Home Tags Posts tagged with "pesca di frodo"

pesca di frodo

Porto Cesareo – È stato arrestato dai carabinieri il 45enne di Porto Cesareo Luigi Ferrari. Resistenza a pubblico ufficiale e minaccia i reati che gli sono stati ascritti. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, dopo essere stato sorpreso nello svolgere pesca di frodo a bordo del proprio natante dalla Capitaneria di Porto di Gallipoli all’interno dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, a Sant’isidoro, ha opposto resistenza minacciando i militari intervenuti. Dopo la notifica dell’arresto, Ferrari è stato condotto alla propria abitazione e posto al regime dei domiciliari.

TORRE SQUILLACE (Nardò) – Le belle giornate d’autunno continuano ad incentivare le uscite per la pesca, anche quella di frodo. Venerdì 3 novembre tre pescatori sono stati denunciati perché sorpresi all’interno dell’Area marina protetta di Porto Cesareo. Avevano da poco attraccato il natante utilizzato per la battuta di pesca nel porticciolo di Torre Squillace, nel comune di Nardò, e stavano per sistemare le attrezzature quando somno stato bloccati dai militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale della Guardia costiera di Gallipoli insieme ai carabinieri del Comando di Porto Cesareo. Vano il tentativo dei tre, già noti alle forze dell’ordine, di sfuggire alle forze dell’ordine: quando sono stati fermati avevano con se già 12 chilogrammi di prodotti ittici, pescati nell’area di riserva integrale, tra “limoni di mare”e ostriche imperiali. Il pescato, una volta ispezionato dal veterinario intervenuto sul posto, è stato rigettato in mare ancora vivo. La Guardia costiera, per scoraggiare altri pescatori di frodo, preannuncia nuovi controlli per le prossime settimane.

GALLIPOLI  – Reti da pesca sotto sequestro in due distinte operazioni messe in atto dalla Capitaneria di porto di Gallipoli. A Torre Lapillo, nel comune di Porto Cesareo, all’interno della Zona C dell’Area marina protetta, i militari sono intervenuti da terra e, con un battello pneumatico, anche via mare per sorprendere un pescatore non professionista all’opera con una “rete da posta” non consentita lunga circa 400 metri. L’attrezzo è stato posto sotto sequestro ed al trasgressore è stata comminata una sanzione da mille euro.

Altro intervento nello specchia d’acqua antistante un cantiere nautico di Gallipoli, zona interdetta a qualsiasi tipologia di pesca, dove dei pescatori professionisti avevano calato in acqua una rete da posta lunga 150 metri. Al comandante dell’unità è stata comminata una sanzione d 4mila euro (con decurtazione di sette punti) con il sequestro dell’attrezzo utilizzato e del prodotto ittico che, dopo essere stato verificato dal personale medico veterinario dell’Asl di Gallipoli sotto il profilo della sicurezza alimentare, è stato donato ad una mensa locale per le persone bisognose.

by -
0 767

PORTO CESAREO. Ennesimo caso di pesca di frodo nell’Area marina protetta di Porto Cesareo. All’alba di giovedì 31 agosto i militari della sezione operativa navale della Guardia di Finanza Gallipoli hanno colto in flagranza di reato, due pescatori intenti a pescare ricci di mare. Fondamentale, ancora una volta, il sistema di videosorveglianza in dotazione dell’Area protetta (denominato “Torri Costiere vedette della legalità”), grazie al quale i militari hanno potuto monitorare nel dettaglio i movimenti dei due bracconieri ed intervenire al momento opportuno rendendo vani i goffi tentativi due subacquei di liberarsi del pescato poiché i militari, tuffandosi sul posto, hanno recuperato i ricci. Per i due subacquei sono scattate le denuncie ed il sequestrato di attrezzatura, pescato ed imbarcazione. I responsabili dell’Area marina protetta sottolineano come “la crescente richiesta di questo echinoderma nella moda alimentare locale sta creando un impatto negativo sugli stock naturali”, facendo leva sull’azione delle forze di polizia operanti sul territorio quale “al momento, unica azione di difesa”.

PORTO CESAREO. Pescano ricci in area protetta e scatta il sequestro per i 400 esemplari tirati su, per l’imbarcazione utilizzata e per l’intera attrezzatura. Ad agire, nelle ultime ore, nei pressi di Punta Prosciutto  sono stati i militari della Guardia costiera di Porto Cesareo nell’ambito dell’attività di controllo alla filiera della pesca. Avvalendosi del sistema di videosorveglianza dell’Area marina protetta, insieme ai carabinieri della locale Stazione, è stato possibile individuare un pescatore subacqueo che insieme ad un assistente effettuava la raccolta di ricci in zona C di riserva integrale. I due avevano già pescato circa 400 esemplari di ricci violando sia le norme previste dalla legge quadro sulle aree marine protette nonché il quantitativo massimo di esemplari consentito (pari a 50 al giorno per pescatore sportivo). Il prodotto ittico, rinvenuto in stato vitale,. È stato rigettato in mare dal personale veterinario della Asl di Copertino mentre l’intera attrezzatura, consistente in una bombola , un erogatore, una muta ed un paio di pinne è stato posto sotto sequestro insieme all’imbarcazione da diporto utilizzata per giungere sul posto. I responsabili sono stati deferiti in concorso di reato all’Autorità giudiziaria ed agli stessi sono stati elevati due verbali per un totale di 8.000 euro.

