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parco rurale delle serre salentine

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cripta del crocefisso della macchia - tra taurisano e casarano (3)

CASARANO. Un grande parco naturale, dai comuni del Capo di Leuca sino a Gallipoli e Galatone, per valorizzare le risorse naturalistiche della zona intercettando risorse finanziarie. Lo prevede l’adesione di Casarano al progetto “Patto città-campagna” redatto nell’ambito del Piano paesaggistico territoriale regionale (“Pptr”). L’obiettivo degli Enti coinvolti è quello di poter sviluppare, con adeguati finanziamenti comunitari (si punta ai fondi Po Fers 2014/2020) o nazionali, il parco agricolo delle Serre ioniche.

L’ambizioso progetto prevede che i 24 comuni coinvolti (con Casarano ci sono Acquarica del capo, Alezio, Alliste, Collepasso, Galatone, Gallipoli, Matino, Morciano di Leuca, Neviano, Parabita, Patù, Presicce, Racale, Ruffano, Salve, Sannicola, Seclì, Specchia, Taurisano, Taviano, Tuglie e Ugento) con la sottoscrizione del relativo protocollo conferiscano delega alla Provincia di Lecce per la successiva firma di un accordo con la Regione per l’attuazione del “Pptr”.

L’adesione di Casarano è stata ratificata in una recente delibera della Giunta comunale guidata dal sindaco Gianni Stefàno (Pdl). La costituzione del parco ha per obiettivo la valorizzazione del territorio dei Comuni aderenti nell’ottica di un auspicato “sviluppo sostenibile”.

«Abbiamo aderito con grande interesse a questa iniziativa coordinata, della quale è promotrice la Provincia di Lecce, perché ci dà la possibilità di fare una programmazione condivisa per il recupero e la valorizzazione del territorio e per la tutela del patrimonio identitario del Salento delle Serre», si legge in una nota congiunta degli assessori Paolo Bandiello (Lavori pubblici) e Ottavio De Nuzzo (Ambiente).

I volontari sul bacino di San Giorgio

Gallipoli. «Sarà un Parco ospitale, sicuro e decoroso per valorizzarne i suoi tanti pregi». Questo, nelle parole del direttore regionale di Legambiente Maurizio Manna,  il primo impegno da perseguire dopo la recente convenzione sottoscritta con il Comune dall’associazione che nei giorni scorsi ha avuto l’incarico di gestione del Parco naturale di Punta Pizzo – Isola di Sant’ Andrea di Gallipoli.

E’ stato il commisario straordinario Vincenzo Petrucci a stipulare la convenzione (attesa da almeno sei anni) che avrà durata triennale per le attività di promozione, fruizione, divulgazione e valorizzazione turistica, culturale e sociale del Parco. Intanto il primo passo riguarda le opere di bonifica. «L’intera zona  – afferma Manna – ha bisogno di essere liberata dalle micro discariche abusive distribuite lungo il territorio pieno com’è di copertoni, computer, televisori ed ogni altro tipo di elettrodomestici, ed anche di amianto. Poi si passerà alla eliminazione dei cartelloni pubblicitari e alla riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico che riguarderà discoteche e luoghi di intrattenimento».

E le infrastrutture? «Dapprima completeremo le recinzioni.  Saranno, poi, arredati i percorsi ciclistici e pedonali con panchine, pannelli esplicativi con la planimetria del Parco, gli itinerari e le regole da rispettare. Per questa estate – afferma Manna – saranno pronti i punti di servizio integrati con strutture in legno che ospiteranno il personale che fornirà informazioni turistiche. Saranno, inoltre, collocati i bagni chimici e piccoli contenitori per la raccolta differenziata. Sarà attivo anche il personale addetto alla sorveglianza pronto ad intervenire in caso di emergenza».

Saranno previsti corsi di informazione con gli operatori turistici, balneari ed agricoli che insistono nell’area allo scopo di indirizzarli verso una produzione e un servizio eco-compatibile con l’intera area del Parco.

«In questa ottica – continua il responsabile di Legambiente – è nostra intenzione ripristinare un antico vitigno che abbiamo individuato e che sopravvive all’interno delle macchie, dismesso da oltre cinquanta anni. Per questo abbiamo avviato già i primi contatti al fine di produrre e commercializzare il “passito del parco”.  Altro obiettivo quello di rilanciare la pastorizia  e agevolare la produzione casearia con il marchio a denominazione d’area».

Insomma dalla prossima  estate masserie, torri costiere, percorsi archeologici, il pozzello di Sant’Agata, tumuli messapici, fornaci per la cottura delle ceramiche, vasche per la lavorazione della porpora, luoghi questi cari alla tradizione e alla  storia di Gallipoli, saranno pronti a stimolare la curiosità dei numerosi turisti che ogni estate popolano la città ed il suo territorio.                          

