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nuovo anno scolastico

IMG-20150909-WA0003paola apollonioGALLIPOLI. Riparte un nuovo anno scolastico. Tutto pronto ma non per tutti tra cantieri e lavori da completare o da aprire per rendere le scuole luoghi sicuri e vivibili.  Il caso più eclatante è quello dell’Istituto Nautico di Gallipoli che da qualche tempo ormai non trova pace. Nuova sede anche quest’anno e tante difficoltà da superare. La sede di via Della Provvidenza, infatti,  interessata da importanti crolli dei solai la scorsa primavera, non è più disponibile poiché la Provincia non ha rilasciato il certificato di agibilità. «Tra mille tentativi e alterne vicende – dice la dirigente Paola Apollonio (foto) – siamo riusciti ad ottenere parte dello stabile che ospita la Pretura in via Ferrarese». In particolare primo e secondo piano e parte di quello rialzato. In questi giorni è in atto la fase di svuotamento dei locali che ospitavano il  tribunale e di trasferimento delle attrezzature della scuola. Anche  il personale della scuola, in particolare degli assistenti tecnici,   si è messo a disposizione lavorando, insieme agli operai, anche di sabato e domenica, e  si conta di finire entro breve tempo. Il trasferimento che sta avvenendo con il controllo di due funzionari del tribunale inviati da Lecce, è stato possibile anche grazie ai mezzi di trasporto messi a disposizione gratuitamente dalla ditta Chianella. Intanto tutti gli studenti, per evitare il doppio turno che avrebbe comportato seri disagi, cominceranno l’anno nelle sede centrale sulla via per Sannicola, dove tutti gli ambienti, dai laboratori alla biblioteca e alcuni uffici sono stati adibiti ad aule.

Al liceo “Quinto Ennio” invece sono in fase di completamento i lavori eseguiti nell’ambito del progetto nazionale di edilizia scolastica “Scuole Belle”  che prevedeva piccoli interventi di ristrutturazione e manutenzione ordinaria e straordinaria, decoro e ripristino funzionale delle strutture.  A breve nella parte posteriore del liceo, quella che affaccia in via Stevens ,  e in parte attualmente non utilizzata si aprirà un vero e proprio cantiere per la ristrutturazione degli spazi che saranno adibiti prevalentemente ad attività didattiche e laboratori ali.
Lavori in via di chiusura anche per l’Istituto Leonardo Da Vinci dove è stata effettuata una ristrutturazione. A Parabita all’Istituto d’Arte Giannelli  è stato ultimato un progetto per il miglioramento degli spazi destinati agli studenti e alle attività extracurricolari che ha visto la realizzazione di campi di pallavolo e da tennis e un anfiteatro.

liceo classico CasaranoCi siamo, si ricomincia: per il popolo della scuola inizia la nuova avventura. Per  un buon numero di docenti qualche patema d’animo in più dovuto all’incertezza della sede. Niente di completamente nuovo sotto il sole perché l’incertezza fino all’inizio di settembre e le migrazioni dei docenti verso il Nord Italia costituiscono per il Sud un fattore endemico. Considerarlo come il primo effetto deleterio di quello che governo e tecnici ministeriali considerano la “Buona scuola” e che una  parte dei fruitori  definisce “scarsa” o appena “sufficiente”, ad esser buoni,  è decisamente fuorviante.  Ci sono stati decenni in cui la Sardegna e le zone montane erano diventate la seconda patria dei docenti salentini. Alcuni sono tornati, altri hanno messo lì le radici. Allora si chiedeva di andare fuori regione perché i laureati al sud erano troppi in relazione all’opportunità di lavoro, ora una legge e un computer hanno stabilito la sede. Questo esodo non è stato comunque massiccio come si prevedeva perché alcuni hanno avuto la possibilità di rimandare per un anno la scelta della sede definitiva. Siamo in ogni caso all’inizio della fine del precariato.

