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GALLIPOLI. Una storia infinita di disagi, problemi e trasferimenti e quasi di un diritto allo studio sereno negato per gli studenti dell’Istituto Nautico di Gallipoli. A far scatenare la rivolta questa volta è il freddo che da qualche settimana si è abbattuto insolito e implacabile sul Salento. “Via i pinguini dal Nautico” è uno degli slogan che inneggiano sugli striscioni appesi sulle facciate delle sedi scolastiche. La protesta è partita al rientro dalle vacanze quando le basse temperature hanno imposto l’utilizzo del riscaldamento. Diversi i problemi: la vecchia sede di via Gramsci è totalmente sprovvista di impianti mentre per l’edificio centrale sulla via per Sannicola è stato riscontrato un guasto importante ad una delle caldaie con il risultato che l’intero secondo piano è al freddo. “Come se non bastasse il fatto che non abbiamo una sede unica e che da anni veniamo le varie classi sono dislocate in tre edifici differenti- commenta il rappresentante degli studenti Michele Pellegrino- dobbiamo anche patire il freddo in classe. I nostri compagni della vecchia sede sono venuti a fare lezione da noi qui in via Pedone (ex tribunale) ma le aule comunque non bastano. E purtroppo a causa degli spifferi provenienti dalle finestre neanche con le stufette di là si riesce a scaldarsi”. Da lunedì quindi l’intero istituto nautico è in assemblea permanente ed autogestione in attesa della manifestazione prevista domani mattina a partire dalle ore 8,30 in corso Roma a cui seguirà un incontro di una rappresentanza di alunni con l’Amministrazione. “Per la sede centrale- continua lo studente- a quanto sembra la provincia ha già ordinato il pezzo da sostituire ma non sappiamo che tempi ci sono, per il resto domani mattina abbiamo un incontro con il sindaco sperando di trovare una soluzione”.

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Gallipoli. La progettualità alla base della programmazione scolastica degli indirizzi Turistico e Commerciale , il “Tur&Com” dell’Istruzione superiore “Vespucci”  di Gallipoli, per offrire agli studenti la possibilità di confrontarsi con esperienze concrete utilizzando le conoscenze e le competenze acquisite. «Oggi più che mai è importante sapersi muovere sapientemente nel tessuto sociale ed essere competitivi a tutti i livelli» afferma la professoressa Maria Stella Scarmozzino, responsabile dell’orientamento didattico.  Proprio in quest’ottica si inserisce ‘Azienda Scuola’ che ha come obiettivo  principale quello di educare gli allievi ad una mentalità imprenditoriale. Il progetto si svolge ogni due anni ed è articolato in due fasi: la prima prevede lo sviluppo da parte degli studenti di un’idea di impresa, con l’aiuto di un esperto esterno e del tutor scolastico; la seconda fase si svolge all’interno di strutture ricettive dove gli allievi entrano in contatto diretto  con il mondo del lavoro diventando soggetti attivi e sperimentando l’importanza della cooperazione.  Altra grande occasione di ‘fare impresa’ è stata, per gli studenti dell’Istituto A. Vespucci,  la recente Settimana della cultura del mare a Gallipoli, dove i ragazzi delle classi III, IV e V, guidati dalle docenti M. Stella Scarmozzino e M. Consiglia Mercuri  hanno partecipato presentando alcuni lavori da loro realizzati. In un connubio tra cultura e tradizione,  hanno ideato un opuscolo contenente poesie sul mare, in alcuni casi scritte da loro, e ricette tipiche tradotte in vernacolo , in lingua inglese, francese e tedesca.  Sempre il mare ha ispirato il video presentato nella stessa occasione in cui si intervallano poesie, foto, filmati e la pizzica salentina ballata dagli stessi  allievi lungo i bastioni della città vecchia.  Inoltre i ragazzi si sono alternati, per tutto il corso dell’evento, come guide ai visitatori presso lo stand dell’Istituto.

«La partecipazione alla settimana della cultura del mare è stata un’esperienza stimolante che ci ha fatto comprendere l’importanza  di conoscere le potenzialità che il nostro territorio offre per  poter intraprendere nuove attività legate alle sue esigenze», hanno dichiarato gli alunni protagonisti di questa interessante esperienza formativa.

RdB

I ragazzi del Nautico a Londra, sullo sfondo il Tamigi e il Big Ben

Gallipoli. È ampio l’orizzonte dei ragazzi del “Vespucci” che ormai guardano al di là delle Alpi. Sono 6, infatti,  i corsi realizzati tra settembre e ottobre per quattro settimane: “English for us” a Londra, “Deutsch für uns” a Monaco di Baviera, “Nous en France” a Parigi. In Italia, invece “Navigare per imparare” a Pescara, “Io e il lavoro” a San Teodoro (Sardegna), “Vivo l’azienda” a Cannigione (Sardegna). Vi hanno partecipato 90 studenti dei tre indirizzi di studio accompagnati da 19 docenti: Fernanda Stasi, Lorella Gaballo, Maria Rosaria Musardo, Claudio Botrugno (“Nous en France”);  Maria Soave Zuccaro, Roberto Ciardo (“English for us”); Edoardo Minerva,  Rossella Ammassari, Enrico Preite (“Deutsch Für Uns”); Vincenzo Natali, Giuseppina Balbi (“Navigare per Imparare”); Pasquale Cataldi, Rosa Avitabile, Caterina De Mitri, Paolo Buccarello (“Io e Il Lavoro”); Maria Stella Scarmozzino, Aldo Carrozzo, Nunzio Nascente, Sandra Casole (“Vivo l’azienda”). Il coordinamento è stato curato da Rosa Avitabile, Claudio Imperiale e Giuseppe Stapane. Soddisfatto dei risultati il dirigente Antonio Fachechi. Ma non lo sono meno i ragazzi.

“Un’occasione unica!  è il commento di Giulia Passabi (V Capitani); per  Matteo Marsano (V Capitani) è  “Esperienza utile per la nostra formazione; Luigi Tornesello parla di “esperienza interessante utile per la nostra crescita e per la convivenza con gli altri.” Ilenia Trani (IV Capitani) definisce l’esperienza “Una porta aperta sul futuro”. Ismaele Elia (IV Apparati e impianti marittimi) ha  ammirato “monumenti, piazze e bellissimi posti” e ampliato il vocabolario inglese e si è relazionato con “le persone che parlano un’altra lingua”. Sara Tedesco  (V Turistico) dice di aver  “Perfezionato il lessico della lingua francese, e conosciuto nuove culture e stretto nuove amicizie”. Ma non mancano le critiche. “Esperienza utile ed efficace” – dice Serena Cartani  della V Apparati e impianti marittimi, ma i problemi sarebbero “l’inizio tardivo  (meglio il periodo estivo) e gli stagisti selezionati non in maniera severa seguendo requisiti ottimali”. Per un mese a Monaco di Baviera i ragazzi delle classi  Turistico per “Deutsch für uns” si sentono “più europei e un po’ meno italiani” Ma si pongono una domanda:«Perché in Italia le cose non funzionano come in Germania?»”

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...