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Parco naturale di Punta Pizzo gallipoli

Gallipoli localit Sujane dopo grandi alberghiGALLIPOLI. Grazie ad una sempre più diffusa (ma ancora insufficiente) coscienza ambientale, ecco un’altra segnalazione dei lettori con una amara didascalia. “Il cumulo va crescendo…”. La zona è quella nota come “le Sujane”, subito dopo i grandi alberghi e in pieno parco naturale. Che dire? Siamo pronti a pubblicare foto o filmati sugli autori di questi sfregi.

Il parco naturale di Punta Pizzo. Per lo svolgimento della gara è stato rivisitato il percorso

GALLIPOLI. Questa volta l’appuntamento delle due ruote con il “1° Trofeo Ciclocross Ecoresort Le Sirenè-Parco di Gallipoli” si farà. E nel mese di Gennaio, tra il 17 e 18, i migliori crossisti del centro-sud si daranno battaglia all’interno del parco naturale regionale del litorale gallipolino, curato da Legambiente, associazione da sempre vicina a manifestazioni sportive ecocompatibili che ben si coniugano con la flora e la fauna del territorio. L’appuntamento dello scorso anno previsto nel mese di novembre e valido quale 2^ prova del Challenge Puglia era stato rinviato a pochi giorni dall’evento a causa delle mancate autorizzazioni concesse dell’Ente Parco e dell’Amministrazione comunale per lo svolgimento della gara che avevano ritenuto troppo invasivo il percorso designato all’interno dell’area naturale. Intoppi che a quanto sembra sono ora stati ripianati con la rivisitazione del percorso, e che consentirà ai corridori di cimentarsi all’interno del parco naturale su un tracciato di quasi due chilometri. Un percorso per veri crossisti, dove chi vorrà tagliare per primo il traguardo dovrà far valere le proprie capacità di guida sia nei tratti insidiosi della pineta con continui rettilinei su cui rilanciare l’andatura, che nei diversi tratti sabbiosi sui quali tutti i partecipanti saranno messi a dura prova. Non mancheranno gli ostacoli naturali, ma anche quelli artificiali (una scalinata in legno da salire con bici in spalla e le tipiche tavole del cyclocross da saltare a piedi). L’evento sarà cronometrato dal servizio HotLaps di Mtbonline e si avvale della organizzazione tecnica della Mtb Casarano in collaborazione con il gruppo Ost.
Soddisfatti per la ritrovata sinergia il responsabile della Mtb Casarano, Giovanni Baronetti, Attilio Caroli Caputo della Caroli Hotels, Alfredo Pagliarulo, promotore dell’evento, Maurizio Manna di Legambiente e Giovanni Fiore, assessore allo sport del Comune di Gallipoli.

Fabio Vincenti Parco LitoraleGALLIPOLI. Il parco naturale “Isola di Sant’Andrea-litorale di Punta Pizzo” è quasi pronto ad accedere alla programmazione dei fondi strutturali 2014-2020. È iniziata infatti la procedura per arrivare alla Valutazione ambientale strategica (Vas), con la relazione preliminare approvata nei giorni scorsi dalla Giunta comunale presieduta dal sindaco Francesco Errico.

Una volta che sarà varata la Vas,  che verrà elaborata da un pool di tecnici esperti, occorrerà raccogliere i pareri e le osservazioni previsti dalle leggi e poi si potrà procedere, attingendo finalmente ai fondi europei per varare una serie di attività che daranno anche occupazione, oltre a garantire al parco le attenzioni e le fruizioni finora ridotte e limitate.

Un  passo decisivo, quindi, forse anche un po’ in ritardo, per il rilancio e la realizzazione di progetti ambientali specifici, da portare a compimento grazie al sostegno di fondi comunitari e sulla scorta del lavoro di pianificazione portato avanti dal Comune di Gallipoli tramite l’autorità di gestione dell’Ente parco, affidata a Fabio Vincenti (foto). L’Ente parco tra l’altro, oltre ad aver avviato una serie di convenzioni con il Tribunale di Lecce per lavori di pubblica utilità, in questi mesi ha già partecipato a diversi bandi.

