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operazione santi medici

Casarano – I furti in chiese e parrocchie erano, ormai, diventati la loro specialità: sono 22 i casi attribuiti alla banda sgominata quest’oggi dai carabinieri di Maglie e di Casarano. Sono nove sono gli arrestati (tutti residenti a Casarano) e dieci gli indagati nell’operazione “Santi Medici”, così chiamata dai carabinieri perché proprio nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Neviano, nel febbraio 2016, vennero arrestati tre componenti della banda. I militari hanno agito all’alba insieme ai nuclei operativi di Foggia e Matera, a due unità cinofile del nucleo di Modugno e ad un veivolo dell’Elinucleo di Bari.

22 colpi in 18 comuni L’indagine, sviluppata dall’agosto 2015 all’agosto 2016, ha permesso non solo di accertare  22 colpi messi a segno in chiese, parrocchie ed istituzioni religiose di 17 comuni della provincia di Lecce, ma anche altri tre furti in bar e sale slot, per un valore della refurtiva valutabile tra i 200mila e i 250mila euro. L’attività investigativa ha pure portato alla luce altre attività illecite commesse dalla banda, dalla ricettazione al  traffico di stupefacenti, dalla detenzione abusiva di armi ai furti d’auto.

A Neviano i primi tre arresti Quello della notte tra il 26 e il 27 febbraio a Neviano non è stato il primo furto della banda: in quella circostanza i carabinieri si appostarono nei pressi della chiesa dei Santi Medici ad attendere i tre ladri dopo aver raccolto sufficienti indizi in seguito a precedenti  azioni dello stesso tipo compiute in altre chiese della zona. Da professionisti del settore l’attrezzatura utilizzata, vari arnesi da scasso, coltelli a serramanico, guanti, chiavi alterate e grimaldelli, per forzare porte e portoni e poi depredare denaro in contante, paramenti sacri e preziosi ex-voto. Nella loro disponibilità anche alcune pistole.

Le contromisure della banda A nulla sono valse le varie accortezze messe in atto dai vari componenti dell’associazione a delinquere per nascondere le proprie tracce: i ladri erano soliti, infatti, cambiare di frequento le schede telefoniche, prestando comunque la massima attenzione nel corso dei colloqui temendo, evidentemente, le intercettazioni dei carabinieri. I sopralluoghi, prima di entrare in azione, avvenivano solitamente in coppia e con auto prese a noleggio ovvero con auto o targhe rubate. In un caso l’autovettura utilizzata venne poi data alla fiamme per non lasciare tracce. Massima attenzione anche nelle operazioni di vendita di quanto veniva rubato così come nel dissimulare la corporatura di chi agiva, anche con abiti usa e getta. Gli investigatori non solo hanno vagliato le immagini degli impianti di videosorveglianza, ma hanno anche analizzato i contatti e i messaggi sui social network lasciati dai sospetti.

Le chiese “visitate” Oltre quella di Neviano, le chiese “visitate” sono state quella di San Domenico a Tricase, dell’Addolorata a Corigliano d’Otranto, dell’Annunziata a Muro Leccese, dell’Immacolata a Montesano Salentino, di Cristo Re a Collepasso, e poi ancora a Matino (2), Melissano, Cannole, Sternatia, Supersano, Parabita, Poggiardo, Carpignano, Miggiano, Minervino, Ruffano (2) e Sanarica (2), Lucugnano, Cocumola, Serrano.

Gli arrestati Tutti residenti a Casarano i destinatari delle nove ordinanze di custodia cautelare, tre notificate a soggetti già detenuti. In carcere sono finiti Luigi De Micheli (26 anni), Lucio Parrotto (28), Antonio Valentino (38), Gianluca De Paolis (31) ed Emanuele Zompì (28) – questi ultimi già detenuti – mentre ai domiciliari sono stati ristretti Antonella Stefàno (25), Veronica Iacobazzi (31), Antonio Sergio Crisigiovanni (28) e Alessio Ciriolo (27), quest’ultimo, già detenuto,  per il reato di furto in abitazione. Per tutti, a vario titolo, i reati imputati sono quelli di associazione a delinquere, cessione di sostanza stupefacente, detenzione illegale di armi, minaccia aggravata, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione e furto.

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