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TORRE SAN GIOVANNI (UGENTO). Sviluppi nella sparatoria di Torre San Giovanni. I carabinieri della Stazione di Ugento hanno ritrovato nel pomeriggio di ieri, domenica 14, una pistola, priva di calibro e identificativo, probabilmente utilizzata da Francesco Romano nella sparatoria dello scorso finesettimana ai danni di Vincenzo Coi. L’arma è stata ritrovata nascosta in una busta gialla all’interno di un garage, a Gemini, utilizzato da Romano. I carabinieri hanno rinvenuto, inoltre,  1,3 chilogrammi di tritolo in polvere e granuli, 4 detonatori e 263 proiettili di vario calibro. I militari hanno proceduto al deferimento in stato di libertà di Romano arrestato per i fatti su riassunti. Guarda il video della sparatoria.

Parco-Litorale-di-UgentoUGENTO. Che sia una intimidazione non ci sono dubbi, così come lo sono state quelle contro l’assessore Oronzo Calabrese e il responsabile dei servizi museali comunali Paolo Schiavano risalenti a poco tempo fa. Sotto tiro potrebbe essere questa volta il consigliere comunale Maria Venere Grasso (foto), avvocato, presidente della terza commissione consiliare, quella che tra l’altro si occupa del parco “Litorale di Ugento”.  Ignoti hanno buttato di notte una bottiglia molotov nel giardino del fratello del consigliere, che confina con lo studio di avvocato della donna.

Ciro Grasso è imprenditore  ed è titolare dell’azienda “Gradim giochi”. Sia Maria Venere Grasso sia il fratello hanno dichiarato di non aver mai ricevuto minacce e pressioni. Il ruolo che l’avvocato ha in seno alla commissione consiliare sposta l’attenzione sul parco, in particolare sul piano che prevede la chiusura della litoranea, la cancellazione dei parcheggi “spontanei” sul mare e la realizzazione di due grandi aree di sosta pubblica.  Proprio nella terza commissione è stato discusso il progetto  con politici, associazioni e soggetti interessati. Anche per quanto riguarda gli attentati a Calabrese e Schiavano le indagini si muovono intorno alla pista del Parco (su questi indaga la Mobile di Lecce).

10515303_10204257249179154_6935516770065032388_oUGENTO. Sceglie  il registro dell’ironia Valerio Rausa, proprietario di un negozio di abbigliamento,  con un post su Facebook, per sottolineare il “tempismo” con cui l’Amministrazione comunale ha scelto i tempi per intervenire sul lungomare per lavori di riqualificazione. «Welcome to Torre San Giovanni Ugento: Lu sule lu mare e li cantieri»  scrive. E continua su questo tono:«Un plauso all’Amministrazione comunale di Ugento, che, con eccezionale tempismo, in piena stagione estiva ha cantierizzato il lungomare di Torre San Giovanni, al fine di effettuare lavori di sbancamento e rifacimento della pavimentazione stradale a mezzo ruspe, creando in tal modo notevole disagio ai turisti e compromettendo irrimediabilmente l’attività dei numerosi commercianti esercenti nell’area interessata».

Ma non tutti i commercianti hanno scelto questi toni. Sono prevalsi quelli di protesta per la chiusura del tratto di strada, (la parte iniziale del lungomare fino al bar Martinucci) che sarà interessato dai lavori di riqualificazione. Sono arrivati  anche i carabinieri  di Ugento e il consigliere delegato alla Marina, Alessio Mieli. Ai  commercianti che lamentano la scelta del periodo per effettuare lavori che sarebbe stato meglio fare nel periodo autunnale e invernale quando non ci sono turisti e il commercio langue, Mieli ha risposto che  ci sono tempi da rispettare legati  alla consegna dei lavori visto che c’è un disciplinare  stipulato con la Regione Puglia. «L’azienda deve necessariamente completare un ulteriore tratto e le esigenze di cantiere impongono la chiusura del tratto di strada», ha spegato Mieli. Intanto il consigliere d’opposizione Minenna ha scritto al sindaco per chiedere la sospensione dei lavori  che potranno essere ripresi in autunno.

TAURISANO. Luglio potrebbe essere il mese decisivo per trovare una soluzione al problema dei confini tra Taurisano e Ugento. È quanto fanno sperare le ultime tappe di quel percorso accidentato che riguarda numerosi aspetti di “vicinanza” dei due comuni limitrofi e che ormai va avanti da un po’ di tempo. Il Comune di Taurisano, infatti, sta per concludere la bozza dell’accordo che sarà presentato ai “vicini di casa” e che conterrà la proposta di scambio di porzioni di territorio che, secondo le intenzioni, permetterà ai cittadini che abitano nella zona “contesa” di tornare ad essere taurisanesi anche sulla carta. La proposta di accordo sarà presentata con ogni probabilità alla fine del mese. Il Comune sta concludendo la redazione del documento in collaborazione con il comitato dei cittadini, proprio per recepire tutte le istanze delle famiglie che a novembre, su disposizione del prefetto, sono state trasferite d’ufficio nei registri dell’anagrafe di Ugento, sul cui territorio risiedono.

«Si cercherà in tutti i modi di trovare una soluzione condivisa tra i due Comuni – spiega l’assessore all’Urbanistica Francesco Damiano – in quanto la collaborazione tra i due enti è sicuramente la strada migliore per fare il bene dei cittadini». Questa è la ferma convinzione di Taurisano, ma se Ugento non sarà disposto a trovare un accordo, Taurisano procederà per le vie legali. In ogni caso, a sancire la soluzione definitiva sarà il referendum, con il quale i cittadini dei due Comuni esprimeranno la loro volontà. «L’esigenza primaria – continua Damiano – è quella di restituire l’identità ai residenti che oggi, con il trasferimento a Ugento, l’hanno perduta. Per questo motivo è bene che al centro della trattativa ci siano i cittadini».

