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natale 2013

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Michele Bovino - Responsabile Ufficio Cultura - AradeoARADEO. È stata una volontaria della Protezione civile “Vera” a vestire i panni della Befana che lo scorso 6 gennaio è scesa con uno speciale cavo d’acciaio dalla terrazza del palazzo che ospita l’ufficio postale sulla piazzetta San Rocco, a portare caramelle e dolcetti a tutti i bambini presenti (preparati oltre 300 sacchetti). La manifestazione (programmata per il 5 gennaio ma poi rinviata per pioggia) è stata promossa dall’oratorio “Giovanni Paolo I” della parrocchia San Rocco,  in collaborazione con il gruppo “Vertical” della Protezione civile (e il suo istruttore Armando Nuzzone) ed è stata seguita da un folto gruppo di cittadini che, faccia in su, hanno assistito alla discesa della famosa vecchietta.

Allestita anche una Natività vivente che ha atteso l’arrivo dei Re Magi. Per tutti gli intervenuti la possibilità di gustare  vin brulè (offerto dagli organizzatori) e ottime pittule, preparate rigorosamente secondo la migliore tradizione salentina. Nella giornata della vigilia della Befana, nel salone parrocchiale (concesso dalla parrocchia San Nicola ) si sono svolte le iniziative del Gruppo Misericordia, particolarmente impegnato con i suoi volontari per far vivere la magia di questo Natale. Michele Bovino (foto), responsabile dell’Ufficio cultura del Comune e regista della “Libera Compagnia teatrale” ha presentato due brevi rappresentazioni: “Annunciazione Annunciazione” e “Il bue e l’asinello raccontano”.

L’associazione “Piccoli angeli” ha, inoltre, presentato un suo spettacolo di canti natalizi ed ha festeggiato il primo anno di vita raccogliendo fondi per l’acquisto di una “cardiolina” (per veloci esami al cuore) da donare all’Unità di tearapia intensiva prenatale del “Fazzi”. Altro obiettivo quello di raccogliere alimenti e vestiario da distribuire tramite le suore del sacro Cenacolo di Casarano.  Durante la serata la cartolibreria di Natascia Musardo è stata premiata come la migliore “Vetrina natalizia 2013”  e si è proceduto all’estrazione di oltre 50 premi, offerti dagli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa  “Insieme a Natale”  che ha inteso stimolare gli acquisti natalizi in paese.

La befana durante l'estrazione dei premi

MATINO. La Befana della Protezione civile “Angels” di Matino anche quest’anno ha avuto un gran da fare. In occasione della settima edizione della “Festa dell’Epifania” ha, infatti, distribuito più di un centinaio  di doni a tutti i bambini che sono andati a trovarla direttamente in teatro. Presenti in platea, oltre ai piccoli ed alle loro famiglie, anche le autorità locali tra cui il sindaco, Tiziano Cataldi, intrattenute dall’esilarante spettacolo di Zia Marisa, direttamente dal programma televisivo Zelig.

Anche per “Gli amici del Presepe” si sono concluse le feste con l’ultimo appuntamento del presepe vivente dedicato all’arrivo dei Re Magi, dopo le due date del 26 dicembre e primo gennaio che hanno attirato un alto numero di visitatori. Un bilancio positivo per tutti, che ha avuto come protagonista la solidarietà dei grandi, con il mercatino “Matinfiera” di Novass e la “Pastorale” del circolo anspi “Villaggio del Fanciullo”, ed anche le belle storie dei piccoli.

Tra queste quella degli alunni della terza A dell’istituto “N. Sauro” i quali hanno fatto visita ai nonni ospiti presso la struttura “Casa Serena” semplicemente per augurare loro un buon Natale. Lo hanno fatto attraverso la musica del gruppo “Mustisci” di Matino ed attraverso un piccolo spettacolo teatrale dal titolo “U Natale te na fiata”.

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coro De finibus terrae

RACALE. Nel periodo natalizio il  coro “De finibus terrae” ha tenuto cinque concerti dal titolo “Note di speranza” : a Taurisano, ospite dell’associazione “Madre Teresa di Calcutta”; a Racale (foto) presso la  sala San Sebastiano alla presenza del sindaco Donato Metallo e del presidente della Fidas Emanuele Manco; a Casarano  presso la  Fondazione Filograna; a Taviano, ospite della parrocchia San Martino di don Antonio Verardi; a Gemini presso la parrocchia S. Francesco di don Mimmo Ozza.

Il coro  è formato da un gruppo di amici (Dario Cota, Rocco Ferenderes, Dario Casto, Rocco Corvaglia, Rocco Spennato, Antonio Caroppo)   accomunati dalla passione per la musica, dalla voglia di stare insieme e dalla certezza che il canto costituisca anche un impegno culturale. L’attività  ha avuto inizio  il 24 gennaio dello scorso anno presso la sede della Fidas, dove si tengono le prove, e di cui i componenti del gruppo condividono gli scopi della donazione del sangue  volontaria, gratuita ed anonima.