Il documento preliminare della Vas (il  cosiddetto documento di scoping) contiene gli indirizzi per la formazione del Piano territoriale del parco naturale regionale e le attività riguardanti la valutazione ambientale strategica. Atto di pianificazione propedeutico per poi consentire all’ufficio del parco di istruire al meglio idee e progetti finalizzati ad essere inglobati nella programmazione Fesr e Fse. Si va dunque. Il processo  articolato e complesso arricchirà i contenuti del piano stesso, basato sulla qualità ambientale.

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bici a punta pizzo - gallipoli

L’associazione di promozione sociale “Salento bici tour” organizza, per domani mattina, un’escursione in bicicletta alla ricerca del mirto. Si parte dalla stazione di Matino, alle 9, in direzione parco naturale di Punta Pizzo, a Gallipoli, con ritorno previsto nel pomeriggio. Sarà l’occasione non solo per una salutare passeggiata in bici, ma anche per partecipare a un mini laboratorio casalingo in cui s’imparerà a preparare il liquore a base di mirto. Per questo, è prevista anche una tappa in un agriturismo della zona.

L’associaizone mette a disposizione le biciclette per chi ne fosse sprovvisto. Per informazioni, contattare i seguenti numeri: 346/0862717 – 392/ 1144073.

il sindaco di Alliste Antonio Renna

il sindaco di Alliste Antonio Renna

ALLISTE. Un milione di euro da investire nella rigenerazione ambientale e nella mobilità sostenibile: il finanziamento regionale, più che cospicuo, lo ha ottenuto il progetto pilota presentato, a giugno scorso, dai Comuni di Gallipoli, Racale e Taviano, sotto la direzione di quello allistino.

L’Ente ha così premiato, nell’ambito del suo Programma di azioni per l’ambiente, la buona idea condivisa dalle quattro Amministrazioni: rafforzare il collegamento tra due aree protette e da proteggere, il Parco naturale dell’isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo con il Parco di Ugento, ma nel pieno rispetto della natura.

Come? Combattendo l’erosione costiera, realizzando piste ciclabili, migliorando la qualità delle acque che al mare arrivano attraverso il canale dei Samari, riattivando la funzione ecologica delle paludi costiere retrodunali e conservando al meglio l’habitat costiero.

Soddisfatto il sindaco di Alliste, Antonio Renna: «La Regione ha riconosciuto in questo nuovo progetto il seguito del nostro programma di rigenerazione territoriale, di cui la pista ciclopedonale è una manifestazione, basato sulla riduzione del traffico costiero».

Parco-Litorale-di-Ugento

GALLIPOLI. “Discovering Puglia” sta per partire con un altro mese di iniziative dedicate alla conoscenza ed alla promozione del territorio salentino. Grazie al progetto presentato dall’assessorato al Turismo regionale, sino alla prima settimana di gennaio 2014, si potranno scoprire le bellezze dei parchi naturali di Gallipoli e Ugento, ma anche la cultura e i buoni sapori dell’entroterra, il tutto a costo zero.

Si comincia l’8 dicembre, con una salutare passeggiata in bici, con partenza da Torre San Giovanni e visita al Museo Archeologico di Alezio. Stessa data per i tre incontri previsti  ad Ugento: passeggiata tra i canaloni e la macchia ugentina, escursione nel Parco alla ricerca di scorci caratteristici da fotografare e per i più atletici una gara in bicicletta. Gli appuntamenti riprenderanno il 29 dicembre con due gustose proposte. La prima riguarda Gallipoli e prevede l’osservazione dei volatili (birdwatching) nell’area tra l’Ecoresort le Sirenè e il lungomare Galilei e al termine degustazione di piatti tipici. La seconda, porterà letteralmente in tavola i prodotti del Parco ugentino, con le lezioni di cucina che illustreranno come preparare alcune delle ricette della tradizione salentina.