Insomma, l’intenzione è quella di concludere la vicenda in prima battuta con diplomazia. Della soluzione che prevede lo scambio di porzioni di territorio si era già parlato durante la riunione del 12 febbraio (con tappe ben definite e tutte inevase), durante la quale il sindaco di Ugento, Massimo Lecci, aveva annunciato l’intenzione di nominare uno staff di professionisti per valutare la proposta del Comune di Taurisano. Una proposta che, a quanto pare, non dovrebbe più tardare  ad arrivare.

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Oronzo Calabrese assessore UgentoUGENTO. Ancora intimidazioni nei confronti dell’assessore Oronzo Calabrese. Nelle scorse settimane, qualcuno si è intrufolato in un casolare di campagna che il titolare della delega ai Lavori pubblici usa come deposito, e con vernice spray rossa ha scritto minacce di morte rivolte a lui e al figlio. Un episodio inquietante, che si somma agli altri già subiti dall’assessore: l’inverno scorso, in due occasioni, l’abitazione e la Renault Scenic di Calabrese furono raggiunte da colpi di pistola.

Nelle stesse date, il 18 gennaio e il 12 febbraio, l’abitazione dell’affidatario dei servizi museali Paolo Schiavano fu raggiunta prima da una bottiglia incendiaria, poi da colpi di pistola. Il deposito dell’assessore Calabrese è stato passato al setaccio dagli agenti della Squadra mobile di Lecce, che stanno indagando su tutti gli episodi insieme ai carabinieri della Compagnia di Casarano. La pista su cui si starebbero concentrando maggiormente le indagini è quella del turismo balneare.

Si indaga per tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa, danneggiamento ed esplosioni pericolose. In particolare, il movente ruoterebbe attorno al piano del parco “Litorale di Ugento”, che prevede la chiusura della litoranea e la cancellazione dei parcheggi a ridosso delle spiagge. Ma l’assessore Calabrese specifica di non essersi mai occupato di questo progetto. «Gli strumenti urbanistici – sottolinea – non sono di competenza del settore Lavori pubblici, ma dell’Urbanistica. Non ho mai fatto alcun incontro con i progettisti del Piano del parco. Non ho dato mai indirizzi su un’ipotetica chiusura della litoranea o sulla cancellazione di aree destinate a parcheggio a ridosso delle spiagge»

incendio parco litorale di Ugento 2014.2UGENTO. Il parco “Litorale di Ugento” è martoriato dagli incendi. Una storia che si ripete ogni anno e che, quest’estate, sta interessando particolarmente l’area a ridosso dei canali e dei bacini. Ormai non si contano più gli interventi dei vigili del fuoco e dei volontari della Protezione civile tra Torre San Giovanni, Torre Mozza e Lido Marini: sin da maggio gli operatori sono impegnati quasi giornalmente per spegnere roghi di piccole e grandi dimensioni che, fino ad ora, hanno distrutto decine di ettari di canneto e macchia mediterranea. Appare ormai chiaro che dietro questi episodi ci sia la mano di piromani.

«Sono episodi dolosi – afferma il presidente della protezione civile di Ugento, Tiziano Esposito – dei quali, però, non conosciamo le motivazioni. Possiamo solo immaginarle. Chi appicca il fuoco lo può fare per divertimento, ma anche per liberare i terreni dalle sterpaglie e per far crescere erba fresca per il pascolo. Ma queste, lo ripeto, sono solo supposizioni». Nel novero delle ipotesi rientra anche quella delle speculazioni edilizie. Se ne parlava soprattutto quando, negli anni scorsi, ad essere interessata dalle fiamme era la pineta di Rottacapozza. L’area del parco di Ugento, però, è salvaguardata, oltre che dai vincoli propri della legge istitutiva dell’area protetta, anche dal vincolo di inedificabilità assoluta delle aree percorse dal fuoco.

Si tratta di uno strumento adottato per evitare interessi speculativi, che prevede che le aree boschive interessate da incendi non possano essere utilizzate con destinazioni diverse da quelle preesistenti per 15 anni. Per 10 anni, invece, è vietata la costruzione di edifici al loro interno, per cinque anni non si può effettuare il rimboschimento e per sette anni le aree non possono essere usate per caccia e pascolo. Proprio nei giorni scorsi la Giunta comunale ha aggiornato l’elenco delle aree percorse dal fuoco nell’ultimo quinquennio, inserendo i terreni incendiati nel 2012. Chi appicca le fiamme per interessi, dunque, trova comunque i divieti a sbarrargli la strada. Peccato, però, che il danno ormai sia stato fatto.

PREMIO TOBIA PREMIAZIONEUGENTO. La prima edizione del “Premio Tobia” si tinge di rosa. Sono tutte donne, infatti, le vincitrici del finanziamento per l’imprenditoria giovanile messo a disposizione dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca nell’ambito del “Progetto Policoro” e dell’iniziativa “Work in progress”. Prima classificata è arrivata una cooperativa composta da Roberta Panico di Patù, Lucia Fersurella di Leuca e Magdalena Polaczek di Morciano. Le tre ragazze realizzeranno una ludoteca ed avranno diritto a 10mila euro da restituire a tasso zero. Stessa cifra, ma con tasso agevolato, per le altre vincitrici. Al secondo posto c’è la cooperativa formata dalle sorelle Daniela e Anna Monsellato di Acquarica del Capo e Patrizia Scarcella di Corsano. La loro intenzione è quella di aprire una struttura in grado di fornire assistenza agli anziani, ai disabili e alle famiglie.

Terza, infine, Maria Rita Chirivì di Ugento, che alla commissione ha presentato la proposta di apertura di un B&B a Ugento, in via Mura Messapiche. «Avevo già in mente questa idea imprenditoriale – commenta Daniela Monsellato – e grazie a questo bando ne ho avuta l’opportunità. Le attività della nostra cooperativa spazieranno dai servizi più semplici, come aiutare gli anziani nella spesa, a quelli più delicati, come l’assistenza alle persone ammalate. Nel nostro team ci sono una psicologa e un’infermiera».