Ecco come sono definiti i ruoli: direttore del coro è Rocco Spennato, arrangiatore Dario Cota. I coristi sono: Alida Giarnello, Anna Gesù, Anna Maria Protopapa, Antonio Caroppo, Antonio Margherito, Bruno Pascali, Daniela Della Fonte, Dario Casto, Diana Congedo, Elisa Scevola, Flora Ferramosca, Francesca Ferraro, Francesco Marte, Francesco Troisi,  Loredana Cosi, Lucia Liguori, Ornella Ferraro, Rocco Corvaglia, Rocco Ferenderes, Sabrina Corsano, Salvatore Fedele, Sara Pindinello,  Walter Giarnello.

zampognari

GEMINI. Un’inaspettata sorpresa per chiudere le festività natalizie. Dopo la messa di domenica sera, nella chiesa della Madonna di Pompignano di Gemini (nella quale è stato trasferito fra’ Ruffino dopo la chiusura dell’eremo della Madonna del Casale) hanno fatto il loro ingresso gli zampognari, arrivati da Casarano per allietare i fedeli con le antiche melodie natalizie. I tre musicisti hanno suonato e cantato le nenie della tradizione pugliese ed hanno concluso con la classica “Tu scendi dalle stelle”.

Pubblichiamo le foto della “Notte Bianca” che ha vestito coi fiocchi Gallipoli lo scorso 21 dicembre. Gli scatti sono di Antonio Tricarico e Antonio Cacciatore che, sui rispettivi profili Facebook, sono riusciti a raccontare con i loro scatti l’evento di cui han saputo cogliere, con maestria, i tratti più caratteristici.

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Luigi-ScorranoRACCONTO DI NATALE – Quell’anno vennero di moda le parole come regalo di Natale: la richiesta ne fu così grande che i negozi non riuscivano ad esaudirla e molti, fiutando l’affare, s’improvvisarono venditori abusivi con bancarelle agli angoli delle strade e lungo i muri dei giardinetti. C’era un fuggi-fuggi generale, se appena spuntava la sagoma di un vigile; e, nella fretta di raccoglierle nel quadrato di tela su cui erano esposte, molte parole cadevano sul selciato e venivano abbandonate. Qualcuno le raccoglieva, ma le ributtava subito giù, perché, se non comprate, le parole sembravano prive di valore.

Scintillavano nelle vetrine, le parole! Disposte in belle composizioni, avevano evidenza per se stesse più che per la cornice nella quale venivano inquadrate. Luminose, limpide, attraenti: qualcuna vistosa, qualcuna umile. Colorate, poi: vivide di colori accesi le parole della passione, ora rosee, ora sanguigne quelle dell’intimità, dorate quelle destinate all’infanzia, di tenui colori e d’eleganza un po’ compassata altre, che qualche anziano avrebbe ricevuto in una sobria confezione.

C’erano parole per tutti e di tutti i prezzi. Il mercato si era adattato. “ Donate parole” era lo slogan vincente. Occorreva, perciò, avere parole alla portata di tutte le borse. Come accade per ogni produzione, qualcuno imbrogliava. Le forze dell’ordine avevano scoperto un’enorme quantità di parole contraffatte, che si vendevano a caro prezzo tra quelle prodotte da marchi prestigiosi. Ma la sorveglianza sulle parole, per evitare i falsi, era abbastanza stretta.

Tutte le parole erano vendibili, anche quelle bugiarde accanto a quelle sincere. La caratteristica della verità o della menzogna non stava nelle parole in sé ma nel modo in cui venivano donate. Qualcuno, per non svelare le proprie intenzioni, i propri sentimenti, le parole le confezionava da sé, una volta a casa. Poteva capitare, così, che una parola come amicizia arrivasse al destinatario incartata in maniera così splendida da non lasciar dubbi (che sarebbe stato giusto coltivare) sulla sincerità del donatore. Parole come amore, simpatia, sincerità si presentavano tutte e quasi sempre in confezioni strepitose. Se qualcuno la donava, solo una parola come fedeltà giungeva in involucro dimesso e quasi  trascurabile.

Anche il presepio e l’albero di Natale quell’anno furono composti di parole. Tutto all’insegna dell’economia di tempo e di denaro. Le statuine, se fatte bene, erano ormai troppo care: come si faceva a comprare l’occorrente per un intero presepio senza spendere un patrimonio? Lo stesso discorso valeva per l’albero di Natale. Oltretutto, albero e presepio, fatti di parole, avevano il marchio dell’originalità. E non ingombravano. Bastava scrivere sul muro di casa, ben grande, la parola albero e appenderci parole come stellina, luce, palla di vetro, dono perché l’albero risultasse perfettamente in regola con il canone degli alberi di Natale: non mancava nessuna delle parole che designano le cose occorrenti per un albero di Natale come si deve.