La questione dei docenti ha tenuto alta l’attenzione e la tensione per tutta l’estate. Negli ultimi giorni sono emersi i problemi di sempre: scuole sicure, efficienza dei trasporti. La sicurezza, prima di tutto, per tenere lontani episodi come quello della caduta del solaio in una scuola dell’infanzia a Parabita.  Bisogna dire che la questione dell’edilizia scolastica e della sicurezza  è stata presa di petto dal governo Renzi  che ha insediato un Osservatorio già istituito ma che non era attivo da 17 anni. Il Piano  triennale di edilizia scolastica in Puglia prevede per i prossimi tre anni l’apertura di 237 cantieri e 152 milioni per i lavori di manutenzione. Sono 82 le scuole in provincia di Lecce che saranno oggetto di  “attenzione” per un importo complessivo di 56.183.747 euro.
Se numerose sono gli istituti che sono già ristrutturati e rinnovati, è anche vero che alcuni problemi rimangono insoluti. Primo fra tutti la sede del Nautico a Gallipoli. Poi altre situazioni in via di definizione: la scuola primaria di Acquarica è stata ristrutturata, ma mancano gli arredi; il plesso di Gemini offre il meglio come struttura, ma non si è formata la prima classe, a Sannicola  i ragazzi della scuola media di Viale degli studenti  si trasferiranno nell’immobile della scuola primaria di via Collina.
I problemi diventano più grandi nel clima di incertezza che domina dopo l’approvazione della legge Delrio sulle province che avevano competenze  di edilizia, manutenzione, utenze degli immobili e trasporto.  Per superare il clima “liquido” da più parti si susseguono gli appelli alla Regione  perché definisca con una legge le competenze.
Una soluzione ventilata in questi giorni è l’adozione della settimana corta nelle superiori, proposta prima dell’estate dalla dirigente del “Vespucci di Gallipoli, già realtà a Lecce: sarebbe un notevole risparmio nelle bollette e anche nei trasporti affidati dalla provincia alla Stp. Ma anche in questo caso si è molto in ritardo con la programmazione.
Se ritorna lo scenario degli scorsi anni non c’è da stare molto allegri: treni sporchi e stracolmi di studenti, pullman in ritardo. A farne le spese i ragazzi che devono raggiungere i centri di Gallipoli, Casarano, Nardò e Galatone. Ma non solo loro, ne va di mezzo il tranquillo svolgersi delle lezioni e la serenità delle famiglie.