Discovering Puglia concluderà il progetto,  inaugurando il 2014, con l’itinerario di trekking e degustazione nel “Parco di Punta Pizzo e Isola di Sant’Andrea” e la gara in bicicletta nel “Parco naturale di Ugento” previsti il prossimo 5 gennaio. Per informazioni ecco gli indirizzi a cui rivolgersi: info@parcolitoralediugento.it e legambientegallipoli@tiscali.it.

lido pizzo parco torre - gallipoli

GALLIPOLI. Dopo lo “stop forzato” al trofeo di ciclocross “Ecoresort Le Sirenè”, si levano gli interrogativi sullo sviluppo turistico del parco naturale di Punta Pizzo. La gara ciclistica non ha avuto luogo per il  divieto del dirigente dell’Area Politiche territoriali del Comune il quale si è appellato alla legge istitutiva e di tutela del Parco (L.R. n. 20/2006) che, tra l’altro, prevede di “recuperare e salvaguardare la funzionalità del sistema dunale”.

«La gara avrebbe, invece, potuto contribuire alla destagionalizzazione dell’offerta turistica salvaguardando l’ambiente visto che il tracciato non interessava le aree dunali», afferma Alfredo Pagliarulo, il tour-operator di Casarano tra gli organizzatori della manifestazione che si sarebbe dovuta svolgere con il coinvolgimento della “Mtb Casarano”. Proprio il rispetto delle dune aveva convinto anche la sezione gallipolina di Legambiente a dare il proprio benestare alla gara. In merito alle difficoltà di far coincidere la valorizzazione del territorio con la tutela dell’ambiente, gli stessi organizzatori ricordano come appena lo scorso aprile in oltre 800 presero parte (“senza alcun problema”) alla “Marathon del Salento” all’interno del Parco naturale di Torre San Giovanni di Ugento mentre pochi giorni due motociclisti sono stati sorpresi nel parco di Portoselvaggio in una gara “improvvisata” di motocross.

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duna recintata

GALLIPOLI. Ci vogliono risorse umane, prima ancora che finanziarie, per tenere un po’ di più sotto tutela il parco naturale che arriva fino a punta Pizzo, senza dimenticare l’isola di Sant’Andrea che, con un binocolo, si può controllare anche da terra. Questa la considerazione dopo che ignoti vandali hanno divelto le palificazioni che i volontari di Legambiente avevano realizzato la scorsa estate intorno alla Duna grande, poco dopo la zona dei grandi alberghi, per difenderla da passaggi, incursioni con mezzi a due ruote e conseguenti smottamenti.

Niente di nuovo, purtroppo, nel lungo elenco delle violazioni più o meno sistematiche dell’integrità dell’oasi naturalistica, vero fiore all’occhiello dell’intero Salento e per l’assessore regionale al Turismo, Angela Barbanente, che lo richiama con un buon esempio. Ma ciò che fa un po’ rabbia è anche il fatto che vigilanti e personale potrebbero pure arrivare a costi zero per il Comune gallipolino. Basterebbe ad esempio sottoscrivere una convenzione tra l’Ente Parco, presieduto da Fabio Vincenti, e l’Arif, l’agenzia regionale per le foreste, per vedere arrivare quattro forestali e fondi per la gestione della vigilanza, per ripiantare  ginepri e rimuovere la massa secca. Bisogna però passare dalla firma di un accordo in calce ad una convenzione praticamente già pronta. «Potremmo farecela entro l’anno», auspica Maurizio Manna di Legambiente.

Così come si potrebbe ricorrere alle Guardie ecologiche volontarie, sempre tramite una convenzione in questo caso con la Provincia. Sono già 5 i gallipolini che hanno prestato giuramento a Palazzo dei Celestini a Lecce. Anche loro potrebbero contribuire a controllare il territorio sotto protezione (circa 650 ettari), a “sconsigliare” di andare a raccoglierci i funghi o a scorrazzare con le moto in zone marginali.  