Il presepio poneva qualche problema. Si potevano attaccare al muro le parole che lo riguardavano? Non sembrava una soluzione originale. Da che presepio è  presepio, non lo si è mai visto attaccato al muro. Perciò dapprima si pensò di eliminarlo del tutto: sarebbe stato ingombrante anche se costruito con materiale apparentemente leggero come è quello di cui son fatte le parole: segno d’inchiostro, allumacatura di penna, flatus vocis…però si correva il rischio di sottrarre alla fiorente economia natalizia un prodotto di grande tradizione e ancora abbastanza richiesto.

Furono i venditori a suggerire le soluzioni più varie. Si poteva occupare un angolo di pavimento, l’area casalinga destinata tradizionalmente alla collocazione del presepio. Le parole disposte per terra: grotta, strada, laghetto, osteria avrebbero indicato i luoghi deputati del presepio tradizionale. Le parole angeli, stella cometa, potevano essere sospese a dei fili; le parole Re Magi, in posizione obliqua tra il muro e il pavimento avrebbero indicato un percorso in discesa verso la grotta, e così via.
Che cosa non si poteva realizzare con le parole! E come sarebbe stato comodo disfarsene, dopo. Niente problemi riguardanti l’albero di Natale (“Lo butto o lo pianto nel giardino di casa?”); niente problemi per il presepio (“Non so proprio dove conservare tutta questa roba!”).

Le parole, quelle usate per l’albero di Natale e per i presepi, quelle incartate vistosamente o modestamente e corse come doni da una mano all’altra, quelle sincere e quelle bugiarde si sarebbero ritrovate tutte insieme, o per grandi famiglie ma legate dallo stesso destino, nelle pattumiere o nei cassonetti pronte a raccogliere i residui delle celebrazioni, delle feste, dei cerimoniali degli auguri. Parole come amore, amicizia, fedeltà, sincerità sarebbero finite con i resti dei pranzi e dei panettoni con i tappi delle bottiglie di spumante, con i piatti e i bicchieri di carta, con il superfluo di ogni festa, con le reliquie dello spreco. Tutto questo il 7 di gennaio, ovviamente.

“L’Epifania tutte le feste si porta via” avrebbe proverbiato malinconicamente qualche operatore ecologico nello svuotare i cassonetti. Avrebbe portato via anche se stessa, l’Epifania: come parola, si capisce! E sarebbe stata anch’essa, la parola conclusiva, a marcire con le altre, per un anno almeno. Ma a nuove feste natalizie altri doni sarebbero stati consoni.

(dal libro dello scrittore di Tuglie Luigi Scorrano “L’uomo che guarda le stelle e altre storie di Natale” – ed. Salentina)

storie 1STORIE DI NATALE 1 – Ci sono storie così tristi, così dense di passaggi drammatici uno dopo l’altro, che per chi ne è protagonista sembra che un Natale non possa mai arrivare. E invece, quando non ci si spera ormai più, ecco che torna la luce. In questo caso, con nomi di fantasia ma contenuti reali, si tratta di un’alba pallida, ancora, ma la nebbiolina residua si va decisamente diradando.

Questo Natale Lucia andrà a visitare il suo Fabrizio in un centro di recupero per tossicodipendenti. Lo troverà, finalmente, in buona salute. Orgogliosa, mostra al cronista le ultime foto che hanno fatto insieme, lì sulle montagne. Il giovane sorridente e muscoloso è suo figlio; non ha più le rughe che gli moltiplicavano per 10 l’età, non è più secco e curvo, non ha più occhiaie e sguardo fuggente: Fabrizio, quello vero, sorride alla macchina fotografica e alla vita.

«Quando i carabinieri mi hanno convocata in caserma la prima volta per dirmi che lo avevano fermato, lui minorenne, insieme a pericolosi spacciatori, ho pensato avessero sbagliato persona, li ho presi a parolacce: non poteva essere il mio bambino… Quando mi hanno chiamata dal Pronto soccorso la prima volta, perché era in overdose, ho preso a parolacce pure medici e infermieri: ero certa che avessero sbagliato le analisi».

La verità, invece, è un’altra e Lucia deve accettarla. «Ho fatto come quando ero incinta del mio secondo figlio e mio marito, lontano per lavoro, accampava mille scuse per non tornare a casa: vedevo, ma non vedevo; sentivo, ma non sentivo». Aprirà gli occhi, per forza, su un tradimento  dirompente. Fabrizio ha 5 anni e con il fratellino cominciano ad andare un po’ qua e un po’ là, durate una separazione assai turbolenta. La  tensione per troppo tempo resta altissima, fra avvocati, tribunali, assistenti sociali e scontri.  Fabrizio vuole allontanarsi da tutto ciò, si chiude, si perde. «Musica a tutto volume, marijuana, alcol…  pensavo sarebbe passata. Rubacchiava a parenti e vicini di casa e io ripagavo il maltolto, mortificata, ma che potevo fare? Era il mio bambino, sangue del mio sangue…».

