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Ospedale ferrari Casarano

CASARANO – Risonanza magnetica attiva (si spera) già da mercoledì 29 novembre e una scaletta per smaltire l’arretrato. La direzione generale della Asl Lecce ha elaborato il programma per affrontare l’emergenza  che si è venuta a creare al “Ferrari” di Casarano a causa del mancato funzionamento della macchina per la risonanza ferma da metà novembre (in queste ore si attende la sostituzione dello “scambiatore” necessario per il sistema di raffreddamento esterno). Una volta riattivata, l’orario di funzionamento della risonanza sarà prolungato sino alla mezzanotte dei giorni feriali  mentre per i festivi e nei fine settimana saranno previsti doppi turni di lavoro. Questo il piano d’emergenza elaborato dal direttore del Dipartimento diagnostica per immagini, Massimo Torsello, e dal direttore dell’unità operativa complessa di radiologia di Casarano, Giancarlo Morciano, per smaltire rapidamente la coda di utenti (circa 150) in attesa di poter svolgere l’importante esame.

Per il “Ferrari”, intanto, sempre in attesa che si possa concretizzare il “tavolo” promesso in Prefettura da Regione a Asl per tornare a valutare un “primo livello” da condividere con Gallipoli, c’è l’ipotesi della “Dea” di primo livello, ossia del Dipartimento di emergenza e accettazione, che, secondo il protocollo operativo, dovrebbe poter garantire, oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di Pronto Soccorso, anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione e assicurare interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con Terapia intensiva Cardiologia. «Mi sto battendo per ottenere questo per Casarano», ha affermato il presidente della Commissione regionale Sanità, Giuseppe Romano (Mdp), a margine della visita dei giorni scorsi presso la residenza socio-sanitaria assistenziale “Santa Rita” ad Alezio.

Si registra, intanto, il botta e risposta tra Cristian Casili e Sergio Blasi circa il nuovo ospedale del Sud Salento (progettato tra Maglie e Melpignano) per il quale il primo (consigliere regionale 5Stelle) ritiene  non vi siano le risorse (“come affermato dallo stesso governatore Emiliano nel corso dell’audizione in Commissione Programmazione e Bilancio) mentre il secondo (consigliere regionale Pd) smentisce tale ipotesi confermando, invece, il progetto. “Come previsto dal Piano di riordino ospedaliero adottato con regolamento regionale n. 7 del 10 marzo 2017 – afferma Blasi – sono previsti quattro nuovi ospedali in sostituzione dei presidi esistenti e per completare l’offerta ospedaliera nell’area in cui sono disattivati gli altri presidi”. Quandi, il nuovo ospedale del Sud-Salento, tra Maglie e Melpignano, porterebbe alla disattivazione dei presidi di Scorrano e Galatina.

GALLIPOLI  – Fiocchi, nastri e scatoloni. L’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli si adegua alle disposizioni del Piano di riordino per far fronte alla chiusura del Punto nascita del “Ferrari” di Casarano, ormai completamente operativa da domenica scorsa (a febbraio è, comunque, atteso l’esito del ricorso al Tar presentato dal Comune di Casarano). Proseguono, dunque, i lavori di adeguamento del reparto di Ostetricia e ginecologia. Primo obiettivo portare i posti letto da 20 a 32, come previsto dal Piano regionale, e portare a termine il “blocco operatorio” già da tempo in programma. Nell’area che in precedenza era l’ingresso del reparto, dunque, ora è stata approntata la sala operatoria annunciata dall’insegna “blocco parto” di cui faranno parte anche i locali prima adibiti a nursery. Il nido sarà trasferito in un’altra ala; l’attuale medicheria lascerà il posto ad una nuova stanza di degenza mentre la sala infermiere è stata ricavata da un soggiorno poco utilizzato. Il lato adiacente agli ambulatori è quello che ancora risulta totalmente invaso da scatoloni e vecchi arredi.

Si respira aria di rinnovamento (e di vittoria), dopo le lotte degli ultimi anni per scongiurare la chiusura, sebbene lo stesso personale paramedico non sappia bene ancora cosa accadrà. «Noi siamo qui per lavorare – dicono- i posti letto aumenteranno e probabilmente arriverà qualche rinforzo ma non sappiamo ancora quando tutto entrerà a regime». Gli utenti, in un primo momento disorientati, stanno già iniziando a muoversi in questa direzione e si registra già qualche parto previsto inizialmente a Casarano. «Di certo in questi giorni i pre-ricoveri sono aumentati», dice un’infermiera mostrando un grosso faldone dove sono registrate le mamme prossime al parto. Nei corridoi, intanto, protagonista è il rosa. Ottobre sembra aver portato in questi primi giorni un carico di femminucce. «Qualche disagio iniziale c’è stato –ammette un papà- dovuto soprattutto all’incertezza, certo spiace non potersi recare nell’ospedale dove si è svolto un percorso di mesi ma alla fine ciò che conta è offrire ai piccoli e alle mamme efficienza e sicurezza».

 

 

 

Ospedale CasaranoTAURISANO. Un malore dopo il vaccino, e in paese scoppia l’allarme. Nei giorni scorsi a Taurisano un bambino di 15 mesi è finito in ospedale in preda alle convulsioni e con la febbre a 40. Secondo i genitori, a causare i malesseri è stata la somministrazione del vaccino «Mprv» (morbillo-parotite-rosolia-varicella) e di quello contro l’epatite A. Fortunatamente il piccolo ora sta bene ed è tornato a casa. Le convulsioni e la febbre sono arrivate dopo otto giorni dalla somministrazione. Il padre del bambino contesta le modalità di vaccinazione: «Secondo le linee guida dell’Aifa – afferma – se al vaccino morbillo-parotite- rosolia si combina quello per la varicella, si aumenta il rischio di convulsioni febbrili. Perché queste linee guida non sono state seguite?

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ospedale ferrari - elena gentile a casarano 1.4.16CASARANO. Permangono i dubbi sul futuro del “Ferrari”. Subito dopo la seduta ministeriale nella quale si è discusso del Piano di riordino (che declassa l’ospedale a presidio di base), in città si è diffusa la notizia della bocciatura dello stesso Piano da parte del ministero. «Piano bocciato dal Ministero», ha subito scritto sulla sua pagina social il presidente del comitato “Pro Ferrari” Emanuele Legittimo. Molto più cauta la posizione del sindaco Gianni Stefàno che su Facebook ha, invece, invitato ad attendere “sino al momento in cui non si avranno dichiarazioni ufficiali dalle parti interessate o provvedimenti adottati dal Ministero”. In attesa di saperne di più (quella di Roma è stata solo una prima “verifica”), nel corso del recente incontro presso l’auditorium del Cuore Immacolato, alla presenza dell’europarlamentare del Pd Elena Gentile (nella foto tra Legittimo e Stefàno), il Sindaco ha confermato l’intenzione dell’Amministrazione comunale di presentare ricorso contro la delibera regionale.