 

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Gallipoli. Hanno constatato l’erosione preoccupante del sistema di dune  a causa del calpestio dei bagnanti, per cui si rende necessario un reimpianto di piante ed essenze autoctone (ginepri e filliree); hanno avvistato una decina di incendi, limitando con la propria attenzione danni diversamente ben più ingenti; hanno intravisto all’opera e talvolta identificato piccoli vandali – per lo più provenienti da Taviano, Matino e Parabita – sfogarsi su alberi, recinzioni e auto in sosta: sono gli “angeli” gialli, i volontari di Legambiente che vengono qui ad aprire gli occhi su di un giacimento naturale inestimabile.

Qualche dato: con i campi con 500 Under 18 in luglio sono state effettuate oltre 7mila ore di attività (esattamente 7.118), tra manutenzione, vigilanza, monitoraggi per conto dell’Università del Salento e per informazioni sul gabbiano corso e sulla tartaruga comune, in collegamento con centri spagnoli e greci. Li hanno affiancati alcuni operatori locali, veri e propri “ambasciatori” del territorio circostante. Da gennaio l’isola naturalistica ha ospitato e aiutato al reinserimento quattro ragazzi a rischio devianza affidati dal Dipartimento Giustizia minorile di Lecce.

Sono passati di qui, fino al settembre scorso, 1.200 ragazzi di  otto istituti scolastici. Prima e dopo di loro sono passati i volontari per raccogliere ed allontarare rifiuti vari per un totale di 150 sacchi da 130 litri l’uno; 50 automobili che si trovavano in divieto di sosta e di transito sono state segnalate alle autorità competenti; sono stati distribuiti 1.200 regolamenti del parco e 500 contenitori tascabili di mozziconi di sigarette. «Abbiamo visto nascere la comunità del parco», dice Maurizio Manna, responsabile locale e dirigente regionale di Legambiente. Il miglior antitodo alla trascuratezza altrui.

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CINQUE “PSI” Tra le proposte di Legambiente scaturite dalle richieste dei isitatori, spiccano questi cinque capanni forniti di servizi igienici, acqua potabile, raccoglitori di rifiuti differenziati, impianti di videosorveglianza: i punti servizi integrati sono negli accessi più frequentati

Gallipoli. Cosa dice la prima stagione di gestione “ufficiale” del Parco naturale Isola di Sant’Andrea-Litorale di Punta Pizzo? Cosa hanno chiesto, indicato, denunciato le migliaia di visitatori provenienti dal Nord ed Est Europa e da tutt’Italia? Cosa andrebbe fatto per accogliere meglio i prossimi ospiti  e, tra queste, quali quelle più urgenti? Le risposte a queste ed altre domande sono contenute in una corposa relazione-bilancio della Legambiente di Gallipoli, circolo “Antonio Cederna”, con sede in piazza Matteotti 2.

Chi se ne occupava (nei due anni precedenti alla firma della convenzione triennale col Comune), chi se ne occupa e ancora se ne occuperà, ha fotografato le bellezze, le criticità, le attrattive e le minacce in una trentina di cartelle ricche di mappe, immagini, spunti e proposte. Gli indirizzi sono quelli dell’Ente locale, certo, ed anche del Sistema culturale ambientale  (Sac, capofila Sannicola) “Salento di mare e di pietre” per i percorsi e le piste esistenti; dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif) col suo vivaio in località “Li Foggi”; degli operatori turistici e delle loro associazioni; dei produttori del settore agricolo e zootecnico; delle associazioni e dei centri di promozione sportiva.

