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OLIO SALENTO

olioUn prodotto da primo posto nei concorsi internazionali: è questo il nostro olio nelle sue punte più apprezzate. Una vera e propria eccellenza, che dalla Xylella fastidiosa non ha nulla da temere, almeno per ciò che riguarda la sua qualità. Ad essere attaccate dall’infausto batterio, infatti, sarebbero solo le piante e non le olive. La conferma arriva da più fronti e, in primis, dal presidente di Coldiretti Pantaleo Piccinno (foto qui sotto), originario di Alezio, ora ai vertici di Aprol: «Non c’è alcun riflesso sulle condizioni igienico sanitarie dell’olio», dice sicuro. Dello stesso avviso Giovanni Melcarne, presidente del Consorzio di tutela dell’olio Dop Terra d’Otranto, al quale l’equazione “xylella  uguale olio contaminato” proprio non va giù: «Il nostro è un olio buono, solo da premiare».

Federico Manni, della cooperativa agricola Acli di Racale, in prima linea fin dai primi contagi, ha toccato con mano le conseguenze della Xylella, dai danni veri agli ulivi ai rischi di allarmi ingiustificati. «Il batterio non intacca il frutto – ribadisce – sì, un po’ di preoccupazione c’è stata, soprattutto all’inizio, ma si sono rivelate tutte sciocchezze. Il mondo della ricerca ci ha rassicurati e il livello qualitativo del nostro olio è altissimo».

Semmai danni possono registrarsi sulla capacità produttiva delle piante. Quanto ha inciso su questo versante l’attacco della Xylella? «Non ci sono ancora delle stime certe», piuttosto marginale sulla produzione dell’intera provincia. La zona più colpita resta infatti quella di Gallipoli e dintorni. «In quest’area ci sono dei frantoi che non apriranno proprio – riferisce Piccinno – e anche nel 2015 la situazione potrebbe non migliorare». Quest’anno inciderà di più sulla diminuzione della produzione la cosiddetta “annata di scarica”: l’ulivo, infatti, ha un ciclo di produzione biennale e alterna un anno di “piena” a un altro anno in cui il raccolto è minore.

In attesa di direttive certe, la domanda è sempre la stessa: cosa si può fare per arginare il batterio? La risposta è unanime e Melcarne lo ribadisce: «Bisogna investire nella ricerca. La base di partenza è questa. Solo la scienza può darci una soluzione davanti ad un attacco inedito». Intanto, però, occorre preservare ciò che abbiamo, evitando, per esempio, di far finire per terra le olive. Secondo Piccinno, occorre puntare “a creare il meglio da quanto già esiste: è un primo passo per tentare di convivere con la malattia, in attesa di una soluzione certa”.

 

Pasquale Stifani

 

TAURISANO. Tra le attività produttive di Taurisano, una realtà interessante e in evidente crescita qualitativa è l’azienda agricola “Ninfeo” di Pasquale Stifani, giovane imprenditore, impegnato da qualche anno nella produzione di olio e di olive da mensa. Non a caso, infatti, “Ninfeo” è stata inserita nella Guida agli extravergini 2014, redatta da Slow Food editore e distribuita in tutto il mondo, a testimonianza che si tratta di un’azienda di affidabilità assoluta e produttrice di prodotti in grado di attrarre e conquistare importanti spazi di mercato, non solo locale ma anche nazionale e internazionale.

L’inserimento nella guida di Slow Food è stata la logica conclusione di un meticoloso lavoro di ricerca e perfezionamento tradizionale e tecnologico allo stesso tempo, riconosciuto a “Ninfeo” anche in altri ambiti, quali ad esempio il Premio Nazionale 2013 “L’oro d’Italia” e l’altrettanto prestigioso premio “Ercole Olivario”, edizione 2014. E il 13 e 14 giugno 2014 l’azienda parteciperà alla Fiera mondiale di Macerata, dove possono accedere solo gli oli selezionati a certi livelli. L’attività svolta da Pasquale Stifani comprende in totale tremila piante che coprono un’estensione complessiva di sette ettari, ove vengono coltivate diverse varietà del prodotto: cellina di Nardò, ogliarola leccese, leccino. La raccolta viene praticata con agevolatori mentre la lavorazione avviene in forma continua in un frantoio cooperativo meccanizzato con tecnologia moderna.

Sono impressionanti la meticolosità e la ricercatezza che contraddistinguono nel complesso la produzione della ” Ninfeo”, che sul mercato sta promuovendo due prodotti “top” con riscontri di qualità veramente straordinari: l’extravergine Lacrime di Venere Ogliarola Leccese e Cellina di Nardò, che la guida Slow Food  descrive evidenziando le sfumature del gusto.  La scelta della qualità e dell’innovazione è stata determinante per l’azienda agricola Ninfeo, che oggi ha saputo ritagliarsi un posto importante nella cultura di chi mira a promuovere l’olio extravergine, per farne conoscere e apprezzare la sue peculiari e nutrienti caratteristiche.

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