Legata alle sorti del piano di riordino è l’istituzione delle guardie pediatriche, annunciata nei giorni scorsi dal direttore dell’Asl Silvana Melli, che dovrebbe garantire la presenza di uno specialista nei Pronto soccorso degli ospedali di Casarano, Copertino e Galatina che dovrebbero perdere Pediatria.

comitato pro ferrari protesta a tuglie  2CASARANO. Fronte comune contro la scelta della Regione di declassare il nosocomio casaranese a livello di ospedale di base. Sono diverse le iniziative registrate negli ultimi giorni e altre ancora sono programmate, come l’incontro pubblico dal titolo “Riflessioni sul piano di riordino ospedaliero” con l’europarlamentare Elena Gentile. L’appuntamento è fissato per il primo aprile, alle 18.30, nel teatro della parrocchia “Cuore Immacolato di Maria”, nel quartiere Botte. Nei giorni scorsi il comitato civico “Pro Ferrari” ha pure esposto uno striscione di contestazione (nella foto) a Tuglie, nel corso di un incontro nel quale avrebbe dovuto partecipare il presidente della Regione Michele Emiliano, e a Casarano, durante un evento pubblico alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale al lavoro Sebastiano Leo e del viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova.

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ospedale nuovo ingresso - casarano  (1)CASARANO. Se da Bari giunge la conferma che quattro sono i nuovi ospedali che dovranno sorgere per completare l’offerta sanitaria nella Regione (Andria, Taranto, Monopoli-Fasano e Maglie -Melpignano), alla luce del nuovo Piano di riordino resta da capire cosa ne sarà dei 14 milioni di euro già finanziati per il nuovo quarto lotto del “Ferrari” (foto) di Casarano, il cui completamento è stato sostenuto pure da circa 10mila firme raccolte dalla petizione avviata dal comitato civico. Altri fondi già stanziati prevedono il completamento e l’adeguamento dell’esistente (il finanziamento è di 4,8 milioni di euro), il completamento del lotto di ostetricia (188mila euro), del piano assunzioni (mancano otto primari), e di strutture e macchinari. La petizione chiedeva anche la conservazione del rinomato reparto di Chirurgia pediatrica ormai in predicato di trasferirsi al “Fazzi” di Lecce.

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ospedali riuniti fotomontaggiomichele emiliano alias GucciniLa Giunta regionale ha approvato il 29 febbraio il nuovo Piano di riordino ospedaliero pugliese. L’adempimento nasce dalla necessità di adeguare la rete dei nosocomi ai nuovi standard fissati dalla normativa nazionale (decreto ministeriale 70 del 2015 e legge di stabilità 2016 ) che hanno l’obiettivo di portare le strutture ospedaliere nazionali dentro “omogenei parametri di sicurezza, efficacia di cura ed efficienza gestionale”, come si lege in una nota ufficiale della Regione.
La Puglia parte da una rete che offre, alla data del 21 gennaio 2016, 13mila posti letto, distribuiti tra 74 stabilimenti sanitari pubblici e privati accreditati. L’operazione di riordino non taglia i posti letto, ridistribuendoli tra ospedali di secondo livello (hub), ospedali di primo livello e ospedali di base. Il provvedimento, che verrà inviato a Roma per la valutazione, prevede: cinque ospedali di secondo livello (Ospedali riuniti di Foggia, Policlinico di Bari, Santissima Annunziata di Taranto, Perrino di Brindisi, Vito Fazzi di Lecce); undici ospedali di primo livello (San Severo, Cerignola, Andria, Barletta, Di Venere e San Paolo di Bari, Altamura, Castellaneta, Francavilla Fontana, Gallipoli, Scorrano), cui si aggiungono gli ospedali privati (come Tricase) e classificati dotati di pronto soccorso. Gli ospedali di base sono 12: Manfredonia, Bisceglie, Corato, Molfetta, Monopoli, Putignano, Casarano, Copertino, Galatina, Ostuni, Manduria, Martina Franca.

Gli ospedali di base come Casarano avranno Anestesia, Pronto soccorso, Medicina, Chirurgia, Ortopedia “ma conserveranno le ulteriori discipline che storicamente presidiano il fabbisogno epidemiologico locale”. Saranno avviati alla riconversione otto stabilimenti ospedalieri pubblici, destinati a una innovativa vocazione territoriale, riabilitativa, di supporto in post acuzie. La rete di assistenza ospedaliera si arricchirà, inoltre, di quattro nuovi ospedali (tra i quali quello tra Maglie e Melpignano), “la cui costruzione consentirà l’ulteriore e successivo accorpamento degli stabilimenti”. Con lo stesso provvedimento della Giunta regionale parte ufficialmente anche il lavoro di riassetto della rete di assistenza territoriale, per la quale l’esecutivo guidato da Emiliano ha stanziato 400 milioni di euro (fondi europei) destinati principalmente a potenziare gli ospedali oggetto di riconversione.
«Una prima cosa – ha commentato un rassicurante presidente Michele Emiliano – è che non ci sono strutture che chiudono, ma ci sono strutture che vengono riconvertite. Abbiamo fatto questa riconversione non per risparmiare danaro, perché la spesa è sempre la stessa, ma per utilizzare bene il personale, le risorse, le strutture ospedaliere e quelle del territorio. Quindi non ci sono stati tagli, di nessun tipo: semplicemente, come si fa in casa, quando c’è scarsità di un elemento, si cerca di concentrare tutte le risorse dove servono». In più Emiliano ha sottolineato che “avremo 5 ospedali di secondo livello, significa il massimo livello che esiste in Italia, 11 di primo livello, ospedali molto ben attrezzati con quasi tutte le specializzazioni».