Soddisfatta anche Maria Rita Chirivì: «Anche io avevo già in mente di aprire una piccola struttura ricettiva ed ho quindi deciso di sfruttare questa opportunità. I due giorni organizzati dalla diocesi per la premiazione sono stati molto interessanti: abbiamo avuto modo di confrontarci con esperti ed altri giovani imprenditori». I nomi dei vincitori sono stati resi noti durante il laboratorio diocesano sui giovani e sul lavoro che si è svolto ad Alessano il 30 e il 31 maggio. Le aggiudicatarie del finanziamento potranno contare sul supporto dei responsabili locali del “Progetto Policoro”, che svolge anche attività di accompagnamento a coloro che si avvicinano al “Progetto Tobia”, l’iniziativa di microcredito nata grazie al vescovo Vito De Grisantis.

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scuola Aldo Moro 1UGENTO. Teatro e arte: ecco su cosa si sono concentrate le scuole di Ugento per concludere insieme a genitori e insegnanti l’anno del Comprensivo guidato dalla professoressa Anna Grazia Galante. Le due quinte della “Don Milani” hanno realizzato una rappresentazione su Pinocchio, mentre quelle della “Aldo Moro” hanno realizzato una mostra di “falsi d’autore” con dipinti su tela di grandi artisti, da Raffaello a Picasso col prof. Giovanni Ria. Preziosa è stata la collaborazione del professor Benito Ria, docente di arte in pensione, e di sua moglie. Esposizione il 13 giugno.

Suor Donata Cairo
UGENTO. Da Ugento al Cile al servizio degli ultimi. Suor Donata Cairo (foto) ha quasi 60 anni ed ha trascorso oltre metà della sua vita in missione. Ha lasciato Ugento intorno ai 25 anni e, dopo un periodo passato in altre parti d’Italia, ha raggiunto il deserto di Atacama e poi il sud del Cile e Santiago. Tra i lavoratori stagionali della produzione di uva da tavola, tra le vittime del terremoto, nelle baraccopoli. Per portare la carità con le sue azioni, e non solo con le parole.

Una scelta, quella di dedicarsi completamente a Dio nel servizio ai poveri, che suor Donata ha maturato negli anni dell’adolescenza a Ugento. Un’infanzia semplice, la sua, trascorsa tra  giochi per strada (“la campana – ricorda – insieme agli altri bambini in via Giuranno, dove le auto non passavano”), le estati a Torre San Giovanni (“la spiaggia, i tramonti, le passeggiate in biciclette, la pizzeria con gli amici, incontri e costruzioni di relazioni significative”), il gruppo giovanile della parrocchia “San Giovanni Bosco”, “il lavoro nel maglificio di Mario Gentile e la scuola di infermeria a Tricase”. E poi ci sono le omelie di don Tonino Bello: «Le domeniche mi alzavo prima degli altri giorni per partecipare alla messa che lui celebrava nella chiesa della Madonna Assunta. Sentivo che le sue parole mi nutrivano profondamente. Qualche anno dopo l’ho avuto anche come docente a Tricase. Tutto ciò mi ha formata e “costruita” dentro».

Suor Donata fa parte della congregazione della “Piccole sorelle di Gesù fondata da Charles De Foucauld. «Siamo donne di diversa nazionalità – racconta – consacrate a Dio e contemplative nel mondo. Viviamo in piccole comunità sparse in 68 paesi, in mezzo a popoli di diverse culture e specialmente con coloro che non hanno potere, sono ai margini, ma che hanno ben altre ricchezze». È stato intorno ai 18 anni che suor Donata ha iniziato a pensare ad un futuro diverso. «Partecipavo al gruppo giovanile fondato da don Tonino Bello e poi portato avanti da don Mimmo Ozza. Anche padre Alessandro Zanotelli, che in quel momento viveva a Lecce, ha influito molto nelle mie scelte. Mi colpì anche l’esperienza di due preti italiani torturati e espulsi dal Cile durante la dittatura di Pinochet».

Dopo un breve periodo trascorso nelle periferie di Roma e Milano, suor Donata ha chiesto di vivere in America Latina, attirata dalle lotte per il rispetto dei diritti umani. «Da qualche mese vivo alla periferia di Santiago, nella baraccopoli emblematica per essere stata la sede della prima occupazione illegale di terreno in America Latina, nel 1957. Grazie alle pressioni della Chiesa di quel tempo, ai poveri è stato concesso il terreno. Tutto il resto è venuto grazie alle lotte e all’organizzazione della gente: acqua, luce, urbanizzazione, fognatura». Anche se il suo pensiero è costantemente rivolto ai poveri, suor Donata non ha dimenticato le sue origini. E di tanto in tanto raggiunge Ugento e parla ai giovani della zona della sua missione.

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UGENTO.In treno fino a Santa Maria di Leuca per le missioni. Sabato 3 maggio i ragazzi di tutte le parrocchie della diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca hanno raggiunto Gagliano  in treno e da qui, su 15 pullman, la basilica di Santa Maria di Leuca, per un incontro di preghiera e di sensibilizzazione sul tema delle missioni. Erano circa 900 tra ragazzi, genitori ed educatori (foto) partiti dalle stazioni di Ugento e Miggiano su due convogli speciali messi a disposizione dalle Ferrovie del Sud Est. «Il treno, la partenza, lo spostamento – afferma don Rocco Maglie, direttore dell’Ufficio missionario diocesano – sono tutti simboli che rappresentano l’importanza di uscire dalle proprie case per incontrare l’altro, per vincere difficoltà e diffidenze, per lasciare le comodità e approcciarsi alle diverse culture».

Il pomeriggio, organizzato  dagli animatori di “Missio Ragazzi”, è trascorso tra la preghiera animata e il messaggio del vescovo, monsignor Vito Angiuli, che ha parlato dell’importanza di essere missionari. Molto toccante, poi, la staffetta tra i ragazzi di tutte le parrocchie della fiaccola dei Missionari della Consolata, che sta facendo il giro dell’Italia per far conoscere l’opera del beato don Giuseppe Allamano, fondatore della congregazione. L’ultima parrocchia ha consegnato la torcia ad un missionario di Martina Franca, che l’ha portata nella sua diocesi.