I tanto odiosi rifiuti, ancor più insopportabili alla vista se abbandonati in un contesto di natura rigogliosa, raccontano non solo la sciatteria e talvolta la violenza dei proprietari ma anche altro: una siringa sotto ad un ginepro, un biglietto aereo Miami (Florida)-Milano, un testo in cirillico in una bottiglia, pagine della Bibbia magari accanto ai resti naturali di pic nic  (alimenti, bevande) e chimici (piatti e bicchieri di plastica, posate, lattine) o a relitti di attrezzature da mare (ombrelloni, sedie sdraio…). Cosa fare lo indica Legambiente. Intanto contenitori capienti ai varchi di ingresso più frequentati, ma l’optimum sarebbe la creazione di punti di servizio integrati: capanni con dentro servizi igienici, raccolta differenziata degli scarti umani; informazione e vigilanza; fornitura di bici, distribuzione di acqua alla spina, impianti di video sorveglianza. Sì, perché se negli ultimi tre anni la presenza dei volontari del Cigno ha fatto di molto ridurre atti vandalici e delinquenziali (furti a turisti e bagnanti, piccoli incendi), ancora persiste una certa microcriminalità. Ideale sarebbe un sistema di videocamere in grado di giorno di rilevare il fumo e, di notte, le fonti di calore.

Ma è la richiesta di parcheggi in cima alle segnalazioni dei frequentatori sempre più numerosi del parco, in aree ovviamente lontane dalle dune e dalla vegetazione, le une e l’altra bisognose di cure e “restauri” da non rinviare. Per preservare un tesoro chiamato parco.

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Ciò che resta del lido Makò

Gallipoli. Le alte fiamme che in una notte hanno distrutto il lido “Makò”, tra i grandi alberghi e Punta della suina, hanno avvolto con i loro sospetti anche la città che ogni volta rimane attonita davanti ad atti criminali che rimandano ad oscure regie e inconfessabili strategie. Del corpo centrale dello stabilimento balneare, proprietà di una società di cui fanno parte Maurizio De Michele, di Termoli e residente a Sannicola, e Sandro Quintana, consigliere provinciale ex Udc, sono rimaste in piedi solo le strutture portanti. Un’altra pedana su cui sono collocati bagni e docce è rimasta intatta ma solo perchè il tentativo di appiccare un secondo falò non ha avuto successo.

Difficile non pensare – mentre fioccano le note di solidarietà soprattutto a Quintana, dal versante politico-istituzionale e dall’associazione di categoria Assobalneari – ad un attentato preordinato ed eseguito. Non si spiegherebbero altrimenti alcune frasi inequivocabili scritte qualche giorno prima sui serbatoi dell’acqua e sulla passerella d’ingresso al lido ed i messaggi dai toni minacciosi inviati a più riprese e in tempi diversi al gestore De Michele ed allo stesso Quintana. Minacce pesanti, che non risparmiano niente e nessuno, contro l’intenzione dei proprietari di vendere il “Makò beach”. A quale scopo? Allontanare eventuali acquirenti? Far calare così le quotazioni e rilevare la struttura a prezzi stracciati? Su questo incendio del 22 ottobre stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Gallipoli, coordinati dal tenente Michele Maselli.

Quintana, già turbato dalla lunga sequela di telefonate ed sms, ha dichiarato che era già sua intenzione rivolgersi ai carabinieri. Ma “loro” hanno fatto prima.

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Sugli scogli dell'Isola di Sant'Andrea, nel cuore del parco naturale, un frigorifero

Gallipoli. Con qualche giorno di ritardo parte il Piano rifiuti per cercare di fronteggiare l’emergenza estiva. Sotto l’occhio vigile anche di un nuovo controllore  incaricato dal Comune: il complicato compito è stato assegnato all’ingegnere Davide Di Girolamo di Gallipoli, cui  spetterà il compito delle verifiche sul rispetto dell’appalto integrativo di nettezza urbana per un paio di mesi.

