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Nociglia – Si chiama “Rural Revolution” il progetto presentato dai Comuni dell’Unione delle Terre di Mezzo (Botrugno, Giuggianello, Nociglia, Sanarica, San Cassiano, Supersano, Surano) che con un attimo quinto posto su 83 concorrenti della graduatoria regionale ed un  primo posto tra le aggregazioni di piccoli Comuni con abitanti compresi tra i 15mila e i 30mila, ha ottenuto un finanziamento di 3 milioni di euro. La fonte è il bando regionale sulla Rigenerazione urbana, destinato alle aree con particolari condizioni di marginalità sociale ed economica, finalizzato a favorire i processi di contrasto alla povertà e di inclusione sociale delle fasce disagiate della popolazione residente. In questo caso le risorse in arrivo sono un importante traguardo per i paesi del Parco Paduli, per un lavoro iniziato 15 anni fa, e che ancora una volta, ha dato ragione a chi da tempo ha deciso di agire come territorio e non come singole entità: «Quando si lavora in sinergia – commenta infatti il Sindaco di Nociglia e presidente di turno dell’Unione, Massimo Martella (foto) – i risultati arrivano. Il recupero dei nostri beni è fondamentale per dare ancora più lustro alle nostre comunità.»

Un lavoro durato 15 anni. Protagonisti di questo complesso e lungo lavoro sono stati cittadini, associazioni, consorzi del Piano sociale di zona, dipartimenti universitari, Arca-Sud e imprese che, insieme alle amministrazioni comunali “hanno condiviso una strategia capace di coniugare il carattere rurale di questi piccoli centri con un’idea di smart-land, ossia un sistema di servizi intelligente, in grado di migliorare la qualità della vita nei centri urbani, renderli più sostenibili e ecologici, recuperare gli edifici dismessi per potenziare e innovare l’offerta e la qualità dei servizi per i cittadini ed essere più vicini alle esigenze delle fasce di popolazione più disagiate e marginali”, come si sottolinea in un comunicato. Nello specifico questi i progetti da realizzare.

I progetti approvati paese per paese.Nociglia, Comune capofila, mediante il recupero di un edificio dismesso di proprietà pubblica, sarà realizzato un frantoio di comunità, uno spazio destinato agli abitanti – contadini e consumatori del Parco, ma anche una scuola di “social rural innovation”, luogo del confronto e della divulgazione di pratiche agricole sostenibili. Grazie all’accordo di partenariato con l’Ambito sociale di Poggiardo, saranno coinvolti i cittadini titolari di reddito di dignità. A Botrugno la riqualificazione e pedonalizzazione degli spazi di connessione tra la chiesa Madre e la “Congrega” completerà il processo di pedonalizzazione di una parte della rete viaria del centro urbano realizzando un percorso in sicurezza che collegherà vari servizi di natura sociale (asilo d’infanzia, casa di riposo, futuro centro diurno per persone affette da Alzheimer e il centro culturale previsto nel palazzo marchesale Ignazio Guarini). L’intervento di riqualificazione consentirebbe di mettere in sicurezza la mobilità veicolare e ciclopedonale oltre a recuperare l’utilizzo parziale di alcuni edifici che saranno acquisiti dal Comune come sede dei servizi sociali da adibire a case-parcheggio. A Giuggianello la “Foresteria dei Bambini” sarà uno spazio di accoglienza di gruppi di scolari, insieme ai loro accompagnatori, in visita al Parco dei Paduli. La foresteria, oltre ad aprire a nuove prospettive occupazionali, diventa l’occasione per il potenziamento del “servizio integrato per gli affidi e le adozioni”: infatti ospiterà una scuola di Genitorialità, con finalità di sostegno alle famiglie e contrasto della caduta demografica. A Sanarica la riqualificazione di edifici di proprietà comunale, oggi dismessi consentirà la realizzazione della “Casa del Pellegrino” una struttura a vocazione sociale-religiosa, che ospiterà i fedeli che si recano ogni anno in pellegrinaggio, al Santuario della Madonna delle Grazie. In parte dell’edificio troverà spazio la sede dei servizi sociali e casa parcheggio. A San Cassiano sarà realizzata una piazza di comunità: attraverso un laboratorio di cohousing, a cui prederanno parte gli abitanti delle case ex-iacp e Arca Sud Salento, saranno rigenerati edifici e spazi pubblici, avviando la sperimentazione del primo modello di autogestione e manutenzione ordinaria degli spazi e dei fabbricati collettivi in cambio di una calmierazione del costo dell’affitto. A Supersano la “Casa degli animali terapeutici” sarà un parco ha vocazione multifunzionale, poiché è destinata non soltanto alla prevenzione del randagismo e alla tutela delle condizioni psico-fisiche degli animali, ma anche all’organizzazione e promozione dell’adozione dei cani, all’offerta di servizi di dog-sitting, all’organizzazione di attività educative e ricreative per bambini e ragazzi di età scolare. In particolare la struttura sarà destinata in accordo con il Consorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare dell’ambito di Poggiardo e Casarano, al servizio di pet-therapy. A Surano sarà realizzata la Casa della Comunità. Si tratta di recupero e ristrutturazione di un edificio di proprietà comunale e la sua trasformazione in complesso destinato a sede di un poliambulatorio sociale, dei servizi assistenziali domiciliari, dell’anagrafe cittadina, del comando di Polizia municipale. Si tratta di un progetto pilota di integrazione di servizi della comunità.