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UGENTO.Il Consiglio comunale dei ragazzi si rinnova. Nei giorni scorsi si sono svolte le elezioni che hanno visto eletto alla carica di sindaco l’alunno di prima media Lorenzo Consenti (con il sindaco Lecci). Il nuovo “primo cittadino” frequenta la scuola “Ignazio Silone” e prende il posto di Luca Tornisello, sindaco uscente e primo a ricoprire questa carica.

Lorenzo Consenti sarà affiancato dal vicesindaco Chiara Russo e da sette assessori: Luca Carrozzo, Cristiana De Maria , Francesco De Nuccio, Martina Sansone, Samuele Passabì, Matteo D’Amato, e Gloria Congedi. Il nuovo presidente del Consiglio comunale è Dennis Schirinzi. I consiglieri, invece, sono Martina Iazzi, Alessio Carlucci, Fabiana Cino, Majila Santantonio, Roberta Preite, Matteo Stefanelli, Francesco Nutricati, Luca Cavallo, Giorgia Cacciatore, Silvia Dimo, Lorenzo Ponzetta, Eleonora Bruno e Antonio Colella.

«Siamo convinti – afferma l’assessore all’istruzione Graziano Greco – che la partecipazione alla vita cittadina debba avvenire sin dall’adolescenza. Per questo riteniamo che quello del Consiglio comunale dei ragazzi sia un progetto importante. Siamo sicuri che il sindaco e tutti i consiglieri sapranno essere propositivi e fornire i giusti impulsi sui temi che riguardano le giovani generazioni». Gli auguri al nuovo Consiglio sono giunti, oltre che da Greco, dal sindaco Lecci, dal dirigente scolastico Anna Grazia Galante e dalla docente referente Luce Brogna.

Arturo, Marina e Rott in alto nel canile, in basso adottati in famiglia

Arturo, Marina e Rott in alto nel canile, in basso adottati in famiglia

UGENTO. L’arrivo della bella stagione ripropone come ogni anno in tutta la sua drammaticità il problema mai veramente risolto del randagismo. Ai cani che già tutto l’anno vagabondano senza padrone, costituendo spesso un pericolo per se stessi e per gli altri, si aggiungono inevitabilmente quelli che vengono abbandonati in vista dell’estate. Al di là di questi comportamenti incivili, sanzionati dal codice penale, è necessario che il territorio si attrezzi per far fronte a situazioni che rischiano di trasformarsi in emergenza: Ugento si pone come esempio d’avanguardia, col suo canile comunale che nel 2013 ha vantato numeri di tutto rispetto. Il canile ugentino secondo l’Anagrafe canina informatizzata regionale, è al primo posto per numero di adozioni extraregionali. Nel corso dell’ultimo anno, infatti,  sono stati accalappiati 105 randagi, a fronte delle 170 richieste inviate alla Asl.

Alla fine del 2013 nella struttura c’erano 58 cani, a fronte dei 130 del 2012. E il numero oggi si è ridotto a 25, grazie ad altre adozioni avvenute nei primi mesi di quest’anno. I numeri parlano di una ritrovata consapevolezza su più fronti: da una parte i cittadini desiderosi di prendere un animale, ma che preferiscono adottarne uno meno fortunato anziché comprare un costoso cucciolo in un negozio, dall’altra l’Amministrazione comunale che permette che i cani vengano consegnati già chippati, sverminati, vaccinati e sterilizzati, senza alcun costo per la futura famiglia, praticamente “chiavi in mano”.

L’Amministrazione comunale, che con il canile ha stretto una convenzione, ha avviato una campagna di sterilizzazione e microchippatura di cani e gatti randagi con la collaborazione degli agenti della polizia municipale. Inoltre il dottor Antonio D’Argento, veterinario di Taviano, è stato incaricato di prestare cure e soccorso ai cani randagi che vivono nel territorio ugentino. Il Comune, a questo scopo, ha stanziato 10mila euro. La convenzione con il medico prevede anche attività di sensibilizzazione verso la cittadinanza e le scuole. Tutto passa, infatti, attraverso la corretta informazione e formazione dei futuri cittadini adulti.

 

Immobile in contrada Fontanelle

Immobile in contrada Fontanelle

UGENTO. La notizia risale a quasi due anni fa, e allora fu ripresa, oltre che da noi di Piazzasalento, da diversi media regionali e nazionali. D’altronde, quando lo Stato riesce a sostituirsi alle organizzazioni criminali e a far sentire forte la sua presenza sul territorio, è lecito che se ne dia massima risonanza perché la lotta alle mafie, a tutte le mafie, non sia mai un’azione da dare per scontata. Un capitolo di questa storia di civiltà e legalità fu scritto anche a Ugento, poco prima dell’estate 2012: furono inaugurati in presenza delle autorità civili e religiose, due immobili sequestrati alla frangia locale della Scu e ristrutturati perché potesse goderne la collettività tutta.

L’inaugurazione, però, suscitò alcune perplessità: innanzitutto, le ville erano tre (in via Tasso, via Paduli e contrada Fontanelle), ma ne furono presentate solo due, e i lavori senza dubbio molto avanzati, ma non erano ancora del tutto completati, il che rendeva le strutture inutilizzabili nell’immediato. A scorrere le carte dei Consigli comunali, però, si legge che effettivamente i restauri vennero ultimati qualche mese dopo la cerimonia e le strutture vennero poi tutte consegnate ai soggetti gestori (uno dei quali è la cooperativa “La Svolta”, che progettava di realizzare un centro sociale per ex detenuti), che avrebbero dovuto effettivamente disporne.

A distanza di due anni, su tutta la storia è sceso il silenzio: addirittura una delle tre ville, quella di contrada Fontanelle, è stata “visitata” dai ladri che hanno portato via le suppellettili interne, mentre le altre due risultano abbandonate e preda dei vandali. In rete sono presenti numerose testimonianze foto e video realizzate da cittadini che si domandano il perché di un così evidente spreco di risorse e di opportunità, ma in Comune si difendono: una volta consegnati ai gestori, tutti enti privati, il lavoro delle istituzioni si può considerare ultimato. Rimane il retrogusto amaro di un’ennesima occasione per creare qualcosa di buono per tutta la cittadinanza all’insegna della trasparenza e della legalità purtroppo sprecata. Almeno per ora.

