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Valentina Masella

FELLINE. C’era anche Valentina Masella, 20 anni, di Felline, all’Italian Curvy Party promosso da Keyrà, la linea curvy fast fashion di Alberto Cacciari, specializzata in abbigliamento femminile per taglie morbide, alla ricerca di tre testimonial per la primavera del prossimo anno. Tra le 30 finaliste, a Bologna nei giorni scorsi, c’era la ventenne di Felline, selezionata tra le 300 ragazze tutte curve che hanno partecipato alla manifestazione. Valentina è una bellezza mediterranea:1.75 di altezza, taglia 50, capelli neri, lunghi e lucidi, occhi verdi cangianti al giallo.100kg di bellezza salentina.

Alliste. “Nunc est bibendum” (ora bisogna bere), esortava il poeta latino Orazio. Non esiste tempo migliore della settimana di San Martino, senza dubbio, per rispolverare questo “imperativo” e metterlo in pratica.

La Pro loco di Felline, presieduta da Antonia Ferocino, ha avuto un’ottima idea, quella di non limitare i festeggiamenti all’11 novembre, ma di cominciare da giovedì 8, con l’attesa terza edizione del “Vino novello in festa”.

Per l’occasione, piazza Caduti si fa contenitore di tanto buonumore: quello stimolato dalla degustazione delle pietanze tipiche dell’autunno salentino in bella mostra sugli stand enogastronomici (castagne, bruschette, pittule) e quello generato dal concerto della band di Walter Santoro e Maky Ferrari. Ma soprattutto, a sollevare gli angoli della bocca in su, ci pensa il “mieru” locale.

Non ha solo effetti benefici sulla giovinezza dell’animo, ma anche su quella esteriore (grazie al contenuto di antiossidanti che combattono i radicali liberi), quel vino schietto, non mescolato con l’acqua, significato cui rimanda il termine dialettale che affonda le sue radici nel latino classico (“merum”). Perciò, a San Martino e non solo, gioverà berne con moderazione, scegliendo tra i 25 vini pugliesi Doc magari le varietà salentine, come il Negramaro, la Malvasia e il Primitivo. Che i festeggiamenti abbiano inizio. Da Felline.

RR

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UNICO DEL LECCESE Mostra fotografi - ca dei cani ospitati nel Rifugio, un modello di canile che ha aderito alla giornata nazionale a porte aperte. Numerosi i visitatori, soprattutto i bambini che hanno interagito con gli ospiti a quattro zampe e in molti hanno fatto richiesta di adozione. Il Rifugio è nato nel 2009 per prevenire il problema del randagismo. In due anni sono stati adottati 120 cani

Alliste. Non è certamente una “vita da cani” quella condotta all’interno del Rifugio di Alliste e Felline, dagli ospiti a quattro zampe protagonisti, domenica 11 settembre, di una giornata nazionale a porte aperte.

La manifestazione “Skills. Cultura e creatività in canile” ha avuto lo scopo, infatti, di trasmettere una nuova idea di canile: non un luogo dove i cani vengono “deportati”, senza via d’uscita e senza interazioni col mondo esterno, ma un centro di formazione a 360 gradi di cui beneficiano non solo gli animali ma anche i visitatori.

Unica rappresentante in provincia di Lecce, la struttura allistina ha interpretato a suo modo l’importante messaggio sotteso all’iniziativa che ha percorso l’Italia da nord a sud. Lo ha fatto con una mostra fotografica dei cuccioli adottati e degli ospiti del Rifugio, cui è seguita una breve dimostrazione di quale debba essere il primo e più corretto approccio con gli amici a quattro zampe.

Sorriso, Nuvola, Paco: sono solo alcuni nomi degli animali in foto… e non. Sbucavano fuori, infatti, non appena qualcuno apriva la porta delle loro “casette”. Eccoli, allora, salterellare qua e là con una vivacità incontenibile, sintomatica di un altrettanto irrefrenabile bisogno d’affetto. Lo si leggeva anche nei loro occhioni dolci, mentre erano in braccio ai visitatori, accorsi numerosi all’evento. Tante, infatti, le famiglie che domenica si sono aggirate all’interno della struttura, in contrada Santa Potenza a Felline, con sguardi curiosi e soprattutto sorpresi.

Lo stupore nasceva dal costatare l’esistenza, sul territorio allistino, non solo di una struttura idonea, ma anche di volontari e operatori capaci, come Laudino Renna e Ivana Stamerra, che si prendono amorevole cura degli ospiti a quattro zampe.

