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Oriele Rolli

Cutrofiano – Ecco San Rocco e “Li giorni de li trainieri”. Ritorna la terza domenica di settembre, come da tradizione, la fiera di San Rocco. Già sabato 22, a partire alle 20, in in via Montale, rione Piani, si esibiranno gruppi popolari di pizzica e di reggae. Gli spettatori potranno ascoltare musica e gustare prodotti tipici negli stand enogastronomici. Nel corso della serata, sarà presentata anche la squadra di calcio locale che milita nel campionato di seconda categoria, con dj set “Lu Puccione”.

I cavalli e i trainieri protagonisti domenica, a partire dalle 9.30 si esibiranno i cavalli provenienti dalle migliori scuderie. Sfileranno carri, traini della migliore tradizione contadina, cavalli con bardamenti colorati, puledri e pony . Per gli esemplari più belli previsti premi e trofei. Un premio anche per il cavallo da lavoro più bravo e per il gregge di pecore e di capre più bello.

«Stiamo investendo molto nell’offerta turistica e nella valorizzazione delle nostre tipicità – dicono il sindaco Oriele Rolli e l’assessore alle Attività produttive, Tommaso Campa (foto) – stiamo incentivando le attività di promozione e di marketing a favore delle peculiarità del nostro territorio. Con questa manifestazione vogliamo far rievocare la storica figura del trainiere».

Non c’è dubbio, infatti, che il trainiere era una figura caratteristica del territorio, impegnato a trasportare il materiale estratto dalle cave o, in tempo di vendemmia, l’uva dai vigneti. E non c’è dubbio che il vanto del trainiere era proprio il cavallo come in un canto di Uccio Aloisi “E lu preggiu de la donna/e mo’ è lu capellu/e quello del trainieri è lu cavaddhru./E gge lu cavaddhru nah/,gge lu cavaddhru/e l’aria del trainieri è lu cavaddhru”. Una volta all’anno, quindi, la terza domenica di settembre, la scena è tutta loro.

Cutrofiano – Festa grande a Cutrofiano domani, domenica 7 gennaio, per l’ingresso della città nel circuito nazionale delle “Città della ceramica”. Cutrofiano si aggiunge alle 39 che ne fanno parte, tra cui solo due pugliesi: Grottaglie e Laterza. L’appuntamento, a cui prenderanno parte il viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il sindaco Oriele Rolli (foto) e l’assessore alle Attività produttive Tommaso Campa, è per le ore 10.30 nella Congrega dell’Immacolata dove è ospitata la mostra nazionale itinerante “Grand tour.

L’associazione nazionale nata a Faenza nel 1999. Alla scoperta della ceramica classica italiana, curata dall’Associazione italiana città della ceramica (Aicc). Questa associazione, senza fini di lucro con sede a Faenza, è stata costituita nel 1999 con l’obiettivo di creare una rete nazionale delle città dove nel tempo si è sviluppata un’importante e significativa attività ceramistica che ha contribuito a creare un’identità ben definita. La mostra, che è stata inaugurata il 12 novembre scorso, presenta manufatti provenienti dalle città aderenti all’Aicc e traccia attraverso le ceramiche un vero e proprio percorso dall’età arcaica fino ai nostri giorni. Nella rassegna ci sono naturalmente manufatti dei ceramisti cutrofianesi che vantano un’antichissima tradizione che continuano a diffondere con numerose iniziative come la Mostra mercato della ceramica artigianale, che quest’anno ad agosto ha segnato la 45^ edizione, e un curatissimo Museo comunale della ceramica ricchissimo di testimonianze.

Il paese, la sua argilla, la creatività di bravi artigiani. A ben ragione, quindi, Cutrofiano entrerà nel novero delle città che hanno fatto della ceramica la loro cifra distintiva determinando anche lo sviluppo economico anche perché le competenze dei bravi artigiani si sono adeguate alle nuove esigenze delle innovazioni tecnologiche e delle richieste del mercato. D’altra parte il destino di Cutrofiano sembra contenuto già nel nome (tra le varie ipotesi dal greco “cutra” vaso o cutrubbu) e nella presenza nel terreno di uno strato d’argilla a poca profondità. L’attività dei vasai si sviluppò nel Medioevo (ma in recenti scavi archeologici, nel 2005, è stata trovata una fornace di epoca romana, per cui si può andare andare indietro nel tempo). Nel catasto onciario del Comune, che risale al 1700, sono annotate 31 botteghe in cui lavoravano 46 artigiani. In terracotta venivano realizzati piatti, bicchieri, zuppiere, capase per i legumi, giare per l’olio. Ora predominano oggetti d’arte finissima e i motivi di decoro sono originali, tramandati nei secoli, realizzati con l’aiuto di strumenti sofisticati. Sempre, però, con cura estrema e precisione, qualità che hanno dato origine a un modo di dire popolare: quando si desidera una persona o cose difficili da ottenere, si dice “Fatteli fare a Cutrufianu”.

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