Salve

Pescoluse (Salve) – Dopo la schiusa delle uova di tartaruga Caretta Caretta rinvenute a Torre Lapillo di Porto Cesareo, e quelle che hanno già preso il mare dai lidi di Gallipoli, stanotte (10 settembre)  è stata la volta delle tartarughine “salvesi”. Ha tra l’altro fatto il giro del web l’emozionante video, che ritraeva le tartarughe Caretta Caretta sulla spiaggia di Pescoluse al momento della schiusa. Sono stati 51 i piccoli; sono stati pesati e misurati prima di essere lasciati liberi di cominciare la loro vita. 

Così i 51 esemplari di una specie protetta hanno potuto raggiungere il mare strisciando sulla sabbia con le loro piccole pinne, guidati dal punto più illuminato dell’orizzonte e dalla pendenza della spiaggia. Il tutto è avvenuto sotto le torce degli esperti del Centro recupero tartatughe marine (Crtm) del Museo civico di Storia naturale di Calimera. Gli esperti del Centro si sono occupato di proteggere e tutelate le uova dal momento in cui sono state scoperte (29 giugno scorso), monitorandole fino al momento della loro schiusa.

Sembra essere una stagione da primato quella dell’estate 2018. Ma cosa rende le coste salentine tanto appetibili a questi animali marini? Le Caretta Caretta sono tartarughe presenti pressocché in tutto il Mediterraneo, ma non nidificano negli stessi mari in cui vivono. Hanno quindi un habitat sulla terraferma in zona costiera dove avviene la deposizione delle uova e lo sviluppo embrionale. Poi nel nuovo habitat, cioè il mare, dopo 24 ore di nuoto attivo raggiungono il mare aperto. Passate le 24 ore – durante le quali le tartarughine devono sfuggire agli attacchi dei predatori – si muovono passivamente, lasciandosi trasportare da venti e correnti. Abiteranno da predatori a loro volta nelle acque oceaniche per un periodo dai 7 agli 11 anni, per poi transitare indifferentemente dalle acque costiere a quelle oceaniche.

Dopo l’accoppiamento le femmine scelgono le aree di nidificazione, sulla base – si pensa – di un presunto istinto che le riporterà verso le stesse zone costiere che le hanno dato i natali, garanzia di basso grado di antropizzazione subito dalle coste e quindi basso inquinamento e basso impatto con imbarcazioni. Un riconoscimento sul versante ambientale ritenuto di incommensurabile valore. 

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