La facciata del Duomo

La facciata del Duomo

UGENTO. Fino a 20mila euro per avviare un’azienda individuale o una società. È il nuovo progetto della fondazione “Monsignor Vito De Grisantis” (diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca), che insieme al “Progetto Policoro” e all’Unione cristiana imprenditori dirigenti promuove la seconda edizione di “Work in progress – Premio Tobia”. C’è tempo fino al 7 maggio per presentare le domande di ammissione al finanziamento. Si tratta di una competizione tra idee innovative di impresa nel campo del turismo, della promozione del territorio e dei servizi alla persona. L’obiettivo è quello di far emergere le idee degli aspiranti imprenditori e di sostenere l’avvio e la crescita del progetto imprenditoriale vincente.

Saranno concessi fino a 10mila euro per le ditte individuali e fino a 20mila euro per le società di persone e le cooperative. L’importo finanziato dovrà essere restituito in 48 rate con interessi a carico della Fondazione. Chi si aggiudicherà il sovvenzionamento sarà accompagnato e formato per tutta la fase di avvio della nuova realtà imprenditoriale. Le candidature si potranno presentare entro il 7 maggio. Il bando è disponibile sul sito della diocesi di Ugento. Potranno partecipare al concorso tutti i giovani dai 18 ai 35 anni residenti nei paesi della diocesi ugentina e che vorranno avviare sempre nel territorio diocesano la loro attività. Il nome del vincitore sarà reso noto durante il laboratorio diocesano sui giovani e sul lavoro che si terrà ad Alessano il 30 e il 31 maggio.

A fornire tutto il supporto necessario ai giovani che vorranno partecipare al concorso saranno i responsabili locali del “Progetto Policoro”, iniziativa avviata dalla Cei per il sostegno all’imprenditoria giovanile. Oltre a realizzare “Work in progress”, il “Progetto Policoro” svolge attività di accompagnamento di coloro che si avvicinano al “Progetto Tobia”, l’iniziativa di microcredito fortemente voluta dal compianto vescovo Vito De Grisantis e portata avanti, dopo la sua morte, dal suo successore Vito Angiuli.
In questo modo le istituzioni ecclesiali aiutano a venir fuori dalla crisi.

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CASARANO. Nelle giornate dal 28 al 30 marzo si è svolta la 14esima edizione dell’Olimpiade della Multimedialità, manifestazione organizzata dal liceo scientifico “Federico II” di Melfi (Potenza) con il patrocinio del ministero dell’Istruzione, della Regione Basilicata, della Provincia di Potenza, dell’Università di Basilicata e dei Comuni di Melfi e di Lavello. Alla manifestazione hanno partecipato circa 150 studenti provenienti da tutta Italia, ma anche da Cina, Ungheria e Albania. L’Olimpiade della multimedialità lucana ha abbinato l’esaltazione del valore della cultura umanistica e quello della nuova scienza dei nativi digitali. A vincere il Mediashow 2014, con la realizzazione di un lavoro multimediale a mo’ di “short pubblicitario” della durata di tre minuti è stata una studentessa di origini marocchine Naijim Kaouthar, da tempo residente a Prato, al secondo posto una concorrente di Jesi (Ancona) e al terzo posto una studentessa di Pecs (Ungheria).

La Puglia, con diverse scuole partecipanti, ha visto la studentessa Federica Fracasso della classe VC del liceo scientifico-linguistico “Vanini” di Casarano raggiungere una quarta posizione con il filmato dal titolo “La bellezza, cibo che nutre l’anima”. Federica, che è di Ugento, ha ricevuto un premio di 200 euro, una stampa rappresentante la cattedrale di Melfi e la possibilità di seguire un corso multimediale avanzato assegnato da parte della massima autorità nel campo delle certificazioni informatiche: «L’esperienza è stata molto interessante perché mi ha permesso di vivere intensamente i tre giorni con alunni di ogni parte d’Italia e non, costituendo un buon banco di prova per il prossimo esame di stato al quale parteciperò. Il confronto con gli altri alunni non solo è stato emozionante, ma ha costituito anche un ricco di scambio di nozioni tecniche su nuovi modi di utilizzare il videoediting».

Insieme a Federica ha partecipato al concorso anche Azzurra Brogna della classe IV AL dello stesso liceo con il filmato dal nome “La grande bellezza della nuova arte” uno short pubblicitario sulla Street art. Le due ragazze sono state accompagnate dal loro “preparatore tecnico” il prof. Luigi Moretti da anni impegnato in concorsi nazionali. «Le ragazze sono state eccezionali, i lavori di ottima fattura. Federica non è nuova a premi nazionali (nell’anno scolastico precedente è arrivata terza con altri compagni di classe al concorso “Green Technologies Award” ndr). Per Azzurra ci sarà tempo il prossimo anno per vedere maturare le grandi doti creative in suo possesso» ha commentato il docente.

Corsi immigrati

Durante il corso

UGENTO. È partito da Ugento e coinvolge 120 donne straniere. Si tratta del progetto “Formazione senza frontiere”, finanziato con i fondi Fei (Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi) e finalizzato all’insegnamento della lingua italiana. Il capofila dell’iniziativa è il Centro territoriale permanente, diretto dalla professoressa Anna Grazia Galante. Partner sono la Provincia, l’associazione “Integra Onlus”, i Comuni di Ugento e Scorrano e la Uil di Lecce.

Il corso di formazione, che è già a metà svolgimento, coinvolge 120 donne di età compresa tra i 16 e i 69 anni provenienti da diversi paesi del mondo. Scopo del progetto è quello di far acquisire loro la certificazione A2 e A1 per la conoscenza della lingua italiana. Ma docenti e tutor stanno lavorando anche per insegnare a leggere e a scrivere ad alcune iscritte prive di scolarizzazione di base.

