Home Tags Posts tagged with "operazione baia verde"

operazione baia verde

Gallipoli – Fa ancora parlare di se l’operazione “Baia verde” svoltasi tra il 16 e il 17 settembre del 2014 che contò 15 arresti per vari e pesanti reati, dall’associazione mafiosa a ricatti, estorsioni, minacce. I poliziotti del Commissariato di polizia di Gallipoli hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso a carico di un 43enne gallipolino, già noto alla forze dell’ordine, posto finora in regime di detenzione domiciliare. La misura restrittiva è connessa proprio a quella operazione di polizia e carabinieri, una delle più importanti degli ultimi anni.

Nell’occhio del ciclone finirono le nuove leve del clan Padovano in cui – secondo gli investigatori – le redini del comando erano passate da padre in figlio. In quel processo conclusosi nel dicembre 2015, Angelo Padovano, 26 anni, figlio di Salvatore Padovano, fu condannato ad una pena di 10 anni e mezzo di carcere; undici anni al suo sodale e praticamente famigliare (compagno della sorella) Roberto Parlangeli, 38 anni di Carmiano. Erano per i giudici i vertici riconosciuti dell’organizzazione che aveva cercato di mettere le mani sui lucrosi traffici che ruotano intorno al turismo a Gallipoli, dai servizi di security ai parcheggi. Condanne di rilievo ci furono anche per altri nove malviventi tra Gallipoli, Carmiano, Squinzano, Lecce e Galatone.

Nel luglio del 2015 ci fu anche una “Baia verde 2”, dopo tre anni di attività investigativa di natura patrimoniale condotta dai carabinieri del Ros, guidati dal colonnello Paolo Vincenzoni, con l’aiuto della compagnia di Gallipoli, coordinata dal capitano Michele Maselli, che aveva portato al sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di più di un milione di euro.

 

 

GALLIPOLI. Associazione mafiosa, ricatti, estorsioni, minacce, spaccio di droghe: questo il cumulo di reati penali franato addosso al clan Padovano in cui – al pari del vicino clan Giannelli di Parabita e dintorni – le redini del comando sono passate da padre in figlio. Solo in questo processo conclusosi nei giorni scorsi, Angelo Padovano, 26 anni, si è visto appioppare una pena di 10 anni e mezzo di carcere; undici anni al suo sodale e praticamente famigliare (compagno della sorella) Roberto Parlangeli, 38 anni di Carmiano. Sono i vertici riconosciuti dell’organizzazione che ha cercato di mettere le mani sui lucrosi traffici che ruotano intorno al turismo a Gallipoli.

Condanne di rilievo anche ad altri nove malviventi tra Gallipoli, Carmiano, Squinzano, Lecce e Galatone, per quella operazione che gli inquirenti avevano definito “Baia verde”. Dai servizi di sicurezza attraverso agenzie di guardie private ai parcheggi e alle “protezioni”, su tutto avevano messo le loro attenzioni Padovano junior, figlio del boss Salvatore fatto uccidare dal fratello Rosario, e i suoi compari del Nord Leccese. Con metodi molto pesanti per indurre altri – vedasi l’agenzia “Az Securteam” di Gallipoli, titolare Gianluca De Giorgi – a mollare il quasi monopolio delle guardie private per locali notturni, discoteche, lidi e far   “mangiare” così anche altri. Cinque sono stati gli attentati per “convincere” De Giorgi, tra cinque colpi di pistola sparati contro la casa dei genitori. L’imprenditore ha cercato di resistere, di trovare dei compromessi ma alla fine non solo ha mollato il succulento piatto, ma ha anche deciso di non costituirsi parte civile contro i suoi presunti aguzzini.

Minacce e intimidazioni a chi non accettave di dismettere il contratto con la “Az Securteam” e di affidare il servizio di sicurezza ad una analoga agenzia intestata a Fabio Pellegrino di Galatone; pressioni violente anche al gestore di una delle principali discoteche gallipoline per la gestione del parcheggio.
Sono stati assolti tra altri indagati di Martano e Tricase, Antonio Manna, 34 anni di Gallipoli e il suo compaesano Alessandro Oltremarini di 39 anni.