E lo fanno dal 2009, anno in cui è sorta la struttura, inserita all’interno di una politica di prevenzione del randagismo perseguita dal Comune di Alliste sotto la guida della responsabile di settore, l’ingegnere Luisella Guerrieri. In due anni sono stati adottati ben 120 cani. E tante  richieste sono arrivate domenica, da parte dei genitori di quei bambini che per l’occasione avevano inventato un nuovo gioco, l’“acchiappacane”: non volevano  assolutamente andare via senza poter portare con sé uno dei nuovi e senz’altro fedeli amici…a quattro zampe.

Roberta Rahinò

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La sbarra che ne chiuderà l’accesso

Felline vorrebbe rimanere con i piedi ben saldi “per terra” e non galleggiare su di un’isola…pedonale. La pensa così una parte della popolazione, in totale disaccordo con la chiusura (ormai prossima) del centro storico al traffico veicolare.

Partirà, infatti, entro la fine del mese, quel che la giunta del sindaco Antonio Ermenegildo Renna aveva deliberato lo scorso 15 giugno: no alle auto in Piazza Caduti e Largo Piazza, così come in alcune stradine del cuore antico della frazione. Ad impedirne la circolazione, barre di chiusura telecomandate (sollevabili, a mezzo di schede magnetiche, solo dai residenti e dagli altri utenti autorizzati) e dissuasori non removibili.

Se le barre sono ancora lì, sollevate, l’ostacolo dei dissuasori si fa sentire ormai da tempo. Se ne lamenta, infatti, il proprietario della macelleria in via Chiesa: «Quei paletti, posti all’imbocco della stradina, non permettono il corretto passaggio dei mezzi di soccorso in caso di pericolo, inoltre vanno a danno della mia attività, giacché i clienti sono costretti a parcheggiare molto lontano». Poco più in là, in Largo Piazza, c’è chi, avanti con gli anni, si rammarica di non veder rispettate alcune tradizioni, come il passaggio (ormai precluso) dei cortei di matrimoni e funerali.

E sulla faccenda si esprime anche chi abita in periferia, lontano dalle aree pedonali, sentendosi «espropriato da spazi urba  ni che dovrebbero costituire un bene pubblico». Un danno, dunque, anche psicologico e culturale, oltre al fatto che il provvedimento pare ai più «superfluo, perché in inverno, soprattutto la mattina, non c’è la necessità di chiudere al traffico quelle zone, e poi i fellinesi, dotati di un forte senso civico, non hanno mai avuto la brutta abitudine di occuparle con le auto».

Insomma continua a far discutere, soprattutto tra i residenti, la decisione di meglio tutelare il centro di Felline impedendo l’ingresso di auto e motori. Alcuni ne fanno una esigenza esclusivamente stagionale: forse sarebbe giusto d’estate quando nel piccolo centro si riversa tanta gente attratta dalla bellezza del posto, ma nelle altre stagioni il flusso è contenuto, sicché la tutela appare troppa.

Bisogna registrare anche una tendenza ormai molto diffusa in Italia soprattutto nei piccoli centri, nel borghi, che una legge è in procinto di tutelare a condizione che siano rispettati alcuni standard, come appunto la qualità della vita, l’offerta turistica, la difesa del patrimonio artistico.

Felline è su questa lunghezza d’onda: il castello, la piazza, i vicoli, la salubrità dell’aria, ne fanno una delle più incantevoli   località italiane. Tutto questo vale anche qualche sacrificio.

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IN 7 KM LUCI E OMBRE Capilungo e Punto Rosso (prima e seconda foto) non sfigurano certo in questa parte dell’arco jonico, ma per la marina in località Pilella (ultima foto) c’è ancora parecchio da fare

Alliste. Sette chilometri di costa ma quanto sono lunghi i problemi di questo tratto di arco jonico? Dipende dai punti di vista, ma di sicuro ci sono, almeno a sentire gli operatori commerciali e ricettivi della zona.

In località Capilungo, la maggior parte dei commercianti è soddisfatta e c’è chi addirittura riconosce la ricaduta positiva della “passeggiata” sulla propria attività: «Da quando è stato inaugurato il percorso ciclopedonale nel luglio scorso è certamente aumentata l’attrattività turistica della zona a beneficio delle nostre categorie».

C’è però chi vorrebbe «l’apertura obbligata di tutte le attività già dalla fine di maggio» e dall’Amministrazione comunale servizi di pulizia spiagge e illuminazione anticipati rispetto alla breve stagione che gravita su agosto e poco più, con un attraente contorno di iniziative culturali e sportive.

Punto Rosso

Se Capilungo è, a detta di tutti, “la zona più viva e animata”, Pilella è l’opposto. Chi ha scommesso puntando qui per la propria attività economica (pochissimi, per la verità) se ne dice pentito: la zona in effetti appare ad occhio nudo piuttosto desolata ma il Comune ha attivato le procedure per inserire questa marina nel piano “Città policentrica” chiedendo 725mila euro.

