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SUL FILO DELLA NOSTALGIA Claudio Imperiale, Antonio Petruzzi, Martino Mosco (da sinistra nella foto) ricordano la fiera che fu

Sannicola. Passano gli anni e l’amore dei sannicolesi per la fiera di San Simone (in programma il 28 e il 29 ottobre) non si affievolisce mai.

Conservarla nelle vie del paese e non spostarla in un “quartiere fieristico”, lasciare che i tanti mercanti si mescolino tra loro, in un contesto dal sapore mediorientale o nordafricano, comunque pienamente mediterraneo, ha lasciato alla fiera quel sapore di antico che i suoi visitatori dimostrano di amare ancora. Solo la centralissima piazza della Repubblica, con gli stands per le degustazioni  alimentari, ha una sistemazione più elegante e simmetrica, dovuta anche alla necessità di rispettare le norme igienico sanitare.
«La fiera si è conservata grossomodo la stessa negli anni – conferma il 70enne Claudio Imperiale – anche se ci sono stati anni in cui era ancora più  estesa. Al posto del Centro culturale di via Oberdan c’era la “piazzetta delle erbe” e lì si svolgeva il mercato degli animali, molto atteso, in quegli anni, da noi bambini che eravamo curiosi di vedere animali di tutte le razze di cui oggi non c’è più l’ombra. Il paese si popolava di mercanti ben due giorni prima della fiera e sulle  vie Roma e Regina Elena si affittavano le “rimesse” che venivano sistemate per l’occasione. Facevano spettacolo i venditori di piatti che li sbattevano su un tavolo di rame per far vedere che erano resistenti e li lanciavano sul muro dell’ufficio postale».
Ma la fiera era anche l’occasione di fare affari col vasto pubblico per i commercianti locali «Alla fine tutti compravano  vestiti dalla “Effa Tuca”,    scarpe dalla “Saia Malàmpu” e la “Carminedda” presentava gli abiti per le stagioni autunno–inverno che aspettavamo con ansia. Il giorno dopo la fiera a scuola eravamo vestiti tutti uguali», aggiunge Martino Mosco, 58 anni. Ma tra le bancarelle non mancavano di certo i furbi, come confermato dal 60enne Antonio Petruzzi.

«C’erano i baresi e i napoletani col gioco delle tre carte che con i loro banchetti mobili si  spostavano alla vista dei vigili urbani e altri che vendevano sveglie che puntualmente non funzionavano, pastiglie e sciroppi per tutti i malanni, le “rrusticastagne” di lamiera così sottile che dopo poche cotture si disfacevano: finite le castagne, era finita anche la padella».

Maria Cristina Talà

Sannicola. Appuntamento per domenica 28 e lunedì 29 ottobre per la fiera di San Simone, evento tradizionale attivo dal oltre 200 anni, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Quest’anno, tuttavia, una novità porta una bella ventata di speranza per il commercio  «Questa fiera – sottolinea Cosimo Cataldi, assessore al marketing territoriale – ha incuriosito un tour  operator americano e domenica 28 farà tappa  a Sannicola un gruppo di turisti provenienti dagli Usa sempre più interessati a scoprire la nostra cultura e il nostro modo di vivere».

Un’impagliatrice di sedie

La fiera vanta la presenza di centinaia di espositori (ben 256 nell’ultima edizione). Fiore all’occhiello e vanto dell’amministrazione, “Gusto in fiera” che ha luogo in Piazza della Repubblica: aziende di vini, olii, conserve, salumi, formaggi, forni, liquori e altri prodotti tipici provenienti da tutta la Regione propongono i propri prodotti in degustazione gratuita. La Commissione Pari Opportunità allestirà la mostra fotografica sul lavoro delle donne nei 100 anni del Comune. «Sarà presente anche un’ area eventi – prosegue l’assessore – dove i singoli produttori avranno l’occasione di presentare la propria azienda, dove si svolgeranno incontri tematici sul mondo agricolo, minicorsi  di guarnizione torte, preparazione di ricette e piatti, letture enogastronomiche. Le vie adiacenti alla piazza saranno occupate dai caratteristici venditori ambulanti di “Cibo di strada”, castagne, scapece, dolciumi, cupeta, pezzetti di cavallo. Non mancherà l’animazione per grandi e piccini.