FB_20160226_11_11_22_Saved_PictureCASARANO. «Non è immaginabile la presentazione di un riordino ospedaliero così importante avvenga il sabato e che il lunedì successivo il governo regionale approvi e impacchetti tutto per l’invio al governo nazionale. Non è la partecipazione annunciata e propagandata da Emiliano e da tutti i suoi salentini in Giunta Regionale. La salute dei cittadini e le garanzie dei livelli assistenziali nei nostri territori non possono essere liquidate in 48 ore». Questa la netta posizione del presidente della Provincia Antonio Gabellone, espressa in una nota ufficiale e confermata anche giovedì 25 a Casarano nel corso del Consiglio intercomunale svoltosi a sostegno del “Ferrari”. Accanto alle critiche c’è anche l’appello al presidente Emiliano “affinché possa fermarsi e pur in temi rapidi e certi possa dare la possibilità a tutti gli attori sociali e sanitari di questo territorio di esprimere le rispettive perplessità, avanzare modifiche o miglioramenti con puntuali suggerimenti, migliorando il progetto che la Giunta Regionale ha in mente di adottare”. Lunedì 29 febbraio è, infatti, il giorno in cui scadono i termini per l’approvazione della delibera relativa al Piano di riordino ospedaliero cui sta lavorando il governo regionale. Il presidente della Provincia chiede una “ valutazione seria e corretta” dei dati sulla sanità salentina (popolazione ed età degli utenti, riduzione o meno delle nascite nei comprensori, disposizione geografica della sanità, stato di attuazione della medicina territoriale), “tenuto conto che il nuovo Piano avviene dopo il precedente riordino “che ha visto la chiusura dolorosa di Poggiardo, San Cesario, Maglie, Campi Salentina e Nardò“.

Stesse valutazioni vengono chieste anche da Casarano e dagli altri 14 paesi ieri rappresentati, da sindaci o delegati, nel Consiglio intercomunale svoltosi presso l’auditorium cui ha fatto seguito una partecipata marcia di protesta contro l’ipotesi di ridimensionamento dell’ospedale “Ferrari”. Ne è scaturita una deliberazione (sottoscritta anche dai comuni di Acquarica del Capo, Alliste, Collepasso, Matino, Melissano, Parabita, Presicce, Racale, Ruffano, Salve, Supersano, Taurisano, Taviano e Ugento ed inviata in Regione, con la quale vengono chieste “le motivazioni oggettive” che avrebbero determinato il declassamento ad ospedale di base del “Ferrari”.

 

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In alto l'ingresso del Pronto soccorso del "Ferrari" e, sopra da sinistra, Anna Maria De Filippi, presidente regionale del Tribunale per i diritti del malato, e Silvana Melli, direttore generale della Asl di Lecce

In alto l’ingresso del Pronto soccorso del “Ferrari” e, sopra da sinistra, Anna Maria De Filippi, presidente regionale del Tribunale per i diritti del malato, e Silvana Melli, direttore generale della Asl di Lecce

CASARANO. Sono 89 i casi affrontati dal Tribunale per i diritti del malato di Casarano nel 2015. Ad essi di aggiungono 166 accessi per richieste di informazioni. I casi sono stati suddivisi in tre categorie; accessibilità, adeguatezza e fruibilità. Le segnalazioni raccolte che hanno riguardato l’accessibilità dei servizi sanitari sono state 53, il 90% delle quali è relativo a difficoltà nella fruizione dei servizi ed il resto a ostacoli nell’acquisizione dei farmaci. Da segnalare che il grosso dei casi riguarda prestazioni ospedaliere e ambulatoriali (56%) e attese, ritardi e liste d’attesa (28%). Tra queste, la segnalazione di un paziente che avrebbe contratto l’epatite B in uno studio dentistico convenzionato con la Asl a causa delle mancate precauzioni igieniche da parte del medico dentista; la segnalazione, avvenuta il 21 gennaio 2015 di una paziente affetta da epatite C con cirrosi epatica, peraltro diabetica, cardiopatica e con altre patologie, con necessità di eseguire una risonanza magnetica addominale urgente, disponibile, però, solo a dicembre dello stesso anno.

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ospedali riuniti fotomontaggioCASARANO. Appare tutt’altro che pacifica l’operazione di accorpamento tra gli ospedali di Casarano e Gallipoli (nel fotomontaggio accanto idealmente uniti). Almeno sulla carta, il Piano di riordino ha già portato ad un’unica direzione amministrativa del “Presidio ospedaliero Casarano-Gallipoli”, dal primo febbraio provvisoriamente conferita ad Annamaria Paolini. Ma sono subito ritornate polemiche e mobilitazioni per la difesa dei due presidi territoriali. Le due comunità cittadine (facendosi scorta del sostegno delle municipalità vicine) sono subito ridiscese in campo con petizioni (a Casarano e dintorni) e cortei (a Gallipoli).
Nessuno intende cedere di un millimetro le posizioni acquisite: Casarano chiede l’avvio dei lavori per il nuovo lotto, finanziati dal 2006 con 14,4 milioni di euro, così come il completamento e l’adeguamento dell’esistente (il finanziamento è di 4,8 milioni di euro), il completamento di ostetricia (188mila euro) e del piano assunzioni (mancano otto primari) e non intende “mollare” Chirurgia pediatrica (reparto “d’eccellenza”), destinata a completare il nuovo Polo pediatrico del “Fazzi” (come anticipato da Piazzasalento lo scorso 26 novembre). Gallipoli, dal canto suo, non accetta il ruolo “subalterno” indicato nella bozza di piano che il governatore Emiliano intendeva portare in Giunta negli ultimi giorni del 2015. Tale piano (poi congelato in attesa del prossimo vertice romano tra Regione e ministero della Salute) assegnava al “Ferrari” il ruolo di ospedale di primo livello, aperto 24 ore su 24, trasformando il “Sacro Cuore” di Gallipoli in presidio per le lungodegenze, ovvero a ciclo diurno e specializzato nei cosiddetti “day-service”.

La proposta approvata all’unanimità il 15 dicembre dal collegio di direzione della Asl Lecce prevede a Casarano le “specialità di base” quali Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia e Pediatria, Cardiologia con terapia intensiva oltre a Chirugia pediatrica, Endocrinologia, geriatria, Nefrologia, Neurologia, servizio psichiatrico, Urologia, Terapia intensiva, day hospital oncologico. Lo stesso documento assegna al “Sacro Cuore” una funzione “di rilievo” nella rete delle medicine specialistiche legate alle gestione delle patologie croniche, alla riabilitazione, alla lungodegenza e alla chirurgia “programmabile” con Cardiologia, Medicina, Oncologia, Pneumologia, Lungodegenza, Riabilitazione cardio-respiratoria, Chirurgia, Ortopedia e “day surgery” specialistici come oculistica e otorino garantendo il potenziamento del Pronto soccorso traumi estivo. Intanto dalla Regione giunge un altro chiaro segnale: «Il 2016 sarà l’anno dei cantieri per i nuovi ospedali». Tra i cinque c’è anche il nuovo ospedale tre Maglie e Melpignano. Anche alla luce di tali progetti, ritorna l’eco delle parole dell’allora direttore generale della Asl leccese Valdo Mellone più volte invitò Casarano e Gallipoli a ricercare una soluzione condivisa.