Da sinistra Angelo Padovano, Gallipoli (10 anni 5 mesi), Gabriele Cardellini, Gallipoli (otto anni), Fabio Pellgrino, Galatone (5 anni 8 mesi), Carmelo Natali, Gallipoli (5 anni 4 mesi), Rosario Oltremarini,  Gallipoli (5 anni 4 mesi), Fabio Negro, Gallipoli (4 anni 4 mesi)

Da sinistra Angelo Padovano, Gallipoli (10 anni 5 mesi), Gabriele Cardellini, Gallipoli (otto anni), Fabio Pellgrino, Galatone (5 anni 8 mesi), Carmelo Natali, Gallipoli (5 anni 4 mesi), Rosario Oltremarini, Gallipoli (5 anni 4 mesi), Fabio Negro, Gallipoli (4 anni 4 mesi)

GALLIPOLI. Associazione mafiosa, ricatti, estorsioni, minacce, spaccio di droghe: questo il cumulo di reati penali franato addosso al clan Padovano in cui – al pari del vicino clan Giannelli di Parabita e dintorni – le redini del comando sono passate da padre in figlio. Solo in questo processo conclusosi nei giorni scorsi, Angelo Padovano, 26 anni, si è visto appioppare una pena di 10 anni e mezzo di carcere; undici anni al suo sodale e praticamente famigliare (compagno della sorella) Roberto Parlangeli, 38 anni di Carmiano. Sono i vertici riconosciuti dell’organizzazione che ha cercato di mettere le mani sui lucrosi traffici che ruotano intorno al turismo a Gallipoli.
Condanne di rilievo anche ad altri nove malviventi tra Gallipoli, Carmiano, Squinzano, Lecce e Galatone, per quella operazione che gli inquirenti avevano definito “Baia verde”. Dai servizi di sicurezza attraverso agenzie di guardie private ai parcheggi e alle “protezioni”, su tutto avevano messo le loro attenzioni Padovano junior, figlio del boss Salvatore fatto uccidare dal fratello Rosario, e i suoi compari del Nord Leccese. Con metodi molto pesanti per indurre altri – vedasi l’agenzia “Az Securteam” di Gallipoli, titolare Gianluca De Giorgi – a mollare il quasi monopolio delle guardie private per locali notturni, discoteche, lidi e far   “mangiare” così anche altri. Cinque sono stati gli attentati per “convincere” De Giorgi, tra cinque colpi di pistola sparati contro la casa dei genitori. L’imprenditore ha cercato di resistere, di trovare dei compromessi ma alla fine non solo ha mollato il succulento piatto, ma ha anche deciso di non costituirsi parte civile contro i suoi presunti aguzzini.

Minacce e intimidazioni a chi non accettave di dismettere il contratto con la “Az Securteam” e di affidare il servizio di sicurezza ad una analoga agenzia intestata a Fabio Pellegrino di Galatone; pressioni violente anche al gestore di una delle principali discoteche gallipoline per la gestione del parcheggio.
Sono stati assolti tra altri indagati di Martano e Tricase, Antonio Manna, 34 anni di Gallipoli e il suo compaesano Alessandro Oltremarini di 39 anni.

Angelo Padovano e Roberto Parlangeli, ritenuti ai vertici di attività illegali a Gallipoli

Angelo Padovano e Roberto Parlangeli, ritenuti ai vertici di attività illegali a Gallipoli

GALLIPOLI. L’impianto delle accuse,  con relative prove raccolte finora, ha retto al vaglio del Tribunale del riesame. Quei giudici hanno così confermato le carcerazioni per undici presunti affiliati ad una associazione a delinquere  di stampo mafioso e gli arresti domiciliari per altri due (come si ricorderà, due arrestati nelle prime ore del blitz nella notte tra il 16 e il 17 luglio a Gallipoli erano stati rimessi in libertà nelle 24 ore successive). Rigettate quindi le richieste degli avvocati difensori di Angelo Padovano, figlio 25enne del boss Salvatore ucciso dal fratello e ora ergastolano Rosario Padovano; di Roberto e Giovanni Parlangeli, 37 e 32 anni, fratelli di Carmiano e Lecce; Gabriele Cardellini, 31 anni, Carmelo Natali, 40 anni, Rosario Oltremarini, 46 anni, Fabio Negro, 39 anni, tutti di Gallipoli; Fabio Pellegrino, 29enne di Galatone; Gabriele Pellè, 37 anni di Lecce. Bloccati in casa restano anche Giovanni Rizzo, 46 anni di Taviano e Alessio Fortunato, 30 anni di Squinzano. Il Tribunale del riesame deve ancora pronunciarsi inoltre su Sergio Palazzo, 34 anni di Lecce (domiciliari) e Luca Tomasi, detenuto, 40 anni di Carpignano salentino.