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NEL PARCO Ragazzi e docenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo II Polo durante l’escursione a Punta Pizzo a Gallipoli. L’attività rientra nel Programma operativo nazionale C3 che ha come tema l’ambiente. L’attenzione dei ragazzi è stata lodevole

Racale. Sono scesi in campo gli studenti della scuola secondaria di I grado dell’istituto comprensivo II Polo di Racale in difesa dell’ambiente e del territorio. Sono stati loro, infatti, i protagonisti dell’attività didattica prevista dal progetto Pon C3 (che ha come tematica l’ambiente), sfociata in una visita guidata, durante le festività natalizie, presso il parco regionale Isola di S.Andrea, nei dintorni di Punta Pizzo, marina di Gallipoli.

I ragazzi – come confermano i loro tutor, i professori Roberto D’Alessandro e Liliana Napoli – hanno dimostrato grande interesse ed è stato “difficile” contenerne l’entusiasmo dilagante, favorito anche dalla splendida giornata che li ha accompagnati durante il percorso.

La comitiva è stata adeguatamente istruita da un docente esterno, il professore Stefano Casto, che ha illustrato ai ragazzi le meraviglie del parco naturale e dell’isola, che sorge a due metri sul livello del mare e che ha, tra le altre, la caratteristica di ospitare (unica location in tutto l’arco adriatico-ionico) una colonia nidificante del “Gabbiano corso”, rara specie in estinzione. Il progetto Pon in questione ha come obiettivi principali quelli di approfondire le problematiche relative allo sviluppo sostenibile e di rafforzare il senso di appartenenza verso l’ambiente in cui si studia e si lavora, mediante una sua conoscenza più appropriata e approfondita.

Per favorire il raggiungimento di questi obiettivi, quasi tutte le attività che rientrano nel Programma operativo nazionale, oggetto di studio da parte dei docenti dell’istituto di via Siena, vedono coinvolti i ragazzi in attività svolte “in loco”, «un grande laboratorio didattico – spiegano i responsabili – dove lo studente viene messo di fronte a problematiche concrete, favorendo un apprendimento direttamente sul posto».

Non c’è bisogno di aggiungere che i ragazzi hanno seguito con estremo interesse perché hanno imparato a leggere i fenomeni naturali e l’ambiente non sui libri, anche se magnificamente illustrati, ma direttamente alla fonte, la natura.

MM

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Perplesso il sindaco di Parabita, Cacciapaglia

Casarano. Il Salento potrebbe avere, prossimamente, una nuova zona di verde protetta. Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, e il presidente della commissione provinciale Ambiente, Francesco Bruni, hanno annunciato nei giorni scorsi l’avvio dell’iter amministrativo per l’istituzione del “Parco rurale delle serre salentine“.

Questa proposta, affrontata nella quarta commissione consiliare della Provincia, prevede interventi omogenei di tutela, risanamento e valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche dei luoghi compresi nell’area delle serre salentine, in cui rientrano i comuni di Casarano, Collepasso, Galatone, Matino, Neviano, Parabita, Ruffano, Sannicola, Seclì, Supersano e Tuglie.

«Sarebbe un traguardo importante – ha dichiarato Gabellone il giorno dell’annuncio – in grado di valorizzare le tipicità di una zona della nostra provincia tuttora incontaminata e da sempre ricca di bellezze naturali. Senza dimenticare la volontà della Provincia di Lecce di chiudere il cerchio delle nuove istituzioni di parchi e riserve protette in grado di tutelare e preservare l’ambiente salentino e le sue ricchezze naturali, garantendo al Salento – ha concluso il presidente della Provincia – l’integrità, la cura, la valorizzazione e la continuità del suo tesoro più grande».

Ma cosa ne pensano i sindaci interessati? I primi commenti non sono entusiasti e fortemente condizionati dalla scarsità di risorse pubbliche. «L’idea è ottima, anche se all’atto pratico bisogna verificare se ci sono le risorse economico-finanziarie per realizzarla – ha commentato Alfredo Cacciapaglia,  sindaco di Parabita – l’iniziativa di un parco potrebbe anche avere un ritorno in termini economici, ma bisogna inserirlo in un percorso turistico-ambientale attrezzato, essere adeguatamente sostenuto a livello di promozione turistica, trovare il personale adeguato eccetera. Poi – conclude il sindaco – non sarà semplice il dopo realizzazione, ossia la manutenzione di una struttura così grande. Ripeto: l’idea è bellissima e condivisibile, però servono i soldi»

ES

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...