Uno dei punti–raccolta a Casarano (foto Pejrò)

Uno dei punti–raccolta a Casarano (foto Pejrò)

CASARANO. Ha superato le 10mila adesioni la petizione avviata a Casarano dal comitato civico “Pro Ferrari” a sostegno del locale ospedale. I risultati della raccolta firme avviata lo scorso 10 gennaio, e subito estesa in molti centri vicini, sono stati presentati questa mattina in un incontro con gli organi di informazione presso il Sedile comunale. Le firme valide sono state 8.542, quelle incomplete 500 e quelle raccolte on-line attraverso il sistema “change.org” 1.128. In questa settimana sarà il presidente del Comitato, Emanuele Legittimo, a consegnare le firme direttamente a Bari presso la presidenza del Consiglio regionale. La mobilitazione è stata sostenuta attivamente anche ad Ugento, Collepasso, Taurisano, Alliste, Racale, Felline, Presicce, Acquarica del Capo, Parabita, Matino e Sogliano Cavour. In vista del preannunciato Piano di riordino ospedaliero regionale, il comitato chiede il rispetto dei progetti di potenziamento del “Ferrari” dalla costruzione (già finanziata) del quarto lotto, all’incremento del personale ed alla difesa dei reparti di Chirurgia pediatrica e Ostetricia.    

Uno dei punti–raccolta a Casarano (foto Pejrò)

Uno dei punti–raccolta a Casarano (foto Pejrò)

CASARANOTremila firme sono state raccolte domenica scorsa tra Casarano ed alcuni centri vicini in adesione all’invito del Comitato “Pro-Ferrari” a sostegno del locale ospedale. Oltre ai nei pressi delle parrocchie cittadine e nelle vicinanze dell’ospedale, la petizione è stata avviata anche a Taurisano (con 500 adesioni), Ugento (500), Felline (300) e Sogliano Cavour (100). «La raccolta di firme proseguirà anche nei prossimi giorni», fanno sapere dal Comitato anticipando l’impegno dell’Amministrazione comunale di Collepasso che avvierà la petizione in piazza da domenica prossima. Il comitato ringrazia, inoltre, anche i tifosi allo stadio hanno esposto uno striscione “a sostegno della causa comune”. La petizione punta al rilancio del ruolo del “Ferrari” dinanzi alle ipotesi di ridimensionamento che sembrano giungere dall’esecutivo regionale.

ospedale - nuova segnaletica esterna - casarano  (2)emanuele legittimoCASARANO. Dopo un periodo di sosta, riprendono le attività del comitato civico “Pro Ferrari”. Diverse le iniziative proposte dall’assemblea riunitasi nei giorni scorsi: una petizione per chiedere l’avvio dei lavori per il nuovo lotto, un consiglio comunale monotematico con la partecipazione dei sindaci del comprensorio e il coinvolgimento di cittadini e rappresentanti politici in seno al consiglio regionale. Presenti, oltre al sindaco Gianni Stefàno, a diversi esponenti politici locali e rappresentanti di associazioni cittadine, i sindacalisti Franco Bartolomeo (Cisl), Mario Riso (Uil) e Giovanni D’Ambra (Cisal).
I lavori del comitato, che si pone l’obiettivo di tutelare e potenziare l’ospedale casaranese, erano stati sospesi alla vigilia delle elezioni regionali.
«Dall’assemblea è emerso – commenta Emanuele Legittimo (foto), presidente del comitato – che bisogna aggiornare, con i dati attuali, il report sul “Ferrari” che presentammo a suo tempo in Regione, proprio perché, prima di iniziare un nuovo percorso, occorre avere dati oggettivi su cui discutere. Daremo corso, inoltre, a una petizione per l’avvio dei lavori della nuova ala, finanziati nel 2006 con 14,4 milioni e mai partiti per una serie di ricorsi e cavilli burocratici. Inoltre, sensibilizzeremo le comunità vicine. Siamo consapevoli che si tratta di una battaglia difficile, ma, se continueremo a lavorare come abbiamo fatto in questi tre anni, non sarà una battaglia persa».

L'ospedale "Ferrari" e Luca Sabato dell'Aido. In basso l'assessore Laura Parrotta e l'ex consigliere Marrella

L’ospedale “Ferrari” e Luca Sabato dell’Aido. In basso l’assessore Laura Parrotta e l’ex consigliere Marrella

PzzSlnt_32_01.inddCASARANO. Da oggi si può dare il consenso per la donazione degli organi e dei tessuti semplicemente richiedendo o rinnovando la carta di identità. La decisione è stata adottata nei giorni scorsi, quando la Giunta, accogliendo la proposta dell’ex consigliere comunale Giampiero Marrella, ha dato attuazione ad una circolare ministeriale. «Si tratta – spiega Marrella – non di un obbligo, ma di un’opportunità che consente di raggiungere e sensibilizzare la maggior parte dei cittadini. Peraltro, nei Comuni dove questo sistema è già stato adottato, si registrano percentuali di consensi altissime rispetto al trend registrato precedentemente». «La donazione di organi – commenta l’assessore Laura Parrotta – è l’unica terapia per alcune gravi malattie in casi altrimenti non curabili. Il trapianto per molti pazienti è l’unico mezzo per tornare ad avere una qualità della vita normale o per vedere aumentare le proprie aspettative di vita. La donazione degli organi si può definire l’atto di solidarietà per eccellenza verso il prossimo». Intanto, nei giorni scorsi, è stato eseguito, al “Ferrari” di Casarano, un nuovo prelievo di cornee, l’ottavo eseguito in Puglia “a cuore fermo” nel 2015.

La donatrice, una donna 66enne deceduta a causa di una pancreatite acuta fulminante, ha potuto donare solo le cornee, in quanto l’accertamento della morte ha seguito i criteri cardiologici e non quelli cerebrali. In sostanza, si è dovuto attendere venti minuti, da quando il cuore ha terminato di battere, per potere effettuare il prelievo. Un lasso di tempo troppo alto per scongiurare il rischio di danni irreparabili agli organi. Il prelievo è stato eseguito da Matteo Gagliano, medico del “Ferrari”, formatosi appositamente per rendere autonomo il nosocomio salentino sul fronte del prelievo delle cornee. Si tratta del secondo prelievo, uno dei quali multiorgano, effettuato quest’anno al “Ferrari”, dopo diverse opposizioni da parte dei parenti di potenziali donatori. La speranza è che attraverso la nuova possibilità fornita ai casaranesi, i donatori possano aumentare. Nel frattempo, continua l’attività di sensibilizzazione dell’Aido presieduta da Luca Sabato che, il 3 e il 4 ottobre scorsi, ha aderito alla giornata nazionale dell’informazione e dell’autofinanziamento, allestendo uno stand in piazza San Domenico.