Ma i guai in cui s’infila Fabrizio sono sempre più grossi, insostenibili. «Mi sembrava di stare nelle sabbie mobili, più cercavo di uscirne più affondavo. In questi anni mio figlio è entrato e uscito dai centri di recupero come da una porta girevole. Non cambiava mai nulla». Invece, rieccolo Fabrizio, che è nato di nuovo. A nuova vita.

storie 8STORIE DI NATALE 8Chi parte oggi, non volendo, ha lo stesso peso nel cuore di chi prima di lui non trovava il suo spazio qui. Pure il contorno è lo stesso: il freddo, la solitudine, la lingua. È la storia dei nostri padri che ha ripreso a ripetersi. Talvolta proprio con i figli di ex emigranti come protagonisti. Dalle partenze degli anni ‘70, dai ritorni, dal riscatto in nuove case, con la loro comunità di origine, dalla stessa famiglia si riapre il rosario degli addii. È l’eredità indesiderata che raccolgono oggi tanti ragazzi, giovani padri di famiglia.

Come Gigi. È partito per Amburgo, dopo mesi di estenuanti e vane ricerche di lavoro. È partito con altri sei giovani salentini. Dividono un appartamento in un paesino tedesco, lavorano 10 ore al giorno, quando tornano a “casa” cucinano,  si lavano i vestiti a mano e li lasciano ad asciugare sui termosifoni. Ma lì c’è lavoro. Qui, invece, c’è la famiglia.

I figli di Gigi sono ora felici ma soltanto perchè col Natale arriva il loro papà. Porterà le cioccolate e lo stipendio per pagare le bollette. Festeggeranno la nascita del Bambin Gesù e gli chiederanno subito ciò che più gli manca. Il papà con loro per tutto l’anno, insieme alla mamma, non solo quando è festa. Ed ai bambini è più difficile dire di no…

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storie 7STORIE DI NATALE 7 – Forse è stata l’aria di Natale mista ad una solida educazione alla base di questa azione. La cronaca dice che una signora di Alezio trova 500 euro allo sportello del bancomat e fa di tutto per restituirli al proprietario. E ci riesce.

La donna si chiama Daniela Scialpi e si era recata in banca per fare alcune operazioni. Con grande sorpresa aveva visto spuntare dal bancomat i denari, in tutto 500 euro, quasi una mensilità di una pensione minima. «Non nascondo – racconta – che mi sono sentita in imbarazzo, sapendo che ero osservata dalle telecamere e nonostante le mie buone intenzioni, ho esitato un po’ prima di prendere quelle banconote in mano. Tornata a casa, ho chiesto consiglio a mio marito, che è un carabiniere». Si sono recati così alla Stazione dei carabinieri  di Alezio: dopo brevi indagini il caso è stato risolto, con la consegna dei soldi alla tasca loro.

«Sin dal primo momento  – conclude la signora Scialpi – ho pensato che quei soldi li avesse dimenticati lì qualche anziano. Visto il difficile periodo economico e il Natale alle porte, sicuramente la perdita di quella somma  avrebbe creato disagi a chiunque. Sono stata contattata da chi li aveva persi, ha fatto i complimenti a me e a mio marito per il nobile gesto. Ed io sono orgogliosa della mia scelta».

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storie 6

STORIE DI NATALE 6 – Questo Natale avrà finalmente un sapore diverso per chi, come Aldo Lombardi, 64enne di Galatone, ha visto concretizzarsi il proprio sogno dopo alcuni decenni di attese, delusioni, aspettative e ancora delusioni. Solo l’anno scorso infatti ha ottenuto una cattedra nella scuola dell’infanzia dopo anni ed anni di precariato. Per ironia della sorte, ora a dividerlo dal pensionamento è solo un anno  di lavoro.

Come lui sono in tanti, oggi, in sala d’attesa, in questo o in altri settori, pubblici e privati. «Ho sperato sino all’ultimo, e alla fine il mio sogno si è realizzato», racconta il galatonese che sin da piccolo sognava di fare il maestro. Un sogno che, nonostante tutto, non ha mai messo da parte durante 30 anni alquanto instabili. Prima di approdare a Parabita e poi a Porto Cesareo.

Ne vale la pena, dunque, crederci fino in fondo? L’insegnante Aldo risponde sicuro: «Sì». E a quanti, giovani e meno giovani, si trovano in condizioni che lui ben conosce, dice: «Lottate, lottate sino all’ultimo, non mollate mai».

