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operazione bingo

Hanno matrice napoletana i furti di armi e documenti di identità messi a segno la scorsa estate a Gallipoli e Parabita. L’operazione “Bingo”, messa in atto nelle ultime ore dai Comandi provinciali dei carabinieri di Lecce, Napoli e Caserta, ha portato all’arresto di 20 persone (16 in carcere e 4 ai domiciliari) tra i comuni di Melito di Napoli, Giugliano in Campania, Napoli, Santa Maria Capua Vetere, Teverola e Frignano. Su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, i reati contestati vanno dall’associazione finalizzata ai furti di armi e documenti d’identità presso gli uffici Anagrafe e di polizia locale, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione e contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Le carte d’identità in bianco rubate a Gallipoli e Parabita, ma poi anche a Boscotrecase e Castelvolturno, sono state trovate in possesso di extracomunitari fermati in Germania, Irlanda, Grecia e Belgio, oltreché in Italia dove, con quei documenti è stato accertato l’ingresso di cittadini siriani, albanesi, palestinesi, iraniani ed afgani.

Le indagini hanno preso spunto proprio dal furto di documenti d’identità e armi messo a segno lo scorso 31 luglio presso la sede comunale di Gallipoli: l’utilizzo della fiamma ossidrica e gli elementi forniti dalle telecamere della zona portarono gli inquirenti ad indirizzare i propri sospetti sul gruppo organizzato dei Criscuolo, operativo a Melito di Napoli. Il colpo messo a segno a Gallipoli fruttò 12 pistole Beretta, 200 proiettili, 1.050 carte d’identità in bianco e circa 3.000 euro tra contanti e bolli.

Dall’esame delle registrazioni dei sistemi a circuito chiuso della zona, pur con immagini di pessima qualità per la scarsa illuminazione dell’area, fu possibile individuare non solo il passaggio, nell’ora del colpo, di tre persone non individuabili ma anche di una vettura la cui targa fece convergere le attenzioni sul gruppo malavitoso dei Criscuolo, specializzato in questo tipo di reati. Una delle pistole rubate a Gallipoli, la Beretta modello 84 FS, è stato poi trovata il 4 settembre 2014 a Napoli nella disponibilità di un esponente di un noto clan di matrice camorristica. Stessa paternità, secondo gli investigatori, anche per il furto di 350 carte d’identità dall’Anagrafe di Parabita del 23 agosto 2014 e per quello di 8 pistole e 230 carte d’identità presso la Polizia municipale di Boscotrecase il successivo 19 settembre. Il quadro probatorio è formato, secondo quanto accertato dagli inquirenti, “da una impressionante mole di elementi” tra intercettazioni telefoniche ed analisi dei tabulati. Gli altri reati contestati al gruppo sono qualli del contrabbando di sigarette (il 29 settembre a Giugliano vennero sequestrate 2.280 stecche di varie marche) ed altri furti di documenti, denaro, munizioni, timbri ed altro materiale idoneo ad alimentare il traffico di documenti falsi. In questo caso due i canali individuati: quello che conduce al continente africano, attraverso l’area del Maghreb, e quello albanese per il traffico di essere umani dal Vicino e Medio Oriente. Oltre ai due furti nel Salento, gli arrestati vengono ritenuti responsabili dei colpi (andati a segno o solo tentati) a Melito, Boscotrecase (due), Castel Volturno, Santa Marinella, Amorosi e Casalnuovo.

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