CASARANO. In attesa che il Piano di riordino ospedaliero pugliese, dopo aver accorpato per ora solo sulla carta gli ospedali di Casarano e Gallipoli, definisca nel dettaglio la suddivisione di reparti e specialità, i due nosocomi appiaono già “uniti” nel lamentare varie situazioni di precarietà. Sul fronte del “Ferrari” ha del clamoroso la richiesta di trasferimento collettivo degli infermieri del Pronto soccorso che da mesi segnalano le particolari situazioni di “stress ambientale e lavorativo” dovute a “condizioni di lavoro massacranti” per carenza d’organico. La nota in questione è stata indirizzata al direttore di reparto Mario Ricci ed al direttore sanitario Gabriella Cretì. Stesso problema nell’Unità complessa di Nefrologia e Dialisi. Non è da meno l’ospedale gallipolino. In una nota, il presidente dell’associazione “Sacro Cuore di Gesù”, Giacinto Scigliuzzo, lamenta le situazioni che “penalizzano” il nosocomio. In particolare la riduzione delle sedute operatorie di chirurgia generale “che ha fatto cancellare interventi destinati a pazienti anche oncologici”. «Ciò non dipende da cause di forza maggiore – afferma Scigliuzzo – ma dall’indisponibilità della Asl a corrispondere i compensi aggiuntivi previsti dal contratto nazionale di lavoro per i medici anestesisti costratti a fare turni di lavoro che vanno al di là dell’ordinario e dello straordinario”. Gallipoli punta, inoltre, sul completamento dei lavori di ristrutturazione dels ettore operatorio “non utilizzabile per la mancanza di poche migliaia di euro”.

Non mancano, tuttavia, le note positive. Se il centro immunotrasfusionale del “Sacro Cuore” è stato già accreditato come “idoneo” per il servizio di raccolta così come previsto dalla nuova normativa (a breve lo sarà anche Casarano), il “Ferrari” può vantare la collaborazione della propria equipe medica, guidata dal dottor Carlo Rossi, del reparto di Chirurgia pediatrica con il reparto di Terapia intensiva neonatale del Fazzi” di Lecce. A seconda delle difficoltà, gli interventi potranno essere svolti a Lecce o a Casarano.

Ospedale di casarano 4 CASARANO. Insieme per conoscere e “controllare” il diabete. Si è svolto nei giorni scorsi, a Sternatia, l’ultimo in ordine di tempo, il week end formativo organizzato dall’équipe guidata dal dottor Giuseppe Ponzi, responsabile del Centro diabetologico pediatrico dell’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano, con il supporto dell’Associazione  pediatrica diabetici del Salento presieduta da Marina Scorrano (foto) che raggruppa i genitori dei bambini con diabete della provincia di Lecce. All’incontro hanno preso parte Natalia Piana e Gianni Romani, tra i massimi esperti nazionali in educazione terapeutica rivolta a pazienti con diabete, Roberta Estrafallaces dell’Apds e i membri dell’équipe coordinata dal dottor Ponzi: Silvana Casciaro, Carla Congedo, Alessandra Vanni, Marina Coluccia e Maria Antonietta Coluccia.

Scopo dell’evento era quello di offrire alle famiglie interessate un supporto concreto per imparare a convivere con il diabete, gestendo la patologia nella quotidianità. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel modo di approcciarsi a questa patologia; un approccio che, ovviamente, non trascura i farmaci, ma che assegna un ruolo fondamentale alla psicologia. In provincia di Lecce ben 190 bambini e ragazzi di età inferiore a 18 anni sono affetti da “diabete 1” e le statistiche non lasciano ben sperare per il futuro, visto che nell’ultimo anno sono stati diagnosticati, nel solo Salento, 26 nuovi casi.
Il dottor Ponzi non ha dubbi su come affrontare la patologia: «alla maggiore efficacia degli attuali farmaci per il trattamento del diabete 1, deve corrispondere un approccio integrato medico-psicologico focalizzato sul bambino e sulla famiglia, sin dall’esordio della malattia».

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ospedale sit-in 17.7.2013 casarano

CASARANO. Si rimette in marcia la protesta del comitato civico in difesa dell’ospedale “Francesco Ferrari”. Mentre (o forse proprio per questo) l’assessore regionale alla Sanità Elena Gentile visita il “Sacro Cuore” di Gallipoli e il “Delli Ponti” di Scorrano, garantendo interventi di potenziamento, a Casarano (dove la Gentile è stata lo scorso aprile) è ritornato il sit-in davanti al nosocomio.

A scatenare nuove reazioni anche quanto dichiarato dal direttore generale della Asl leccese Valdo Mellone in un’intervista televisiva le cui parole sono state ritenute una “stroncatura” per le speranze di sopravvivenza dei punti nascita sia di Casarano che di Gallipoli (ancora attivi anche se soppressi da una delibera della Giunta regionale del giugno 2012).

«Sono arrivate notizie “rassicuranti” solo sui tempi di costruzione del nuovo ospedale di Melpignano», ha affermato il sindaco Gianni Stefàno che, per giovedì 25 luglio, ha convocato una riunione degli amministratori dei Comuni limitrofi a Palazzo di Città. «Vorremmo sapere a quali ospedali dovranno rivolgersi le gestanti e in generale i pazienti del centro Salento e di quali e quanti disagi dovranno farsi carico», afferma Stefàno. L’obiettivo dichiarato è quello di salvare il salvabile. «Siamo disposti a fare sacrifici ma solo sulla base di scelte razionali che hanno al centro la salute dei nostri concittadini. Ritengo – continua il Primo cittadino – più opportuno investire e specializzare maggiormente ospedali come il “Ferrari” sui quali sono stati fatti investimenti importanti e che risulta già classificato tra i più attrezzati della regione».

Intanto, a margine della manifestazione dello scorso 22 luglio davanti all’ospedale, si è aperta la polemica per l’assenza di rappresentanti del Pdl, il partito dello stesso Stefàno, che ha risposto ricordando proprio l’avvenuta convocazione della riunione degli amministratori dei Comuni limitrofi.

Al sit-in erano presenti più rappresentati politici e sindacali che semplici cittadini, “ma la macchina ha ripreso a camminare”, come afferma il presidente del comitato Emanuele Legittimo. «Esprimo soddisfazione per l’esito del recente sit-in. Non era semplice – afferma Legittimo – presenziare tenuto conto che l’urgenza degli avvenimenti ha imposto di scegliere un giorno lavorativo e per questo ringrazio tutte le forze politiche, sindacali e le associazioni che hanno aderito. È  solo il primo passo di una nuova mobilitazione che ci porterà, a breve, ad altre forme di mobilitazione sempre convinti che la conservazione del punto-nascita del “Ferrari” e la tutela dell’intero ospedale non rappresentino una semplice lotta campanilistica».