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vico degli scettici

STORIE DI NATALE 5 – Il colore della speranza passa anche dal pranzo di Natale: una tavola, il camino acceso, i piatti caratteristici, le nenie e un abete scintillante. E’ ciò che accoglierà cinque famiglie bisognose, di quelle che non possiedono proprio nulla, come certificato dai Servizi sociali, il giorno di Natale al ristorante “Vico degli scettici” (foto) nel cuore di Taviano. Un pranzo per ricordare che Natale è sempre Natale anche per chi non possiede nulla. Pensato e fatto.

Donato De Marco, di Melissano, un passato in una famiglia che non aveva molto da offrire, un lavoro dignitoso in campagna, ora gestisce il ristorante. «Gli anni della mia infanzia sono stati molto tristi – racconta – eravamo poveri, con poco o nulla da mangiare, Anche a Natale. Ma nessuno di noi si lamentava, si tirava avanti e si ringraziavano i genitori per quello che riuscivano a fare. Sono cresciuto così ed ora, che posso, mi ricordo di quelli che stanno peggio di me e li invito a pranzo. Lo farò anche quest’anno».

Invitata speciale l’ivoriana Anastasie Nicho Konsso, un figlioletto di 20 mesi e più nessuno nella sua terra africana. «Sono capitata a Taviano per caso – dice Anastasie in un italiano appena comprensibile – e non ho niente. Ringrazio Donato che mi ha trovato una stanza per dormire e che mi ospita nel suo ristorante».

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francesco-sarcinella foto Fernando stefanelli - casarano

STORIE DI NATALE 4 – Questo è il periodo dell’anno più atteso dai bambini, ansiosi di scoprire i regali adagiati ai piedi dell’albero di Natale. Tra di loro c’è chi, come Francesco, attende un dono particolare: poter camminare e correre come tutti gli altri.

Francesco Sarcinella, orfano di madre da sette anni, è un bimbo di 12 anni affetto da tetraparesi spastica.  Nei giorni scorsi si è sottoposto all’ennesimo intervento chirurgico, al “Bambin Gesù” di Roma. Ora, affinché l’intervento abbia efficacia, è necessario che si sottoponga ad una lunga e intensa terapia riabilitativa abbinata all’ossigenazione iperbarica in Slovacchia. Essendo previsti 6-7 cicli della durata di 30 giorni ciascuno, a conti fatti, per coprire le spese, servono circa 70mila euro.

Per raggiungere questo traguardo si è scatenata una corsa benefica tra associazioni, scuole, parrocchie, istituzioni e singole persone non solo di Casarano e del Salento, ma anche di San Benedetto De’ Marsi, comune abruzzese dove è nato Renzo, il padre di Francesco, che fa il pizzaiolo. Da qui il fiorire di iniziative, tra le quali quella in programma per le 21 del 28 dicembre, al Palazzetto dello sport Euroitalia, dal titolo “Tutti insieme per Francesco”. Lo spettacolo di balli e canti costa 5 euro ma ne restituisce – di sicuro – molti di più. Come in altri casi, purtroppo frequenti, di abbracci collettivi e solidali che vorrebbero diventare salvifici. E magari qualche volta ci riescono.

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Ospedale di Casarano foto nuova 2STORIE DI NATALE 3 – Agli addetti ai lavori e a pochi altri è noto che presto aprirà il reparto di Oncologia nell’ospedale “Ferrari“ di Casarano. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie regionali durante l’avvio di Rianimazione al “Sacro Cuore” di Gallipoli. Forse meno noto è che la nuova struttura sarà intitolata ad una giovane donne morta 6 anni fa per un cancro al seno.

Perchè a Paola Valentini? Spiegazione: è una persona che si è battuta per migliorare le condizioni dei malati, pur sapendo che la sua sorte era segnata. Una delle tante. «Lei con altri ha contestato la decisione di ridimensionare le cure oncologiche da queste parti – ricorda Giuseppe Serravezza, oncologo e animatore numero uno della Lilt – anche se lei era  consapevole che comunque non avrebbe beneficiato di una auspicata inversione di tendenza, che poi c’è stata».

Invece di incupirsi, deprimersi, diventare cattivi, abbandonare le terapie, ci sono uomini e donne che riescono a fare questo: pensare al futuro. Degli altri. Solo questione di un cuore grande così? Certamente. Ma gli effetti benefici sono insperati. Ed ora anche certificati da ricerche e studi. «Ci sono ormai trattati su questo tipo di approccio positivo – dice Serravezza – un collegamento psico-neuro-entocrino-immunologico che finisce per incidere sul decorso stesso della malattia». Del resto, i tre quarti dei volontari della Lega anti tumori sono ex malati. La formazione, la più difficile, l’hanno fatta in un letto d’ospedale.

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presepe vivente panoramica alliste foto di Emiliano Picciolo (2)

STORIE DI NATALE 2 – Accadono eventi che non solo parlano di umanità ma nel loro piccolo la praticano. Lo sanno bene quelli del comitato “Insieme per il presepe” di Alliste che, impegnati da oltre un mese nell’allestimento della raffigurazione vivente, hanno visto rinfoltirsi nelle ultime settimane il gruppo di chi si dà da fare. E per loro va bene così.