Una classe delle scuole elementari di Alezio negli anni cinquanta

Una classe delle scuole elementari di Alezio negli anni cinquanta

Ci siamo, si ricomincia. Per migliaia di ragazzi e centinaia di docenti si apre un nuovo anno scolastico. Si ricomincia in giorni differenti, ogni Regione ha scelto una data con varie motivazioni, ogni istituto può decidere in modo autonomo quando aprire le sue aule. Ogni anno, il corrente non fa eccezione, nasce il dibattito sull’opportunità di far slittare la data ad ottobre, come avveniva in passato, solo che allora questa scelta veniva fatta per dare la possibilità ai ragazzi di partecipare a quel rito gioioso e collettivo che era la vendemmia, ora si pensa al prolungamento dell’estate turistica.
In ogni caso in questi giorni in tantissimi, in prima persona, ma anche indirettamente, come le famiglie, sono coinvolti in un percorso che si concluderà a giugno. Come è scontato, la scuola occupa un posto importante nella “saggezza” popolare rappresentata dai proverbi. Cominciamo con il sottolineare proprio l’importanza “didattica” che si dava ai proverbi. “Proverbiu vecchiu, scola de moi” si diceva quando all’importanza dei proverbi veniva contrapposta l’inconsistenza della scuola. Il fatto è che non si aveva grande fiducia nell’istruzione. A parte la discriminazione di genere (“Masculeddu, lu mannu a lla scola; fimminedda, quasetta me face”) la pratica veniva puntualmente contrapposta alla grammatica. Proverbi come: “La pratica te face mparare”; “La pratica vale cchiui de la scenza”;”La pratica rumpe crammatica”; “La pratica face l’ommu, e nnu la scola”; “Lu munnu è scola, e lu vicinu me mpara”; “Se mpara cchiui ssettati a llu marciapiete, cca ssettati a llu bancu de la scola” ; e infine “Scola fa, ma natura vinge” la dicono lunga su come in passato veniva considerata l’istruzione. Da una parte i libri, dall’altra la vita vera, quella vissuta, l’esperienza di ogni giorno da cui si poteva apprendere meglio e più velocemente: “Fenca lu duttore studia, lu malatu more”.
Se da una parte, però, veniva affermato il primato della pratica, della “strada”, dell’insegnamento trasversale, dall’altra alcuni detti popolari sottolineano l’importanza dello studio. Si inizia con l’affermazione classica della consapevolezza di non sapere mai abbastanza, condizione indispensabile per continuare il percorso di studio al di là dell’età: “Ci presume de sapere, ha spicciatu de mparare” e si va avanti accentuando anche le differenze su un piano molto pratico tra chi studia e chi no: ” Ci studia mangia caddine, ci fatica, mangia lupini” e ancora, sempre del medesimo tenore: “Ci studia mangia caddu e cci nu studia pane taraddu”.
Non mancano i consigli: “Ci troppu studia, perde la capu”;” Ci studia mutu, mpara picca; ci studia picca, nu mpara gnenti” e le esortazioni: “Fiji, sculari e mmujeri, se trattane severi”; “De ci studia sulamente nu libbru, Ddiu tte scampa” (per chi non ama il confronto e il dialogo);”Nu studiare a llu libbru de le quaranta paggine” (sono le carte da gioco napoletane). Documentata anche la poca voglia di studiare degli scolari: “Ttre ccose lu scularu sempre ulìa: feste, tempeste, e ffurestieri a ccasa” e ancora: “Carta, pinna e ccalamaru , su llu nfiernu de lu scularu”. Molto datati questi ultimi due, riferiti a un tempo in cui per fare vacanza bisognava aspettare le feste, tempeste e ospiti a casa, e per scrivere si intingeva il pennino nell’inchiostro del calamaio.
Infine una curiosità: quante ore deve dormire lo studente? Cinque e infatti ecco stabilito il tempo di riposo e non solo per lui:”N’ura dorme lu caddu, ddoi lu cavaddu, ttre lu cavalieri, quattru lu cumuninzieri,cinque lu studiente, sei ogne ggente, sette la signuria, ottu la pultroneria”.

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Traffico in tilt su via Ombrone, nei pressi del Liceo Classico. In basso Cosimo Prete, dirigente del Giannelli

Traffico in tilt su via Ombrone, nei pressi del Liceo Classico. In basso Cosimo Prete, dirigente del Giannelli

cosimo preite (2) preside parabitaCASARANO. Con la novità del Liceo musicale quale sede distaccata dell’Istituto superiore “Giannelli” di Parabita, prende il via anche a Casarano il nuovo anno scolastico. La campanella (l’11 settembre per i tre Comprensivi) riporta vecchi e nuovi problemi: su tutti quello del traffico, soprattutto su via Ombrone (zona Liceo Classico e Polo 1) dove la prevista variante è ben lungi dall’essere realizzata. Auto e pulmann in coda, soprattutto nelle ore di punta, torneranno, dunque, protagonisti tra la disperazione di automobilisti e pedoni.

La soluzione, da tempo allo studio delle ultime Amministrazioni comunali, prevede un nuovo collegamento tra le vie Ombrone e Pavia: il progetto è stato pure approvato, ma la resistenza dei proprietari dei terreni da espropriare porta a tempi lunghi di realizzazione. Problemi vengono segnalati anche dai pendolari del “Giannelli” (non solo di Parabita, ma anche di Lecce, Galatina, Copertino e altri centri) alle prese con la necessità di cambiare orari e mezzi di trasporto per poter raggiungere la nuova sede di Casarano, presso l’ex Inail (in pieno centro). Sempre in attesa dell’avvio dei cantieri sono le scuole inserite dal Governo nel progetto”Scuole belle e sicure” che prevede un milione e 700mila euro per interventi di manutenzione degli edifici cittadini.Su tutti il Tecnico industriale Meucci di viale Ferrari per il quale già il prossimo 26 settembre, in Provincia, verranno aperte le buste con le offerte per i “Lavori di manutenzione straordinaria delle facciate e delle coperture” per un importo complessivo pari ad euro 498.262.

Voce al Direttore

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