by -
0 859

PORTO CESAREO. Azione di contrasto alla pesca di frodo quella condotta alle prime luci dell’alba dalle forze dell’ordine all’interno dell’Area marina protetta di Porto Cesareo. Ben sette sono state le persone denunciate perché, all’interno di una riserva dello Stato, stavano pescando con autorespiratori. Al termine dell’operazione di polizia marittima sono stati sequestrati due natanti impiegati come appoggio per la pesca subacquea e si è provveduto al sequestro di tutta l’attrezzatura impiegata per la pesca. I pescatori di frodo alla vista degli uomini della Guardia di finanza hanno gettato a mare tutto il pescato ma i membri del Nucleo sommozzatori di Taranto si sono immediatamente tuffati in mare per cogliere in flagranza di reato i bracconieri. In azione congiunta hanno operato il Reparto operativo della Guardia di finanza di Bari, il Nucleo sommozzatori di Taranto, dipendente dalla Stazione navale di Bari, la Sezione operativa navale di Gallipoli con il supporto speciale ed altamente tecnologico del sistema di videosorveglianza dell’Area marina protetta Porto Cesareo denominato “Torri vedette della legalità”. La Guardia di finanza, già nelle prime ore, era posizionata, con mezzi navali e pattuglie a terra, sul luogo dove sono stati contestati i reati ambientali  mentre altri militari hanno guidato l’operazione grazie al prezioso supporto del sistema tecnologico di videosorveglianza a distanza in dotazione presso il Consorzio di gestione dell’Area marina protetta.  .

sequestro ricciNARDÒ. La lotta della Guardia costiera nella repressione degli illeciti perpetrati lungo la filiera ittica continua a produrre i suoi risultati. Negli ultimi giorni, i militari hanno elevato un verbale da 10mila euro a carico di un ristorante di Lecce presso cui venivano somministrati ai clienti molluschi e crostacei in assenza del riconoscimento comunitario noto come “pacchetto igiene”. In aggiunta alla sanzione amministrativa i militari, congiuntamente al medico veterinario dell’Asl chiamato ad intervenire sul posto, hanno proceduto a sequestrare i circa 20 chilogrammi di prodotti ittici detenuti in stato vitale nelle vasche d’acqua situate nel locale commerciale. Quest’oggi, invece, alle prime luci dell’alba, dopo un’attenta attività di sorveglianza dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, i militari della Guardia costiera di Gallipoli e di Porto Cesareo, con l’ausilio dei carabinieri della locale Stazione e del personale del Consorzio di gestione dell’area marina protetta, hanno colto in flagranza tre pescatori di frodo del tarantino che in zona C (di riserva generale) avevano già raccolto circa 4.000 ricci di mare (rigettati in mare dopo il sequestro in quanto riconosciuti ancora in stato vitale). I trasgressori sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per aver raccolto, in concorso di reato, specie ittiche in area sottoposta a tutela ambientale.

by -
0 1104

PORTO CESAREO. Nuova operazione contro la pesca di frodo portata a termine ieri mattina dai militari della Capitaneria di Porto di Torre Cesarea nell’area marina di Porto Cesareo. Pregiato il bottino dei subacquei professionisti finiti nel mirino della Guardia costiera, trattandosi di corallo rosso, noto al mondo scientifico con il nome di ‘Corallium Rubrum’, una specie che vive in profondità. I pescatori avevano scelto da tempo la darsena di Torre Lapillo nella zona nord dell’area marina protetta di Porto Cesareo per scandagliare per lunghi periodi i fondali. I militari li hanno fermati a seguito di una battuta andata a buon fine, con circa mezzo chilogrammo di corallo a bordo. I due subacquei sono stati multati per pesca illegale con conseguente sequestro dell’attrezzatura e del pescato. Determinante nella buona riuscita dell’operazione è stato il sistema di videosorveglianza attivo nell’area marina, che permette ai militari della locale tenenza di monitorare costantemente le attività che avvengono nella zona. 

immaginePORTO CESAREO. E’ terminata la scorsa notte, dopo un lungo appostamento in località “Frascone”, zona “A” dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, l’operazione contro la pesca di frodo effettuata dagli uomini della Guardia costiera di Gallipoli e quelli del locale Ufficio marittimo di Torre Cesarea. Obiettivo dei militari sono stati quattro pescatori sportivi di frodo, sorpresi mentre erano intenti a pescare nella fascia di mare dell’area Marina Protetta di Porto Cesareo. Su disposizione del Procuratore aggiunto della Repubblica di Lecce Ennio Cillo, i militari hanno denunciato i quattro responsabili, e sottoposto a sequestro le varie attrezzature da pesca utilizzate. L’attività di controllo da parte della Capitaneria di porto rientra in una più vasta azione di prevenzione e repressione delle forme di pesca illegale, e si intensificherà durante la stagione balneare.

pesca frodoGallipoli – Pesca di frodo a Gallipoli. Ne sono stati testimoni alcune persone che nel pomeriggio di venerdì erano a passeggio sulla spiaggia tra l’Ecoresort “Sirené” e il lido “Picador”, costa a sud della città.

Pochi minuti dopo essere giunti sul luogo, hanno visto il proprio cane raccogliere dal bagnasciuga e cominciare a mangiare dei grossi pesci spiaggiati in quel tratto di mare. Poco dopo sono apparse due persone, di età piuttosto avanzata, che con delle reti hanno raccolto il pescato, in parte ancora galleggiante in prossimità della riva, per poi sparire. “Non abbiamo sentito alcun botto tipo scoppio di bomba – ha detto un  testimone – ma tutte le circostante ci hanno fatto pensare a quello”.

Voce al Direttore

by -
Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...