Intanto non il 12 ma a fine luglio l’attività di pulizia, spazzamento e raccolta da parte di mezzi e operatori della Seta-Cogei, è stata visibilmente potenziata. Dai primi di agosto è prevista anche l’apertura del primo ecocentro con un costo di gestione mensile di oltre 7.600 euro, quello di via Pasolini nella zona Peep 3. Mentre all’esterno della struttura “bussano” cataste di rifiuti e ingombranti abbandonati a iosa  forse per il fatto che l’apertura era stata già data per fatta. Anche l’assunzione degli operatori stagionali è avvenuta con qualche giorno di ritardo; per tutti gli operatori c’è sempre la spada di Damocle degli stipendi in perenne ritardo.

In soccorso dell’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti c’è da segnalare la continua attività meritoria dei volontari dell’associazione subacquea Paolo Pinto che ha recentemente ripulito la scogliera di Torre Sabea.  Dall’isoletta del Campo invece è stato rimosso su indicazione del sindaco Errico, un frigorifero abbandonato. L’intervento si è reso possibile grazie ai soci della cooperativa “Servizi nautici e di ormeggio“ attiva presso il marina “Bleu Salento” che con un natante hanno rimorchiato il frigo sino al porticciolo San Giorgio.

VC

I volontari sul bacino di San Giorgio

Gallipoli. «Sarà un Parco ospitale, sicuro e decoroso per valorizzarne i suoi tanti pregi». Questo, nelle parole del direttore regionale di Legambiente Maurizio Manna,  il primo impegno da perseguire dopo la recente convenzione sottoscritta con il Comune dall’associazione che nei giorni scorsi ha avuto l’incarico di gestione del Parco naturale di Punta Pizzo – Isola di Sant’ Andrea di Gallipoli.

E’ stato il commisario straordinario Vincenzo Petrucci a stipulare la convenzione (attesa da almeno sei anni) che avrà durata triennale per le attività di promozione, fruizione, divulgazione e valorizzazione turistica, culturale e sociale del Parco. Intanto il primo passo riguarda le opere di bonifica. «L’intera zona  – afferma Manna – ha bisogno di essere liberata dalle micro discariche abusive distribuite lungo il territorio pieno com’è di copertoni, computer, televisori ed ogni altro tipo di elettrodomestici, ed anche di amianto. Poi si passerà alla eliminazione dei cartelloni pubblicitari e alla riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico che riguarderà discoteche e luoghi di intrattenimento».

E le infrastrutture? «Dapprima completeremo le recinzioni.  Saranno, poi, arredati i percorsi ciclistici e pedonali con panchine, pannelli esplicativi con la planimetria del Parco, gli itinerari e le regole da rispettare. Per questa estate – afferma Manna – saranno pronti i punti di servizio integrati con strutture in legno che ospiteranno il personale che fornirà informazioni turistiche. Saranno, inoltre, collocati i bagni chimici e piccoli contenitori per la raccolta differenziata. Sarà attivo anche il personale addetto alla sorveglianza pronto ad intervenire in caso di emergenza».

Saranno previsti corsi di informazione con gli operatori turistici, balneari ed agricoli che insistono nell’area allo scopo di indirizzarli verso una produzione e un servizio eco-compatibile con l’intera area del Parco.

«In questa ottica – continua il responsabile di Legambiente – è nostra intenzione ripristinare un antico vitigno che abbiamo individuato e che sopravvive all’interno delle macchie, dismesso da oltre cinquanta anni. Per questo abbiamo avviato già i primi contatti al fine di produrre e commercializzare il “passito del parco”.  Altro obiettivo quello di rilanciare la pastorizia  e agevolare la produzione casearia con il marchio a denominazione d’area».

Insomma dalla prossima  estate masserie, torri costiere, percorsi archeologici, il pozzello di Sant’Agata, tumuli messapici, fornaci per la cottura delle ceramiche, vasche per la lavorazione della porpora, luoghi questi cari alla tradizione e alla  storia di Gallipoli, saranno pronti a stimolare la curiosità dei numerosi turisti che ogni estate popolano la città ed il suo territorio.                          

Voce al Direttore

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