Lo spirito con cui si organizza la fiera è quello di  mantenere viva l’atmosfera che si respirava allora. Riscoprire e valorizzare il mercato di strada basato sull’approccio umano tra venditore e acquirente, sulla fiducia conquistata e accordata guardandosi negli occhi, sulla contrattazione del prezzo di vendita tipico delle genti del Mediterraneo, usi e consuetudini ormai perse negli asettici corridoi degli ipermercati.

Maria Cristina Talà

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NIENTE PAURA Giochi gonfi abili per i più piccoli, poi musica e stand per la sagra che non ha avuto paura dei controlli del Nas

Sannicola. Con i complimenti dei medici che hanno effettuato i controlli per conto della Asl. Così è iniziata la sagra dei sapori locali che ha avuto luogo nell’area mercatale il 9 agosto.

«Sono estremamente soddisfatto e orgoglioso dei risultati raggiunti – commenta il presidente del Comitato festa Madonna delle Grazie, Tiziano Piccione – e un caloroso ringraziamento va senza dubbio a tutti i volontari che, con sacrificio e dedizione, hanno donato il proprio tempo e il proprio lavoro alla eccezionale riuscita della festa, sia facenti parte del comitato che cittadini e famiglie che hanno in vario modo collaborato. È stata festa di sapori, di profumi, di danza e di musica e che ha richiesto uno sforzo organizzativo di natura titanica».

Non è cosa da poco, di questi tempi, visto le stragi di sagre, a causa di irregolarità igieniche, che si stanno verificando in molti paesi del Salento.

«I fondi raccolti in questi anni sono serviti per pagare il restauro della statua della Madonna, che ritornerà tra di noi il 28 di questo mese presentata a cura di Mariangela Marra – continua il presidente – sono inoltre state realizzate le serate “Bimbi in festa” in cui i bambini gratuitamente hanno potuto giocare sulle giostre gonfiabili in piazza nella massima sicurezza e sotto l’occhio vigile, oltre che dei loro genitori, anche dei nostri volontari».

Il piccolo comune salentino, in realtà, oltre che luogo ricco di spiritualità, di divertimento per tutte le età, si conferma capitale del gusto.

«Essere in perfetta regola – spiega il presidente – non è stato facile. Ci siamo recati personalmente presso gli uffici della Asl di Gallipoli, per farci descrivere nel minimo dettaglio ogni accortezza da prendere, ogni regola da seguire. Abbiamo avuto prova che non c’è alcuna volontà negativa da parte della Asl nei confronti delle sagre, ma solo il dovere di salvaguardare la salute pubblica attraverso il rispetto delle regole.
È importante anche puntualizzare i rapporti di reciproco rispetto e collaborazione con i ristoratori di Sannicola e gli altri esercizi commerciali, sia perché il pubblico della sagra è diverso dalla clientela del ristorante, sia perché nella stessa serata della sagra l’enorme afflusso di gente offre anche a loro un buon riscontro, sia perché la promozione del territorio e dei prodotti locali, che passa anche attraverso le nostre iniziative, dà vantaggi di immagine a tutto il segmento della ristorazione e della vendita di prodotti tradizionali».

Per l’andamento della sagra, per il successo di pubblico ottenuto, tutto il comitato ha espresso viva soddisfazione.

«E’ un grande piacere – commenta Antonio Piccione – vedere che i nostri sforzi hanno avuto successo. I volontari hanno lavorato in maniera eccellente e un vivo ringraziamento da parte di tutti noi va al presidente Tiziano Piccione, che ci ha coordinati tutti e ha tenuto conto di ogni dettaglio per la perfetta riuscita della serata. Auspichiamo che nei prossimi anni la manifestazione prosegua e diventi punto di riferimento di cultura, tradizione, musica, saperi e sapori».

Maria Cristina Talà

Voce al Direttore

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