Inoltre, grazie all’uso della piattaforma on line, molte allieve stanno imparando ad usare gli strumenti informatici e a comunicare attraverso Internet con i familiari residenti nei Paesi di origine. Il corso si svolge tra le diverse sedi anche ad Acquarica del Capo e Presicce). «Il corso – commentano dal Ctp – si sta rivelando una bella esperienza oltre che per l’apprendimento, anche per la socializzazione e per far uscire le partecipanti dall’isolamento».

stazione di servizio sulla via casaranoUGENTO. Aveva fretta di nascere e così, inconsapevolmente, è diventata la protagonista di una notizia che in poche ore ha fatto il giro del web, cliccata e condivisa su migliaia di siti e pagine Facebook. Ilaria Sansò, nata l’8 marzo scorso, è troppo piccola per saperlo ma è già famosa, dal momento che ha deciso di venire al mondo in un’area di servizio, aiutata dalla nonna come ostetrica improvvisata, mentre il suo papà cercava di far arrivare un’ambulanza. La mamma, Annalucia Forte, solo pochi minuti prima aveva avvertito le doglie, a casa. Il tempo di mettersi in macchina e affrontare il tratto di strada tra Ugento e Casarano ed ecco la sosta forzata alla Q8, perché Ilaria non poteva aspettare di arrivare all’ospedale.

Una tenera storia di donne che arriva proprio l’8 marzo, la Giornata internazionale dedicata alla donna. I paralleli tra una nuova piccola donna che nasce in modo fortunoso e rocambolesco e le tante vite di tante donne che ogni giorno si spengono tra soprusi e violenze, si sono sprecati e non a torto: l’auspicio di tutti, nel commentare la storia, è stato che ci siano sempre più Ilaria, per trasformare l’8 marzo in una ricorrenza d’amore e far sì che la sofferenza ceda il passo alla fretta di conoscere un mondo che non ha bisogno della festa della donna, per coccolare la parte più “rosa” dell’umanità.

via-per-ugento-abitazioni-taurisano-(3)Taurisano. Ci sono voluti trent’anni, ma alla fine il caso della ridefinizione dei confini tra Taurisano e Ugento è esploso, con tutto il suo carico di novità e di inevitabili disagi. Su ordine del prefetto Giuliana Perrotta, le 91 famiglie – circa 350 persone – che abitano nelle contrade e nelle strade a cavallo tra i due comuni dovranno fare le valigie, seppur simbolicamente, e diventare ugentine. In buona sostanza, dovranno regolarizzare la loro posizione, considerato che abitano in territorio di Ugento ma attualmente hanno la residenza a Taurisano.

Tutto è iniziato intorno al 1981, quando nella zona sono sorte le prime abitazioni. Nonostante il territorio fosse di Ugento, gli uffici comunali di Taurisano hanno permesso l’iscrizione delle famiglie nei loro registri. Iscrizioni erronee, alle quali oggi bisogna rimediare per poter poi procedere alla ridefinizione dei confini. Sui passaggi da effettuare Perrotta è stata chiara: entro il 30 novembre i due Comuni sono stati invitati a predisporre la cancellazione delle famiglie dalle liste d’anagrafe e di stato civile di Taurisano e il loro inserimento in quelle di Ugento. Gli stessi cittadini interessati saranno chiamati a presentarsi negli uffici comunali di Ugento per confermare la loro residenza. E se non lo faranno, la conferma avverrà d’ufficio. Successivamente si procederà alla revisione delle liste elettorali.

Il sindaco di Ugento è stato sollecitato a portare in Consiglio comunale la questione della ridefinizione dei confini, tenendo conto dei disagi della popolazione interessata, che si troverà ad essere residente a Ugento ma incardinata da sempre nel tessuto sociale di Taurisano. Successivamente, ci sarà il referendum consultivo. I cittadini potranno così scegliere da che parte stare.

Non appena venute a conoscenza delle decisioni del prefetto, le famiglie si sono riunite nel comitato “Noi taurisanesi”, per dimostrarsi fortemente contrarie al trasferimento di residenza e per chiedere garanzie su tempi e modi in cui si procederà alla definitiva soluzione del problema. «Siamo taurisanesi – affermano alcuni cittadini interessati – e non vogliamo diventare cittadini di un altro Comune. Specie se quel Comune in tutti questi anni non ci ha fornito nessun servizio».

Il giovane Matteo De Rosa e il maestro ugentino Mino Conte

Il giovane Matteo De Rosa e il maestro ugentino Mino Conte

Ugento. Non si arresta la marcia trionfale di Matteo De Rosa, giovanissimo lottatore in forza al team del maestro ugentino Mino Conte, che nella sua specialità, il kickboxing categoria K-1, ha ormai raggiunto l’impressionante cifra tonda di dieci vittorie consecutive, di cui ben quattro per ko dell’avversario. Il decimo successo è arrivato in terra leccese, ad Arnesano, durante la serata inaugurale del Fight Clubbing in Tour organizzata al club “Guernica”, dove De Rosa era uno dei più attesi contro Cosimo Garinella, da Barletta.

Il maestro Conte loda il suo allievo: «Ad Arnesano ha combattuto e vinto un match molto impegnativo contro un avversario, duro ed imprevedibile palesando una buona tecnica, e mettendo a segno alcuni colpi di pregevole fattura. Matteo non soffre la sua giovane età, non si emoziona sul ring, anzi si carica, non vede l’ora di iniziare il match, questa è una prerogativa che non tutti i fighters hanno».

Le premesse sono buone e fanno sperare una carriera ricca di soddisfazioni ma, data la sua giovane età, c’è da fare ancora un percorso che pretenderà impegno e determinazione: «Certo  – continua Conte – Matteo deve migliorare molto in alcuni fondamentali, ma è sulla buona strada anche perché è un atleta che segue i consigli che riceve e spesso li mette in pratica con successo. Matteo ha le caratteristiche, l’abnegazione e la convinzione del professionista, ha combattuto anche in Svizzera e in alcuni galà organizzati in Italia, sta maturando un’esperienza importante nonostante la sua giovane età.».