«Non importa se, per qualche extra, alla fine non rientreremo delle spese – dice il presidente Valerio Marrocco – quello che conta è che il buon esempio dato finora abbia portato altri buoni frutti». Come questo. Antonio ha 40 anni, è un padre di famiglia, gli piace pescare polpi; non ha un lavoro ma qualche problema con la legge sì. Quando l’altro giorno, risalendo la collina verso il mare, ha visto i volontari del presepe lavorare tra pietre e rovi, si è fermato a guardare e lo ha preso il desiderio di dare una mano. È stato subito accolto.

Alla fine, Antonio è andato via con un cesto pieno di cose buone da mangiare con la famiglia. «Gli brillavano gli occhi», racconta emozionato un volontario. Sarà la crisi, sarà la convinzione che se ne esce stringendosi l’un l’altro, fatto sta che al presepe si pratica la solidarietà reale. E se i conti non torneranno non fa nulla: assicurata la suggestiva immagine del paese in questo periodo, sarà tornata l’aria natalizia in qualche casa da dove mancava da un bel po’. Sia pure per qualche ora.

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christmas carol2

TAVIANO. Mercoledì 18 dicembre, presso il cineteatro “Fasano” di Taviano, è andato in scena il musical “Christmas Carol” a cura dell’associazione Artistic Mind. Questo il commento di Roberto, uno spettatore che ha gradito tanto: “Incredibile, fantastico ed emozionante lo spettacolo con l’eccezionale interpretazione di Silvio Coppola e le stupende musiche e straordinari testi di Giacomo Sances. Per una sera, l’aria del Natale si è avvertita veramente. Già le prove avevano lasciato presagire un ottimo programma nel serale che, però, ha superato ogni aspettativa. Bravi tutti, dal balletto ai ragazzi, agli interpreti. Non vedevo uno spettacolo simile da anni, anche se questo è stato particolare in tutti i sensi. Il prossimo sarà il 9 aprile!”.

Notte di Natale a cena dalla nonna: la famiglia si riunisce intorno alla tavola imbandita, i bambini recitano la poesia, segue lo scambio dei doni. Ma che succede se il brodo è freddo e nessuno lo vuol mangiare, e se sparisce il Bambin Gesù da “far nascere” nel Presepe casalingo? Il copione salta e la commedia esce fuori dagli schemi a cui siamo abituati: questa la trama, dai risvolti imprevidibili, del cortometraggio scritto e diretto da Fausto Romano (di Galatina) in collaborazione con Luca Joe Cucci.

Il “Brodo di Natale” è stato realizzato con l’aiuto di Lupo editore. Tra gli attori, figura lo stesso Cosimo Lupo assieme a: Liliana Chirizzi, Mirella De Pascalis, Ivan Notaro, Maruska Serra, Cosimo Trabacca, Fausto Romano, Lorenzo Nicola Colizzi e Aurora Notaro.

Il corto è sul web dal 22 dicembre, dopo essere stato presentato il 21 dicembre scorso presso il Palazzo Marchesale di Galatone.

Alla nostra iniziativa “Fotografa il Natale nel tuo paese” ha risposto subito il signor Salvatore Scialpi di Gallipoli che ringraziamo, perché con questo scatto ci ha fatto conoscere uno scorcio natalizio poco noto della “Città Bella”. Ci scrive: “E’ un piccolo presepe permanente. Si trova nel centro storico nella zona che i gallipolini chiamano “U scufuliscente”. Nei pressi di via Battisti.
Un pezzo di marmo ad angolo tra due pareti e due statuine che rappresentano la Madonna con il Bambinello e San Giuseppe. Nella sua semplicità  trasmette il vero significato del Natale”.

Simone Pizzileo di Racale ci ha mandato, invece, un suggestivo scatto del Presepe vivente nel suo paese.

 

 

 

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Il Natale 2013 di Lecce fa notizia su Repubblica.it. Il noto giornale online, infatti, ha pubblicato nei giorni scorsi un video che mostra una speciale magia: sulla facciata del palazzo dell’Ina, in piazza Sant’Oronzo, dopo un breve conto alla rovescia si può assistere ad uno spettacolo natalizio tridimensionale. Merito dell’artista di Copertino Hermes Mangialardo di Plasmedia, invitato a realizzare l’architettura sui generis dal Comune di Lecce.