 

Gallipoli – E’ tornato in Consiglio comunale per alcune “rimodulazioni” il regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico a fini commerciali e di ristoro. L’assise cittadina si è pronunciata sulle modifiche approvandole, alla fine di una discussione a tratti polemica, con none voti a favore, tre voti contro (Fasano e Cataldi di Gallipoli Futura, Quintana) e con due consiglieri di maggioranza che non hanno voluto partecipare al voto (Guglielmetti e Oltremarini); assenti Faita e Titti Cataldi (maggioranza) e Piro (gruppo misto).

Che cos’è che cambia. E da quando Va subito detto che, come scritto nella bozza di deliberazione consegnata ai consiglieri, le modifiche diventeranno efficaci soltanto dopo il parere – della Soprintendenza di Lecce, trattandosi di misure che riguardano la tutela e la valorizzazione dei beni storico artistici di cui il centro storico è ricco. A differenza del precedente articolo, non ci saranno più due percorsi per i pedoni . uno tra le mura urbiche e i tavolini dei ristoranti, l’altro all’altro lato del marciapiede, entrambi larghi 1,20 metri – ma solo uno, quello lungo le mura lato mare. Altra modifica interessa il “cono visuale” ossia le vedute panoramiche che caratterizzano alcuni paesaggi del territorio di Gallipoli”, come si chiarisce nella deliberazione consiliare, “per la salvaguardia della veduta del patrimonio storico monumentale”. Tale cono visuale è stato ridotto del 30%, con un conseguente aumento “in una piccola misura” del suolo pubblico occupato. Sono stati quindi prorogati i termini “solo per l’anno in corso” entro cui presentare le richieste per occupare suolo pubblico per il centro storico che, come si ricorderà, l’Amministrazione comunale aveva trasformato in autorizzazioni abolendo le Scia (comunicazioni di inizio attività), anche per via del Patto per la sicurezza stretto con Prefettura e Ministero dell’Interno nella primavera del 2016. Infine per gli esercizi che negli ultimi tre anni hanno continuativamente svolto attività su suolo pubblico, rimane l’autorizzazione ad occuparne “anche al di fuori della proiezione del fronte del fabbricato”.

Le assenze, i contrari e le crtiche I nove voti messi insieme dalla maggioranza hanno fatto pensate a qualche crisi strisciante. E’ vero che due consiglieri erano assenti ma è anche vero che in due non hanno partecipato al voto facendolo mettere a verbale. Inoltre un altro assente, Vincenzo Piro, in commissione consiliare del commercio, aveva espresso voto contrario. Ed è certo che l’occupazione di suolo pubblico in centro storico (con relativi abusi) non trova pace da tempo: si pensi che dal novembre 2011 ad oggi, vi si è messo mano – tra Sindaci e commissari straordinari – ben sette volte. “Manca una parola e una pratica che si chiama programmazione – afferma Fasano – e in più si portano in Consiglio argomenti come questo incompleti e inefficaci perchè privi di pareri di ufficio tecnico, comando dei vigili e soprattutto Soprintendenza. Non vorrei che il diniego a dieci richieste dall’ultima variazione regolamentare di fine 2017 abbiano convinto gli amministratori ad intervenire in maniera così estemporanea”. L’assessore del settore Emanuele Piccinno (foto sopra) ha comunque accennato in aula che l’Amministrazione sta pensando a rendere tutta la città vecchia isola pedonale.

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