Grandi soddisfazioni, quindi, per la palestra del Team Conte che vanta atleti di fama già nazionale e il cui prossimo impegno sarà a Lecce al palazzetto dello sport di piazza Palio il 16 novembre, dove durante un’altra edizione di Night of the Gladiators Matteo De Rosa avrà la sua ennesima possibilità di vittoria davanti a un pubblico numeroso e competente e avversari di sicuro  e alto livello agonistico.

La-compagnia-di-BattistiUgento. «Una bellissima esperienza, che ci ha arricchito dal punto di vista culturale e ci ha permesso di conoscere illustri personaggi». La “Compagnia di Battisti”, cover band di Ugento, racconta con soddisfazione i momenti della consegna della targa d’onore da parte dell’Accademia di alta cultura “Europa 2000”. La cerimonia si è svolta il 19 ottobre a Sangineto (Cosenza), con l’adesione della Presidenza  del Senato e della Repubblica. Un riconoscimento che arriva dopo il primo posto a “Sanremo Lab” e la premiazione come migliore cover band di Battisti.

«Abbiamo avuto un’ottima accoglienza da parte dell’Accademia – racconta Marco Catino, frontman del gruppo – in particolare dal delegato regionale per la Calabria, Franco Sirimarco, e dal direttore accademico Pierino Accurso. Siamo fieri dei risultati fin qui conseguiti dalla nostra band, sicuramente frutto della passione che ci accomuna ma soprattutto dalla nostra determinazione a voler portare sempre più in alto, con dedizione ed umiltà, il nostro nome, la nostra terra ed in particolare la nostra città, Ugento».

Dopo aver ritirato il premio, la band al completo si è esibita dinanzi alla commissione e a tutti gli altri premiati. I fratelli Marco e Andrea Catino sono stati accompagnati da Franco De Donno alla batteria, Renzo Di Mola alla chitarra e Danilo Drazza al basso.

L'accesso all'eremo del Casale

L’accesso all’eremo del Casale

Ugento. L’eremo della Madonna del Casale sia dichiarato bene di interesse culturale e la Curia e il Comune si interessino all’acquisto, per farlo rimanere nella disponibilità dei fedeli. Sono le richieste che si levano da più parti, in questi giorni, dopo la diffusione della notizia della messa in vendita dell’antica chiesetta, che sorge immersa nel verde sulla collina tra Ugento e Torre San Giovanni.

Gigi Te Nuzzo, Oronzo Ricchiuto e Alessio Forte (presidenti, rispettivamente del “Comitato per Torre San Giovanni”, della “Pro loco Beach” e di “Spartaco Salento Popolare”) hanno da poco avviato una petizione da presentare al sindaco e al Consiglio comunale affinché si promuova la dichiarazione di interesse culturale per l’antico eremo. «Con questo atto – spiegano – si vuole agevolare tanto la famiglia Colosso, proprietaria dell’immobile, qualora decidesse di restaurare e preservare l’immobile, quanto lo stesso Comune o altro ente pubblico, nel momento in cui dovesse concretizzarsi la vendita: così sarebbe infatti possibile accedere a specifici finanziamenti per il restauro del manufatto e preservare così il bene nella sua interezza». Con la dichiarazione di interesse, continuano, si sancirebbe definitivamente il diritto di precedenza nell’acquisto da parte del Comune o di altri enti pubblici.

Sulla vicenda, qualche giorno fa, è intervenuto anche il professor Salvatore Carluccio, il quale si è chiesto perché “la nostra Curia, l’Amministrazione comunale, la collettività non sentano il bisogno di attivarsi affinché il Casale resti a noi ugentini”. «Vale la pena – è stato l’interrogativo di Carluccio – di tentare delle trattative con il proprietario affinché il Casale resti così com’è, cioè gestito dai frati e fruibile come sempre da tutti noi? Il proprietario giustamente può fare ciò che vuole della sua proprietà, ma per noi il Casale è un simbolo, un luogo di culto e di incontro, un punto di riferimento e di direzione spirituale per tutto il Salento».

Ciò che sperano davvero in tanti, non solo a Ugento, è che il Comune o la Curia (o, magari, entrambi) riescano a trovare il modo di acquisire il bene, che riveste grande valore artistico e storico, oltre che culturale e religioso.

Gemini-arte-di-strada-2012-2Ugento. Ultima carrellata di appuntamenti estivi per Ugento e le sue marine, che si preparano così a chiudere il mese di agosto. Giovedì 15 la marina di Torre Mozza festeggerà la sua patrona, la Madonna Assunta, con riti religiosi e civili. Il 16, poi, sempre a Torre Mozza ci sarà lo spettacolo teatrale “Il nudo e la nuda”, portato sul palco dall’associazione “Teatro Terra Messapia”. Sabato 17 il centro storico di Gemini diventerà location della terza edizione di “Gemini… pizzica, arte di strada e tradizioni”: animeranno il pomeriggio e la serata gli artisti di strada, il clown Lacoste e il concerto de “I Calanti”. Sempre sabato 17 a Torre Mozza è in programma la prima edizione della mostra cinofila, a cura di “Pet Planet” di Ugento. Domenica 18 e lunedì 19 il lungomare di Torre San Giovanni ospiterà la terza edizione della “Sagra del pesce”. E martedì 20, in piazza San Vincenzo, a Ugento, alle 21 l’associazione culturale “Arte in Parabita” porterà in scena lo spettacolo teatrale per bambini “Un matrimonio scombinato”. Martedì 20 e mercoledì 21, sempre alle 21, a Torre Mozza la “Pro loco beach Gemini-Torre San Giovanni” presenta la prima edizione della “Festa della birra”. Per giovedì 22 a Torre San Giovanni, con inizio alle 20, il “Salento Tuning Club” organizza il raduno “Summer tuning”. Venerdì 23 e sabato 24, infine, a Torre San Giovanni gli ultimi due appuntamenti agostani: il primo è il concerto di Tony Bungaro, autore, tra gli altri, di Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Marco Mengoni e Giusy Ferreri; il secondo è “Torre San Giovanni sotto le stelle”, serata di musica con le scuole del territorio.

