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Tuglie. Il Tar ha detto no. Il Tribunale amministrativo regionale di Bari ha confermato il divieto già espresso dalla Regione Puglia all’installazione di tre parchi eolici sulle Serre salentine, di cui uno tra Parabita Tuglie e Neviano (11 torri) e l’altro nei territori di Tuglie-Neviano-Sannicola-Seclì e Galatone (16 torri), il terzo è nella Grecìa salentina).

La prima sezione del Tar di Bari ha stoppato così – e forse definitivamente – il progetto della società Nextwind che nei tre impianti di produzione di energia tramite il vento, prevedeva la costruzione di 42 torri alte ciascuna 150 metri e pale dal diametro di 90 metri. La società, con sede a Lecce, aveva chiesto ai giudici amministrativi di annullare, intanto sospendendola, la decisione del settore Ecologia della Regione di non concedere la procedura per la valutazione di impatto ambientale (Via) nelle tre aree indicate da Nextwind.

«Il nostro progetto è stato valutato con criteri soggettivi – aveva protestato la società all’indirizzo di via Capruzzi – è stato addotto in questo caso come motivo ostativo la non valutazione dell’impatto cumulativo su progetti, questa l’assuedità, ancora non realizzati». Nextwind aveva nella primavera scorsa annunciato la battaglia legale; così è stato. Soddisfazione per il pronunciamento del Tar di Bari ha espresso Italia Nostra, sezione Sud Salento, guidata dal presidente Marcello Seclì di Parabita.

Parabita. Il parco eolico da 11 torri progettato dalla Nextwind di Lecce sulla collina del Terrisi nei comuni di Parabita e Neviano non si farà.

La decisione è del servizio ecologia alle dipendenze dell’Assessorato regionale all’Ambiente, assunta sulla scorta dell’istruttoria amministrativo-istituzionale espletata dagli Uffici Programmazione, Politiche energetiche e dell’istruttoria tecnica del Comitato regionale per la Via di viale Capruzzi.

Tra i motivi ostativi addotti dalla Regione Puglia il principale riguarda l’interferenza di questo progetto con altri parchi già autorizzati o in esercizio (per il determinarsi del cosiddetto “impatto cumulativo”).

La stessa Nextwind infatti aveva proposto la realizzazione di un altro parco eolico (poi bocciato in prima istanza dalla Regione) che tra Tuglie, Galatone, Seclì, Neviano e Sannicola prevedeva l’installazione di altre 16 torri eoliche, come quelle per la collina dei Terrisi alte 150 metri con pale del diametro di 90 metri.

A suo tempo le amministrazioni comunali di Parabita e Neviano, del resto come avevano fatto molte associazioni ambientaliste attive per la difesa del territorio, su tutte la sezione Sud Salento di Italia Nostra che ha sede a Parabita, avevano motivato il loro “no” al parco eolico. Diniego che si poggiava su dati oggettivi e dei quali la Regione non ha potuto che tenere conto.

Oltre che per l’interferenza con altri piani e progetti in itinere, il parco eolico della Nextwind è stato bocciato per l’impatto visivo, paesaggistico, su flora, fauna ed ecosistemi prodotto su uno dei posto più suggestivi dell’intero Salento.

«L’area in cui è prevista l’installazione degli 11 aerogeneratori – si legge a conclusione nella delibera regionale –  ricade nei Comuni di Neviano e Parabita, in un territorio posto nell’ambito paesaggistico delle Serre Salentine caratterizzata da un’armatura urbana costituita da un fitto reticolo di centri di piccole dimensioni con presenza di una matrice ulivetata che caratterizza in maniera determinante il paesaggio agrario».

Dal punto di vista paesaggistico, la zona è ricca di masserie fortificate, di “pajare” e muretti a secco che caratterizzano fortemente la connotazione rurale del territorio, dandone ampio valore. Il luogo, tra l’altro, è già devastato da antenne di telefonia mobile ed altri “comuni” moderni deturpamenti.

Per questo, come sottolinea la disposizione regionale, giunta dopo una serie di polemiche e scontri anche legali, “l’installazione degli aerogeneratori determinerebbe criticità legate non solo agli aspetti ambientali, naturalistici e paesaggistici, ma anche alla significativa presenza di una diffusa presenza antropica”.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...