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Noha (Galatina) – La gestione delle società di calcio quale leva per conquistare il consenso sociale: quella che la Direzione distrettuale antimafia considera una delle chiavi di lettura del fenomeno malavitoso, trovava da anni concretezza a Galatina. L’operazione “offside” condotta dalla polizia ha portato all’arresto di Luciano (ai domiciliari) e Danilo Pasquale Coluccia, padre e figlio di 69 e 38 anni, appartenenti al noto clan di Noha (costola storica della sacra corona unita) che sin dagli anni ’70 è un preciso punto di riferimento della malavita locale. A vario titolo, altri sette sono i soggetti indagati  piede libero: tra di loro due dirigenti (uno di loro con trascorsi in molte “piazze” locali, tra le quali anche Casarano), un presidente, un calciatore, un allenatore e un imprenditore (originari di Maglie, Nardò, Tuglie, Torchiarolo e Copertino).Il clan riusciva ad accordarsi, in un modo o nell’altro, con gli avversari per comprare le partite o per convincere gli avversari che sarebbe stato meglio desistere, ovvero tirare indietro la gamba. Pena pesanti ritorsioni.

Il campionato vinto nel 2016 Di certo al termine della stagione 2015-16 il Galatina riuscì a compiere il salto nel campionato di Eccellenza vincendo il torneo di Promozione dopo lo spareggio con il Salento Football di Leverano. Questa è una delle tante sfide finite sotto la lente (e le intercettazioni) degli investigatori. In quel girone tante altre squadre salentine, dal Maglie all’Atletico Tricase, dal Galatone al Racale e all’Uggiano. L’indagine promette ora di avere anche dei risvolti dal punto di vista della giustizia sportiva.

Noha e Casal di Principe Quelli legati al calcio erano soltanto alcuni degli affari  portati avanti dal clan visto che le accuse svariano su droga, estorsione e tentativi di condizionare l’attività amministrativa locale. Nelle intercettazioni, i capi del sodalizio si dicevano pronti a far saltare in aria il Comune di Galatina, per problemi legati alla gestione dello stadio, così come amavano definirsi “come quelli di Casal di Principe”, in grado cioè, così come la mafia del paese campano, di condizionare la vita sociale.

Nardò – Mario Scrimieri da Noha (Galatina) non si ferma più. Il talento della Asd La Mandra si è aggiudicato la nuova edizione del “Natural Trail”, che si è svolto questa mattina a Portoselvaggio, località famosa per l’ambiente naturale. Dopo i numerosi successi ottenuti nel primo quadrimestre del 2018, Scrimieri ha confermato l’eccellente stato di forma sbaragliando la concorrenza di centinai di podisti a margine di una prestazione sontuosa. Il vincitore ha fatto registrare il tempo di 01:01:40, nell’ambito della gara valida come tappa del circuito “Salento Gold”. Scrimieri ha preceduto Michelangelo Spingola della Asd Corri Castrovillari e Crystian Bergamo (presidente de La Mandra), giunti rispettivamente sul secondo e sul terzo gradino del podio della classifica assoluta con i tempi di 01:02:53 e di 01:03:50. La gara podistica si è svolta sotto l’egida del Comitato Provinciale della Fidal Lecce ed è stata organizzata dalla Salento in Corsa Veglie e Sport Running Portoselvaggio, in collaborazione con il Rotary Club di Nardò.

Per quanto riguarda la classifica femminile ha primeggiato Stefania Scatigna della Salento in Running, che ha fermato il cronometro a 01:15:06. Alle spalle di Scatigna si è piazzata Valentina Maiolino della Asd Castrovillari, seguita da Pamela Greco della Saracenatletica di Collepasso. Alla gara hanno preso parte gli atleti facenti parte delle categorie Juniores, Promesse, Seniores e Master. Gli iscritti si sono cimentati sul percorso di 15,6 chilometri caratterizzato da un dislivello di 262 metri, lungo ) lungo i sentieri del parco naturale attrezzato di Portoselvaggio.

 

Avevano allestito un vero e proprio laboratorio per il taglio e il confezionamento della droga i due giovani di Noha arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Gallipoli. Per dar corpo ai propri sospetti, i militari si sono mimetizzati tra la vegetazione nei pressi del casolare disabitato utilizzato dai due per poi intervenire con la certezza di cogliere i sospetti con le mani nel sacco. Così, in effetti, è stato visto che al momento dell’irruzione Stefano Gatto e Piersimone Perrone, entrambi 22enni, erano impegnati nel suddividere alcune dosi di cocaina. Complessivamente sono stati rinvenuti e sequestrati 2,359 chilogrammi di marijuana, tre grammi di cocaina suddivisa in tre dosi e 63 grammi di mannitolo, sostanza utilizzata per aumentare il peso della sostanza da smerciare. Nell’officina anche tre bilancini di precisione e varie bustine di cellophane per il confezionamento. Per i due, colti in flagranza di reato, è scattato l’arresto ai domiciliari con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...