 

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Piazza San Vincenzo

Piazza San Vincenzo

Ugento. Novità per il traffico a Ugento e nelle marine.

Come ogni estate, sono state predisposte le norme per regolare il transito delle auto nel centro storico e sul litorale. Fino al 25 settembre il centro di Ugento sarà off limits dalle 20 all’una. Non si potrà circolare in auto su via Castello, via Minturno, via Cavour, via Tenente Liborio Ponzi, via della Zecca, via Roma, via Benedettine, via Andrea Gigli, piazza San Vincenzo, via Artanisi, via Barbosa e corso Umberto I.
A Torre San Giovanni, è stata istituita la zona pedonale su corso Annibale (dall’incrocio con corso Uxentum a quello con via Caboto) e su lungomare Japigia (dall’incrocio con via Magellano a quello con corso Uxentum). Il traffico sarà chiuso dalle 21 alle 24 per poco più di un mese, dal 21 luglio al 25 agosto. A Lido Marini il traffico è vietato su corso Colombo, da via Zanardelli a piazza Tirolo, dalle 19 alle 6.

La zona pedonale sarà in vigore fino al 31 agosto. Su viale dei Tulipani, invece, fino al 31 agosto potranno transitare solo coloro che per vacanza o per lavoro sono diretti al villaggio “Costa del Salento”, oltre ai mezzi di soccorso e di emergenza.
A Torre Mozza, infine, è stata istituita la zona pedonale su via Tiepolo, dal lato destro della torre. Questa disposizione fino al 30 settembre, ogni giorno dalle 19 alle 6.

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Il sit in dei disoccupati

Ugento. «Per il pranzo di Pasqua abbiamo mangiato uova cotte su un fornellino da campo. Non avevamo nulla, nemmeno i soldi per la bombola del gas. Provate solo ad immaginare cosa sente un padre di famiglia in queste condizioni». A parlare è Luciano Russo, 59 anni, muratore disoccupato da due anni. È lui uno dei dodici firmatari della lettera che nei giorni scorsi è stata inviata al sindaco di Ugento e al prefetto di Lecce per segnalare lo stato di disperazione di famiglie che, oltre che per la mancanza di lavoro, soffrono perché vedono le istituzioni lontane dai loro problemi. «Chiedo lavoro – continua Russo – e chiedo dignità. Quella dignità che avevo ma che ora ho perso. L’amministrazione comunale e i rappresentanti delle istituzioni rimangono distanti da noi, scaldano le poltrone e non si occupano dei veri problemi del paese».

Tra i firmatari della lettera c’è anche Giovanni Bruno, intonacatore di 63 anni, disoccupato dal 2012. «Mi mancano quattro anni per la pensione, cosa dovrei fare? Chi mi assume a questa età? Le istituzioni sono lontane, il governo centrale non si rende conto dei problemi della gente. Perché non si abbassa l’età della pensione, in modo da favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro?». Della stessa idea Cosimo Pizzolante, 59enne, anche lui intonacatore, e Salvatore Pizzi, muratore di 53 anni. Insieme a Enzo Spennato, Mattia Russo, Claudio Mergola, Paolo Spata, Luca Pizzi, Biagio Russo, Omar Russo e Cristian Spiri, da qualche giorno questi uomini si ritrovano in piazza Porta San Nicola per discutere dei loro problemi e per chiedere dignità. Ora sono tutti in attesa di incontrare il Prefetto, che ha risposto alla loro lettera e li ha convocati.

«Ugento ha un territorio così grande – dice, con parole cariche di rabbia, Russo – e proprio per questo non dovremmo trovarci in queste condizioni. Ci sarebbe tanto da fare. Perché, per esempio, non si favorisce la nascita di una cooperativa di disoccupati alla quale affidare i lavori di manutenzione del Comune?».

Sono interrogativi ai quali questi disoccupati vorrebbero ricevere risposte da parte delle istituzioni e che ricordano tanti altri casi di disperazione e di sconforto, come quello di Danila Caracciolo, la casalinga ugentina rimasta incatenata per settimane all’ingresso del municipio per chiedere un lavoro per il marito, precario del servizio raccolta dei rifiuti.

Pierangelo Tempesta

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Ugento. Durante quelle che vengono chiamate, magari in un modo un po’ distaccato, “feste comandate” viene sempre un po’ la voglia di riscoprire certe tradizioni antiche magari un po’ dimenticate, che ci aiutano a mantenere viva la nostra identità di popolo, appartenente a delle tradizioni radicate nel territorio. È per questo che la Pro loco Beach Gemini – Torre San Giovanni ha organizzato una giornata tutta dedicata alla realizzazione delle “pupe della nonna”, i tipici dolciumi fatti di pasta simile a quella del pane con un uovo sodo al centro, a simboleggiare la fecondità e la rinascita tipiche della primavera e del periodo pasquale.

Con la collaborazione del parroco di Gemini, don Mimmo Ozza, per tutto il periodo di Quaresima la sede della Pro loco è stata presa d’assalto da circa 200 bambini che hanno letteralmente messo le “mani in pasta”, realizzando pupe, galletti e cestini con l’aiuto delle mamme e soprattutto delle nonne, vere custodi di questa tradizione. Ad ogni bambino è stata poi data la possibilità di portare a casa la sua pupa, con tanto di bigliettino con il proprio nome.

Nella simbologia cristiana, l’uovo rappresenta la nascita, il rinnovarsi del miracolo della vita, ed è proprio don Mimmo a spiegare che il pulcino che viene fuori spontaneamente dal guscio, con le sue proprie forze e non perché ci sia qualcuno dall’esterno che glielo impone, si pone come un ideale parallelo con la resurrezione di Gesù, che lascia le sue spoglie mortali per ascendere al cielo.

Per questo motivo il consumismo non dovrebbe prendere il sopravvento su questi momenti che danno anzi un senso sempre nuovo e speciale alla nostra quotidianità. Ed è sempre importante che i bambini si accostino ai grandi temi anche attraverso la realizzazione dei dolci tradizionali che hanno nel simbolo la loro forza.

Laura Primiceri

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...