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Stefàno: «O facciamo in questo modo o rischiamo di perdere tutto quanto»

Gianni Stefàno

Casarano. La delega (anche formale) ad attuare “ogni iniziativa utile” per “salvare il salvabile” c’è.   È quella conferita dal Consiglio comunale, “aperto e monotematico”, di fine febbraio quando, su proposta delle minoranze, il sindaco Gianni Stefàno (Pdl) venne impegnato per coinvolgere i Consigli comunali dei Comuni facenti parte del Distretto sanitario e del comprensorio, anche per il tramite della Conferenza dei Sindaci, “per giungere ad una proposta unitaria sul tema del Punto nascita”.

Si è partiti infatti dalla difesa del reparto di Ostetricia e ginecologia del “Ferrari” (cancellato sulla carta al pari di quello del “Sacro Cuore” di Gallipoli, entrambi attualmente ancora in pieno funzionamento), per arrivare  all’ottica della “della salvezza complessiva del presidio ospedaliero”, come afferma Stefàno.

«Ho avuto dei contatti in tal senso con il sindaco Errico ed a breve credo si possa organizzare un incontro tra le delegazioni delle due amministrazioni comunali con la direzione sanitaria e le organizzazioni sindacali per capire come muoverci. Di certo – continua Stefàno – anche alla luce del progetto di costruzione del nuovo ospedale tra Maglie e Melpignano, la strada degli ospedali riuniti tra Casarano e Gallipoli mi sembra l’unica percorribile altrimenti si rischia di perdere tutto da qui a qualche anno». L’ideale sarebbe giungere ad una “proposta unitaria” tra le due città come proposto praticamente in ogni incontro sul tema negli ultimi mesi e come “suggerito” più volte dallo stesso direttore generale della Asl di Lecce Valdo Mellone. «Per noi sarà fondamentale capire se e quali novità potranno esserci a livello di governo regionale», conclude Stefàno.

Errico: «Servono un polo chirurgico e un polo medico. Ce la faremo»

Francesco Errico

Gallipoli. «In quest’area c’è bisogno di un polo chirurgico e di un polo medico. Lo penso da tempo e credo che questa sia l’unica soluzione, in questo quadro di crisi di risorse. Solo riducendo la spesa, togliendo duplicati e sovrapposizioni, si può garantire una sanità efficiente, senza smantellare però tutto e lasciare i cittadini in balia di viaggi e servizi lontani»: il Sindaco Francesco Errico (Udc) non mostra dubbi sul futuro prossimo del sistema sanitario dell’arco jonico, messo a repentaglio da bruschi tagli nazionali e regionali. Errico, che è medico e figlio di medici, ha anche un’idea su come potrebbe l’assetto del prossimo futuro: «Probabilmente si potrebbe pensare a completare un polo chirurgico qui, dove ci sono otto sale operatorie attrezzate alla perfezione, in una struttura nuova e ancora parzialmente utilizzata, e a Casarano un polo medico con day hospital e tutti gli altri servizi integrati col “Sacro Cuore”».

Nel frattempo il primo cittadino gallipolino ha inoltrato un nuovo ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Lecce (che ha appena concesso la sospensiva al provvedimento adottato dall’Asl), stavolta contro il trasferimento di un medico ginecologo da Gallipoli a Galatina, un’azione diretta e chiara “contro depauperamenti e ridimensionamenti”, essendo risultata vana una precedente diffida ai vertici Asl. «Invece di nove unità ce n’erano cinque in Ostetricia e Ginecologia, ora addirittura quattro…», spiega.

«Chi farà il primo passo? Ci siamo già sentiti e visti col collega di Casarano – risponde infine Errico – al più presto ci rivedremo e tireremo fuori la proposta migliore da avanzare all’Asl nell’interesse di tutti i cittadini».

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Il reparto di Ostetricia-Ginecologia del Ferrari

Casarano. Resiste, almeno per ora, il reparto che “deve chiudere”.

«Il 2012 si è chiuso con 490 parti malgrado il gran parlare che si è fatto in merito alla chiusura del punto nascita. In molti – afferma il dottor Lorenzo Sabato, direttore di Ostetricia e Ginecologia del “Ferrari” – credono addirittura che il reparto sia già chiuso, e non parlo solo di pazienti, ma anche di alcuni colleghi medici che indirizzano le partorienti altrove».

Il dottor Lorenzo Sabato

In reparto si lavora dunque a pieno ritmo anche se con prospettive sempre incerte. «Ci manca la tranquillità necessaria perchè si susseguono notizie contraddittorie senza le quali avremmo di certo superato quota 500 parti nel 2012 così come programmato. Abbiamo, comunque, interventi chirurgici programmati sino a fine febbraio ed ecografie morfologiche prenotate fino ad aprile. Qualunque sarà il nostro destino non credo, però, che da un giorno all’altro l’ospedale di Scorrano sarà in grado di assorbire la nostra mole di lavoro», afferma ancora Sabato.

Il punto nascita del Ferrari, da chiudersi secondo il Piano di riordino ospedaliero regionale già dallo scorso primo gennaio insieme a Gallipoli, aveva registrato 486 nascite nel 2011 malgrado i lavori di ristrutturazione ne avessero limitato le potenzialità. Ad oggi dispone di 15 posti letto, oltre agli ambulatori, gestiti da sette medici, oltre al primario. La ristrutturazione dell’intero secondo piano del secondo blocco del Ferrari non è, tra l’altro, ancora terminata. «Ad oggi sarebbero sufficenti un paio di mesi di lavori per ultimare le ultime stanze e permetterci di funzionare a pieno regime», conclude Sabato.

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L’ingresso del “Ferrari” a nuovo con le due corsie

Casarano. Sarà a “rischio chiusura” ma si presenta decisamente bene l’ospedale civile “Ferrari”.

Ultimo intervento in ordine di tempo l’apertura del cancello di destra (chiuso dal 1968) che permette ora di disciplinare con due corsie l’ingresso e l’uscita dal nosocomio migliorando e mettendo in sicurezza la viabilità interna e soprattutto l’accesso al pronto soccorso.

Allo stesso tempo è giunta la notizia della fine del lungo contenzioso amministrativo per l’assegnazione dell’appalto per la quarta torre dell’ospedale con un progetto da oltre 14 milioni di euro che serviranno per ampliare la struttura e sostituire l’area nella quale si trovano oggi gli uffici amministrativi.

Si tratta di situazioni che non sembrano compatibili con l’ipotesi (al momento è solo questo) di una definitiva chiusura del “Ferrari” con l’entrata in funzione del nuovo ospedale del Sud Salento che dovrebbe sorgere tra Maglie e Melpignano. Per la nuova, grande, struttura, la Regione ha chiesto (con la delibera di Giunta dello scorso 7 agosto)  l’assegnazione del previsto finanziamento di circa 92 milioni di euro.