I magistrati del Riesame hanno ritenuto valide sia le intercettazioni che le dichiarazioni di alcuni accusatori (tra i quali, come ha sottolineato con rammarico la Procura antimafia di Lecce, non figurano gli imprenditori che sarebbero stati vittime di estorsioni e intrusioni pesanti nelle loro attività), non abbastanza provate invece per i legali nominati dagli arrestati. Le mani del gruppo – accusato di usare senza remore e pesantemente se era il caso – si  erano ben serrate sugli affari molto succulebti che ruotano intorno alle attività turistiche di una “capitale” nazionale come Gallipoli. Dai servizi di sicurezza a discoteche e lidi (dai quali, con una martellante azione durata più di due anni e fatta di attentati e sparatorie, era stato estromesso il principale gestore gallipolino), ai parcheggi, fino al traffico di droghe. A capo ci sarebbe, secondo il capo della Direzione distrettuale antimafia Cataldo Motta, proprio Padovano junior, artefice di un patto operativo con il clan del Nord leccese che fa riferimento ai boss Angelo e Mario Tornese di Carmiano.

Del grosso affare di estorsione ai lidi, anche infiltrando propri complici per controllare da dentro il giro di denaro, dovrà rispondere in ottobre il boss della Sacra corona unita di Parabita, Luigi Giannelli, 56 anni, ergastolano. Giannelli, secondo gli investigatori, avrebbe continuato a dettare legge anche dal carcere (attualmente si trova in quello di Ascoli Piceno). L’accusatore è Massimo Donadei, 34enne, anch’egli di Parabita e fino al 2011 a capo del gruppo che trafficava in droga nella zona di Matino, Parabita, Casarano, Alezio, Sannicola, Tuglie.

operazione baia verde (1)GALLIPOLI. Due sono stati scarcerati dopo il primo interrogatorio – Amerigo Liaci, 33enne di Gallipoli, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, e Luciano Gallo, 46enne di Martano, estorsioni aggravate dal metodo mafioso – ma il colpo messo a segno col blitz notturno del 16-17 luglio denominato “Baia verde” non sembra destinato a sciogliersi come neve al sole. Quindici le persone bloccate (due ai domiciliari per spaccio di droga: Alessio Fortunato di Squinzano, 31enne, e il 34enne Sergio Palazzo di Lecce), tra cui Angelo Padovano, 25 anni, gallipolino indicato da tempo dalla Procura antimafia di Lecce come colui che ha preso le redini del gruppo malavitoso che fino al 2008 aveva risposto al padre Salvatore, poi fatto ammazzare dal fratello Rosario.

Accanto, in famiglia e nella lista degli accusati di associazione mafiosa, Roberto Parlangeli, 37enne di Carmiano e compagno della sorella di Angelo; Giovanni Parlangeli, fratello di Roberto, poco più che 30enne e residente a Lecce, riconosciuto esponente di spicco del clan Tornese di Monteroni, seconda generazione, e dell’ala leccese della Scu. Nello stesso pesante fascicolo i 29enni Gabriele Cardellini di Gallipoli, ufficialmente netturbino e Fabio Pellegrino di Galatone; poi Liaci, di cui si è detto e Luca Tomasi, 43enne di Carpignano salentino. Protagonisti di estorsioni aggravate da metodi mafiosi sarebbero Carmelo Natali, 40enne di Gallipoli, come il 46enne Rosario Oltremarini; Gabriele Pellè, 37 anni di Lecce; Luciano Gallo, 46enne di Martano.

Spaccio di cocaina e hashish è l’imputazione per i due ai domiciliari, più il 39enne Fabio Negro di Gallipoli e il 46enne Giovanni Rizzo di Taviano. Chiare le strategie e le tattiche degli arrestati: non solo lucrare sui parcheggi estivi, estorcere denaro agli operatori turistici più in vista, ma anche soppiantarne qualche imprenditore, come quel Fabio De Giorgi, perseguitato per due anni finché non ha mollato la succulenta torta dei servizi di sicurezza per discoteche, lidi e locali.

by -
1 3670

Nelle immagini, l’operazione “Baia verde” condotta questa notte dai Carabinieri dei reparti speciali, della Compagnia di Lecce, e del Comando di Gallipoli. Nel mirino i presunti autori di estorsoni, intimidazioni, minacce ad amministratori pubblici e spaccio di stupefacenti. Arrestate 15 persone, tra cui il figlio del boss storico gallipolino Salvatore Padovano, Angelo, e il cognato di quest’ultimo Roberto Parlangeli.

Voce al Direttore

by -
Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...