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il regista Salvatore Coluccia

il regista Salvatore Coluccia

ALEZIO. Dal 29 dicembre, la compagnia teatrale “Gli Armonauti” di Gallipoli aspetta, chiunque lo vorrà, presso la sua sede aletina di via Garibaldi, dove si svolgeranno alcuni eventi a tema natalizio. Si parte con una serata, in collaborazione con la Pro loco, all’insegna di canti e letture. Il 4 gennaio, con la tombola della Befana alle 19 ed uno spettacolo teatrale a seguire, si festeggerà il 140esimo anno del Comune di Alezio. Ultimo appuntamento con le feste il 9 gennaio, alle 20.30: la compagnia “I corteggiatori” porterà in scena “Amore a colpi di pistola”.

Ma “Gli Armonauti” di Salvatore Coluccia (foto) andranno avanti con le loro iniziative e avvieranno, a partire dal 15 gennaio, un corso base di fotografia tenuto dall’insegnante Loredana Mottura. Per informazioni, si può contattare il 340/6924710.

 

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fotografaCome si è preparato, il vostro Comune, a vivere la magia delle festività?  Dall’albero di Natale che colora le piazze al presepe che riempie un angolo del centro storico. E poi le luminarie per le strade. E le varie iniziative di Capodanno fino all’Epifania. Inviateci i vostri scatti delle feste!

Si partecipa inviando una sola foto tramite mail (o come messaggio privato alla nostra pagina facebook) all’indirizzo redazione@piazzasalento.it con oggetto “Natale a + il nome del vostro paese” (es. “Natale a Gallipoli”). Il materiale fotografico deve essere inviato entro le ore 24 del 6 gennaio 2014. Nel corpo della mail (o del messaggio facebook), non dimenticate d’indicare il vostro nome e cognome e di aggiungere una brevissima descrizione della foto (es. “Presepe vivente allestito in collina”).

Le fotografie più belle, a giudizio insindacabile della redazione, saranno pubblicate sul giornale (una per Comune), tutte andranno sul nostro sito web in una gallery in continuo aggiornamento.
Ogni partecipante al concorso garantisce sotto la propria responsabilità di essere l’autore della foto di cui  autorizza la pubblicazione su Piazzasalento senza rivendicare alcun compenso.

pediatria  regali per natale

GALLIPOLI. Il Natale  nel reparto di Pediatria dell’ospedale di Gallipoli quest’anno  ha il sapore della speranza e della gratuità. Mentre lo scorso dicembre in questo stesso periodo gli animi erano  rattristati per la paventata chiusura,  in questi giorni invece  grazie ad un’iniziativa benefica  portata avanti dai pediatri Rosario Solidoro e Assunta Cataldi, sposata dal sindaco Francesco Errico e dall’intero Consiglio comunale, sono stati donati  sei televisori 32 pollici per le sei stanze di degenza, per alleviare il ricovero e la sofferenza dei piccoli pazienti.

mago

UGENTO. È ancora in corso la raccolta che la Pro loco Beach Gemini – Torre San Giovanni sta portando avanti in favore dei piccoli ospiti del reparto oncologico dell’ospedale  Fazzi di Lecce. Tutto il periodo prenatalizio viene impiegato per promuovere una raccolta fondi per acquistare giocattoli e libri da donare ai bambini ricoverati, portati dai clown e dal mago Andrea Micaletto.

Nell’ambito di questa iniziativa, il 21 dicembre alle ore 18 si accenderà l’albero di Natale in piazza Regina Elena, a Gemini, con i clown, il mago Andrea (foto) e l’arrivo di Babbo Natale. Un appuntamento che si ripete dopo il successo degli anni scorsi. La sede della Pro loco resterà aperta per tutto il periodo delle feste, per chi volesse contribuire ai doni per i piccoli meno fortunati.

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presepe vivente (2)

GALLIPOLI. Son passati ormai moltissimi anni, forse un secolo da quando un vecchio portuale gallipolino, “lu Peppe Seccia” esponeva in piazza Duomo, fino al giorno di S. Lucia, i suoi pupi costruiti con la creta e con i quali si montava il presepe. Ora di quei pupi ne sono rimasti pochi esemplari. Ma la tradizione del presepe è rimasta. Dal 25 dicembre al 6 gennaio si possono visitare i presepi artistici e tradizionali allestiti nelle chiese parrocchiali di Gallipoli e in alcune  confraternite del centro storico. Da tener presente che la chiesa degli Angeli e dell’Immacolata sono chiuse per restauro, mentre in quella della Purità i lavori sono terminati. Intanto ritorna ad accendersi per tutto il periodo natalizio, il presepe luminoso dell’associazione “Città nuova” nel quartiere San Gabriele, tra la via De Angelis e via Cosimo De Giorgi.

Quello però che suscita più suggestione è sicuramente il presepe vivente allestito, con più di 30 figuranti,  nella zona delle cave presso la Madonna delle Grazie, sulla strada che porta ad Alezio, da un comitato guidato dal parroco di san Gerardo Maiella, don Andrea Danese, dal vice parroco don Francesco Martignano e da Lello e Franca Musumeci. Può essere visitato nei giorni 25-26-29 dicembre e 1-5-6 gennaio dalle 17 alle ore 21. Ai visitatori verrà offerto  un assaggio di pittule e vino.