Nello stesso atto si specifica che l’area di Casarano, insieme a quelle di Maglie, Scorrano, Galatina, Poggiardo e Otranto, sarà “funzionale al nuovo ospedale del Sud Salento.

È ancora tutto da chiarire se questo vuol dire che per il “Ferrari” si profila (anche se tra alcuni anni) la chiusura definitiva ma la paura c’è, anche alla luce degli ultimi provvedimenti di ridimensionamento (vedi l’annunciata chiusura di  Ostetricia).

«É questa la strategia di lungo periodo della Regione che intende lasciare solo il “Fazzi” di Lecce, il “Panico” di Tricase ed il nuovo ospedale del Sud Salento», afferma il sindaco Gianni Stefàno che si dice pronto a contrastare in ogni modo l’eventuale decisione.

Ad allarmare sono, però, anche altri segnali. Tra questi “le mancate nomine dei primari mancanti ed il trasferimento di alcuni servizi dal nostro Distretto sanitario in funzione dell’ospedale che dovrà sorgere a Maglie”, come affermato dal consigliere comunale Massimo D’Aquino (Liber@città). Come giustificare, quindi, intereventi come quelli appena completati al “Ferrari”? Si tratterebbe soltanto di una sorta di “paravento” per poter operare scelte ben più importanti “senza clamore”, come segnalato dallo stesso D’Aquino, tra l’altro anche dipendente della Asl.

In attesa degli eventi (e magari di comunicazioni ufficiali) la sensazione è che la battaglia già avviata in difesa di alcuni reparti sia pronta a rimettersi in marcia.

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Il nosocomio di Casarano

Casarano. Tornano ad addensarsi le nubi sul futuro dell’ospedale  “Ferrari”. La delibera approvata dalla Giunta regionale lo scorso 7 agosto e che prevede la realizzazione di cinque nuovi ospedali in Puglia, tra i quali uno da collocare tra Maglie e Melpignano, suona, per il nosocomio cittadino, come una condanna a morte.

L’esecutivo regionale ha, di fatti, dato il via libera alla richiesta di accesso ai fondi assegnati con l’articolo 20 della legge 67 del 1988 per il finanziamento degli interventi di riqualificazione della rete ospedaliera. La Puglia, pur avendo diritto a utilizzare 564 milioni, ne ha chiesti “solo” 536, necessari per realizzare nuovi 2.057 posti letto. Per l’ospedale del sud Salento, sono previsti 385 posti letto per un investimento complessivo di circa 93 milioni.

Qualora il nuovo ospedale dovesse essere effettivamente realizzato, il “Ferrari” sarebbe destinato alla chiusura. Quello che si temeva, quindi, pare destinato a divenire realtà. Quanti gridavano al progressivo e silente smantellamento dell’ospedale casaranese, forse avevano visto bene. Il paradosso, però, c’è ed è colossale. Il piano di riordino e la costruzione dei nuovi presidi ospedalieri, che dovrebbero garantire una gestione efficiente delle risorse umane e finanziarie, in realtà potrebbero rappresentare l’ennesimo spreco di una sanità che stenta a trovare la propria identità.

L’ospedale di Casarano, infatti, è stato e continua ad essere interessato da lavori di ristrutturazione e ammodernamento. Alcuni casi sono a dir poco emblematici. Il 3 marzo sono stati ultimati i lavori di ampliamento del reparto di Ostetricia e non più tardi dello scorso maggio, invece, sono stati appaltati i lavori per l’adeguamento e messa a norma dell’impianto di climatizzazione del blocco operatorio del reparto di Ginecologia e sale operatorie, per un progetto di 184.500 euro.

E che dire dell’acquisto di una nuova Tac grazie ad un bando da 2,5 milioni di euro per la fornitura di quattro diverse apparecchiature da destinare ad altrettanti ospedali, sbloccato dopo mesi da una sentenza del Consiglio di Stato il 27 gennaio? Intanto, si aspetta analogo pronunciamento anche in relazione al bando da 14milioni e 210mila euro per i lavori di adeguamento e messa a norma dell’ospedale, pubblicato nel 2010 ma ancora in attesa della definitiva assegnazione a seguito di una serie di ricorsi.

Alberto Nutricati

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Casarano. Il bando pubblicato dall’Asl di Lecce il 15 febbraio del 2010 mette a disposizione 14milioni 210mila euro da destinare alla progettazione esecutiva e all’esecuzione dei lavori di completamento e adeguamento a norma del presidio ospedaliero “Francesco Ferrari” di Casarano.

Nello specifico, il bando prevede, in primo luogo, l’ampliamento del presidio con la realizzazione del quarto monoblocco e della hall-reception e, in secondo luogo, la ristrutturazione parziale del secondo e del terzo monoblocco e degli uffici amministrativi.

Al di là della realizzazione del quarto monoblocco, quindi, si dovrà procedere all’adeguamento funzionale del terzo monoblocco e dei collegamenti tra i diversi corpi di fabbrica.

Il bando prevede, inoltre, che la progettazione esecutiva debba essere terminata entro sessanta giorni dalla stipulazione del contratto di appalto e che i lavori debbano essere ultimati entro 1.092 giorni dalla data del verbale di consegna dei lavori. Il mancato rispetto delle scadenze comporterà delle penali, secondo quanto indicato nel capitolato speciale d’appalto.

La realizzazione del quarto monoblocco è fondamentale nell’ottica del previsto riordino ospedaliero. La nuova struttura si articolerà su tre piani fuori terra ed uno interrato. Grazie ai nuovi spazi a disposizione sarà ridisegnata la fisionomia del «Ferrari». Nel nuovo monoblocco, infatti, troveranno posto alcuni reparti attualmente collocati in spazi inidonei, migliorandone, così, il funzionamento e permettendo al personale medico, paramedico ed amministrativo di lavorare in condizioni adeguate.

                                         AN

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I carabinieri del Nucleo antisofi - sticazioni hanno “visitato” l’ospedale. Tutto, o quasi, in ordine

Casarano. Ennesima fumata nera sui lavori di adeguamento e messa a norma del «Francesco Ferrari» di Casarano.

A rinviare l’assegnazione definitiva della gara è il Consiglio di Stato, che, con una recente ordinanza, ha sospeso la precedente sentenza della sezione distaccata del Tar di Lecce.

Il bando in questione era stato pubblicato dalla Asl di Lecce il 15 febbraio 2010, allo scopo di procedere con la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori di completamento ed adeguamento a norma del presidio ospedaliero di Casarano. In ballo ci sono ben 14milioni 210mila euro. A tanto, infatti, ammonta la base di gara. Degli oltre 14milioni messi a disposizione, dieci milioni 550mila sono destinati ai lavori, 150mila agli oneri non soggetti a ribasso e 250mila alle attività di progettazione.