Con una metafora e per ora, si potrebbe definire località Pilella come “l’ultima ruota del carro”, ma geograficamente non lo è, perché la marina di Alliste termina con la “sorella” denominata Posto Rosso. Qui, come a Capilungo, esercizi commerciali e strutture ricettive sono più numerosi e contribuiscono a dare colore e vitalità all’intera zona arricchita da un piccolo campo di calcetto e da due piazzette, di cui una di recente costruzione. Non a caso in questa marina i nei rilevati sono pochi, tranne la scarsa illuminazione: è una zona che è cresciuta molto negli ultimi anni, come riconoscono molti commercianti. Pochissime le segnalazioni, come quelle per la scarsissima illuminazione della piazzetta principale e la mancata pulizia del litorale quando si era già a fine giugno.

Pilella

Davanti a questo panorama variegato, i commenti dell’opposizione consiliare suonano più da sprone che da critica: «Se molto è stato fatto, tanto altro resta da fare: inadeguata la segnaletica pedonale, come la cura del verde ed i collegamenti con le altre marine. Mancano poi alcuni servizi, quali i bagni chimici e un info point per i turisti», dice il consigliere e segretario del Pd, Davide Stamerra. Circa la “passeggiata” poi, che si snoda da Capilungo a Torre Sinfonò, la si vorrebbe più illuminata e magari con un chioschetto da rimuovere d’inverno.

E se l’associazione Pro loco di Felline, con il vicepresidente Bruno D’Agostino, si dice soddisfatta della situazione delle marine «tranne che per la segnaletica pedonale», gli amministratori comunali provano a dare risposte. Dice Donatuccio Scanderebech, assessore a Sport e promozione turistica: «Saranno risolti nell’immediato i disagi relativi all’installazione di bagni chimici e all’impianto di illuminazione sulla piazzetta di Posto Rosso. Sono invece in cantiere l’incremento delle strutture alberghiere e la realizzazione di un infopoint a Posto Rosso».

Anche la “passeggiata” sarà illuminata con un contributo della Provincia di 70mila euro e nell’”operazione di abbellimento” è prevista anche l’installazione di chioschetti amovibili. «Ci stiamo già attivando – conclude Scanderebech – per risolvere i problemi relativi alla segnaletica pedonale e alla cura del verde. Partiremo invece da soli, senza il rinnovato contributo della Provincia, per assicurare il servizio di pulizia delle spiagge. Abbiamo però bisogno del contributo di tutti i cittadini per il problema immondizia nelle marine: non vogliamo più assistere a manifestazioni d’inciviltà».

RR

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I partecipanti al campo durante una lezione di Alessandro Napoli

Alliste. Anch’io sono la protezione civile”: è la frase impressa sulle t-shirt dei circa trenta ragazzi, tra i 10 e i 13 anni, che hanno preso parte alla seconda edizione del campo scuola organizzato dalla Prociv-Arci Alliste-Felline “Mimì Corvaglia”.

Nelle giornate del 2 e 3 luglio, i partecipanti si sono trasferiti presso i campi “Femar”, ubicati nella marina di Alliste, e lì ha preso il via il loro duplice percorso d’informazione e formazione, come messo in risalto dallo slogan dell’iniziativa “In…formati con noi”.

Numerosi esperti hanno messo a disposizione le loro competenze perché i ragazzi ne facessero tesoro: vigili urbani, istruttori di scuola guida, agenti della polizia di stato, sottoufficiali della marina. Tanti i temi trattati tra gli sguardi interessati dei baby partecipanti: la viabilità, i pericoli della navigazione, le insidie di Internet e Facebook.

Non solo lezioni frontali: i ragazzi hanno partecipato attivamente alla dimostrazione del modulo antincendio, tenuta dai volontari di protezione civile, e a quella di primo soccorso, sotto la guida dell’Associazione “Le Misericordie” di Racale.

A legare insieme tutte le attività svolte è stato un filo rosso, costituito dalla parola “dignità”, perché i volontari non fanno altro che garantire la dignità delle persone. «Poco importa, poi, che i volontari siano esseri umani o animali», ha teso a sottolineare Alessandro Napoli, un allistino non vedente che ha dato dimostrazione di come si muova un cane guida: «è un volontario anche lui – ha aggiunto Napoli -anche se inconsapevole».

«Ci siamo proposti di coinvolgere i ragazzi – spiega Antonio Renna, presidente della Protezione Civile di Alliste – proprio sui concetti di dignità e solidarietà, in considerazione anche del fatto che questo nostro campo scuola si pone nell’ambito dell’Anno europeo del volontariato».

E si pensa già all’anno prossimo: «Speriamo in una terza edizione – si augura il presidente Renna – rinnovata dalla partecipazione degli adulti e dal rilascio finale di un attestato di qualifica, al termine di un percorso della durata di una settimana».

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...