Due presepi artistici nell’ ex mercato coperto: uno girevole a cura degli Amici di Antonio Crisogianni e l’altro realizzato da Luigi Bottazzo. Visite: mattino 9,30/13, pomeriggio 15,30/22.

Nella città vecchia è possibile visitare i seguenti presepi: presepe artistico associazione Anxa presso torre dell’orologio (Ore 16 – 20)  in piazza Duomo; presepe artistico Confraternita del SS. Crocifisso (riviera N. Sauro, ore 17-21); presepe artistico chiesa dei SS. Medici (via S. Giovanni, ore 10-12 e 16-21); Presepe artistico chiesa di S. Luigi (via S. Luigi, ore 10-12 e 17- 20.30; presepe artistico Palazzo vescovile (via Duomo, ore 10-12.30 e 16-20); Natività quattrocentesca chiesa di S. Francesco D’Assisi (riviera N. Sauro, ore 10-12.00 e 16-20).

Nei giorni 25-26-30-31 dicembre (ore 17- 19) si può visitare la Natività nei locali della Confraternita di S. Maria ad Nives. Un presepe artistico lo troviamo allestito nella chiesetta di santa Cristina a cura del vicino santuario di Santa Maria del Canneto.

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castello fellineFELLINE. L’appuntamento è in piazza Castello, nel cuore antico della frazione di Alliste, per lunedì 23 dicembre. Alle 18.30 prenderà il via la sesta edizione di “Babbo Natale a Felline”, la festosa iniziativa organizzata dalla Pro loco (presidente Antonia Ferocino) in collaborazione con l’Azione cattolica ragazzi.

Numerosi intrattenimenti, per ogni età, coinvolgeranno i visitatori: per i bambini ci sarà la distribuzione dei doni da parte di un simpatico e generoso Babbo Natale; stand di pittule, purciddhruzzi e vin brulé attendono i golosi; si rivolge soprattutto ai giovani, invece, il concerto delle “Sisters Cucci”.

Ma all’interno della manifestazione fatta di canti e danze, ci sarà spazio, tanto spazio, per la solidarietà: i ragazzi dell’Acr (presieduta da Patrizia Palese) allestiranno un mercatino di beneficenza. Il ricavato andrà ad aiutare Francesco Sarcinella, un giovane di Casarano affetto da tetraparesi spastica. Per questo, esserci sarà davvero importante.

 

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il chiostro dei Domenicani a Gallipoli, sede del laboratorio urbano Liberal'Arte

il chiostro dei Domenicani a Gallipoli, sede del laboratorio urbano Liberal’Arte

GALLIPOLI. Non cadrà la neve, ma la “Città Bella” si prepara ad indossare un vestito con i fiocchi, ugualmente suggestivo, in occasione della “Notte Bianca” prevista per sabato 21 dicembre. La cittadina avrà delle zone a traffico limitato, aree parcheggio gratuite, musei aperti tutta la notte, sconti e altri vantaggi per tutti (leggi qui l’articolo dettagliato).

Anche gli spettacoli saranno numerosi e per ogni età. Tra questi, quelli organizzati dal laboratorio urbano “Liberal’Arte”, ad ingresso gratuito presso il Chiostro dei Domenicani, andranno avanti dalle 17 alle 24. Il pomeriggio comincia con una mostra fotografica curata da Carlo Romano e Alice Zaccaria, mentre dalle 20 gli appassionati d’arte potranno assistere alla pittura estemporanea di Roberto Perrone. Chi preferisce l’arte del riciclo, può seguire il laboratorio dalle 18.30 alle 19.30 in cui imparerà a creare addobbi natalizi con materiali di fortuna.

Ce n’è per tutti i gusti, anche per i bambini che saranno i destinatari, dalle 17.30 alle 18.30, delle letture teatralizzate di “Zero meccanico teatro”. Non mancheranno momenti di cinema e musica: Alle 20.30 si terrà un cineforum coordinato dai ragazzi di Fideliter Excubat, alle 22 comincia l’esibizione di varie band gallipoline.

Ma c’è chi associa la musica alla danza, quella tipica salentina, e allora “Liberal’Arte” ha pensato anche a loro: dalle 19 alle 20, la pizzica sarà protagonista della lezione dimostrativa tenuta da Serena D’Amato e dai Tamburellisti di Torrepaduli. Per i più meditativi, c’è l’opportunità di seguire la lezione dimostrativa di Yoga a cura di Barbara Rauco, dalle 18 alle 19.

Come in ogni manifestazione salentina che si rispetti, ci sarà spazio anche per il gusto: dalle 19.30, si potrà bere una tazza di vin brulé e poi riprendere a vivere in pieno la “Notte Bianca”.

 

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...