Ad aggiudicarsi il corposo appalto era stata la società Edilcostruzioni srl. Era abbastanza prevedibile, però, che, dinanzi ad un importo di quella portata, l’azienda classificatasi al secondo posto, il Conscoop-Consorzio fra cooperative di produzione e lavoro, non gettasse così facilmente la spugna.

Per questo motivo, il Conscoop ha presentato ricorso al Tar, contestando la legittimità della decisione della Asl.

Per tutta risposta, anche la Edilcostruzioni, difesa dall’avvocato Pietro Quinto, ha presentato un ricorso incidentale, impugnando a sua volta la legittimità della procedura di gara con riguardo alla mancata esclusione del Conscoop.

Il Tar si è pronunciato sulla questione con una sentenza depositata lo scorso 12 gennaio. Il Tribunale amministrativo regionale, sezione di Lecce, ha respinto il ricorso della Edilcostruzioni ed ha accolto quello del Conscoop, presentato dall’avvocato Federico Massa, «sia con riguardo alla domanda demolitoria che con riguardo alla domanda di risarcimento in forma specifica».

A quel punto, però, è stata la Edilcostruzioni a passare al contrattacco, rivolgendosi direttamente al Consiglio di Stato.

Per il momento, la contromossa della Edilcostruzioni si è dimostrata vincente. Il massimo organo della giustizia amministrativa, infatti, con un’ordinanza emessa lo scorso 24 febbraio, ha sospeso la precedente sentenza del Tar.

L’istanza cautelare presentata da Edilcostruzioni è stata accolta dal Consiglio di Stato, allo scopo di evitare «il pregiudizio grave e irreparabile che potrebbe derivare dalla esecuzione della sentenza appellata».

Nello specifico, la Camera di consiglio, composta dal presidente Pier Giorgio Lignani e dai consiglieri Alessandro Botto, Bruno Rosario Polito, Angelica Dell’Utri e Paola Alba Aurora Puliatti, ha sospeso l’esecutività.

Alberto Nutricati

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Arriva la Tac negli ospedali Sacro Cuore di Gallipoli ed al Ferrari di Casarano

Casarano. Due anni per comprare quattro Tac per altrettanti ospedali, strumenti delicatissimi e vitali in materia di diagnosi. La sigla, che sta Tomografia assiale computerizzata, nel linguaggio comune è purtroppo diventata ben nota, a riprova del diffuso e tante volte inevitabile ricorso in campo medico a simili apparecchi. Due anni di carte bollate e di scontri legali intorno a 2 milioni e mezzo di euro e, soprattutto, sopra le speranze di medici, pazienti e loro familiari  ed i loro diritti.

Ma la grossa cifra, riguardante tra gli altri il “Sacro Cuore” di Gallipoli e il “Ferrari” di Casarano, ha suscitato appetiti tali che tra ricorsi, sentenze, nuovi ricorsi e ulteriori giudizi sono stati chiamati in ballo i magistrati civili del Tribunale amministrativo regionale di Lecce e di recente il Consiglio di Stato.

In conclusione, dopo quasi 800 giorni di attesa da parte dell’Asl di Lecce, l’appalto è andato alla General Electrics  Medical Systems Italia, una spa di Milano con casa madre negli Usa. Il Tar lo scorso ottobre ha dapprima bocciato l’assegnazione della fornitura fatta dalla Asl in favore della Siemens Ati (associazione temporanea d’imprese guidata dall’azienda tedesca), che aveva avuto la meglio nella gara indetta il 15 giugno 2010, non solo sulla ricorrente ed oggi vincitrice, ma anche su Toshiba Europe e l’olandese Philips.

Il nuovo direttore generale dell’Asl, dottor Mellone, ha quindi preso atto dell’ultima sentenza del Consiglio di Stato (rigettata la sospensiva della Siemens della bocciatura del Tar di Lecce) ed ha firmato la delibera per l’acquisto delle 4 Tac, non senza un moto di sollievo: «Se la sospensiva fosse stata concessa saremmo stati in un mare di guai», ha detto il manager, atterrito dall’idea di aspettare ulteriormente giudizi e mosse legali dei contendenti in campo arrivati qui da mezzo mondo.

 

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Casarano. Morì al “Ferrari” dopo alcuni giorni dall’incidente stradale, ma la colpa non è dei medici dell’ospedale. Così ha stabilito la consulenza medico-legale, disposta dalla Procura della Repubblica di Lecce, corredata dai risultati dell’autopsia e dagli esami istologici e tossicologici, depositata il 5 gennaio scorso dal dottor Roberto Vaglio.

Il decesso di Davide Iaccarino, 22 anni, disabile casaranese, sempre secondo la perizia è avvenuto per una grave forma di insufficienza respiratoria, collegata alla frattura riportata nell’incidente. La circostanza esclude definitivamente da ogni responsabilità i medici del reparto Ortopedia del “Ferrari” e aggraverebbe, invece, la posizione del conducente dell’auto che ha provocato lo scontro tra le auto.

I risultati della consulenza medico-legale, ordinata dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi, titolare del relativo fascicolo, hanno stabilito che il ragazzo è deceduto a causa di una “sindrome da distress respiratorio”, una grave forma d’insufficienza respiratoria che si associa spesso agli eventi traumatici, in particolare con le fratture.

Il ragazzo, infatti, il 16 gennaio 2011 era rimasto vittima di un banale incidente stradale avvenuto in una stradina del centro di Casarano. L’auto che trasportava Iaccarino e la sua famiglia, guidata dal padre, fu travolta da un altro veicolo. Il giovane  rimase ferito a una gamba e fu accompagnato da un’ambulanza del 118 presso il Pronto soccorso del nosocomio casaranese, dove i medici gli riscontrarono una frattura al femore, disponendone il ricovero presso il reparto di Ortopedia.Nei giorni successivi le condizioni del ragazzo si aggravarono all’improvviso.

Il paziente cominciò ad accusare un malessere diffuso e febbre alta tanto che i medici lo trasferirono d’urgenza in Rianimazione. Pochi giorni dopo, il 21 gennaio,  il giovane si spense. I genitori del ragazzo, attraverso il loro legale, l’avvocato Alberto Chiriacò, presentarono un esposto in Procura per capire se la morte fosse dovuta a cause naturali o a presunte negligenze dei medici dell’ospedale.

La consulenza medico-legale esclude ora responsabilità dirette dei medici del reparto di Ortopedia e metterebbe in ulteriori guai il conducente dell’altra macchina coinvolta nel sinistro, già iscritto nel registro degli indagati. Secondo la ricostruzione dell’incidente, infatti, l’uomo sarebbe responsabile del sinistro in cui fu coinvolta la famiglia del giovane deceduto.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...